lunedì 18 settembre 2017

Come la FED ha permesso ai pezzi grossi delle grandi imprese di fare miliardi





di David Stockman


Durante gli ultimi 6,000 giorni di negoziazione (sin dai primi anni '90), l'indice VIX è rimasto sotto i 10 punti in 26 occasioni; e 16 occasioni di suddette 26 si sono manifestate negli ultimi tre mesi!

Eppure questa calma rialzista sta accadendo anche se Wall Street è in preda a orde di speculazioni a leva. Sin dal 2010 le aziende di private equity hanno emesso $91 miliardi in junk bond e prestiti a leva.

Inutile dire che la FED, falsificando drasticamente i prezzi del debito per stimolare l'investimento immobiliare e altri tipi d'investimento, non aveva idea degli effetti collaterali che la sua intrusione massiccia e persistente avrebbe avuto nel delicato orologio dei prezzi dei mercati dei capitali.

Così quando Janet Yellen & Co. professano di non vedere bolle, dimostrano la loro chiara incompetenza. Pensano realmente che tutto questo accadrebbe in un mercato libero con denaro onesto e tassi d'interesse non manipolati?

È una domanda retorica ovviamente.

Inutile dire che i cosiddetti "investitori" si sono accatastati per comprare titoli di dubbia qualità, perché erano affamati di rendimenti decenti. Nei mercati a reddito fisso i $3,500 miliardi di acquisti di obbligazioni sovrane e altri titoli da parte della FED dopo il settembre 2008, hanno talmente abbassato i tassi d'interesse reali da costringere i money manager ad inerpicarsi sulla curva del rischio per raccogliere rendimenti minimi interessanti.

Quale investitore istituzionale se non i fondi pensione statali potevano investire in operazioni così dubbie?

C'è da dire però che gli investitori istituzionali sono stati completamente corrotti dal gioco d'azzardo scaturito da tre decenni di Finanza delle Bolle. Nel ricercare il rendimento, le istituzioni sono state indotte ad abbracciare trattative che sarebbero state evitate in un mercato onesto.

Ad esempio, Payless Inc., un rivenditore di scarpe con 22,000 dipendenti e 4,000 negozi, è fallito ad aprile; meno di cinque anni dopo il suo LBO da $670 milioni nel 2012. Ma non c'era niente di sorprendente, nonostante il fallimento di Payless venne considerato una questione di sfortuna e di tempistica.

Non credo. Le due aziende che effettuarono l'LBO — Golden Gate Capital e Blum Capital Partners — incarnano l'essenza del capitalismo clientelare.

Queste considerazioni fanno emergere una domanda ovvia: perché ci sono stati così tanti LBO nel settore della vendita al dettaglio negli ultimi anni quando tutti potevano vedere che Amazon avrebbe avuto la meglio?

Dopo tutto, non è un segreto che negli ultimi decenni le sue vendite siano cresciute del 1,100% e che abbia asfaltato la concorrenza nel settore della vendita al dettaglio.




La risposta è che i mercati dei capitali sono stati profondamente, e forse irrimediabilmente, compromessi dalla massiccia falsificazione dei prezzi degli asset finanziari. Non c'è modo di conciliare questo boom finanziario con la proiezione corrente secondo cui quasi 30,000 negozi al dettaglio chiuderanno nei prossimi tre anni.

E non è un caso che accada tutto ciò, perché era ampiamente prevedibile — la conseguenza della repressione finanziaria sistemica da parte delle banche centrali.

Inoltre tutta questa ingegneria finanziaria ha affamato l'economia di Main Street nei confronti degli investimenti di capitale — anche se i flussi di cassa tornati a Wall Street hanno inondato gli operatori fast money con enormi profitti imprevisti.

Il grafico qui sotto non è una conseguenza dei tagli fiscali Reagan/GOP. Misura la distribuzione pre-tributaria del reddito statunitense e la monumentale "ascesa" del cosiddetto 1% delle famiglie, il tutto opera dell'Eccles Building.




Alla fine il settore della vendita al dettaglio è stato colpito da un triplo smacco a causa della pianificazione monetaria centrale. In primo luogo, Amazon non è uno strumento di "distruzione creativa". È un gigantesco motore di prezzi predatori ed investimenti improduttivi alimentato da un casinò che valuta in modo assurdo le sue entrate nette al 190X.

In secondo luogo, la conseguente perdita economica è stata aggravata da decenni di sovrainvestimento nei centri commerciali e negli altri punti vendita. Di fronte a enormi costi operativi e di debito fisso, la collisione tra Amazon e il mondo della vendita al dettaglio reale sta spingendo i prezzi al dettaglio a livelli sub-economici.

Ciò significa che i flussi di cassa negativi stanno indicando la necessità di uno tsunami di fallimenti, licenziamenti e liquidazioni di magazzini che supereranno significativamente i fondamentali del settore.

Infine, la fame per rendimenti decenti tra i money manager ha favorito la liquidazione finanziaria del patrimonio del settore della vendita al dettaglio al solo scopo di ridistribuire profitti imprevisti in cima alla scala economica.

Malgrado tutto ciò, i keynesiani come il vice-presidente della FED, Fischer, stanno ancora chiedendosi perché la crescita economica sia sprofondata nel sottosuolo della storia e perché siano eletti politici che vogliono interrompere il nirvana della piena occupazione.

Ciononostante i robo-trader continuano a comprare durante i ribassi, visto che ciò "ha funzionato" negli ultimi 100 mesi. In un sistema monetario onesto e determinazione dei prezzi onesta, il ruolo del mercato azionario sarebbe quello di scontare il ​​futuro. Non c'è un futuro plausibile che valga 24 volte il valore dell'indice S&P 500, o 96 volte il Russell 2000.

