giovedì 18 maggio 2017
Come sappiamo che Bitcoin non è in bolla
di Daniel Krawisz
Non importa quante volte bitcoin cresca, i suoi critici ancora sostengono che si tratta di una bolla destinata a scoppiare. Per contrastare questa affermazione, mi limiterò a descrivere una teoria che traccia come valutare Bitcoin secondo la teoria Austriaca del denaro.
Secondo l'economia Austriaca, il denaro è prezioso perché è liquido. Ciò significa che viene richiesto un dato valore di denaro e può essere facilmente scambiato per merci. Ad esempio, avere abbastanza bitcoin per comprare un lingotto d'oro da 100 once. Alla fine del 2010 si sarebbe trattato di un valore di circa uno a due milioni di bitcoin e sarebbe stato impossibile venderli sul libero mercato senza influire drasticamente sul prezzo. Al contrario, nei primi mesi del 2014, 100 once d'oro avevano un valore di circa 100 bitcoin, e questo importo avrebbe potuto essere facilmente scambiato senza incidere più di tanto sul prezzo. Così, nei primi mesi del 2014 bitcoin era più liquido rispetto alla fine del 2010, ed era quindi una valuta migliore.
Purtroppo questa intuizione circa il valore del denaro, non ci dà un mezzo per valutare perché la liquidità non può essere separata dal prezzo. Questo è un problema — sembra proprio un argomento circolare perché dice che il valore di bitcoin è causato dal suo prezzo! Ciò non ci permette di rilevare se bitcoin è sopravvalutato o sottovalutato.
Per evitare suddetta circolarità, è necessario introdurre l'elemento del tempo. Le nostre osservazioni sul denaro provengono dal passato, mentre i nostri giudizi sul suo valore riguardano il futuro immediato. Questo immerge il valore del denaro in un ciclo di feedback positivo. Se la rete è in crescita, allora continuerà a crescere, mentre se si sta riducendo, tenderà a ridursi.
Questo modello di denaro non ha alcuna quantità indipendente che possa stimare qualcosa come un valore sottostante. Qualsiasi prezzo è buono come qualsiasi altro, l'unica cosa che conta è la direzione verso cui si sta muovendo. Questa non è davvero una valutazione, dopo tutto — ma è pur sempre il modo giusto per capire il prezzo di bitcoin.
Bolle
Nel breve termine ci sono soldi da fare acquistando qualsiasi cosa il cui prezzo sta mostrando una tendenza al rialzo, se si intuisce abbastanza presto il trend. In altre parole, se si riesce a prevedere che in futuro altre persone tenderanno a valutare di più un bene, a prescindere dal fatto che la valutazione sia razionale o irrazionale, allora ha senso credere nel cambiamento del sentimento. Se molte persone cominciano a pensare in questo modo, allora possono creare un feedback positivo tra l'un l'altro e fare offerte d'acquisto al di là di qualsiasi valutazione razionale. Questa è una bolla.
Una bolla scoppia perché alla fine la gente deve utilizzare un bene per il suo fine ultimo. Una volta che si comprende che le persone che utilizzano effettivamente il bene vengono progressivamente escluse dal mercato, allora il prezzo cala perché la gente smette di prevedere valutazioni di prezzo sempre più elevate.
Il denaro, tuttavia, non presenta alcun uso finale. Passa semplicemente da persona a persona, senza mai consumarsi. Un'azione viene valutata dalla somma dei suoi dividendi rettificati secondo gli interessi. Un bond viene valutato per il suo valore di rimborso regolato al tasso d'interesse e al rischio di default. Una commodity viene valutata in base al valore del bene che può essere usato per produrla. Tuttavia per il denaro non esiste alcuna quantità indipendente per fornire un controllo con la realtà. Tutto il denaro è come una bolla che non scoppia.[1]
La Legge di Metcalfe
Parte della teoria monetaria può essere compresa grazie alla Legge di Metcalfe: il valore di una rete è proporzionale al quadrato del numero di utenti. La logica è che la rete deve essere valutata in base al numero di connessioni che la supporta, il quale è approssimativamente proporzionale a n2. Di conseguenza, al crescere della rete, essa presenta opportunità sempre migliori ai nuovi membri. Man mano che entrano nuovi membri, la rete migliora per tutti i suoi membri presenti.
la Legge di Metcalfe deve essere aggiustata un po' affinché la si possa applicare ai mezzi di scambio, perché alcuni utenti della rete risulteranno più importanti di altri. Coloro che possiedono grandi quantità del mezzo di scambio, sono potenzialmente in grado di spendere di più rispetto a chi ne ha poche. Pertanto utilizziamo come n la capitalizzazione di mercato del mezzo di scambio al posto del numero di utenti. Allo stesso modo alcune operazioni valgono di più rispetto ad altre, quindi ha senso utilizzare il volume delle transazioni piuttosto che il numero delle transazioni.
Una prova lampante della Legge di Metcalfe per quanto riguarda bitcoin è apparsa sul forum Bitcointalk, creato da Peter R. Il seguente grafico l'ho composto io.
Questo grafico traccia la capitalizzazione di mercato in blu, mentre in verde c'è il quadrato del volume delle transazioni esclusi gli indirizzi popolari. Sull'asse delle ordinate c'è il prezzo in dollari. Esattamente come dice la Legge di Metcalfe, il volume delle transazioni aumenta molto ordinatamente come la radice quadrata della dimensione della rete. La corrispondenza è davvero affascinante.
Vorrei, tuttavia, criticare l'interpretazione del diagramma. Sulla discussione originale di BitcoinTalk, la linea verde veniva etichettata come il "Valore di Metcalfe", come se fosse una valutazione di bitcoin che andava a stimare quello che potrebbe costare.
Questa interpretazione è incompatibile con la teoria del valore del denaro presentata in precedenza. Secondo la mia teoria il valore provoca le operazioni, mentre nel diagramma le operazioni causano il valore. Tuttavia sono solo le operazioni potenziali che causano il valore. Le transazioni passate non sono di alcun valore per nessuno. L'attuale dimensione della rete e le conseguenti opportunità che possono rappresentare per un domani, sono ciò che motiva le persone a comprare e vendere oggi.
