Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato fuori controllo negli ultimi quattro anni in particolare. Questa una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-progetto-tecnocratico)
“L'umanità tenterà di superare i propri limiti e di giungere a una più piena realizzazione”, dichiarò Julian Huxley nel 1957, coniando il termine “transumanesimo”. Nel 2022 Yuval Noah Harari ne avrebbe annunciato l'oscuro compimento: “Gli esseri umani sono ora animali hackerabili. L'intera idea del libero arbitrio [...] è finita. Oggi disponiamo della tecnologia per hackerare gli esseri umani su larga scala. Tutto viene digitalizzato, tutto viene monitorato. In questo periodo di crisi, bisogna seguire la scienza. Si dice spesso che non si dovrebbe mai permettere che una buona crisi vada sprecata, perché una crisi è un'opportunità per attuare anche delle ‘buone’ riforme che in tempi normali le persone non accetterebbero mai. Ma in una crisi non si ha alcuna possibilità, quindi è meglio fare ciò che noi, le persone che capiscono, vi diciamo di fare”.
Come Truman Burbank nel film The Truman Show, viviamo in un mondo in cui la realtà stessa è sempre più manipolata. E come Truman, la maggior parte delle persone rimane ignara della portata di questa manipolazione finché non ne vengono mostrati gli schemi. Ma a differenza della cupola fisica di Truman, con le sue telecamere e i suoi set artificiali, il nostro ambiente opera attraverso sofisticati sistemi tecnologici e vincoli digitali invisibili. I meccanismi di questa ingegneria della realtà – dalla manipolazione dei media alla programmazione sociale – sono stati esplorati in dettaglio in una precedente analisi. Ora ci concentreremo sulla forza trainante di questo mondo artificiale: la tecnocrazia, il sistema di controllo che rende possibile tale ingegneria della realtà su scala globale.
L'architettura tecnocratica non è stata semplicemente tramandata attraverso le istituzioni, ma è fluita attraverso le linee di sangue. Al centro di questa rete dinastica si trova Thomas Henry Huxley, noto come “il Bulldog di Darwin”, che contribuì a stabilire il materialismo scientifico come nuova religione mentre faceva parte dell'influente Tavola Rotonda di Rodi. Suo figlio Leonard portò avanti questa fiaccola, mentre i nipoti Aldous e Julian divennero architetti chiave dell'ordine mondiale moderno. Non si trattava di connessioni casuali, ma piuttosto dell'attenta coltivazione di reti di potere multigenerazionali.
I legami si approfondiscono attraverso il matrimonio e l'associazione. Charles Galton Darwin, nipote di Charles Darwin, scrisse The Next Million Years nel 1952, delineando il controllo della popolazione attraverso mezzi tecnologici. Suo figlio si sarebbe poi sposato con un membro della linea Huxley, creando un potente nesso di influenza che abbracciava scienza, cultura e governance.
Questo progetto intergenerazionale si è evoluto con la capacità tecnologica. Laddove Rockefeller una volta dichiarò “abbiamo bisogno di una nazione di lavoratori, non di pensatori” mentre costruiva la sua industria dell'informazione, oggi i tecnocrati si trovano ad affrontare un'equazione diversa. Con l'intelligenza artificiale che elimina la necessità del lavoro umano, l'attenzione si sposta dalla creazione di lavoratori obbedienti alla gestione della riduzione della popolazione, non attraverso la forza aperta, ma attraverso una sofisticata ingegneria sociale.
L'amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, ha di recente reso esplicito questo cambiamento, spiegando come l'intelligenza artificiale e l'automazione rimodelleranno le dinamiche demografiche: “Nei Paesi sviluppati con una popolazione in calo [...] questi Paesi svilupperanno rapidamente la robotica e la tecnologia dell'intelligenza artificiale [...] i problemi sociali che si avranno nel sostituire gli esseri umani alle macchine saranno molto più facili in quei Paesi con una popolazione in calo”. La sua schietta valutazione rivela come la capacità tecnologica guidi i programmi delle élite: man mano che il lavoro umano diventa meno necessario, la riduzione della popolazione diventa più auspicabile.
I messaggi sul cambiamento climatico, il calo delle nascite e la normalizzazione dell'eutanasia non sono sviluppi casuali, ma estensioni logiche di questo programma in evoluzione.
