mercoledì 19 dicembre 2012

Bernanke espande ulteriormente la posizione monetaria

"Il più consigliato dei rimedi suggeriti è la misura anticiclica dei lavori pubblici e nell’incremento di spesa in imprese pubbliche. L’idea non è nuova come i suoi sostenitori vorrebbero farci credere. Quando, in passato, c’era una depressione, l’opinione pubblica domandava sempre ai governi di impegnarsi in lavori pubblici per creare impieghi e arrestare il calo dei prezzi. Ma il problema è come finanziare questi lavori pubblici. Se il governo tassa i cittadini o prende in prestito da loro, non aggiunge nulla a quello che i Keynesiani chiamano domanda aggregata. Affievolisce la capacità dei cittadini privati di consumare o di investire nella stessa misura in cui aumenta la propria. Se, invece, il governo ricorre ai metodi inflazionistici di finanziamento, rende le cose peggiori, non migliori. In tal modo può rinviare per qualche tempo il crollo. Ma quando arriva l’inevitabile redde rationem, la crisi è tanto più grave, quanto più a lungo il governo l’ha ritardata." -- Ludwig von Mises
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di Frank Shostak


Mercoledì 12 Dicembre 2012, i responsabili delle politiche della FED hanno annunciato che aumenteranno il loro principale strumento di stimolo aggiungendo $45 miliardi di acquisti mensili del Tesoro al programma esistente di acquisto di $40 miliardi di debito ipotecario al mese.

Questa decisione rischia di incrementare il bilancio della FED dagli attuali $2.86 bilioni a $4 bilioni entro la fine del prossimo anno. I responsabili politici hanno anche annunciato che una politica di tassi di interesse quasi a zero rimarrà intatta fino a quando il tasso di disoccupazione resterà superiore al 6.5% e il tasso di inflazione non sarà superiore al 2.5%.

La maggior parte dei commentatori è del parere che il Presidente della FED Ben Bernanke e i suoi colleghi siano assolutamente impegnati nell'evitare gli errori dei Giapponesi negli anni '90 e quelli della banca centrale Americana durante la Grande Depressione. Su questo Bernanke ha detto che,

Un ritorno alla prosperità richiederà un miglioramento duraturo nel mercato del lavoro, che a sua volta necessita di una crescita economica più forte.

Inoltre ha aggiunto che,

La FED prevede di mantenere un atteggiamento accomodante per tutto il tempo che sarà necessario al fine di promuovere una ripresa economica più forte in un contesto di stabilità dei prezzi.

Ma perché un'altra espansione del bilancio della FED, cioè più pompaggio monetario, rilancierà l'economia? Qual è la logica alla base di questo modo di pensare?

Bernanke è del parere che il pompaggio monetario, mentre l'inflazione nei prezzi rimarrà contenuta, rafforzerà il potere d'acquisto nelle mani degli individui.

Di conseguenza, ciò darà una spinta alla spesa dei consumatori e attraverso il famoso moltiplicatore Keynesiano il resto dell'economia farà altrettanto.

Bernanke, tuttavia, confonde il mezzo di scambio, vale a dire il denaro, con i mezzi di pagamento che sono beni e servizi.

In un'economia di mercato ogni individuo scambia ciò che ha prodotto col denaro (il mezzo di scambio) e poi scambia il denaro per altri beni. Ciò significa che finanzia l'acquisto di altri beni mediante i beni che ha prodotto.

Mises, parafrasando Jean Baptiste Say, sosteneva che,

Le merci, dice Say, in definitiva non sono pagate col denaro, ma con altre merci. Il denaro è solo il mezzo comunemente usato per lo scambio; svolge solo un ruolo di intermediario. Quello che il venditore in ultima analisi vuole ricevere in cambio delle merci vendute è altre merci.[1]

Stampare più soldi non porterà prosperità, cioè più beni e servizi. Il denaro in quanto tale non produce nulla.

Secondo Rothbard,

Il denaro, di per sé, non può essere consumato e non può essere utilizzato direttamente come bene dai produttori nel processo produttivo. Il denaro di per sé è quindi improduttivo; è uno stock morto e non produce nulla.[2]

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, non vi è alcun bisogno di maggior denaro per far girare l'economia. Su questo argomento Mises disse,

I servizi che offre il denaro non possono essere né migliorati né riparati modificando l'offerta di moneta. [...] La quantità di denaro disponibile in tutta l'economia è sempre sufficiente per garantire a tutti quello che il denaro è in grado di compiere.[3]

Stampare più soldi provoca solo una deviazione di beni da quegli individui che li hanno prodotti verso coloro che non hanno prodotto nulla, cioè i possessori di denaro appena stampato.