Sembra che io voglia spaccare il capello in due, ma una confusione riguardo causa ed effetto può avere gravi conseguenze. Per esempio, molte persone credono che sia necessario spendere bitcoin e aumentare il volume delle transazioni al fine di renderlo più prezioso. Naturalmente questa è una sciocchezza; tutto questo non fa altro che riempire la rete con transazioni per cose che nessuno in realtà voleva. Ciò non rappresenta un buon valore per un nuovo arrivato, perché vorrà una rete che gli presenta opportunità reali, non solo modi di aumentare artificialmente il volume delle transazioni. Più la rete di bitcoin è focalizzata sull'aumento del volume delle transazioni per farlo sembrare attraente, più assomiglierà ad uno schema di Ponzi. Per rendere la rete più preziosa, dovremmo essere accaparratori. È così che è più probabile che bitcoin possa presentare ai nuovi arrivati un sacco di potenziali usi come mezzo di scambio.
Valutare bitcoin
Un bene reale può essere utile per due ragioni: può essere consumato, oppure può essere scambiato. Mises le definì "valore d'uso" e "valore di scambio". L'oro, per esempio, può essere denaro e può essere utilizzato come componente in elettronica. Valutare se un bene è in bolla o no richiede dover prendere in considerazione entrambi i fattori; non è sufficiente osservare che il prezzo di un bene è di gran lunga superiore di quanto può spiegare il suo valore d'uso, per concludere che è in bolla.
In altre parole, supponiamo che l'oro fosse utilizzato solo in elettronica. Se così fosse, il suo prezzo dovrebbe essere inferiore rispetto a quanto è ora. Tuttavia alcune persone inizierebbero a detenere oro per lunghi periodi di tempo prima di produrci qualsiasi cosa. Ciò farebbe salire il prezzo dell'oro, il che quindi lo renderebbe meno utile come componente in elettronica. L'oro diventerebbe più utile come mezzo di scambio. Se il migliore valore di scambio dell'oro fosse sufficiente ad indurre più persone a comprarlo nonostante il suo valore d'uso ridotto, allora il prezzo dell'oro potrebbe continuare a salire. Il grafico del suo prezzo potrebbe sembrare una bolla, ma senza l'aspettativa di un crash imminente.
Questo ci riporta a bitcoin. Fino a che punto il prezzo di bitcoin rappresenterà una valutazione razionale o una bolla? La risposta è facile, molto più facile rispetto ad una merce come l'oro. Bitcoin non ha quasi nessun uso oltre a quello di mezzo di scambio. Pertanto il fatto che bitcoin abbia un prezzo equivale ad un rete reale ed al fatto che abbia un valore di scambio. Con l'oro si deve considerare l'interazione tra il valore d'uso ed il valore di scambio, ma con bitcoin non c'è una tale confusione.
Qualsiasi domanda di bitcoin è sufficiente per consentirgli di fungere da mezzo di scambio. Se la domanda continua a crescere, allora diventerà un mezzo di scambio migliore. Non c'è fine a questo processo, perché il valore primario di bitcoin è l'effetto della rete che lo circonda, non un qualsiasi uso produttivo finale. Ogni passo nella crescita di bitcoin segue un modello simile agli investimenti in moneta, migliorando la liquidità di bitcoin, creando più opportunità per il suo utilizzo come mezzo di scambio, seguito da investimenti nelle infrastrutture di bitcoin, realizzando così suddette opportunità.[2]
Quindi bitcoin non è in bolla, o almeno le prove disponibili suggeriscono fortemente il contrario. La sua crescita è come una profezia che si avvera: man mano che sempre più persone credono nel suo uso come mezzo di scambio e diventano disposti a comprarlo, creano le condizioni stesse affinché esso sia più utile.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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Note
[1] Uno degli argomenti migliori contro la teoria di un bitcoin in bolla, è stata presentata da Peter Šurda nell'articolo The Economics of Bitcoin, in cui si chiede "Cosa rimpiazzerebbe Bitcoin?" Il punto è proprio questo, e visto che bitcoin riduce i costi rispetto alle sue alternative, le persone hanno quindi una ragione per continuare a possederlo fino a quando non emergerà un'alternativa migliore.
[2] Questa analisi ha bisogno di un'ulteriore spiegazione — se il valore del mezzo di scambio è solo la capitalizzazione di mercato, allora perché bitcoin affronta cicli di mania? Ogni volta che bitcoin sale di valore, ciò rappresenta un incremento del suo valore sottostante, allora perché il suo prezzo dovrebbe crollare? Non conosco la risposta, ma penso d'avere una ipotesi ragionevole: la rete ha bisogno di tempo per aggiustarsi all'enorme numero di nuovi arrivati durante ogni ciclo di picco. Ogni membro della rete aggiunge valore, ma ciò richiede tempo — i membri della rete devono apprendere qualcosa l'uno dell'altro prima che il valore che aggiungono alla rete sia pienamente compreso. Se questo effetto è reale, allora il prezzo potrebbe salire temporaneamente e molto più rapidamente rispetto a quello che la rete potrebbe sostenere.
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mercoledì 17 maggio 2017
Restringere l'offerta di moneta condurrà ad un bust
di Frank Shostak
I policymaker della FED sono del parere che una politica dei tassi d'interesse corretta, potrebbe condurre l'economia su un sentiero di stabilità economica e bassa inflazione dei prezzi. L'idea è quella di portare i tassi d'interesse in linea con quello che viene chiamato tasso d'interesse "naturale". Si crede che tale tasso sia coerente con la stabilità dei prezzi e un'economia equilibrata.
Ciò che è necessario, dunque, è che i policymaker della FED conducano con successo il tasso dei fondi federali verso questo tasso d'interesse naturale.
Uno degli strumenti che stanno impiegando nel loro processo decisionale, è la Taylor Rule. Questa regola è stata progettata per fornire un'indicazione ai policymaker della FED in relazione al livello "corretto" del tasso dei fondi federali per un determinato stato d'inflazione dei prezzi ed output gap. Serve a fornire ai policymaker una misura indicativa per quanto riguarda le misure "corrette" che devono introdurre per raggiungere il tasso naturale.
Il tasso d'interesse ottenuto dalla Taylor Rule è determinato dalle variazioni dell'indice dei prezzi, il tasso d'interesse reale all'equilibrio (che si presume sia al 2%), la differenza tra l'inflazione dei prezzi e l'obiettivo d'inflazione (moltiplicato per 0.5). L'obiettivo d'inflazione si presume che sia il 2%. Infine la regola è determinata dall'output gap espresso in termini percentuali. L'output gap è la differenza tra prodotto interno lordo reale e prodotto interno lordo potenziale reale (anch'esso moltiplicato per 0.5).
