venerdì 6 marzo 2020

Il COVID-19 porterà ad un gold standard?





di Alasdair Macleod


Ancor prima che il coronavirus si scatenasse in una Cina impreparata, il ciclo del credito stava facendo cadere il mondo in recessione. Il coronavirus ha semplicemente peggiorato una situazione esistente, bloccando la Cina e interrompendo le catene di approvvigionamento globali al punto in cui si sono inceppate ampie zone di produzione globale.

È probabile che la crisi sia un campanello d'allarme per quegli investitori ancora ignari del pericolo, che sono contenti di acquistare obbligazioni a prezzi elevati emesse da governi in bancarotta. Una recessione trasformata dal coronavirus in un crollo porterà ad un'esplosione sincronizzata dell'emissione di debito, per la quale non ci sono acquirenti e potrà solo essere monetizzata.

L'adeguamento alla realtà sarà catastrofico per le finanze degli stati e delle loro valute fiat. Questo articolo spiega perché il crollo dei prezzi degli asset finanziari e delle valute fiat è probabile che sarà rapido, forse dando alla gente comune in alcune giurisdizioni una prima prospettiva di un ritorno all'oro e all'argento come moneta circolante.



Introduzione

Il mio ultimo articolo sottolineava come gli asset finanziari e le valute fiat crolleranno insieme. La base di questa supposizione è duplice: in primo luogo, le politiche delle banche centrali stanno vincolando l'aumento dei prezzi degli asset finanziari con il mantenimento del valore delle valute fiat. Pertanto se uno cade, entrambi cadono. E in secondo luogo c'è un precedente storico: la bolla della Mississippi di 300 anni fa.

I tempi per un tale collasso sembrano essere imminenti. Ogni giorno sempre più dati confermano che l'economia globale sta scivolando in recessione. Finora le persone hanno ignorato questo importante sviluppo, ma ora che sta diventando difficile ignorarlo, senza dubbio il coronavirus si prenderà la colpa. Questo è un errore perché i fattori che portano ad un crollo, principalmente la fine della fase espansiva del ciclo del credito che si combina con il protezionismo commerciale americano contro le importazioni cinesi, fanno eco agli sviluppi che hanno portato al crollo di Wall Street nell'ottobre 1929. Se questo punto è accettato, il mondo potrebbe essere sull'orlo di una recessione esacerbata ma non causata dal virus.

Il coronavirus ha quasi bloccato totalmente l'economia cinese. Minaccia di diventare una pandemia con gravi conseguenze per tutte le altre economie nazionali e le loro valute fiat.

La questione centrale che scaturirà dalla prossima crisi monetaria sarà incentrata sul rating del debito pubblico. Quasi tutti gli stati guidati dal welfare state sono finiti in una trappola del debito. Pensano che l'inflazione dei prezzi sia sotto controllo, perché lo dicono le statistiche ufficiali, permettendo loro di continuare ad accumulare deficit di bilancio crescenti con apparente impunità. Le banche centrali non si rendono conto che molto presto saranno le uniche acquirenti del debito dei loro governi. L'ironia di ripetere gli errori della Reichsbank nel 1918-23 non sarà affatto colta e il percorso verso la bancarotta non farà che accelerare il ritmo della stampa monetaria.

Il coronavirus è forse un modo affinché i mercati possano riguadagnare il controllo sui prezzi, togliendolo dalle mani dei pianificatori monetari centrali. I panglossiani nelle comunità bancarie e di investimento saranno bruscamente svegliati per ritrovarsi a fissare la realtà economica. Solo allora ci sarà la possibilità che le menzogne ​​neo-keynesiane vengano scartate e che ci sia un ritorno al denaro sano ed onesto.

È improbabile che ci sia molto tempo. Anche senza il coronavirus, un bear market per le obbligazioni potrebbe essere da solo un evento devastante. L'inflazione delle valute fiat e la soppressione dei tassi d'interesse sono stati i principali motori dietro l'aumento dei prezzi delle obbligazioni, il che ci dice che il loro collasso indebolirà anche le stesse valute fiat, un doppio smacco  per gli investitori ignari. Ma rispetto a cosa dobbiamo misurare un declino delle valute fiat? Denaro sano ed onesto, ovviamente: oro e argento, insieme anche ad altre riserve di valore come Bitcoin.



I titoli di stato hanno raggiunto la fine della strada

Prenderemo come esempio principale il mercato obbligazionario statunitense, perché i fan delle valute fiat credono che oltre ai singoli valori temporali rappresentino il criterio di investimento privo di rischio. Il decennale USA ha un rendimento inferiore all'1,6%, ma i suoi prezzi futuri sollevano gravi problemi.

Prima di affrontare il rischio, dovremmo far notare che la teoria delle preferenze temporali ci dice che il possesso di liquidità vale sempre più del suo non possesso. La determinazione di tal valore futuro non è significativo se si acquista un decennale USA al fine di rivenderlo una settimana dopo. Ma se lo si acquista al fine di tenerlo come un investimento, allora la determinazione del suo valore futuro diventa rilevante. Non possiamo sapere quale sarà questa preferenza temporale, perché può essere ben inquadrata solo in un mercato libero, non in un mercato manipolato dalle azioni della FED. Ma con la storia come guida, un valore annualizzato di circa il 2% per un'obbligazione a 10 anni può essere utilizzato come guida approssimativa.

La Figura 1, un grafico a lungo termine del rendimento di questo bond, sembra indicare che esiste un bottom solido intorno all'1,4% (rappresentato dalla linea orizzontale). Questo bottom è circa mezzo punto percentuale in meno rispetto al nostro valore di preferenza temporale stimato.


Con il suo rendimento attualmente dell'1,56%, il prezzo sembra non aver molto margine di salita e possiamo capire perché. E se accettiamo le stime del governo riguardo l'IPC-U, secondo cui tutti gli articoli indicizzati sono saliti del 2,5%, il rendimento dovrebbe essere più vicino al 4% e quindi quello attuale è fortemente soppresso.

Questo non è tutto. Mentre il livello generale dei prezzi è un concetto economico, non è misurabile; un fatto che consente al BLS e a tutte le altre nazioni di usare l'IPC "standardizzato" per cercare una cifra ufficiale. Due analisti indipendenti, il Chapwood Index e Shadowstats, ci confermano che un tasso più realistico di deprezzamento monetario del dollaro USA non è del 2%, ma di circa il 10% annuo.

Ma per il momento gli investitori credono che alla bugia dell'inflazione dei prezzi perché lo vogliono in realtà. Quando inizieranno a rendersi conto che il tasso ufficiale è pura finzione, allora i titoli di stato rifletteranno un rendimento molto più elevato. In altre parole, qualsiasi rialzo dei prezzi delle obbligazioni è limitato, mentre laltro lato della medaglia offre più margine di discesa. A titolo esemplificativo, un'obbligazione a 10 anni al rendimento attuale dovrebbe scendere di $47,40 per incarnare un rimborso lordo del 10%.

Ovviamente il mercato dei titoli del Tesoro USA è mispriced. Per stimare la probabilità che la FED perda il controllo dei prezzi delle obbligazioni, dovremmo anche tenere conto dello stato delle finanze del governo degli Stati Uniti, poiché non abbiamo ancora incorporato rischi futuri di svalutazione monetaria nei nostri calcoli. Con un deficit di bilancio iniziale nell'anno fiscale in corso a $1.027 miliardi, una recessione, per non parlare di un crash, peggiorerà notevolmente le finanze pubbliche. Per gli anni 2020-2022 il CBO prevede una crescita del PIL reale in media del 2% annuo. In un futuro molto prossimo, a causa del solo coronavirus, sarà probabilmente rivista drasticamente verso il basso, se non dal CBO dagli attori di mercato, poiché ulteriori prove di una recessione incombente diventeranno troppo difficili da ignorare.

Tutto quello che dobbiamo sapere per ora è che la revisione delle prospettive economiche sarà significativa, sulla base delle recenti tendenze recessive e del potenziale impatto del coronavirus. L'attuale fase del ciclo del credito indica che le banche sono in procinto di ritirare il credito in circolazione, colpendo particolarmente le PMI. La disoccupazione aumenterà, insieme alle bancarotte.

