mercoledì 14 giugno 2017
Ecco perché i dati farlocchi dell'IPC non inficieranno la posizione monetaria ristretta della FED
di Lee Adler
Uno dei miei assiomi preferiti è che i mercati toro (o "bolle", se desiderate) scalano le vette quando le notizie sono buone, non quando tutto sta andando all'inferno. Perché quando le notizie sono buone, le banche centrali tolgono la brocca del punch. Esaminano i dati e vedono le prove di un'inflazione degli asset e di bolle pericolose in molte classi di asset. E alla fine dicono: "Ok, crediamo che ne abbiate avuto abbastanza!"
Poi, data l'idea gonfiata della propria onnipotenza, si preparano a progettare un atterraggio morbido. Solo che quest'ultimo si trasforma inevitabilmente in un mercato orso che minaccia di andare fuori controllo. I banchieri centrali si lasciano prendere dal panico e iniziano a pompare soldi come pazzi, e se sono fortunati, i mercati rimbalzano.
Questo è stato il ciclo di mercato sin dalla nascita del settore bancario centrale. Nel corso del tempo i banchieri centrali hanno appreso che potevano manipolare i mercati stampando un sacco di soldi, in modo da estendere le fasi del mercato toro. Ma hanno anche appreso che non solo ciò stimola la crescita economica, può anche rallentare un'espansione economica sana.
Finora sono sempre stati fortunati.
La settimana scorsa abbiamo ricevuto notizie su varie misure riguardanti i prezzi dei beni di consumo, guidati dall'indice dei prezzi al consumo (IPC). A Wall Street, agli economisti ed ai media finanziari piace pensare che l'IPC misuri l'inflazione. Sappiamo che misura solo un minuscolo sottogruppo arbitrario di beni di consumo, e rappresenta una falsità assoluta per quanto riguarda i costi degli immobili.
Malgrado questo fatto, ovvero, che non misura l'inflazione generale e non misura nemmeno i costi della vita delle famiglie medie, praticamente tutti gli investitori ci credono quasi ciecamente. Poi lo confrontano con l'obiettivo d'inflazione della FED. Non importa che tutte queste misure escludano i prezzi degli asset ed i prezzi delle case. L'obiettivo "d'inflazione" si applica solo ai beni al dettaglio e ai servizi al dettaglio.
Poi tutti aspettano con il respiro affannato per vedere se il numero sarà al di sopra o al di sotto l'obiettivo "d'inflazione" della FED. Se è pari o al di sopra l'obiettivo prefissato, la conclusione è che la FED aumenterà i tassi d'interesse, cosa che tutti presuppongono apra le porte ad un ambiente ribassista. Oppure, se il numero è inferiore al 2%, la FED non aumenterà i tassi e ciò dovrebbe segnalare un ambiente rialzista.
L'intero spettacolo è assurdo, perché le ipotesi sottostanti sono false.
"Rialzare i tassi" usando gli strumenti che la FED finge di utilizzare, non equivale affatto a restringere il credito. L'aumento del tasso d'interesse sulle riserve in eccesso rappresenta una grande sovvenzione nei confronti delle banche commerciali. Restringere il credito comporterebbe necessariamente una riduzione del bilancio della FED. Non lo ha ancora fatto, ma dice che lo farà presto. L'IPC superiore al 2% la incoraggerà a farlo.
Quando ho letto l'ultimo comunicato stampa del FOMC, leggendo tra le righe vedo qualcosa di diverso da quello che la folla si aspetta.
I capi della FED hanno parlato molto dei prezzi degli asset, e ritengo che questi siano la loro vera preoccupazione, non se l'IPC o la PCE siano al di sopra o al di sotto del 2%. Darò credito alla FED nella misura in cui penso che sia abbastanza intelligente da riconoscere l'esistenza di bolle negli asset (troppo tardi, sì) e la loro pericolosità per i sistema finanziario.
La FED probabilmente sa anche che le misure popolari dell'inflazione dei beni di consumo hanno costantemente sottovalutato il vero costo della vita, e quest'ultimo è cresciuto più velocemente dell'IPC e dell'IPC di base. Le misure alternative che utilizzano prezzi accurati sulle abitazioni mostrano che l'inflazione può essere il doppio di quella stimata dall'IPC.
Penso perciò che la FED sia ormai stretta a doppio filo con condizioni monetarie ristrette, cominciando a ridurre il bilancio alla fine di quest'anno o all'inizio del prossimo anno, a prescindere da ciò che mostrerà l'IPC.
Nel frattempo, il Wall Street Journal dice che l'inflazione è poco al di sopra del target, ma non ci rimarrà a lungo.
Quindi il messaggio è: "L'inflazione è bassa. La FED non assumerà posizioni restrittive. Tutto va bene. Restate tranquilli nella moderazione del mercato toro di lungo termine."
Ma i fatti suggeriscono il contrario. L'IPC in realtà è aumentato dello 0.3% mese/mese, in assenza di rettifica stagionale (NRS). Perché secondo una rettifica stagionale (RS) sarebbe aumentato solo dello 0.2% tra marzo e aprile, ma questa è solo una di quelle cose misteriose che fanno sembrare intelligenti gli statistici. È per questo che gli economisti apprezzano i dati RS, in contrapposizione ai dati reali. Francamente non vedo molte prove di effetti stagionali consistenti sulla maggior parte dei dati riguardo i prezzi al consumo. E un aumento dello 0.3% ad aprile è del tutto normale. È in linea con gli schemi del passato.
L'aumento anno/anno nei dati effettivi NRS è stato del 2.2%. Ciò era nel range del tasso annuo di incremento dei 4 mesi precedenti, tra il 2.1% ed il 2.7%. Il numero anno/anno ad aprile era al di sopra dell'obiettivo della FED, ma quest'ultima dice di avere come obiettivo la PCE di base piuttosto che l'IPC. La PCE di base è al di sotto del target.
Nessuna di queste misure prevede un'accurata rappresentazione dei prezzi delle abitazioni, basandosi invece sulla misura IOER, o su una misura analoga basata su indagini riguardo i locatari, non sugli affitti di mercato. I contratti d'affitto di solito aumentano molto più lentamente rispetto agli affitti di mercato nei mercati immobiliari surriscaldati, come quello in cui siamo stati sin da quando i prezzi hanno cominciato ad accelerare nel 2012.
Il Flyover CPI misura i prezzi al consumo, compresi i prezzi immobiliari effettivi, conferendo inoltre un peso leggermente maggiore ai costi medici e dell'energia. Questa è una rappresentazione più accurata dei costi effettivi quando si parla degli standard di vita delle famiglie con reddito medio nell'entroterra americano, esclusi i grandi centri urbani sulle coste. I dati più recenti che abbiamo riguardo questo indice sono di febbraio. Ha registrato un tasso annuo di circa il 5% a febbraio, dato che l'inflazione dei prezzi immobiliari ha nuovamente raggiunto ritmi del 7-8% l'anno.
