La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/know-your-customer-il-silenzioso)
La minaccia del “know-your-customer” (KYC) non è in arrivo, è già qui. E non è arrivata tramite un divieto nazionale o un ordine esecutivo di emergenza, si è presentata silenziosamente con una casella da spuntare e un accordo sui Termini di Servizio.
Mentre gli influencer parlano di CBDC e bitcoin sintetici, il vero sistema di controllo è già stato implementato: il Know-your-customer.
Nessun dramma, niente distopie; solo regolamentazione, normalizzazione e accettazione.
Ma la conformità non è neutrale: è l'infrastruttura del controllo finanziario e se continuate a consegnare la vostra identità per accumulare sat, non state comprando la libertà; state finanziando la vostra gabbia.
Il vero vettore di attacco dal KYC
Le normative KYC vengono pubblicizzate come una protezione contro il riciclaggio di denaro e le frodi. La cornice è la sicurezza; la realtà è la tracciabilità.
Nel momento in cui collegate la vostra identità a Bitcoin tramite la registrazione a un exchange – una bolletta allegata, un passaporto caricato – perdete proprio l'autonomia che Bitcoin è stato progettato per preservare. Non è importante cosa fate; è importante chi siete.
Una volta creato il collegamento, ogni transazione diventa tracciabile. Questa non è una teoria, è il modo in cui il sistema funziona già.
Il Canada ha congelato i conti bancari in base alle donazioni politiche; il Regno Unito arresta i manifestanti utilizzando il riconoscimento facciale; gli Stati Uniti eseguono mandati di geofence senza alcun sospetto.
Aggiungete il KYC a questo apparato e avrete creato una macchina di sorveglianza chiavi in mano. Niente citazioni in giudizio, niente accuse, solo liste nere silenziose e prelievi bloccati.
Non avete trovato strano che abbiano arrestato gli sviluppatori di mixer, come Whirlpool e Tornado Cash, invece dei criminali che li hanno utilizzati?
KYC è centralizzazione per progettazione
Gli stati non avevano bisogno di mettere fuori legge Bitcoin; avevano solo bisogno di sapere chi lo utilizzava.
La combinazione di exchange centralizzati, registri KYC e analisi comportamentale trasforma ogni acquisto di bitcoin in un percorso guidato. Ogni prelievo da Coinbase o Kraken diventa parte di un profilo registrato, indicizzato e archiviato.
Quando gli enti regolatori parlano di “conformità”, intendono questo: pipeline di dati utilizzabili, UTXO sanificate ed etichettate, un ecosistema completamente mappato di wallet collegati a nomi reali e indirizzi IP.
Ciò che stanno costruendo non riguarda la lotta alla criminalità; si tratta di etichettare preventivamente il dissenso.
Voi siete l’honeypot
L'aspetto più pericoloso del KYC è che non sembra pericoloso. Non c'è nessuna sirena, nessun allarme rosso. Solo pochi moduli, una verifica telefonica... forse un bonus se vi iscrivete oggi.
Ma ogni modulo che compilate alimenta questa macchina. Non solo per voi, ma per tutti coloro con cui interagite.
Il KYC non è solo sorveglianza, è contagioso.
Un singolo wallet collegato all'identità compromette la privacy di ogni indirizzo che tocca. Le società di analisi delle blockchain non hanno bisogno di conoscere tutti, hanno solo bisogno di conoscere qualcuno. Una volta stabilito questo punto di ancoraggio, la mappatura diventa matematica.
Non state accumulando sat, state accumulando prove.
L'uscita è una sentenza di morte
Questa è la fase di accumulo, la proverbiale calma prima della tempesta
Ci troviamo nella stessa situazione pre-repressione che avevamo prima della guerra al contante. Lo schema è familiare:
- Normalizzare la sorveglianza
- Demonizzare la privacy
- Criminalizzare l'autonomia
Il risultato? La maggior parte degli utenti è finita in trappola. Non per paura, ma per comodità.
La cerchia dei “non si sa mai”, quelli che si sono iscritti, hanno fatto il KYC e speravano che non importasse, sono già compromessi. Non perché hanno fatto qualcosa di sbagliato, ma perché hanno lasciato che qualcun altro decidesse cosa non andava.
E una volta che i confini si spostano? Sono già dentro.
“Ma non possono impedirmi di spostare i miei bitcoin e di effettuare transazioni P2P”. Nessuno vuole coin inserite nella lista nera: sarebbero radioattive e inutili.
Cosa richiede la vera privacy
Non esiste alcun link di affiliazione per una vera privacy. Nessuna soluzione tramite app store, nessuno sconto del 10% per l'utilizzo del vostro ID.
Disciplina e piccole decisioni che all'apparenza sembrano avere scarsa portata.
• Acquistare peer-to-peer
• Mining per pulire i wallet
• Utilizzo di strumenti che non registrano i metadati
• Allontanarsi dalle piattaforme che promettono velocità in cambio di obbedienza
Non è affascinante, ma è la differenza tra proprietà e permesso.
Commento finale
Bitcoin non avrebbe mai dovuto essere un sistema educato. Era una via d'uscita. Ma mentre normalizziamo la conformità in cambio dell'accesso, rischiamo di trasformare quella rampa di uscita in un canale regolamentato.
Il KYC non è un dettaglio burocratico, è il silenzioso interruttore di sicurezza per la sovranità.
Non importa quanti sat accumulate se ognuno di essi è registrato, taggato e pronto per la blacklist.
Quindi chiedetevi...
Cosa significa possedere qualcosa?
Se la risposta inizia con un documento d'identità, avete già perso.
Nessun nome, nessun compromesso, nessun ritardo.
Costruitevi la via d'uscita finché potete.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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