Sicuramente il boom dei guadagni che gli artisti di Wall Street hanno proiettato l'anno scorso, non è affatto plausibile. Con l'84% dei risultati per il secondo trimestre riguardo l'indice S&P 500, i profitti annuali sono ancora dell'1.3% al di sotto di quelli del settembre 2014.

Negli ultimi tre anni non è accaduto nulla alle entrate aziendali, eccetto la deflazione nei settori dell'energia, dei materiali e dei settori industriali. Dopo aver raggiunto i $106 per azione a settembre 2014, il ciclo di deflazione globale li ha portati a $86.44 per azione a marzo 2016 in risposta ai prezzi del petrolio a $30 al barile. Sin da allora quest'ultimo ha recuperato fino a $50 – portando i ricavi dell'indice S&P 500 a $104.61 durante il trimestre attuale.

Rimane una domanda però: come fanno un ciclo economico ormai alle battute finali e immensi venti contrari globali a giustificare l'aspettativa di profitti enormi durante i prossimi 18 mesi? Eppure è quello che sta succedendo a Wall Street. Abbiamo raggiunto quasi $133 per azione secondo la contabilità GAAP (e $145 secondo le opinioni dei giocatori d'azzardo a Wall Street) per il periodo annuale terminante a dicembre 2018, il che significa un aumento prospettico del 27%.

Anche se si da credito all'approccio di Wall Street sui guadagni operativi, la storia è la stessa. Perché l'eventuale esito del 2018 dovrebbe essere diverso da quello degli ultimi tre anni?




Per come stanno le cose adesso, le aspettative per il 2018 sembrano proprio fuori luogo.

La crescita stimata dei profitti per il 2018 sarebbe superiore del 23% rispetto a quella registrata negli ultimi dieci anni!

A giugno 2007 i profitti annuali per l'indice S&P 500 erano di $85 per azione. Ciò significa che i profitti sono cresciuti ad un tasso lento del 2.1% all'anno negli ultimi 10 anni; e in dollari nominali.

Togliete l'inflazione ed il riacquisto di azioni proprie, e sostanzialmente non c'è alcun profitto.

È la deformazione che si ottiene quando i meccanismi normali di disciplina del mercato, come lo short selling e il prezzo economico delle opzioni e delle coperture, vengono distrutti dagli effetti ricchezza basati sulla pianificazione centrale.

È l'estrema vulnerabilità di Wall Street a crash violenti che sopraggiungono quando i mercati a due vie vengono distrutti per truffare chi crede d'essere più ricco di quanto effettivamente sia. La bolla raggiunge il suo picco e poi scoppia, perché i prezzi delle azioni vengono disaccoppiati dai fondamentali economici e dal profitto.




La verità finanziaria rimane la solita: niente sale per sempre, nemmeno l'indice Dow. Le crepe stanno già comparendo; soprattutto se consideriamo come ci si stia rifugiando in una manciata di aziende a grossa capitalizzazione.

Dal 25 luglio la maggior parte del mercato ha continuato a scendere. Mentre il Dow è aumentato del 2.2%, il settore dei trasporti è sceso del 2.8% e il Russell 2000 è sceso del 2.6%. L'indice S&P 500 è sceso dello 0.8% e anche il NASDAQ 100 è sceso dello 0.5% al ​​di sotto del livello del 25 luglio.

Il margin debt ha raggiunto un massimo di tutti i tempi a $550 miliardi. Il grafico che segue lascia poco all'immaginazione. Dopo il picco del 2000, il margin debt è crollato del 50% in quanto le azioni vennero liquidate violentemente per soddisfare le margin call. Nel 2008 la riduzione del margin debt è stata ancor più grande – quasi il 60%. Questa volta, tuttavia, un simile restringimento causerebbe un calo di $325 miliardi nei margin balance; questo significa un sacco di azioni in svendita.




Il casinò alla fine crollerà sotto il proprio peso, man mano che continueranno ad apparire fratture e divergenze.

Entro 4-5 settimane Trump sarà impalato sul tetto del debito e una crisi di risoluzione continua che succhierà tutte le energie dal governo di Washington.

L'unica cosa che accadrà entro la fine di quest'anno a Capitol Hill, è una sconfitta per l'abrogazione dell'ObamaCare (invece ci sarà un salvataggio delle compagnie di assicurazione in cambio di piccoli cambiamenti nei mandati assicurativi dell'ObamaCare). Inoltre aspettatevi ripetute soluzioni di breve termine riguardo il tetto del debito.

Dubito seriamente che Trump sopravviverà politicamente al crash dei mercati che probabilmente sarà scatenato dall'inatteso bagno di sangue fiscale proprio dietro l'angolo. In quel momento maledirà il giorno in cui ha lasciato Janet Yellen alla FED piuttosto che licenziarla a gennaio e far scoppiare la bolla.

Ora che Trump e i suoi surrogati hanno preso possesso di un mercato azionario orribilmente sopravvalutato, non c'è dubbio che il prossimo crash sarà quello definitivo.

Anche l'elezione di Tricky Dick nel 1972 venne salutata con un crollo dei mercati del 15%.




Nixon sembrava essere particolarmente invincibile nel gennaio 1973, soprattutto perché aveva trascorso 27 anni nel circuito del GOP. Ciononostante la bolla di Nixon evaporò lentamente e costantemente.

