venerdì 5 dicembre 2014

GSIB: calciare il barattolo diventa sempre più insidioso





di Francesco Simoncelli


Le notizie degli ultimi giorni ci forniscono una moltitudine di esempi di come in realtà i burocrati finanziati dalle tasse altro non sono che bugiardi patentati. Ovvero, quando i nodi arrivano al pettine raddoppiano la promessa che avevano fatto in precedenza e si rivolgono alla popolazione (simbolicamente) affinché essa capisca perché è necessario un cambio di rotta. Esso viene annunciato con questa formula: "La situazione è critica, ma se agiamo ora è possibile invertirla." Non si inverte mai. Non è mai accaduto. Coloro che pretendono di avere una sorta di preveggenza azzardano una previsione, ubriacati dalla loro teoria presumibilmente solida. Inutile dire che fanno la figura degli sciroccati una volta che gli avvenimenti dimostrano il contrario di quello che avevano previsto. E' accaduto a Keynes quando nel 1927 disse: "Non avremo più alcun crash nei nostri tempi." E' accaduto a Irving Fisher nel 1928: "Ci potrà essere una lieve recessione, ma niente di paragonabile ad un crash", e nel 1929: "Il mercato azionario pare aver raggiunto quello che è a tutti gli effetti un plateau permanente. Prevedo che il mercato azionario andrà più in alto nelle prossime settimane." Sebbene le loro teorie sarebbero dovute finire nella pattumiera della storia, sono sfuggite a questo destino.

Roosevelt riabilitò Keynes. Friedman, più in là, avrebbe riabilitato Fisher. Al giorno d'oggi abbiamo i vari Martin Wolf e Paul Krugman che pretendono un attivismo oltremisura delle banche centrali. Secondo il loro punto di vista basterebbe essenzialmente questo per smorzare gli "spiriti animali" degli individui e permettere al settore pubblico di colmare il gap della domanda aggregata. Con un semplice schiocco di dita la stagflazione di oggi si trasformerebbe in un periodo di crescita sostenibile senza paragoni. A tal proposito Draghi pare aver scelto di percorrere questa via. Sebbene nessuno l'abbia votato, verrà rotto un patto che sembrava inossidabile circa 14 anni fa. Lo zio Mario è seriamente intenzionato a comprare bond statali, smantellando l'attuale sistema che li considera principalmente delle garanzie ai prestiti che concede la BCE. Si è pronti a fare sul serio. Stavolta è diverso. O almeno così ci viene detto.

Sebbene il QE sia stato un fallimento in Giappone e negli USA, adesso ci proverà Draghi. Gli stress test in realtà sono andati male, ma ovviamente questo non si poteva dirlo palesemente. Soprattutto ora che la FED ha temporaneamente messo in pausa il proprio QE. Perché? Perché il boom petrolifero sul suolo americano ha concesso una tregua e perché l'Europa è in condizioni peggiori. Ma come ancora esistono istituti TBTF (Es. troppo grandi per fallire) negli Stati Uniti, in Europa abbiamo le GSIB (Es. banche importanti a livello globale e a livello sistemico). Questo significa che la generosità della FED finora ha costituito una grande manna per entrambe queste figure.





L'Abenomics sotto steroidi da sola non basta, la BCE non può più restare a bordo campo. La BCE, infatti, ha potuto sgonfiare il proprio bilancio a seguito dell'opportunità garantita dalla FED, la quale ha permesso ai GSIB di ripagare le due tranche di LTRO precedenti. Ciò non ha avuto alcuna influenza sui bilanci di tali istituti, i quali sono stati gravati ulteriormente da investimenti improduttivi a seguito dei loro gioco d'azzardo nel mercato azionario alla ricerca di rendimenti decenti con cui chiudere l'anno in positivo. In un panorama di fondamentali di mercato annacquati, il mercato azionario non è altro che una gigantesca bolla in attesa di scoppiare. La maggior parte del denaro creato dalle banche centrali, infatti, oltre a finire in riserve in eccesso ha infiammato una delle bolle più grandi della storia: quella nel mercato obbligazionario statale. La seconda più grande è quella nel mercato azionario. Main Street, invece, è rimasto sostanzialmente a secco.




C'è poca volontà da parte delle persone di prendere in prestito, e c'è poca volontà delle banche di prestare denaro data l'incertezza nel panorama economico, i fondamentali annacquati e i loro bilanci disastrati.




L'intenzione della BCE, quindi, è quella di salvaguardare questi istituti attraverso l'acquisto di titoli emessi dai GSIB, così da iniettare denaro nelle loro riserve in modo che possano dare una parvenza di stabilità attraverso la conformazione ai rapporti di capitale. Ciò consente un gearing maggiore. Ciò consente un azzardo morale maggiore attraverso scommesse più azzardate. Ciò consente ad entità improduttive di sopravvivere nonostante il parere negativo dell'economia di mercato. Ma un bail-in per un istituto simile è inverosimile in pratica, perché senza la promessa di un bailout e di un pieno appoggio della banca centrale la probabilità di un contagio sistemico mondiale è una cosa certa. Questo significa che l'ultima ruota del carro, i depositanti, saranno fregati due volte. Le cose potrebbero sfuggire di mano senza che nessuno se ne accorga.

Quello che stiamo osservando ora è un cambio della guardia: le principali banche centrali del mondo devono sincronizzare le loro azioni affinché possano fornire all'attuale mercato una parvenza di stabilità. Questo significa che calceranno il barattolo, perché le misure che si vogliono perseguire in Europa non sono altro che una serie di puntelli atti a sorreggere bilanci di istituti GSIB che rappresentano delle vere e proprie bombe ad orologeria.



"CIRCOLARE, NON C'E' NIENTE DA GUARDARE QUI! VA TUTTO BENE!"

La FED ha smesso temporaneamente il suo QE perché lo spettacolo ora è concentrato principalmente su un'Europa moribonda. Ma gli USA non sono affatto "guariti". La stampa mainstream è concentrata sul PIL e sull'occupazione di nuovo ruggente. Ciò non perturba il mantra fornito dalla gilda accademica: "Non agitare le acque." Inoltre, veicola un altro mantra caro alla gilda accademica e all'establishment keynesiano: "I deficit aiutano a superare una recessione." Davvero? Credo che sarò ritenuto "scortese" per quello che ho da dire.

I rallegramenti si sono susseguiti viralmente alla notizia che il tasso di disoccupazione USA fosse sceso al 5.8%, un risultato presumibilmente attribuibile alle politiche della banca centrale e ai suoi sforzi per stabilizzare l'ambiente economico. Può darsi. Come al solito, però, non si distinguono i dettagli e si tende, seguendo ciecamente la teoria sgangherata keynesiana, a considerare superiori gli aggregati. Infatti se guardiamo le cifre del BLS scopriremo che da 7 anni a questa parte i lavori full-time hanno fatto la fine del dodo, lasciando un mondo praticamente incerto sul fronte del lavoro per quelle leve che si affacciano per la prima volta in tale contesto. I part-time sono spuntati in ogni dove. Per non parlare degli scoraggiati i quali hanno deciso di tirare i remi in barca e coloro che si accontentano delle elargizioni del welfare statunitense.