La FED è ben consapevole del fatto che le misure che segue, sottostimano l'inflazione al consumo. È pienamente consapevole che abbiamo bolle nei prezzi degli asset e che tali bolle hanno assunto proporzioni mostruose.
Purtroppo ha compreso tutto ciò troppo tardi affinché potesse attuare qualcosa di costruttivo. Doveva assumere condizioni monetarie ristrette anni fa. Non avrebbe mai dovuto perseguire posizioni monetarie non convenzionali come ha fatto finora. Questi errori rappresentano la lunga storia di errori seriali commessi dalla FED.
Ora il passato è diventato ancora una volta il prologo, e la FED continuerà a commettere errori e gonfiare bolle. Infatti sta assumendo una posizione monetaria restrittiva di fronte ad un'instabilità finanziaria. Più a lungo attenderà, tanto peggiore sarà il dolore economico percepito durante la fase di pulizia dei mercati.
Una gigantesca crisi della fiducia potrebbe scatenare un crash tanto grande da costringere la FED ad avviare nuovamente un programma d'acquisto di asset. Questa volta, però, potrebbe non funzionare.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 13 giugno 2017
Che farà Trump per quanto riguarda il cartello delle banche centrali?
di Thorsten Polleit
Gli Stati Uniti sono di gran lunga la più grande economia del mondo. I suoi mercati finanziari — che si tratti di azioni, obbligazioni o mercati dei derivati — sono i più grandi ed i più liquidi. Il biglietto verde è la più importante valuta nelle transazioni mondiali. Molte valute del mondo — l'euro, il renminbi cinese, la sterlina inglese ed il franco svizzero — sono stati costruiti prendendo come riferimento il dollaro americano.
Il mondo è praticamente sotto un dollar standard e la US Federal Reserve (FED) è la banca centrale del mondo. L'ascesa del biglietto verde è stata in gran parte spinta dal settore bancario internazionale, che è stato fondamentalmente "dollarizzato" in termini di prestiti ed emissioni di titoli.
La FED imposta la politica monetaria globale
La politica monetaria della FED non solo determina le condizioni di credito e di liquidità negli Stati Uniti, ma anche in molti mercati finanziari di tutto il mondo. Per esempio, i movimenti di lungo termine dei tassi d'interesse degli Stati Uniti hanno avuto regolarmente effetti sui mercati creditizi e azionari in Europa e in Asia. Le azioni della FED sono il modello per le politiche monetarie di molti paesi in tutto il mondo.
Il grafico mostra l'offerta di liquidità in dollari inviata dalla FED ad altre banche centrali di tutto il mondo. Mostra anche il cosiddetto "euro cross currency basis swap", che può essere interpretato come un "indicatore di stress": se finisce in territorio negativo, ciò significa che per le banche europee è sempre più difficile ottenere credito in dollari USA sul mercato aperto. L'iniezione di nuovi dollari nel sistema finanziario ha contribuito a far risalire il suddetto swap. Tuttavia sin dalla fine del 2016 ha iniziato ad avventurarsi di nuovo in territorio negativo — segnalando che le banche europee stavano di nuovo finendo nei guai.
La crisi economica del 2008/2009 ha aumentato ulteriormente la dipendenza del sistema finanziario mondiale dal dollaro USA. Già nel dicembre 2008 la FED s'era rivolta ai cosiddetti "accordi di swap di liquidità": la FED è pronta a prestare dollari appena creati ad altre banche centrali di tutto il mondo.
Per esempio, la Banca Centrale Europea (BCE) può ottenere dollari dalla FED e prestarli a banche commerciali europee traballanti nel caso in cui necessitassero di finanziamenti in dollari. In altre parole: gli accordi di swap di liquidità possono facilmente sostituire i finanziamenti in valuta estera sul mercato.
Nel frattempo tutte le principali banche centrali del mondo — la Banca Centrale Europea, la Banca del Giappone, la Banca Centrale Cinese, la Banca d'Inghilterra e la Banca Nazionale Svizzera — hanno aderito agli accordi di swap di liquidità. Hanno anche accettato di fornire le proprie valute a tutte le altre banche centrali — in quantità illimitate, se necessario.
Non c'è da meravigliarsi, quindi, se i default per mancanza di credito sui mercati finanziari sono diminuiti in modo sostanziale. Gli investitori sono sicuri che le grandi banche non andranno in default per le loro passività in valuta estera — poiché tale evento è considerato politicamente indesiderabile e le banche centrali possono semplicemente evitarlo stampando nuovo denaro.
Muoversi verso una banca centrale mondiale
La stretta cooperazione e il coordinamento tra le banche centrali sotto la tutela della FED equivale ad una monopolizzazione internazionale del settore bancario centrale — aprendo la strada ad una politica monetaria unica mondiale gestita da una non meglio definita banca centrale unica. Tale sviluppo è nel pieno interesse di coloro a favore della creazione di un unico governo mondiale.
Come dovrebbero comportarsi il presidente Donald J. Trump e la sua amministrazione? Trump non sembra essere un "internazionalista" intenzionato a costruire un nuovo ordine mondiale con mezzi politici e militari. Quindi prima o poi dovrà fare i conti con le politiche della FED — in particolare con i suoi accordi di swap di liquidità.
La politica monetaria della FED ha reso il sistema finanziario del mondo dipendente da una quantità sempre maggiore di dollari USA, facilmente reperibili e forniti a bassi tassi d'interesse. Le grandi banche degli Stati Uniti ne hanno tratto grande beneficio, mentre gli americani medi debbono sopportarne il peso: ne pagano il prezzo in termini di boom/bust ed erosione del potere d'acquisto del dollaro USA.
Cosa dovrebbe fare Trump
Se l'amministrazione Trump vuole davvero mantenere la sua promessa di "Far tornare grande l'America ancora una volta," deve affrontare la FED. Un primo passo in questa direzione è quello di sottoporre la banca centrale americana al controllo pubblico ("Audit the FED" come diceva Ron Paul), portando all'attenzione della popolazione la portata degli interventi della FED nel sistema bancario mondiale.
Naturalmente ci si può aspettare che i banchieri centrali, i rappresentati delle grandi banche, i lobbisti delle grandi imprese e gli economisti mainstream difendano alacremente gli accordi di swap di liquidità, definendoli indispensabili per la stabilità del sistema finanziario. E di sicuro un improvviso smantellamento di questa pratica infliggerebbe quasi certamente un duro colpo ai mercati finanziari.
