La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-trauma-dellinflazione-si-fa-sentire)
L'inflazione è la tassa più insidiosa perché è la meno visibile. Se il fisco vi prelevasse il 30% in più dal vostro reddito quest'anno rispetto a sei anni fa, sareste furiosi. L'inflazione fa la stessa cosa, ma lascia dietro di sé solo confusione e disorientamento: la sensazione che qualcosa non vada per il verso giusto e una spiegazione opaca e un po' astratta.
Attribuiamo la colpa delle tasse elevate ai politici. Non siamo mai del tutto certi di chi sia esattamente il responsabile dell'inflazione. In parte, ciò è dovuto al fatto che essa è generata da un sistema con molte componenti in movimento. La spiegazione di base è semplice: l'espansione della moneta cartacea. Tuttavia gli attori coinvolti sono le banche centrali, le banche commerciali, gli operatori obbligazionari, i parlamenti, e il modo in cui il fenomeno si sviluppa dipende da fattori contingenti che riguardano le riserve e la velocità di circolazione della moneta.
Ci rimane un senso di rabbia verso tutto... ma tutto questo non accade immediatamente.
Ricordiamo che nel 2021 il Segretario del Tesoro, Janet Yellen, assicurò al Paese che l'inflazione era transitoria. Questa affermazione suonò un po' come “temporanea”, anche se non la espresse esplicitamente. Molti, interpretandola in questo modo, diedero per scontato che i prezzi sarebbero diminuiti nel giro di pochi mesi.
Ciò non accadde. Anzi, la situazione peggiorò, raggiungendo persino la doppia cifra. A peggiorare le cose, ogni relazione sull'inflazione veniva presentata dai media come una notizia relativamente positiva. L'inflazione stava “rallentando”, dicevano, ed era limitata solo a questo o quel settore, senza il quale non ci sarebbe stato alcun problema. Questo messaggio è andato avanti per tre anni.
Proprio in quel periodo ci furono momenti in cui ci sentimmo stranamente benestanti perché i vari governi del mondo stavano immettendo denaro direttamente nei nostri conti bancari. Molti in quel periodo stavano a casa, senza lavorare. Sembrava magia: guadagnare soldi senza lavorare. È sempre così nelle prime fasi dell'inflazione: la vita sembra relativamente facile, o almeno non terribilmente brutta.
Ma poi hanno cominciato ad accadere cose strane. Non tutte in una volta. L'inflazione colpisce settori a caso e poi scompare di nuovo, come una muffa in casa che c'è e poi non c'è più. Continuate a chiedervi se sia solo frutto della vostra immaginazione, se non sia una vera minaccia, solo un evento isolato, e così via. In più, il denaro circola ovunque, generando acquisti frenetici.
Questo effetto a catena di nuove inflazioni continua a manifestarsi colpendo in modi inaspettati. Prima appare, poi scompare. Aumentano i prezzi della benzina, poi si sgonfiano. Poi sono le uova, ma anche lì tutto si sgonfia poi. Ecco il turno dei servizi, di cui ci si accorge solo quando si ha bisogno di riparare l'auto. Rimane nascosta finché non viene rivelata accidentalmente in una spesa sanitaria imprevista, e così via. In ogni fase, la situazione migliora in un settore e peggiora in un altro.
Non è chiaro quando diventi evidente che è in atto una massiccia svalutazione. Alla fine, però, la realtà si impone su tutti: siamo stati derubati, anche se non abbiamo mai visto il ladro, né ci siamo accorti che la proprietà era sparita. Ogni inflazione nella storia ha funzionato in questo modo, ed è per questo che i governi hanno a lungo fatto ricorso alla stampa di moneta quando le tasse rappresentano un rischio troppo elevato per la stabilità politica.
L'inflazione del periodo 2021-2024 ha avuto origine nell'anno precedente alla sua manifestazione nei prezzi. La risposta alla pandemia è stata la causa del repentino passaggio da una politica monetaria restrittiva a una espansiva. Negli Stati Uniti una tale frenesia di stampa di moneta non si era mai vista prima. Il fenomeno si è poi ripetuto nella maggior parte del mondo, provocando di fatto un'inflazione mondiale.