Secondo Mises,

Un punto essenziale nella filosofia sociale dell'interventismo è l'esistenza di un fondo inesauribile che può essere spremuto per sempre. L'intero sistema dell'interventismo crolla quando questa fontana si prosciuga: Il principio di Babbo Natale si liquida da solo.[4]

Quello che è necessario per mettere in moto la prosperità è migliorare e ampliare la struttura produttiva dell'economia. Stampare denaro, tuttavia, compromette l'espansione e il miglioramento delle infrastrutture generatrici di ricchezza.

Ora, se attraverso la stampa di denaro e l'abbassamento dei tassi di interesse si può generare prosperità, perché dopo tutto il massiccio pompaggio da parte della FED le cose non migliorano? – La risposta di Bernanke e dei suoi colleghi è che il pompaggio non è stato abbastanza aggressivo.

Suggeriamo che se il modo di pensare di Bernanke dovesse essere attuato, egli corre il rischio di danneggiare seriamente il processo di produzione di ricchezza e di acuire l'impoverimento economico.

Se la stampa il denaro può creare prosperità, perché tutte le nazioni povere sono ancora povere? – anche queste nazioni hanno anche le banche centrali e sanno bene come stampare denaro. Un buon esempio recente in questo senso è lo Zimbabwe.

Anche se dovessimo accettare che la FED debba pompare denaro per rilanciare l'economia, ci sarebbe ancora il problema delle banche che si rifiutano di incanalare il denaro pompato nell'economia.

Bisogna rendersi conto che dopo essere state gravemente danneggiate nel corso del 2008, le banche sono riluttanti a concedere prestiti col denaro pompato dalla FED.

Per il momento, le banche preferiscono ancora sedere sul loro denaro piuttosto che prestarlo in modo aggressivo. (Imbarcarsi in prestiti "dal nulla" su larga scala.) Gli ultimi dati per la settimana terminata il 12 Dicembre indicano che le riserve in eccesso delle banche sono aumentate di $25 miliardi dalla fine di Novembre, ora pari a $1.464 bilioni.

Suggeriamo che dobbiamo essere grati alle banche per aver resistito fino ad ora dal prestare quel denaro – hanno impedito un enorme disastro economico. Ovviamente, se la FED dovesse costringere le banche a spingere tutto quel denaro nell'economia allora ciò infliggerebbe gravi danni la cui risoluzione richiederà tempi molto lunghi.





Sintesi e conclusione

Mercoledì scorso i responsabili delle politiche della FED hanno annunciato che aumenteranno il loro principale strumento di stimolo aggiungendo $45 miliardi di acquisti mensili del Tesoro ad un programma esistente che prevedeva l'acquisto mensile di $40 miliardi di debito ipotecario. Questa decisione rischia di far lievitare le dimensioni del bilancio della FED dagli attuali $2.86 bilioni ai $4 bilioni entro la fine del prossimo anno.

Il presidente della FED, Ben Bernanke, l'iniziatore di questo piano, è del parere che il pompaggio monetario aggressivo rafforzerà l'espansione economica degli Stati Uniti. Riteniamo che senza la collaborazione delle banche, il massiccio pompaggio della FED è improbabile che entri nell'economia.

Riteniamo che se le banche dovessero spingere nell'economia il denaro che la FED sta pompando, ciò infliggerà gravi danni alla capacità dell'economia di generare ricchezza reale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Ludwig von Mises, Lord Keynes and Say’s Law, The Critics of Keynesian Economics, redatto da Henry Hazlitt, University Press of America 1983, p. 316.

[2] Murray N. Rothbard, Man, Economy and State (Los Angeles: Nash Publishing, 1970), p.670.

[3] Ludwig von Mises, Azione Umana, (Auburn, AL: Ludwig von Mises Institute, 1998) pp. 418.

[4] Ludwig von Mises, Azione Umana, capitolo 36 La Crisi dell'Interventismo.

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17 commenti:

  1. Possibile che venerdì 21 non succeda proprio nulla?
    Né sul piano finanziario né sul piano geopolitico?
    Eppure è un'occasione troppo ghiotta...
    Cosa dovrebbe accadere di così clamoroso da passare alla storia come il giorno in cui...
    La Cina sfida lo status quo rendendo convertibile in oro la propria valuta?
    La Germania esce dall' euro?
    Monti ufficializza le dimissioni e si indicono elezioni per decidere chi dovrà applicare le politiche dettate da BCE e BuBa?

