lunedì 25 agosto 2025

Perché i baby boomer francesi rimanderanno a tempo indeterminato la riduzione del deficit

Visto che mi ritrovo a dover commentare diversi “europeisti” a cui piace infilare la testa sotto la sabbia, mettiamo le cose in chiaro: cosa sta cercando di fare l'UE? Manipolare gli eventi attuali, oltre allo spazio politico ed economico, per permetterle di condensare un'integrazione politica, fiscale e militare a livello di continente sotto l'egida di una serie di istituzioni: la Commissione europea, la BCE, la Corte di Giustizia europea, l'euro digitale (con l'aiuto dell'ONU, tra l'altro). In questo modo, con l'unione fiscale soprattutto, verrebbero a crearsi gli “Stati Uniti d'Europa”... ma con la struttura politica dell'URSS. Per questo l'UE vorrebbe muovere il centro finanziario del mondo dagli USA all'Europa. Ma sapete una cosa? Si è trattato di un prestito, si è sempre trattato di un prestito sin dalla Seconda guerra mondiale. È così che la famigerata cricca di Davos, l'élite colonialista europea, ha conquistato i territori: inondare quei Paesi “interessanti” per loro con capitali, farli sviluppare finanziariamente senza una base di capitale costruita solidamente nel tempo, derubarli delle risorse a ogni livello, richiamare i capitali prestati. L'UE avrebbe voluto fare lo stesso sia con gli USA che con la Cina (in Russia non è riuscita a penetrare invece). Entrambe, però, hanno alzato il dito medio. Ora si sta mettendo davvero fine al colonialismo finanziario (versione “aggiornata” di quello territoriale).

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da Zerohedge

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/perche-i-baby-boomer-francesi-rimanderanno)

La Francia continua a non riuscire a risanare i conti pubblici. Dati recenti dell'Insee suggeriscono che la forte dipendenza dai trasferimenti diretti da parte di alcuni gruppi sociali, in particolare i pensionati, unita al loro crescente peso elettorale, potrebbe rappresentare un ostacolo fondamentale. Questi fattori rendono più difficile per il governo intraprendere significativi aggiustamenti di bilancio senza correre il rischio di instabilità politica.

Sulla base di questi risultati e data la vicinanza alle elezioni locali (1° trimestre 2026) e presidenziali (2° trimestre 2027), continuiamo a ritenere che vi siano buone probabilità che il pacchetto di risanamento di circa €44 miliardi recentemente annunciato sia destinato ai servizi pubblici piuttosto che ai trasferimenti diretti. Non possiamo escludere la possibilità che venga sostanzialmente annacquato.


Forze che ostacolano il consolidamento fiscale

La Francia, dal punto di vista storico, ha faticato a ridurre il proprio deficit fiscale. Una delle ragioni principali è che i tagli alla spesa tendono a colpire i gruppi con maggiore influenza elettorale. Ciò è stato illustrato alla fine del 2024, quando l'allora Primo ministro, Michel Barnier, propose di rinviare l'indicizzazione dei prezzi delle pensioni nel bilancio 2025. L'obiettivo era di risparmiare fino a €4 miliardi, ma il suo governo fu infine fatto cadere da una mozione di sfiducia sostenuta dalla maggioranza dei partiti che dichiaravano di difendere i pensionati.

In un working paper del 1989, gli autori (Alesina e Drazen) osservarono che i gruppi sociali possono posticipare strategicamente un risanamento fiscale necessario. Questi gruppi ritardano le misure nella speranza che i costi associati vengano infine sostenuti da un altro gruppo. In tali contesti gli aggiustamenti fiscali si basano su gruppi sociali meno attivi, o sono innescati da una crisi o da uno shock esterno, come la perdita di fiducia degli investitori.


Un aggiustamento fiscale davvero necessario

Il peggioramento dei conti pubblici e le prospettive di crescita stagnanti hanno reso la riduzione del deficit in Francia sempre più urgente. Il saldo primario necessario per stabilizzare il rapporto debito/PIL tra il 2026 e il 2030 è stimato a -0,7%. Tuttavia i risultati della Francia sono deboli: il saldo primario medio dal 2002 al 2019 ha raggiunto -1,9% e si prevede che raggiungerà in media -2,3% nel periodo 2026-2030.

Nel frattempo la popolazione rimane profondamente divisa su come ridurre la spesa, nonostante la crescente consapevolezza delle rischiose prospettive fiscali del Paese. Il debito pubblico è una delle cinque principali preoccupazioni nei sondaggi d'opinione.


Mappare i gruppi interessati

Per comprendere perché i risanamenti fiscali basati sulla spesa pubblica siano così difficili da realizzare, utilizziamo un recente set di dati fornito dall'Insee per stimare il potenziale costo dell'austerità per diversi gruppi sociali. Questo set di dati offre informazioni sul reddito totale delle famiglie, al lordo e al netto dei trasferimenti pubblici diretti e indiretti.

I trasferimenti diretti includono tutti i trasferimenti monetari come pensioni, indennità di disoccupazione e sussidi. I trasferimenti indiretti rilevano il valore imputato dei servizi pubblici ricevuti, tra cui assistenza sanitaria, istruzione o assistenza abitativa.

Sulla base di questi dati, costruiamo due metriche di esposizione:

  1. esposizione diretta, definita come il rapporto tra trasferimenti diretti e reddito totale;
  2. esposizione indiretta, definita analogamente per i trasferimenti indiretti.

Maggiore è l'esposizione di un gruppo, più costosi sarebbero per esso i tagli alla spesa.

Visualizziamo queste relazioni utilizzando un grafico a bolle (si veda il primo grafico), in cui la posizione di ciascun gruppo sociale riflette la sua esposizione e la dimensione di ciascuna bolla corrisponde alla sua quota nella popolazione totale. Questi gruppi sociali non si escludono a vicenda. Il grafico evidenzia quali gruppi dipendono maggiormente dalla redistribuzione pubblica e sono quindi più propensi a resistere o ritardare un aggiustamento fiscale.


Vulnerabilità agli shock esterni

In questo quadro i pensionati emergono come il gruppo sociale che sosterrebbe il costo diretto più elevato derivante da qualsiasi riduzione dei trasferimenti diretti, i quali rappresentano quasi il 60% del loro reddito totale. Seguono i diplomati della scuola secondaria di primo grado, per i quali i trasferimenti diretti, e in particolare le indennità di disoccupazione, rappresentano quasi il 40% del loro reddito.

Entrambi i gruppi presentano anche elevati livelli di esposizione indiretta, con trasferimenti indiretti che rappresentano circa il 40% del loro reddito iniziale (al lordo della ridistribuzione). Tuttavia, nella popolazione, il livello di esposizione indiretta è inferiore e distribuito in modo più uniforme.

Questi risultati confermano che il risanamento fiscale attraverso tagli ai servizi pubblici potrebbe incontrare una minore opposizione politica, poiché una quota minore della popolazione presenta un'elevata esposizione indiretta. D'altro canto è probabile che i trasferimenti diretti (come le pensioni) incontrino una forte resistenza, dato che i baby boomer sono tra i più colpiti e ora rappresentano oltre il 50% dell'elettorato.

Tutto ciò ostacola la capacità del governo di prevenire lo sbilanciamento fiscale e rende il Paese vulnerabile a shock esterni, come la perdita di fiducia degli investitori. Tuttavia sussiste un rischio elevato che le misure di risanamento del Primo ministro, François Bayrou, vengano vanificate da concessioni politiche durante i dibattiti parlamentari autunnali.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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venerdì 22 agosto 2025

La seconda Matrix

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato fuori controllo negli ultimi quattro anni in particolare. Questa una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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di Joshua Stylman

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/la-seconda-matrix)

Nell'articolo Leggere tra le bugie abbiamo esplorato come riconoscere i modelli di inganno istituzionale: le narrazioni accuratamente elaborate che tengono l'umanità intrappolata in una matrice di percezioni.