Ma anche se il coronavirus sarà contenuto in Cina e in Asia orientale, le catene di approvvigionamento delle società statunitensi cesseranno di funzionare, richiedendo una riallocazione di tempo e credito bancario. E questo è anche un anno elettorale, quando la prudenza economica e finanziaria di qualsiasi presidente è al minimo e la sua amministrazione è più propensa a buttare soldi per qualsiasi problema economico.

Senza una recessione, a parità di altre ipotesi, le previsioni del CBO e l'effetto sul debito pubblico potrebbero essere ritenute credibili dagli investitori creduloni. Ma tutto il resto non rimane uguale e possiamo già vedere perché queste previsioni si stiano già rivelando sbagliate. La domanda quindi è quale sarà l'effetto sui mercati quando si comprenderanno questi errori ed i prezzi degli asset finanziari si aggiusteranno alla realtà.

L'adeguamento seguirà l'attuale periodo di compiacenza. I prezzi dei titoli del Tesoro USA di recente sono saliti, in parte perché li si considera beni rifugio, ma certamente sulla fiducia nella gestione economica dello stato. Le azioni sono al massimo, o vicine ai massimi storici, rispetto ai valori relativi dei rendimenti obbligazionari e l'aspettativa è che una qualsiasi recessione sarà lieve. Un ulteriore quantitative easing dovrebbe sostenere l'economia e la prospettiva a lungo termine di una ripresa economica decente. Un ulteriore quantitative easing è considerato bullish.

Le preoccupazioni per il dollaro sono praticamente assenti. La psicologia degli investitori è parte integrante del Dilemma di Triffin, secondo cui politiche fiscali altrimenti irresponsabili consentono al fornitore della valuta di riserva mondiale di accumulare deficit aumentando l'offerta di dollari per gli stranieri, sempre affamati di biglietti verdi e che reinvestono in titoli di stato statunitensi. E se c'è una recessione, recita la teoria mainstream, allora ci sarà sempre una fuga verso dollari e titoli del Tesoro USA.

La seconda parte del Dilemma di Triffin finisce con una crisi, che è sostanzialmente ciò che stiamo affrontando ora. Gli investitori devono ancora prenderne nota.

Mettendo per il momento da parte gli effetti del coronavirus, gli imprenditori ed i loro banchieri di solito sono i primi a vedere che l'ottimismo economico è fuori luogo. Gli imprenditori annaspano a causa del deterioramento delle condizioni commerciali ed i banchieri affrontano lo stesso destino con la valutazione del rischio. Le autorità, in particolare la FED, saranno le prossime, visto che hanno commesso l'errore di credere nelle proprie statistiche e nelle baggianate keynesiane.

Si può prevedere la scena: visto che l'economia non sta andando come sperato, la FED decide di chiamare la dirigenza delle banche GSIB per ascoltare le loro preoccupazioni, raccogliere informazioni e rassicurarle sul fatto che tutto è sotto controllo. Successivamente possiamo immaginare la seguente conversazione:
Banchiere A: "Beh, che ne pensi?"

Banchiere B: "La FED deve essere preoccupata se ha sentito il bisogno di rassicurarci. Le cose vanno peggio di quanto pensassimo."

Banchiere A & B: (Pensando) Riferirò al mio consiglio che la FED è molto preoccupata e dobbiamo ridurre urgentemente il nostro portafoglio di prestiti prima che lo facciano i nostri concorrenti.

È successo prima. Niente di tutto ciò si verificherebbe in un'economia basata su denaro sano ed onesto e mercati liberi, suscettibili solo a crash una tantum come una guerra e il coronavirus. Invece l'economia americana è gestita sulla base del mantenimento della fiducia dei consumatori e dell'offerta ininterrotta di credito. Dopo molti anni di salvataggi, gli attori economici sono diventati completamente dipendenti dal mantenimento della fiducia e non hanno piani alternativi in ​​caso di fallimento. Ma il fallimento sta diventando evidente.

La questione centrale si sposta quindi sul rating del credito futuro del governo degli Stati Uniti. Supponendo che la FED stia perdendo il controllo della situazione monetaria complessiva e che i rendimenti dei prezzi verranno impostati dai mercati, come valutereste un mutuatario molto grande con il seguente profilo di credito?
  • Nessun surplus di entrate rispetto alle spese sin dal 2001. La tendenza attuale è un ulteriore deterioramento senza fine in vista.
  • Il valore attuale netto delle passività future è stimato in modo indipendente (Kotlikoff) a oltre $200.000 miliardi. Il reddito corrente (tasse ecc.) a $3.600 miliardi fornisce un rapporto tra reddito e spesa futura di oltre 50 volte. Il reddito fiscale diminuirà quasi sicuramente facendo aumentare ulteriormente questo rapporto.
  • Il costo degli interessi netti a tassi d'interesse irrealisticamente bassi è pari al 38% del deficit dello scorso anno. Un tasso d'interesse più realistico potrebbe avere un effetto immediato e catastrofico sulle finanze statali.
  • Il management sembra ingiustificatamente ottimista sul fatto che i ricavi futuri aumenteranno.

In assenza di un management che accetta di cambiare radicalmente rotta, ci può essere solo una risposta: non prestare denaro ed eliminare tutta l'esposizione esistente. Quando lo si capirà questa sarà la realtà a cui si troveranno di fronte non solo le banche, ma tutti i possessori di titoli del Tesoro USA, compresi gli stranieri.

Di conseguenza il passaggio dallo stato attuale di un controllo repressivo ad una valutazione realistica del debito pubblico sarà sia feroce che rapido. Gli unici stranieri che potrebbero ritardare la vendita del debito esistente del governo degli Stati Uniti sono quelli sotto il manganello dello zio Sam o che non desiderano esacerbare la situazione. Con il collasso del commercio transfrontaliero, tutti gli altri non hanno buone ragioni per detenere dollari e debito in dollari, per non parlare di estenderne l'esposizione. Inoltre negli ultimi anni gli hedge fund sono andati short su euro e yen e long su dollari e debito del Tesoro USA attraverso swap fx. Anche tali posizioni da migliaia di miliardi di dollari devono essere smobilitate, il che metterà ulteriore pressione sul dollaro e sui mercati obbligazionari.

L'unico acquirente sarà la FED che, così come per le nuove emissioni, dovrà assorbire le vendite estere e quelle degli hedge fund in difficoltà. Per questi motivi la monetizzazione del debito dovrà quasi certamente avvenire su una scala molto più ampia rispetto alla crisi della Lehman. Non vi è alcun prezzo per il debito pubblico in queste circostanze, poiché più alto è il tasso d'interesse, peggiore diventerà il numero. Né ci sarà alcun valore per la valuta utilizzata per acquistarlo, perché se lo stato va in bancarotta la sua valuta scoperta diventerà anch'essa senza valore.

Altri stati con importanti oneri futuri in materia di welfare si trovano in una posizione simile. Gli elevati rapporti debito/PIL diventeranno una trappola del debito, in combinazione con deficit di bilancio alimentati dalla recessione e costi di finanziamento realistici. Nell'Unione Europea e in Giappone i costi di finanziamento dei governi raggiungeranno vette spropositate.

Nel frattempo c'è un'aria di compiacimento perché si ritiene che la prossima crisi porterà a tassi ancora più bassi, come è avvenuto per ogni crisi del credito negli ultimi quarant'anni. Ma come mostrato nella Figura 1, dopo un lungo calo il rendimento del decennale USA sta ora facendo fatica a scendere. I tassi d'interesse a zero o addirittura negativi imposti dalla FED non possono modificare questo fatto.

Questo è importante, perché le banche centrali hanno provato tutto ciò che potevano per ripristinare la crescita economica e hanno esaurito le idee. Guidate dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, stanno ora supplicando i loro governi di indebitarsi di più mentre i tassi sono economici, nella speranza che i maggiori deficit di bilancio impediscano al mondo di scivolare in recessione.



Le altre banche centrali sono sulla stessa barca

Il diavolo del debito è tentatore e il debole cede alle sue lusinghe. La risposta di tutti i membri del G20 ad un'economia globale in recessione sarà ovviamente una raffica coordinata di spesa in deficit che porterà ad un'espansione sincronizzata dell'offerta di titoli di stato e denaro fiat per pagarla. È impossibile, anche per uno come Boris Johnson, resistere all'imperativo politico di costruire nuovi ospedali, formare migliaia di nuovi infermieri e poliziotti e lanciare denaro su una nuova ferrovia fuori budget che collega il nord dell'Inghilterra a Londra. Che, per inciso, probabilmente svuoterà il nord in cerca di fortuna a Londra, invece di diffondere la ricchezza di Londra verso il nord. La maggior parte di questa spesa è classificata come investimento, ma il fatto è che senza un aumento proporzionale dei risparmi personali si tratta di spesa inflazionistica.

