mercoledì 12 dicembre 2012

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Cari lettori di Freedonia, con questo post il blog raggiunge la sua millesima pubblicazione. Sono stati due anni abbondanti, pieni di colpi di scena e di analisi sempre più intricate volte a fare luce alla macchia scura che ancora aleggia sul sistema in cui ci troviamo a vivere nostro malgrado.

All'inizio di questa avventura non mi aspettavo di poter compiere un simile cammino e soprattutto di poter attrarre così tanti individui interessati agli insegnamenti della scuola Austriaca. Lo scetticismo è sempre andato a braccetto con suddetta scuola, si è sempre vista relegata in un angolo dalla corrente mainstream. Forse perché non regala sogni. Forse perché non ama abbellire la realtà con dei fronzoli. La racconta per quello che è. Le sue tesi sono scomode, ma pertinenti in un ambiente di sana concorrenza ed auspicata libertà.

Ma forse perché quest'ultima è la più stuprata delle "donne," allora nessuno la vuole più. Ma nel corso del tempo, spiegazioni dopo spiegazioni e traduzioni dopo traduzioni, sono riuscito a presentare un manifesto adeguato alla causa Austriaca in modo da rendere il più semplice possibile l'avvicinamento e l'approccio con la materia che si prefigge di studiare la più fondamentale delle caratteristiche dell'uomo: l'azione umana.

Di certo non sono un professore o un emerito luminare del campo. Sono un semplice individuo che è cresciuto insieme a voi, lettori del blog, facendo un percorso di scoperta continua attraverso i meandri labirintici dell'attuale paradosso chiamato Terra. Non è stato facile. Ha richiesto molto tempo approfondire i vari aspetti che si celavano dietro ogni dichiarazione, dietro ogni relazione, dietro ogni vertice politico. Quello che mi ha sempre aiutato ad affrontare le difficoltà che si ergevano tra me e la conoscenza è stato avere alle spalle una solida teoria che sin dal 1912 ha accompagnato Mises nella sua analisi delle imprevedibilità dell'azione umana.

Nonostante Carl Menger sia il fondatore della scuola d'economia Austriaca, credo che i maggiori meriti per la sua diffusione vadano per forza di cose ad uno dei suoi epigoni: Ludwig von Mises. L'ispirazione che ho potuto trarre dai suoi scritti e dalle sue riflessioni ha contribuito a plasmare e a far evolvere il pensiero che circonda il progetto Freedonia. La pietra miliare che rappresenta l'Azione Umana non ha eguali nella letteratura Austriaca. Nessun autore è riuscito ad eguagliare la potenza accademica che ha rappresentato l'opera magistrale messa insieme dallo scrittore Austriaco.

Forse Economia In Una Lezione di Hazlitt potrebbe avere lo stesso carico evocativo e carismatico del libro di Mises, ma non credo sia in grado di tenere testa alla completezza e alla sintesi (tanto esaustiva quanto succinta) che l'Azione Umana incarna nell'ambito del pensiero economico in generale.

Nonostante ciò, tali personaggi sono stati dei fari che con la loro luce hanno illuminato le strade che l'azione umana dipana dinanzi ad ogni individuo. La cosa coinvolgente di tale scuola è che non traccia essa stessa una strada. Non bisogna seguire cammini predeterminati. Non esiste un percorso uguale per tutti. Siamo diversi perché siamo individui. Abbiamo cose in comune ma non siamo fatti con lo stampino. Le cose che ci accumunano ci permettono di unire le nostre idee e sforzi per cooperare e migliorare la nostra posizione. Ognuno di noi ha un diverso percorso in mente da raggiungere; ognuno ha i propri scopi a cui adempiere. I nostri valori sono assolutamente diversi da quelli degli altri, il soggettivismo che riempie la ragione dell'essere umano rende ogni individui insondabile dal punto di vista predittivo ma analizzabile dal punto di vista "prasseologico." La prasseologia è quella scienza, messa a disposizione da Mises agli studiosi della scuola Austriaca, con cui possiamo studiare e analizzare le azioni altrui. Ecco la rivoluzione nel pensiero economico avanzato dall'Austrismo. Il singolo è in grado di determinare i propri vantaggi dalle azioni che può compiere. La responsabilità con cui la scuola Austriaca ricopre il singolo individuo è qualcosa di assolutamente eccezionale.