Theodore Dalrymple identificò il funzionamento di questa prima matrice di controllo nei regimi totalitari: “Nel mio studio sulle società comuniste, sono giunto alla conclusione che lo scopo della propaganda comunista non era persuadere o convincere, non informare, ma umiliare; e quindi, meno corrispondeva alla realtà, meglio era. Quando le persone sono costrette a tacere quando vengono raccontate loro le bugie più evidenti, o peggio ancora quando sono costrette a ripetere le bugie stesse, perdono una volta per tutte il loro senso di probità. Acconsentire a bugie evidenti significa, in un certo senso, diventare malvagi a loro volta. La propria capacità di resistere a qualsiasi cosa viene così erosa, e persino distrutta. Una società di bugiardi evirati è facile da controllare”.

Questo principio di partecipazione forzata non è scomparso, si è evoluto. Il sistema odierno non esige solo il silenzio, ma anche la complicità attiva per quanto riguarda le sue narrazioni, trasformando la resistenza stessa in un'arma di influenza. Osservare voci autorevoli denunciare la vera corruzione, solo per poi reindirizzarla verso soluzioni accuratamente preselezionate, rivela uno schema ancora più profondo: il sistema non si limita a creare propaganda, ma crea percorsi riservati per coloro che la vedono. Liberarsi dalla programmazione mainstream è solo il primo passo; ciò che segue è più sottile e altrettanto inquietante. Svincolarsi dalle narrazioni istituzionali crea un'immediata vulnerabilità: la necessità di nuove risposte, nuovi leader, una nuova direzione. Chi governa la prima matrice non lascerebbe le rampe di uscita senza supervisione.

Ciò chiarisce i meccanismi più profondi della seconda matrice: catturare il risveglio attraverso canali sofisticati di opposizione non autentica.


La meccanica dell'opposizione controllata

Lo schema diventa chiaro quando esaminiamo come viene gestita la critica sistemica: a chi denuncia la corruzione è permesso parlare, ma solo entro limiti rigorosi. Prendiamo ad esempio il settore bancario: anche chi denuncia la natura predatoria delle banche centrali raramente ne chiede l'abolizione. La crisi del 2008 ha portato le frodi finanziarie all'attenzione del grande pubblico attraverso denunce popolari come il film, La grande scommessa. Ciononostante la comprensione ha generato solo sfiducia: nessuna responsabilità, solo salvataggi per i responsabili dell'accaduto e un sistema più fragile per tutti gli altri. Come ogni sofisticato gioco di fiducia, funziona per fasi: prima si guadagna la fiducia attraverso rivelazioni reali, poi si crea dipendenza attraverso conoscenze esclusive “dall'interno”, infine si reindirizza quella fiducia verso risultati limitati. Osservate come le piattaforme mediatiche alternative seguono questo schema: denunciano la corruzione autentica, costruiscono un seguito devoto, quindi spostano sottilmente l'attenzione narrativa dalla responsabilità sistemica. Ogni rivelazione sembra condurre più in profondità in un labirinto di risveglio coordinato. Nota: evito deliberatamente di nominare obiettivi specifici, questa analisi non riguarda la creazione di nuovi eroi o antagonisti, ma il riconoscimento di modelli che trascendono i singoli individui.

Ciò che rende questo modello così efficace è che le stesse istituzioni che hanno trasformato il denaro da oro a carta trasformano anche la resistenza genuina in opposizione gestita. Come ho scritto in Tutto svuotato, proprio come la moneta sintetica sostituisce il valore reale, i movimenti di opposizione fiat offrono versioni sintetiche di risveglio indipendente, contenenti solo la verità sufficiente per sembrare reali, mantenendo al contempo l'opposizione entro limiti sicuri.

Comprendere questi schemi di opposizione controllata può sembrare opprimente. Ogni rivelazione sembra portare a un ulteriore livello di inganno. È come scoprire di essere in un labirinto solo per rendersi conto che ci sono labirinti dentro labirinti. Alcuni si perdono a documentare ogni svolta, discutendo di dettagli del sistema finanziario, discutendo di protocolli medici, analizzando mosse di scacchi geopolitiche. Oppure, nei “circoli del complotto”: il virus è stato isolato? Come sono crollate davvero le Torri? Cosa c'è veramente in Antartide? Sebbene queste domande siano importanti, rimanere bloccati in un'infinita mappatura di labirinti ha come risultato la perdita totale del focus. Un sano dibattito e un sano disaccordo sono naturali, e persino salutari, nei movimenti che cercano la verità, ma quando questi dibattiti assorbono tutta l'energia e l'attenzione, impediscono un'azione efficace verso gli obiettivi fondamentali.


Il viaggio della ricerca

Negli ultimi anni mi sono immerso profondamente nella scoperta dei meccanismi di controllo, non come un esercizio astratto, ma insieme a un team che include alcuni dei miei amici più cari, seguendo percorsi che sembravano condurre alla verità. Le rivelazioni sono state sconvolgenti: “fatti” fondamentali con cui siamo cresciuti si sono rivelati delle vere e proprie invenzioni. Siamo stati umiliati due volte: prima disimparando ciò che pensavamo di sapere, poi scoprendo che le nostre certezze su nuovi percorsi erano sbagliate. Percorsi che sembravano rivoluzionari hanno portato a vicoli ciechi; comunità che sembravano autentiche si sono rivelate canali progettati ad arte.

La verità più dura non è solo riconoscere l'inganno, ma accettare che potremmo non conoscere mai la storia completa, pur dovendo comunque agire in base a ciò che possiamo verificare. Ciò che è iniziato come una ricerca su specifici inganni ha rivelato qualcosa di molto più profondo: mentre devastanti guerre fisiche infuriano in diverse regioni, un conflitto più profondo si dispiega silenziosamente in tutto il pianeta... una guerra per la libertà della coscienza umana stessa. Ecco come si presenta la Terza guerra mondiale: non solo bombe e proiettili, ma l'ingegneria sistematica della percezione umana.

Questo modello di costruzione della fiducia prima del riorientamento riflette un sistema di controllo più profondo, che opera secondo l'antico principio alchemico di Solve et Coagula: prima dissolvere (rompere), poi coagulare (riformare sotto controllo). Il processo è preciso: quando le persone iniziano a riconoscere l'inganno istituzionale, si formano coalizioni naturali al di là delle divisioni tradizionali. I lavoratori si uniscono contro le politiche delle banche centrali; i genitori si organizzano contro gli obblighi sanitari; le comunità si oppongono all'accaparramento di terreni da parte delle multinazionali.

Ma guardate cosa succede dopo: questi movimenti unificati si dissolvono sistematicamente. Pensate alla rapidità con cui la resistenza unitaria si è frammentata dopo il 7 ottobre e a come le proteste dei camionisti si sono dissolte in narrazioni di parte. Ogni frammento si frammenta ulteriormente: dalla messa in discussione dell'autorità alle teorie contrastanti, dall'azione unitaria alle lotte intestine tribali.

Questa non è una frammentazione casuale, è una dissoluzione calcolata. Una volta scomposti, questi frammenti possono essere riformati (coagulati) in canali dialettici controllati, man mano che le persone tornano alla programmazione precedente su questioni che superano la loro unità.

Osservate come funziona il gioco della fiducia nei movimenti per la verità: prima arriva la rivelazione legittima (es. documenti autentici, informatori autentici, prove inconfutabili). La fiducia si costruisce attraverso intuizioni autentiche, poi inizia un sottile reindirizzamento. Proprio come la società viene smembrata in frammenti sempre più piccoli lungo varie linee di politica, razziali e culturali, i movimenti per la verità vengono smembrati in campi concorrenti. L'unità diventa divisione; l'azione diventa dibattito; la resistenza diventa contenuto.

