sabato 24 luglio 2010

Contadini, sollevatevi! I Croquant del 17esimo secolo


Un'esempio dalla storia di come le persone all'epoca avevano a cuore la propria autonomia ed indipendenza, lottando con unghie e denti contro l'invasività di uno Stato centralizzatore e le relative tasse opprimenti.
Una preziosa lezione di cui fare tesoro.

Questo articolo è un'estratto de "An Austrian Perspective on the History of Economic Thought, vol. 1, Economi Thought before Adam Smith". Un file mp3 di questo articolo, letto da Jeff Riggenbach, è disponibile per il download.
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di Murray N. Rothbard

I re francesi del diciassettesimo secolo ed i loro tirapiedi non imposero un fardello incalzante di assolutismo senza provocare una profonda, pesante e continua opposizione. Infatti ci furono ripetute ribellioni da parte di gruppi di contadini e nobili in Francia dal 1630 al 1670. Generalmente il motivo del malcontento e della sommossa era l'innalzamento delle tasse, come anche la perdita di diritti e privilegi. C'erano anche ribellioni simili in Spagna nella metà del secolo e nell'autocratica Russia attraverso tutto il diciassettesimo secolo.

Si considerino, per esempio, le rimostranze dei contadini nella prima grande ribellione francese del diciassettesimo secolo, la rivolta dei croquant (letteralmente, "croccanti") nel 1636 nel sud ovest della Francia. La ribellione dei croquant fu aggravata da un'immediato quasi-raddoppio di imposte dirette sulla classe contadina per raccogliere fondi per la guerra contro la Spagna. L'intendente La Force, mandato ad investigare sui disordini, riferì circa i risentimenti e le richieste dei contadini. I contadini concetravano l'attenzione sull'eterna ed incalzante aumento della tassazione. Indicarono che sotto il regno di Enrico IV più tasse fossero state riscosse rispetto a qualsiasi altro precedente regno della monarchia e che in due anni di regno di Luigi XIII pagarono di più che in tutti gli anni di Enrico IV.

I contadini protestavano anche perchè gli esattori delle tasse si portarono via i loro bovini, vestiti ed utensili, soltanto per coprire i costi dell'aplicazione della tassazione, cosìcche l'ammontare principale delle tasse non potesse essere ridotto. Il risultato fu un disastro. Privati dei loro mezzi di lavoro, i contadini furono forzati a lasciare i loro campi incolti ed anche lasciare le loro antiche terre per mendicare il pane. In una lettera al suo superiore La Force si sentiva obbligato ad appoggiare le loro proteste: "Monseigneur, non è che non sono toccato da un sentimento naturale di grande compassione, quando vedo l'estrema povertà in cui queste persone vivono".

I contadini obiettavano che loro non erano dei sovversivi; loro avrebbero voluto pagare le vecchie tasse ordinarie, fu l'introduzione dei nuovi aumenti ad essere rigettata. Le nuove tasse dovevano essere imposte solo in casi di estrema emergenza e poi solo dagli Stati Generali (che non si erano visti sin dal 1615 e non si sarebbero visti fino alla vigilia della Rivoluzione Francese). Come cittadini delusi da tutto e tutti, i contadini non incolparono il re per le loro condizioni ma i suoi ministri malvagi e tiranni, che avevano lasciato che il sovrano andasse fuori strada. I contadini insistevano che erano stati costretti a ribellarsi in modo che "le loro urla potessero raggiungere l'orecchio del re stesso e non più solo quello dei suoi ministri, che lo consigliarono male". Sia esso presidente o monarca, è conveniente per il dirigente preservare la sua popolarità deviando proteste ed ostilità su consiglieri e primi ministri che lo circondano.

Ma nonostante le sfortunate limitazioni, i croquant avevano il senno e lo spirito pari a zero per quanto riguardava il mito dell' "interesse pubblico" propagandato dai ministri reali. I contadini dichiararono che i "bisogni dello Stato" erano solo un "pretesto per far arricchire una minoranza di persone" -- gli odiati appaltatori di tasse, che avevano comprato il privilegio dalla corona di riscuotere le tasse, le quali finivano nelle loro tasche; e le "creature dell'uomo che governava lo Stato", ovvero Richelieu e la sua cerchia. I contadini chiedevano l'abolizione dei sussidi ai cortigiani, come anche i salari di tutti quegli ufficiali creati da poco.

L'anno successivo, il 1637, i croquant della vicina regione di Périgord si sollevarono in protesta. Rivolgendosi al re Luigi XIII, la Comune di Périgord mise in chiaro le sue ragione della rivolta: "Sire...abbiamo fatto un passo inusuale nel modo in cui abbiamo espresso le nostre rimostranze, ma questa è l'unica via in cui possiamo essere ascoltati da Sua Maestà". La loro incrementante rimostranza era contro gli appaltatori di tasse e gli esattori delle tasse ufficiali, che "hanno mandato tra di noi un migliaio di ladri che mangiano la carne dei poveri agricoltori fino alle ossa e sono stati loro a forzarli a prendere le armi, cambiando i loro vomeri con spade, in modo da chiedere a Vostra Maestà giustizia oppure morire da uomini".