Non solo, potrebbe anche far crollare la piramide di credito in tutto il mondo, costruita sul denaro fiat. Tuttavia l'argomento molto importante in questo contesto è che la continua monopolizzazione del settore bancario centrale verso un'entità unica mondiale, alla fine si tradurrà in un regime dispotico: un'unica valuta fiat mondiale.
Naturalmente cambiare in meglio non può venire dalla politica. Viene invece da idee migliori. Perché sono le idee che determinano l'azione umana. Qualunque siano queste idee e indipendentemente dalla loro provenienza, determinano il comportamento degli esseri umani. Per questo motivo il grande economista austriaco, Ludwig von Mises (1881 - 1973), sostenne l'idea del cosiddetto "principio della moneta sonante":
Il principio della moneta sonante ha due aspetti. Approva la scelta del mercato di un mezzo comunemente usato per lo scambio. Ostacola la propensione dello stato ad immischiarsi negli affari monetari.[1]
Mises spiegò anche l'importanza del principio della moneta sonante per ognuno di noi:
È impossibile cogliere il significato del concetto di moneta sonante se non ci si rende conto che è stato concepito come strumento per la tutela delle libertà civili contro le incursioni dispotiche degli stati. Ideologicamente essa appartiene alla stessa classe delle costituzioni politiche e della carta dei diritti.
Il principio della moneta sonante di Mises invita a porre fine alle banche centrali una volta per tutte e all'apertura di un libero mercato nelle questioni monetarie. Dopo aver posto fine ad un globalismo politico, almeno per il momento, la nuova amministrazione degli Stati Uniti ha ora la possibilità di migliorare le cose — terminando le intrusioni dello stato nelle questioni monetarie.
Se gli Stati Uniti si muoveranno in questa direzione — fine del del corso legale e libertà al popolo americano di utilizzare, per esempio, l'oro, l'argento, o il bitcoin come mezzo preferito di scambio — il resto del mondo molto probabilmente seguirebbe l'esempio. Detto questo, Trump potrebbe davvero apportare un cambiamento reale: abbracciando il principio della moneta sonante.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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Note
[1] Ludwig von Mises (1953), The Theory of Money and Credit, Yale University Press, New Haven, p. 414.
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lunedì 12 giugno 2017
Perché il Bitcoin Dominance Index è fuorviante
di Daniel Krawisz
Sebbene il dibattito sia in corso da anni, più di recente ci sono state un sacco di lamentele e speculazioni su come bitcoin presto perderà la sua supremazia di moneta più grande e su come le altre monete alla fine lo spodesteranno. In questo articolo cercherò di mostrare come il Bitcoin Dominance Index sia intrinsecamente ingannevole e perché in realtà non c'è una crisi come tanti credono.
La tesi
Il Bitcoin Dominance Index è stato ideato qualche anno fa per mostrare esattamente quanto l'economia delle criptovalute fosse dominata dal bitcoin. Di recente il Bitcoin Dominance Index è risultato in calo e molti all'interno della comunità delle criptovalute indicano il dibattito sulle grandezze come un motivo ragionevole per suddetto calo.
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| da coinmarketcap.com |
La tesi è la seguente: bitcoin non è più utile in quanto le fees sono troppo alte, quindi le persone stanno prendendo in considerazione le alternative. Quindi il valore starebbe scorrendo dal bitcoin ad altre criptovalute. Gli utenti vogliono nuove funzionalità e stanno migrando in altre monete per ottenerle. Se le attuali condizioni persistono, Bitcoin sarà infine superato da un'altra valuta come Ethereum e diventerà il MySpace delle criptovalute.
In sostanza, la tesi si basa sull'idea che gli utenti stiano cercando di fare X con bitcoin, ma non possono e quindi vogliono migrare verso altre monete per essere in grado di fare X. Con X si può intendere l'acquisto di caffè, creare uno smart contract, impegnarsi in più transazioni private, utilizzare applicazioni decentralizzate, o fare molte delle cose che altre monete permettono di fare meglio rispetto a bitcoin.
L'obiezione
I sentimenti alla base di questa tesi sono comprensibili. Le persone sono frustrate da questo dibattito; non amano che ci sia un conflitto e preferirebbero un progresso, ma guardiamo alle prove reali.
In primo luogo, dire che bitcoin non è più utile perché le fees sono troppo alte è come dire che nessuno va più in quel ristorante perché è troppo affollato. Bitcoin è molto utile, per questo le persone sono disposte a pagare una media di $0.94/tx per utilizzarlo. Il fatto che alcune persone non amino dover pagare prezzi elevati, non significa che tutti se ne andranno. Alcuni possono farlo, ma il mercato delle fees si auto-corregge. Se abbastanza persone se ne andranno, le fees scenderanno, rendendo le transazioni in bitcoin più attraenti.
In secondo luogo, sostenere che il valore stia uscendo da bitcoin e si stia incanalando verso altre valute avrebbe senso se bitcoin non fosse attualmente ai massimi di tutti i tempi. Prezzi in aumento significano che c'è una domanda sana per bitcoin che supera l'offerta. L'unica ragione per cui ci si possa lamentare è perché bitcoin non stia salendo tanto velocemente quanto altre monete, ma con 500+ altcoin esistenti sarà quasi sempre vero per qualche criptovaluta. Sarebbe come dire che il valore stia fuoriuscendo dalla Berkshire Hathaway, nonostante il prezzo stia aumentando, perché altri titoli stanno aumentando ancora più velocemente. La domanda per bitcoin è salita l'anno scorso ed è ridicolo polemizzare riguardo la sua crescita più lenta rispetto ad altre criptovalute molto più giovani e più volatili.
In terzo luogo, la tesi secondo cui gli utenti stiano fuggendo verso altre criptovalute per approfittare delle loro caratteristiche, non è realmente sostenuta dalle prove. Quanti utenti acquistano Ethereum per avere abbastanza potenza di fuoco per sottoscrivere uno smart contract rispetto a coloro che non sanno nemmeno usare un wallet e conservano i loro saldi sugli exchange? Quanti utenti utilizzano le caratteristiche di privacy di Zcash (risposta: non molti)? Litecoin ha di recente acquisito Segwit e Lightning Network, ma quante persone hanno provato ad utilizzarli rispetto alle persone che li stanno acquistando in previsione che altri li utilizzino in futuro? La stragrande maggioranza della domanda per queste criptovalute è di natura speculativa, basata sull'uso futuro e poco sull'uso presente.