Ora sembra probabile che lo scoppio della bolla di Trump sarà molto più veloce, più profondo e più violento. Un Evento Imprevedibile Arancione è quello che adesso sta volando sopra i mercati, come una Spada dei Damocles. La domanda è solo quando, non se, il casinò andrà a gambe all'aria.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 15 settembre 2017

Cosa possiamo imparare da Jimi Hendrix?





di Francesco Simoncelli


Sapevo che prima o poi avrei finito per condividere con voi, cari lettori e lettrici di Freedonia, una delle mie passioni musicali più forti. Se in qualche modo io mi sia avvicinato a suonare, amatorialmente, la chitarra, è soprattutto grazie alle note provenienti dalle melodie del grande chitarrista di Seattle. La magia che fluisce dal ritmo e dalle sonorità della sua musica è pane per l'anima e sostegno per lo spirito. Ma questo non è un elogio del suo estro, né voler mettere in mostra una qualche mia dote "nascosta". Ciò che questo breve articolo vuole mettere in evidenza è la capacità degli individui di rappresentare per sé stessi i migliori maestri. Prendete, ad esempio, le umili origini di Hendrix e di come abbia dovuto faticare per affermarsi. Eppure è sempre stato lui a costruire le basi della sua carriera, senza che il padre facesse molto per agevolarlo. Ogni giorno migliorava le sue doti, attraverso la pratica, ma ciò che lo guidava era la passione, non un qualche incapsulamento automatico legato al dover trovare un posto nella società. Era la creatività, l'inventiva, l'immaginazione, ciò che guidavano il suo talento. Iniziò ascoltando alla radio le canzoni di Presley e, andando ad orecchio, sviluppò il suo istinto per la musica. Chi se lo aspettava che un giovinetto che a stento poteva permettersi una chitarra avrebbe potuto fare breccia sulle scene che contano? Che avrebbe sortito la gelosia di artisti del calibro di Townsend e Clapton?

La rigidità di coloro che apprendono in modo apatico questa arte, li porterà lungo una strada fatta di anonimato, incapaci di soddisfare appieno i desideri del grande pubblico. Freddi esecutori, non arcobaleno di sensazioni ed emozioni. Essere autodidatti, infatti, rappresenta l'espressione massima della passione di una persona nei confronti di un determinato mestiere. Attenzione, perché essere autodidatti non vuol dire erroneamente la mancanza di una guida; quest'ultima figura può essere incarnata da chiunque o qualsiasi cosa. Nel caso di Hendrix, la voce e la musica di Presley alla radio. Nel caso di questo blog, le opere degli economisti Austriaci e l'esperienza pluriennale in tal campo, oltre all'iscrizione ai corsi online della Mises Academy, mi hanno permesso di offrire al pubblico una offerta quanto più sofisticata possibile di informazione economica.

È la natura dell'uomo quella di esplorare e scoprire i misteri che la natura ancora li preclude. Non è un caso se questo è quello che insegna loro il metodo Montessori, a differenza della gabbia per cervelli impersonata dalla scuola canonica. Suddetto metodo aiuta il ragazzino a conoscere sé stesso non solo nell'ambito scolastico, ma soprattutto in quello della vita; in questo modo lo conduce verso il sentiero della maturità. Non solo, ma lo aiuta a credere molto in sé stesso e nelle sue potenzialità. Non lo demoralizza quando decide di svolgere un determinato compito e lo mantiene concentrato. Inutile ricordare come la scuola canonica insegni l'esatto contrario.

In questo contesto l'autodidatta è visto come l'eccentrico, la persona incapace di mostrare la propria conoscenza poiché non è passato attraverso il vaglio del mondo accademico e scolastico in generale. L'autodidatta non può meritare fiducia perché non è stato accreditato da una banda di professori che si ritiene abbiano in loro possesso il modo di decretare chi è degno di essere definito "pronto e preparato" e chi no. Questa storia ricorda molto di quando mio nonno, artigiano di lunga data, si ritrovò a dover aggiustare alcuni componenti di lavoro in uno istituto tecnico. Devo sottolineare come lui, arrivato fino alla quinta elementare, sapesse meglio dove "mettere le mani" rispetto ai soloni tra quelle mura e i loro studenti?

La scuola canonica soffoca l'apprendimento e costringe persone eterogenee ad omogeneizzarsi in una comunità forzosa che non riesce a collaborare in sintonia. Perché? Perché non c'è alcun legame professionale che li lega. Solo la volontà di soddisfare ciò che viene preteso da un individuo presumibilmente armato di una conoscenza superiore, il quale non può essere "superato" poiché altrimenti l'orgoglio si sostituirebbe all'insegnamento. Questo è il mondo della scuola canonica, un ricettacolo di ordini e distruzione metodica delle personalità individuali per far spazio ad una società quanto più costituita da automi ubbidienti.

La crescita del ragazzino viene soppressa, negandogli i piaceri della sua età e le passioni che sarebbe più incline a sviluppare. Invece lo stato ricopre con una falsa patina di perbenismo il cosiddetto "lavoro minorile" ed impedisce ai ragazzini di svolgere piccole mansioni durante la loro adolescenza. Quindi li stipa in un recinto e li sovrasta di compiti di lavoro che niente hanno a che fare con la realtà di tutti i giorni. Viene da chiedersi chi stia sfruttando i ragazzini...