Taylor Rule = inflazione dei prezzi + 2 + 0.5 * (inflazione dei prezzi – 2) + 0.5 * (output gap)
Guardando al passato, la regola ha seguito i movimenti del tasso dei fondi federali piuttosto bene.
Secondo la Taylor Rule il tasso dei fondi federali doveva essere impostato al 3.62% il settembre scorso, rispetto all'entità del tasso effettivo allo 0.5%.
Data la distanza di 3.12 punti percentuali tra la Taylor Rule ed il tasso dei fondi federali effettivo, i policymaker della FED sono risultati troppo espansivi per quanto riguarda la loro politica dei tassi d'interesse. (Il tasso dei fondi federali è attualmente allo 0.75%.)
Si potrebbe però obiettare che la regola è valida solo se i policymaker della FED la seguissero ciecamente, cosa che non accade mai.
Nel discorso preparato per lo Stanford Institute for Economic Policy Research, il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha espresso dubbi circa l'uso di una formula rigida per impostare i tassi d'interesse. Ha detto che la FED consulta una serie di regole, tra cui quella sviluppata dal professor John Taylor, per impostare le sue decisioni riguardo i tassi. Ma ha escluso un affidamento automatico a tali regole, perché non forniscono la necessaria flessibilità durante il verificarsi di diversi shock.
Nel suo discorso, ha suggerito che la banca centrale americana dovrebbe continuare ad aumentare i tassi d'interesse lentamente per salvaguardare i posti di lavoro e mantenere bassa l'inflazione. "Considero prudente regolare l'orientamento della politica monetaria in modo graduale nel tempo."
La Yellen ha avvertito che un ritardo nella stretta monetaria potrebbe far salire l'inflazione e costringere la FED ad aumentare i tassi in risposta, gettando nel caos l'economia. Questa minaccia può essere evitata se i rialzi dei tassi sono più graduali.
Ma ha detto che "non sarà facile" trovare un percorso che possa favorire una forte crescita dei posti di lavoro e un'inflazione al 2%, date le incertezze della crescita globale, la crescita lenta della produttività interna e un cambiamento nelle politiche fiscali.
Sfortunatamente una stretta monetaria graduale non può impedire un successivo bust. I bust rappresentano la pulizia inevitabile di quelle attività che emergono a seguito di una politica monetaria allentata. Queste attività si sviluppano grazie a tale linea di politica e scompaiono quando questo intervento distorsivo scompare — non possono sopravvivere senza il sostegno continuo di una banca centrale "accomodante". Le distorsioni causate da questi interventi causano danni ingenti all'economia — sottraendo investimenti alle attività creatrici di ricchezza.
Da questo punto di vista, una posizione monetaria più ristretta deve essere accolta a braccia aperte dai creatori di ricchezza, in quanto meno ricchezza verrà deviata verso attività che la sprecheranno.
È ingenuo credere che le difficoltà economiche possano essere evitate da una stretta monetaria graduale. Un rialzo graduale dei tassi d'interesse causerà dolore economico dapprima alle attività marginali. Dopo tot. tempo tale dolore si estenderà ad altre attività e condurrà al calo dei prestiti bancari — prestito a riserva frazionaria o prestito "dal nulla" — cosa che a sua volta acuirà la crisi economica.
Se la percentuale di attività creatrici di ricchezza rispetto alle attività che la sprecano è abbastanza grande, allora l'impatto della scomparsa delle attività che sprecano ricchezza potrà essere facilmente attutito, poiché gli individui hanno più possibilità di essere assorbiti nelle attività creatrici di ricchezza.
Una stretta monetaria graduale ritarderà semplicemente il processo di aggiustamento, impedendo così una pronta guarigione del processo di creazione di ricchezza reale e quindi dell'economia.
Infatti la FED di Greenspan tentò l'approccio graduale, il quale culminò con una grave recessione. Tra l'ottobre 2004 ed il giugno 2006, la FED restrinse la sua posizione riguardo i tassi d'interesse rialzando gradualmente i tassi dei fondi federali dall'1.75% nell'ottobre 2004 al 5.25% a giugno 2006. Ogni volta la FED li rialzava con incrementi dello 0.25%.
A quel tempo Greenspan, come la Yellen, era del parere che una stretta monetaria graduale avrebbe evitato un grave bust. Questo invece è stato esattamente quello che abbiamo ottenuto, quando l'economia degli Stati Uniti ha subito un crash enorme nel 2008, nonostante una politica graduale di restringimento monetario.
L'implicazione è chiara: la FED e gli analisti economici hanno torto se credono che l'uso della Taylor Rule — o di qualsiasi altra regola — possa in qualche modo ridurre i rischi di una recessione economica dopo l'inizio di una posizione monetaria più ristretta.
Quello che stanno cercando di fare i vari sostenitori di queste "regole" e di altre forme d'intervento sul mercato, è impostare un livello "giusto" per il tasso di interesse. Questo livello, tuttavia, può essere impostato solo in un mercato senza ostacoli. Un tale tasso d'interesse non può essere conosciuto senza liberare il mercato dalle manomissioni della FED.
Con un tasso d'interesse impostato dal libero mercato, il problema sistemico della cattiva allocazione delle risorse non emergerebbe affatto, né emergerebbe la maledizione dei cicli economici che spuntano fuori a seguito dell'ingerenza della banca centrale. Ovviamente le aziende possono sempre commettere errori, però questi errori verrebbero corretti e non si sedimenterebbero creandone altri.
Affinché i policymaker della FED possano essere in grado di stabilire il percorso "corretto" verso un tasso d'interesse naturale, dovrebbero conoscere le preferenze temporali degli individui, cosa che non può essere definita ex ante. Una cosa che sappiamo, però, è che ogni linea di politica che va ad indebolire il processo di creazione della ricchezza reale tende ad innalzare le preferenze temporali degli individui — spingendo in su i tassi d'interesse reali.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 16 maggio 2017
Domanda in ascesa + offerta in discesa = prezzi dell'oro più alti
di Jams Rickards
Considero l'oro una forma di denaro. Ciò significa che analizzo i movimenti di prezzo dell'oro allo stesso modo in cui analizzo i movimenti di qualsiasi altra valuta globale — e trovare il modo migliore per trarne profitto.