Scossa dalla ribellione, la Corona organizzò i suoi leali servitori. Il tipografo reale, F. Mettayer, pubblicò un'esposto da parte degli "abitanti della città di Poitiers", in cui si denunciava la "sediziosa" Comune di Périgord. Gli uomini di Poitiers dichiaravano che "noi sappiamo, come cristiani e leali francesi, che la gloria dei re è di comandare, mentre la gloria dei cittadini, chiunque essi siano, è di obbedire in tutta umiltà e cosciente sottomissione...seguendo il comando espresso da Dio". Tutte le persone di Francia sapevano che il re era la vita e l'anima dello Stato. Il re era direttamente guidato dallo Spirito Santo, ed in più, "dalle decisioni sovrumane della vostra mente reale e dai miracoli compiuti nel vostro felice regno noi percepiamo distintamente che Dio tiene il vostro cuore nella sua mano". C'era solo un'ulteriore spiegazione per la ribellione, conclusero i fedeli di Poitiers: i ribelli dovevano essere degli strumenti di Satana.

Non tutti i cattolici furono d'accordo, nemmeno il clero cattolico di Francia. Nel 1639 una ribellione armata scoppiò in Normandia basandosi su due motivi: un'opposizione ad una tassazione oppressiva ed una richiesta d'autonomia per la Normandia, come contrasto al regime centralizzato parigino. Era un movimento multiclasse di gente relativamente povera, raggruppata in un' "armata della sofferenza" e si facevano chiamare Nu-Pieds -- gli scalzi --, dopo che i venditori di sale nella regione sud-occidentale normanna di Avranches camminarono scalzi sulla sabbia. Il generale dell'armata era un figura leggendaria chiamata Jean Nu-Pieds; l'effettivo direttorato dell'armata era composto da quattro preti dell'area di Avreanches, dei quali il leader era Padre Jean Morel, prete parigino di Saint-Gervais. Morel si faceva chiamare "Colonnello Dune di Sabbia", ma era un poeta propagandista come anche un comandante dell'armata. Nel suo "manifesto all'Alto Insuperabile Capitano Jean Nu-Pieds, Generale dell'armata della Sofferenza", indirizzato contro gli "uomini arrichitisi dalle loro tasse", Padre Morel scrisse:

«Ed io, dovrei io lasciare le persone a languire

Al di sotto del tallone della tirannia e permettere ad una folla di stranieri [non normanni]

Di opprimere queste persone giornalmente con le loro imposte?»


Il riferimento a "stranieri" mostrava la continua forza dei movimenti nazionali particolaristi o separatisti in Franzia, ed in questo caso della Normandia. I normanni ed i movimenti dei croquant si stavano sollevando contro l'imperialismo centralizzato di Parigi imposto solo da poco su nazioni indipendenti o autonome, come anche contro la stessa tassazione elevata.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 23 luglio 2010

Fondamenti base dell'economia Austriaca

Segnalato da un amico, condivido questa serie di slide che in pochi passaggi elencano le caratteristiche delle teorie della scuola Austrica e le sue posizioni su argomenti molto spesso equivocati:




[*] Fonte originale


Perchè non voto

Articolo illuminante che illustra in poche righe contraddizioni ed angherie del sistema democratico che nostro malgrado dobbiamo quotidianamente sciropparci.
In questo panorama il "non-voto" diventa un'azione di partenza, fondamentale, per l'emancipazione personale.
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di Robert P. Murphy


Oggi è appropriato che io sintetizzi le ragioni per cui non voto. In parole povere, la democrazia è un sistema ripugnante e ridicolo e quindi non ho alcun obbligo etico per votare. E poi il mio voto da solo quasi certamente non avrà alcun effetto sulle elezioni e per questo non ho nessun interesse pragmatico nel votare. Quindi, perché dovrei fare qualcosa di moralmente incerto se nemmeno fa qualche differenza?

Anche se sono sicuro che si sia già sentito qualcosa di simile prima, rivediamo proprio perché il singolo voto NON conta. Affinché il voto possa fare qualche differenza (nella corsa presidenziale), l'elezione in uno Stato dovrebbe essere decisa con un margine esattamente di uno. In altre parole, si metta il caso che uno non vota. Se il candidato che vince in quello Stato lo fa con un margine di due o più persone, allora la tua decisione di astenerti non è valsa a nulla.

Ma la cosa peggiora. Si pensi contro tutte le bizzarrie che nel tuo Stato il voto popolare si risolva in un pareggio, considerando anche tutti gli altri votanti, e poi tu assegni il voto decisivo a favore del tuo candidato (sappiamo già che un'eventualità simile non accadrà mai). Anche così il tuo voto influisce solo sull'identità del presidente successivo, se il margine nel collegio elettorale è abbastanza vicino affinché il tuo Stato decida per l'esito.

OK, ora dovrei disporre di alcune obiezioni obbligatorie.

* "Ciò non ha senso. Se si dice con non è razionale votare, allora nessuno dovrebbe votare. Ma poi tu vai a candidarti come presidente. Allora poi tutti dovrebbero votarti. Duh, voi economisti siete stupidi".
=> No, non c'è nulla di male a fare un'analisi tra costi/benefici, a patto che l'elaborazione tra costi e benefici sia fatta correttamente. La ragione per cui sono praticamente sicuro che il mio voto non influenzerà l'esito delle elezioni, è che sono praticamente sicuro che milioni di americani voteranno stupidamente. Quando Free Advice guadagnerà 10 milioni di lettori giornalieri, forse rivedrò le mie previsioni sugli aderenti al voto.