Forse il dollaro non sarà il primo a scivolare, vista la chiusura dell'economia cinese a causa del coronavirus. Lo yuan sarà il primo a soffrire negli scambi con l'estero, un processo che sembra già essere iniziato. Ma questo potrebbe galvanizzare la PBOC per stabilizzare la valuta, cosa che può fare legandola all'oro. In tal modo farebbe un favore all'umanità aprendo la strada ad una soluzione alla crisi finanziaria ed economica che si sta sviluppando, che con il coronavirus minaccia di essere potenzialmente peggiore di qualsiasi cosa registrata nei tempi moderni.

Il motivo per cui il dollaro è probabilmente prossimo a scivolare lo ritroviamo nell'esposizione che gli stranieri hanno nei suoi confronti, l'equivalente di oltre un anno di PIL: circa $4.000 miliardi di depositi bancari e $19.400 miliardi di titoli statunitensi secondo gli ultimi dati TIC disponibili.

Nel breve periodo l'economia disastrata della Cina, portandosi dietro la Germania e altri, incoraggerà il mito secondo cui il dollaro è un rifugio sicuro. L'indice ponderato per il commercio si è rafforzato nelle ultime settimane a causa dell'indebolimento sia dello yuan che dell'euro, e anche i rendimenti del Tesoro USA sono scesi. È improbabile che una situazione tale sopravviva al deterioramento delle condizioni economiche.

Oltre ai venditori stranieri, non scordiamoci le posizioni speculative da migliaia di miliardi di dollari in swap su valute detenute dagli hedge fund che dovranno essere smobilitate quando il dollaro si indebolirà. Ciò comporterà l'acquisto temporaneo di euro e yen. Al termine di tale effetto a breve termine, queste valute subiranno il contraccolpo di valori dei titoli di stato in calo e valori di borsa in calo, soprattutto se misurati in oro, argento e bitcoin.



Diversi tipi di denaro sano ed onesto segnalano una crisi delle valute fiat

È prevedibile che una crisi a causa della fase di bust del ciclo del credito e del coronavirus andrà a colpire le singole valute fiat sia in sequenza che in generale. Questo articolo ha fornito alcuni suggerimenti su una probabile sequenza: yuan, dollaro, euro e yen. Ma come andranno le cose nell'effettivo è una questione di ipotesi. Dal tumulto che ci attende, i vincitori saranno probabilmente oro, argento e Bitcoin.

In termini reali, l'oro è ancora sottoprezzo rispetto al dollaro, in base alle sue quantità relative. Ciò è illustrato nella Figura 2, che raffigura l'oro aggiustato all'aumento della quantità di denaro fiat.


Questo grafico dovrebbe contraddire qualsiasi idea che il recente aumento del prezzo dell'oro possa essere esagerato. La verità è che il bear market del prezzo dell'oro a seguito del picco del 1980 ha quasi eliminato il metallo giallo dai portafogli d'investimento. Se questo lungo periodo sta per finire, gli investitori tenteranno di trasferire le loro allocazioni da asset inflazionistici a protezioni contro suddetta inflazione. Per questo motivo l'aumento del prezzo dell'oro in dollari potrebbe essere molto marcato, in particolare se si tiene conto di un'ulteriore accelerazione della svalutazione monetaria globale. E questo prima ancora di vedere l'IPC ufficiale spostarsi al di sopra degli obiettivi ufficiali fissati al 2%.

Sia per l'oro che per l'argento possiamo aspettarci che i movimenti iniziali riflettano la loro eventuale sostituzione della valuta fiat. Nel caso dell'argento, val la pena di ricordare che il suo utilizzo come denaro è stato scartato solo nel 1870. Quando il denaro fiat fallisce, è probabile che l'argento riacquisterà un ruolo monetario secondario e ciò avrà un impatto sostanziale sul suo potere d'acquisto. In base all'attuale rapporto oro/argento di 87 volte, uno spostamento verso il vecchio rapporto di circa 15 volte significa che per gli speculatori l'argento rappresenterà una forma privilegiata per tornare al denaro sano ed onesto



Bitcoin

Durante precedenti periodi di crisi monetaria, il fallimento del denaro fiat è stato sempre evidenziato dall'aumento dei prezzi dei metalli preziosi. Dall'ultima crisi finanziaria è sorta una nuova categoria di riserva di valore: Bitcoin.

Attualmente non è ancora ben adatto ad essere mezzo per regolare le transazioni o per fare confronti di valore tra un bene e un altro. I settlement sono limitati rispetto alla scalabilità superiore offerta dalle carte di credito e di debito. Dove Bitcoin va alla grande è come riserva di valore.

Conoscendo il Bitcoin e perché funziona, una nuova generazione di giovani esperti di tecnologia è diventata consapevole del modo in cui i loro governi svalutano le valute per trasferire segretamente ricchezza dagli individui allo stato, alle banche e ai loro clientes. I sostenitori di Bitcoin sono una folla intelligente, ben istruita ed arrabbiata per l'abuso perpetrato ai loro danni dalle valute fiat.

In tutte le popolazioni vi è quindi una comprensione sempre più diffusa della fragilità delle valute statali, e quindi è probabile che un loro abbandono si sviluppi in un periodo di tempo più breve di quanto suggerirebbe l'esperienza dei casi precedenti.



Conclusione

Tutte le circostanze elencate in questo articolo puntano ad un crollo molto più rapido dei valori degli asset finanziari e delle valute fiat rispetto a quanto pensavano i sostenitori di una moneta sana ed onesta. I dubbi sui tempi sono stati risolti in una certa misura dall'improvviso sviluppo del coronavirus, che ha già fatto esplodere l'economia cinese, interrompendo le catene di approvvigionamento globali e la fornitura di beni di consumo.

Nella misura in cui il coronavirus ha dato una mano alla distruzione delle valute fiat e della mitologia keynesiana, possiamo trarre conforto dal fatto che avrà portato avanti l'eventuale reintroduzione dell'oro e di un gold standard. Il percorso non è semplice. Bisognerà passare attraverso la distruzione dei valori degli asset finanziari e le conseguenze economiche per la gente comune saranno disastrose. Possiamo aspettarci disordini civili ed instabilità politica.

I governi occidentali ed i loro consiglieri non hanno familiarità con gli argomenti a favore dell'oro, dopo aver trascorso mezzo secolo a respingerlo. Questo fatto favorisce tutte quelle economie che non l'hanno scartato, tra cui Russia, Cina e molte altre nazioni asiatiche. Alcuni governi, come l'India, potrebbero tentare di confiscare l'oro dei loro cittadini (ecco perché in questo contesto è meglio Bitcoin che un ritorno all'oro tout court, NdT), ma in generale gli errori economici occidentali potrebbero portare ad una superiorità economica dell'Asia.

Per tutti gli altri sarà un viaggio molto difficile.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 5 marzo 2020

Le criptovalute sono agorismo in azione





di Wendy McElroy


Il libro "New Libertarian Manifesto" (NLM) del libertario/anarchico Samuel E. Konkin III (SEK3) ha inaugurato un movimento che è cresciuto incredibilmente negli ultimi decenni: l'agorismo. Questo è il movimento della rivoluzione pacifica attraverso la contro-economia: lo studio o la pratica di ogni azione umana pacifica proibita dallo stato. Gli agoristi, ha scritto SEK3, sono "contro-economisti con coscienza libertaria", pertanto si rifiutano di essere parte dello stato o di usare la violenza se non per autodifesa.



L'agorismo secondo Samuel E. Konkin III

“Assistiamo all'efficacia della libertà ed esultiamo per l'intricata bellezza del complesso scambio volontario. Chiediamo il diritto che ogni ego possa massimizzare il suo valore senza limiti, salvo quando si trova di fronte quello di un altro ego. Proclamiamo l'era del Mercato senza limiti, la condizione naturale e appropriata per l'umanità, la ricchezza in abbondanza, gli obiettivi senza fine o limite, e il significato di autodeterminazione per tutti: Agora.”