Per capire il mercato dell'oro, bisogna capire i flussi dell'oro fisico.
Aver conosciuto alcuni tra i massimi esperti e addetti ai lavori nel settore dell'oro fisico, mi ha permesso di raccogliere informazioni dettagliate sui principali acquirenti e venditori di lingotti d'oro in tutto il mondo ed approfondire la mia conoscenza sui flussi dell'oro fisico.
Queste informazioni sui flussi dell'oro sono fondamentali per capire cosa succederà al prezzo dell'oro. La ragione è che il prezzo dell'oro è in gran parte determinato dai mercati “paper gold”, come i futures sull'oro del COMEX e gli ETF sull'oro. Tali contratti di carta rappresentano 100 volte (o più) la quantità d'oro fisico a disposizione per saldarli.
Fino a quando i contratti paper gold sono rinnovati, o saldati in cartamoneta, allora il sistema funziona bene. Ma non appena i titolari di tali contratti richiederanno oro fisico in liquidazione, saranno scioccati nello scoprire che non ce n'è abbastanza per saldarli.
A quel punto vedremo acquisti d'oro dettati dal panico.
Il prezzo dell'oro arriverà alle stelle, a migliaia di dollari l'oncia. Le azioni legate alle miniere aurifere aumenteranno di valore di dieci volte o più. I venditori di contratti paper gold dovranno chiudere il mercato dei futures e terminare suddetti contatti, perché non potranno onorare le loro promesse di consegnare oro fisico.
La chiave per vedere in anticipo questo panico è quella di seguire i flussi dell'oro fisico. Una volta che il prezzo dell'oro fisico inizia a spostarsi verso l'alto in base ai fondamentali della domanda e dell'offerta, la scena sarà pronta per aumenti corrispondenti dei prezzi dell'oro di carta.
Man mano che sempre più titolari d'oro di carta abbandoneranno tale mercato per entrare in possesso d'oro fisico, che già scarseggia, assisteremo all'inizio di un super-picco del prezzo.
Finché la domanda e l'offerta d'oro fisico sono in equilibrio, non vi sarà alcun catalizzatore di un improvviso picco dei prezzi dell'oro, a parte la solita fuga geopolitica verso la qualità. Ma non appena la domanda comincerà a sopraffare l'offerta, allora assisteremo a prezzi significativamente più elevati dell'oro fisico, seguiti dal rovesciamento della piramide rovesciata dei contratti dell'oro cartaceo.
Quali informazioni abbiamo riguardo i flussi d'oro fisico che ci possono aiutare a capire la situazione domanda/offerta? Abbastanza da capire che la risposta include diversi fattori. Alcuni player nel mercato dell'oro fisico sono completamente opachi e non riportano i loro acquisti, o possedimenti, in modo trasparente. I cinesi ed i sauditi sono i meno trasparenti quando si tratta di informazioni sulle rispettive attività nel mercato dell'oro.
Dall'altra parte ci sono gli svizzeri che sono altamente trasparenti. Gli svizzeri segnalano regolarmente le importazioni ed esportazioni d'oro, sottolineando mittente e destinatario.
Le informazioni svizzere ci forniscono una finestra sul mondo dell'oro, questo perché le importazioni e le esportazioni svizzere si basano perlopiù sul business della raffinazione in Svizzera, che è la più grande al mondo.
Non ci sono grandi miniere d'oro in Svizzera ed i cittadini svizzeri non sono conosciuti come i principali acquirenti d'oro (a differenza, ad esempio, dei cinesi o degli indiani). L'industria orologiera svizzera fa uso di un sacco d'oro, ma le importazioni sono bilanciate dalle esportazioni; la Svizzera non è di per sé una delle principali destinazioni degli orologi svizzeri.
Infatti la Svizzera è un condotto per gran parte dell'oro del mondo. L'oro arriva in Svizzera in barre da 400 once, barre doré (lingotti puri all'80%) e “rottami” (questo è il termine per gioielli e altri oggetti d'oro riciclati).
Quest'oro viene fuso e raffinato soprattutto in lingotti da 1 chilo puri al 99.99%. Queste barre sono il nuovo standard globale e sono quelle preferite dai cinesi.
Esaminando le importazioni e le esportazioni svizzere, siamo in grado di vedere da dove proviene l'offerta e la domanda d'oro fisico e quanto siano prossime all'equilibrio (o allo squilibrio). Queste informazioni ci possono aiutare a prevedere il prossimo super-picco dei prezzi dell'oro. La Svizzera non produce il proprio oro.
Le “cinque maggiori destinazioni” sono Cina, Hong Kong, India, Regno Unito e Stati Uniti; esse rappresentano il 91% del totale delle esportazioni svizzere d'oro.
La domanda d'oro di Hong Kong è perlopiù basata sulla ri-esportazione verso la Cina. Questo lo sappiamo grazie a cifre separate dell'import/export di Hong Kong, che sono considerate affidabili anche per gli standard internazionali. Utilizzando Hong Kong come un condotto per l'oro, la Cina cerca di nascondere le sue vere attività nel mercato dell'oro fisico.
Tenete a mente che la Cina è il più grande produttore d'oro al mondo. Senza contare ulteriori 450 tonnellate all'anno di produzione mineraria autoctona per soddisfare la vorace domanda d'oro della Cina, posseduto dalla banca centrale e dai fondi sovrani.
E la Cina è stata anche una delle principali destinazioni dell'oro svizzero.
Nel dicembre 2016 la Svizzera ha esportato 158 tonnellate di lingotti d'oro direttamente in Cina. Stiamo parlando di un aumento del 168% rispetto al dicembre dell'anno precedente.
In totale la Svizzera ha esportato 442 tonnellate in Cina lo scorso anno, in crescita del 53% sin dal 2015.
Se la Cina acquista ingenti quantità d'oro fisico, ciò vuol dire che ce n'è meno per soddisfare la domanda futura degli investitori. Ciò significa che il prezzo dell'oro è probabile che salirà, perché questa è la soluzione del mercato ad un eccesso di domanda.
L'offerta d'oro in Svizzera è già scarsa (questa è una notizia di prima mano perché l'ho appresa da diversi contatti che ho lì). Se le carenze peggiorano, come mi aspetto, ci sarà solo un modo per regolare lo squilibrio commerciale dell'oro svizzero — prezzi più elevati.