Questa frammentazione sistematica dei movimenti di risveglio riflette un modello storico più profondo, che traccia l'evoluzione del controllo della percezione di massa dalla propaganda rozza alla sofisticata manipolazione biodigitale.


Dalla propaganda alla programmazione

La prima matrice ha plasmato i pensieri attraverso la programmazione diretta. Il percorso da Bernays alla supervisione biodigitale segue una progressione chiara: prima manipolare la psicologia di massa, poi digitalizzare il comportamento, infine fondersi con la biologia stessa. Ogni fase si basa sulla precedente: dallo studio della natura umana, al suo monitoraggio, fino alla sua ingegnerizzazione diretta. Da Bernays che scopre come manipolare la psicologia di massa attraverso desideri inconsci, al Tavistock che perfeziona l'ingegneria sociale, alla modifica algoritmica del comportamento, ogni fase introduce strumenti più sofisticati per la manipolazione della realtà. La tecnologia digitale ha accelerato questa evoluzione: gli algoritmi dei social media perfezionano la cattura dell'attenzione, gli smartphone consentono un monitoraggio comportamentale costante, i sistemi di intelligenza artificiale prevedono e modellano le risposte.

Mentre questi strumenti digitali si fondono con interventi biologici – dai farmaci che alterano l'umore alle interfacce cervello-computer – si avvicinano al controllo completo della percezione umana stessa. Ciò che è iniziato con una rozza propaganda si è evoluto in una precisa manipolazione digitale dell'attenzione e del comportamento. La seconda matrice crea canali approvati per coloro che si liberano – un ecosistema ingegnerizzato di alternative controllate. Proprio come le narrazioni mediatiche coordinate hanno addestrato la classe degli esperti a esternalizzare il proprio pensiero a “fonti autorevoli”, la matrice biodigitale ora si offre di esternalizzare la propria sensibilità, promettendo una cognizione migliorata e offrendo al contempo una programmazione più profonda. Questa rappresenta l'ultima evoluzione nella gestione della percezione: all'inizio si negava l'esistenza delle cospirazioni, quando poi ciò è diventato impossibile a causa di prove inconfutabili, sono stati creati canali ad hoc per le menti in via di risveglio.

Il processo a O.J. Simpson ha segnato un cambiamento cruciale in questa strategia: ha addestrato la società a elaborare indagini serie come uno spettacolo di intrattenimento. Come osservò Marshall McLuhan, “il mezzo è il messaggio”: il formato stesso dell'intrattenimento mediatico rimodella il modo in cui elaboriamo la verità, indipendentemente dal contenuto. Ciò che è iniziato come legittime domande sulla corruzione della polizia e sui pregiudizi istituzionali è diventato una soap opera alimentata dagli ascolti. Lo stesso schema continua ancora oggi: i crimini di Jeffrey Epstein diventano intrattenimento mentre i suoi clienti rimangono liberi, i crimini di Mangione generano molteplici produzioni in streaming a pochi giorni dall'evento, ancor prima della conclusione delle indagini (le vicende di Garlasco trasformate in intrattenimento per nascondere la corruzione dei giudici, ndT). Gli incidenti di Las Vegas e New Orleans ne sono una dimostrazione lampante: nel giro di poche ore eventi potenzialmente destabilizzanti vengono incanalati in narrazioni concorrenti, mentre l'apparato dell'intrattenimento è pronto a trasformare qualsiasi indagine seria in contenuto fruibile.

Le rivelazioni vere sulle reti di trafficanti e sulla criminalità organizzata sono diventate contenuti da guardare ininterrottamente. Le gole profonde diventano influencer; i documenti declassificati diventano trend su TikTok. Con una capacità di attenzione limitata e contenuti infiniti, la ricerca della verità diventa un'altra forma di consumo che pacifica anziché rafforzare. Osservate come passa il tempo e le “teorie del complotto” diventano luoghi di ritrovo limitati: la morte di JFK viene attribuita alla “mafia”, un comodo escamotage per le forze istituzionali che sostengono tale tesi. Modelli simili emergono con le rivelazioni sull'11 settembre.

Ecco la mia posizione, per quanto estrema possa sembrare ai miei amici ancora immersi in narrazioni convenzionali: dobbiamo considerare la possibilità che la struttura di potere controlli entrambi i lati della maggior parte dei dibattiti più importanti. Ogni narrazione mainstream ha la sua opposizione approvata; ogni risveglio ha i suoi leader sanzionati; ogni rivelazione conduce a canali amministrati. Comprendere questo schema potrebbe portare alla paralisi, ma non dovrebbe: significa invece riconoscere che abbiamo bisogno di nuovi modi di pensare e di organizzarci.

Come ha osservato la ricercatrice Whitney Webb su X:

Cambia solo il nemico designato: la spinta verso una maggiore sorveglianza e controllo rimane costante. Ogni “parte” ha il suo turno di alimentare la paura nella propria base, mentre le stesse istituzioni espandono il loro potere.

Nixon aprì le porte alla Cina; Clinton promosse il NAFTA; Trump accelerò l'Operazione Warp Speed. Sto osservando uno schema ricorrente, non sto accusando nessuno di cospirazione, ma sto notando come le figure politiche spesso agiscano in modo contrario alla loro immagine pubblica: Nixon, l'anticomunista, aprì le porte alla Cina; Clinton, che fece campagna elettorale per la protezione dei lavoratori americani, fece approvare il più grande accordo di libero scambio internazionale; Trump, l'outsider populista, promosse l'agenda di Big Pharma. Che siano pressioni istituzionali, realtà politiche o altre forze, queste contraddizioni rivelano uno schema sofisticato: il sistema pianifica entrambi i lati delle principali trasformazioni politiche, garantendo risultati controllati indipendentemente da chi sembra detenere il potere. Molte di queste figure potrebbero esse stesse rispondere a forze che a malapena comprendono: attori utili, o manipolati, piuttosto che orchestratori consapevoli.

Questa dinamica non si limita ai politici. Si pensi a Twitter/X che negli ultimi due anni si è autoproclamato baluardo della libertà di parola, mentre proprio questa settimana ha introdotto algoritmi per amplificare la “positività”. Inquadrato come un mezzo per promuovere un dialogo costruttivo, rispecchia le stesse linee di politica di moderazione un tempo criticate come censura.

Questo schema di opposizione controllata si estende a ogni livello dei movimenti di risveglio. Pensate a quanti dei miei amici, ancora intrappolati nella prima matrice, liquidano i seguaci di QAnon come dei perfetti idioti, prendendoli in giro come personaggi dei cartoni animati e ignorando la documentata corruzione istituzionale che il movimento ha denunciato. Ciò che non capiscono è che sotto gli elementi teatrali si nascondono prove significative di criminalità sistemica. Rimango aperto all'esame di queste affermazioni: dopotutto, il riconoscimento di schemi richiede di prendere in considerazione le prove senza pregiudizi. Ma il messaggio centrale del movimento, “fidatevi del piano”, rivela come il risveglio venga reindirizzato. Trasforma la resistenza attiva in un gruppo di spettatori passivi, in attesa che i “personaggi dietro le quinte” li salvino invece di intraprendere azioni significative.

È qui che traccio il limite. Non posso delegare il benessere della mia famiglia a entità sconosciute o piani segreti. Ciò richiede una vigilanza costante, attenta sia alle minacce evidenti che ai sottili depistaggi. L'aspetto più pericoloso dell'opposizione gestita non sono le informazioni che condivide, ma il modo in cui insegna un'impotenza mascherata da speranza.