Dal cervello mondiale alla mente alveare digitale
Nel 1937 uno scrittore di fantascienza britannico immaginò un futuro in cui tutta la conoscenza umana sarebbe stata accessibile a tutti. Oggi lo chiamiamo Internet. H. G. Wells vide molto più della semplice tecnologia. “Il mondo ha un Cervello Mondiale a cui, in ultima analisi, tutta la conoscenza deve essere indirizzata”, scrisse, “e ha un sistema nervoso di comunicazioni stradali, ferroviarie e aeree che sta già iniziando a unire l'umanità in un tutt'uno”. La sua visione andava oltre la mera condivisione di informazioni. Attraverso The Open Conspiracy invocava “un movimento di tutto ciò che è intelligente nel mondo”, sostenendo esplicitamente la governance tecnocratica di un'élite scientifica che avrebbe gradualmente assunto il controllo della società. “La Cospirazione Aperta deve essere un movimento mondiale e non un movimento inglese o occidentale. Deve essere un movimento di tutto ciò che è intelligente nel mondo”. Wells delineò il suo schema per una classe di individui istruiti e razionali che avrebbero guidato questa trasformazione globale. Persino nella sua opera di narrativa, Shape of Things to Come, si legge di un progetto, in particolare nella descrizione di come una pandemia potrebbe facilitare la governance globale.
Questo piano ha trovato la sua espressione istituzionale attraverso Julian Huxley all'UNESCO. “La filosofia generale dell'UNESCO dovrebbe essere quella di un umanesimo scientifico di portata mondiale e di matrice evolutiva”, dichiarò in qualità di primo Direttore Generale. Attraverso opere come Religion Without Revelation (1927), Huxley non si limitò a suggerire la sostituzione della fede tradizionale, ma delineò una nuova ortodossia religiosa con la Scienza come divinità e gli esperti come sacerdozio. Questa devozione quasi religiosa all'autorità scientifica sarebbe diventata il quadro di riferimento per l'odierna accettazione incondizionata delle affermazioni degli esperti su tutto, dagli obblighi di vaccinazione alle linee di politica sul clima. La maggior parte dei civili non possiede le conoscenze specialistiche per valutare queste questioni tecniche complesse, eppure ci si aspetta che le accolgano con fervore religioso: “fidarsi della scienza” diventa l'equivalente moderno di “fidarsi della fede”. Questa cieca deferenza nei confronti dell'autorità scientifica, esattamente come immaginava Huxley, ha trasformato la scienza da metodo di indagine a sistema di credenze.
La famiglia Huxley fornì l'architettura intellettuale per questa trasformazione. “L'umanesimo scientifico mondiale” di Julian Huxley presso l'UNESCO stabilì il quadro istituzionale, mentre suo fratello Aldous ne rivelò la metodologia psicologica. Nella sua intervista del 1958 con Mike Wallace, Aldous Huxley spiegò come il rapido cambiamento tecnologico potesse sopraffare le popolazioni, facendole “perdere la capacità di analisi critica”. La sua descrizione del “controllo attraverso la sopraffazione” descrive perfettamente il nostro attuale stato di costante sconvolgimento tecnologico, in cui le persone sono troppo disorientate dai rapidi cambiamenti per resistere efficacemente ai nuovi sistemi di controllo.
Ancora più importante, Huxley sottolineò l'importanza di un'implementazione “graduale”, suggerendo che, calibrando attentamente i cambiamenti tecnologici e sociali, la resistenza potesse essere gestita e i nuovi sistemi di controllo normalizzati nel tempo. Questa strategia graduale, che rispecchia l'approccio della Fabian Society, è riscontrabile in ogni aspetto, dalla lenta erosione dei diritti alla privacy all'implementazione incrementale dei sistemi di sorveglianza digitale. Il suo monito sul condizionamento psicologico attraverso i media prefigurava gli attuali algoritmi dei social media e la modifica del comportamento digitale.
Between Two Ages di Zbigniew Brzezinski ampliò questo quadro, descrivendo un'imminente “era tecnetronica” caratterizzata dalla sorveglianza dei cittadini, dal controllo attraverso la tecnologia, dalla manipolazione del comportamento e dalle reti di informazione globali. Fu straordinariamente esplicito riguardo a questo progetto: “L'era tecnetronica comporta la graduale comparsa di una società più controllata. Una tale società sarebbe dominata da un'élite, libera dai valori tradizionali [...]. Presto sarà possibile esercitare una sorveglianza pressoché continua su ogni cittadino e mantenere archivi completi e aggiornati contenenti anche le informazioni più personali. Questi archivi saranno soggetti a un recupero immediato da parte delle autorità”. Oggi molti potrebbero ricordare sua figlia Mika Brzezinski come co-conduttrice di “Morning Joe” su MSNBC: mentre suo padre plasmava la teoria geopolitica, lei avrebbe continuato a influenzare l'opinione pubblica attraverso i media, dimostrando come l'influenza dell'establishment si adatti attraverso le generazioni.
Il concetto di “Cervello Mondiale” di Wells – una rete di informazioni globale interconnessa – è diventato realtà grazie all'ascesa dell'intelligenza artificiale e di Internet. Questa centralizzazione della conoscenza e dei dati rispecchia l'ambizione tecnocratica di una società globale basata sull'intelligenza artificiale, come esemplificato da iniziative come l'AI World Society (AIWS).