(Tecnicamente si può provare a costruire un modello formale con la "strategia combinata" del simmetrico equilibrio di Nash; chiunque è indifferente nel votare o meno e, di conseguenza, ognuno che lo desideri è in grado di scegliere una strategia di voto con una probabilità X, dove X è molto piccolo. Così X volte l'intera popolazione significa che ci si aspetta una certa somma di persone che si presentino e votino, e questa aspettativa è già sufficiente a renderti indifferente. Ma nel mondo reale non siamo regolati dall'equilibrio di Nash (almeno), non se tutti abbiano un tornaconto nell'influenzare l'esito delle elezioni -- quindi traggo rigorosamente più vantaggio non votando. Dovrei aggiungere anche che non vedo il mondo come se fossi "in" un modello teorico di gioco, sto solo mostrando che non c'è niente di contraddittorio circa la struttura analitica).

* "Come sarebbe se tutti la pensassero come te?"
=> Se tutti la pensassero come me sarebbe grandioso. Nessuno voterebbe e così 535 persone a Washington DC direbbero "Mandateci metà dei vostri stipendi cosicché possiamo bombardare le persone e salvare le banche", sarebbe un gioco divertente. Se si vuole fare un accordo kantiano e scegliere le azioni che uno desidera che gli altri prendano, allora perché votare per una persona che già si ammette sia il "minore dei due mali"? Non ha alcun senso. Un conto sarebbe compiere un'azione moralmente odiosa affinché fornisca benefici tangibili ed utili; per esempio, far deviare un autobus cosìcche colpisca 3 persone invece che 30. Ma perché partecipare nella votazione di un tizio che commetterà atti malvagi, quando la tua partecipazione non fa niente per limitare quella malvagità? Se si pensa che Obama/McCain sia il peggior candidato, il voto per McCain/Obama non farà nulla per frenarlo. Obama/McCain potrebbe vincere/perdere con o senza il vostro voto, con una sicurezza stimata al 99,9999%.

* "Se non voti, allora non hai nessun diritto a lamentarti del nostro governo".
=> Questa è la scemenza più cretina che abbia mai sentito e c'è una grande competizione in questa categoria. Siamo tutti d'accordo che il nostro governo è diretto da bugiardi e ladri, giusto? OK, allora come ci arrivano lì? Perché è chi vota che ci li mette lì. Quindi mi state dicendo che sono molto più responsabile per quelle persone orribili a Washington rispetto alle persone che li hanno praticamente votati?

* "E' a causa dell'apatia di persone come te che il nostro sistema non funziona propriamente".
=> Questo è legato all'obiezione di sopra. Mi piacerebbero le persone che credono in ciò, proprio per riflettere sulle implicazioni di frasi come questa. Ciò vuol praticamente dire che le persone che votano sono (in generale) babbei e/o malvagi, mentre le persone che non votano sono (in generale) sagge e virtuose. Dovete crederci, se si sostiene che l'aumento della percentuale dei votanti possa migliorare i politici andremo a finire male. Vi ringrazio per le belle parole, ma penso che siete in errore. Se (come in alcuni paesi) il governo forza le persone a votare, non penso che i nostri politici diventerebbero di colpo uomini (e donne) di Stato onesti. La ragione per cui la democrazia produce risultati terribili è perché è un sistema ridicolo, ripugnante, e non perché noi siamo troppo pigri per "farla funzionare".


PERCHÉ LA DEMOCRAZIA È UN SISTEMA RIDICOLO, RIPUGNANTE
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Chiuderò con la difesa di queste parole dure. Immagina di dover riparare i tuoi freni rotti, ma tu non abbia il permesso di chiamare la compagnia per fare questo lavoro. Invece c'è un'elezione per scegliere il meccanico della città e tutti nella vostra città hanno l'opzione di votare e decidere quale persona debba riparare i tuoi freni. Quella persona può anche decidere poi quanto farti pagare e tu nemmeno puoi scegliere l'opzione di andare con l'autobus -- devi andare con la tua macchina ogni giorno dopo che il lavoro è stato ultimato. Vi piacerebbe un sistema come questo?

Se si è genitori, ne ho un'altra anche migliore. Mettiamo il caso che tu non possa scegliere chi faccia da babysitter a/ai tuo/tuoi figlio/figli, ma la scelta è presa dalla maggioranza che comanda. Se state ignorando ciò probabilmente non vi sta entrando in testa il concetto. Seriamente, immaginate che uno non possa controllare chi guardi suo/suoi figlio/figli, ma quei perfetti estranei hanno più voce in capitolo del genitore. E non solo questo, ma la rosa dei possibili candidati sarebbe ristretta a quei potenziali babysitter a cui non ci si è preoccupati di stilare un'indagine nelle loro vite di un intero anno, con i sostenitori di altri potenziali babysitter che danno adito a malevole voci e così via. Pensate che l'esito sarebbe buono? Oppure preferireste la libertà di poter scegliere il/la vostro/a babysitter, usando i vostri propri criteri?