La cattura dei movimenti autentici

Ogni nuova teoria e movimento aggiunge un ulteriore livello di complessità, allontanando ulteriormente chi la cerca tramite l'azione significativa. La controcultura degli anni '60 passò dal mettere in discussione la guerra e l'autorità alla passività del “sintonizzatevi, abbandonatevi”. Negli anni '80 gli ex-hippy divennero yuppie, la loro consapevolezza rivoluzionaria incanalata ordinatamente nel capitalismo consumistico. Ancora oggi il movimento contro la guerra mostra questo schema: una parte politica si oppone alla guerra in Ucraina mentre la sostiene a Gaza, l'altra ribalta queste posizioni. Ciascuna parte si dichiara contraria alla guerra quando non è il conflitto che preferisce. Occupy Wall Street ha seguito lo stesso schema: partendo da una potente denuncia della corruzione finanziaria, si è frammentata in cause di giustizia sociale concorrenti che hanno lasciato intatto il sistema bancario.

La seduzione sta nel contenuto di verità. I movimenti ambientalisti denunciano l'inquinamento aziendale, ma promuovono crediti sull'anidride carbonica e sensi di colpa individuali. I movimenti per la giustizia sociale denunciano le disuguaglianze, ma reindirizzano verso criteri DEI a livello aziendale. La rivoluzione del cibo biologico è iniziata come resistenza all'agricoltura industriale, ma è diventata una categoria di prodotti premium, reindirizzando preoccupazioni reali verso scelte di shopping esclusive. Ogni movimento contiene abbastanza verità da attrarre menti consapevoli, ponendo al contempo attente barriere su soluzioni accettabili, identificando problemi reali ma sostenendo soluzioni che espandono il potere istituzionale.

Questo schema si ripete a ogni livello. Nel corso della storia le strutture di potere hanno compreso il principio di fornire una leadership controllata ai movimenti emergenti. Questo schema continua ancora oggi in ogni movimento di risveglio.

Il modello è coerente:

• Un politico mette “coraggiosamente” in discussione i vaccini mentre accetta soldi dall'industria farmaceutica;

• Un esperto “smaschera” la corruzione dello Stato profondo mentre difende le agenzie di intelligence;

• Una celebrità “combatte la cancel culture” promuovendo i Green pass;

• Un guru della finanza “mette in guardia” dal collasso bancario mentre vende CBDC.

Questi modelli di riorientamento si manifestano vividamente oggi. Il movimento per la libertà medica dimostra questa dinamica: le preoccupazioni fondate sui danni causati dai vaccini rischiano di essere reindirizzate verso teorie contrastanti e dibattiti circolari, mentre la responsabilità rimane sfuggente. La recente controversia sul MAHA dimostra come anche le preoccupazioni fondate sulla sovranità alimentare possano potenzialmente distogliere l'attenzione da questa urgente crisi degli effetti collaterali causati dai vaccini e dalla relativa responsabilità.

Anche il mondo delle crittovalute illustra questo schema: le critiche valide alle banche centrali si trasformano in guerre tribali tra comunità di token. Ognuna rivendica la propria verità esclusiva, estendendo potenzialmente la portata del sistema. Persino i dibattiti ragionevoli sulle soluzioni monetarie diventano una devozione religiosa verso monete concorrenti. Nel frattempo la promessa originale di Bitcoin – la prima crittovaluta e la sua visione di autonomia finanziaria – rischia di essere cooptata, mentre la tecnologia blockchain viene riproposta per le valute digitali delle banche centrali (CBDC), le identità digitali e la conformità automatizzata. Gli stessi strumenti pensati per liberarci dalla sorveglianza bancaria vengono riproposti per perfezionarla, ma la fusione del controllo finanziario con l'identità digitale crea qualcosa di molto più insidioso: un sistema in grado di imporre la conformità sociale attraverso l'accesso alle risorse di base, monitorare i pensieri attraverso modelli di transazione e, in ultima analisi, fondersi con la nostra stessa esistenza biologica. Questa architettura non riguarda solo il controllo del denaro, ma anche la programmazione delle menti.


La convergenza biodigitale: progettare la realtà umana

La fusione tra controllo digitale e biologico non sta solo cambiando il nostro modo di interagire, ma sta anche ridisegnando la percezione umana stessa. Man mano che le connessioni sociali si spostano sempre più online, la consapevolezza umana autentica viene sostituita sistematicamente da esperienze ingegnerizzate. Oltre al dirottamento dell'attenzione e alla manipolazione emotiva, il costo più profondo ci colpisce dove fa più male: nelle nostre relazioni umane. Ogni giorno vediamo persone insieme fisicamente ma separate da schermi, perdendo momenti di vera connessione mentre scorriamo realtà artificiali. Questa costruzione artificiale è destinata a rafforzarsi ulteriormente: Meta ha annunciato l'intenzione di popolare i feed di Facebook con contenuti generati dall'intelligenza artificiale e interazioni con bot entro il 2025, sollevando interrogativi sulla connessione umana autentica su queste piattaforme.

Le grandi aziende farmaceutiche hanno introdotto la capacità di alterare chimicamente la cognizione; le grandi aziende tecnologiche hanno perfezionato la capacità di indirizzare digitalmente l'attenzione e modellare il comportamento. La loro fusione non riguarda la quota di mercato, ma il dominio completo dello spettro cognitivo umano stesso. Quelle aziende che hanno promosso le pillole per anestetizzare una generazione, ora collaborano con piattaforme che ci rendono dipendenti dalla stimolazione digitale. Le aziende che hanno tratto profitto dai farmaci per l'ADHD collaborano con i giganti dei social media che manipolano deliberatamente i deficit di attenzione. Le aziende che hanno commercializzato antidepressivi uniscono le forze con i creatori di algoritmi che manipolano scientificamente le risposte emotive.

Come ha osservato Whitney Webb a proposito del passaggio dalla narrativa del nemico “russo” a quella degli “islamisti”, la minaccia designata cambia mentre l'espansione della sorveglianza rimane costante. L'agenda dell'identità digitale segue questo schema: mentre il World Economic Forum la presenta come un aiuto umanitario per l'inclusione finanziaria, costruisce l'architettura per un monitoraggio e una supervisione comportamentali completi. Ogni crisi, che sia sanitaria, di sicurezza o finanziaria, aggiunge nuovi requisiti che uniscono identità, servizi bancari, cartelle cliniche e tracciamento sociale in un unico sistema unificato. Ciò che inizia come partecipazione volontaria diventa inevitabilmente obbligatorio man mano che la sorveglianza digitale si estende al monitoraggio e alla definizione del comportamento umano stesso: il terreno di gioco perfetto per le valute digitali delle banche centrali.

Questa architettura di sorveglianza rappresenta la fusione di due pilastri fondamentali. Ciò che è iniziato con alterazioni chimiche dell'umore e del pensiero, e si è poi evoluto nella manipolazione digitale dell'attenzione e del comportamento, si sta ora fondendo in un'unica architettura per la gestione dell'esperienza umana. Osservate come le app per la salute mentale raccolgono dati comportamentali promuovendo al contempo la terapia farmacologica. Il punteggio di credito sociale si fonde con il monitoraggio della salute. Le stesse aziende che sviluppano sistemi di identità digitale collaborano con i giganti farmaceutici. Non si tratta di ipotesi future: sta accadendo ora. Mentre discutiamo dell'etica dell'intelligenza artificiale, loro stanno silenziosamente costruendo l'infrastruttura per fondere la cognizione umana con i sistemi digitali. La promessa transumanista di una maggiore consapevolezza attraverso la tecnologia maschera una realtà più oscura: ogni integrazione diminuisce la percezione umana naturale, sostituendo la coscienza genuina con una simulazione ingegnerizzata. Questa colonizzazione tecnologica del cervello umano cerca di recidere la nostra connessione con la consapevolezza naturale e la sovranità spirituale.