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  2. la cina ha troppo poco oro per la convertibilità (significherebbe che da domani non esportano più nulla), non sufficiente mercato interno, pochissima influenza geopolitica, conflitti nella sua stessa area (corea del sud, giappone), pochissima leadership, quasi nulle alleanze con paesi che contano. inoltre sta indietro con le armi. e quando i suoi cittadini cominceranno ad ammalarsi per vecchiaia ed inquinamento dovranno decidere se buttarli nei fossi o curarli, il che costa. non è quindi pronta per sfidare gli usa, e l'occidente. fare affidamento sulla cina per risollevare il mondo dalle ingiustizie, anche fosse solo quella monetaria, non è ipotizzabile.
    sull'articolo, se io mi stampo degli euro di nascosto, vedi se cambia la mia posizione personale. è cosi che fanno gli usa. i discorsi dei nostri "padri", da mises a rothbard, sono giusti, di più: sacrosanti, economicamente e moralmente. ma teorici. non tengono conto della guerra attraverso la moneta, la cultura, i media, il concetto di democrazia e quello di diritti umani e dei lavoratori, le armi stesse. se gli usa stampano ed il mondo accetta i suoi soldi, la quantita di produzione globale ovviamente non cambia, ma loro vivono di rendita. allora bernanke espande.

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  3. Ciao a tutti.

    Vorrei esordire con questo passaggio da Wiki, così sti Maya ce li togliamo dalle palle una volta per sempre. :'D

    Per quanto riguarda l'Europa non credo che nessuno uscirà dall'Unione, nemmeno la Germania per salvare ciò che resta della produttività della sua economia. Lo status quo è più potente di qualsiasi altra preoccupazione; c'è voluto molto tempo per abbellire l'attuale prigione, è controproducente smantellare tutto per qualcosa che non può essere aggiustato con la stampante (almeno secondo loro...).

    Sulla Cina ha ragione gdbarc. Senza contare i casini interni derivati dalle bolle gonfiate dalla stampa allegra di yuan. La Cina non era come De Gaulle (che invece rischiava una mitragliata ogni passo che faceva).

    Sugli USA invece un paio di considerazioni. Gli Stati Uniti sono oggi quello che sono e il dollaro gode dello status di "valuta di riservra mondiale" grazie alla loro Costituzione. La loro conformità alla pratica comune di tutti gli stati ad operare il monopolio della violenza sul territorio li ha ridotti ad un ricettacolo di menzogne e ruberie: hanno venduto la loro anima, e come in Dorian Grey la loro costituzione invecchia mentre lo stato rinvigorisce a spesa della sua popolazione.

    Per essere giudicabile lo stato non deve avere l'esclusiva della violenza: è per questo che i Padri Fondatori degli Stati Uniti hanno messo ben in rilievo nella Costituzione, oltre che la predominanza del potere decentrato (Stati e Contee) su quello Federale eletto con un sistema per forza di cose non cosi' diretto ("no taxation without representation" era il motto della Rivoluzione ed ancora oggi, anche se il diritto è diventato il rovescio, la tassa sul reddito e' illegale negli USA, perche' i cittadini non sono veramente rappresentati a livello federale), il diritto a possedere e portare armi ed a formare milizie di cittadini che possano impedire al governo di avere l'esclusiva della violenza legale.

    Poi le cose sono andate come sappiamo, ma almeno sulla carta quelle cose restano, e definiscono uno stato liberale. E, almeno sulla carta, l'unico stato liberale rimasto (e l'unico mai realizzato) è sempre gli USA, anche se in pratica non lo è più da parecchio tempo. Quel che ha avuto il sopravvento è una specie di Trozkysmo Razzista Plutocratico (tanto per rendere l'idea... forse).

    In questo ambiente viene spinta in avanti la presunta "libertà" degli Stati Uniti e il loro amore per questa che li sprona ad intervenire in ogni dove. La popolazione è assueffata a questo mito, così come lo sono gli investitori che come ultima spiaggia si fideranno dello zio Ben. E' per questo motivo che la maccihna Statunitense ha potuto correre nonostante gli errori accumulati nel corso del tempo.

    Come nel resto delle cose, il suo è un bluff di "libertà." I pianificatori centrali lo sanno. La popolazione lo scoprirà quando le promesse dello stato verranno infrante. Il default è inevitabile, così come svegliarsi una mattina e guardandosi allo specchio scoprire che il migliore individuo su cui fondare un cambiamento di paradigma è l'immagine riflessa.