Quando questo accadrà, una forte domanda li farà schizzare acnora più in alto. Da qui in poi sarà solo una questione di tempo prima che l'intera piramide dell'oro cartaceo crollerà.
E le forniture minerarie globali non dovrebbero aumentare di molto nei prossimi anni.
Meno scoperte d'oro e alti costi di estrazione sono vincoli alla crescita dell'offerta. Quest'anno abbiamo assistito alla diminuzione della produzione mondiale per la prima volta in oltre un decennio.
Così, mentre la domanda rimane forte, l'offerta è bassa: la ricetta per prezzi dell'oro molto più alti.
I prezzi dell'oro saliranno alle stelle grazie a domanda/offerta e agli squilibri nel mercato dell'oro cartaceo. Se l'oro sale, i prezzi dei titoli azionari delle miniere d'oro saliranno ancor più velocemente.
Infatti l'acquisto a leva di azioni legate all'estrazione aurifera è una scommessa sul prezzo dell'oro stesso.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
lunedì 15 maggio 2017
Dove è meglio mettere i vostri soldi ora
di Bill Bonner
Di recente abbiamo guadagnato un po' di soldi – un piccolo dividendo da un negozio di lavorazione del legno in Nicaragua.
Il negozio è stato aperto con un investimento modesto e modeste ambizioni. Ma poiché il numero di persone che costruisce case sulla costa è aumentato, anche gli affari sono aumentati.
E ora ci troviamo a fare soldi.
Una domanda è lecita: cosa farci?
Azioni? Obbligazioni? Contanti? Oro? Immobili?
Alla fine abbiamo deciso di acquistare un po' di alberi da legname in Virginia, ma vediamo passo passo quali sono state le nostre scelte...
Abbiamo investito circa un terzo della nostra ricchezza liquida in azioni seguendo i consigli di Chris Mayer. Sono ancora i primi giorni, ma il portfolio di Chris è aumentato del 9% da quando ha lanciato il suo servizio ad aprile.
Abbiamo un altro piccolo portfolio in ETF di paesi specifici.
L'idea è semplice: le singole società vanno in bancarotta, invece per i paesi è molto più raro. Quindi quando un intero mercato azionario viene picchiato e odiato, c'è ragione per pensare che tornerà su.
Questa idea venne partorita dal gestore di fondi, Michael B. O'Higgins.
Acquistiamo in quei mercati più economici del mondo... e aspettiamo.
Nessuna analisi sulle azioni. Nessuna ipotesi. Nessuna commissione d'investimento. Nessuna lettura dei giornali o domanda su cosa accadrà dopo. L'attuale lista: Turchia, Malesia, Messico, Danimarca e Gran Bretagna.
Questo approccio non è per tutti.
Perché non tutti possono aspettare l'arrivo del lungo termine. E nel breve periodo, tutto potrebbe accadere. Mercati terribili – come la Grecia – possono diventare più terribili.
E il quadro generale per le azioni, in tutto il mondo, è davvero tetro.
Sono prezzate per un mondo i cui tassi d'interesse sono quasi zero – un mondo che non può durare molto a lungo.
Quindi, date le nostre scelte, preferiamo non mettere soldi nelle azioni.
Obbligazioni?
Dimenticatele. Secondo le nostre stime, il mercato toro delle obbligazioni (durato 37 anni) ha raggiunto il picco il luglio scorso.
Le obbligazioni di alta qualità potrebbero tornare a salire nella prossima crisi. Poi alla fine saranno uccise dall'inflazione e dai tassi d'interesse più elevati.
Ci serviranno nervi d'acciaio per giocare a questo gioco.
Le obbligazioni di bassa qualità verranno vendute velocemente non appena inizierà la prossima crisi creditizia.
Non è possibile dire quando e come, ma secondo noi il rischio è alto.
Contanti?
Abbiamo già circa un terzo dei nostri soldi in contanti, metà in dollari USA e metà in franchi svizzeri.
Detenere franchi svizzeri è doloroso. Le banche ci addebitano un tasso d'interesse negativo. Vorremmo mettere i soldi in qualcos'altro; non ci siamo ancora avvicinati.
Dollari?
Il problema è che l'inflazione dei prezzi al consumo è probabilmente doppia rispetto al livello ufficiale... e sembra che potrebbe peggiorare.
Recenti dati storici segnalati dal MIT – che raccoglie 15 milioni di prezzi online ogni giorno – ci rivelano che i prezzi sono aumentati fino al 3.6% l'anno. Quasi il doppio rispetto al tasso ufficiale.
È difficile dirlo, ma potremmo perdere il 2% o il 3% all'anno sui nostri possedimenti in dollari.
Ciononostante preferiamo possedere un po' di dollari. Sono una forma di assicurazione. Se abbiamo ragione riguardo la prossima crisi, questi dollari saranno il miglior "investimento" che abbiamo.
Ma più la crisi tarda ad arrivare, più saliranno i costi assicurativi. E come ci ricorda Voltaire, alla fine il denaro di carta ritorna sempre al suo valore intrinseco – zero.
Un'altra forma di assicurazione è l'oro.
Esso rappresenta circa un terzo dei nostri investimenti liquidi.
I nostri figli pensano che l'oro sia uscito da quei film in bianco e nero. Credono che le criptovalute, come il bitcoin, renderanno l'oro obsoleto. Forse hanno ragione. Ma aspetteremo la prova.
Ciononostante un krugerrand, comodamente trasportato in tasca, non necessita di cavi, di energia elettrica e di connessione ad Internet.
Ma l'oro non è economico. La nostra stima ci dice che il suo prezzo è più o meno pieno, quindi il valore dell'assicurazione non costa niente di più. Ma – a parte l'assicurazione – non c'è un'evidente crescita.
Quindi, allora?
Il problema con azioni, obbligazioni, denaro e oro è che non ci danno soddisfazione. Almeno non a noi.
Dall'altra parte, l'immobiliare può essere divertente.
Sì, può anche essere doloroso. Sì, si può anche perdere un sacco di soldi se non si è attenti. Ma può anche essere un buon modo per mettere da parte soldi per il futuro.
Warren Buffett una volta ha spiegato che uno dei migliori investimenti che abbia mai fatto, era una fattoria in Illinois.