In una delle sue ultime lezioni, Aldous Huxley, il celebre autore del libro Il mondo nuovo, fece una previsione agghiacciante sul futuro del controllo sociale: “Nella prossima generazione o giù di lì, ci sarà un metodo farmacologico per far sì che le persone amino la loro servitù e per produrre una dittatura senza lacrime, per così dire, creando una specie di campo di concentramento indolore per intere società, cosicché le persone si vedranno togliere le loro libertà e ne godranno”.

Siamo a un punto cruciale in cui la cattura tecnologica della coscienza umana sta diventando irreversibile. Ogni nuova generazione nasce in una più profonda integrazione digitale, con una realtà di base sempre più sintetica. Ma riconoscere questo schema rivela sia la minaccia che la debolezza: pur perfezionando gli strumenti tecnologici per il controllo, non riescono a replicare appieno il potere della connessione umana diretta. Ogni istanza di interazione autentica, ogni momento di presenza immediata, dimostra ciò che il loro sistema non riesce a catturare. La risposta non è solo smascherare le bugie, ma creare spazi di connessione umana che esistano al di fuori della loro architettura di controllo. Ciò che rende questo momento senza precedenti non è solo la sofisticatezza del controllo, ma il suo metodo di attuazione: non attraverso la forza, ma attraverso la seduzione e la convenienza. Ogni convenienza che abbracciamo, ogni miglioramento digitale che accettiamo, ci avvicina alla loro visione di consapevolezza manipolata.


Liberare la coscienza, recuperare la connessione

Comprendere questi meccanismi non significa rifiutare la tecnologia o rifugiarsi in un isolamento paranoico: significa riconoscere che il vero potere inizia con l'autonomia e imparare a relazionarsi con la modernità alle nostre condizioni.

La battaglia per la nostra mente richiede consapevolezza e azione autentica. Mentre loro cercano di manipolare il comportamento attraverso sostanze chimiche e algoritmi, il nostro potere risiede innanzitutto nella liberazione di noi stessi, per poi estenderci attraverso la connessione umana diretta.

Il loro obiettivo finale – il dominio assoluto sulla percezione e la cognizione umana – rivela una debolezza fondamentale: non possono contenere pienamente menti liberate e relazioni umane autentiche che esistono al di fuori dei loro canali mediati. Questo sistema onnicomprensivo richiede un'opposizione gestita a ogni livello, allontanandoci da un autentico risveglio e da un coinvolgimento diretto.

L'intuizione cruciale è questa: l'opposto del globalismo non è il nazionalismo o i movimenti politici, ma la libertà individuale espressa attraverso l'azione locale. Il vero risveglio non può essere programmato. Emerge attraverso un chiaro riconoscimento e si diffonde attraverso una connessione autentica. Quando gli intellettuali nei think tank come il Brownstone Institute hanno trovato una causa comune con i vigili del fuoco, il sistema ha riconosciuto un precedente pericoloso. L'unità al di là delle tradizionali divisioni sociali – tra intellettuali, professionisti e lavoratori – dimostra come le persone veramente libere possano colmare le divisioni artificiali. Mentre le reti digitali possono facilitare l'organizzazione, il vero potere si manifesta nella comunità fisica.

Parlando per esperienza, queste reti digitali sono state inestimabili nel mio percorso: ho trovato anime gemelle, condiviso intuizioni e costruito amicizie durature attraverso le comunità online. Queste connessioni mi hanno aiutato a comprendere modelli che forse non avrei mai notato da solo. Ma la condivisione di informazioni è solo il primo passo. La vera trasformazione avviene quando portiamo queste intuizioni condivise fuori dallo schermo e nelle nostre comunità, trasformando le connessioni digitali in relazioni concrete e azioni locali condivise.

Ciò significa:

• Liberare le nostre menti mentre loro spingono il pensiero programmato (creando circoli di apprendimento locali per contrastare la loro ingegneria digitale-farmaceutica del pensiero);

• Creare connessioni mantenendo la componente individuale (creando vere e proprie comunità per resistere ai loro sistemi di credito sociale);

• Agire senza attendere il consenso (aggirando i canali di opposizione concordati);

• Coltivare cibo mentre si promuovono alternative sintetiche (mantenendo l'autonomia biologica mentre si promuovono dipendenze create in laboratorio);

• Costruire una comunità mentre vendono tribù digitali (creando una connessione genuina come antidoto all'isolamento tecnologico);

• Guarire noi stessi mentre loro commercializzano le dipendenze (sviluppare una resilienza naturale contro la loro convergenza biodigitale).

La verità più potente non è una rivelazione: è il riconoscimento che la coscienza può trascendere completamente i confini da essa costruiti. La via d'uscita richiede di andare oltre le sue infinite distrazioni e di rivendicare un'azione radicata e autentica. La convergenza biodigitale può catturare solo le anime che seguono i suoi percorsi prestabiliti; la nostra essenza non è mai stata veramente vincolata dai suoi confini.

Rimanete vigili, mettete in discussione tutto, liberate la mente e agite con intenzione. La rivoluzione inizia con spiriti sovrani e cresce attraverso una connessione autentica. Costruite dove loro distruggono, create mentre loro ingannano, connettetevi mentre loro dividono. La via d'uscita dalla loro Matrix è con gli occhi ben aperti e i piedi ben piantati nel terreno locale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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giovedì 21 agosto 2025

Perché sempre più aziende, come MicroStrategy, stanno finendo nell'elenco Bitcoin Treasury

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato fuori controllo negli ultimi quattro anni in particolare. Questa una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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da Forbes

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/perche-sempre-piu-aziende-come-microstrategy)

MicroStrategy, pioniere del modello Bitcoin Treasury, ha ribadito la sua convinzione con un nuovo acquisto di 7.390 bitcoin per un valore di $764,9 milioni tra il 12 e il 18 maggio, portando il suo patrimonio totale a 576.230 BTC, stando a quanto riporta The Defiant. Con Bitcoin trattato sopra i $100.000, un numero crescente di aziende sta seguendo il suo esempio, implementando la strategia Bitcoin Treasury come modello di business.

Un tempo considerato un esperimento, questo approccio si sta ora affermando come un vantaggio competitivo per le aziende lungimiranti. Cosa sta guidando questa adozione e come possono sfruttarla gli investitori? È tempo di scoprire perché l'iniziativa Bitcoin Treasury sta diventando il nuovo gold standard e cosa significa per il futuro della conservazione del proprio patrimonio.

In quanto asset scambiato a livello globale, Bitcoin è ormai ampiamente riconosciuto sia come merce che come valuta. In quanto tale, potrebbe rivelarsi vantaggioso non solo per gli investitori al dettaglio, ma anche per le istituzioni. L'amministratore delegato di MicroStrategy, Michael Saylor, ha compiuto il primo passo nel 2020, inserendo Bitcoin nel bilancio della sua azienda, e ora altri stanno seguendo l'esempio.


La mossa audace di MicroStrategy: dal software alla strategia incentrata su Bitcoin

Nell'agosto 2020, quando MicroStrategy annunciò l'acquisizione di 21.454 bitcoin per $250 milioni, Saylor riconobbe le qualità distintive di questa nuova commodity digitale e andò all-in, trasformando la sua azienda in un veicolo di acquisizione di Bitcoin. Questa strategia si rivelò un grande successo. Secondo il suo rapporto sugli utili del primo trimestre 2025, l'azienda ha ottenuto un guadagno di $5,8 miliardi dalle partecipazioni in Bitcoin, raggiungendo il 58% del suo obiettivo annuale.