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  4. Parole sensate gdbarc.
    Soprattutto dopo aver riso a crepapelle per il programma politico in fieri del presidente della mia squadra...
    Guarda che tifoso antagonista ma onesto che hai incontrato online...
    ;D

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  5. francesco, l analisi sugli states mi trova concorde. finche il bluff dura, fa verdura. è questo che intendevo quando ho scritto che vivranno di rendita fin quando potranno;cioè fin quando gli crederanno, che è appunto dare credito, od esporteranno la libertà. che siccome costa, gli importatori pagano a caro prezzo. è ovvio che prima o poi i bluff vengono a galla. ma, e so che siamo d accordo anche su questo, l unica forma teorica di liberta sta lì. non considero l australia ed il canada per il loro isolamento. ed il canada in piu ha reminescenze socialisteggianti, da un opprimente ssn alle derive del francofono quebec. grazie al cielo impedite dalla storia, posizione geografica, cultura del "wild" degli abitanti, melting pot, vastita del territorio e densità bassa, spirito di liberta nell aria. e non solo in teoria, gli usa hanno anche la sola gente che vuole ed anela davvero alla libertà. e piu si renderanno conto, piu si incazzeranno. non cosi in europa, dove vogliamo la solidarieta, l eguaglianza e la fraternita,lo stato sociale. da noi questi termini sono feticci. dagli usa dunque partira la rinascita.

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  6. che dirti, andrea: votare lotito o moggi? w la lazio!!!

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  7. >gli usa hanno anche la sola gente che vuole ed anela davvero alla libertà. e piu si renderanno conto, piu si incazzeranno. non cosi in europa, dove vogliamo la solidarieta, l eguaglianza e la fraternita,lo stato sociale. da noi questi termini sono feticci. dagli usa dunque partira la rinascita.

    Hai centrato il punto, gdbarc.

    Nel frattempo, anche lo zio Mario si impegna a tener su la baracca spruzzando mirra sui cadaveri: ECB Again Accepting Greek Bonds As Eligible Collateral

    E guardate poi che succede: Standard & Poor's hikes Greek rating by six notches

    Un mare di risate. Ormai i mercati sono saltati e non si capisce più cosa sia davvero il rischio.

    Sul disgregamento dello stato vi prometto che ne riparleremo la settimana prossima con un paio di articoli succulenti.

    Stay tuned.

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  8. Mi sfugge ancora, non essendo un economista puro, come possa una politica di espansione monetaria con interessi a zero riuscire a mantenere un inflazione al 3%. Potete spiegarmelo?

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  9. Ciao Luca.

    Fondamentalmente per questo motivo:

    http://research.stlouisfed.org/fredgraph.png?g=dV5

    Quel denaro è rimasto nel circuito finanziario. Una volta che le banche torneranno a prestare saranno dolori...

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  10. Cioè vorresti dire che dal 2011 al 2012 le riserve liquide sono aumentate di 400 MILIARDI?

    Ma se gli interessi sono prossimi allo zero come non fa ad esserci una esorbitante domanda di prestiti? non mi dire che il deleveraging degli americani sia così forte da resistere a questa ghiotteria

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  11. le banche stanno ricapitalizzando le perdite. il denaro resta nella banca perchè è stato già perso prima. in europa con la differenza tra quanto pagano il denaro ed il tasso che prendono dall'acquisto dei titoli di stato, si rifanno dei crediti inesigibili. il tasso sui titoli di stato va nei bilanci pubblici. e nelle tasse. insomma, con le tasse ricapitalizzno le perdite. chi pensi che paghi, se non le persone, l'haircut alla grecia? quindi l'inflazione non c'è perchè c'è stata. e col cavolo è stata 3%. dati fasulli. perchè pensi che stanno sempre a domandare piu produttività? perchè non ce ne sta mai abbastanza? se non spremono sempre più il limone, sono dolori. "inventate cose nuove, materiali, processi, costo del lavoro". solo cosi si tengono i prezzi non in superinflazione e barando sul paniere degli indici (coi vecchi saremmo sul 10% annuo). ed importando le camicie dalla cina. li costano 0. solo la globalizzazione ha impedito il delirio sui prezzi. la camicia dalla cina non costa come quella dal sarto. ma nell'indice prezzi sempre una camicia è. poi, infine il capolavoro: lo scambio delle preferenze. non si va più in yacht ma in gommone. non ci si mette piu le camicie ma le t-shirt. quindi il costo della vita è lo stesso!!!! ma prova sulle case: 40 anni fa la stessa quantità d'oro, poco più: circa il 15-20% oggi per l acquisto. in termini di quanti stipendi, da 100 a 1000. insomma, i numeri sono truccati. come al solito.