Bè spero che ora possiate vedere ciò che intendevo quando ho detto che la democrazia è un sistema ridicolo e ripugnante. E' vero, potreste ribattere che ci sono alcune cose come la difesa nazionale o il sistema legale dove praticamente è impossibile avere quella libertà, che, siamo tutti d'accordo, è ideale nei casi come la riparazione dei freni o l'ingaggio di un/una babysitter. Se questo è il vostro punto di vista, vi incoraggio a vedere questo pamphlet [in pdf].

In conclusione, io non voto perché non vedo nessuna ragione per cui partecipare alla consacrazione collettiva di qualcuno che violerà i diritti di proprietà e finirà con uccidere persone innocenti, quando il mio voto non ha nemmeno la più flebile possibilità di influenzare l'esito della votazione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/


Come ci si ribella dentro una gabbia?





di Johnny Cloaca


Stasera riflettevo su come fosse facile comandare una mandria con una bacchetta e dei fogli di carta. Su come fosse facile privare qualcuno delle virtù fondamentali della sua esistenza, costringendolo ad arrabattarsi con mille voli pindarici per compensare la voragine che suo malgrado si è trovato a fronteggiare. Ma nonostante si tenti compulsivamente di riuscire in questo compito, il fine non viene mai raggiunto.

A quel punto un'immagine nella folla di alcuni "individui" che si litigavano un mero oggetto, pregno del materialismo più becero, mi ha fatto tornare alla memoria un pensiero che condivisi su un altro forum:

«[...] L'atteggiamento di cui parli fa sempre parte del grande progetto democratico. Altrimenti da tempo le poltrone sarebbero volate per aria. C'è troppo da perdere, ciò che deteriora la volontà di prendere a randellate chi ci spacca la schiena dalla mattina alla sera sono le illusioni a buon mercato con cui sono state abbelite le nostre gabbie. Come puoi ribellarti dentro una gabbia? Siamo riusciti ad abbellirla così tanto che assomiglia ad una casa confortevole, ma alla fine della fiera è un monolocale celebrale fatto di mattoni su mattoni.

Siamo solo lo specchio delle nostre cose, esseri consumatori compulsivi. E come mai questo consumismo ha attecchito così bene nell'indole umana? Siamo pazzi? Oppure siamo stati privati di qualcosa? La rimozione di ciò ha lasciato un vuoto enorme e per colmarlo facciamo di tutto; ma la brutta notizia è che non si riempirà mai, perchè la cosa tolta è così grande e fondamentale per l'essere umano che al confronto le buche keynesiane si riempirebbero con un cucchiaino.

E visto che chi si preoccupa di mantenere i gioghi non è scemo, ha ideato sapientemente un luogo in cui rimbecillire l'essere umano. Inutile dire che il martellamento della giovane materia celebrale è irrimediabilmente pericoloso al fine del libero pensiero (fortunatamente non in tutti i casi), la deresponsabilizzazione è solo una inevitabile conseguenza.

Con queste premesse, come ci si ribella dentro una gabbia?

Per quanto mi riguarda cerco il più possibile di rifiutare il pastone dei carcerieri....ma per tanti che cercano di vivere dignitosamente, ce ne sono tanti altri che richiedono fervidamente il bis della sbobba giornaliera".»

Siamo ancora consci? Perchè azzannarsi la gola a vicenda, quando chi muove le fila degli arti, delle gambe e, soprattutto ormai, della testa nella massa sguazza nel proprio potere, acquisito legittimamente come democrazia comanda. Chi è in carcere vorrebe vedere anche gli altri nella stessa condizione...ed eccovi accontentati! Tutti nel fango, e di forza anche; i porci ormai hanno dimore di diamanti ed il resto della fattoria gode nel marcire nella propria commiserazione.
Abbiamo abbandonato i nostri corpi tempo fa, troppo interessati a volere i paradisi degli altri, aspettando il messia di turno che a buon mercato ci offre uno spiraglio di luce dalla gabbia, che ci acceca e ci fa ignorare che quella finestra ha ancora le sbarre.

Ormai è tardi? Non lo so, ma finchè le persone lasceranno i loro problemi nelle mani di chicchessia (ed incazzandosi anche con loro perchè non glieli risolvono), l'artificilità di questa messinscena continuerà ad oltranza consentendo ai nostri carcerieri di disporre della chiave delle varie celle; rubando, di conseguenza, anima e corpo alle persone che disperate combattono, futilmente, battaglie contro un muro di mattoni.


giovedì 22 luglio 2010

La cospirazione della Marijuana: la ragione per cui la canapa è illegale


Se ne è parlato molto, se ne parla e se ne parlarà. Ma il problema è proprio questo: se ne parla come? Preconcetti e pregiudizi ogni volta che si introduce appena l'argomento. Il muro di cinta propagandato da oltre 80 anni regge ancora...e bene anche.

Ma come "qualcuno" diceva, l'informazione rende liberi.



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di Doug Yurchey


Dicono che la marijuana sia pericolosa. L'erba non è nociva al corpo o alla mente umana. La marijuana non rappresenta un modello che può minacciare il pubblico. La marijuana è più una minaccia per le compagnie petrolifere, l'alcohol, le industrie del tabacco ed un grande numero di corporazioni chimiche. I grandi affari, seguiti da vagonate di denaro e propaganda, hanno insabbiato la verità alle persone. La verità è che se la marijuana fosse utilizzata nella sua vasta esposizione di prodotti commerciali, potrebbe costituire una bomba atomica industriale! I super ricchi hanno cospirato per diffondere disinformazione circa la pianta che , se usata propriamente, distruggerebbe le loro compagnie.