I numeri in questione non indicano una ripresa sostenibile, bensì un'economia che sta dilapidando risorse materiali e risorse umane attraverso l'inflazionamento di vecchie e nuove bolle. Le cifre positive sventolate nel PIL rappresentano una crescita nominale guidata principalmente da una gigantesca bolla nel settore azionario e nel settore obbligazionario. Infatti non ci sono investimenti. C'è ridondanza degli investimenti. Non c'è innovazione, c'è stagnazione tecnologica. I profitti sono legati saldamente ad una euforia artificiale.



Senza un lavoro a tempo pieno, il quale spesso remunera il soggetto con paghe alte e costanti, le nuove leve saranno costrette ad arrancare durante la loro vita ricorrendo alla propria famiglia per sopravvivere. Questi nuclei sono ancora schiacciati dal peso dell'euforia del passato che, sebbene abbiano tentato di alleviarla riducendo la loro esposizione al debito, non riescono a scrollarsi di dosso a causa del panorama economico distorto nei fondamentali. La nebbia della propaganda mainstream vuole una ripresa dei consumi, nuovo indebitamento, vivere secondo quell'illusione di poter spendere soldi che non si hanno senza conseguenza alcuna. Questa illusione è entrata nella mente degli individui sin dal 1971: "Se può farlo lo stato, perché non posso farlo io?" Quindi nonostante il lavoro part-time, si può sfruttare la solvibilità dei propri genitori per accendere nuove linee di credito e accedere a quella vita a cui loro hanno potuto godere tempo addietro. Hanno lavorato duro sia per loro che per i loro figli, pensano che debbano concedere il meglio per loro e che il futuro aggiusterà ogni cosa. Non hanno una visione chiara del futuro a causa di segnali discordanti. Commettono errori.

Gli stessi errori commessi da coloro che espongono i propri stipendi per pagare le rate del mutuo. Gli hedge fund, finanziati dalla generosità della FED, hanno iniziato a rastrellare quante più abitazioni possibili e hanno fatto raggiungere un fondo alla bolla scoppiata nel 2008; essendo amanti dei carry trade stabili, si sono lanciati in una nuova attività "buy to rent". Dato che la maggior parte delle persone negli USA non può permettersi una casa di proprietà, come denotano anche i bassi livelli dei first home buyer, le hanno affittate. Questo ha permesso loro di creare un nuovo tipo di cartolarizzazione non più fondato sui mutui, bensì sui flussi di pagamento degli affitti. Ma con un panorama occupazionale come quello sopra descritto, quanto è sostenibile questa catena?

In realtà non lo è, e se le stesse regole applicate al settore privato per quanto riguarda la bancarotta fossero applicate anche a TBTF, GSIB e settore pubblico, a quest'ora i media mainstream starebbero parlando di come lo zio Sam sia destinato a schiantarsi a terra con un fragore assordante.




Questo trend continuerà su questi binari. Tagliare la spesa? Politicamente inaccettabile. Tagliare le tasse? Fiscalmente suicida. Cosa si farà? Più della stessa cosa. Più deficit. Più burocrazia. Più denaro gratis. Questo significa che sebbene il QE sia stato temporaneamente sospeso, il mercato azionario ai livelli attuali non può fare a meno degli interventi della banca centrale per restare a galla. Gli investimenti improduttivi che hanno generato questa euforia non ne potranno fare a meno. Perché? Perché i $2.5 bilioni di riserve in eccesso create per sostenere artificialmente i TBTF sono ancora tutte lì. Drenare quelle risorse significherebbe esporre il sistema bancario commerciale alle forze di mercato, significherebbe accettare le conseguenze dell'azzardo morale, significherebbe ammettere che la FED rappresenta in realtà un cartello costituito da banche e settore statale. I continui interventi della FED nell'economia di mercato hanno affossato un sano price discovery e un mark-to-market dei titoli commerciati giornalmente. Non solo, ma hanno svilito l'unità monetaria che tutti usano per scambiare.




Nonostante la FED sia riuscita a fare in modo che la maggior parte del denaro creato sin dalla prima campagna di QE rimanesse intrappolato nel circuito finanziario, generando una tremenda inflazione dei prezzi negli asset, piccole porzioni sono riuscite a raggiungere l'economia più ampia sconquassando gli standard di vita di coloro nelle cui mani il denaro di nuova creazione è arrivato per ultimo o non è arrivato affatto. Sin da quando la FED ha aperto i battenti, non ha fatto altro che salvaguardare gli interessi di gruppi con interessi particolari lasciando al proprio destino funesto il resto della società. Infatti, se guardate il grafico qui sopra, il dollaro ha perso circa il 98% del suo potere d'acquisto sin da quando è stato approvato il Federal Reserve Act.

Questo è il vero segnale di mercato che ci comunica come il sistema monetario fiat stia implodendo.



DA OVEST A EST

Stati Uniti ed Europa non sono soli nella loro dipartita finanziaria. La politica del calcio al barattolo è diventata globale. La Cina, diversamente dai Paesi occidentali, ha accumulato una quantità di oro fisico a ritmi fuori da ogni cosa vista finora. Perché? Non credo per un ritorno al gold standard (o al limite, qualcosa di lontanamente simile). Credo che quando i nodi verranno al pettine gli hard asset faranno la differenza, soprattutto in un mondo ormai soffocato in uno tsunami di moneta fiat. Anche l'oro è stato trascinato nell'irrazionalità cartacea, i mercati dei futures strabordano di contratti onorati in cartamoenta piuttosto che con l'asset sottostante. Anche qui è stata usata la riserva frazionaria, con lo stesso oro presente nelle bullion bank che è stato messo a garanzia di più e più contratti alla volta. La strategia cinese, e più in generale quella dell'Asia, è prepararsi ad un soft landing rispetto all'hard landing che attende l'Occidente.

Sicuramente avrete sentito parlare di shadow banking, ovvero, quelle operazioni portate avanti dal settore bancario commerciale tenute fuori dai bilanci ufficiali. In questo modo il ricorso alla leva può essere maggiore (fino a 40 volte il patrimonio investito), sebbene la banca in questione non godrà di una linea di credito da parte della banca centrale (o perlomeno, non subito). Ebbene sin dal 2008 il settore bancario ombra della Cina è quadruplicato.