I bambini devono apprendere attraverso il gioco, in prima istanza, poiché se qualcosa stimola il loro intelletto e la loro curiosità saranno essi stessi a ricercare la fonte di quell'apprendimento. E, sì, questo incorpora anche leggere e scrivere. Segregarli dentro quattro mura a ripetere cose imparate a memoria, invece di lasciarli liberi di esplorare il mondo come intendono farlo, li renderà incapaci di scoprire il proprio ruolo all'interno della società. In questo modo avremo di fronte una serie di cloni, i quali tenderanno ad agire in modo alquanto schematico, stringendo le maglie a coloro che vorrebbero emergere per le loro capacità particolari. Ma guarda il caso! Individui quanto più prevedibili possibile è proprio il desiderio che lo stato ha espresso sin dalla sua nascita.

L'incapacità di controllare gli individui lo costringe a renderli quanto più prevedibili possibile, attraverso il cosiddetto indottrinamento insegnamento e la manipolazione di uno dei beni più importanti all'interno della società, ovvero, il denaro. In questo modo può riuscire a prevedere con una difficoltà inferiore le azioni degli individui, limitando quindi la loro sfera d'azione a suo vantaggio.

Ma la dinamicità del libero mercato non è rimasta a guardare. Grazie alla dedizione e alla solerzia di genitori preoccupati per il futuro dei loro figli, l'homeschooling è iniziato a fiorire in molte zone. Spesso sono stato "accusato" di non fornire soluzioni ai problemi che sottolineo. Ma è questo quello che si vuole? L'ennesima soluzione top-down? Qualcuno che vi dica cosa fare? Ognuno di noi è l'artefice della propria fortuna, allora facciamo in modo di acquisire di nuovo tale libertà. Ciò non si riuscirà a fare fino a quando gli individui non capiranno il recinto che li circonda. Finché crederanno di essere liberi da influenze, allora non sprecheranno tempo a trovare "soluzioni". Vedere la gabbia o il recinto per quello che è, significa avere l'ardore di abbandonarlo.

Su questo blog c'è "la soluzione", ma è sparpagliata nei suoi vari articoli. C'è un prezzo da pagare per essere liberi ed avere una soluzione a portata di mano con cui arrivare salvaguardare la propria vita, la propria famiglia e le proprie finanze. Ma non è qualcosa di dato. Bisogna sudarselo. Col mio messaggio cerco di far notare dove c'è qualcosa che non va e far ragionare gli individui su possibili soluzioni. Non ne esiste una sola, infatti, bensì molteplici. Più saranno, maggiore difficoltà avrà la pianificazione centrale a fermarle o ostacolarle. Una di queste è l'homeschooling, in grado di riportare le menti dei ragazzini ai legittimi proprietari: essi stessi.

Credete nei sogni dei vostri figli, aiutateli ad essere i padroni del loro fato e non dateli in pasto alla bestia famelica che vuole soltanto sbranare il loro prezioso individualismo. La storia di Jimi Hendrix, infatti, ci ricorda come essere autodidatti possa condurre al successo attraverso la scoperta genuina delle proprie passioni.





giovedì 14 settembre 2017

Denaro “dal nulla” e cicli economici





di Frank Shostak


Secondo il premio Nobel in economia, Milton Friedman, la radice del ciclo economico risiede nella fluttuazione del tasso di crescita dell'offerta di moneta.

Friedman sosteneva che per eliminare questi cicli, la banca centrale avrebbe dovuto far crescere ad un tasso fisso l'offerta di moneta:

La mia scelta al momento sarebbe una regola legislativa che istruisca l'autorità monetaria a raggiungere un tasso specifico di crescita dello stock di moneta. A tal fine, lo stock di moneta dovrebbe includere la valuta al di fuori delle banche commerciali e tutti i depositi delle banche commerciali. Desidero precisare che il Reserve System dovrebbe accorgersi che il totale dello stock così definito dovrebbe aumentare di mese in mese e, per quanto possibile, giorno per giorno, ad un tasso annuo di X per cento, dove X è un numero tra 3 e 5.[1]

Se i cicli economici sono causati dalle fluttuazioni della crescita dello stock monetario, allora avrebbe molto più senso eliminare tali fluttuazioni. In questo contesto, la regola di una crescita costante dello stock monetario sembrerebbe il rimedio giusto per eliminare tali cicli.

Suggeriamo che ciò che mette in atto questi cicli non è la fluttuazione del tasso di crescita dell'offerta di moneta in quanto tale, ma le fluttuazioni del tasso di crescita dell'offerta di moneta creata "dal nulla". Con moneta creata "dal nulla" si intende il denaro creato dalla banca centrale e amplificato dai prestiti a riserva frazionaria da parte delle banche commerciali.

Un aumento dell'offerta di moneta creata "dal nulla" fornisce la base per attività non produttive, le quali consumano il bacino della ricchezza reale. Il denaro creato "dal nulla" trasferisce ricchezza reale dai creatori di ricchezze a coloro che la sprecano, indebolendo così il processo di creazione di ricchezza.

Il trasferimento avviene una volta che i vari individui, che sono i primi ricevitori di questo nuovo denaro, lo scambiano per beni e servizi, senza contribuire affatto al bacino della ricchezza reale. I creatori di ricchezza che non hanno ricevuto questo denaro, scoprono che possono ottenere meno beni rispetto a prima. (È in questo modo che si manifesta l'aumento dei prezzi dei beni e dei servizi).

Mentre l'aumento del tasso di crescita di tal denaro stimola attività non produttive, un calo le pregiudica. La loro capacità di trasferire la ricchezza reale dai creatori di ricchezza viene, quindi, ridotta.

Si noti che poiché le attività non produttive non generano ricchezza reale, non possono entrare in possesso delle merci di cui necessitano senza il sostegno di nuovo denaro creato dal nulla.

