venerdì 17 settembre 2010

Prevedere "l'imprevedibile"




di Johnny Cloaca


Ora, la curiosità vince sempre e spulciando un pò di vecchi articoli volevo proprio vedere cosa si diceva ll'inizio e durante la crisi economica scoppiata nel 2008. Partendo infatti dalla teoria "black swan" è stato facile risalire ad un paio di articoli estremamente interessanti riguardo l'argomento.

Andando a fondo delle questioni si scopre sempre che i disinformatori sono una ristretta cerchia, e quando si legge di strafalcioni e bugie mascherate dalla patina dell'ufficialità, la maggior parte delle volte sono firmate dalle solite teste d'uovo. Politici o giornalisti, grancassa del potere dell'establishment.


"Stiamo entrando dentro una crisi finanziaria molto aspra edi mprevedibile rispetto a qualsiasi altra."[1]
Parola del segretario del Tesoro in carica fino all'anno scorso negli USA. Oh, ma davvero? L'unico quesito ora sarebbe capire se questi figuri agiscono così solo in pubblico, oppure nei loro salotti sono davvero così incompetenti. Io opterei per la prima, anche se un pizzico della seconda credo sia una caratteristica d'obbligo per ricopreire i ruoli strategici. Ma questa le batte tutte perchè raddoppia la dose:


"Sfortunatamente la visione romantica e sana dell'economia porta molti economisti ad ignorare che tutte le cose possono andare storte. Hanno chiuso un'occhio alle limitazioni della razionalità umana che spesso porta a creare bolle ed il loro relativo scoppio; ai problemi delle istituzioni che vanno fuori controllo; alle imperfezioni dei mercati -- specialmente i mercati finanziari -- che possono causare al sistema operativo economico di subire imprevedibili ed improvvisi crolli; ed ai pericoli creati quando i regolatori non credono nella regolamentazione."[2]
Questo passaggio ha una firma inconfondibile che si nota a chilometri di distanza. Tuttavia nonostante faccia passare l'idea dell'inaspettato evento catastrofico, un'altra subdola idea è veicolata. Quale? "[...]I regolatori non credono nella regolamentazione", esatto! ciò che si auspicava erano maggiori briglie per un'economia già di suo incatenata e deviata con forza verso corsi artificiali. Le depressioni non fanno altro che sottolineare tale marchingegno criminale, una sorta di sussulto dell'economia per liberarsi dallo stato addormentato in cui viene mantenuta (interventismo e stimoli, sono solo la dose successiva di anestetico...altro che aiuto della ripresa!). Il libero mercato, infatti, taglierebbe un bel pò di privilegi che qualcuno strettamente mantiene a sè distorcendo la vita degli altri a suo vantaggio. E questo non s'a da fare, quindi vai di propaganda! (vero Friedman?)

Ma a parte ciò, non tutte le persone degli ambienti alti sono corrotte ed in malafede. C'è qualcuno che ancora crede che un qualcosa di diverso sia possibile; ma soprattutto, non crede nell'imprevedibilità degli eventi:






__________________________________________________________________

Note

[1] "Fighting the Financial crisis, One Challenge at a Time" di Henry M. Paulson Jr.,
NY Times.

[2] "How Did Economists Get It So Wrong?" di Paul Krugman,
NY Times.

__________________________________________________________________


Nessun commento:

Posta un commento