La maggior parte di questo credito è andato a sovvenzionare progetti improduttivi ed enormi sprechi di capitale, portando l'economia cinese su un sentiero pericoloso. Mentre la banca centrale era occupata a stampare yuan per tenere basso il tasso di cambio rispetto al dollaro, sono emersi una serie di prodotti finanziari sempre più rischiosi dato il panorama lacunoso di investimenti con rendimenti positivi. Un esempio specifico sono i wealth management products. Essi rendono più dei depositi bancari, ma vengono erroneamente considerati tanto "sicuri" quanto gli stessi depositi bancari. Le istituzioni che li emettono incanalano i fondi ricevuti in settori la cui capacità è satura (Es. settore immobiliare). Non solo, ma la maggior parte degli istituti di credito che li emette lo fa per ripagare i vecchi debiti e spesso sono conteggiati off-budget.




A coronare questa situazione esplosiva, c'è il fatto che la maturità di questi prodotti finanziari si sta assottigliando nel tempo. Sette anni fa solo una piccola parte di WMP maturava prima di 90 giorni e la maggior parte aveva scadenza superiori all'anno. Oggi la situazione si è totalmente ribaltata. E' un grande schema di Ponzi. Come schematizza David Stockman:

[...] In due decenni la Cina ha costruito una grande economia di Ponzi che è marcia fino al midollo. Ha 1.5 miliardi di tonnellate di acciaio, ma un "volume di vendita" di meno della metà — cioè, la domanda di acciaio per automobili, elettrodomestici ed edfici una volta che svanirà l'attuale sbronza per la costruzione di cattedrali nel deserto. Lo stesso vale per le sue industrie nel settore del cemento, le costruzioni navali, quelle solari ed il settore dell'alluminio — per non parlare dei 70 milioni di appartamenti di lusso vuoti e le vaste distese di autostrade, ferrovie veloci, aeroporti, centri commerciali e nuove città.

In breve, la gigantesca bolla del credito cinese rappresenta il più grande malinvestment delle varie risorse economiche — manodopera, materie prime e beni strumentali. In effetti i porcili nelle campagne sono stati riempiti di rame e i quartieri urbani rimpinzati di vetro e cemento; accorgimenti che non rendono nulla, ma in questo schema di Ponzi cinese ognuno di essi è diventato "garanzia" per altri "prestiti."

La Cina si è diretta verso i confini economici del pianeta — in quelle che potremmo definire Terre Monetarie Sconosciute — il quale si basa sul principio circolare del prestito, della costruzione e di altri prestiti. In sostanza, si tratta di una gigante re-hypothecation dove il "debito" di uno diventa "l'attivo" di un altro.

Così i governi locali si ritrovano magri introiti, ma enormi debiti basati sulla sopravvalutazione delle terre. Gli imprenditori minerari affrontano un crollo dei prezzi e dei ricavi, ma allo stesso tempo anche un'impennata a doppia cifra dei tassi di interesse sui prestiti bancari ombra garantiti da riserve di carbone sopravvalutate. I cantieri navali non hanno ordini, ma enormi debiti garantiti dalla costruzione di nuove baie. Gli speculatori hanno collateralizzato enormi scorte di rame e di ferro a prezzi che stanno già diventando storia antica.

La Cina è sulla cuspide della più grande margin call della storia. Una volta che i valori degli asset inizieranno a declinare, le sue piramidi di debito si ritroveranno esposte a fallimenti e crolli. Indubbiamente il governo lotterà per mantenere viva la prosperità attraverso la stampante, forse ci riuscirà per un altro mese o trimestre, ma si stanno formando crepe ovunque perché la frenesia del credito è stata troppo estrema.

E' per questo motivo che sta accumulando oro. Sono convinto che lo stia facendo per attutire in qualche modo il tonfo che la sua economia dovrà sopportare per liberarsi da tutti questi errori economici. Utilizzando quanto più oro possibile per proteggersi contro la tempesta incipiente, ha intenzione di catturare due piccioni con una fava: uscire meglio delle altre nazioni dalla prossima crisi finanziaria (sottraendo quanto più oro dall'Occidente) e sostituire al dollaro lo yuan come moneta di riserva globale. Dopo aver stipulato accordi commerciali da onorare in yuan con altre grandi nazioni mondiali, ultimamente è toccato anche al Qatar e al Canada. La lenta marcia della de-dollarizzazione prosegue inesorabile. Come riporta questo articolo della CBC, l'accordo tra Cina e Canada permetterà alle due nazioni di commerciare attraverso lo yuan e il dollaro canadese, togliendo di mezzo qualsiasi intermediario (Es. il dollaro USA). In tutto il mondo, lo yuan sta diventando la valuta per il commercio, per gli investimenti e per il risparmio. Che agli USA piaccia o no, il futuro si sta dirigendo verso Oriente perché il resto del mondo vuole emanciparsi dal dollaro.




E con il Giappone che ha deciso di distruggere quel che rimane della sua economia attraverso una Abenomics sotto steroidi, l'intero sistema monetario fiat è diretto verso una brutta fine. Sebbene Giappone ed Europa rappresentino due cadaveri che sembrano vivi solo perché i pianificatori centrali li ricoprono di incensi odorati per farne sparire la puzza, anche l'economia USA versa nelle stesse condizioni. Lo zio Sam utilizza semplicemente un profumo più forte. Ma la sua capacità di calciare il barattolo lungo la strada sta diventando sempre più difficile dati gli eventi di cui veniamo a conoscenza ogni giorno. i vari accordi commerciali stipulati dalla Cina sono uno di questi eventi. Un altro, ad esempio, è la quantità abnorme di oro posseduta dalla PBoC e potrebbe non essere un azzardo affermare che ormai essa detiene più oro di tutti al mondo. Guarda caso la stessa posizione in cui si trovarono gli USA alla fine della seconda guerra mondiale. In tutti questi anni la Cina ha comprato oro dall'Occidente, riducendo nel tempo la quantità di oro fluttuante necessaria a coprire i contratti futures nei mercati a termine. Tale oro è stato impiegato più e più volte in diversi contratti e qualora dovesse essere preferito al denaro fiat, il castello di carte del Comex diventerebbe un vago ricordo.

E' probabile, secondo me, una nuova Bretton Woods sotto l'egida della Cina, ma l'oro rimarrà comunque de-monetizzato. Si baserà sulle promesse dello stato di onorare i propri impegni. Una parodia di gold coin standard. Una pantomima. Un teatro kabuki. Resterà solo da vedere se gli USA si faranno da parte senza scalciare, oppure prima del loro "canto del cigno" scateneranno qualche guerra per non affermare che ormai è da tempo che Fort Knox è vuoto.