Di fatto le azioni di MicroStrategy (MSTR) sono diventate un intermediario tra TradFi e crittovalute: hanno dimostrato come investire legittimamente in Bitcoin (in precedenza, a volte era l'unico modo, insieme al fondo GBTC). Oltre a questo esisteva il mercato delle opzioni MSTR più liquido e più grande, e altri strumenti per incanalare capitali dalla TradFi a Bitcoin, come STRK, STRF e obbligazioni convertibili. Senza dimenticarci anche di MSTU, MSTY e MSTX.

L'ex-attività di MicroStrategy è stata abbandonata, quindi il cambio di nome è arrivato giusto in tempo: l'azienda non è più “micro” in alcun modo. È un colosso gigantesco che apre la strada ad altre aziende. La loro tesi è semplice: “Se si guarda alla performance di questo asset, si vede che Bitcoin è cresciuto del 60% all'anno negli ultimi quattro anni. Prendiamo le obbligazioni (con rendimenti annuali a una sola cifra nello stesso periodo). Stiamo parlando di un arbitraggio tra (quasi) lo 0% e il 60%”, ha dichiarato Michael Saylor in un'intervista del novembre 2024 su Barron's.

Pertanto se un'azienda detiene bitcoin, nel tempo può superare i suoi concorrenti gestendo la propria tesoreria aziendale in modo molto più efficiente. Comporta dei rischi? Certo. Anche Bitcoin può scendere. Ma se si è un operatore a lungo termine (tenete a mente i cicli quadriennali) e soprattutto se si acquista bitcoin allo stesso modo di Strategy (con debito non garantito), si è sostanzialmente al sicuro, poiché non può verificarsi un evento di margin call anche se Bitcoin scendesse ai minimi.


HODLing come tendenza in crescita

A oggi ci sono 101 tra le società quotate in borsa che hanno aderito all'iniziativa BTC Treasury, per un totale di 765.805 BTC. Tra queste figurano MARA Holdings, Tesla, Riot Platforms e Metaplanet, le quali hanno annunciato l'intenzione di raccogliere altri $250 milioni per espandere la propria strategia Bitcoin, secondo un post del 1° maggio su X.

Bitcointreasuries.net illustra vividamente l'evoluzione del trend negli ultimi anni. È facile osservare che la crescita esponenziale è iniziata all'inizio di novembre, subito dopo la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali, segnalando un allentamento normativo e il via libera alle crittovalute. Anche a marzo e febbraio il trend è rimasto rialzista nonostante la correzione di BTC sotto gli $80.000.

E che dire dell'andamento delle azioni degli acquirenti? È troppo presto per giudicare, ma i nuovi arrivati – Cantor Equity Partners (CEP) e Asset Entities (ASST) – hanno registrato un'impennata dopo i loro annunci: CEP è salita di circa il 200% da inizio maggio, secondo Benzinga, mentre ASST è salita di oltre il 1.000% dal 6 maggio, come riportato da TheStreet.

Impressionante? Sicuramente.

Continuerà? Secondo la teoria dei giochi qualsiasi comportamento specifico che conferisca un vantaggio competitivo sarà ampiamente adottato. Quindi è molto probabile. Questa ondata è appena iniziata, quindi possiamo aspettarci ulteriori notizie sulle aziende che aderiranno allo standard Bitcoin. Ma i maggiori vantaggi andranno a chi si muoverà per primo.


Bitcoin Treasury potrebbe fungere da porta d'accesso per gli investitori individuali

Come può un singolo investitore capitalizzare su questa tendenza? È una buona domanda. Per chi è pronto ad assumersi il rischio, potrebbe essere saggio tenere d'occhio le aziende con solide attività quotate in borsa che investono parte della propria liquidità in Bitcoin. Un simile approccio offre il potenziale di rialzo di Bitcoin mantenendo un rischio moderato, perché gli oggetti d'investimento sono aziende solide, non solo il “denaro magico di Internet”. Secondo Blockworks, tra ottobre 2020 e novembre 2021, il titolo MicroStrategy è salito da $165 a quasi $900, con un guadagno del 440% trainato dall'aumento di Bitcoin da $11.000 a $69.000 nello stesso periodo.

L'ultimo mercato rialzista ha dimostrato che le aziende nell'elenco Bitcoin Treasury tendono a sovraperformare i propri concorrenti, e quello attuale potrebbe essere lo stesso. Con la sua comprovata esperienza di performance superiori agli investimenti tradizionali, Bitcoin offre una valida copertura contro l'inflazione e un percorso per la conservazione del proprio patrimonio a lungo termine, nonostante la sua intrinseca volatilità (cosa che sta cambiando anch'essa, ndT).

L'ondata di adozione di Bitcoin è solo all'inizio e chi ne riconosce il potenziale oggi potrebbe raccogliere i frutti più grandi domani. Che siate un'azienda o un investitore individuale, il messaggio è chiaro: l'iniziativa Bitcoin Treasury sta ridefinendo il futuro della finanza... ed è meglio farne parte.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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mercoledì 20 agosto 2025

Lo tsunami di insolvenze in Germania: crollo strutturale in corso

La creazione e la proliferazione delle banche centrali nel corso dell'ultimo secolo hanno promesso una maggiore stabilità finanziaria. Tuttavia, come dimostrano continuamente la storia e gli eventi attuali, non hanno impedito le crisi finanziarie. La loro frequenza e gravità hanno oscillato, ma non sono diminuite da quando le banche centrali sono diventate il principale soggetto nella regolamentazione dei mercati finanziari e negli interventi monetari. Al contrario, hanno introdotto nuove fragilità e modificato la natura, ma non la ricorrenza, delle turbolenze finanziarie. L'evidenza empirica sfata il mito secondo cui le banche centrali abbiano posto fine all'era delle crisi finanziarie frequenti. Indipendentemente dalla loro supervisione, un boom del credito ha preceduto una crisi bancaria su tre. Chi lo ha creato? Le banche centrali attraverso la manipolazione dei tassi d'interesse. Secondo documenti di lavoro dell'FMI, ci son ostate 147 crisi bancarie solo tra il 1970 e il 2011, in un'epoca di predominio delle banche centrali. Le crisi finanziarie rimangono un fenomeno globale persistente, che si verifica in cicli che coincidono con episodi di espansione del credito. Le banche centrali hanno spesso prolungato periodi di espansione con tassi bassi e acquisti di asset, e hanno creato bruschi momenti di crisi dopo aver commesso errori in materia di inflazione e rischi di credito. Tuttavia, a ogni crisi successiva, la soluzione è sempre stata la stessa: programmi di acquisto di asset più ampi, e aggressivi, e tassi reali negativi. Ciò significa che le banche centrali sono gradualmente passate dall'essere prestatori di ultima istanza a prestatori di prima istanza, un ruolo che ha amplificato le vulnerabilità economiche. A causa della globalizzazione e delle innovazioni finanziarie, le crisi tendono ad avere dimensioni più ampie e complesse, colpendo la maggior parte delle nazioni. Il profondo coinvolgimento delle banche centrali nei mercati fa sì che le loro linee di politica, come la liquidità di emergenza o gli acquisti di asset, mascherino i rischi sistemici, portando a fallimenti ritardati ma più impattanti. In molte economie avanzate le recenti crisi sono state innescate dall'accumulo di debito e dalle distorsioni di mercato, spesso con il pretesto di mantenere la stabilità. La Banca Mondiale afferma che circa la metà degli episodi di accumulo di debito nei mercati emergenti sin dal 1970 ha coinvolto crisi finanziarie, e gli episodi associati a esse sono stati caratterizzati da una maggiore crescita del debito e un'economia stagnante. Le principali crisi degli ultimi decenni hanno evidenziato che le banche centrali non le prevengono, spesso i loro interventi hanno solo ritardato la resa dei conti, aggravando gli squilibri sottostanti, in particolare il debito pubblico. Le banche centrali usano il loro enorme potere per mascherarne l'insolvenza e aumentarne il prezzo, il che porta a un'eccessiva assunzione di rischi e a un'inflazione dei prezzi degli asset. L'espansione monetaria e la NIRP del 2020, perpetuate fino al 2022 nonostante l'impennata dell'inflazione, ne sono un chiaro esempio. Gli stati hanno beneficiato del periodo di espansione consentendo loro di far lievitare spesa pubblica e debito. Nel frattempo cittadini e piccole imprese hanno sofferto di un'inflazione elevata. Quando le banche centrali hanno infine riconosciuto il problema che avevano contribuito a creare, hanno mantenuto linee di politica accomodanti, dando priorità alla liquidità, alimentando una maggiore irresponsabilità da parte degli stati, e l'aumento dei tassi ha danneggiato le finanze delle famiglie e delle piccole imprese che in precedenza avevano subito l'esplosione dell'inflazione. Gli stati non si sono preoccupati degli aumenti dei tassi perché hanno aumentato le tasse. La Banca d'Inghilterra, ad esempio, così come la BCE, continua a tagliare i tassi e ad allentare la politica monetaria nonostante l'aumento dell'inflazione. La controtendenza degli USA non è un caso, invece, visto che mirano a riformare il sistema e stanno già mettendo in cantiere le basi di questa riforma.