Così ha scritto Samuel E. Konkin III nel "New Libertarian Manifesto" (le citazioni in questo articolo provengono tutte da questo libro), purtroppo lui è morto nel 2004 e ha perso l'opportunità di abbracciare il fenomeno delle criptovalute. Come suo associato e amica, garantisco che ne sarebbe rimasto affascinato. Così com'è, NLM ha prefigurato uno degli effetti più importanti che le criptovalute eserciteranno sugli individui e sul mondo: mitigheranno il crollo del dollaro e dell'economia globale, che probabilmente si porterà dietro diversi stati. Come le criptovalute, l'agorismo offrirà un metodo non statalista per creare e usare la ricchezza aumentando la libertà individuale. Entrambi funzionano fuori dagli schemi.



Agorismo in azione

La chiave per capire il modo in cui l'agorismo opera fuori dagli schemi risiede nel suo approccio a quattro tipi di mercati: rosso, nero, grigio e bianco.

I mercati rossi sono costituiti da "scambi" che implicano atti coercitivi da parte di privati, come un rapinatore o una minaccia. Sebbene alcuni atti coercitivi siano associati al mercato nero, questa è una classificazione errata. "La mafia, ad esempio", ha osservato SEK3, "non è un mercato nero, ma funge da governo per alcuni mercati neri; da essi raccoglie denaro sotto forma di pizzo (tasse) e attraverso decisioni unilaterali e percosse (rispetto delle leggi) cerca di rafforzare la sua influenza su di essi, arrivando persino alla guerra quando il suo monopolio è minacciato."

I mercati neri consistono in "qualsiasi cosa non violenta proibita dallo Stato e portata avanti comunque". I beni e i servizi scambiati includono droghe, materiale censurato, prostituzione, documenti falsi, abitazioni illegali, contrabbando, gioco d'azzardo e prodotti cotnraffatti. Il mercato nero è costituito da crimini senza vittime. L'importanza e l'estensione del mercato nero in una determinata società dipendono dalle dimensioni del mercato bianco che coesiste accanto ad esso. Nell'ex-Unione Sovietica, ad esempio, il mercato nero era vasto perché il mercato bianco, l'economia sovietica "ufficiale", era micro-controllata dallo stato e non poteva soddisfare i bisogni della popolazione.



Grigio e bianco

Un mercato grigio si riferisce al commercio di beni e servizi che non sono di per sé illegali, ma che sono ottenuti o distribuiti in modi che lo sono. Il lavoro senza licenza e sottobanco, come l'idraulico ed il muratore “freelance”, sono esempi in merito. Il lavoro di idraulico non è illegale, ma lo stato richiede impianti idraulici di alto livello in modo da prendere la sua parte sotto forma di licenze e tasse.

La distinzione tra un atto o uno scambio rosso, nero e grigio dipende dal livello di aggressività presente. Prendiamo in considerazione l'atto di uccidere qualcuno. "L'omicidio è mercato rosso", ha spiegato SEK3, "difendersi da un criminale (quando lo Stato proibisce l'autodifesa) [...] è nero a New York City e grigio a Orange County". La differenza, almeno quando è stato pubblicato NLM nel 1980? Orange County ha riconosciuto il diritto all'autodifesa, ma ha limitato le circostanze in cui può essere esercitata.

Un mercato bianco è costituito da transazioni legalmente accettate che sono regolate dallo stato e tassate. Questi scambi sono ciò che la maggior parte delle persone conduce quotidianamente. In un sistema statalista l'economia tenderà naturalmente verso le zone nere e grigie, perché è qui che esistono libertà finanziaria e profitto. Il fattore restrittivo è la paura dello stato e la punizione. Tuttavia la realtà ci dice che "oggi le grandi aziende sono parzialmente contro-economiche, operando nel mercato bianco per soddisfare gli agenti governativi, pagare un po' di tasse e segnalare un numero simbolico di lavoratori. Il resto del business si espande con gli appaltatori indipendenti che forniscono, assistono e distribuiscono il prodotto finito. Nessuno, nessun business, nessun lavoratore e nessun imprenditore deve essere un mercato bianco." Scegliere il grigio è una scelta, sebbene con dei rischi.



Le quattro categorie in relazione alle criptovalute

Anche le criptovalute possono essere visualizzate attraverso le lenti delle quattro le categorie sopraccitate. C'è il rosso quando qualcuno entra nel wallet di un'altra persona o usa ransomware per estorcere fondi o informazioni; questa è aggressività. Il nero è quando una valuta elettronica è proibita dallo stato, ma la gente la usa comunque perché offre libertà e un deposito di ricchezza superiore; a tal proposito il Venezuela è un esempio perfetto. Il grigio si verifica quando una criptovaluta legale viene scambiata in modo illegale, come il trading peer-to-peer che evita i requisiti fiscali di uno stato. Il bianco sono quelle valute digitali emesse da banche centrali, ma include anche scambi di criptovalute conformi ai requisiti statali in materia di emissione e rendicontazione; quest'ultima forma funziona come un'estensione dello stato, che è l'antitesi del libero mercato e della libertà.

Nel suo libro SEK3 ha evidenziato un impatto dell'agorismo che anche le criptovalute condividono: non solo attenuano l'effetto dello statalismo sull'individuo che impiega l'agorismo, ma forniscono anche un atterraggio più morbido per la società quando l'economia crollerà. “La contro-economia fornisce una gratificazione immediata per coloro che abbandonano la moderazione statalista [...]. Ma solo il Nuovo Libertarismo offre una riforma della società in un modo da vivere e lavorare senza cambiare la natura dell'Uomo. Le utopie possono essere scartate; alla fine si intravede come rimodellare la società per adattarla all'uomo piuttosto che viceversa. "

Ciò significa che la strada verso la libertà e la prosperità individuali vale anche per la società. Infatti sarebbe assurdo se i percorsi divergessero, poiché la società non è altro che un gruppo di individui che condividono la stessa natura di base. La natura fondamentale dell'uomo è lo scambio per un guadagno economico e personale, e il bisogno umano di scambio è ciò che crea le società in primo luogo. Il benessere dell'individuo è il benessere della società.



Libero scambio senza coercizione

Affinché avvenga un vero scambio, gli individui devono agire volontariamente. Nella misura in cui è presente l'aggressività, lo "scambio" viene forzato. Maggiore è la coercizione, meno vantaggioso è lo "scambio" per chiunque tranne l'aggressore. Detto diversamente: i mercati nero e grigio consentono agli individui e alle società di prosperare. I mercati bianchi e rossi li drenano di energia, prosperità e libertà.

Sfortunatamente le criptovalute potrebbero essere in svantaggio rispetto all'agorismo quando si tratta di funzionare nel mercato bianco. Non è solo possibile, ma anche un automatismo per le persone utilizzare mercati neri e grigi per evitare lo stato. Per prima cosa, lo stato spesso chiude un occhio perché la posta in gioco è così piccola o perché si rende conto che la sopravvivenza della società dipende da scambi sottobanco; l'Unione Sovietica ne fu un esempio. Ma la posta in gioco è tutt'altro che piccola con valute concorrenti e la sopravvivenza dello stato dipende dal mantenimento del suo monopolio monetario. Man mano che le criptovalute aumentano di popolarità, minacceranno sempre di più il potere statale. Non ci saranno occhi chiusi quando si tratterà di criptovalute.

Coloro che apprezzano la prosperità e la libertà conferite dalle criptovalute sarebbe saggio a preferire sempre i mezzi del mercato nero o grigio, anche quando sono disponibili quelli convenienti del mercato bianco. I primi rafforzano l'individuo e la società; questi ultimi rafforzano lo stato.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 4 marzo 2020

Debiti, deficit e la via verso la MMT





di Lance Roberts


Nel settembre 2017, quando l'amministrazione Trump ha iniziato a promuovere l'idea di una riduzione delle tasse, ho scritto una serie di articoli che discutevano di come fosse sbagliato pensare che i tagli fiscali avrebbero portato a maggiori esenzioni fiscali e quindi ad una riduzione del disavanzo. Ecco un promemoria:
Dati i livelli record di debito, il Paese non può permettersi un taglio fiscale finanziato col deficit. Le riforme fiscali che aumentano il debito rallenteranno, anziché migliorare, la crescita economica a lungo termine.

