mercoledì 6 luglio 2022

Il trattato dell'OMS sulle pandemie: la fine della sovranità nazionale e della libertà

 

 

di Birsen Filip

Anche se gran parte del mondo continua a superare la pandemia Covid-19, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta già guardando avanti e si sta preparando per l'emergere di "altre pandemie e altre importanti emergenze sanitarie". Per garantire che il mondo sia adeguatamente preparato per future pandemie, "l'Assemblea Mondiale della Sanità" ha tenuto una sessione speciale il 1° dicembre 2021, intitolata Il mondo insieme.

L'Assemblea mondiale della sanità è "l'organo decisionale dell'OMS" e "vi partecipano delegazioni di tutti gli Stati membri dell'OMS e si concentra su un'agenda sanitaria specifica preparata dal comitato esecutivo". In suddetta sessione speciale, che in realtà è stata solo "la seconda in assoluto sin dalla fondazione dell'OMS nel 1948", i partecipanti hanno concordato di "elaborare e negoziare una convenzione, un accordo o un altro strumento internazionale ai sensi della Costituzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie". Questo è diventato noto come il Trattato pandemico, che è stato al centro delle discussioni alla settantacinquesima Assemblea mondiale della sanità, tenutasi a Ginevra dal 22 al 28 maggio 2022.

Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, il primo direttore generale dell'OMS e che in realtà non è un medico, suddetto trattato rappresenta "un'opportunità per rafforzare l'architettura sanitaria globale, per proteggere e promuovere il benessere di tutte le persone". Se approvato, il Trattato pandemico consentirà all'OMS di apportare cambiamenti radicali ai sistemi sanitari dei suoi Paesi membri a partire dal 2024.

In particolare tale accordo conferirà all'OMS il potere di dichiarare una pandemia sulla base di propri criteri, vagamente definiti, in uno qualsiasi dei suoi 194 Paesi membri e in qualsiasi momento nel futuro. Consentirà inoltre all'OMS di determinare unilateralmente quali misure saranno imposte in risposta a queste future pandemie, comprese le politiche di lockdown, il mascheramento obbligatorio, il distanziamento sociale e la forzatura della popolazione a sottoporsi a cure mediche e vaccinazioni.

Contrariamente all'opinione popolare, l'OMS non è un'organizzazione indipendente, imparziale ed etica che mira a raggiungere il bene comune. In realtà i suoi obiettivi e le sue agende sono stabiliti dai suoi donatori, inclusi alcuni dei Paesi più ricchi del mondo e filantropi più influenti. Per decenni "i filantropi e le loro fondazioni hanno [guadagnato] un'influenza crescente" quando s'è trattato di plasmare l'agenda sanitaria globale "collocando persone particolari nelle organizzazioni internazionali e ottenendo un accesso privilegiato alle élite scientifiche, economiche e politiche".

Ad esempio, come spiegano Jens Martens e Karolin Seitz in Philanthropic Power and Development: Who Shapes the Agenda?, la Fondazione Gates e prima la Fondazione Rockefeller hanno dato forma alle politiche sanitarie globali non solo attraverso la concessione di sovvenzioni dirette, ma anche attraverso la fornitura di fondi integrativi, il sostegno di programmi di ricerca selezionati, la creazione di partnership sanitarie globali con lo staff della Fondazione nei loro organi decisionali e tramite il patrocinio diretto al più alto livello politico. Infatti nel 2006 il Guardian ha riferito che "la fondazione Gates è ora il secondo più grande donatore dell'Organizzazione mondiale della sanità dopo gli Stati Uniti, nonché uno dei maggiori investitori al mondo in biotecnologie per l'agricoltura e prodotti farmaceutici". Sfortunatamente quando i filantropi e le loro fondazioni promuovono i propri interessi, lo fanno a spese degli interessi comuni della società. Non c'è motivo di credere che questa dinamica sarà diversa nel caso del Trattato pandemico.

Il Trattato pandemico ha il potenziale per essere estremamente dannoso per il futuro dell'umanità, perché consentirà ai più potenti contributori dell'OMS di definire misure universali per le pandemie invece di riconoscere l'importanza di sviluppare politiche e approcci specifici basati su aspetti sociali, economici e fisici di ogni singolo Paese. Il trattato eliminerà la volontà nazionale e la sovranità dei Paesi membri, poiché detterà le loro politiche sanitarie basate sull'astrazione invece di considerare le realtà che prevalgono in ogni luogo.

Anche se il Trattato pandemico mirasse veramente a raggiungere esiti umanitari puramente nobili, esso deve comunque essere criticato sulla base del pensiero liberale, il quale sostiene che solo l'individuo deve avere la responsabilità assoluta del proprio benessere, supponendo che sia in età adulta e sano di mente. Vale a dire, l'individuo è l'unico autorizzato a prendere decisioni che riguardano il suo corpo, la sua vita e il suo futuro, in assenza del potere coercitivo di qualsiasi autorità esterna.

Tuttavia il Trattato pandemico non consentirà agli individui di fare affidamento sulle proprie facoltà fisiche, spirituali e intellettuali per raggiungere il proprio benessere. Imporrà invece trattamenti e vaccinazioni agli individui contro la propria volontà, violando così la libertà del corpo su scala globale. La storia è una testimonianza del fatto che la violazione della libertà del corpo porta alla schiavitù e al regresso nella società.