CONCLUSIONE

C'è una realtà là fuori che sta diventando sempre più chiara anche ai più scettici: se si fornisce denaro gratis ad un'entità prossima alla bancarotta, non si fa altro che finanziare l'insostenibilità. L'attivismo delle banche centrali crea pachidermi inefficienti necessitanti di una dose di risorse crescenti per sopravvivere. Tali risorse vengono sottratte dall'economia più ampia che non può più utilizzarle per progetti d'investimento sostenibili, ovvero, in accordo coi desideri degli attori di mercato. Le politiche anticicliche delle banche centrali non faranno altro che acuire il dolore economico: se verranno portate fino all'estremo, sviliranno totalmente l'unità monetaria; se verranno arrestate, porteranno ad una recessione. Non c'è scampo.

Qualsiasi tentativo di aggirare l'inevitabile pulizia del mercato finirà per ritorcersi contro i banchieri centrali. Credono di poter aggirare le leggi dell'economia per sempre. Si sbagliano.

Non esistono pasti gratis. Chiunque pensi il contrario o è uno sciocco, oppure crede alle favole.


giovedì 4 dicembre 2014

Un commento sull'esito del referendum svizzero

La Svizzera ha sempre attratto gli investitori per la sua natura conservatrice nel campo della politica monetaria. Questo fenomeno ha visto un'inversione all'inizio degli anni 2000, quando il paese elvetico ha commesso lo stesso errore madornale di Gordon Brown: vendere oro. L'inversione è stata completata nel 2011: corsa al ribasso insieme all'euro. Il recente risultato del referendum sull'oro è la prova che la componente interventista e distorsiva dell'economia mista prende sempre il sopravvento. Alla conferenza Interlibertarians, incentrata proprio su questo argomento e tenutasi il 30 novembre scorso a Lugano, ho illustrato il modo in cui si formano le economie miste e le conseguenze nel voler seguire fino in fondo i dettami ad esse connessi: http://www.movimentolibertario.com/2014/12/banche-centrali-e-oro/
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di Frank Hollenbeck


Il referendum svizzero se n'è andato così com'è venuto: in silenzio. C'è stato molto rumore per nulla. Anche se fosse passato, l'iniziativa non avrebbe avuto alcun impatto reale sulla capacità della Banca Nazionale Svizzera di stampare denaro o condurre la sua politica monetaria.

La BNS sta difendendo un minimo di prezzo tra il franco svizzero (1.2) e l'euro. Legando la propria valuta a quella europea, la BNS ha sostanzialmente scelto di seguire la politica monetaria allentata dei suoi vicini. Ha acquistato euro stampando franchi svizzeri, poi ha rimandato i primi nell'offerta di moneta europea acquistando titoli di stato europei. A questo proposito la BNS potrebbe anche aver usato gli euro per acquistare dollari e poi oro. In entrambi i casi, gli euro o i dollari sono ritornati sul mercato e di conseguenza l'azione svizzera non influenza le rispettive offerte di moneta. Dobbiamo tenere a mente che i tassi di cambio sono determinati dalle differenze nei ritmi di crescita monetaria e dall'anticipazione di queste differenze.

Il governo svizzero e la BNS erano contrari all'iniziativa referendaria. Ciò non dovrebbe sorprendervi, anche perché è usanza dello stato quella di utilizzare tattiche di paura per giustificare i propri furti.

La BNS ha affermato che il referendum avrebbe ostacolato la sua flessibilità nell'affrontare una crisi di liquidità o un'inflazione galoppante. Dal momento che non avrebbe potuto vendere il proprio oro, la BNS sosteneva che avrebbe faticato a fornire liquidità in caso di crisi bancaria. Naturalmente intendeva una limitata capacità di espandere il proprio bilancio, affermazione che in realtà è una sciocchezza. Non c'è niente che possa fermare una banca centrale dallo stampare denaro fiat per fornire liquidità e stamparne ancora di più per comprare oro.

La BNS sosteneva, inoltre, che se avesse dovuto vendere asset sul suo bilancio per combattere l'inflazione, l'impossibilità di vendere il 20% del suo patrimonio avrebbe limitato il suo spazio di manovra. Questa affermazione è più sciocca di quella precedente. Non c'era nulla nei quesiti referendari che avrebbe limitato la capacità della BNS di vendere il restante 80% dei suoi asset. Il 20% è un minimo, non un massimo! Inoltre non dobbiamo mai dimenticare che l'inflazione è un fenomeno monetario. La banca centrale chiede flessibilità per gestire un problema creato dalla sua stessa flessibilità.

Inoltre tra il 1936 e il 2000 il bilancio della BNS era per il 40% costituito da oro. Questo vincolo ha in qualche modo inficiato la sua politica monetaria? Sin dal 1914 il franco svizzero ha perso il 90% del suo valore rispetto all'oro. In che modo, quindi, l'attuale minimo patrimoniale avrebbe intaccato lo spazio di manovra della banca centrale? Una lettura superficiale della stampa finanziaria avrebbe evidenziato chiaramente che non sarebbe accaduto nulla di quanto propagandato.

Nonostante tutto il rumore, la Svizzera non sarebbe tornata ad un gold standard. Quest'ultimo, infatti, impedirebbe ad uno stato di usare la stampante monetaria per finanziare la spesa pubblica. Una caratteristica fondamentale di un vero gold standard prevede che i singoli individui possano convertire la cartamoneta in oro ad un prezzo fisso. Senza questa funzione il gold standard sarebbe simile a quella parodia chiamata sistema di Bretton Woods, il quale fallì rapidamente perché non impediva agli stati di creare più banconote dell'oro esistente.

Anche se l'iniziativa referendaria avrebbe fatto poco per limitare la BNS, si trattava di un passo nella giusta direzione: simile al tentativo di Ron Paul di revisionare la Federal Reserve. Ma il referendum ha sottolineato un punto importante: il sentimento pubblico percepisce che c'è qualcosa di marcio in Danimarca! Ogni dollaro, euro, yen, che stampano le banche centrali, rappresenta una tassa sui saldi di cassa. Una tassa nessuno per cui nessuno ha votato. E' un furto. Anche se i banchieri centrali possono partecipare a pranzi lussuosi con i loro abiti di Armani, essi non sono altro che contraffattori. L'unica differenza tra loro e il tipo che stampa denaro nella sua cantina è che non temono una retata della polizia.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 3 dicembre 2014

Mercati liberi: Beni a basso costo, maggiore ricchezza, lavori migliori





di Gary North


La questione è stata sollevata su uno dei forum riguardo il futuro della produzione negli Stati Uniti.

Iniziamo col dare la risposta osservando il seguente grafico sulla produzione mondiale. Non ci sono solo gli Stati Uniti; c'è l'Europa occidentale, il Giappone e il mondo intero. Come potete vedere, il contributo della manifattura alla produzione economica totale è diminuito costantemente nel corso degli ultimi 40 anni. Se il grafico fosse tornato indietro di altri 40 anni, avremmo visto lo stesso tipo di pendenza. E' un fenomeno mondiale. E' un fenomeno irreversibile. Ha accompagnato l'estensione della crescita economica mondiale nel terzo mondo, in particolare in Asia.


http://www.uschamberfoundation.org/blog/post/manufacturing-s-declining-share-gdp-global-phenomenon-and-it-s-something-celebrate/34261


Ci sono persone che si lamentano di come la manifattura abbia diminuito la sua presenza percentuale nel prodotto interno lordo degli Stati Uniti. Ciò accade perché non hanno familiarità con il fenomeno mondiale. Non capiscono che la crescita economica è accompagnata da un declino del settore manifatturiero.