Da dove la parola "marijuana" deriva? Nel 1930 la parola con la M fu creata per infangare la buona immagine e la storia fenomenale della canapa -- come leggerete. I fatti citati qui, con i riferimenti, sono ampiamente verificabili nell'Encilopedia Britannica che fu stampata sulla canapa da oltre 150 anni:

  1. Tutti i libri di scuola furono creati dalla canapa o dal lino fin al 1880. (Jack Frazier, Hemp Paper Reconsidered, 1974)


  2. Era legale pagare le tasse con la canapa in America dal 1631 fino ai primi anni del 1800. (LA Times, 12/8/1981)


  3. Rifiutarsi di coltivare la canapa in America durante il 17esimo ed il 18esimo secolo era contro la legge! Si poteva anche andare in prigione in Virginia per aver rifiutato di coltivare la canapa dal 1763 al 1769. (G.M. Herdon, Hemp in Colonial Virginia)


  4. George Washington, Thomas Jefferson e gli altri padri fondatori coltivavano la canapa. (Diari di Washington e Jefferson; Jefferson contrabbandava i semi di canapa dalla Cina alla Francia e poi in America)


  5. Benjamin Franklin possedeva uno dei primi mulini per la carta in America ed in esso trattava la canapa. Anche la guerra del 1812 fu combattuta per la canapa. Napoleone voleve tagliare le esportazioni di Mosca all'Inghilterra. (Jack Herer, Emperor Wears No Clothes)


  6. Per migliaia di anni il 90% di tutte le corde e le vele delle navi era fatto di canapa. La parola "canvas (grossa tela di canapa)" significa cannabis in olandese. (Webster's New World Dictionary)


  7. L'80% dei materiali tessili, dei vestiti, delle stoffe, dei fili, delle lenzuola, dei tendaggi, etc. era fatto di canapa fino al 1820, quando fu introdotto il cotone.


  8. Le prime bibbie, mappe, carte nautiche, la bandiera di Betsy Ross (la creatrice della prima bandiera americana), le prime bozze della Dichiarazione d'Indipendenza e della costituzione furono create dalla canapa. (Archivi Governativi degli Stati Uniti)


  9. Il primo raccolto che cresceva in molti Stati era quello della canapa. Nel 1850 fu un anno in cui il Kentucky raggiunse il picco di 40,000 tonnellate. La canapa era la più grande coltura di vendita immediata fino al 20esimo secolo. (Archivi di Stato)


  10. I più vecchi dati conosciuti di coltivazione della canapa risalgono a 5000 anni fa in Cina, anche se l'industrializzazione della canapa probabilmente risalirebbe agli antichi egizi.


  11. I quadri di Rembrandt, Van Gogh, Gainsborough, come anche la maggior parte dei primi dipinti su tela, erano principalmente ritratti su tela di canapa e lino.


  12. Nel 1916 il governo degli Stati Uniti predisse che dal 1940 tutti i fogli di carta sarebbero derivati dalla canapa e che nessun altro albero sarebbe dovuto essere abbattuto. Studi governativi riferiscono che 1 acro di canapa equivale a 4,1 acri di alberi. Progetti erano in opera per attuare simili programmi. (Archivi del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti)


  13. Colori e vernici di qualità erano derivati dall'olio dei semi di canapa fino al 1937. 58,000 tonnellate di canapa furono usate in America per prodotti coloranti nel 1935. (Testimonianza della Sherman Williams Paint Co. davanti il Congresso degli Stati Uniti contro la tassa sulla marijuana nel 1937)


  14. Il primo modello-T di Henry Ford fu costruito per camminare con carburante derivato dalla canapa e la stessa macchina fu costruita con la canapa! Nella sua grande tenuta, Ford fu fotografato tra i suoi campi di canapa. La macchina, "cresciuta dal terreno", aveva pannelli in plastica derivati dalla canapa che avevano una resistenza agli impatti 10 volte superiore all'acciaio. (Popular Mechanics, 1941)



15. Nel 1938 la canapa era chiamata "raccolto da miliardi di dollari". Era la prima volta che una coltura di vendita immediata aveva un giro d'affari che potenzilamente sforava il miliardo di dollari. (Popular Mechanics, febbraio 1938)
16. Il Mechanical Engineering Magazine (febbraio 1938) pubblicò un articolo intitolato "Il più desiderabile e redditizio raccolto che possa essere coltivato". Dichiarava che se la canapa fosse stata coltivata usando la tecnologia del 20esimo secolo, sarebbe stata l'unico grande raccolto agricolo negli Stati Uniti e del resto del mondo.