Non la intendeva come un investimento. Non s'interessava dei prezzi delle fattorie. Se n'è dimenticato ed è aumentata di valore.
Le cose non vanno sempre così. Abbiamo investito in un pezzo di proprietà qui vicino – a San Martín de los Andes – circa 20 anni fa. Oggi vale ancora quanto lo pagammo allora (in dollari nominali). Non un centesimo di più.
Di solito, però, gli alberi da legname sono un investimento buono e che possiamo lasciare a sé stesso.
Li si compra. Si pagano le tasse. Si assume un boscaiolo affinché se ne prenda cura. E poi, molti anni dopo, voi... o i vostri figli... tagliate gli alberi.
Da un rapporto del 2010 di Charlie Curnow presso Advisor Perspectives:
Tra il 1987 e il 2009, la misura più comune della performance del legname come classe di asset – il National Council of Real Estate Investment Fiduciaries Timberland Index, che segue un ampio bacino di singole proprietà di legname acquisite nel mercato privato solo a scopo di investimento – ha sfoggiato un rendimento annuo composto di oltre il 14%. L'indice S&P 500, per confronto, ha sfornato rendimenti di circa il 9.4% nello stesso periodo.
Inoltre, se si acquista nel posto giusto, si può decidere di convertire la proprietà del legname in un altro uso.
Nel nostro caso, abbiamo pagato più di quanto avremmo dovuto pagare. Ma la posizione era fondamentale. La terra che abbiamo appena acquistato è ad una mezz'ora da Charlottesville... un'incantevole città universitaria.
Ed è a mezz'ora da una sorella e vicino ad un fratello.
Mentre guardiamo avanti a come vivremo nell'ultima parte della nostra vita, pensiamo... forse... che potremmo un piccolo bungalow vicino al resto della famiglia.
Farò giardinaggio e sradicherò le erbacce... mentre Elizabeth indosserà un maglione davanti al focolare.
Facendo saltare i nipoti sulle nostre ginocchia...
... cantando la notte e il giorno...
... e incassando i nostri assegni della previdenza sociale.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
venerdì 12 maggio 2017
Lo sporco segreto del socialismo: lo scopo dei socialisti è il socialismo, non la prosperità
di Thomas J. DiLorenzo & William L. Anderson
Dopo il crollo dell'ideologia socialista alla fine degli anni '80, i socialisti non hanno mai rinunciato al loro sogno di controllare gli altri esseri umani, derubarli con le tasse, ed arricchirsi alle loro spalle. Pochissimi degli ideologi socialisti del XX secolo hanno ammesso che avevano torto, o si sono scusati per aver giustificato personaggi del calibro di Stalin, Mao e Castro. Al contrario, essi ed i loro discendenti intellettuali hanno lavorato senza sosta per inventare una realtà parallela – almeno nella mente dei giovani – mentre censuravano tutte le opinioni contrarie. Dobbiamo rivelare gli sporchi segreti del socialismo ai giovani americani, affinché comprendano l'essenza della gigantesca macchina conosciuta come "istruzione superiore." (Ci sono alcune eccezioni, naturalmente, ma la maggior parte di quel mondo è ora dominato dal totalitarismo culturale della sinistra marxista.)
Quali sono gli sporchi segreti del socialismo che devono essere nascosti ai giovani? Esaminiamone alcuni:
- Il socialismo è sempre stato un disastro economico, e ogni studioso onesto lo sa. Dopo settant'anni di socialismo, l'economia sovietica era a malapena il 5% dell'economia degli Stati Uniti, nonostante le false affermazioni degli economisti pro-socialisti come Paul Samuelson, il quale nell'edizione del 1988 del suo famoso libro di testo, ha scritto che l'economia sovietica avrebbe superato l'economia degli Stati Uniti entro il 2000.
- Non si può aggiustare il socialismo con pianificatori centrali più intelligenti, o piani presumibilmente migliori. Il socialismo non può funzionare perché il calcolo economico è impossibile senza la proprietà privata, prezzi di libero mercato, un meccanismo genuino di feedback profitti/perdite e la libertà economica in generale.
- L'obiettivo apparente del socialismo – egualitarismo – è in guerra con la natura umana, perché tutti gli esseri umani sono unici in migliaia di modi diversi. L'unico tipo di "uguaglianza" che il socialismo abbia mai creato è l'uguaglianza di miseria e povertà.
- Il socialismo genera molta più disuguaglianza sociale rispetto alla libertà economica. In tutte le società socialiste le élite collegate alla politica vivono una vita di lusso, mentre quasi tutti gli altri navigano nella povertà. Nella democrazia socialista del Venezuela, l'economia è stata rovinata dal socialismo, mentre la figlia del defunto Hugo Chavez, il padre del socialismo venezuelano, possiede circa $4.5 miliardi.
- Col socialismo vanno al potere le persone peggiori – le più immorali, corrotte, ciniche, indifferenti e brutali – perché il socialismo costringe le persone ad abbandonare i propri piani e ad abbracciare invece quelli dello stato. Non è un caso se il socialismo è associato a personaggi brutali come Stalin, Hitler, Mussolini e Mao.
- Il fascismo era solo una variante del socialismo. La parola "nazismo" era un acronimo per nazionalsocialismo. I socialisti tedeschi si distinguevano dai socialisti russi perché definivano il loro socialismo "nazionale" in contrapposizione a quello "internazionale".
- È un mito che il socialismo scandinavo abbia avuto successo. Il capitalismo svedese era stato un grande successo alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX. Gli svedesi hanno cominciato a vivere oltre le proprie capacità di crescita adottando negli anni '50 un socialismo democratico. Di conseguenza non è spuntato un solo nuovo posto di lavoro tra il 1955 ed il 1995.
- Il socialismo del XIX secolo significava "proprietà pubblica dei mezzi di produzione", ma ora include l'imposta progressiva sul reddito per sostenere lo stato sociale e lo strangolamento del capitalismo con la regolamentazione e la tassazione. Lo stato sociale ha distrutto l'etica del lavoro di milioni di persone; ha distrutto milioni di famiglie; ha causato negli Stati Uniti un aumento del 400% delle nascite fuori dal matrimonio sin dal 1960; e milioni sono stati trasformati in mendicanti per le briciole dello stato.