Per quanto riguarda l'unico uso presente, sarebbe quello di effettuare piccole transazioni. E forse, per la piccola porzione di transazioni che rientra in tale categoria, forse un certo ammontare di valore è stato trasferito ad altre criptovalute che offrono fees inferiori. L'uso come mezzo di scambio può essere un motivo legittimo affinché qualcuno possa passare ad un'altra moneta; ma come ho già sostenuto, il valore di riserva è il motivo principale per cui bitcoin possiede gran parte del suo valore e pertanto quello a cui assistiamo oggi non è un deflusso significativo.
Il cimitero delle altcoin
Tanto per essere chiari, speculare sull'utilità futura è una forma d'investimento perfettamente legittima, ma non confondiamo la speculazione con l'utilità presente. Generalmente la speculazione si porta dietro un rischio abbastanza grande di fallimento e, francamente, molte di queste criptovalute hanno un sacco di rischio, in particolare riguardo le loro caratteristiche di non essere granché adatte per il mercato in generale.
Giusto per fare un paio di esempi: Namecoin ad un certo punto ha fatto registrare una capitalizzazione di mercato di $100 milioni nel 2013 e, tra le altre cose, era pensato per essere un servizio decentralizzato di dominio. Purtroppo la maggior parte delle persone ha scoperto che l'idea non era altrettanto utile come si potesse pensare e la maggior parte dei domini su Namecoin sono stati abbandonati e pochissime persone usano il dominio .bit che fornisce.
Auroracoin, ad un certo punto, era vicino ad una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo nel 2014 ed era pensato per essere la moneta digitale che sarebbe stata usata in Islanda. Si è scoperto che la capitalizzazione di mercato era stata ampiamente manipolata da una liquidità molto bassa e poi capitolò rapidamente non appena vennero rilasciate più monete.
Molti altri esempi possono essere visti su Altcoin Obituaries.
Capitalizzazioni di mercato manipolate
Questo mi porta a dover esporre un altro punto. Le capitalizzazioni di mercato per molte di queste altcoin sono enormemente manipolate. Considerate una delle prime altcoin manipolate: Ripple. Le monete sono state pre-minate! Cioè, tutti i Ripple sono stati creati in anticipo e poi sono stati rilasciati al grande pubblico un po' alla volta.
C'è un'enorme quantità di Ripple che viene tenuta in riserva in modo che la fluttuazione effettiva (cioè, l'ammontare disponibile per la negoziazione) rimanga relativamente piccola. Molte monete pre-minate fanno la stessa cosa per manipolare non solo il prezzo, ma anche le loro capitalizzazioni di mercato. Solo una piccola porzione viene negoziata, mentre i loro creatori ne posseggono grandi riserve per mantenere alta la capitalizzazione di mercato.
Non c'è niente di nuovo qui e nel mercato azionario le azioni che giocano sulla manipolazione della fluttuazione, generalmente diventano obiettivi succulenti per i short-seller. Altcoin come Gnosis, per esempio, hanno fluttuato solo del 5%, quindi chiedetevi: quanto della capitalizzazione di mercato di Gnosis da $115 milioni è reale?
Se tutto questo non risultasse già abbastanza confuso, considerate anche che molte di queste altcoin è effettivamente un sottoinsieme di Ethereum e gran parte della capitalizzazione di mercato può essere conteggiata due volte.
Esperimento mentale
Se quest'ultima sezione dovesse risultarvi troppo confusa, considerate questo esperimento mentale. Supponiamo di creare domani una nuova moneta chiamata FoolCoin. Pre-mino tutte le monete (100,000,000 monete) e rendo disponibili solo 10 monete. Creo una campagna di marketing e faccio in modo di attirare così tante persone che la moneta finisca anche su Poloniex. Vendo solo 1 delle monete per $10. FoolCoin ha ora una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo. La prossima moneta la vendo per $11 e ora FoolCoin ha una capitalizzazione di mercato di $1.1 miliardi. Se c'è una domanda sufficiente, alla fine finirò per vendere le altre 8 monete per $20 ciascuna, e FoolCoin avrebbe ora una capitalizzazione di mercato di $2 miliardi.
Ho solo aggiunto $2 miliardi alla capitalizzazione di mercato della criptovaluta e ho ridotto il dominio di bitcoin di pochi punti percentuali. Ma davvero ho portato via qualcosa da bitcoin a parte forse qualche centinaio di dollari?
L'esempio che ho costruito e chiamato FoolCoin, non presume nemmeno attività di manipolazione più sinistre come il wash trading, il pump/dump, ecc. Anche senza ricorrere a questi espedienti, è relativamente facile aggiungere un sacco di capitalizzazione di mercato all'indice di una criptovaluta e rendere bitcoin molto meno dominante.
Conclusione
In primo luogo, bitcoin è molto sano in termini di prezzo, capitalizzazione di mercato, utilizzo, resistenza alla censura e praticamente sotto ogni altro aspetto utile. Dire altrimenti significa ignorare i segnali di mercato.
In secondo luogo, le altcoin stanno attirando un sacco d'investimenti, ma ciò non significa necessariamente che la gente le usa per la loro utilità presente. Infatti gran parte degli aumenti dei prezzi delle altcoin sembra proprio speculazione sull'utilità futura, non sull'utilità presente.
In terzo luogo, le capitalizzazioni di mercato di molte altcoin sono seriamente manipolate. Molte hanno una liquidità ultra-bassa e, in realtà, non hanno investito tanto denaro in esse, nonostante la grande capitalizzazione di mercato. Queste altcoin non stanno portando via nulla da bitcoin malgrado vengano pompate.
Il Bitcoin Dominance Index è una metrica molto grezza ed una che purtroppo è molto facile da manipolare. Il recente entusiasmo per le ICO ha peggiorato la manipolazione e continua a nascondere il fatto che bitcoin sta davvero andando bene. Poiché la manipolazione diventa sempre più evidente, attendiamo che questa metrica sia sostituita da qualcosa di più utile.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
venerdì 9 giugno 2017
La strana economia del voto
di Gary North
"Dio, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per conoscere la differenza."
Questa è la famosa preghiera della serenità scritta da Reinhold Niebuhr. È la cosa più vicina all'ortodossia teologica che Niebuhr abbia mai scritto.
Si può applicare benissimo al voto.
VOTO E LOTTERIE
Il voto è irrazionale, secondo la teoria economica del libero mercato. È come comprare un biglietto della lotteria, solo più da stupidi. C'è una voce di Wikipedia su questo argomento: il paradosso del voto.
Il paradosso del voto, noto anche come paradosso di Downs, implica che i costi del voto saranno di norma superiori ai benefici attesi. Poiché la possibilità di esercitare il voto è minuscola rispetto a qualsiasi stima realistica dei singoli benefici privati dei diversi risultati possibili, i benefici attesi del voto sono inferiori ai costi. Il fatto che le persone votino è un problema per la teoria della scelta pubblica. Venne dapprima osservata da Anthony Downs.