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  12. http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=954:il-risanamento-delle-banche&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176

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  13. Ciao Francesco, oggi leggevo questa ghiotta notizia: "I was just speaking to a Chinese diplomat and I said to their diplomat, ‘Your two most important commodities are water and gold.’ And this diplomat said to me, ‘Yes, we need gold to back up the yuan.’ Well this diplomat realized very quickly they had made a terrible mistake in admitting that and began to back off and stated, ‘No, it’s not to back the yuan. It’s because of jewelry.’ But it was too late, the horse had left the barn so-to-speak.

    So the Chinese get this in spades. The only way for them to become the world’s powerhouse and continue accumulating materials in the resource war is if they have a currency that’s backed up by gold or they have the actual physical gold itself.

    The bottom line here is that when I see gold engaged in one of these drops I know it doesn’t make any sense. The Chinese let the price of gold dip because they are smart buyers and we are playing into their hands with this ridiculous manipulation."

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  14. Ciao Niki.

    Bel colpo. Ma la Cina non è l'unica nazione che l'ha capito: Brazil Doubles Gold Reserves In Last 3 Months

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  15. Ciao,
    ti leggo spesso e provo capire quello che scrivi, anche se molte cose sono difficili da capire per chi non ha studiato economia. Ma ormai ho ben chiari tutti i problemi relativi al Fiat money, in primo luogo l'inflazione e la stagflazione. (Quando Ferrara ha cominciato a blaterare che la banca centrale europea dovrebbe comprare debito e stampare denaro, ho smesso di considerarlo una figura di riferimento).
    Tuttavia, ho una domanda su Giappone. Perché un paese col 220% di debito, in cui la banca centrale fa di tutto e di più, c'è una terribile deflazione? Non dovrebbe esserci piuttosto un terribile inflazione, considerando che la banca centrale stampa denaro per ripagare i debiti sovrani? Oppure non lo fa? Grazie.

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  16. Ciao reginadigiove.

    E' un piacere averti come lettrice assidua.

    Ma andiamo subito al punto. Sul Giappone ho scritto un paragrafo in questo articolo della scorsa settimana (semmai non l'avessi letto). Lì ho fatto un po' il punto sulla sostenibilità del loro debito e del loro deficit. Ma non ho analizzato la situazione per quanto riguarda l'inflazione. Lo farò brevemente ora.

    In Giappone, sin dal collasso della sua economica alla fine degli anni '80, ha perseguito un atteggiamento accomodante verso quelle entità invischiate nei vari investimenti improduttivi (es. le banche). Ma questo ha dato origine ad una serie di conseguenze: i sportelli ATM sono alquanto rari, le carte di credito sono più rare del tartufo bianco e il mercato del credito al consumo è per lo più sepolto. Le banche, infatti, sono iper-regolamentate (non ho ben capito però se per impedire prestiti rischiosi o per forzare certi prestiti in aree specifiche) e questo vuol dire che ci sono meno persone disposte ad entrare o rimanere nel business bancario.

    Inoltre, i Giapponesi sono stati testimoni del salvataggio delle peggiori banche, quindi il governo ha perso il loro rispetto e fiducia. Senza contare che le politiche Keynesiane hanno imperversato nella linea politica monetaria di quel paese. Tutte queste cose puntano a due indizi:

    1. La sfiducia nell'economia spinge i Giapponesi a risparmiare pesantemente.

    2. Tassi di interesse incredibilmente bassi e la sfiducia nelle banche scoraggiano il risparmio nelle banche.

    Così, al pompaggio della BoJ le persone tolgono dalla circolazione la maggior parte del denaro stampato attraverso i risparmi. Inoltre, le banche non possono creare denaro attraverso la riserva frazionaria e i prestiti perché i depositi languono.

    Finché questo denaro rimane parcheggiato nei risparmi individuali e non arriva in circolo, la baracca va avanti; ma basterebbe un piccolo aumento dell'inflazione nei prezzi per scatenare il panico. LA stessa cosa vale per i tassi dei bond del Tesoro.

    Il Giappone si trova esattamente nella prima fase del crack-up boom Misesiano: "L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica inflazionistica. Lo stimolo inflazionistico funziona fintanto che la casalinga pensa: "ho un disperato bisogno di una padella, però i prezzi sono troppo alti, aspetterò che scendano."

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  17. Grazie per la risposta dettagliata. L'altro articolo non lo avevo ancora letto, lo farò adesso. Così la prossima volta che i keynesiani dicono che in Giappone le politiche keynesiane hanno funzionato alla grande, saprò rispondere per le rime.

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