NON ci sono prove a sostegno del fatto che i tagli alle tasse riducano il deficit. Gli aumenti della spesa in deficit per controbilanciare una crescita economica più debole sono risultati in maggiori deficit che portano ad un'ulteriore debolezza della crescita economica. Infatti sin da quando Reagan ha abbassato le tasse negli anni '80, sia la crescita del PIL che il deficit sono andati solo in una direzione: più in alto.


Questo era il deficit a settembre 2017.

Eccolo oggi.


Al contrario di tutte le promesse fatte, la crescita economica non è riuscita a rafforzarsi. Inoltre le entrate federali in percentuale del PIL sono scese a livelli che storicamente sono coincisi con le recessioni.




Perché è importante?

Il presidente Trump ultimamente ha proposto il suo budget da $4.800 miliardi e, non a caso, suggerisce che il deficit diminuirà nei prossimi 10 anni.

Tale è una fantasia ed è stata abbellita da arzigogoli matematici per illudere gli elettori. Come di recente ha scritto Jim Tankersley:
La Casa Bianca sostiene che ciò è conveniente e che il deficit inizierà a scendere, calando al di sotto dei mille miliardi nell'anno fiscale del 2021 e il bilancio sarà in pareggio entro il 2035. Tale proiezione si basa su ipotesi ottimistiche sulla crescita e sull'accumulo di nuovo debito federale, aree in cui tutte le previsioni passate si sono rivelate un flop.

Il nuovo budget prevede un tasso di crescita per l'economia degli Stati Uniti del 2,8% quest'anno o, secondo la metrica che l'amministrazione preferisce citare, un tasso del 3,1%. Questo è più di mezzo punto percentuale in più rispetto alle previsioni della Federal Reserve e del Congressional Budget Office.

Prevede quindi una crescita superiore al 3% annuo per i prossimi anni se verranno attuate le politiche economiche dell'amministrazione Trump. La FED, l'ufficio del bilancio e altri ancora vedono la crescita scendere al di sotto del 2% ogni anno nel lasso di tempo sopraccitato. Entro il 2030 l'amministrazione prevede che l'economia sarà più grande del 15% rispetto alle previsioni dell'ufficio del bilancio.

Le amministrazioni passate hanno anche abbellito le loro previsioni di bilancio con proiezioni economiche che si sono rivelate troppo belle per essere vere. Nel bilancio dell'esercizio 2011, ad esempio, l'amministrazione Obama prevedeva diversi anni di crescita raggiungendo il 4% a seguito della crisi finanziaria del 2008, un numero che non si è mai avvicinato alla realtà.

Le aspettative di bilancio di Trump contraddicono anche l'ultimo avviso sul deficit del Congressional Budget Office:
"Il CBO stima un deficit per il 2020 di $1.000 miliardi, pari al 4,6% del PIL. Il divario previsto tra spesa ed entrate aumenta al 5,4% del PIL nel 2030. Si prevede che il debito pubblico detenuto dalla popolazione aumenterà nel prossimo decennio, dall'81% del PIL nel 2020 al 98% del PIL nel 2030. Da qui in poi continuerà a crescere secondo le proiezioni del CBO, raggiungendo il 180% del PIL nel 2050, ben al di sopra del livello più alto mai registrato negli Stati Uniti.


Con deficit senza precedenti di miliardi di dollari, questo Paese ha bisogno di un budget serio. Sfortunatamente ciò non si può dire di quello che il Presidente ha appena presentato al Congresso, che è pieno di insensatezze economiche." - Maya Macguineas


Il debito rallenta la crescita economica

C'è una dipendenza di lunga data a Washington per il debito. Ogni anno continuiamo ad accumulare più debito con l'aspettativa che la crescita economica ne seguirà presto.

Tuttavia l'eccessivo indebitamento da parte di società, famiglie o governi è alla base di quasi tutte le crisi economiche degli ultimi quattro decenni, dal Messico al Giappone e dall'Asia orientale a Russia, Venezuela e Argentina. Ma non sono solo i Paesi, anche le aziende. Non bisogna guardare troppo indietro per vedere come aziende del calibro di Enron, GM, Bear Stearns, Lehman e una litania di altre siano state abbattute dall'aumento dei livelli del debito e dalla semplice "avidità". Anche le famiglie hanno visto la loro giusta quota di disastri legati all'onere del debito, dai mutui alle carte di credito fino ad enormi perdite riguardo la ricchezza personale.

Dopo quasi 40 anni ci si aspetta che alcune lezioni vengano apprese.


Tale abbandono spericolato nelle braccia del debito da parte dei politici è semplicemente dovuto alla mancanza di "esperienza" con le conseguenze che ha questa pratica.

Nel 2008 Margaret Atwood ha discusso questo punto in un articolo sul Wall Street Journal:
Senza memoria, non c'è debito. In altre parole: senza storia, non c'è debito.

Una storia è una serie di azioni che si verificano nel tempo e il debito si verifica a seguito di azioni che vengono svolte nel tempo. Pertanto qualsiasi debito implica una trama: come sei diventato debitore, cosa hai fatto, detto e pensato mentre eri lì; e poi, a seconda che il finale sia felice o triste, come sei uscito dal debito, altrimenti come ti sei avvicinato sempre di più al momento in cui sei stato sopraffatto.

Il problema oggi è che negli Stati Uniti non esiste una "storia" sulle conseguenze del debito. Mentre vi è una litania di altri Paesi che hanno avuto la loro dose di "disastri dovuti al debito", questi problemi sono stati respinti con la scusa del "sì, ma non sono gli Stati Uniti ".

Questa mancanza di una "storia" è ciò che ci ha portato alle porta della "Modern Monetary Theory", o "MMT". Come Michael Lebowitz ha spiegato:
La teoria MMT crede essenzialmente che la spesa pubblica possa essere finanziata stampando denaro. Attualmente la spesa pubblica è finanziata dal debito e non dalla stampante della FED. I discepoli della MMT ci dicono che quando le catene del debito e dei deficit vengono rimosse, la spesa pubblica può promuovere a pieno ritmo la crescita economica, la piena occupazione e le elargizioni pubbliche.

Assistenza sanitaria gratuita ed istruzione superiore, lavori per tutti, salari e tutte le altre promesse sono solo alcuni dei vantaggi che la MMT può offrire. Almeno è così che viene venduta la teoria.

Cosa non si può amare di questa roba?

Oh sì, la parte del deficit.



I deficit non sono si finanziano da sé

La premessa della MMT è che la spesa pubblica in "deficit" non è un problema, perché la spesa per "investimenti produttivi" si ripaga da sé nel tempo.

Ma qui sta il problema: cosa costituisce esattamente la formula "investimenti produttivi"?

Affinché la spesa pubblica in "deficit" sia efficace, il "rimborso" degli investimenti effettuati deve produrre un tasso di rendimento più elevato rispetto al tasso d'interesse sul debito utilizzato per finanziarli.

Esempi di tali investimenti vanno dalla diga di Hoover alla Tennessee River Valley Authority. È importante sottolineare che i "progetti di spesa per le infrastrutture" devono avere un flusso di entrate a lungo termine legato al tempo. Costruire strade e ponti verso il "nulla" può creare posti di lavoro a breve termine, ma una volta completata la costruzione, il vantaggio economico diventa negativo.

Il problema della MMT è che la sua attenzione sulla spesa NON gli permette di capire quali sono gli investimenti produttivi, confondendoli con il welfare state che ha un tasso di rendimento negativo.

Naturalmente il governo federale gestisce un programma "Quasi-MMT" sin dal 1980.

Secondo il Center On Budget & Policy Priorities, circa il 75% di ogni dollaro in tasse è destinato a spese non produttive. (Gli stessi programmi proposti dai Democratici.)


Per chiarire questo aspetto, nel 2019 il governo federale ha speso $4.800 miliardi, il che equivaleva al 22% dell'intero PIL nominale della nazione. Di quella spesa totale, SOLO $3.600 miliardi sono stati finanziati da entrate fiscali e $1.100 miliardi sono stati finanziati attraverso il debito.

In altre parole, se il 75% di tutte le spese è destinato al welfare state e agli interessi sul debito, tali pagamenti hanno richiesto $3.600 miliardi, ovvero circa il 99% delle entrate totali.