Downs aveva ragione? Gli economisti pensano di sì. In genere si rifiutano d'acquistare un biglietto della lotteria considerandolo una perdita netta per quelle persone che non sanno far di conto.
Una lotteria è una forma di gioco d'azzardo. Il gioco d'azzardo è un gioco a somma zero: ogni vincitore vince a spese dei perdenti. Inoltre ci sono regole a favore del banco. I giochi d'azzardo sono impostati affinché il banco vinca spesso. Questo è il motivo per cui gli stati hanno lotterie ma vietano il gioco d'azzardo privato: "I numeri." Gli stati vogliono rubare ai poveri e agli ignoranti. Odiano la concorrenza di uomini d'affari in cerca di profitto: allibratori.
La persona che acquista un biglietto della lotteria ritiene che possa trarre profitto se "esce il suo numero." Nel corso della storia gli uomini hanno creduto in quattro sistemi incompatibili di causalità generale: il destino, la fortuna, la casualità e la sovranità di Dio. Il destino è visto come qualcosa d'impersonale. La fortuna è vista come qualcosa di personale. La casualità è vista come qualcosa d'impersonale. Dio è visto come qualcosa di personale.
Le persone che giocano d'azzardo si affidano alla fortuna -- la fortuna "cieca". Coloro che credono nella casualità non giocano d'azzardo. Capiscono la matematica. Coloro che credono nella sovranità di Dio non giocano d'azzardo. Hanno fiducia nel lavoro duro, nell'etica e nella grazia di Dio. Quanto a coloro che credono nel destino, per la causalità non ha senso. Pensano che gli uomini non possano influenzarne l'esito.
L'economista dice al giocatore d'azzardo che la probabilità di un esito favorevole per un biglietto della lotteria è così basso che statisticamente la cosa non cambia se non lo si fosse acquistato affatto. "Risparmia il tuo denaro. Non comprare il biglietto." Ma la gente povera li compra -- quelle stesse persone che non possono permettersi di perdere. Hanno abbandonato la speranza nell'etica, nel duro lavoro e nella grazia di Dio. Vogliono credere in qualcosa che li possa aiutare. Credono nella fortuna. L'acquisto di un biglietto della lotteria è un atto religioso per loro: un modo oggettivo di registrare la loro fede nella fortuna. La fortuna può "sorridere" loro, o almeno così credono. "Perché non dare alla fortuna una possibilità?"
Non gioco d'azzardo coi giochi a somma zero. Ecco perché non credo nel destino, nella fortuna, o nella casualità. Sono un calvinista.
Ho partecipato ad un "non-gioco" a somma zero: l'assegnazione da parte del governo degli Stati Uniti dello spettro radio che rubò nel 1927. Sono diventato un milionario e anche mia moglie. Abbiamo vinto due lotterie. Il mio amico Terry Easton aveva trovato un modo per battere la lotteria. I miei abbonati hanno vinto e hanno vinto alla grande. Ma mia moglie ha praticamente stravinto. Non ci è costato nulla giocare. Anche il mio partner John Mauldin e la moglie hanno vinto.
Il governo avrebbe dovuto mettere all'asta lo spettro: "L'offerta più alta vince." Ma dal momento che scelse una lotteria, io decisi di partecipare. Ma questo non era un gioco.
La stessa logica si applica ai futures sulle materie prime. Sembra un gioco a somma zero, ma non lo è. Il mercato dei futures risolve due problemi specifici:
- come allocare la proprietà nonostante l'incertezza -- speculatori contro hedgers;
- come ottenere una migliore conoscenza dei prezzi futuri senza spese per la società -- "agevolazioni."
Il mio punto: a volte qualcosa che assomiglia ad un gioco d'azzardo in realtà non lo è. E questo vale anche per il voto? Credo di sì, ma prima prenderò in considerazione i costi del voto.
I COSTI DEL VOTO
Votare richiede tempo. Più è prezioso il vostro tempo, più è costoso votare. Questa è l'intuizione economica cruciale per quanto riguarda i costi: il valore economico dell'uso prioritario di una risorsa scarsa. Cosa avreste fatto con il tempo necessario a votare? Questo rappresenta il costo del voto per voi.
I libertari hanno un dispositivo mnemonico: TANSTAAFL. "Non esiste una cosa come un pasto gratis." E che dire per quanto riguarda TANSTAAFE? "Non esiste una cosa come un'elezione gratis."
Le votazioni sono come il deprezzamento delle automobili: 56 centesimi al miglio, dice il governo degli Stati Uniti. Lo permette per il business dell'ammortamento.
Ci vuole tempo per studiare le questioni. La gente guarda i dibattiti dei candidati. Perché? Il loro voto non influirà sul risultato.
I mezzi d'informazione sono pieni di informazioni sui candidati. Questo particolare sposta l'attenzione su chi potrebbe trarne effettivamente beneficio.
L'esito del voto è statisticamente irrilevante. Il costo del vostro voto, invece, non è statisticamente irrilevante. Questa è la strana economia del voto.
"IL TUO VOTO NON CONTA"
I critici del voto sostengono che questo esercizio sia statisticamente paragonabile a quello di comprare un biglietto della lotteria, ma più da stupidi. La persona che acquista un biglietto della lotteria prevede un cambiamento statistico: ottenere un immenso profitto. Una persona il cui partito vince le elezioni sa che il suo voto non farà la differenza, a differenza di un biglietto della lotteria. Il suo partito vincerà o perderà, con il suo voto o senza.
Il beneficio è di gran lunga più piccolo rispetto a quello di vincere alla lotteria. Egli si trova in fondo alla catena alimentare della vittoria. La politica è una forma popolare di effetto a cascata. Le persone in cima ottengono la maggior parte degli incassi. La politica è principalmente una ridistribuzione della refurtiva fiscale.
Statisticamente il vostro voto non conta, se non in piccolissime elezioni locali. Maggiore è il numero dei votanti, meno conterà il vostro voto.
Gli elettori negli Stati Uniti se ne preoccupano solo una volta ogni quattro anni. Si preoccupano solo di chi sarà eletto presidente. Votano in gran numero. Più è importante l'elezione per la maggior parte degli elettori, meno conterà il loro voto. Questa è la strana logica del voto.
Il loro voto conta di più nelle elezioni speciali per una carica locale. Ma quasi nessuno partecipa alle elezioni speciali. È per questo che il loro voto conterebbe molto di più. Ma a loro non importa. Questa è la strana logica del voto.
"STAI GETTANDO VIA IL TUO VOTO!"