IL CUORE DELLA RICCHEZZA MODERNA

Il cuore della ricchezza non è la manifattura; il cuore della ricchezza è la conoscenza applicata per ridurre la percentuale totale della produzione manifatturiera nell'economia globale, e per aumentare la ricchezza delle masse attraverso i servizi. Questi servizi possono essere digitali. Possono essere personali. Ma non si basano sulla produzione manifatturiera.

Il mio amico Bill Myers ama ripetere questo motto: "Vendi elettroni, non atomi." E' una grande frase. Non vendete pezzi di roba; vendete idee, intrattenimento, efficienza e tutto quello che può ridurre il costo delle materie prime, il costo del capitale e il costo di produzione. Tagliare i costi; ridurre i prezzi; diventare ricchi.

Questo è il motivo per cui la produzione manifatturiera sarà sempre più gestita da macchine che sono controllate da programmi informatici. Questo libera l'umanità dalle fatiche della vita.

Per secoli, e anche millenni, i genitori hanno tentato di far entrare i loro figli in qualche gilda dimodoché non avrebbero dovuto fare un lavoro fisico. Quello che vogliono praticamente tutti i genitori per i loro figli, è esattamente ciò che il mercato libero ha fornito in tutto il mondo. Eppure ci sono persone che si lamentano del declino della produzione manifatturiera in percentuale dell'economia globale. Questo declino è stato una delle più grandi benedizioni del mondo moderno, una risposta alle preghiere millenarie dei genitori; eppure ci sono persone che credono onestamente che l'America stia rimanendo indietro, perché la percentuale dell'economia americana ricoperta dalla produzione manifatturiera è costantemente in calo.

Ciò che gli individui vogliono per i loro figli, a volte non lo vogliono per l'economia globale. Si vuole che i propri figli non finiscano a fare un duro lavoro manuale, e poi ci si lamenta del declino del numero di posti di lavoro in tale campo. Chi ragiona in questo modo soffre di dissonanza cognitiva.

In tutto il mondo le nazioni industriali hanno esternalizzato la produzione manifatturiera in nazioni straniere che sono povere, e l'hanno affidata a macchine e programmi informatici che non si preoccupano del lavoro duro. I lavori vengono svolti meglio che mai da poveri in paesi stranieri e da robot che stanno diventando sempre più efficienti grazie alle migliori tecniche di produzione e ad una migliore programmazione informatica.

In ogni fase di questo processo ci sono stati i luddisti che si sono lamentati della sostituzione del lavoro umano con quello delle macchine. La frase "sabotaggio" deriva dalla parola francese che sta per scarpa. I lavoratori che perdevano il posto di lavoro gettavano le scarpe nei macchinari per romperli. L'uso della coercizione contro i proprietari di imprese.

Ogni fase nel corso degli ultimi 200 anni in cui le macchine hanno sostituito il lavoro umano, è stata caratterizzata da uno straordinario aumento della produzione e anche da uno straordinario aumento della ricchezza pro-capite. Il nostro mondo è completamente diverso dal mondo del 1800, e la ragione è stata lo sostituzione di lavoratori con capitale minimo con lavoratori con una quantità crescente di capitale. Sono stati sostituiti da lavoratori con strumenti migliori. Questi strumenti migliorano ogni giorno che passa, e sempre più lavoratori vengono sostituiti. Si muovono verso nuove aree di servizio. Questa è stata la storia della trasformazione del mondo nel corso degli ultimi 200 anni. Viviamo in un posto migliore. Perché adesso le persone si preoccupano del fatto che le macchine e i programmi informatici continueranno a sostituire i lavoratori in molti campi? Questo è ciò che è avvenuto per due secoli. Perché dovremmo aspettarci che si fermi adesso?



LA CURVA ECONOMICA ESPONENZIALE

Ciò che c'è di diverso ora, è questo: il processo di crescita sta diventando esponenziale. La domanda ora è questa: gli accordi sociali che hanno prevalso negli ultimi 200 anni continueranno a prevalere per i prossimi 200 anni? In altre parole, le istituzioni sociali che sono state costrette a cambiare su larga scala nel corso degli ultimi due secoli, sopravviveranno alla transizione verso un mondo completamente diverso nei prossimi due secoli?

La velocità del cambiamento economico sta accelerando, come accade sempre quando si ha a che fare con le ultime fasi di una curva esponenziale. La legge di Moore e la legge di Metcalfe si sono unite per trasformare il mondo negli ultimi 40 anni. Tale disposizione non subirà un'inversione. Al contrario, accelererà. Stiamo visualizzando la legge dei rendimenti acceleranti. La legge di Moore ci dice che il numero di circuiti su un chip raddoppia ogni anno o -- al massimo -- ogni 18 mesi. Il cuore di questo processo è il costo calante delle informazioni digitali. La legge di Metcalfe si riferisce al valore sempre maggiore delle informazioni, poiché il numero di partecipanti aumenta in un sistema di comunicazione. Pensate al "FAX". Poi pensate a "Facebook".

Non c'è niente di nuovo in questo processo di crescita composto. E' andato avanti per oltre due secoli. La novità è l'arrivo di una crescita economica esponenziale. La percentuale del tasso di variazione può rimanere la stessa, o addirittura calare un po', ma a causa della grande base economica a cui ora si applica suddetto tasso, il cambiamento sociale necessario per tenere il passo con il cambiamento economico sembra essere in ritardo. Non esiste un concetto equivalente alla legge di Moore nel campo delle relazioni sociali. Le tradizioni sono dure a morire; le aziende che non tengono il passo con l'evoluzione tecnologica muoiono abbastanza facilmente.

Dovrebbe essere ovvio ormai che l'istituzione che sta per essere sostituita è lo stato-nazione occidentale. E' burocratico e non è efficiente. Ha fatto promesse economiche agli elettori che non può assolutamente mantenere. Subirà un massiccio calo della legittimità. Eppure la legittimità è il fondamento della politica moderna. Nel corso della storia è stato il fondamento di ogni politica. Al declinare della legittimità dello stato-nazione moderno, insieme con la sua performance economica, emergeranno nuovi assetti istituzionali che lo sostituiranno. Il problema è che non sappiamo quali saranno. Il fatto fondamentale delle istituzioni sociali è questo: non possono essere progettate con successo secondo un modello top-down. Emergono sempre dalla competizione e dallo scambio, fenomeni che prevalgono all'interno della società nel suo complesso. Non possono essere sviluppati dalle commissioni.