Le previsioni di George Orwell sono diventate la nostra realtà quotidiana: i teleschermi che tracciano i nostri movimenti sono diventati dispositivi intelligenti con telecamere e microfoni sempre accesi; la neolingua, che limita il linguaggio accettabile, è emersa come moderazione dei contenuti e correttezza politica; il buco della memoria che cancella i fatti scomodi opera attraverso la censura digitale e il “fact-checking”; il crimine di pensiero che punisce le opinioni sbagliate si manifesta come sistemi di credito sociale e punteggi di reputazione digitale; la guerra perpetua che mantiene il controllo continua attraverso conflitti infiniti e la “guerra al terrorismo”.
Si consideri come le principali pubblicazioni prevedano sistematicamente le imminenti trasformazioni tecnologiche: la promozione da parte dei media generalisti della mentalità del “mai offline” ha preceduto l'adozione diffusa di dispositivi di sorveglianza indossabili che ora convergono biologia umana e tecnologia digitale – quello che oggi viene chiamato “Internet dei corpi”.
Queste non sono previsioni casuali: rappresentano sforzi coordinati per abituare la popolazione a tecnologie sempre più invasive che confondono i confini tra il mondo fisico e quello digitale. Questo schema di anticipazione dei sistemi di controllo attraverso i media generalisti ha un duplice scopo: normalizza la sorveglianza e al contempo presenta la resistenza come futile o retrograda. Quando questi sistemi saranno pienamente implementati, la popolazione sarà già stata condizionata ad accettarli come un progresso inevitabile.
Se Orwell ci ha mostrato il bastone, Huxley ci ha rivelato la carota. Mentre Orwell metteva in guardia dal controllo attraverso il dolore, Huxley predisse il controllo attraverso il piacere. La sua distopia fatta di caste genetiche, diffusione di droghe che alterano l'umore e un intrattenimento senza fine corre parallela al nostro mondo di tecnologia CRISPR, farmaci psichiatrici e dipendenza digitale.
Sebbene le basi teoriche siano state gettate da visionari come Wells e Huxley, l'implementazione delle loro idee ha richiesto quadri istituzionali. La trasformazione da concetti astratti a sistemi di controllo mondiali sarebbe emersa attraverso reti di influenza attentamente elaborate.
Dalle Tavole Rotonde alla governance mondiale
Quando Cecil Rhodes morì nel 1902, lasciò molto più di una semplice fortuna in diamanti. Il suo testamento delineava la strada per un nuovo tipo di impero, costruito non attraverso la conquista militare, ma attraverso l'attenta formazione di futuri leader che avrebbero pensato e agito come tali. Carroll Quigley, nella sua influente opera Tragedy and Hope, fornì spunti di riflessione privilegiati sulle strutture di potere da lui osservate, scrivendo di come “i poteri del capitalismo finanziario avessero un altro obiettivo di vasta portata, nientemeno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private, in grado di dominare il sistema politico di ogni Paese e l'economia mondiale nel suo complesso. Questo sistema sarebbe stato controllato in modo feudale dalle banche centrali mondiali, che agivano di concerto, attraverso accordi segreti stipulati in frequenti incontri e conferenze private”.
Ciò si sarebbe manifestato attraverso una rete basata sui contatti umani e sull'influenza istituzionale. Rhodes immaginava la creazione di una rete d'élite che avrebbe esteso l'influenza britannica a livello globale, promuovendo al contempo la “cooperazione” anglo-americana. La sua dottrina non riguardava solo il potere politico, ma anche la definizione dei meccanismi attraverso i quali i leader del futuro avrebbero pensato e operato.
I meccanismi del controllo globale hanno subito una profonda trasformazione dai tempi di Rhodes. Il modello 1.0 del globalismo operava attraverso gli stati nazionali, il colonialismo e le strutture esplicite dell'Impero britannico. L'attuale Globalismo 2.0 opera attraverso istituzioni aziendali e finanziarie, indirizzando il potere verso una governance globale centralizzata senza la necessità di un impero formale. Organizzazioni come il Gruppo Bilderberg, il Council on Foreign Relations, la Commissione Trilaterale e il Tavistock Institute hanno trascorso dai 50 ai 100 anni a guidare programmi e linee di politica globali, centralizzando gradualmente potere, influenza e risorse tra un'élite sempre più concentrata. Il Gruppo Bilderberg, in particolare, ha facilitato discussioni private tra influenti leader politici e imprenditoriali, plasmando a porte chiuse i processi decisionali di alto livello.