Permettetemi di farvi una domanda. Qualcuno vi porge un certificato di proprietà. Vi costerà tempo e denaro entrare in possesso di suddetta proprietà. Questa transazione vi fornirà un guadagno personale pari a zero. Qual è la risposta razionale?
Rifiutare di accettare la proprietà. In breve, gettare via il vostro voto.
Eppure la persona che rappresenta un fattore critico in questa decisione, pensa di sottolineare un punto importante quando dice: "Stai buttando via il tuo voto." Infatti è così. E allora?
Non volete votare per i candidati alla presidenza dei due maggiori partiti politici. Pensate che vi venga chiesto di scegliere tra il minore dei due mali. Volete registrare la vostra protesta? Perché? La potete articolare? C'avete mai provato?
Supponiamo che abbiate una risposta chiara. Com'è possibile registrare la vostra protesta?
In primo luogo, potete votare per un terzo candidato.
Il terzo candidato, George Wallace, aveva due slogan:
- "Non c'è un minimo di differenza tra i due candidati."
- "Mandiamo loro un messaggio!"
Si candidò nel 1964, 1968, 1972 e 1976. Nel 1968 ottenne 46 voti. Più voti di quanti ne ottennero terzi candidati alle elezioni presidenziali sin dal 1912, quando Teddy Roosevelt arrivò secondo rispetto a Woodrow Wilson.
Nixon vinse per poco contro Humphrey. Se fosse stato il 1960, Humphrey avrebbe vinto. Ma nel 1964 il Sud era repubblicano. Non nel 1968.
In secondo luogo, è possibile scegliere di non votare. Nessuno se ne accorgerà. Ma se milioni di persone non scelgono di votare, questo invierà un messaggio: "A nessuno importa." Ciò non desta preoccupazioni alle persone posizionate all'apice del processo di ridistribuzione della refurtiva.
In terzo luogo, è possibile scrivere in nome di qualcuno, ma questo si poteva fare tempo addietro: schede cartacee. L'ho fatto nel 2004: Ron Paul.
Dal punto di vista economico, la scelta #2 ha un senso: non votare. Non farsi coinvolgere emotivamente col risultato.
PREGHIERA E VOTAZIONI
Ho detto che la preghiera della serenità si applica al voto. Perché?
In primo luogo, gli individui pregano.
In secondo luogo, invita le persone alla serenità per quelle cose che non possono cambiare. Come individui, il voto non ci dà potere. Si tratta di un passatempo costoso che non ci fornisce alcun guadagno individuale. A livello individuale è un peso.
C'è bisogno di mostrare coraggio in alcuni casi. Ci vuole coraggio per votare? No. Ci vuole coraggio per affrontare l'esito di un'elezione. A volte.
Ma c'è qualcos'altro. I gruppi pregano. Le persone che credono che le singole preghiere possano cambiare le cose, di solito credono che la preghiera comune abbia migliori possibilità di cambiare le cose.
Quindi la preghiera è una miscela di responsabilità personale e responsabilità collettiva.
Anche il voto.
C'è qualcos'altro. La Bibbia insegna che il popolo è responsabile per i peccati dei suoi governanti, sacerdoti e re. Sotto l'Alleanza, la gente doveva offrire sacrifici per i peccati dei suoi governanti, sacerdoti e re (Levitico 4). L'apostolo Paolo disse alle chiese di pregare per i governanti.
Esorto perciò, prima di tutto, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, rendimenti di grazie nei confronti di ogni sorta di uomini, re e nei confronti di tutti quelli che sono altolocati; affinché possiamo condurre una vita calma e quieta con piena devozione e serietà. (I Timoteo 2: 1-2).
La Bibbia insegna la responsabilità collettiva, ma i collettivi sono costituiti da individui.
Il voto è un atto di conferma. In altre parole, si tratta di un atto di alleanza. È l'equivalente giuridico di un sommo sacerdote che unge un re dell'antico Israele. Un giudice, Samuele, unse Saul e poi David.
Definiamo sacramentali tali atti. Sono unici. Ci sono sacramenti ecclesiastici, ma ci sono anche sacramenti civili. In democrazia il voto è un atto del genere.
Dal punto di vista dei singoli, il voto è irrazionale. È più irrazionale rispetto all'acquisto di un biglietto della lotteria. Ma se il voto è sacramentale, allora c'è una logica nel voto.
Si registra il proprio risentimento votando per un terzo candidato. Non equivale a "nessuno di questi". Ma in un sistema non parlamentare, come il nostro, invia questo messaggio: "Nessuno dei due."
Le truppe di Bernie Sanders avrebbero potuto votare per Stein e il Partito dei Verdi. I membri scontenti del Tea Party avrebbero potuto votare per Johnson ed il Partito Libertario. Possiamo vedere chi ha più sostegno: i rossi che votano i verdi o gli "evasori fiscali" che votano per un uomo che è talmente americano da non riuscire a nominare un solo leader straniero.
Su quest'ultimo punto ce n'è solo uno che val la pena nominare: Putin. Fino a quando non si scherza con lui, non importa se si dimentica il suo nome.
CONCLUSIONI
Se siete individualisti metodologici al 100%, siete irrazionali se votate. Il vostro voto non conta. Vi costa tempo e denaro per un ritorno pari a zero. Eppure ci sono libertari che votano. Passano tempo a leggere di politica. Perché? Alcuni addirittura si fanno coinvolgere nel Partito Libertario. Perché? Sono irrazionali? O semplicemente non sono individualisti metodologici al 100%. Sono olisti -- il lato oscuro?
Se siete collettivisti al 100%, dovreste votare sempre, anche in un sistema a partito unico. È per questo che l'Unione Sovietica impose sanzioni a quei russi che non votavano per il Grande Leader. Il Partito Comunista rappresentava il proletariato. Il proletariato era sovrano. Pertanto i russi furono costretti per legge a votare: dimostrare la volontà sovrana del proletariato.
Se siete feticisti dei patti, dovreste votare. Ma non inviate denaro alle sedi principali dei partiti. Spendete soldi solo per le elezioni locali, se proprio dovete spenderli. Per quanto riguarda il voto per le presidenziali, potete inviare loro un messaggio: "Nessuno dei due." Questo non significa buttare via il proprio voto. Equivale a dire ai saccheggiatori a Washington di saccheggiare di più (Partito dei Verdi) o meno (Partito Libertario).