Vi sono anche prove chiare che l'aumento dei debiti e dei deficit NON porta né ad una crescita economica più forte, né ad un aumento della produttività. Come Michael Lebowitz ha dimostrato in precedenza:
Dal 1980 il tasso di crescita medio a lungo termine della produttività si è fermato in un intervallo compreso tra lo 0 ed il 2% annuo, con un netto calo rispetto ai 30 anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando la crescita della produttività era in media tra il 4 ed il 6%. Sebbene non esista una misura esatta della produttività, la produttività totale dei fattori (TFP) è considerata una delle migliori misure. I dati della TFP possono essere trovati qui.

Il grafico seguente rappresenta un semplice indice che abbiamo creato e mette a confronto la produttività totale dei fattori (TFP) rispetto al tasso di crescita medio decennale della TFP. La linea dell'indice TFP è divisa in tratti verdi e rossi per evidenziare il cambiamento nella tendenza del tasso di crescita della produttività che si è verificato nei primi anni '70. La linea tratteggiata verde estrapola la tendenza dell'era precedente al 1972. 


Il grafico della crescita della produttività media a 10 anni (linea nera) rispetto al rapporto tra il credito totale degli Stati Uniti in circolazione e il PIL (linea verde) è indicativo.


Ciò rafforza il messaggio degli altri grafici relativi al debito: negli ultimi 30 anni l'economia ha fatto più affidamento sulla crescita del debito e meno sulla produttività per generare attività economica.

Più grande è il debito, più è economicamente distruttivo deviare una quantità sempre crescente di dollari dagli investimenti produttivi al relativo ripagamento.

Dal 2008 l'economia è cresciuta ben al di sotto della sua tendenza esponenziale a lungo termine. Tale è stata una fonte costante di frustrazione sia per Obama, Trump e la FED, che continuano ad aspettarsi qualcosa di diverso solo per rimanere poi delusi.


L'importanza della crescita del debito rispetto alla crescita economica è fin troppo evidente. Quando l'emissione di debito è esplosa sotto l'amministrazione Obama ed è accelerata sotto il presidente Trump, è stata necessaria una quantità sempre crescente di debito per generare $1 di crescita economica.


Un altro modo per vedere l'impatto del debito sull'economia è quello di osservare come sarebbe la crescita economica in "assenza di debito". In altre parole, senza debito, non vi è stata alcuna crescita economica organica.

Per trent'anni, dal 1952 al 1982, il surplus di bilancio ha favorito un aumento del tasso di crescita economica, che ha avuto una media di circa l'8% durante suddetto periodo. Oggi, con l'economia che dovrebbe crescere solo del 2% nel lungo periodo, il deficit economico non è mai stato più elevato. Se sottraete il debito, dal 1990 non c'è stata alcuna crescita economica organica.


Ciò che è indiscutibile è che i deficit di bilancio che finanziano la crescita improduttiva, non sono economicamente sostenibili nel lungo termine.



E infine arrivò la resa dei conti

Negli ultimi 40 anni l'economia americana si è impegnata ad aumentare i livelli di spesa in deficit senza i risultati promessi dalla MMT.

C'è anche un costo di cui non abbiamo ancora sentito parlare dai suoi sostenitori.

Il valore del dollaro, come qualsiasi commodity, aumenta e diminuisce al variare dell'offerta di dollari. Se lo stato raddoppiasse improvvisamente l'offerta di moneta, un dollaro varrebbe comunque un dollaro, ma comprerebbe solo la metà di ciò che avrebbe acquistato prima della loro azione.

Questo è il difetto che i sostenitori della MMT non affrontano mai.

La MMT non elimina i pasti gratis.

La MMT viene pagata riducendo il valore del dollaro ed ergo il potere d'acquisto della valuta fiat. La MMT è una tassa nascosta pagata da tutti coloro che detengono dollari. Il problema, come ha sottolineato Michael Lebowitz in Two Percent for the One Percent, è che l'inflazione tende a danneggiare i poveri e la classe media mentre avvantaggia i ricchi.

Questo è il motivo per cui il divario di ricchezza è più pervasivo che mai. Attualmente il 10% superiore dei percettori di reddito possiede quasi l'87% del mercato azionario. Tutti gli altri si affannano per far quadrare i conti.


Come ho affermato sopra, gli Stati Uniti hanno messo in pratica la MMT negli ultimi tre decenni e hanno provocato disuguaglianze sociali, illusioni insostenibili, frustrazioni ed un aumento delle richieste di maggior livelli di socialismo.

È tutto come ci si aspetterebbe da una simile teoria e la storia è piena di Paesi che hanno tentato lo stesso. Attualmente non sono stati raggiunti i limiti della spesa per debiti a Washington e la fine di questa particolare storia non è ancora stata scritta.

Ma alla fine lo sarà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 3 marzo 2020

Chi ha votato pro-Brexit non è “irrazionale” come crede chi la pensa diversamente





di Ryan McMaken


Chris Johns sull'Irish Times è sgomento per tutto il supporto che vede nei confronti della Brexit. È seccato dal fatto che molti a favore stiano andando contro i propri interessi economici, almeno secondo la sua opinione.

Johns osserva, ad esempio, che la Brexit potrebbe avere un impatto significativo sulla produzione britannica e potrebbe essere problematica per la crescita del reddito e le entrate fiscali. Rassegnato alla Brexit come dato di fatto, però, suggerisce di provare a rendere la transizione il più indolore possibile, ma insiste: "La Gran Bretagna ne uscirà più povera o molto più povera". Ma è troppo tardi per evitare i danni: "Abbiamo cercato di avvisare la gente dei pericoli della Brexit, ma è andata avanti e l'ha supportata comunque. Quindi adesso starà peggio."

A Johns manca una bella porzione di tematiche economiche avanzate dai sostenitori della Brexit.

Al momento anche i dati economici suggeriscono che gli inglesi stiano meglio oggi, ma il gioco della Brexit per molti è sempre stato uno in cui i sostenitori ritengono che l'indipendenza politica porterà guadagni economici nel lungo termine, anche se ci saranno problemi nel breve termine. Ciò non prova che i sostenitori stiano agendo contro i propri interessi economici, o che non capiscano le realtà economiche. Mostra semplicemente che le loro previsioni sul futuro sono diverse da quelle di Johns.

Ma l'incomprensione di quest'ultimo va ben oltre. Il motivo principale per cui presume che le persone staranno peggio è la sua mancata comprensione del processo di calcolo di costi e benefici. Una volta che andiamo oltre le nozioni di "homo economicus", ci rendiamo conto che i benefici della Brexit possono essere molteplici e non possono essere tracciati da alcun ufficio statale e non compaiono in alcun dato statistico. Ad economisti ed esperti che limitano i loro calcoli a statistiche misurabili, manca un grosso pezzo di come gli esseri umani misurano e valorizzano il mondo che li circonda.



Non possiamo apporre un numero sul costo di opportunità dell'adesione all'UE

Sono state elaborate statistiche ufficiali per tenere traccia degli eventi identificabili e numerabili, questo è il motivo per cui numeri come "tassi di disoccupazione" e "redditi mediani" costituiscono la spina dorsale delle statistiche dei governi. Possono essere identificati e conteggiati con relativa facilità sulla base di sondaggi o dell'osservazione diretta. Ma questi numeri sono a malapena utili quando si tratta di misurare il mondo reale.

Gran parte della preoccupazione per l'abbandono dell'UE si è concentrata su questioni che sono difficili da quantificare, come i regolamenti governativi e le opportunità perse. Come si quantifica esattamente un nuovo regolamento sulle imprese britanniche emesso dai burocrati dell'UE? Una singola azienda potrebbe essere in grado di rischiare un'ipotesi, ma i dati aggregati sono molto meno affidabili e molto meno calcolabili con precisione.

Ancora più difficile da conteggiare è il costo di opportunità dell'adesione all'UE. Come osservato da alcuni critici, ad esempio, l'adesione all'UE ha limitato la capacità del Regno Unito di espandere gli scambi al di fuori del blocco europeo. Non c'è modo di mettere un numero su quanto queste opportunità perse possano essere costate alle famiglie britanniche. Certamente alcuni ricercatori c'hanno provato, ma finiamo per discutere dell'accuratezza e della pertinenza della ricerca. In definitiva, c'è bisogno del giudizio di ogni singola persona per valutare se l'adesione all'UE "valga o meno".



Il “profitto psicologico” di lasciare l'UE

Altre cose sono ancora più difficili da quantificare delle opportunità perse: i benefici immateriali dell'uscita dall'UE.