Una volta che la percentuale di attività non produttive inizia ad aumentare, questo tende ad esercitare pressioni sulla redditività delle imprese. Ciò a sua volta aumenta la probabilità di un aumento di asset deteriorati nelle banche. Questo, di conseguenza, rallenterà l'espansione del credito attraverso il prestito a riserva frazionaria (cioè, l'espansione dei prestiti "dal nulla"), cosa che a sua volta rischia di indebolire il tasso di crescita dell'offerta di moneta.

In un mondo di prestiti a riserva frazionaria, una volta che i soldi dati in prestito sono rimborsati alla banca e la banca non rinnova il prestito, il denaro scompare. Nel caso di prestiti non a riserva frazionaria, una volta che il denaro rimborsato dal mutuatario viene trasferito al prestatore originario, non si verificherà alcuna modifica nell'offerta di moneta. (Nel caso di prestiti a riserva frazionata, i soldi rimborsati alla banca scompaiono dall'economia poiché non vi è alcun prestatore originario a cui il denaro può essere restituito).

Un calo del tasso di crescita del denaro creato "dal nulla" indebolirà quelle attività non produttive che sono state sostenute dal prestito bancario a riserva frazionaria. Ciò metterà in moto una crisi economica.

Abbiamo visto che l'espansione dell'offerta di moneta supporta l'emergere di attività non produttive. Pertanto se dovesse essere applicata la regola di una crescita monetaria fissa, nel tempo porterebbe alla proliferazione di attività non produttive. (Si tratta pur sempre di un'espansione monetaria "dal nulla" anche se ad un tasso fisso). Questo, come abbiamo visto, indebolirà i creatori di ricchezza reale e quindi indebolirà l'economia reale.

Possiamo concludere che la regola monetaria di Friedman è semplicemente un altro modo di alterare l'economia e, di conseguenza, non può portare alla stabilità economica.

L'introduzione di un gold standard eliminerebbe i cicli di boom/bust? Secondo Friedman ciò che provoca i cicli boom/bust sono le fluttuazioni del tasso di crescita dell'offerta di moneta. Da questo punto di vista, anche con un gold standard, ci saranno delle oscillazioni nel tasso di crescita dell'offerta di moneta. Quindi, secondo Friedman, l'introduzione di un gold standard non eliminerebbe i cicli economici.

È vero che la variabilità del tasso di crescita della produzione di oro creerà fluttuazioni nel tasso di crescita dell'offerta di moneta. Contrariamente all'espansione dell'offerta di moneta con un fiat standard, l'aumento dell'offerta di moneta con un gold standard non comporterà uno scambio di nulla per qualcosa. Non porterà alla deviazione di ricchezza da coloro che la creano a coloro che la sprecano.

Essendo una merce, oltre a fornire i servizi del mezzo di scambio, l'oro è anche richiesto per vari usi industriali, compresi i gioielli. Da questa prospettiva fa parte del bacino della ricchezza reale. Quindi, quando l'oro è scambiato per beni e servizi, qualcosa viene scambiato per qualcos'altro.

Si noti che l'aumento dell'offerta d'oro non è un atto di appropriazione indebita o frode. L'aumento dell'offerta d'oro non produce uno scambio di nulla per qualcosa.

Paragonate quanto detto finora con la stampa di certificati legati all'oro, cioè, ricevute che non sono coperte al 100% da oro. Si tratta di un atto di frode, cioè l'inflazione. Si gettano le basi per un consumo senza fornire alcun contributo al bacino della ricchezza reale. I certificati vuoti mettono in atto uno scambio di nulla per qualcosa che, a sua volta, porta a cicli economici ricorrenti.

Ancora una volta, nel caso dell'incremento dell'offerta d'oro non c'è alcuna frode. L'offerta dell'oro, la miniera d'oro, aumenta la produzione di una merce utile. Quindi in questo senso non abbiamo uno scambio di nulla per qualcosa. Di conseguenza, non abbiamo neanche la comparsa di attività in bolla. Un produttore di ricchezza (producendo qualcosa di utile) può scambiarlo per altre merci. Non ha bisogno di denaro creato "dal nulla" per assicurarsi ricchezza reale.

Con un gold standard, un aumento del tasso di crescita del denaro, cioè l'oro, non farà emergere bolle, vale a dire un boom economico. Quindi un calo del tasso di crescita dell'offerta di moneta non creerà un bust; non verrebbero create bolle che scoppierebbero a causa di un tasso di crescita in rallentamento dell'offerta monetaria.

Abbiamo visto che la scomparsa del denaro creato "dal nulla" è la causa principale delle crisi economiche. (L'iniezione di denaro creato "dal nulla" genera bolle, mentre la sua scomparsa le fa scoppiare).

Con un gold standard questo non può accadere. Senza la banca centrale, il denaro sarebbe l'oro. Di conseguenza con un gold standard il denaro non può scomparire, poiché l'oro non può scomparire a meno che non sia distrutto fisicamente. Possiamo quindi concludere che il gold standard, se non abusato, non favorisce i cicli boom/bust.



Conclusioni

Il famoso economista Milton Friedman disse che le fluttuazioni del tasso di crescita dell'offerta di moneta potrebbero essere un fattore importante dietro i cicli boom/bust. Quindi suggerì che le banche centrali avrebbero dovuto mirare a stabilizzare il tasso di crescita dell'offerta di moneta ad una certa percentuale e mantenerla per un tempo indefinito. Mantenendo il tasso di crescita dell'offerta di moneta ad una percentuale fissa, Friedman riteneva che l'economia avrebbe seguito un percorso di crescita economica stabile senza cicli boom/bust. La regola di Friedman, comunque, riguarda ancora la stampa di denaro e, in questo senso, genera lo stesso effetto di qualsiasi stampa di denaro, vale a dire, i cicli boom/bust. Abbiamo dimostrato che ciò che conta per i cicli economici non sono le fluttuazioni del tasso di crescita dell'offerta di moneta, ma le fluttuazioni del tasso di crescita del denaro creato "dal nulla". Abbiamo dimostrato che solo un gold standard (o un qualche commodity standard) è immune a tali cicli.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Milton Friedman – Dollars And Deficits – Prentice Hall Inc., 1968, p. 193.