Non dimenticate di votare "no" sulle emissioni obbligazionarie. Divertitevi a votare.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
giovedì 8 giugno 2017
Sette anni e 2,000 flussi di conoscenza
di Francesco Simoncelli
Oggi otto giugno 2017 è il settimo anno di vita di questo spazio virtuale. È un progetto nato nel 2007 in realtà, quando ancora scrivevo su Windows Blog. Ma non era quella l'onda del futuro, non era quello il modo in cui eventuali lettori si sarebbero avvicinati ai contenuti che avrei voluto offrire loro. Il caricamento delle pagine richiedeva troppo tempo e la mole spropositata di widget che poteva essere implementata rendeva l'esperienza letterale davvero ardua da sostenere. Non avrei fatto breccia nella curiosità della maggior parte dei fruitori del mio servizio. Quindi mi guardai intorno, alla ricerca di una piattaforma tanto agile quanto intuitiva da utilizzare. Blogspot ha soddisfatto entrambe queste necessità.
Non volevo niente dal vecchio sito. Quello spazio virtuale sarebbe morto insieme a tutta l'inefficacia che si portava dietro, nonché le idee economicamente e politicamente confuse che mi ottenebravano la testa. Da questo punto di vista, iniziai ad avere le idee chiare nel 2008 quando oltre a leggere il materiale presente su siti come Usemlab e Movimento Libertario, approfondii le mie conoscenze su blog indipendenti di utenti come Ashoka (Marco Bollettino), Paxtibi (Flavio Tibaldi) e Linucs. La voracità di apprendere mi portò a divorare libri e saggi di economia, a seguire i corsi di formazione del Mises Institute e a formare un corpo teorico personale incentrato sugli insegnamenti della Scuola Austriaca.
Nel 2010 i tempi erano maturi affinché io potessi iniziare la mia avventura sulla scena pubblica e diffondere attraverso la mia opera quel sapere che avevo accumulato nel corso del tempo. Scrivere non è facile. Catturare l'attenzione non è facile. Tenere alta la curiosità nei confronti del proprio lavoro non è facile. Serve qualcosa, un'idea, che possa fungere da collante per tutte queste cose e determinare l'effettiva riuscita del progetto. Le traduzioni avrebbero reso il mio blog un appuntamento quotidiano per quei lettori affamati di informazioni e gli articoli personali sarebbero stati un approfondimento focalizzato sui temi del momento.
Se le informazioni fossero state utili per curiosi ed investitori, allora avrei potuto creare un valore attraverso il quale portare benefici sia agli altri che a me stesso. Le informazioni, infatti, sono il più delle volte una merce qualitativamente superiore al denaro. L'ambiente economico è come un gigantesco mondo crittografato: tutti noi possiamo accedere alla chiave per trarvi profitto, ma dobbiamo scegliere quella giusta. La conoscenza imprenditoriale posseduta da ognuno di noi è il frutto dell'esperienza e di quelle informazioni con cui veniamo a contatto. L'interpretazione di quest'ultime, però, decreta vincitori e vinti nelle sessioni di scambio. Più sono accurate le informazioni, più possiamo affinare la nostra conoscenza e trarvi profitto.
Basta poco per essere tratti in inganno. Non è un caso, ad esempio, che parecchi individui siano adesso attratti da un mercato azionario ai massimi. Sono convinti, in base alle informazioni che recepiscono, che questo sia un mondo senza fine. Che debbano saltare sul treno dei vincitori finché sono in tempo, perché hanno perso quello precedente. Non capiscono come il mercato azionario non sia affatto un mercato adatto a tutti. Non solo non sono pronti a perdere, ma ignorano il fatto che c'è bisogno di costanza e sacrificio per staccare profitti ingenti in tale mercato. La maggior parte delle persone è focalizzata sui propri affari quotidiani. Preferisce delegare a qualcun altro la creazione della propria fortuna. È davvero così? Non credo, altrimenti ci sarebbe un Warren Buffett in ogni casa del mondo.
Il mercato azionario decreta i propri vincitori in base alla quantità d'ignoranza finanziaria presente nelle sue sale. Sono i cosiddetti "sciocchi più sciocchi" che fanno salire i mercato, e quando si esauriscono finisce al il momentum dei titoli azionari. Questa verità è preponderante anche oggi con banche centrali a corto di polvere da sparo asciutta. Nei primi mesi di quest'anno hanno acquistato un totale di $1,000 miliardi in asset finanziari, mentre nel periodo 2011-2016 il totale s'è fermato a $7,000 miliardi.
Senza i salvataggi centrali e le infusioni di credito da parte delle banche centrali, le bolle che infestano l'attuale panorama economico sarebbero scoppiate già da un bel pezzo. E infatti la fantomatica ripresa economica è solo nei numeri, non nella realtà. Considerate le seguenti due notizie. La prima riguarda la progressiva impagabilità di prestiti concessi ad una categoria di individui che non avrà sbocchi lavorativi per quello che ha studiato e si vedrà aumentare il fardello di debito (senza la capacità di poter andare in default). La seconda, strettamente connessa a quest'ultima, riguarda i continui raid del governo federale nei fondi della previdenza sociale per ripagare il condono di parte dei debiti studenteschi.
Abbiamo quindi di fronte il caso eclatante in cui il coyote inizia a mangiarsi da solo non trovando più niente da mangiare. E questo è soprattutto vero se consideriamo come nel corso del tempo gli interventi centrali statali e la pianificazione monetaria centrale abbiano abbattuto la produzione di ricchezza reale. Ora aggiungiamoci il fatto che circa 1/3 della popolazione americana è sulle spalle dello stato sociale, mentre l'altro terzo è composto da pensionati, lavoratori part-time nonché da disoccupati. Rimane il restante terzo della popolazione americana che sorregge tutta la baracca ed ha un lavoro a tempo pieno. Ricapitolando, quindi: con un debito pubblico da $20,000 miliardi, un debito privato da $40,000 miliardi, un mercato del lavoro ingessato e senza sbocchi concreti, pensionati che vedranno aumentare le loro fila, denaro per le prestazioni sociali usato invece per ripianare il fiume d'inchiostro rosso dei conti statali, banche centrali che hanno stampato vagonate di denaro fiat e ora sono all'angolo, capite benissimo che la fantomatica ripresa economica è solo nei numeri ma non nei fatti.
E nemmeno da quest'altro lato dell'oceano va bene. Volete sapere cari lettori dove è finita la ripresa economica sventolata dallo zio Mario? Esattamente in questo grafico: i junk bond europei. Dopo aver rastrellato le obbligazioni sovrane dell'area Euro attraverso il quantitative easing, è stata creata una fame per rendimenti decenti tra gli investitori retail, mentre i vecchi bond vigilantes sono stati trasformati in front runner della BCE. Ciò ha annullato una determinazione onesta dei prezzi e del rischio, canalizzando sempre più pecore nel tritacarne delle obbligazioni spazzatura per arrivare a fine anno ad una parvenza di profitto. Inutile dire che lo zio Mario ha disseminato l'ambiente di mercato di talmente tanta polvere da sparo finanziaria, che il rendimento ridicolo segnato in questo grafico dovrebbe essere un monito allarmante per tutti.