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da Zerohedge

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lo-tsunami-di-insolvenze-in-germania)

La Germania è investita da un'ondata di insolvenze. Ora, nel terzo anno di una prolungata recessione, la situazione economica è più allarmante rispetto alla crisi finanziaria del 2009.

La spirale di morte delle imprese tedesche ha raggiunto proporzioni drammatiche. Secondo il Leibniz Institute for Economic Research di Halle (IWH), il secondo trimestre del 2025 ha fatto registrare il numero più alto di insolvenze tra società di persone e società di capitali degli ultimi 20 anni. Nonostante un leggero calo a giugno, la tendenza persiste: la sostanza economica della Germania si sta erodendo e, con essa, la nazione sta silenziosamente dicendo addio alla sua prosperità.


Estinzione di massa delle aziende tedesche

Solo a giugno gli economisti dell'IWH hanno contato 1.420 fallimenti aziendali, in calo del 4% rispetto a maggio, ma i confronti su base annua rivelano l'intera portata della crisi: un aumento del 23% rispetto a giugno 2024. Le cifre sono anche superiori, di oltre il 50%, rispetto alla media pre-lockdown. Particolarmente degno di nota: in stati economicamente forti come la Baviera e l'Assia, le insolvenze sono aumentate in modo sproporzionato, rispettivamente dell'80% e del 79%.

Nel complesso, nel secondo trimestre sono state registrate 4.524 insolvenze aziendali, con un aumento del 7% rispetto al primo trimestre del 2025.

Gli economisti citano non solo la recessione in corso, ma anche una correzione di mercato attesa da tempo, dopo anni di tassi di interesse bassissimi imposti dalla Banca Centrale Europea. Come afferma Steffen Müller, responsabile della ricerca sull'insolvenza presso l'IWH: “Per molti anni i tassi di interesse estremamente bassi hanno impedito i fallimenti e, durante la pandemia, gli aiuti di Stato hanno mantenuto in vita aziende già deboli”. Ora il mercato sta reclamando il suo potere di pulizia.


Evitare l'analisi della causa principale

Ma questa rottura strutturale si scontra con un vuoto nella politica economica.

Sebbene l'analisi dell'IWH eviti di affrontare le debolezze strutturali più profonde e i danni politici autoinflitti, questi rimangono i fattori decisivi alla base dell'isolamento economico della Germania. Gli elevati costi energetici, l'eccessiva regolamentazione e la pressione fiscale – per gli standard internazionali – stanno spingendo le aziende al fallimento o alla fuga all'estero. I lavoratori ne stanno ora risentendo sempre di più.

Secondo la società di consulenza Ernst & Young, nel 2025 saranno probabilmente tagliati oltre 100.000 posti di lavoro, soprattutto nel settore industriale, la principale vittima della crisi energetica e normativa. Dal periodo pre-COVID l'industria tedesca ha perso circa il 10% del suo volume di produzione. Considerato isolatamente, il settore è finito più in una depressione che in una recessione. Nelle condizioni attuali, un ritorno a un percorso di crescita sostenibile è improbabile.

Anche il settore edile, duramente colpito, sta soffrendo. Un tempo elemento stabilizzante nel 2020-21, l'attività edilizia è crollata sin dal 2022. La produzione edilizia reale è diminuita del 4% nel 2024, con un ulteriore calo previsto del 2,5-3% per il 2025. Nel complesso il volume reale delle costruzioni nel 2025 sarà inferiore del 10-12% rispetto ai livelli del 2019.


False speranze di salvataggio

Il governo tedesco prevede un piano di stimolo economico da €847 miliardi, finanziato tramite debito, nell'arco di quattro anni, destinato principalmente al potenziamento delle infrastrutture e dell'apparato militare. Tuttavia la maggior parte dei fondi sarà probabilmente destinata a colmare le lacune del sistema previdenziale tedesco, ormai in piena emorragia.

Solo nel 2025 si prevede un deficit previdenziale di almeno €140 miliardi. Il governo federale deve colmare questa lacuna per evitare un aumento vertiginoso dei costi secondari. In caso contrario gli ambiziosi piani di investimento dell'amministrazione Merz crolleranno.

La Germania è diventata un caso socioeconomico problematico e i suoi leader si aggrappano all'ormai sorpassato copione keynesiano. Si prevede che la spesa pubblica, finanziata attraverso il debito e sostenuta dalla soppressione dei tassi d'interesse da parte della BCE, darà una spinta all'economia.

Ma questo non accadrà. Solo il mercato può allocare in modo efficiente il capitale scarso verso usi produttivi che creino prosperità. Berlino ancora deve comprendere questa realtà.

Il recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea costerà alla Germania circa €6,5 miliardi in dazi solo nel primo anno, ma ben più dannoso sarà l'esodo delle aziende che trasferiscono le proprie attività negli Stati Uniti per evitare i dazi, a meno che il sistema tariffario tedesco non cambi.

L'ondata di debiti del governo Merz potrebbe ritardare brevemente l'ondata di insolvenze inondando i mercati di capitale artificiale, ma questo non farà che rinviare l'inevitabile resa dei conti: un'epurazione delle aziende zombi che prosperavano grazie al credito a basso costo o ai sussidi del Green Deal europeo.


Stato ipertrofico, ideologia verde

A poche settimane dall'insediamento di Friedrich Merz come cancelliere, una cosa è chiara: non si tornerà a una politica economica basata sul mercato. Merz si è rivelato un sostenitore del big government, dell'interventismo e dell'ortodossia della trasformazione verde.

La Germania detiene ancora il peso politico necessario per far fallire il programma di trasformazione di Bruxelles e forzare un ritorno alla razionalità economica. Tuttavia, finora, la rapida deindustrializzazione del Paese e la prolungata recessione non hanno innescato una rivalutazione critica del suo percorso politico.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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martedì 19 agosto 2025

Lo scandalo Russiagate supera il Watergate per crimini e tradimento

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato fuori controllo negli ultimi quattro anni in particolare. Questa una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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da Strategic Culture

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lo-scandalo-russiagate-supera-il)

Quindi la bufala è finalmente riconosciuta come tale anche a livello ufficiale. Il “Russiagate” – ovvero la narrazione mainstream – è ora descritto dai capi dell'intelligence americana come una montatura architettata per ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016.