Inoltre il Trattato pandemico darà all'OMS l'autorità di emanare dettami nella sfera privata degli individui e di esercitare il controllo sulla loro vita sociale e pubblica, sulle istituzioni della loro società e sui loro governi, il tutto in nome della salute pubblica. In tal modo sopprimerà le libertà civili, la libertà economica, la libertà positiva (libertà di) e la libertà negativa (libertà da). Tutte queste forme di libertà sono intese come forze costruttive nella società, le quali contribuiscono al raggiungimento del progresso sociale. Una volta soffocate queste libertà, svaniscono anche le basi del progresso.

Attraverso il Trattato pandemico, l'OMS imporrà il proprio giudizio di valore sulla popolazione mondiale, ignorando così il fatto che i valori differiscono in modo significativo tra persone, culture, tradizioni e nazioni. In altre parole, ignorerà la diversità delle persone quando si tratta di prendere decisioni sul proprio corpo in base alle proprie convinzioni religiose, impegni, punti di vista e valori culturali e tradizionali. Violerà anche l'inclusività, imponendo un unico giudizio di valore; vale a dire, l'approccio "One Health" significa che l'OMS non tratterà altri giudizi di valore, né pratiche culturali e tradizionali, in modo equo e uguale.

Il Trattato pandemico ignora il fatto che, come osservò Joseph Schumpeter, non esiste "un punto di vista univoco riguardo all'insieme sociale, al benessere generale e così via; né esisterebbe un tale punto di vista unitario se tutti gli individui e i gruppi volessero agire e valutare su questa base, poiché il bene generale e l'ideale sociale appaiono a ciascuno in modo diverso".[1]

Quando si tratta di medicina, continua Schumpeter, anche se le persone "riconoscono che cos'è una buona salute e generalmente cercano di raggiungere una tale condizione, non può essere dimostrato a nessuno che la salute debba essere valutata positivamente, poiché la salute non può essere definita inequivocabilmente".[2] In realtà le persone perseguono "la buona salute con livelli d'impegno molto diversi, valutando questo bene rispetto agli altri in modo molto diverso; né che i loro obiettivi siano tutti esattamente uguali: i sistemi sanitari seguiti dal pugile e dal cantante non sono chiaramente identici".[3] Anche i chirurghi formati nella stessa area non sarebbero necessariamente d'accordo sullo stesso trattamento e operazione.

Ad esempio, scrisse Schumpeter, "di fronte alla possibilità di rimuovere un'ulcera o evitare il danno associato all'intervento chirurgico, due medici possono discutere se l'uno o l'altro otterrebbe il miglior risultato possibile".[4] Inoltre, all'interno di un particolare stato-nazione, "tra persone dello stesso interesse politico, sociale, economico e culturale e con la stessa prospettiva sul mondo sociale possono sempre esserci differenze su ciò per cui vale la pena lottare".[5] Di conseguenza perché una persona o un'organizzazione che pretende di sostenere i valori democratici dovrebbe sostenere il Trattato pandemico?

Coloro che sostengono il Trattato pandemico ignorano i principi fondamentali del pensiero liberale e i principi di un governo democratico, poiché, come disse Ludwig von Mises, "non c'è alcun motivo per cui dovrebbero costringere con la forza altri a fare ciò che loro non sono disposti a fare di propria iniziativa". I sostenitori del trattato credono che sia accettabile impiegare una pianificazione centralizzata su larga scala per costringere le persone a fare “la cosa giusta” sulla base di giudizi di valore che non sono loro. A persone del genere non importa, continua Mises, che "l'apparato di costrizione fisica a cui si ricorre in tali sforzi è quello del potere di polizia dello stato o di una forza illegale la cui violenza il governo tollera [...]. Ciò che conta è sostituire la violenza all'azione volontaria".

I sostenitori del Trattato pandemico dovrebbero ricordare le parole di John Stuart Mill:

Né una persona, né un numero qualsiasi di persone, è giustificata a dire a un altro essere umano in età adulta che fare della sua vita. Ognuno di noi è l'essere più interessato al proprio benessere; l'interesse che qualsiasi altra persona, tranne in casi di forte attaccamento personale, può avere in noi è insignificante rispetto a quello che abbiamo noi stessi; l'interesse che la società ha per noi individualmente (tranne che per la condotta verso gli altri) è frazionario e del tutto indiretto: riguardo i propri sentimenti e le proprie circostanze, il singolo essere umano ha una conoscenza incommensurabilmente superiore di sé rispetto a quella che può avere qualcun altro.[6]

L'individuo è nella posizione migliore per essere il giudice finale delle sue azioni quando si tratta della sua autonomia corporea, della sua sfera privata e della sua libertà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] Joseph Schumpeter, Gustav von Schmoller and the Problems of Today (Berlin: Duncker und Humblot, 1926), p. 264.

[2] Schumpeter, Gustav von Schmoller and the Problems of Today, p. 264.

[3] Schumpeter, Gustav von Schmoller and the Problems of Today, p. 264-65.

[4] Schumpeter, Gustav von Schmoller and the Problems of Today, p. 265.

[5] Schumpeter, Gustav von Schmoller and the Problems of Today, p. 265.

[6] John Stuart Mill, On Liberty (Kitchener: Batoche Books, 2001), p. 70.

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