Le borse di studio Rhodes sono state più di un semplice programma educativo: hanno creato un canale per identificare e coltivare i futuri leader che avrebbero portato avanti questo programma tecnocratico. Il Movimento della Tavola Rotonda, emerso dal progetto di Rhodes, avrebbe creato gruppi influenti in Paesi chiave, creando reti informali che avrebbero plasmato la politica globale per generazioni.
Da queste Tavole Rotonde sono emerse istituzioni chiave per la governance globale: il Royal Institute of International Affairs (Chatham House) di Londra e il Council on Foreign Relations negli Stati Uniti. Queste organizzazioni non si sarebbero limitate a discutere di politica, ma avrebbero creato il quadro intellettuale attraverso il quale la politica poteva essere concepita. I loro membri avrebbero poi fondato la Società delle Nazioni, le Nazioni Unite e il sistema di Bretton Woods.
La visione di Alice Bailey, articolata attraverso la Lucis Trust (fondata nel 1922 come Lucifer Publishing Company prima di essere rinominata nel 1925), prefigurava e contribuiva a plasmare aspetti delle istituzioni globali odierne. Pur non avendo fondato direttamente le Nazioni Unite, l'influenza della Lucis Trust è visibile nei fondamenti spirituali e filosofici dell'organizzazione, tra cui la Sala di Meditazione presso la sede centrale delle Nazioni Unite. Nel libro The Externalization of the Hierarchy, scritto nell'arco di diversi decenni e pubblicato nel 1957, la Bailey delineò una visione di trasformazione globale che si avvicina a molte iniziative attuali delle Nazioni Unite. I suoi scritti descrivevano i cambiamenti che ora vediamo manifestarsi: sistemi di istruzione che promuovono la cittadinanza globale, programmi ambientali che ristrutturano la società, istituzioni spirituali che si fondono con credenze universali e sistemi economici sempre più integrati. In particolare indicò il 2025 come data obiettivo per questa “esteriorizzazione della gerarchia”, una tempistica in linea con molte iniziative globali attuali, tra cui l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
Oggi questo piano d'azione si manifesta attraverso il World Economic Forum, dove Klaus Schwab, sotto la guida di Henry Kissinger, mette in pratica queste storiche guide tecnocratiche. Come affermò Kissinger nel 1992: “Un Nuovo Ordine Mondiale emergerà. L'unica domanda è se nascerà da intuizioni intellettuali e morali, e intenzionalmente, o se sarà imposto all'umanità da una serie di catastrofi”. Il WEF di Klaus Schwab plasma attivamente questo ordine “penetrando nei governi” attraverso il suo programma Young Global Leaders. Come si vantava lo stesso Schwab: “Ciò di cui siamo molto orgogliosi è che riusciamo a penetrare nei governi di diversi Paesi”, un'affermazione dimostrata dal fatto che diversi membri del governo di Paesi come Canada, Francia, Germania e Nuova Zelanda, così come politici statunitensi come Gavin Newsom, Pete Buttigieg e Huma Abedin, hanno partecipato alle iniziative di leadership del WEF.
Programmare il futuro: vendere la gabbia
Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud, sviluppò il quadro psicologico che sarebbe diventato il marketing moderno e la manipolazione dei social media. Questa connessione familiare non fu una coincidenza: le intuizioni psicologiche di Freud sulla natura umana sarebbero state trasformate da suo nipote in strumenti di manipolazione di massa. Questo modello di influenza continua ancora oggi: il co-fondatore di Netflix, Marc Bernays Randolph, è pronipote di Edward Bernays, a dimostrazione di come queste linee di sangue continuino a plasmare il nostro consumo culturale. Le tecniche di “ingegneria del consenso” e di gestione dell'opinione pubblica, sperimentate da Edward Bernays, operano ora attraverso piattaforme digitali su una scala senza precedenti, preparando il terreno per il fenomeno della programmazione predittiva.
La programmazione predittiva opera presentando i sistemi di controllo futuri come intrattenimento, normalizzandoli prima della loro implementazione. Quando la realtà rispecchia la finzione, il pubblico è stato precondizionato ad accettarla. Non si tratta di una mera coincidenza: queste narrazioni preparano sistematicamente le popolazioni a trasformazioni pianificate.
Come spiega il teorico Alan Watt: “La programmazione predittiva agisce creando un condizionamento psicologico nelle nostre menti attraverso un processo di tipo pavloviano. Esponendo ripetutamente le persone a eventi futuri, o sistemi di controllo attraverso i media di intrattenimento, le risposte diventano familiari e quegli eventi vengono quindi accettati come eventi naturali quando si manifestano nella realtà”.