La seguente informazione deriva direttamente dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, un film di 14 minuti del 1942 che incoraggia ed istruisce "i patriottici contadini americani" al fine di far crescere 350,000 acri di canapa ogni campi per sostenere gli sforzi di guerra:
«...[Quando] i templi greci erano nuovi, la canapa era già vecchia negli usi dell'uomo. per migliaia di anni, ed anche dopo, questa pianta è stata coltivata per cordame e vestiti in Cina ed in altri luoghi dell'oriente. Per secoli precedentemente il 1850, tutte le navi che salpavano per i mari occidentali erano attrezzate con corde e vele di canapa. Per il marinao, e nondimeno per il boia, la canapa era indispensabile...Ora con le fonti di canapa delle Filippine e dell'India orientale in mano ai giapponesi...la canapa americana deve incontrare i bisogni del nostro esercito e della nostra marina...La marina rapidamente sta diminuendo le sue riserve. Quando ciò sarà fatto, la canapa americana andrà in missione di nuovo; canapa per le navi ormeggiate; canapa per i cavi da rimorchio; canapa per equipaggiamento ed abiti; canapa per gli innumerevoli usi navali sia sulle stesse navi che sulla costa. Proprio come nei giorni in cui la Old Ironsides solcava i mari vittoriosa con i suoi manti di canapa e vele di canapa. Canapa per la vittoria!»

Una prova certificata dalla biblioteca del Congresso, trovata dalle ricerche di Jack Herer, confuta le dichiarazioni di altre agenzie del governo secondo cui il film del 1942, Canapa per la vittoria, non esisteva:



La coltivazione e la produzione di canapa non fanno del male all'ambiente. Il bollettino USDA #404 concluse che la canapa produce quattro volte tanta pasta di cellulosa, con almeno dalle 4 alle 7 volte meno inquinamento.

Da Popular Mechanics, febbraio 1938:
«Ha una crescita stagionale breve...Può crescere in ogni Stato...Le lunghe radici penetrano e rompono il terreno per lasciarlo poi in perfette condizioni per il raccolto dell'anno successivo. Il fitto fogliame, dagli 8 ai 12 piedi al di sopra il terreno, soffoca le erbaccie...La canapa, questo nuovo raccolto può aggiungere inconmensurabile ricchezza all'agricoltura ed all'industria americana". Nel 1930, le innovazioni nei macchinari agricoli avrebbero scatenato una rivoluzione industriale qualora applicati alla canapa. Questa singola risorsa avrebbe potuto creare milioni di nuovi lavori generando migliaia di prodotti di qualità. la canapa, se non fosse stata resa illegale, avrebbe condotto l'America fuori dalla grande Depressione.»


LA COSPIRAZIONE


William Randolph Hearst (Citizen Kane) e la Hearst Divisione Manifatturiera della Carta di Kimberly Clark possedevano vasti acri di terreno piantato ad alberi da legname. La Hearst Company riforniva la maggior parte dei prodotti in carta. Il nonno di Patty Hearst, un demolitore della natura per suo profitto personale, stava perdendo miliardi a causa della canapa.

Nel 1937 DuPont brevettò i processi per fare la plastica dal petrolio e dal carbone. Il Rapporto Annule di DuPont stimolava gli azionisti ad investire nella sua nuova divisione petrolchimica. Materiali sintetici come plastiche, celophane, celluloide, nylon, raion, dacron, etc. potevano ora essere fatti con il petrolio. L'industria naturale della canapa avrebbe rovinato circa l'80% degli affari di DuPont.

Andrew Mellon divenne il Segretario del Tesoro di Hoover ed il primo investitore di DuPont. Egli nominò il suo futuro nipote, Harry J. Anslinger, capo del Federal Bureau dei narcotici e delle droghe pericolose.

Incontri segreti si tennero tra questi tifoni finanziari. La canapa fu dichiarata pericolosa ed una minaccia per le loro imprese miliardarie. Affinchè le loro dinastie rimanessero intatte, la canapa sarebbe dovuta sparire. Questi uomini presero un'oscura parola dialettale messicana: "marijuana" e la spinsero dentro le coscienze degli americani.


LA MANIPOLAZIONE DEI MEDIA

Una guerra mediatica di "giornalismo di cronaca" iniziò tra il 1920 ed il 1930. I giornali di Hearst pubblicavano storie che enfatizzavano gli orrori della marijuana. La minaccia della marijuana divenne il titolo principale. I lettori impararono che era responsabile per tutto dagli incidenti d'auto alla perdita della moralità.

Film come Reefer Madness (1936), Marijuana: Assassin of Youth (1935) e Marijuana: the Devil's Weed (1936) furono concepiti dalla propaganda di questi industriali per creare un nemico. Il loro scopo era quello di guadagnarsi il favore del popolo cosìcche leggi contro la marijuana potessero passare.

Si esaminino le seguenti citazioni da The Burning Question (conosciuto anche come Reefer Madness):
  • un violento narcotico;
  • atti di estrema violenza;
  • pazzia incurabile;
  • effetti deleteri sull'anima;
  • sotto l'influenza della droga ha ucciso la sua famiglia con un'ascia;
  • più malefica, più mortale anche delle altre droghe deleteree per l'anima (eroina, cocaina) è la minaccia della marijuana!
Reefer Madness non finiva col classico titolo "fine". Il film si concludeva con queste parole a caratteri cubitali: "Ditelo ai vostri bambini".

Nel 1930 le persone erano molto ingenue, perfino ignoranti. Le masse erano come pecore in attesa di essere condotte dai pochi al potere. Non contrastavano l'autorità. Se le notizie fossero stampate o dette alla radio, credevano automaticamente che fossero vere. Lo dissero ai loro figli e questi crebbero divenendo genitori babyboomer.