Infatti, come diceva Mises, "nell'economia di mercato ognuno è l'ingegnere del proprio successo." Ognuno di noi, attraverso l'analisi ponderata e ragionata delle proprie azioni, cerca di scegliere quelle situazioni in cui operare per massimizzare due delle componenti più preziose al mondo: tempo ed efficienza. La scuola Austriaca fa dell'essere umano un adulto. Gli fornisce tutti gli strumenti di cui ha bisogno per operare al meglio le sue scelte.

E le scelte migliori possono essere effettuate quando l'individuo è privo di ostacoli artificiali posti sul suo cammino. L'ambiente di mercato è reso puro dall'assenza di vincoli posti da terze parti sulla strada di qualsiasi essere umano. Solo questa condizione è in grado di garantire la genuinità delle scelte di mercato in accordo e in coordinazione con altri segnali presenti nel panorama economico. In questo campo, Murray Rothbard ha contribuito ad integrare la scuola Austriaca con i principi del libertarismo che attraverso i diritti di proprietà hanno dato origine ad una delle teorie sociali ed economiche più complete che esistano al mondo. Entrambe le linee di pensiero si incastrano e si compensano favorendo e promuovendo quell'agognata "società migliore possibile" in cui vivere.

Viene suggerita una strada? No. La libertà di associazione è una componente fondamentale di questa teoria. E' questo che la rende pragmaticamente realizzabile e perseguibile in accordo con le azioni degli individui. Rothbard, infatti, voleva sottolineare l'inefficienza del sistema statale e di come sia possibile superarlo poiché esso non rappresenta l'arrivo del progresso umano.

In un senso profondo, nessun sistema sociale, sia anarchico che statale, può funzionare a meno che la maggior parte delle persone siano "buone", nel senso che non siano tutte desiderose di assaltare e rapinare il loro prossimo. Se tutti fossero così disposti, nessuna quantità di protezione, sia statale che privata, potrebbe riuscire ad evitare il caos. Ancora, più la gente è disposta ad essere pacifica e a non aggredire il prossimo, più tutto il sistema sociale funzionerà con successo e meno le risorse dovranno essere dedicate alla protezione della polizia. Il punto di vista anarchico afferma che, data la "natura dell'uomo", dato il grado di bontà o di malvagità in un qualunque punto temporale, l'anarchismo aumenterà le occasioni per il bene e minimizzerà i canali per il male. Il resto dipende dai valori osservati dai diversi membri della società. Unico ulteriore punto che deve essere affermato è che, eliminando l'esempio vivente e la legittimità sociale del vasto crimine legalizzato dello stato, l'anarchismo in larga misura promuoverà i valori pacifici nelle menti delle persone.

Non possiamo naturalmente occuparci in questa sede dei numerosi argomenti a favore dell'anarchismo o contro lo stato, morali, politici ed economici. Né possiamo prendere le vari merci e servizi ora forniti dallo stato e mostrare come gli individui e i gruppi privati potrebbero assicurarli in modo molto più efficiente sul libero mercato. Qui possiamo occuparci soltanto della zona forse più difficile, la zona dove si presuppone quasi universalmente che lo stato debba esistere ed agire, anche soltanto come "male necessario" anziché come bene positivo: il regno vitale della difesa o protezione della persona e della proprietà contro l'aggressione. Certamente, si sostiene universalmente, lo stato è una necessità vitale almeno per fornire la protezione della polizia, la risoluzione giudiziaria delle dispute e l'applicazione dei contratti, e la creazione della legge in sé che deve essere fatta rispettare. La mia obiezione è che tutti questi servizi di protezione evidentemente necessari possono essere forniti in modo soddisfacente ed efficiente dai privati e dalle istituzioni sul mercato libero.