- I sistemi sanitari gestiti dallo stato sono simili a tutte le altre attività gestite dallo stato, operando con tutta l'efficienza del servizio postale e tutta la compassione dell'agenzia delle entrate. Qualcosa così importante come l'assistenza medica non dovrebbe mai essere messa nelle mani di politici e burocrati.
- In tutto il secolo scorso e anche di più i problemi peggiori legati all'inquinamento li ritroviamo nei paesi socialisti, come documentato da libri come Ecocide in the USSR. Dopo il crollo del socialismo il mondo ha appreso che, oltre ad essere casi economici disperati, i paesi socialisti erano anche pozzi neri ecologici.
Queste sono solo alcune delle verità ben documentate circa il socialismo, e raramente, se non mai, vengono citate nei campus universitari. Sono tra i principali motivi per cui i marxisti culturali hanno eretto tanti strumenti di ferrea censura nei campus universitari. Sono il motivo per cui le istituzioni come il Mises institute – e tutti gli studiosi ad esso associati – sono così inorriditi dalla loro presente esistenza, e s'impegnano a fornire ai loro studenti – ed a chiunque altro – una fonte di formazione economica alternativa, una formazione in base a principi economici solidi e reali. Nell'Azione Umana Mises scrisse di come i socialisti del suo tempo erano in guerra con l'economia, perché il buon senso economico minacciava i loro piani totalitari. I socialisti di oggi sperano di non dover mai rispondere a tesi e fatti economici sensati, o altrimenti si limitano a censurarli.
Circa 40 anni fa l'economista Bruce Yandle andò a Washington per lavorare per il Council on Wage and Price Stability, pronto ad applicare le sue conoscenze di economia ed istruire i suoi colleghi di lavoro. Dopo tutto, egli ricorda, sarebbe bastato qualcuno di esperto in economia per esporre la stupidità, la dispendiosità, e addirittura la ridicolaggine di alcuni piani statali.
Lo stato serve gli interessi dello stato
Ad un certo punto Yandle si rese conto che la configurazione del terreno normativo sembrava molto diversa a Washington rispetto a quella di Clemson, South Carolina. I regolatori — ed i rappresentanti delle imprese che regolavano — non cercavano di creare un'atmosfera in cui il governo avrebbe generato un set "ottimale" di politiche normative per diminuire i costi di regolamentazione e per rimuovere qualunque "esternalità".
Ma come scrive Yandle:
[...] Invece di presumere che i regolatori volessero minimizzare i costi, ho cominciato a pensare che non volessero affatto minimizzarli — almeno non i costi di cui ero preoccupato — procedendo a commettere errori madornali e sciocchi. Stavano cercando di minimizzare i loro costi, proprio come fa la maggior parte delle persone di buon senso.
Quanto più esaminava la situazione, tanto più si rendeva conto che tutti i vari attori del sistema agivano nei loro interessi personali — regolatori, politici, e quelli regolati — e la combinazione dei loro interessi creava esiti perversi. Il "quadro" che potrebbero avere coloro al di fuori della situazione è irrilevante, poiché ciò che effettivamente accade è diverso.
Lontano dagli obiettivi dichiarati dai regolatori e da coloro coinvolti nel processo — la promozione di un presunto "interesse pubblico" — il vero scopo dell'apparato normativo è la promozione dell'apparato normativo. Il sistema esiste per conservare e proteggere sé stesso.
I socialisti sono interessati al controllo, non alla prosperità economica
Mentre osservo (e partecipo ad) alcune discussioni su Facebook e altrove riguardo il socialismo, sono giunto ad alcune conclusioni sulla natura degli argomenti e le ragioni per le quali i socialisti rimangono socialisti nonostante il totale fallimento delle economie socialiste nel corso della storia. Forse il meme che ogni tanto ricompare — "Se i socialisti capissero d'economia, non sarebbero socialisti" — potrebbe essere vero, ma ne dubito. Per come la vedo io, lo scopo del socialismo è quello di promuovere ulteriormente il socialismo, non migliorare la sorte di una società e certamente non promuovere la prosperità.
In primo luogo, e più importante, la mente dei socialisti funziona in modo diverso da quella degli economisti che considerano l'economia come un mix di fattori tra cui produzione, prezzi, beni finali, mercati ed imprenditori che guidano l'intero percorso. Quelli di noi che sono economisti, sono affascinati da questo processo perché vediamo l'ingegno umano, il coordinamento degli obiettivi di numerose persone e, quando funziona il sistema, uno standard di vita superiore per la maggior parte delle persone.
I socialisti, però, non vedono quello che vediamo noi. Invece, vedono il caos ed esiti disuguali. Non a vantaggio di tutti, giusto? In alcune situazioni qualcuno può perdere il lavoro, o un modo di fare le cose diventa obsoleto. Alla fine alcune persone non saranno aiutate affatto, almeno non direttamente, e nella mente di qualcuno che ha una visione organica della società, il fatto che alcune azioni imprenditoriali abbiano creato prodotti che soddisfano le esigenze di altri è irrilevante. La società avrebbe dovuto fornire quei beni gratuitamente! Le persone non dovrebbero pagare per quello di cui hanno bisogno!
Siete un chirurgo che se la cava bene dal punto di vista finanziario perché avete compiuto miracoli medici per le persone che avevano bisogno dei vostri servizi? Avete sfruttato le persone malate! Siete come Martha Stewart che è diventata ricca mostrando alla gente come migliorare le feste? Che dire dei poveri? Non hanno case belle!
Quando ho iniziato a scrivere di economia quasi 40 anni fa, ero come Bruce Yandle: credevo che tutto ciò che fosse necessario per convincere i socialisti a smettere di essere socialisti, era un argomento economico ben motivato. Spiegare che gli imprenditori non guadagnano profitti sfruttando i lavoratori, ma piuttosto gli imprenditori migliorano la vita dei lavoratori indirizzando le risorse verso usi ritenuti dal mercato più urgenti. Spiegare come un sistema di prezzi comporti esiti moralmente giusti perché, alla fine, indirizza le risorse verso la soddisfazione delle esigenze dei consumatori. E così via.
Credo ancora in questi argomenti, e nel corso degli anni sono arrivato a capirli anche meglio di quando scrissi il mio primo articolo per la rivista The Freeman nel 1981. (È strano come il libro, L'economia cristiana in una lezione, continui ad essere sempre più rilevante ogni volta che lo leggo.) Tuttavia credo che la fine di tutta questa attività sia — o dovrebbe essere — il miglioramento della vita delle persone in un modo che non sia predatorio e porti alla cooperazione volontaria tra gli attori economici. In altre parole, l'attività economica è un mezzo per un fine, e lo scopo è persone libere che guadagnano ricchezza e migliorano il proprio tenore di vita.