Il 14 aprile 1937 la tassa proibitiva sulla marijuana, o per meglio dire la legge che rese fuorilegge la canapa, fu direttamente portata alla Commissione House Ways and Means. Questa commissione è l'unica che può introdurre una legge alla Camera senza che essa possa essere dibattuta da altre commissioni. Il presidente del Senato statunitense, della Commissione Ways and Means, che al tempo era Robert Doughton, era un sostenitore di DuPont. Assicurò che la legge sarebbe stata approvata dal Congresso.

Il dottor James Woodward, un medico ed avvocato, testimoniò troppo tardi per conto dell'Associazione Medica Americana. Disse alla commissione che la ragione per cui l'AMA non aveva denunciato tempestivamente la tassa sulla marijuana, era perchè l'associazione aveva da poco scoperto che la marijuana era la canapa.

Poche persone, all'epoca, riconobbero che la minaccia mortale di cui lessero sui titoli di prima pagina dei giornali Hearst era in realtà l'innocua canapa. L'AMA capì che la cannabis era quella medicina che si trovava in numerosi prodotti curativi venduti nell'arco degli ultimi cento anni.

Nel settembre del 1937 la canapa divenne illegale. Il raccolto più utile conosciuto divenne una droga ed il nostro pianeta da allora ne ha sofferto.

Il Congresso proibì la canapa perchè si diceva che fosse la droga più scatenante violenza conosciuta. Harry Anslinger, capo della Commissione sulla Droga per 31 anni, promosse l'idea che la marijuana facesse diventare le azioni dei suoi utilizzatori estremamente violente. Nel 1950, sotto la minaccia comunista del McCartismo, Anslinger disse l'esatto opposto: la marijuana pacificherebbe a tal punto che i soldati non avrebbero voglia di combattere.

Oggi il nostro pianeta è in guai tremendi. La Terra sta soffocando man mano che larghi tratti di foresta pluviale scompaiono. Inquinamento, veleni ed agenti chimici stanno uccidendo le persone. Questi grandi problemi potrebbero essere risolti se si industrializzasse la canapa. le biomasse naturali potrebbero provvedere ai bisogni d'energia di tutto il pianeta che al momento sono riforniti da carburanti fossili. Abbiamo consumato l'80% delle nostre riserve di gas e petrolio. Abbiamo bisogno di risorse rinnovabili. La canapa potrebbe essere la soluzione all'incremento dei prezzi del gas.


LA PIANTA MERAVIGLIOSA

La canapa ha una qualità migliore di fibre rispetto a quelle del legno. Molte meno sostanze chimiche pericolose sono richieste per fare la carta dalla canapa rispetto a quella fata con gli alberi. La carta di canapa non diventa gialla ed è molto durevole. La pianta cresce a maturazione velocemente ed in una stagione, mentre gli alberi ci impiegano una vita.

Tutti i prodotti di plastica dovrebbero essere fatti dall'olio del seme della canapa. Le plastiche di canapa sono biodegradabili! Nel tempo si romperebbero e non danneggerebbero l'ambiente. Le plastiche fatte col petrolio, quelle con cui abbiamo molta familiarità, aiutano a distruggere la natura. Non si rompono col tempo e faranno grossi danni all'ambiente in futuro. Il processo per produrre i vari tipi di plastiche naturali (derivate dalla canapa) non rovinerebbero i fiumi come DuPont ed altre compagnie petrolchimiche hanno fatto. L'ecologia non rientra nei piani delle industrie petrolifere e dell'apparato politico. I prodotti di canapa sono sicuri e naturali.

Le medicine dovrebbero essere fatta con la canapa. Dovremmo ritornare ai giorni in cui l'AMA sosteneva le cure con la cannabis.La "marijuana medica" è venduta legalmente solo ad un pugno di persone mentre il resto di noi è forzato in un sistema che si basa su sostanze chimiche. L'erba rappresenta solo benessere per il corpo umano.

La fame nel mondo potrebbe aver termine. Una grande varietà di vettovaglie può essere generata dalla canapa. I semi contengono una delle più alte risorse di proteine in natura. Inoltre: hanno due essenziali acidi grassi che ripuliscono il nostro corpo dal colesterolo. Questi acidi grassi essenziali non si trovano da nessuna altra parte in natura! Consumare i semi della marijuana è la migliore cosa che possiate fare per il vostro corpo. Mangiate semi di canapa crudi.

I vestiti potrebbero essere fatti con la canapa. Capi d'abbigliamento in canapa sono estremamente resistenti e durano nel tempo. Potete lasciare i capi d'abbigliamento, fatti di marijuana, ai vostri nipoti. Oggi ci sono compagnie americane che fanno capi d'abbigliamento in canapa; di solito col 50% di canapa. I tessuti di canapa dovrebbero trovarsi ovunque. Invece sono per di più abusive. I prodotti superiori di canapa non hanno il permesso di pubblicizzare questa meraviglia nella televisione fascista.

Il Kentucky, che una volta era lo Stato con la più alta produzione di canapa, ha reso illegale vestire con abiti di canapa! Riuscite ad immaginare che potete essere incarcerati perchè indossate jeans di qualità?