Un avvertimento importante prima di arrivare al corpo centrale di questo documento: le nuove proposte come l'anarchismo vengono quasi sempre misurate contro il presupposto implicito che il sistema presente, o statale, funzioni a perfezione. Tutte le lacune o difficoltà con l'immagine della società anarchica sono considerate responsabilità nette e sufficienti per scartare l'anarchismo come irraggiungibile. In breve, è supposto implicitamente che lo stato stia facendo alla perfezione il suo lavoro auto-assunto di protezione della persona e della proprietà. Non possiamo qui entrare nelle ragioni per le quali lo stato è destinato a soffrire inerentemente difetti e inefficienze gravi in una tal operazione. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ora è di indicare il primato negativo e senza precedenti dello stato attraverso la storia: nessuna combinazione di malfattori privati può possibilmente essere paragonata all'incessante record di furti, confische, oppressione e omicidio di massa dello stato. Nessuna collezione di mafiosi o privati rapinatori di banche può anche solo cominciare ad essere paragonata a tutte le Hiroshima, Dresda e Lidice e simili nella storia dell'umanità.

Lo sforzo letterario in cui si può osservare meglio questa teoria Rothbardiana è presente nel libro L'Etica della Libertà.

L'interferenza di terze parti nelle azioni degli individui conduce solamente a squilibri nel tessuto economico, perché scoordina la rete dei segnali economici che direzionano verso una crescita genuina l'intera economia. Questo infatti conduce l'uomo ad una progressiva de-responsabilizzazione dalle sue azioni, portandolo a concludere che ci sarà sempre qualcuno "superiore" in grado di correggere qualsiasi errore di qualsiasi natura. L'ammontare di conoscenza atta a validare questa tesi è umanamente impossibile. Nessuno è in grado di controllare tutte le variabili dell'azione umana. Quindi, tale de-responsabilizzazione tende a trasformare l'adulto della versione di Mises, in un bambino capriccioso nelle mani del burocrate di turno (saggio per definizione). In questo modo qualsiasi pianificazione centrale vuole soffocare l'azioni degli individui portandoli ad agire il più predittivamente possibile. Ma una tale struttura di cose è impossibile proprio perché la natura delle cose prorompe inesorabilmente, data la diversità degli individui.

Quindi basta una semplice anomalia per innescare un crollo sistemico dell'apparato costruito puntigliosamente su binari, in realtà, di cartapesta. La centralizzazione tenta quindi di tenere ferma la sua mano sulle decisioni degli individui trascinandoli ineluttabilmente in quella che Hayek chiamò The Road to Serfdom. Il sistema dei prezzi viene falsato e con esso la corretta informazione nel panorama economico. La pianificazione centrale deve quindi tenere crescentemente sotto controllo ogni minuscolo aspetto presente nel tessuto economico, perché altrimenti la più piccola distrazione potrebbe portare ad un crollo dell'intero apparato.

Questo stato di cose è insostenibile nel lungo periodo e tenderà sempre a disintegrarsi sotto i piedi di una restaurazione direzionata dalle forze di mercato.

L'evidenza apodittica dell'azione umana è la base su cui la scuola Austriaca fonda le sue lezioni, e questo blog nel corso del tempo ha cercato di essere una fonte costante di informazioni dalla cascata di deduzioni che si possono estrarre dall'osservazione della realtà partendo dal suddetto assioma. Sono, infatti, riuscito nel mio intento grazie soprattutto al supporto di voi lettori che avete trovato interesse in questa scuola di pensiero economico. Freedonia è prosperata perché, a quanto pare, ha soddisfatto la vostra sete di conoscenza e continua a soddisfarla ogni giorno con nuovo materiale.

Devo ringraziare anche il neonato sito Mises Italia che mi ha fornito una vetrina più ampia e mi ha permesso di allargare il mio bacino di utenti. Non posso dimenticare anche altri siti che mi hanno fornito un buon trampolino di lancio: Rischio Calcolato, Usemlab, Animal Farm, Il Portico Dipinto, Movimento Libertario. Il loro appoggio si è rivelato determinante in questi anni in cui sono stato sull'onda del web. Insieme a voi sono stato capace di diffondere ad un crescente numero di persone il messaggio della Scuola Austriaca e spero di poter contare sulla vostra collaborazione futura per continuare questo viaggio insieme, almeno finché ne sarò in grado.

La mia speranza è che il materiale che troverete su queste pagine sia sempre all'altezza della vostra attenzione e contribuisca attivamente alla diffusione di un messaggio di libertà, pace e prosperità. E se vorrete contribuire attivamente affinché il blog venga aggiornato costantemente e presenti migliori contenuti, non esitate a lasciare un contributo cliccando sul pulsate Paypal. Grazie, e... Superibimus!