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mercoledì 13 settembre 2017

La presunzione fatale di Mario Draghi





di Thorsten Polleit


Il 23 agosto 2017 il presidente della Banca Centrale Europea (BCE) ha tenuto un discorso intitolato “Connecting research and policy making” a Lindau, Germania.[1] Ciò di cui Draghi ha parlato in questa occasione — e soprattutto quello di cui non ha parlato — è stato abbastanza rilevante.

Mancava l'analisi delle cause dell'ultima crisi economica e finanziaria. Si aveva l'impressione che la crisi fosse arrivata inaspettata. Non si menziona il ruolo delle banche centrali, i produttori monopolistici del denaro cartaceo (o fiat).

Non una parola sulle banche centrali che per molti anni hanno manipolato i tassi d'interesse — accompagnato da un eccessivo aumento del credito e dell'offerta di moneta — causando un "boom" insostenibile. Quando è arrivato il bust — innescato dalla diffusione della crisi subprime statunitense — sono venute a galla le brutte conseguenze di questa politica monetaria.

Durante il bust molti governi, banche e consumatori nell'area dell'Euro si sono ritrovati finanziariamente stressati. Le economie dell'Europa meridionale non solo soffrivano di investimenti improduttivi su larga scala, ma si trovavano anche in una situazione in cui avevano perso la loro competitività.

Draghi, però, non si è occupato di tali dettagli. Invece ha fatto sapere al suo pubblico di come la BCE abbia perseguito una politica di "soluzione alla crisi": senza le azioni audaci della BCE, l'area dell'Euro sarebbe caduta in depressione, o peggio.

Lodare questa linea di argomentazione sarebbe come lodare uno spacciatore di droga che fornisce al tossicodipendente (che è diventato tale a causa sua) un'altra dose. Il consumo ripetuto di droga danneggia il tossicodipendente. Chi applaudirebbe di fronte agli effetti della droga? Allo stesso modo: sarebbe opportuno lodare l'azione della BCE?

Draghi si presenta come un presidente abbastanza modesto e intellettualmente "non dogmatico", sottolineando l'importanza delle intuizioni prodotte dalla ricerca economica per la realizzazione della politica monetaria reale. Ma tale approccio non è scientificamente imparziale.



I metodi difettosi di Draghi

La ricerca economica di oggi — come viene perseguita e insegnata dagli economisti mainstream — poggia su un metodo scientifico che viene preso in prestito dalle scienze naturali e si basa sul positivismo, sull'empirismo e sulla falsificazione.[2] Questo approccio, utilizzato nell'economia, non solo soffre di incongruenze logiche, il suo scetticismo e il relativismo incorporato hanno infatti lasciato perdere l'economia.

Sotto l'influenza del positivismo-empirismo-falsificazione la teoria economica — in particolare la teoria monetaria e la teoria dei mercati finanziari — è diventata il supporto intellettuale delle banche centrali, legittimando l'emissione di denaro fiat, la manipolazione del tasso d'interesse, l'idea di rendere "più sicuro" il sistema finanziario attraverso la regolamentazione.

In questo senso, Draghi elogia in particolare l'indipendenza delle banche centrali. Ci si chiede come possa essere accettata questa tesi, soprattutto in considerazione del fatto che le banche centrali hanno causato la grande crisi.



Gli amici della banche centrali

Perché non c'è quasi nessuna opposizione alle tesi di Draghi? Ebbene, un gran numero di esperti di politica monetaria — provenienti principalmente da università e istituti di ricerca sponsorizzati dallo stato — tende ad essere dei sostenitori delle banche centrali. La maggior parte di loro non troverebbe alcun difetto, economico o etico, nella struttura di questi istituti pubblici.

Questi cosiddetti "esperti di politica monetaria", che dedicano così tanto tempo ed energie a diventare e rimanere esperti di politica monetaria, accettano senza esitazione e senza riserve i principi sui quali si basa il settore bancario centrale: il monopolio sul denaro fiat e tutte le misure per affermarlo e difenderlo.

Il risultato di una simile mentalità è il seguente: "Una volta stabilito l'apparato, il suo futuro sviluppo sarà modellato da ciò che quelli che hanno scelto di servirlo considerano come le sue necessità".[3] Così F. A. Hayek spiegò l'irrefrenabile natura espansiva di un'agenzia monopolistica come la banca centrale.

Gli esperti, che accolgono appieno le esigenze dello stato e delle banche, renderanno la politica monetaria sempre più complessa e incomprensibile al grande pubblico. Basti pensare alle abbreviazioni confuse che la BCE utilizza, come ad esempio, APP, QE, CBPP, OMT, LTRO, TLTRO, ELA ecc.[4] In questo modo i banchieri centrali si emancipano efficacemente dal controllo pubblico e parlamentare.



La BCE ha violato il suo mandato?