Ad esempio, un elettore pro-Brexit potrebbe sostenere che le leggi britanniche dovrebbero essere decise in Gran Bretagna, anche se ciò significa pagare dazi più elevati. Pertanto l'indipendenza politica sarebbe più preziosa della vendita di merci in Francia a dazi inferiori. Ovviamente, non c'è modo di determinare esattamente quanti benefici produca "l'indipendenza politica" per una persona, ma il valore è reale.

Ora siamo nel regno del "profitto psicologico", quel profitto che una persona percepisce nella propria mente operando una certa azione o in presenza di un certo stato di cose. Il problema con i profitti psicologici è che non sono quantificabili come lo sono i profitti in denaro. Come ha sottolineato l'economista Ludwig von Mises, i profitti e le perdite sono "qualità psicologiche e non riducibili a qualsiasi descrizione interpersonale in termini quantitativi". Inoltre Mises osservava che i "fenomeni psicologici" da cui derivano queste valutazioni implicano "magnitudini incalcolabili". Anche se una persona apprezza la Brexit più del commercio con dazi bassi, è impossibile stabilire quanto di più.

Un problema contabile simile si presenta con la questione dell'immigrazione. Alcuni elettori sostengono la Brexit perché sperano che ridurrà l'immigrazione. In questo caso, alcuni hanno concluso che i loro profitti psicologici saranno migliori qualora circondati da persone di lingua e cultura simili.

Di fronte all'idea che maggiori controlli sul lavoro dei migranti potrebbero aumentare il costo della vita, alcuni potrebbero tuttavia concludere che la perdita psicologica derivante dall'immigrazione superi i benefici monetari della manodopera a basso costo.

Tutto ciò dovrebbe illustrare che quando parliamo della decisione di un elettore di sostenere una determinata linea di politica, non stiamo impiegando una scienza esatta. Sostenendo politiche che potrebbero in definitiva portare a prezzi più alti o dazi più elevati, non si sta necessariamente cadendo vittime dell'analfabetismo economico. Si sta semplicemente prendendo una posizione che, nella propria mente, qualcosa che non può essere misurato in libbre ha più valore di qualcosa che può essere misurato in libbre. È un processo di calcolo razionale, solo che è un calcolo impossibile da quantificare.

Alcuni economisti trovano questo genere di cose piuttosto fastidioso. Johns, ad esempio, si lamenta del fatto che la "guerra culturale" dietro la Brexit abbia portato ad "un danno collaterale accettabile". Intende dire che gli elettori hanno abbandonato quello che considera un pensiero economico valido a favore di "benefici" che non possono essere conteggiati. Nella mente di esperti come Johns, le persone sono "irrazionali" se scelgono una politica che potrebbe ridurre il loro reddito misurato in dollari o sterline.



Il vero problema: la maggioranza impone politiche sulla minoranza

I critici della Brexit come Johns farebbero bene ad ammettere che i loro avversari non sono analfabeti economici e gente irrazionale. Ma anche se siamo tutti d'accordo sul fatto che persone diverse calcolano i benefici economici nei loro modi non misurabili, non abbiamo risolto i nostri problemi politici.

Politiche come la Brexit saranno sempre problemi finché le persone che esprimeranno giudizi di valore diversi saranno costrette a vivere sotto un governo comune. Abbiamo un problema perché la maggioranza può imporre una politica alla minoranza perdente.

Nel caso della Brexit, ad esempio, quasi metà della popolazione sembra essere indifferente all'adesione all'UE, o attivamente a sostegno di essa. E proprio come i dati statistici non possono dirci se i sostenitori della Brexit hanno "ragione", non possono nemmeno esprimere un giudizio sui sostenitori dell'UE. A molti di quest'ultimi piace il fatto che l'UE imponga normative ambientali a tutti gli stati membri, che l'adesione all'UE aumenti l'immigrazione per motivi estranei ai fattori economici e alcuni ritengono di trarre beneficio emotivo da un'Europa politicamente unita.

Ciò non significa che questa minoranza di elettori dovrebbe essere costretta a lasciare l'UE perché lo afferma il 51% della popolazione.

L'ideologia alla base della democrazia non offre risposta a questo problema. Abbiamo una situazione in cui circa la metà della popolazione crede di trarre profitto (psicologicamente o meno) da una certa linea di politica, ma circa la metà della popolazione ritiene di trarre profitto dalla linea di politica opposta. Questo problema peggiora ulteriormente se ridotto a livello regionale. La maggior parte dei residenti in Scozia, ad esempio, si oppone alla Brexit ed ora che quest'ultima è una realtà parecchi scozzesi sostengono l'indipendenza. Sembrerebbe violare le nozioni di base della giustizia insistere sul fatto che la Scozia sia tenuta a rispettare per sempre i dettami della maggioranza inglese.



Ora i separatisti scozzesi sono quelli “irrazionali”

Nonostante siano stati informati su quanto fossero economicamente inetti a sostenere la Brexit, alcuni stanno ora rivolgendo gli stessi argomenti agli scozzesi. Questo sedicente esperto, per esempio, potrebbe anche dire "guardate quei folli degli scozzesi, vogliono tagliarsi fuori dal loro miglior partner commerciale (Inghilterra)!" Nella mente di coloro che si oppongono all'indipendenza, i dettami del buon senso economico significano che la Scozia dovrebbe rimanere nel Regno Unito. Ma gli esperti anti-indipendenza potrebbero commettere lo stesso errore degli esperti anti-Brexit. Potrebbe essere che gli scozzesi pro-indipendenza ritengano di trarre maggiori benefici dall'indipendenza piuttosto che dall'unità, anche se le statistiche ufficiali dicono diversamente. Se molti scozzesi credono veramente in questo, sarà molto difficile convincerli del contrario, indipendentemente da quanti studi economici vengono stilati.

Alla fine rimane sempre un problema politico che non può essere risolto insistendo sul fatto che tutte le persone intelligenti concordano con noi perché i nostri fogli di calcolo e contatori di fagioli ci dicono quale posizione politica è "migliore".

Nulla di tutto ciò dovrebbe suggerire che l'economia sia sbagliata. Sì, i dazi bassi sono migliori di quelli alti. Sì, gli imprenditori dovrebbero essere liberi di assumere lavoratori indipendentemente dal loro Paese di provenienza. Sì, le normative statali sulle imprese sono un onere distruttivo, che siano imposte da Londra o da Bruxelles. Ma il dibattito sulla Brexit non riguardava se i dazi alti siano migliori di quelli bassi, bensì chi dovesse decidere sui dazi, e dove e come. Si trattava di questioni ben al di là del fatto che un ulteriore 1% di crescita potesse o meno essere escluso dal PIL nel trimestre successivo. Molti hanno cercato di trasformare la Brexit in un semplice dibattito sulla politica economica, ma l'economia come immaginata dagli statistici non è mai stata sufficiente per capire come le persone abbiano calcolato il valore di lasciare l'UE.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 2 marzo 2020

I socialisti sono sempre a caccia dei vostri figli





di Jeffrey Tucker


Alexandria Ocasio-Cortez ha esternato un commento riguardo un argomento alquanto diffuso: la pressione sulle persone affinché abbiano figli. Ho pensato e ripensato al suo commento, perché incarna una storia molto pericolosa di ciò che le persone con le sue aspirazioni hanno fatto per controllare la società dall'alto verso il basso. Alla fine questo succede ad ogni ideologia socialista, arrivando a disprezzare la casualità della produzione umana più di ogni altra libertà.



L'anarchia della produzione umana

Pensate a quanto segue. In condizioni di libertà, in cui lo stato non determina la direzione e la forma finali dell'evoluzione sociale, le persone procreano in base alle loro scelte. Possono sviluppare relazioni private, sposarsi, creare famiglie e prendere le proprie decisioni riproduttive senza chiedere il permesso allo stato. Ciò significa necessariamente che i dati demografici prendano il loro corso senza una direzione centralizzata.

Nessuna società socialista può permettere che ciò accada. Le persone usano le risorse e se si permette alla loro creazione di essere soggetta alla casualità delle scelte, il controllo svanisce. Se si aspira a controllare la società, bisogna controllare i suoi dati demografici sopra ogni altra cosa. Bisogna porre fine alla libertà di procreare senza permesso.