19 commenti:

  1. Grazie per il tuo ottimo lavoro, in attesa di leggere altri mille e articoli, ed altri ancora dopo :-)

    A presto

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  2. Ciao Santa.

    E' un piacere vederti da queste parti. Considero davvero di buon auspicio il tuo commento. :)

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  3. Grazie a te, Francesco, per il costante impegno e per gli articoli di spessore che con pazienza traduci e per i megapost che confezioni tu...

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  4. Ciao Moreno.

    Ti ringrazio. Puoi stare certo che i megapost non mancheranno. :'D

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  5. Mille complimenti. E grazie mille.
    Di strada ce ne è ancora moltissima da fare verso una libertà compiuta. Soprattutto ora che la direzione è opposta.
    Bisognerebbe almeno onorare queste parole di Thomas Jefferson: è il governo che deve temere il popolo, non il contrario.

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  6. Ciao Andrea.

    >Soprattutto ora che la direzione è opposta.

    E lo sarà finché il buon senso purtroppo farà parte di una cerchia ristretta di "specialisti" del campo. Il resto della popolazione potrebbe riscoprirne un pò vedendo quello che è in realtà la cosiddetta partecipazione democratica: una menzogna.

    Verificheremo alle prossime elezioni.

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  7. Tu ringrazi me?
    Io ringrazio te!!!!

    Mauro Gargaglione

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  8. Aveva compreso e ben descritto tutto DeRoberto ne I Vicere oltre un secolo fa.
    Tutto deve cambiare affinché tutto resti come prima. E questo è Tomasi di Lampedusa.

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  9. Il trombone ansimante colpisce ancora:
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-12/krugman-europa-salassataroba-medioevo-140350.shtml?cq_mod=1355332077802#comments

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  10. Ciao Mauro.

    Con i nostri grazie abbiamo aumentato il PIL! :'D

    ***

    Ciao Luca.

    >La risposta degli eurocrati - continua Krugman – è di mantenere la rotta. “Prima o poi funzionerà – la fatina della fiducia arriverà”, ironizza. “L’Europa sta diventando il continente dove i tempi felici sono sempre dietro l’angolo”.

    Ancora con la stronzata della "fatina della fiducia." Basta pronunciargli J.B. Say per farlo correre a gambe levate.

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  11. andrea, stasera omaggio alle tue citazioni, da vero intenditore

    luca, sai che ti dico? per una volta krugman ha ragione, la sua analisi su monti è ineccepibile. è la sua cura che è ridicola. ma sai che ti dico? preferisco la cura kruman a quella monti. monti ci leva, krugman leverà ai creditori, ma un po di baldoria per un altro breve periodo è assicurata. basta convoncere i creditori che l'euro è come il titanic, inaffondabile.
    poi dopo, fatti loro, noi intanto intaschiamo e... convertiamo...

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  12. Congratulazioni! a 2000 allora. ;)

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  13. Godbarc a prescindere dalla bontà tecnica dell'analisi su monti, Krugman che critica mario monti è come un medico che somministra rum come cura ad un cirrotico contesti la cura di un'altro medico che somministra al medesimo cirrotico solo vodka

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  14. dovresti rendere pubblico nella home page del blog il tuo indirizzo Bitcoin però :) Tomas

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  15. Grazie per quello che ho potuto conoscere nell'ultimo anno e mezzo grazie a te e a Usemlab, ogni giorno il primo sguardo e sul tuo blog..... quale intrigante articolo ci proporrá oggi?
    Luca

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  16. Grazie anche da parte mia, il tuo lavoro è davvero prezioso.

    Alfoja

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  17. Ciao fabristol.

    Doverosamente, ricambio l'augurio ;)

    ***

    Ciao Tomas.

    Appena finisce di sincronizzare sta benedetta rete (ho scaricato l'ultima versione del software) pubblico l'indirizzo. ;)

    ***

    Ciao Luca.

    Meno male, credevo che i più bazzicassero da queste parti per vedere quale ultima pirlata avesse sparato Krugman e l'allegra combriccola Keynesiana. :'D

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  18. Ciao Alfoja.

    Mantenere l'asticella dell'attenzione alta è complicato, ma sono orgoglioso che il pubblico sia ancora entusiasta ogni volta che viene pubblicato un nuovo post. :-)

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