Il mondo è folle. Ma ciò non significa che voi dovete unirvi sul carro dei pazzi. Unitevi. Diffondete la notizia. Dite alle persone, e ciò include anche i vostri figli, la verità. Usate prodotti di canapa. Eliminate la parola "marijuana". Capite la storia della sua creazione. Fate in modo che la parola con la M sia illegale da pronunciare e da scrivere. Combattete contro la propaganda (ideata per favorire i programmi dei super ricchi) e le stronzate! La canapa deve essere utilizzata nel futuro. Abbiamo bisogno di una risorsa di energia pulita per salvare il nostro pianeta. Industrializzate la canapa!

I liquori, il tabacco e le compagnie petrolifere spendono più di un milione di dollari al giorno in una collaborazione per un'America libera dalle droghe ed altre simili agenzie. Tutti noi abbiamo visto i loro spot pubblicitari. Ora, il loro motto è questo: "E' più pericoloso di quello che pensiamo". Bugie delle potenti corporazioni, che iniziarono con Hearst, sono ancora vive ed in buona salute oggi.

Il lavaggio del cervello continua. Ora gli spot pubblicitari dicono: se compri uno spinello, contribuisci agli omicidi ed alle guerre fre gang. L'ultimo spot pubblicitario anti-erba dice: se compri uno spinello...stai promuovendo i lterrorismo! Il nuovo nemico (il terrorismo) ha lastricato la strada per un lavaggio del cervello molto efficente da parte della loro propaganda.

C'è un solo nemico: le care persone a cui versate le vostre tasse, fautori di guerre e demolitori della natura. Con i vostri fondi stanno uccidendo il mondo proprio sotto i vostri occhi.

Mezzo milione di morti ogni anno sono causati dal tabacco. Mezzo milione di morti ogni anno sono causati dall'alcohol. Nessuno è mai, mai morto per aver fumato la marijuana!!

Nell'intera storia della razza umana, nemmeno un morto può essere attribuito alla cannabis. La nostra società ha reso fuorilegge l'erba ma permette l'uso di assassini: tabacco ed alcohol.

La canapa dovrebbe essere declassificata e piazzata nelle farmacie per alleviare lo stress. L'indurimento e la costrizione delle arterie sono due malanni seri, ma l'uso di canapa verosimilmente allarga le arterie, il che costituisce un benessere. Siamo stati talmente condizionati da pensare che il fumo sia privo di pericoli. Ciò non vale per quello passivo di marijuana.

L'ingestione di THC, il principio attivo della canapa, ha un effetto positivo: allevia i sintomi dell'asma e del glaucoma. Uno spinello tende ad alleviare la nausea causata dalla chemioterapia. Viene fame a mangiare la canapa. E' un modo sano di vivere.

[una nota personale. Durante la gravidanza di mia moglie, lei aveva qualche difficoltà a guadagnare peso. Andammo in ospedale. Un'infermiera ci chiamò da parte e ci disse: "Lasciate stare i dati, se fuma l'erba...poi prendi qualcosa da sgranocchiare e gudagnerai peso". Lo giuro questa è una storia vera.]

Lo stereotipo del fumatore di marijuana è simile a quello dell'ubriaco, che sciocchi. Ancora una volta la verità è che le abilità creative di una persona sono incrementate sotto l'influenza della stessa. La percezione del tempo rallenta leggermente e si diventa più sensibili. Potete apprezzare di più tutte le arti, sentirvi vicino alla natura e generalmente provare più sensibilità sotto l'influenza della cannabis. E', di fatto, lo stato di mente esattamente opposto a quello dell'ubriaco. Si è più attenti con la marijuana.

La marijuana è una pianta aliena. C'è un'evidenza fisica che la cannabis non sia come tutte le altre piante su questo pianeta. Uno potrebbe concludere che fosse stata portata qui per il bene dell'umanità. La canapa è l'unica pianta dove gli esemplari maschi appaiono in un modo e gli esemplari femmine appaiono in modo differente, fisicamente!

Nessuno parla mai di maschi e femmine nel regno vedetale perchè le piante non mostrano il loro sesso. Eccezion fatta per la cannabis. Per determinare, normalmente, che sesso una certa pianta terrestre abbia, bisogna guardare all'interno della stessa, nel suo DNA. Un filo d'erba maschio (fisicamente) assomiglia esattamente ad un filo d'erba femmnile. La pianta della canapa ha un'intensa sessualità. I coltivatori sanno come uccidere i maschi prima che fertilizzino le femmine. Si, ragazzi, l'erba più potente deriva dalle "donne allupate".

La ragione per cui questa incredibile, e molto sofisticata, pianta extraterrestre del futuro è illegale non ha niente a che fare con come interagisce con noi fisicamente.

La marijuana è illegale perchè i miliardari vogliono rimanere miliardari!

«E farò crescere per loro una pianta di grande fama e loro non saranno più consumati dai morsi della fame sulla terra." -- Ezechiele 34:29»

P.S. : penso che la parola "droga" non dovrebbe essere usata come una parola-ombrello che consideri tutti gli agenti chimici. Le droghe sono conosciute come qualcosa di cattivo. Sareste preoccupati se ci fossero negozi di droghe legali? Si, in ogni città. incredibile. Ogni cosidetta droga dovrebbe essere considerata singolarmente. La cannabis è una medicina e non una droga. Dovremmo osare e diffondere la verità, senza preoccuparsi di quello che dice la legge.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/