La persistente intromissione dei pianificatori centrali nel tessuto economico e la successiva distorsione dei tassi d'interesse e di altri asset finanziari, ha causa una gigantesca misallocation di capitale e risorse economiche scarse verso attività che li hanno sprecati. Il prezzo dell'aver ritardato il giorno della resa dei conti è tutto raffigurato in questi grafici, i quali rappresentano la spada di Damocle sulle teste dei pianificatori monetari centrali. Ecco perché, ad esempio, si sente molto parlare dello Stimolo Targato Trump e della sua strategia keynesiana del pump priming. Ovvero, sostituire lo stimolo monetario della FED con quello fiscale del governo federale in modo da far sembrare che tutto sia rose e fiori. Ma un taglio di tasse richiede per forza di cose un taglio della spesa anche, se non si vuole precipitare nel burrone della bancarotta. E secondo le proiezioni del CBO stiamo parlando di circa $10,000-$15,000 miliardi nel prossimo decennio.
E non è nemmeno vera la storiella secondo cui sarà uno stimolo che si "ripagherà da solo" attraverso la crescita del PIL, visto che siamo immersi nella presunta ripresa economica più fiacca di sempre. Senza parlare del debito delle famiglie tornato a salire fino al picco a cui si trovava durante la Grande Recessione del 2008. Proprio così, quel poco di deleveraging a cui abbiamo assistito è stato completamente riassorbito dalla bolla per prestiti studenteschi e per automobili.
Negli ultimi 12 anni le principali banche centrali del mondo hanno comprato circa $11,000 miliardi in asset finanziari, gonfiandone il prezzo e cercando di salvare i protetti dal loro cartello. Speravano di innescare un "effetto ricchezza a cascata" che avrebbe permesso all'economia di ripagare, almeno in parte, questo ammontare di distorsioni e permettere all'attuale sistema di godere di un cosiddetto free ride. Non è andata così. Questo perché le banche centrali non controllano nulla, bensì influenzano solamente l'ambiente di mercato. Ciò che resta è un'economia distrutta dal debito ed asset finanziari inflazionati oltremodo. Il debito ha saturato praticamente ogni settore e non esiste bilancio pulito che possa essere sfruttato alla vecchia maniera e fungere da deposito per tutti questo pattume finanziario. Quelle poche aziende che sono riuscite a sopravvivere l'hanno fatto attingendo all'ingegneria finanziaria, sottraendo da usi veramente produttivi capitale umano e materiale.
L'insostenibilità di questa situazione sta iniziando ad essere riconosciuta dagli ambienti mainstream.
Questo perché il ciclo economico non è stato bandito dai numeri e dalle riunioni dei pianificatori monetari centrali, e a quasi 100 mesi l'attuale ripresa economica è la più lunga mai registrata. Come dicevo prima, la qualità delle informazioni determina la comprensione e la conoscenza di determinati eventi economici, e in base a ciò possiamo posizionarci di conseguenza. La Scuola Austriaca, nel nostro caso, permette di accedere ad un ventaglio di informazioni molto più variegato rispetto al resto delle altre scuole. Perché? Perché spiega essenzialmente "come" e "perché" in modo chiaro e semplice senza dover ricorrere a formule elaborate. L'essenza del messaggio parla direttamente alle persone comuni, non è un messaggio destinato alle élite. È in questo modo che può raccogliere nuovi sostenitori laddove ce ne sarà più bisogno, lanciando una nuova era nel mondo economico caratterizzata da un sostanziale cambiamento di paradigma. Sarà un nuovo 1936 per l'economia, stavolta, però, sarà la pianificazione centrale che finirà sul banco degli imputati. Non trionferà.
S'è presa i meriti dell'attuale pseudo-ripresa economica e adesso ne pagherà dazio quando arriverà la prossima recessione. Le persone cercheranno qualcuno a cui dare la colpa. Non c'è dubbio a chi verrà affibbiata. Ciononostante chi riuscirà prima ad accedere ad un bacino non torbido di informazioni, allora avrà la possibilità di proteggersi. Fondamentalmente è sempre stata questa la missione di questo spazio virtuale: fornire armi intellettuali, ovvero, informazioni, a chi le cercasse. Ho cercato di farlo aggiornando costantemente il blog. Ho cercato di farlo attraverso la pubblicazione di vari video. Ho cercato di farlo attraverso la pubblicazione di due ebook. Continuo a farlo con la pubblicazione futura di libri cartacei. Continuo a farlo vagliando le varie opportunità che possono interessare i lettori affinché possano salvaguardare la loro ricchezza. Ecco un esempio.
Questo video fornisce, per l'ennesima volta, come il mercato dei metalli preziosi sia altamente temuto dai pianificatori monetari centrali, ed un suo spike di prezzo potrebbe catalizzare troppe attenzioni non volute. Ciononostante essi continuano a ricoprire il ruolo di hedging asset per eccellenza, in un mondo in cui più solo le bandiere che si riescono a piazzare più possibilità si hanno di schermare i propri risparmi dai raid di uno stato famelico. Ciò comprende anche l'acquisto di ETF inversi e put option riguardo titoli in particolare, i quali rappresenteranno i cavalieri dell'apocalisse durante la prossima recessione. Ma al giorno d'oggi il barometro reale sono le criptovalute, le quali rappresentano l'asset privilegiato in questa fase di mercato a segnalazione che c'è qualcosa che non va con le politiche non convenzionali dei pianificatori monetari centrali. Come esse abbiano praticamente esaurito tutti i trucchi monetari nel loro cappello e siano ormai all'angolo.
Non sprecate questa conoscenza. Alimentatela invece.
Infatti, cari lettori, il mio blog, Francesco Simoncelli's Freedonia, esiste grazie al lavoro che ogni giorno vi dedico, impiegando una parte preziosa del mio tempo per promuovere e diffondere il messaggio di libertà. Affinché possa continuare ad estendere questo messaggio, potete dimostrare il vostro apprezzamento lasciando un contributo al seguente link: paypal.me/FrancescoSimoncelli
Oppure al seguente indirizzo bitcoin: 3JzLi4AbKYxmU6SKphc5sxSJhcrxXcFDXA
Esso sarà destinato a finanziare tutte le spese che servono per mantenere il blog, ampliarne i contenuti ed offrire nuovi e migliori servizi. Se pensate, quindi, che Freedonia debba continuare ad offrire la sua testimonianza in questo triste mondo collettivista, offritegli qualcosa in cambio. Liberamente, s'intende.
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