CONCLUSIONE

Non c'è alcun dubbio che la produzione come l'abbiamo conosciuta sta per essere radicalmente trasformata dalla stampa 3-D. Non c'è modo di cambiarlo. Non vi è alcun modo per invertirlo. E' una cosa che è destinata ad accelerare. Ci condurrà verso un enorme decentramento. Ci condurrà verso un'epoca di creatività nel campo della produzione manifatturiera mai vista prima. Questo sarà il risultato del decentramento, dell'informatizzazione e della stampa 3-D.

C'è solo un accordo sociale che può far fronte a questo processo: il mercato libero. Si basa su segnali di prezzo per coordinare gli sforzi. Il sistema di feedback profitti/perdite in un'economia monetaria è ciò che mobilita la migliore informazione disponibile. Nessuna commissione governativa è in grado di competere in un mercato aperto con le informazioni decentrate che scaturiscono dalla volontà di profitto degli individui.

Chi vorrà far parte della produzione manifatturiera entrerà in un campo in cui i lavoratori qualificati saranno ben pagati, ma saranno sotto pressione per tenere il passo con il ritmo della tecnologia. Coloro che non terranno il passo, saranno scalzati dalla competizione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 2 dicembre 2014

La strada verso lo Zimbabwe è lastricata di buone intenzioni dei banchieri centrali



Oggi ci occuperemo della presunta lungimiranza dei banchieri centrali leggendo due articoli strettamente correlati. Uno di Bill Bonner che tratterà il tema da un punto di vista generale parlando di come Europa e Giappone stanno impostando il loro futuro economico, e l'altro di David Stockman che invece si scaglierà contro l'ultima follia partorita dall'establishment europeo: il piano Juncker.

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di Bill Bonner


Quando si parla di politica ed economia scopriamo di vivere in un mondo di fantasia.

I pianificatori centrali sostengono di poter migliorare la nostra economia. Fingiamo di crederci.

Una banca centrale ha mai contribuito con un solo centesimo, una peseta, uno zloty o una frazione di una qualsiasi valuta a migliorare la ricchezza del mondo?

Non che noi sappiamo.
Ma in tutto il mondo i banchieri centrali fingono di sudare e faticare a nome del genere umano — correggendo... aggiustando... annullando le decisioni di uomini e donne onesti che svolgono le loro attività quotidiane.

I tassi di interesse sono troppo alti! L'inflazione è troppo bassa! Non c'è abbastanza domanda! Troppo risparmio! Sono onniscienti e onnipotenti.

In Giappone — ora di nuovo in recessione — il primo ministro Shinzo Abe è decollato per una missione kamikaze. Vittoria o morte! O rilanciare l'economia nipponica... o la ucciderà!

Abe potrebbe riuscirci, ma siamo sicuri della nostra scommessa: non ce la farà.

Il nostro nuovo Commercio del Decennio — comprare azioni giapponesi e vendere titoli di stato giapponesi — punta a catturare il disastro.

Abe e il suo folle co-pilota presso la Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, si sono allacciati le cinture. Stanno per decollare... creando una quantità incredibile di nuova moneta e credito.

L'economia giapponese la desidera e vi dipende. Ma quando si sparge la voce che lo stato non è in grado di ripagare i propri debiti, è sicuro che dietro l'angolo ci siano guai.

Gli investitori scaricano titoli di stato giapponesi, lasciando la Banca del Giappone come l'unica fonte di finanziamento dei deficit statali.

Questo metterà il Giappone più o meno nella stessa situazione in cui si trovava lo Zimbabwe nei primi anni 2000... e l'Argentina negli anni '80. Le azioni saliranno, mentre gli investitori cercheranno sicurezza in asset produttivi. Le obbligazioni e lo yen crolleranno.

E in Europa Bloomberg riporta:

Mario Draghi ha rafforzato il suo impegno di stimolare l'area dell'Euro dicendo che la Banca Centrale Europea non può risparmiare colpi nella sua lotta per rilanciare l'economia.

"Faremo quello che dobbiamo per aumentare l'inflazione e le aspettative di inflazione il più velocemente possibile, come richiede il nostro duplice mandato", ha detto il presidente della BCE in una conferenza a Francoforte. Alcune aspettative di inflazione "sono in calo a livelli che riterrei troppo bassi", ha detto.

"Draghi sta inviando un chiaro segnale che è in arrivo un maggiore stimolo", ha detto Lena Komileva, capo economista presso G Plus Economics Ltd. a Londra. "Se le attuali misure della BCE si dimostrassero deludenti e le aspettative di inflazione non riusciranno a riprendersi, la BCE agirà per espandere il QE."

Nel Vecchio Mondo la gente si aspetta prezzi stabili.

"E cosa ci sarebbe di male?" sentiamo chiederci.

Ma è un problema, come dice il suo capo banchiere. "Eccessivamente bassa" è come Draghi descrive la paura della popolazione nei confronti dell'inflazione. Ha giurato di fare qualcosa al riguardo.

Cosa?

La stessa cosa che stanno facendo i giapponesi!

Nel Nuovo Mondo l'economia reale continua a peggiorare. Ma il mercato azionario va a gonfie vele come una mongolfiera in cartone animato per bambini.

La FED ha spento il gas al QE. Ma ha la mano sulla valvola, pronta ad attivare i getti non appena i prezzi scenderanno.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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di David Stockman


La disperazione e la frode dell'apparato keynesiano diviene sempre più stupefacente di giorno in giorno. A quanto pare gli azzeccagarbugli di Bruxelles annunceranno presto un nuovo bazooka da $400 miliardi per svegliare l'economia europea dal suo letargo. Questo nuovo "stimolo" dovrebbe migliorare tutti i tipi di infrastrutture e di investimenti privati che presumibilmente sono rimasti bloccati per mancanza di capitali a basso costo nei mercati privati.

Stanno scherzando? Grazie al bluff di Draghi ("whatever it takes") e agli hedge fund (che sono andati all-in facendo front running alla campagna di acquisto di bond da patrte della BCE), da questa mattina il governo corrotto e fallito della Spagna può prendere in prestito tutti i soldi di cui potrebbe necessitare per le infrastrutture a quasi il 2.0% per dieci anni. E qualsiasi esportatore tedesco o costruttore di macchine potrà prendere in prestito ad un piccolo spread rispetto ai decennali tedeschi, che sono commerciati a 73 punti base. Qualunque sia l'intenzione o lo scopo, gli stati di ogni tipo e le imprese ragionevolmente sane in gran parte dell'Europa potranno accedere ai capitali ai tassi repressi dalle banche centrali, cosa che equivale a denaro gratuito.

E, tuttavia, questi stolti vogliono portare il carbone a Newcastle. Beh, la realtà è peggiore di così perché non solo Newcastle non ha bisogno di carbone, ma l'imminente "Piano Juncker" non porterà affatto nuovo carbone!

