giovedì 3 dicembre 2020

Wonder Woman è un film pro-guerra?

 

 

di Daniel J. Sanchez

Perché gli esseri umani si sono massacrati a migliaia durante la prima guerra mondiale, una barbarie di massa senza precedenti in cui un'intera generazione di giovani si è decimata e ha commesso atrocità su donne, bambini e anziani?

Nel film Wonder Woman, l'eroica principessa amazzone Diana crede che un dio malvagio sia il colpevole.

Ares, dio della guerra, è figlio di Zeus, re degli dei e creatore della razza umana. Ares detesta le creature di suo padre e nel corso della storia ha cercato di sterminarle mettendo il genere umano contro sé stesso in guerre incessanti. Prima di morire per mano di suo figlio, Zeus creò le Amazzoni per contrastare Ares e portare la pace all'umanità.


Dio della guerra

Nel 1918 Diana apprende della Grande Guerra da Steve Trevor, una spia americana che salva tra le acque che circondano l'isola nascosta delle Amazzoni. Trevor le dice immediatamente che è uno dei "buoni" ed i tedeschi che lo inseguono sono i "cattivi". Diana crede a questa caratterizzazione semplicistica della prima guerra mondiale, così come i registi.

Diana si convince che i tedeschi (e solo i tedeschi) siano sotto l'influenza soprannaturale del dio della guerra e decide di andare incontro al destino del suo popolo distruggendo Ares, liberando così i tedeschi e l'umanità dalla sua influenza minacciosa: dalla morsa della guerra. Crede che così facendo porrà fine alla Grande Guerra, "la guerra per porre fine a tutte le guerre" come dice Trevor, e come molti dei "progressisti" del mondo reale (inclusi Woodrow Wilson e H.G. Wells) promisero che sarebbe stato.

Avviso: spoiler

Successivamente, però, la visione del mondo di Diana crolla quando infine incontra Ares, e lui le rivela che non è mai stato responsabile della sete di sangue dell'umanità. L'unica parte che interpretava era quella di trasmettere subliminalmente idee per armi nuove e più letali a generali e scienziati. Ha dato loro i disegni per le armi, ma gli umani hanno deciso da soli di costruirle ed usarle l'uno contro l'altro.

Gli umani, dice Ares a Diana, sono intrinsecamente bellicosi, perché sono "egoisti" e "deboli", il motivo per cui vuole condurli alla loro estinzione. Gli umani, insiste, non sono degni della protezione di Diana; dovrebbe invece unire le forze con lui per sterminarli una volta per tutte. Allora la Terra, spogliata dal genere umano, apparterrà di nuovo agli dei e tornerà ad essere il paradiso che doveva essere.

Benché inizialmente si disperi nell'apprendere la verità, Diana rifiuta la sua offerta, proclamando che è irrilevante se l'umanità "merita" il suo aiuto; lei glielo offre per amore incondizionato. Accetta che l'umanità possa essere bellicosa, ma almeno attenuerà il danno che può infliggere a sé stessa uccidendo il dio che sta sussurrando nelle sue orecchie schemi per armi micidiali.


Armi malvagie

La grande "lezione" di Wonder Woman è in sintonia con la tendenza comune ad identificare le armi stesse come il problema chiave.

Quando abbiamo a che fare con crimini violenti, molti accusano l'eccessiva disponibilità di armi da fuoco e quindi sostengono politiche interne che vanno dalla registrazione, alle "zone prive di armi", fino al totale disarmo.

E con le atrocità della guerra, molti considerano la proliferazione delle armi di distruzione di massa come il problema cardine, e quindi sostengono politiche estere che vanno dalle sanzioni, agli attacchi aerei, alle invasioni di Paesi che possiedono o cercano di acquisire tali armi.

Nel 2003, ad esempio, la giustificazione principale per l'invasione e l'occupazione dell'Iraq è stata la falsa tesi secondo cui il suo governo possedeva ancora armi di distruzione di massa e stava cercando di fabbricarne di più. Hussein era stato a lungo un malvivente, visto che aveva ucciso i ribelli curdi iracheni nel massacro di Halabja del 1988. Dopo il rovesciamento di Saddam, suo cugino, soprannominato "Chemical Ali", è stato processato e condannato a morte per l'attacco. Nessun processo del genere è stato tenuto per nessuno dei funzionari dell'amministrazione Reagan che aveva contribuito a fornire a Saddam le armi chimiche usate nell'attacco e quindi aiutare l'Iraq nella sua sanguinosa invasione dell'Iran.