Per questo motivo la regola cinese del figlio unico per famiglia non era un'aberrazione; era una realizzazione del desiderio di pianificare l'ordine sociale. Troviamo invece la politica opposta nella Romania comunista, dove a tutte le donne veniva chiesto che avessero cinque figli.

Lo stesso valeva per la Germania nazista. La legge prevedeva la massima procreazione da parte dei tedeschi. Le leggi contro il mescolamento delle razze furono pesantemente applicate ed i non tedeschi erano seriamente scoraggiati nella riproduzione e spesso sterilizzati. Questo era il "nazionalsocialismo": doveva controllare la demografia secondo un piano dettato centralmente.

Un secolo fa gli Stati Uniti erano afflitti dallo stesso impulso. Una generazione di accademici, politici ed intellettuali si radunò attorno ad una soluzione al panico demografico di quella generazione: troppe persone sbagliate si stavano riproducendo e diventando ricche. Bisognava fare qualcosa, quindi furono attuate una serie di politiche per realizzare i sogni degli eugenetici.

Quali erano queste politiche? Naturalmente la sterilizzazione, ma era solo l'inizio. I salari minimi vennero approvati come un programma di eugenetica: una barriera per entrare nella forza lavoro avrebbe vietato agli "inferiori e agli imbecilli" di guadagnare denaro e quindi li avrebbe fatti morire di fame sterminandoli in una generazione. (È una parafrasi del libro di economia di Frank Taussig pubblicato nel 1912.)

Altre politiche ispirate all'eugenetica includevano la suddivisione della popolazione in zone, la segregazione, le leggi di Jim Crow (nessuna mescolanza di razza), i limiti di orario di lavoro che prendevano di mira le donne (le donne in un regime di eugenetica servono solo ad uno scopo), le restrizioni all'immigrazione (progettate per mantenere puro il pool genetico nazionale e prevenire la "mongrelizzazione") e persino le elargizioni del welfare (che erano strutturati per disincentivare le donne a lavorare).



L'eugenetica è ancora qui

Queste politiche sono ancora tutte qui, anche se le giustificazioni originali sono state completamente dimenticate. Praticamente siamo felici di ignorare questa brutta parentesi storica e fingere che tutta la legislazione nata da essa sia stata progettata per aiutare le persone piuttosto che controllarle e/o sterminarle.

Sicuramente l'eugenetica non tornerà mai, no? Sicuramente siamo più civili di così?

In realtà la richiesta dello stato di gestire i dati demografici non scompare mai del tutto. Il controllo del mix demografico e delle tendenze demografiche accompagna le aspirazioni a controllare la società.

Così la visione totalitaria di Platone dell'ordine sociale richiede che lo stato controlli le donne sin dalla gravidanza e prenda il pieno controllo del bambino dopo la nascita. Ciò implica il permesso di procreare. Nessuno stato che cerca di gestire le persone può permettere una libertà totale nel procreare ed educare un figlio.

E oggi, con la "destra populista" alla ribalta in Europa e negli Stati Uniti, i timori demografici sono una forza trainante della politica. Non importa se la preoccupazione venga da sinistra o da destra, la soluzione proposta all'anarchia della riproduzione umana è sempre autoritaria e fondamentalmente una minaccia per la libertà umana.



Mises, il profeta

Ludwig von Mises, nella sua confutazione del socialismo nel 1922, lo spiegò bene. Aveva capito che il socialismo avrebbe richiesto necessariamente la nazionalizzazione del potere riproduttivo femminile e anche il controllo completo delle nascite. Il socialismo non riguarda solo il controllo della libertà e della proprietà, ma anche il controllo delle persone e delle loro vite sessuali. Fu uno dei pochi ad avere questa intuizione (specialmente tra gli economisti, molti dei quali erano responsabili della mappatura dei piani di eugenetica).
Senza una regolamentazione coercitiva della crescita della popolazione, una comunità socialista è inconcepibile. Una comunità socialista deve essere in grado di impedire alle dimensioni della popolazione di salire o scendere al di sotto di determinati limiti definiti. Deve cercare di mantenere la popolazione sempre a quel numero ottimale che consenta la massima produzione pro capite.

Deve considerare sia la sotto che la sovrappopolazione come un male. In una società basata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione tutto ciò non esisterebbe, perché essa armonizza il numero di nascite con i limiti dei mezzi di sussistenza; mentre una comunità socialista sarà obbligata a regolamentarle. In che modo, però, non è necessario discuterne qui. Né è rilevante per il nostro scopo indagare se le sue misure serviranno idee eugenetiche o etnologiche. Ma è certo che anche se una comunità socialista può portare "amore libero", non può in alcun modo portare nascite libere. Si può dire che il diritto all'esistenza di ogni persona nata esista solo quando si possono prevenire nascite indesiderate.

Questa fu una critica molto significativa al momento in cui venne scritta. Nel mondo anglofono libri come The Passing of the Great Race erano su ogni tavolino, libri che prevedevano la morte della razza bianca e quindi la fine della civiltà. Il panico demografico era ovunque dd è proprio attraverso questa paura che il socialismo è arrivato per la prima volta negli Stati Uniti.



Mises sui nazisti

Alcuni decenni dopo abbiamo visto i risultati. Le piene implicazioni di tali politiche furono realizzate nella Germania nazista. L'impulso di controllare i dati demografici portò alla costruzione di una macchina per uccidere senza precedenti, costruita e dispiegata in nome della scienza.

L'influenza dell'esperienza americana sull'eugenetica non passò inosservata agli occhi di Mises, che scrisse quanto segue nel 1947:
Il piano nazista era più completo e quindi più dannoso di quello dei marxisti. Mirava ad abolire il laissez-faire non solo nella produzione di beni materiali, ma anche nella produzione di uomini. Il Führer non era solo il direttore generale di tutti i settori; era anche il direttore generale della fattoria di allevamento, con l'intenzione di allevare uomini superiori ed eliminare gli animali inferiori. Un grandioso schema di eugenetica doveva essere attuato secondo principi "scientifici".

È vano per i campioni dell'eugenetica protestare che non intendevano ciò che i nazisti eseguivano. L'eugenetica mira a mettere alcuni uomini, sostenuti dal potere di polizia, in completo controllo della riproduzione umana. Suggerisce che i metodi applicati agli animali domestici debbano essere applicati anche agli uomini. Questo è esattamente ciò che i nazisti hanno cercato di fare. L'unica obiezione che un eugenista coerente può sollevare è che il suo piano differisce da quello degli studiosi nazisti e che vuole allevare un altro tipo di uomini rispetto ai nazisti. Poiché ogni sostenitore della pianificazione economica centrale punta solo all'esecuzione del proprio piano, ogni sostenitore della pianificazione eugenetica punta all'esecuzione del proprio piano e vuole che sia egli stesso ad agire come allevatore di risorse umane. [...]

I massacri perpetrati nei campi degli orrori nazisti sono troppo orribili per essere descritti con le parole, ma erano l'applicazione logica e coerente di dottrine e politiche che erano considerata alla stregua di scienza applicata da uomini che nelle scienze naturali hanno mostrato acume e abilità tecniche nella ricerca di laboratorio.


Panico demografico e statalismo

Stiamo vivendo l'ennesimo giro di panico riguardo la demografia. Le persone sbagliate sono alle nostre porte, ci viene detto, la razza bianca si sta estinguendo, dobbiamo arruolare esperti per dirci chi è in forma e chi non è idoneo usando la misura scientifica del QI. Tali nozioni sono popolari e stanno spostando l'attenzione da ideali superiori come la libertà umana.

Non importa se il panico riguardo la demografia sia infondato quanto la conclusione politica (lo era cento anni fa figuriamoci oggi). La bellezza di una società non deriva dalla sua capacità di soddisfare il piano di una persona per una società più omogenea. La magia creativa della libertà si realizza nelle delizie inaspettate che emergono dalle interazioni non pianificate dei membri di una società eterogenea. Indipendentemente da ciò, l'eterogeneità non è un difetto dell'ordine sociale; è un pregio.

Attenti, amici miei, i socialisti possono iniziare a credere di stare pensando al benessere di tutti. Ma una volta che rivolgono la loro attenzione al controllo, alla fine scoprono che il controllo dei dati demografici è essenziale per realizzare tutti i loro sogni. Questo è quando perseguitano un diritto umano fondamentale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/