Non c'è da stupirsi se tutti siano così preoccupati per l'accessibilità economica e che questo sia diventato il tema centrale. La causa principale è la svalutazione avvenuta durante la pandemia. Certo, anche i dazi hanno contribuito al problema, soprattutto introducendo un prezzo minimo che include i costi di conformità. Detto questo, i dazi non sono la causa principale del problema, pur non contribuendo a risolverlo.
Gli effetti persistenti si fanno sentire ovunque ancora oggi. Anche se l'inflazione generale si aggira intorno al 3% – superiore all'obiettivo ufficiale – il danno cumulativo causato dalle inondazioni di denaro dell'era pandemica è ormai stato scontato. I prezzi non stanno diminuendo; stanno solo aumentando più lentamente. La spesa alimentare è ancora del 20-25% più alta rispetto al 2019, i costi degli immobili sono lievitati e i servizi di uso quotidiano sembrano beni di lusso.
Il problema principale è l'accessibilità economica, non un episodio isolato. I costi abitativi, la voce di spesa più consistente nella maggior parte dei bilanci familiari, sono rimasti ostinatamente elevati e continuano ad aumentare del 3-4% secondo molti studi. I lockdown hanno bloccato le nuove costruzioni, le catene di approvvigionamento sono rimaste in uno stato di disordine e la successiva stampa di moneta ha fatto lievitare i prezzi degli immobili. Il risultato è che per acquistare una casa di dimensioni medie è ora necessario un reddito ben superiore a quello percepito dalla maggior parte delle giovani famiglie. Chi acquista casa per la prima volta si ritrova escluso, costretto ad affittare per sempre o a trasferirsi in zone meno ambite.
Non si tratta solo di numeri; si tratta di matrimoni rimandati, meno figli, sogni di indipendenza infranti.
Anche il settore alimentare racconta una storia simile. Uova, carne, latticini – i prodotti di base – hanno fatto registrare picchi irregolari, per poi stabilizzarsi su livelli elevati. I prezzi dell'energia hanno oscillato in base agli eventi mondiali e ai cambiamenti politici, ma benzina e utenze non sono mai tornati ai livelli pre-2021. Aggiungiamoci poi i dazi e otteniamo una pressione al rialzo su beni che vanno dall'abbigliamento all'elettronica.
Oggi i politici possono liquidare tutto questo come una bufala o una situazione transitoria, ma le famiglie vivono nel mondo reale. Un mese si tratta di bollette del riscaldamento, il mese successivo di asilo nido o assicurazione auto.
L'inflazione non erode solo la ricchezza, ma anche la fiducia. Le persone percepiscono di lavorare di più per meno, i risparmi svaniscono nel nulla e i frutti del proprio lavoro vengono diluiti da forze invisibili. Il problema si riduce a questo: una moneta solida è ottima e persino essenziale per i cittadini, ma non è mai un bene per i governi o per i mercati finanziari dipendenti dal debito. I governi e i debitori in genere apprezzano l'inflazione per lo stesso motivo per cui un tempo apprezzavano la svalutazione delle valute: finanzia la spesa senza tasse esplicite e ripaga il debito con valuta di minor valore. Ma il conto, prima o poi, arriva per tutti gli altri. I risultati sono disordini sociali, perdita di produttività e cattiva allocazione del capitale.
Il trauma dell'inflazione si manifesta in una silenziosa disperazione: visite mediche saltate, cibo più economico (e meno sano), pensionamenti rimandati. Non si tratta di iperinflazione, ma di una lenta e faticosa agonia che normalizza le difficoltà. Il ladro è fuggito, lasciandoci più poveri, più divisi, meno fiduciosi. Finché non affronteremo la radice del problema, i colpi continueranno ad arrivare, casuali e implacabili, finché il sistema stesso non cederà.
Nel frattempo, per la maggior parte delle persone, la normalità assomiglia alle monete che abbiamo in tasca: rottami metallici rimessi a nuovo per assomigliare a qualcosa che non sono.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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