Più di recente, i belligeranti hanno chiesto un intervento militare in Siria basato su accuse non provate: il governo siriano avrebbe armi di distruzione di massa e le avrebbe usate contro ribelli e civili nella guerra civile. Entrambe le amministrazioni di Obama e Trump hanno dichiarato che l'uso di armi chimiche è una "linea rossa". Obama ha quasi forzato quella linea rossa nel 2013, dopo un presunto attacco col gas da parte del governo siriano; e nell'aprile di quest'anno Trump ha lanciato attacchi aerei a seguito di un'altra accusa del genere.

Le armi chimiche sono anche la principale minaccia nel film Wonder Woman. La missione di Steve Trevor è quella di impedire ai tedeschi di sviluppare ed usare un nuovo gas che può penetrare attraverso le maschere antigas alleate: un'arma di distruzione di massa creata dallo scienziato Isabel Maru (alias "Doctor Poison") sotto la supervisione del malvagio Generale Erich Ludendorff.

Mentre Trevor si concentra sulle armi di distruzione di massa, Diana ritiene che l'ostilità ispirata da Ares (che lei pensa sia Ludendorff) sia la questione di fondo, e quindi vuole trovarlo e ed eliminarlo.

Più tardi scopriamo che sia Maru che Ludendorff sono stati ispirati da Ares, quindi Steve e Diana avevano entrambi ragione in un certo senso. Era Ares da incolpare, ma nel ruolo di fornitore di armi, non come incarnazione della belligeranza.


Cuore triste, arma pronta

Come il film descrive chiaramente, la determinazione di Diana nel voler distruggere Ares e porre fine alla guerra è motivata da un cuore triste per le vittime della guerra. In una trincea alleata viene a sapere della sofferenza dei civili in un vicino villaggio occupato dalla Germania. Sfidando l'insistenza di Trevor a continuare la missione, Diana assalta le trincee tedesche e libera il villaggio.

L'intervento umanitario di Diana ricorda gli "idealisti" aderenti alla dottrina della politica estera "Responsabilità di Proteggere" (R2P), i quali denunciano i "realisti" perché si astengono dall'intervenire per prevenire atrocità.

Il campione di questa dottrina è Samantha Power, autrice della bibbia R2P A Problem from Hell: America in the Age of Genocide (in cui condanna il fallimento dell'America nel prevenire atrocità in Iraq, Ruanda, Kosovo e altrove) e funzionario dell'amministrazione Obama che, insieme a Hillary Clinton e Susan Rice, spinse per la guerra umanitaria americana in Libia al fine di prevenire un presunto "genocidio".

Wonder Woman, che per tutto il film prende a botte tedeschi su tedeschi, non è tanto una principessa della pace quanto una valchiria per la guerra "umanitaria": una Samantha Power con superpoteri e una spada magica.

Il momento nel film in cui il cuore di Diana è più triste, è quando non riesce a prevenire un attacco tedesco che massacra il villaggio che aveva appena liberato. La vista delle vittime è oscurata da nuvole di gas, ma l'angoscia di Diana è comunque evocativa del sentimento degli americani (incluso Trump stesso) nel vedere le immagini delle vittime siriane.

Questi sentimenti sono infuocati da media guerrafondai che trascurano di informare il pubblico sul ruolo di Washington nel provocare queste atrocità; o sulle sofferenze e sulle morti che deriverebbero da un maggiore intervento, specialmente tutti quei musulmani non sunniti che probabilmente verrebbero decapitati e sottoposti a pulizia etnica se i ribelli dell'esercito islamico, e supportati dagli Stati Uniti, dovessero conquistare l'intero Paese.


Responsabilità per il cambiamento di regime

Dopo aver visto i corpi di quelli per cui aveva la Responsabilità di Proteggere, Diana si arrabbia con Steve Trevor. L'aveva ostacolata all'ultimo secondo prima che assassinasse il generale Ludendorff, cosa che secondo lei avrebbe impedito l'atrocità.

Allo stesso modo, i sostenitori della R2P nella vita reale depongono le migliaia di vittime della guerra civile siriana ai piedi dei realisti e dei non interventisti che ostacolano gli sforzi per rovesciare il macellaio di Damasco, il presidente siriano Bashar al-Assad. A quanto pare dimenticano che dopo che Saddam Hussein fu impiccato e Muammar Gheddafi ucciso per strada, sia l'Iraq che la Libia sono finiti in una guerra e in un caos ancora maggiori, coinvolgendo anche disastri umanitari peggiori di quelli sotto le loro dittature: ad esempio, la pulizia etnica dei sunniti iracheni, una guerra di terrore contro gli sciiti iracheni guidati da Al-Qaeda (e successivamente ISIS), e pogrom anti-neri e mercati degli schiavi in Libia.