In realtà, non un centesimo dei $400 miliardi è in possesso dell'UE: è tutta leva finanziaria e gioco delle tre carte. Così, non avendo notato che la maggior parte degli stati che compongono l'Unione Europea è già in bancarotta, i burocrati di Bruxelles prevedono di evocare questo nuovo "stimolo" con un rapporto di 15:1. Vale a dire, l'attuale "capitale"di $375 miliardi in nuovi finanziamenti UE ammonta a soli $26 miliardi.

Ma aspettate. L'UE è evidentemente in bancarotta, quindi dove prenderebbe i $26 miliardi di "capitali"? Inutile dire che un Tesoro vuoto non ha mai fermato i burocrati keynesiane dal dispensare l'elisir magico dello "stimolo" monetario.

Così scopriamo che i $20 miliardi di "capitali" nel Piano Juncker saranno composti da "garanzie" degli stati membri, non contanti in mano. E i restanti $6 miliardi saranno composti da fondi già esistenti nella Banca Europea per gli Investimenti (BEI) — denaro che è disponibile nel bilancio della BEI perché "garantito" dagli stessi stati membri in bancarotta, i quali non hanno un centesimo da inviare a Bruxelles.

E' un cane che si morde la coda, e non porta a niente.

Secondo un articolo di Bloomberg i $400 miliardi di stimolo saranno utilizzati per "seminare gli investimenti nelle infrastrutture" e "condividere i rischi di nuovi progetti con gli investitori privati".

Vediamo. Davvero i burocrati doppiogiochisti di Bruxelles ritengono che il continente necessiti di ulteriori infrastrutture pubbliche e che questa mancanza spieghi la stagnazione in Europa? Dopo tutto, i paesi periferici non solo sono sepolti nel debito, ma negli ultimi due decenni sono stati inondati anche da ogni sorta di autostrade, trasporti pubblici e altre strutture pubbliche che i fondi comunitari e i loro bilanci pubblici gonfiati potevano acquistare.

La Spagna ha strade di prima classe che percorrono tutta la penisola, per esempio, ma il suo problema è la mancanza di camion carichi che le utilizzino. Lo stesso vale per l'Italia, che ha strade splendide, stazioni ferroviarie, aeroporti e porti marittimi dalle Alpi fino alla punta dello stivale, ma un'economia che è soffocata da tasse, burocrazia e corruzione. Né si può dire che il sistema ferroviario ad alta velocità francese, le autostrade della Germania o i canali e le dighe dell'Olanda sono stati trascurati.

In effetti, una parte sostanziale della crisi del debito sovrano in Europa è dovuta al fatto che l'apparato politico keynesiano è stato assolutamente dissoluto nella costruzione di infrastrutture di proprietà pubblica o sovvenzionate per favorire i capitalisti clientelari. Allora perché Bruxelles si sente costretto a lanciare un gigantesco gioco delle tre carte destinato a finanziare infrastrutture ancora più insostenibili?

La stessa domanda vale per gli investimenti privati. L'idea stessa che le economie europee soffrano di una capacità di produzione privata "sottotono" è davvero risibile. Quello che in realtà si è verificato dopo la metà degli anni '90, a seguito della piena attuazione del mercato unico e della moneta unica, è stato uno tsunami di prestiti e investimenti privati.

Tra il 1996 e il 2011, per esempio, i prestiti bancari al settore privato sono quasi triplicati, marciando ad un tasso composto del 7.0% e saltando dal 55% del PIL al 95% nel corso dello stesso periodo. Ciò, tra l'altro, non include le migliaia di miliardi supplementari (in euro e in dollari) che le imprese situate nella Comunità Europea hanno raccolto nei mercati mediante le obbligazioni.




Il plateau raggiunto sin da allora non è dovuto alla scarsità di capitale o ai mutuatari tenuti fuori dal mercato da tassi di interesse troppo alti. No, il problema è che ci sono pochi mutuatari degni di credito rimasti che abbiano effettivamente bisogno di fondi per progetti che genereranno ritorni redditizi.




In breve, il "Piano Juncker" è solo un altro capitolo della finanziarizzazione sponsorizzata dallo stato che ha effettivamente aggravato il malessere economico dell'Europa. Il vero problema è l'economia statalista — cioè, i sussidi dello stato sociale, il dirigismo e la finanziarizzazione.

L'Europa ha una disoccupazione alta, una crescita fuori dai radar e debiti travolgenti perché i costi del lavoro sono troppo elevati a causa di leggi statali assurde, livelli brutali di tassazione sui salari, sindacati e inattività sovvenzionata. Allo stesso modo, l'impresa, la produttività e l'innovazione sono vanificati da un triplo strato di interferenze burocratiche a livello locale, nazionale ed europeo... una cosa che farebbe addirittura impallidire i capitalisti rossi di Pechino.

Detto in altro modo, ciò che resta del capitalismo europeo deve essere liberato dalla mano oppressiva dello stato. Ma la crisi della crescita, dell'occupazione e del debito, generata da una fede cieca nell'economia keynesiana, sta spingendo la Comunità Europea a fare l'opposto di quello che dovrebbe fare. Invece di rimuovere gli ostacoli alla prosperità, le burocrazie di Bruxelles stanno aumentando la rigidità distruttiva della centralizzazione.

Inutile dire che quest'ultimo gioco delle tre carte da $400 miliardi è solo l'ennesimo monumento al feticismo keynesiano per i numeri, il quale corrode la prosperità capitalistica nel mondo. Quando lo stato cerca di microgestire l'economia attraverso le manovre fiscali e l'intervento della banca centrale, esso finisce per confondere la creazione sostenibile di ricchezza reale con i numeri inutili del PIL. In effetti, la prima non può essere affatto generata o controllata dallo stato; è impossibile da pianificare ed è il risultato di azioni di milioni di produttori, consumatori, risparmiatori, investitori, innovatori e imprenditori nell'economia reale.

Molto tempo fa Keynes stesso ricordò, forse involontariamente, la profonda differenza tra il PIL e la ricchezza. Se volessimo un numero più alto di PIL — che misura la spesa, e non la ricchezza — i governi dovrebbero distribuire cucchiai in modo che milioni di cittadini possano scavare buche e altri milioni possano riempirle. Sembrerebbe che gli uomini a Bruxelles stiano cercando di implementare la versione moderna di questa teoria.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 1 dicembre 2014

Sulla scia dell'Hormegeddon





di Bill Bonner


L'hormegeddon (tale parola è stata creata da Bonner prendendo ispirazione da Horme, spirito dell'antica mitologia greca, NDT) è un fenomeno moderno. E' diventato una realtà solo dopo l'avvento della civiltà. Senza la civiltà, non ci sono masse. Senza le masse, non ci sono movimenti di massa, illusioni di massa, rivolte di massa ed epidemie di massa.