Hollywood funge da veicolo principale per la normalizzazione delle idee tecnocratiche. Film e programmi TV presentano costantemente scenari futuri che poi diventano realtà:
• Minority Report (2002) prevedeva pubblicità personalizzata e interfacce controllate dai gesti → Ora abbiamo annunci mirati e controlli touchless;
• Iron Man (2008) ha normalizzato le interfacce cervello-computer per l'uso quotidiano → Ora vediamo Neuralink e altre iniziative di impianti neurali ottenere l'accettazione del pubblico;
• Black Mirror (2011-) episodi sui punteggi di credito sociale → La Cina ha implementato sistemi simili;
• Contagion (2011) ha previsto in modo inquietante le risposte alla pandemia → Molte delle sue scene si sono svolte nella vita reale;
• The Social Network (2010) ha descritto la rivoluzione tecnologica come inevitabile e i leader come brillanti outsider → Portando a una diffusa venerazione dei tecnocrati;
• Person of Interest (2011) ha descritto la sorveglianza di massa tramite l'intelligenza artificiale → Ora abbiamo un riconoscimento facciale diffuso e una polizia predittiva;
• Her (2013) ha descritto un'intima relazione tra un essere umano e un assistente AI, presagendo l'erosione dei legami umani tradizionali;
• Elysium (2013) ha descritto la divisione tecnologica di classe → Ora assistiamo a un crescente dibattito sul potenziamento transumano limitato alle élite;
• Transcendence (2014) ha esplorato la fusione della coscienza umana con l'IA → Ora assistiamo a un rapido progresso di Neuralink e altre iniziative di interfaccia cervello-computer;
• Ready Player One (2018) ha normalizzato l'immersione digitale completa e l'economia virtuale → Ora assistiamo a iniziative di metaverso e mercati di asset digitali.
Anche l'intrattenimento per bambini gioca un ruolo. Film come WALL•E predicono il collasso ambientale, mentre film per bambini come Big Hero 6 della Disney/Pixar mostrano la tecnologia che “salva” l'umanità. Il messaggio rimane coerente: la tecnologia risolverà i nostri problemi, ma a scapito delle relazioni umane tradizionali e delle libertà. Questo condizionamento sistematico attraverso i media richiederebbe un quadro istituzionale altrettanto sistematico per essere implementato su larga scala.
Mentre Bernays e i suoi successori svilupparono il quadro psicologico per l'influenza di massa, l'implementazione di queste idee su larga scala richiese una solida architettura istituzionale. La traduzione di queste tecniche di manipolazione dalla teoria alla pratica sarebbe emersa attraverso reti di influenza attentamente costruite, ciascuna basata sul lavoro delle altre. Queste reti non si sarebbero limitate a condividere idee, ma avrebbero attivamente plasmato i meccanismi attraverso i quali le generazioni future avrebbero compreso e interagito con il mondo.
La rete istituzionale
La mappa tecnocratica richiedeva istituzioni specifiche per la sua attuazione. La Fabian Society, il cui stemma raffigura un lupo travestito da agnello e un logo a forma di tartaruga a rappresentare il loro motto “quando colpisco, colpisco duro” e “cambiamento lento e costante”, stabilì meccanismi per una graduale trasformazione sociale. Questo approccio gradualista sarebbe diventato un modello per l'attuazione del cambiamento istituzionale senza innescare resistenze.
La traduzione della teoria tecnocratica in linee di politica globali richiedeva la forza delle istituzioni. Organizzazioni come le Fondazioni Rockefeller e Ford non si limitarono a sostenere queste iniziative, ma ristrutturarono sistematicamente la società attraverso finanziamenti strategici e l'attuazione delle relative linee di politica. L'influenza della Fondazione Rockefeller sulla medicina rispecchiava la riorganizzazione dell'istruzione da parte di quella Ford, creando meccanismi interconnessi di controllo sulla salute e sulla conoscenza. Queste fondazioni erano più che semplici organizzazioni filantropiche: fungevano da incubatori per la governance tecnocratica, coltivando attentamente reti di influenza attraverso sovvenzioni, borse di studio e supporto istituzionale. Il loro lavoro dimostrò come una beneficenza di facciata potesse mascherare una profonda ingegneria sociale, un modello che continua con i filantropi di oggi nel mondo della tecnologia.
Bill Gates esemplifica questa evoluzione: la sua fondazione esercita un'influenza senza precedenti sulle linee di politica sanitarie globali, investendo contemporaneamente in sistemi di identificazione digitale, alimenti sintetici e tecnologie di sorveglianza. L'acquisizione di vaste proprietà agricole, che lo ha reso il più grande proprietario terriero privato d'America, corre parallela al suo controllo sui sistemi globali di conservazione e distribuzione dei semi. Come Rockefeller prima di lui, Gates utilizza le donazioni filantropiche per plasmare molteplici ambiti, dalla sanità pubblica al mondo dell'istruzione, dall'agricoltura all'identità digitale. La sua visione transumanista si estende alla brevettazione di interfacce uomo-computer, posizionandosi per influenzare non solo i nostri sistemi alimentari e sanitari, ma potenzialmente la biologia umana stessa attraverso l'integrazione tecnologica. Attraverso investimenti strategici nei media e pubbliche relazioni attentamente gestite, queste attività sono tipicamente presentate come iniziative benefiche piuttosto che come esercizi di controllo. Il suo lavoro dimostra come i filantropi moderni abbiano perfezionato i metodi dei loro predecessori nell'utilizzare le donazioni benefiche per progettare la trasformazione sociale.