Incolpare chi vuole la pace

Il colpo di scena nel film è che Ares non è il bellicoso generale tedesco Ludendorff che ha voluto la guerra a tutti i costi e addirittura uccide i suoi superiori quando decidono di stipulare una tregua. Invece Ares è per tutto il tempo il benefattore di Wonder Woman, Sir Patrick Morgan: un funzionario di gabinetto britannico che difende categoricamente un armistizio con la Germania.

Gli sceneggiatori hanno persino messo in bocca ad Ares/Morgan, "La pace ad ogni costo", lo slogan a lungo associato ai promotori (molto disprezzati nella realtà) della pace, come Neville Chamberlain, il primo ministro britannico le cui politiche "insufficientemente conflittuali" sono spesso additate come la causa della marcia di Hitler in Europa e della seconda guerra mondiale.

Il piano diabolico di Ares è di negoziare un armistizio che non poteva reggere, e che in qualche modo avrebbe portato ad una guerra ancora più grande e alla fine all'annientamento dell'umanità. Esatto: un dio della guerra che promuove la guerra cercando la pace.

Il corso degli eventi reali non ha visto alcuna pace negoziata nella prima guerra mondiale, ma una politica di resa incondizionata e guerra totale perseguita fino alla fine. Fu questo che portò all'umiliazione della Germania, all'ascesa del nazismo e ad una guerra mondiale ancora più letale: per non parlare della rivoluzione comunista in Russia, della consegna di mezza Europa a Stalin e l'avvento di armi veramente capaci di annientare la razza umana.

Ciononostante la "lezione di Monaco di Baviera" viene ancora oggi ignorata e vengono ingiuriati coloro che rifiutano un confronto armato contro i moderni Hitler come Milosevic, Hussein, i mullah iraniani, Assad e Putin.


Come porre fine alla guerra

Nel climax del film, Steve Trevor si sacrifica per distruggere l'intera scorta di armi di distruzione di massa prima che possano essere utilizzate su popolazioni civili, mentre Wonder Woman sconfigge il responsabile. L'anti-proliferazione, l'intervento umanitario e l'eliminazione di un "Hitler" si fondono in un'eruzione che celebra il trionfo della guerra con... la guerra.

Eppure è stato durante uno dei momenti tranquilli del film che è stato accennato al vero rimedio per la guerra. In un intermezzo intimo, Diana dice a Steve Trevor che ha imparato a parlare centinaia di lingue, perché è così che tutte le Amazzoni possono svolgere il loro ruolo di "ponti" tra i popoli e facilitatori della pace.

Questo è un approccio appropriato, perché la comunicazione porta non solo alla tregua, ma al commercio. E il commercio stabilisce l'interdipendenza materiale e quindi genera civiltà e un reciproco interesse per la pace.

È vero che gli umani sono imperfetti, come dice Ares, e quindi capaci di guerre e atrocità, ma tali impulsi violenti non possono essere neutralizzati permettendo che impulsi analoghi delle super-élite scorrano senza freni sotto il manto autoritario del cosiddetto "eroismo umanitario".

L'impulso alla guerra può essere superato solo attraverso la comprensione della follia della guerra stessa e capire che premi più grandi si possono ottenere attraverso la produzione e il commercio.

La risposta alla guerra contro il "cattivo" non è la guerra del "buono", ma la comunicazione e il commercio, la libertà e le arti della pace. I praticanti di queste arti e campioni di tale pace sono i veri eroi.

Se i registi avessero concepito l'eroismo come qualcosa di più che distruggere i "cattivi", avrebbero potuto far usare a Wonder Woman la sua abilità di traduzione super-umana, non per decifrare la crittografia nemica, ma per superare il divario linguistico tra uomini giovani e spaventati in trincee contrapposte. Avrebbero persino potuto fare in modo che Diana facilitasse la tregua natalizia della prima guerra mondiale, rappresentata in una commovente e bellissima pubblicità di Sainsbury.

Per fortuna, gli eroici ragazzi della tregua natalizia non avevano bisogno di alcun aiuto super-umano per attraversare il filo spinato e la barriera linguistica: solo senso umano, decenza e coraggio per sfidare i loro superiori e, almeno per un giorno, rinunciare "alla guerra per porre fine a tutte le guerre".


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Nessun commento:

Posta un commento