Tutti i fenomeni di massa funzionano in modo simile alla malattia. Passando da una persona all'altra in grandi gruppi, i batteri infettivi si moltiplicano e mutano. Quelli uccisi dagli antibiotici e dagli anticorpi naturali muoiono. Quelli che non sono uccisi continuano ad adeguarsi e continuano ad evolversi.

Senza il contatto frequente con il nemico, l'obiettivo diventa debole e vulnerabile. Nel corso del tempo, più le persone hanno successo nel difendersi — evitando le invasioni di batteri mortali — più diventano suscettibili al prossimo invasore.

All'indebolimento delle difese, il rapporto rischio/rendimento — per il potenziale invasore — migliora. Più il bersagio ha avuto successo a resistere all'invasione, più diventerà irresistibile per l'invasore.

Questa intuizione ci pone in una cornice mentale estremamente cinica e pessimista. Il progresso nella vita umana sembra impossibile. Più le persone diventano civili, più sono tentate dalla barbarie. Immaginate, per esempio, una comunità talmente civile da non avere serrature agli armadietti dei liquori e mercanti che lasciano i loro beni incustoditi sui marciapiedi, mentre i poliziotti nel pomeriggio si fanno una dormita. Chi potrebbe resistere alla tentazione di rubare?

E' vero che la cooperazione si basa sulla fiducia, e alti livelli di fiducia portano benefici ad una società: riducono i costi di transazione mentre incoraggiano la specializzazione e il commercio. Ma questo aumenta solo i premi per chi vorrebbe infrangere la legge. All'aumentare del rapporto rischio/rendimento, barare diventa più attraente.

Immaginate una città nel Medioevo, circondata da forti mura di pietra. Tale città poteva diventare ricca con lo scambio e col commercio — attività di cooperazione che producono un profitto da accumulare. Le pareti in pietra, presidiate da soldati esperti, avrebbero tenuto a bada i nemici.

Migliori erano le difese, più a lungo i commercianti e i produttori della città potevano portare avanti i loro affari senza essere molestati. E più ricchezza potevano accumulare. Ma questa crescita avrebbe potuto spronare i nemici. Il costo dell' attacco — armi, soldati mercenari, armature, vettovaglie e così via — poteva rimanere lo stesso, ma la ricompensa sarebbe aumentata sotto forma di un miglior ritorno sugli investimenti.

Allo stesso tempo, la città, non subendo attacchi da decenni, sarebbe diventata compiacente. Avrebbe potuto ignorare le sue difese e trascurare il pagamento dei propri soldati. "Perché sopportare il costo della protezione quando è chiaramente inutile?" si potevano chiedere i padri della città. Questo, naturalmente, avrebbe fatto abbassare il costo di un attacco ostile... e tentare ulteriormente il potenziale invasore.

Nel mondo sviluppato di oggi, possiamo osservare questa tentazione in forme molto meno minacciose — assistenza medica gratuita per gli anziani, pagamenti di invalidità per le persone obese, agenzie governative che fingono di "fare del bene", e così via. La possiamo osservare in forme meno benigne — droni, spionaggio, calpestamento dell'habeas corpus, guerre estere, ecc.

Il ciclo della civiltà lo possiamo ritrovare anche nel mercato obbligazionario. La cooperazione e la fiducia nel progreso della civiltà producono rendimenti positivi netti ... e il calo dei rendimenti dell'interesse. Non si tratta solo di speculazione.

Secondo “History of Interest Rates” di Sidney Homer e Richard Sylla, i tassi di interesse del XIV e XV oscillavano tra il 10% e il 25% nei Paesi Bassi e tra il 15% e il 20% in Francia. Al progredire della civiltà, i tassi di interesse sono scesi — nel XX secolo negli Stati Uniti oscillavano tra il 3% e il 4%.

Ma questo grande progresso, avendo fatto scendere i rendimenti degli interesse nel corso dei secoli, non era un affare a quote costanti. Era ciclico. Ogni volta che i tassi scendevano "troppo in basso", troppo denaro veniva prestato ad un numero eccessivo di mutuatari marginali.

La regola civile è semplice: quando si prende in prestito denaro, bisogna ripagarlo. Ma le famiglie andavano troppo oltre. I creditori trascuravano la debolezza dei bilanci dei loro debitori. I mutuatari tendevano a sopravvalutare la loro solidità finanziaria. Gli imprenditori intraprendevano progetti troppo ambiziosi. I mercanti ipervendevano. Le bancarotte aumentavano. E il tasso di rendimento reale scendeva non appena la fiducia cedeva il passo alla paura (di perdere denaro).

Alta cooperazione = alta tentazione. Al margine, dove si svolgono tutte le cose importanti della vita, gli standard di prestito lassisti portano i mutuatari a chiedere prestiti che non possono rimborsare. Il desiderio di ottenere privilegi, status e flussi di reddito travolge il rispetto dei protocolli di cooperazione che hanno portato a rendimenti positivi.

Appaiono nuovi "valori" che sembrano giustificare una deroga alle regole originali. Fiducia in sé stessi, tolleranza e indipendenza, per esempio, vengono sostituiti da equità, sicurezza e assistenza sanitaria universale. Tuttavia si noterà ancora una netta distinzione tra i vecchi valori e quelli nuovi.

Essi riflettono un cambiamento di atteggiamento: dall'assunzione di rischi all'evitare i rischi, dalla costruzione del patrimonio alla tutela del patrimonio e dal laissez-faire al controllo centralizzato. Possono anche essere espressi come diritti di diverso tipo. I primi sono i diritti di fare qualcosa per sé stessi. I secondi sono i diritti di costringere qualcun altro a fare qualcosa per voi. I primi richiedono cooperazione. I secondi richiedono solo paura e violenza.

Senza la cooperazione civile, l'hormegeddon non sarebbe possibile. Le imprese collettive su grande scala hanno bisogno della ricchezza e dell'organizzazione delle società civili. Tali società diventano civili perché evitano i benefici di breve termine della violenza favorendo, invece, i benefici di lungo termine della cooperazione.

Il loro successo genera il fallimento, la fiducia genera il parassitismo aggressivo e vediamo un ritorno alla violenza. Sotto la scure del rispetto dei nuovi diritti, il ritorno sugli investimenti scende. Poi l'élite-zombie diventa spietata nei suoi sforzi di proteggere i propri guadagni.

Lo stato è il giocatore chiave in questo processo. Come abbiamo visto, è sempre e ovunque un istituto reazionario che favorisce gli interessi del passato e del presente (che rappresentano un serbatoio di voti, cotributi, tradimenti) rispetto a quelli del futuro (non avvenuto, sconosciuto, impotente e innocuo). Ma sulla scia dell'hormegeddon, lo stato diventa un vero e proprio mostro.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/