La trasformazione della medicina offre un esempio lampante di come si siano evoluti i sistemi di controllo. Jonas Salk, celebrato come filantropo per il suo lavoro sui vaccini, rivelò motivazioni più oscure in libri come The Survival of the Wisest e World Population and Human Values: A New Reality, che sostenevano esplicitamente l'eugenetica e i programmi di spopolamento. Questo schema di apparente filantropia che maschera il controllo demografico si è ripetuto per tutto il secolo scorso, costringendoci a riconsiderare molti dei nostri presunti eroi del progresso.
La strumentalizzazione della divisione sociale è emersa attraverso un attento studio accademico. Il lavoro di Margaret Mead e Gregory Bateson in Papua Nuova Guinea, in particolare il loro concetto di schismogenesi (la creazione di fratture sociali), ha fornito il quadro teorico per l'ingegneria sociale moderna. Pur essendo presentati come una ricerca antropologica neutrale, i loro studi hanno di fatto creato un manuale per la manipolazione sociale attraverso lo sfruttamento dei conflitti interni. Steps to an Ecology of Mind di Bateson ha rivelato come i modelli di comunicazione e i circuiti di feedback possano plasmare il comportamento sia individuale che collettivo. Il concetto di schismogenesi descriveva come le separazioni iniziali potessero amplificarsi in cicli di opposizione auto-rinforzanti, un processo che oggi vediamo deliberatamente implementato attraverso gli algoritmi dei social media e i programmi di informazione mainstream.
Hate Inc. di Matt Taibbi offre una potente analisi contemporanea di come questi principi operino nella nostra era digitale. Ciò che Bateson osservò nelle culture tribali, Taibbi documenta nell'ecosistema mediatico odierno: lo sfruttamento sistematico della divisione attraverso la distribuzione algoritmica di contenuti e metriche di coinvolgimento, creando una forma industrializzata di schismogenesi che alimenta il controllo sociale attraverso conflitti artificiali, anche quando l'establishment “monopartitico” converge su questioni chiave come la politica estera.
Il Royal Institute of International Affairs e il Council on Foreign Relations hanno plasmato i quadri politici internazionali, mentre il Tavistock Institute ha sviluppato e perfezionato tecniche di operazioni psicologiche. La Scuola di Francoforte ha rimodellato la critica culturale e la Commissione Trilaterale ha guidato l'integrazione economica. Ognuna di queste organizzazioni svolge molteplici ruoli: incubare idee tecnocratiche, formare i futuri leader, creare reti di influencer chiave, sviluppare quadri politici e progettare il cambiamento sociale.
The Impact of Science on Society di Bertrand Russell fornì il modello per il controllo dell'istruzione moderno. “La materia che avrà maggiore importanza politica è la psicologia di massa”, scrisse. “La sua importanza è stata enormemente accresciuta dallo sviluppo dei metodi di propaganda moderni. Tra questi il più influente è quello che viene chiamato ‘istruzione’”. Le sue schiette esplorazioni del controllo demografico e della governance scientifica trovano espressione nei dibattiti contemporanei sul governo degli esperti e sul “seguire la scienza”. Queste idee si manifestano ora in sistemi educativi digitali standardizzati e piattaforme di apprendimento basate sull'intelligenza artificiale.
Limits to Growth del Club di Roma merita un'attenzione particolare per aver stabilito il quadro intellettuale alla base delle attuali iniziative di controllo ambientale e demografico. La loro dichiarazione secondo cui “il nemico comune dell'umanità è l'essere umano” ha rivelato il loro vero programma. Come affermarono esplicitamente in The First Global Revolution (1991): “Nella ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, abbiamo concepito l'idea che l'inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d'acqua, la carestia e simili sarebbero stati adatti [...]. Tutti questi pericoli sono causati dall'intervento umano ed è solo attraverso un cambiamento di atteggiamenti e comportamenti che possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è l'umanità stessa”. Le loro previsioni sulla scarsità di risorse non riguardavano solo le preoccupazioni ambientali, ma fornivano le basi per le attuali iniziative di comunicazione sul cambiamento climatico e di controllo demografico, abilitando il controllo sia attraverso l'allocazione delle risorse che attraverso l'ingegneria demografica.