Pertanto non sorprende quando Draghi acclama le "misure finanziarie non convenzionali", come il quantitative easing attraverso il quale la banca centrale sovvenziona, in particolare, gli stati e le banche commerciali in difficoltà finanziarie. Ma Draghi non si ferma qui, perché suggerisce che la politica monetaria dovrebbe scuotere le ultime restrizioni che ostacolano la discrezione del policymaker:

Mentre il mondo cambia, come accaduto dieci anni fa, le politiche, in particolare la politica monetaria, devono essere adeguate di conseguenza. Tale aggiustamento, non facile, richiede una valutazione onesta e priva di pregiudizio riguardo le nuove realtà, senza che essa sia gravata dalla difesa di paradigmi precedenti che hanno perso qualsiasi potere esplicativo.

Ha espresso queste osservazioni per un motivo: la Corte Costituzionale tedesca ha scoperto che gli acquisti di obbligazioni statali da parte della BCE violano la legislazione dell'UE e ha chiesto alla Corte di Giustizia Europea di pronunciarsi in merito. I giudici tedeschi dicono che gli acquisti di obbligazioni da parte della BCE violano il mandato della banca centrale ed inibiscono le attività dei membri dell'area Euro.

La questione è senza dubbio delicata: se alla BCE viene vietato di acquistare obbligazioni statali (per non parlare dell'inversione degli acquisti), l'area dell'Euro finirà in grossi guai: molti stati e banche commerciali potrebbero trovare grosse difficoltà a ripagare il loro debito maturante ed accendere nuovi prestiti a tassi d'interesse accessibili. Il progetto dell'Euro si sfalderebbe rapidamente.

Senza una politica monetaria con tassi d'interesse ultra bassi e salvataggio dei mutuatari in difficoltà, stampando nuovi soldi (o promettendo di farlo, se necessario), il progetto dell'Euro sarebbe già andato in bancarotta. Finora la BCE ha nascosto il fallimento della creazione e gestione di una singola valuta fiat.

La questione cruciale in questo contesto è la seguente: che cosa è cambiato nell'economia negli ultimi dieci anni? Purtroppo gli economisti che seguono la dottrina del positivismo-empirismo-falsificazione, si sentono incoraggiati a mettere in discussione, persino a rifiutare, l'idea che esistano leggi economiche immutabili, preferendo la nozione che le «cose cambiano» e «tutto è possibile».

Tuttavia l'economia ci dice che ci sono le leggi immutabili dell'azione umana. Ad esempio, un aumento della quantità di denaro non rende più ricca l'economia, riduce semplicemente l'utilità marginale dell'unità monetaria, riducendo così il suo potere d'acquisto; o sopprimere il tasso d'interesse attraverso le poolitiche della banca centrale provocherà investimenti improduttivi e cicli di boom/bust.

In altre parole: l'economia ci dice che i banchieri centrali non perseguono un bene superiore. Svalutano la valuta; ridistribuiscono la ricchezza; forniscono vantaggi ad alcuni gruppi a scapito di altri; aiutano lo stato ad espandersi a scapito della libertà individuale; fanno sì che le persone si indebitino sempre di più.

Quello che i banchieri centrali fanno realmente, è generare un "caos pianificato". Purtroppo i danni che essi creano — come ad esempio l'inflazione, la speculazione selvaggia, la recessione, la disoccupazione di massa e così via — vengono attribuiti regolarmente ed erroneamente al libero mercato, scoraggiando ed erodendo la fiducia delle persone nell'iniziativa privata e nella libera impresa.

Il fallimento di tale interventismo — di cui la politica monetaria della banca centrale è un esempio per eccellenza — non fa demordere i suoi sostenitori. Al contrario: si sentono incoraggiati a perseguire il loro credo interventista con maggiore ardore ed aggressività. Draghi ne è l'esempio lampante quando nel luglio 2012 ha detto:

"Penso che l'euro sia irreversibile" e "la BCE è pronta a fare tutto quello che serve per preservare l'euro; e credetemi, sarà sufficiente".[5] L'avvertimento di Hayek nel suo libro, Fatal Conceit (1988), è rimasto inascoltato:" Il curioso compito dell'economia è quello di dimostrare agli uomini quanto poco conoscano ciò che immaginano di poter progettare".[6]

Il discorso di Draghi non dovrebbe convincerci che la politica monetaria si basa su fondamentali economici sani, o che la BCE lavora per un bene superiore. Dimostra invece che l'economia è stata deformata per soddisfare le esigenze dello stato e della sua banca centrale.

Continuare a sostenere l'euro comporterà una ridistribuzione coercitiva della ricchezza tra le persone, all'interno e oltre i confini nazionali, in una misura storicamente senza precedenti. In quanto strumento di una politica anti-democratica, la moneta unica europea rimarrà una fonte di conflitti interminabili, di ingiustizie e divorerà la prosperità dei popoli.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Si veda Draghi, M., The interdependence of research and policymaking, speech at the Lindau Nobel Laureate Meeting, Lindau, Germany, 23 agosto 2017.

[2] Per un'analisi critica si veda Hoppe, H.-H. (2006), Austrian Rationalism in the Age of the Decline of Positivism, in: The Economics and Ethics of Private Property. Studies in Political Economy and Philosophy, 2nd edition, Ludwig von Mises Institute, Auburn, US Alabama, pp. 347 – 379.

[3] Hayek, F. A. v. (1960), The Constitution of Liberty, The University of Chicago Press, Chicago, p. 291.

[4] APP = Asset Purchase Programme, QE = quantitative easing (issuing new money by purchasing bonds), CBPP = Covered Bond Purchase Programme, OMT = Outright Monetary Transactions, LTRO = Long-term Refinancing Operations, TLTRO = Targeted Long-term Refinancing Operations, ELA = Emergency Liquidity Assistance.