Tulsi Gabbard, l'attuale Direttrice dell'Intelligence Nazionale (DNI), e il direttore della CIA, John Ratcliffe, hanno entrambi accusato l'ex-Presidente Barack Obama di aver partecipato a una “cospirazione” per sovvertire il processo costituzionale. Non è solo Obama a essere implicato in questo grave crimine, anche altri ex-alti funzionari della sua amministrazione 2013-17, tra cui l'ex-DNI James Clapper, il direttore della CIA John Brennan e il capo dell'FBI James Comey. Se giustizia sarà fatta, le ripercussioni politiche saranno davvero sconvolgenti.

Il potenziale impatto non si limita alla sola violazione delle leggi statunitensi e del processo democratico – già di per sé gravi. Lo scandalo Russiagate, iniziato nel 2016, ha avuto un effetto duraturo e dannoso sulle relazioni tra Stati Uniti ed Europa e la Russia.

La pericolosa guerra per procura della NATO scatenata in Ucraina, che minaccia di degenerare in una guerra mondiale su vasta scala, è stata alimentata in gran parte dall'ostilità generata dalle false accuse di ingerenza russa nelle elezioni statunitensi.

Le accuse secondo cui il presidente russo Vladimir Putin avrebbe supervisionato una campagna sovversiva contro le elezioni americane del 2016 e avrebbe colluso con Donald Trump per farlo eleggere sono sempre state pretestuose. Lo scandalo si basava su informazioni di intelligence scadenti, volte a spiegare presumibilmente come Trump avesse sconfitto la sua rivale, Hillary Clinton. Successivamente lo scandalo è stato gonfiato fino a trasformarlo in una narrazione apparentemente credibile dai capi dell'intelligence statunitense, su indicazione dell'allora presidente Barack Obama, per delegittimare il primo mandato presidenziale di Trump.

Anni prima delle recenti rivelazioni di intelligence, molti giornalisti indipendenti, tra cui Aaron Maté, ed ex-analisti di intelligence come Ray MacGovern e William Binney, avevano confutato in modo convincente le affermazioni ufficiali sul Russiagate. Non solo queste affermazioni erano false, ma erano consapevolmente false. Vale a dire, bugie e distorsioni deliberate. La Russia non ha hackerato le email appartenenti al Comitato Nazionale Democratico per screditare la Clinton. La sua corruzione è stata svelata da una fuga di notizie interna al DNC e date in pasto a Wikileaks. Questo è stato in parte il motivo per cui Assange è stato perseguitato con anni di carcere.

Un numero sufficientemente ampio di elettori disprezzava la Clinton e la sua psicopatia guerrafondaia, così come il suo tradimento della classe operaia americana in cambio della generosità di Wall Street.

Inoltre Mosca ha costantemente negato qualsiasi coinvolgimento nel tentativo di influenzare le elezioni statunitensi del 2016 o di favorire Trump. Putin ha affermato più di una volta che la Russia non ha preferenze su chi diventerà presidente degli Stati Uniti, sottintendendo che siano tutti uguali e controllati da forze statali più profonde. È ridicolo, inoltre, che mentre Washington abbia accusato Mosca di interferenze elettorali, i fatti dimostrano che gli Stati Uniti hanno abitualmente interferito in decine di elezioni straniere per molti decenni, comprese quelle russe. Nessun'altra nazione si avvicina agli Stati Uniti – l'autoproclamato “leader del mondo libero” – nel sabotare le elezioni straniere.

In ogni caso, è istruttivo paragonare la farsa del Russiagate allo scandalo Watergate.

Il Watergate fu un caso di spionaggio da parte della Casa Bianca di Nixon ai danni di un rivale democratico durante le elezioni del 1972. La crisi politica che ne seguì portò alle sue dimissioni in disgrazia nel 1974. Gli Stati Uniti rimasero scioccati da questi sporchi trucchi. Diversi alti funzionari della Casa Bianca furono in seguito condannati e scontarono una pena detentiva per crimini legati alla vicenda. Nixon fu poi graziato dal suo successore, Gerald Ford, ed evitò il processo. Ciononostante il Watergate disonorò in modo indelebile la politica statunitense e, all'epoca, fu descritto come “il peggior scandalo politico del XX secolo”.

I successivi casi di corruzione e illeciti vengono spesso definiti con il suffisso “-gate”, in omaggio al Watergate, considerato un'epocale rovina politica. Da qui il nome “Russiagate”.

Tuttavia ci sono differenze estremamente importanti.

Mentre il Watergate fu uno scandalo basato su crimini e illeciti concreti, il Russiagate è stato sempre un inganno propagandistico artificioso.

Il vero scandalo dietro il Russiagate non sono stati i presunti misfatti di Trump o quelli della Russia, ma la cospirazione criminale di Obama e della sua amministrazione per sabotare le elezioni del 2016 e successivamente rovesciare la presidenza Trump e la volontà del popolo americano. Tulsi Gabbard, il capo dell'intelligence di grado più alto del Paese, ha affermato che questo equivale a “tradimento” e ha chiesto il perseguimento di Obama e di altri ex-alti funzionari.

Probabilmente il vero scandalo Russiagate è molto più devastante nelle sue implicazioni politiche rispetto al Watergate. Quest'ultimo riguardava spionaggio illegale e trucchetti, mentre il Russiagate coinvolgeva un presidente e i suoi capi dell'intelligence che cercavano di sovvertire l'intero processo democratico. Non solo, ma anche i media generalisti statunitensi sono ora stati smascherati per aver perpetrato un furto propagandistico ai danni del popolo americano. Tutti i principali media statunitensi hanno amplificato le informazioni di intelligence orchestrate dall'amministrazione Obama, sostenendo che la Russia avesse interferito nelle elezioni e che Trump fosse un “fantoccio del Cremlino”. La bufala è diventata un'ossessione per i media statunitensi per anni e ha accumulato gravi danni nelle relazioni internazionali, un'eredità nefasta con cui conviviamo ancora oggi.

Il New York Times e il Washington Post, considerati due dei massimi esponenti del giornalismo americano, hanno vinto congiuntamente il Premio Pulitzer nel 2018 per il loro reportage sul Russiagate, ovvero la versione ufficiale, che ha dato credibilità alla bufala. Alla luce di ciò che sappiamo ora, questi giornali dovrebbero vergognarsi di aver condotto una campagna di menzogne in stile Goebbels non solo per ingannare l'opinione pubblica statunitense, ma anche per sovvertire il processo democratico e avvelenare le relazioni internazionali. La loro reputazione è stata distrutta, così come quella di altri importanti media, tra cui ABC, CBS, CNN e NBC.

Ironia della sorte il Washington Post vinse il Premio Pulitzer nel 1973 per il suo reportage sullo scandalo Watergate. La storia fu trasposta in un best-seller, “Tutti gli uomini del presidente”, e in un film di successo con Robert Redford e Dustin Hoffman, nei ruoli degli intrepidi giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein. Woodward, Bernstein e il Washington Post furono acclamati come il meglio del giornalismo statunitense per aver smascherato il Watergate e aver assicurato alla giustizia un presidente corrotto.

Quanto è vergognoso e assurdo che un attacco ancora più grave alla democrazia americana e alle relazioni internazionali, sotto forma del Russiagate, venga ignorato e insabbiato dai “migliori d'America”! Che lo scandalo venga ignorato e insabbiato non dovrebbe sorprendere, perché rivelarlo in modo appropriato manderebbe in frantumi le fondamenta dell'establishment politico statunitense e il ruolo sinistro dello Stato profondo e del suo sistema di propaganda mediatica.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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