Queste strutture istituzionali non sono rimaste statiche, ma si sono evolute con la capacità tecnologica. Ciò che è iniziato come un sistema fisico di controllo avrebbe trovato la sua massima espressione nell'infrastruttura digitale, raggiungendo un livello di sorveglianza e modifica comportamentale che i tecnocrati del passato potevano solo immaginare.
Implementazione moderna: la convergenza dei sistemi di controllo
L'architettura di sorveglianza moderna pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Dispositivi intelligenti monitorano i ritmi del sonno e i parametri vitali di milioni di persone, mentre assistenti AI guidano le nostre routine quotidiane con il pretesto della comodità. Proprio come il mondo di Truman era controllato da telecamere nascoste e interazioni organizzate, il nostro ambiente digitale monitora e modella il nostro comportamento attraverso dispositivi che accettiamo volentieri. Notizie e informazioni fluiscono attraverso filtri algoritmici attentamente selezionati che plasmano la nostra visione del mondo, mentre la sorveglianza e l'automazione sul posto di lavoro definiscono sempre più i nostri ambienti professionali. Il nostro intrattenimento arriva attraverso sistemi di raccomandazione, le nostre interazioni sociali sono mediate da piattaforme digitali e i nostri acquisti sono monitorati e influenzati da pubblicità mirate. Laddove il mondo di Truman era controllato da un singolo produttore e da un team di produzione, la nostra realtà ingegnerizzata opera attraverso quadri integrati di tecnologie di controllo. L'infrastruttura della tecnocrazia – dalla sorveglianza digitale agli algoritmi di modificazione comportamentale – fornisce i mezzi pratici per implementare questo controllo su larga scala, ben oltre qualsiasi cosa raffigurata nel mondo artificiale di Truman.
Come l'ambiente attentamente controllato di Truman, il nostro mondo digitale crea un'illusione di scelta mentre ogni interazione è monitorata e plasmata. Ma a differenza delle telecamere fisiche di Truman, il nostro sistema di sorveglianza è invisibile, integrato nei dispositivi e nelle piattaforme che adottiamo volontariamente. Persino le nostre decisioni in materia di salute sono sempre più guidate da algoritmi “esperti”, l'istruzione dei nostri figli viene standardizzata attraverso piattaforme digitali e i nostri viaggi sono costantemente monitorati tramite biglietti digitali e GPS. Ancora più insidioso, il denaro stesso si sta trasformando in valuta digitale tracciabile, completando il circuito di sorveglianza. Proprio come ogni acquisto e movimento di Truman era attentamente tracciato nel suo mondo artificiale, le nostre transazioni finanziarie e i nostri movimenti fisici sono sempre più monitorati e controllati attraverso sistemi digitali, ma con una precisione e una portata ben maggiori di qualsiasi cosa possibile nella realtà artificiale di Truman.
I programmi storici si sono manifestati con notevole precisione nei nostri sistemi attuali. Il Cervello Mondiale di Wells è diventato il nostro Internet, mentre il soma di Huxley assume la forma di SSRI diffusi. I sogni di governance globale della Bailey emergono attraverso le Nazioni Unite e il WEF, mentre l'era tecnetronica di Brzezinski si afferma come capitalismo della sorveglianza. Il modello educativo di Russell si manifesta nelle piattaforme di apprendimento digitale, le tecniche di manipolazione di Bernays alimentano i social media e le preoccupazioni ambientali del Club di Roma guidano le linee di politica sui cambiamenti climatici. Ogni modello storico trova la sua implementazione moderna, creando reti di controllo convergenti.
La fase successiva dei sistemi di controllo sta già emergendo. Le valute digitali delle banche centrali (CBDC) stanno creando quello che equivale a un gulag digitale, dove ogni transazione richiede approvazione e può essere monitorata o impedita. I punteggi ambientali, sociali e di governance (ESG) estendono questo controllo al comportamento aziendale, mentre la governance basata sull'intelligenza artificiale automatizza sempre più i processi decisionali. Questo nuovo paradigma codifica efficacemente la “cancel culture”, oltre alle iniziative di diversità, equità e inclusione, nel sistema monetario, creando un sistema completo di controllo finanziario.
Iniziative come Internet dei Corpi e lo sviluppo di città intelligenti supervisionate da enti governativi come la rete C40 dimostrano ulteriormente come la visione tecnocratica venga implementata oggi. Questi sforzi per fondere la biologia umana con la tecnologia digitale e per centralizzare le infrastrutture urbane sotto il controllo tecnocratico rappresentano la logica estensione del modello storico delineato in questo saggio.
Comprendere per resistere
Il futuro tecnocratico non è in arrivo: è già qui. Ogni giorno viviamo le previsioni che questi pensatori fecero decenni fa, ma comprendere la loro visione ci dà potere.