[5] Draghi, M., Verbatim of the remarks made by Mario Draghi, speech held at the Global Investment Conference in London, 26 luglio 2012.

[6] Hayek, F. A. v. (1988), Fatal Conceit: The Errors of Socialism, edited by W. W. Bartley, III, Routledge, London, p. 76.

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martedì 12 settembre 2017

Stanno accadendo strane cose con l'oro





di James Rickards


La scorsa settimana c'ha proposto due storie insolite sull'oro — una strana e l'altra ancora più strana. Queste storie spiegano perché l'oro non solo sia denaro, ma la forma di denaro più politicizzata.

Ci mostrano che mentre i politici disprezzano pubblicamente l'oro, vi prestano silenziosamente attenzione.

La prima storia strana sull'oro riguarda la Germania...

La Deutsche Bundesbank, la banca centrale della Germania, ha annunciato di aver completato il rimpatrio d'oro a Francoforte dai caveau esteri.

La storia tedesca è il completamento di un processo che ha avuto inizio nel 2013, quando la Deutsche Bundesbank chiese per la prima volta un rimpatrio di parte dell'oro tedesco dai caveau di Parigi, Londra e presso la Federal Reserve Bank di New York.

Questi trasferimenti sono stati completati.

Questo è un argomento che ho sollevato per la prima volta nell'introduzione del mio libro del 2011, Currency War. Dicevo che in extremis gli Stati Uniti avrebbero potuto congelare o confiscare l'oro straniero immagazzinato sul terreno statunitense, utilizzando i poteri ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act, del Trading With the Enemy Act o dell'USA Patriot Act.

Questo è poi diventato un tema politico in Europa con l'agitazione per il rimpatrio chiesto dai Paesi Bassi, dalla Germania e dall'Austria. Gli europei volevano riavere indietro l'oro dagli Stati Uniti e stiparlo nei loro caveau nazionali. Il trasferimento tedesco è stato completato in anticipo; la data iniziale era stata stabilita al 2020.

Ma la banca centrale tedesca non rivuole l'oro perché non c'è un mercato del leasing dell'oro ben sviluppato a Francoforte, o nessuna esperienza nel dare in leasing l'oro in base alla legge tedesca.

L'oro tedesco a New York e a Londra era disponibile per il leasing sotto la legge di New York e del Regno Unito, come parte degli schemi globali di manipolazione dei prezzi. Muovere l'oro a Francoforte riduce l'offerta fluttuante disponibile per il leasing, rendendo più difficile l'attuale manipolazione.

Perché la Germania lo ha fatto?

La forza motrice sia nel 2013 (data dell'annuncio) sia nel 2017 (data di completamento) è che entrambi gli anni sono anni elettorali in Germania. La posizione di Angela Merkel come cancelliere della Germania sarà messa in discussione il 24 settembre 2017. Può essere necessaria una coalizione per rimanere al potere, e c'è un piccolo partito nazionalista in Germania che si agita per il rimpatrio dell'oro.

La Merkel ha gestito questo rimpatrio con la Deutsche Bundesbank sia nel 2013 che questa settimana, strizzando l'occhio a suddetto partito nazionalista. Ecco perché il rimpatrio è stato completato tre anni prima: ha bisogno dei voti ora.

La storia veramente bizzarra proviene dagli Stati Uniti però...

Il segretario del Tesoro USA, Steve Mnuchin, e il capo della maggioranza al senato, Mitch McConnell, hanno visitato Fort Knox per vedere l'offerta d'oro degli Stati Uniti. Mnuchin è il terzo segretario del Tesoro USA della storia che ha mai visitato Fort Knox e questa è stata la prima visita ufficiale di Washington DC sin dal 1974.

Il governo americano ama ignorare l'oro e non richiamare l'attenzione su di esso. Le visite ufficiali a Fort Knox conferiscono all'oro una certa importanza dal punto di vista monetario, cosa che le banche centrali preferiscono evitare.

Perché una visita improvvisata da parte di Mnuchin e McConnell? Perché ora?

Risposta: il Tesoro USA sta rimanendo a corto di denaro e potrebbe andare in bancarotta entro il 29 settembre se il Congresso non aumenta il tetto del debito.

Ma il Tesoro USA potrebbe ottenere $355 miliardi in contanti senza aumentare il tetto del debito rivalutando semplicemente l'oro degli Stati Uniti ad un prezzo di mercato. (L'oro americano è valutato ufficialmente a $42.22 l'oncia sui libri del Tesoro USA rispetto ad un prezzo di mercato di $1,300 l'oncia).

Una volta che il Tesoro USA rivaluta l'oro, può emettere nuovi "certificati d'oro" alla FED e richiedere nuovi fondi sul suo conto presso di essa nell'ambito del Gold Reserve Act del 1934. Poiché questo denaro deriverebbe dalla rivalutazione dell'oro, non andrebbe ad aumentare il debito pubblico e non sarebbe necessaria nessuna normativa sul tetto del debito.

Questo sarebbe un modo per aggirare il tetto del debito, se il Congresso non riuscirà ad aumentarlo in modo tempestivo. Tra l'altro questo strano trucco venne implementato dall'amministrazione Eisenhower nel 1953.

Forse Mnuchin e McConnell volevano solo assicurarsi che l'oro fosse lì prima di rivalutarlo ed emettere nuovi certificati.

Qualunque sia la ragione, questa attenzione ufficiale nei confronti dell'oro è solo un aumento psicologico del prezzo insieme alla posizione espansiva della FED, all'offerta scarsa e al continuo acquisto vorace da parte della Russia e della Cina.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/