Un socialista non vede le cose in questo modo. Lo scopo del socialismo non è uno standard di vita più elevato, o addirittura migliorare la vita dei poveri, per quanto un socialista parlerà del benessere delle persone povere. No, lo scopo del socialismo è il socialismo, o per meglio dire, l'ideale del socialismo. Una volta che viene implementato il socialismo, come accaduto in Venezuela o nell'ex-URSS o a Cuba, l'ideale sociale è ormai stato raggiunto, non importa quale possa essere il risultato effettivo.
Ma per quanto riguarda i problemi che inevitabilmente si verificano in un'economia socialista? I socialisti non sono scossi dalla crisi economica in Venezuela? La risposta è NO. Ad esempio, The Nation, che per generazioni ha sostenuto vari movimenti comunisti, ritiene che il Venezuela soffra di una carenza di socialismo:
Se il socialismo è inteso come un sistema in cui i lavoratori e le comunità (piuttosto che burocrati, politici ed imprenditori ammanicati) esercitano un controllo democratico efficace sul processo decisionale economico e politico, il Venezuela non è affetto da troppo socialismo, ma da troppo poco socialismo. Chi può negare che il Venezuela sarebbe stato meglio se le centinaia di miliardi di dollari inghiottiti dalla corruzione fossero invece finiti nelle mani delle comunità organizzate?
L'autore crede che il socialismo possa essere separato dallo stato, dando plateale sfoggio di disonestà o ingenuità, o forse entrambe le cose. Dopo tutto, l'autore continua affermando che il sistema di controllo dei prezzi imposto dal governo, ha avuto scarso effetto economico e non è stato dannoso; non solo, ma visto che la maggior parte delle aziende in Venezuela è ufficialmente di proprietà privata, egli afferma che il governo ha poco controllo economico sulle loro operazioni. (Come sappiamo, il governo ha sequestrato le imprese, ha arrestato i proprietari di quei negozi che hanno aumentato i prezzi a fronte del diluvio di cartamoneta, e ha vaneggiato di ridicole cospirazioni atte a rovesciare il governo.)
L'unica cosa che l'autore non dice, è che il governo sta implementando le sue politiche e la sua ideologia socialista. Ciò vorrebbe dire che il socialismo ha fallito e nessun socialista abbraccerà mai l'idea che il socialismo possa fallire.
Forse il miglior esempio è il famoso articolo di Robert Heilbroner del 1989 sul New Yorker, "The Triumph of Capitalism," scritto ancor prima che crollasse il muro di Berlino insieme ai governi comunisti dell'Europa orientale e l'URSS. Un anno dopo scrisse, sempre sul New Yorker, "After Communism." Nel suo primo articolo scrisse:
L'Unione Sovietica, la Cina e l'Europa orientale ci hanno dato la più chiara prova possibile che il capitalismo organizza gli affari materiali del genere umano in modo più soddisfacente rispetto al socialismo: per quanto il mercato possa distribuire le merci in modo iniquo o irresponsabile, lo fa meglio delle code in un'economia pianificata [...]. La grande domanda ora è quanto sarà rapida la trasformazione del socialismo in capitalismo, e non il contrario.
Tuttavia è chiaro, soprattutto dopo il secondo articolo, che Heilbroner non stava sostenendo i mercati liberi, ma considerava il crollo del sistema comunista come una pausa strategica in quella che definiva la Lunga Marcia verso il Socialismo. Per raggiungere tale utopia, scrisse Heilbroner, i socialisti dovevano rivolgersi all'ambientalismo. (Che la maggior parte dei paesi socialisti fosse un disastro anche dal punto di vista ecologico, non sfiorò neanche per un momento la mente di Heilbroner, e nessuno dovrebbe rimanerne sorpreso. Per Heilbroner lo scopo del socialismo non era produrre e distribuire equamente le merci; no, lo scopo del socialismo era il socialismo.)
In altre parole, anche dopo aver visto crollare il sistema socialista che economisti come lui, John Kenneth Galbraith e Paul Samuelson avevano elogiato per una generazione, Heilbroner non riusciva ad ammettere che forse i socialisti dovevano abbandonare il loro credo e promuovere il capitalismo. No, Heilbroner decise che i socialisti necessitassero semplicemente di nuove strategie per trovare il modo di implementare un controllo statale (leggi, sociale) sulle risorse e sui risultati economici. È interessante notare che scrisse queste parole anche dopo aver riconosciuto che Ludwig von Mises e F. A. Hayek avevano ragione nella loro valutazione del "problema del calcolo economico" in un ambiente socialista, ma anche tale ammissione non portò Heilbroner a rifiutare in toto il sistema socialista.
Come il personaggio di Fonzie in Happy Days che non riusciva mai ad ammettere di aver "torto", Heilbroner — e altri come lui — non riusciva ad ammettere che il socialismo in qualsiasi forma si sarebbe arenato, sia che si trattasse di fornire cure mediche, che di stabilire severe politiche ambientali, o creare un vasto stato sociale. Il problema centrale che deve affrontare il socialismo — il calcolo economico — non scompare solo perché un governo non possiede direttamente i fattori di produzione e s'impegna in piani economici quinquennali.
Ciò significa che gli economisti come me, non dovrebbero smettere di scrivere sui fallimenti del socialismo o smettere di spiegare come funziona la proprietà privata ed un sistema di prezzi. In primo luogo, non si finisce mai d'imparare né nella vita in generale né nel campo economico. I socialisti potrebbero non essere in grado di abbandonare la loro fede, ma altri che potrebbero essere interessati ad ascoltare argomentazioni ben motivate, potrebbero non unirsi alla Chiesa del Socialismo.
In secondo luogo, non vi è nulla di sbagliato nel dire la verità e solo perché i socialisti ed i loro seguaci sono contrari alla verità, non significa che dobbiamo rinunciare a dire ciò che sappiamo essere vero. Solo perché i socialisti rifiutano di credere che il socialismo sia un fallimento — anche quando le prove dimostrano il contrario — non significa che siano in possesso di una superiorità morale ed intellettuale.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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