Proprio come Truman Burbank salpa infine verso i confini del suo mondo artificiale, riconoscendo l'illusione che lo aveva limitato, anche noi dobbiamo trovare il coraggio di spingerci oltre i confini della nostra realtà imposta digitalmente. Ma a differenza della cupola fisica di Truman, i nostri vincoli sono sempre più biologici e psicologici, intrecciati nel tessuto stesso della vita moderna attraverso sistemi di controllo tecnocratici. La domanda non è se viviamo in un sistema simile a quello di Truman: è dimostrato che è così. La domanda è se riconosceremo la nostra cupola digitale prima che diventi biologica e se avremo il coraggio di navigare verso i suoi confini come fece Truman.
Azioni individuali
• Implementare solide pratiche di privacy: crittografia, minimizzazione dei dati, comunicazioni sicure;
• Sviluppare competenze critiche di alfabetizzazione mediatica;
• Mantenere alternative analogiche ai sistemi digitali;
• Praticare periodi sabbatici tecnologici.
Costruzione di famiglie e comunità
• Creare reti di supporto locali indipendenti dalle piattaforme digitali;
• Insegnare ai bambini il pensiero critico e il riconoscimento di schemi;
• Creare alternative economiche basate sulla comunità;
• Costruire relazioni faccia a faccia e incontri regolari.
Approcci sistemici
• Supportare e sviluppare tecnologie decentralizzate;
• Creare sistemi paralleli per l'istruzione e la condivisione delle informazioni;
• Costruire strutture economiche alternative;
• Sviluppare l'indipendenza alimentare ed energetica locale.
La nostra resistenza quotidiana deve avvenire attraverso un impegno consapevole: utilizzare la tecnologia senza essere utilizzati da essa, consumare intrattenimento comprendendone la programmazione e partecipare alle piattaforme digitali mantenendo la privacy. Dobbiamo imparare ad accettare la comodità senza rinunciare all'autonomia, seguire gli esperti mantenendo il pensiero critico e abbracciare il progresso preservando i valori umani. Ogni scelta diventa un atto di resistenza consapevole.
Anche questa analisi segue il modello che descrive. Ogni sistema di controllo è emerso attraverso uno schema coerente: prima una tabella di marcia articolata da pensatori chiave, poi un quadro sviluppato attraverso le istituzioni, infine un'implementazione che appare inevitabile una volta completata. Proprio come Wells immaginò il Cervello Mondiale prima di Internet e Rhodes progettò i sistemi di borse di studio prima della governance globale, il progetto diventa visibile solo dopo averne compreso i componenti.
La scelta futura
Come con il graduale risveglio di Truman a fronte dell'artificialità del suo mondo, la nostra consapevolezza di questi sistemi di controllo si sviluppa attraverso il riconoscimento di schemi. E proprio come Truman deve superare le sue paure programmate per navigare verso i confini del mondo a lui noto, anche noi dobbiamo superare i nostri comodi vincoli tecnologici per preservare la nostra umanità.
La convergenza di questi sistemi di controllo – dal fisico allo psicologico, dal locale al globale, dal meccanico al digitale – rappresenta il culmine di un progetto di ingegneria sociale durato un secolo. Ciò che ebbe inizio con i monopoli hardware di Edison e il Cervello Mondiale di Wells si è evoluto in un sistema onnicomprensivo di controllo tecnologico, creando un Truman Show digitale su scala globale.
Tuttavia la conoscenza di questi sistemi rappresenta il primo passo verso la resistenza. Comprendendone lo sviluppo e riconoscendone l'implementazione, possiamo compiere scelte consapevoli sul nostro coinvolgimento con essi. Sebbene non possiamo sfuggire completamente dalla griglia tecnocratica, possiamo preservare la nostra umanità al suo interno attraverso azioni consapevoli e connessioni locali.
Il futuro rimane non scritto. Attraverso la comprensione e l'azione consapevole, possiamo contribuire a plasmare un mondo che preservi l'agire umano all'interno della rete tecnologica che definisce sempre più la nostra realtà.
Questa scala metaforica, che si eleva sempre più verso un'ascesa apparentemente divina, riflette la visione tecnocratica della trascendenza dell'umanità attraverso mezzi tecnologici. Malgrado ciò la vera liberazione non risiede nello scalare questa gerarchia costruita, ma nello scoprire la libertà che esiste oltre i suoi confini: la libertà di plasmare il nostro destino piuttosto che lasciarlo dettare da una mano invisibile. La scelta che ci attende è chiara: rimarremo Truman accettando i limiti del nostro mondo costruito? O faremo quel passo finale, salpando verso un futuro incerto ma in definitiva autodeterminato?
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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