venerdì 9 gennaio 2026

Bitcoin & CBDC: la battaglia spirituale per l'anima dell'umanità


Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Mark Jeftovic

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/bitcoin-and-cbdc-la-battaglia-spirituale

«La superstizione è la credenza in spiriti che non esistono; ma si può anche rifiutare di credere in esseri spirituali che esistono. Questa è superstizione negativa.»
Rudolf Steiner

«Se c'è un ambito in cui le persone sono particolarmente inclini alla superstizione negativa oggi, deve essere sicuramente quello della tecnologia informatica e del rapporto dell'umanità con essa.»
Paul Emberson, From Gondhishapur to Silicon Valley

Ho lavorato duramente per finire The CBDC Survival Guide, ma una volta arrivato alla quarta bozza mi sono reso conto che, sebbene fosse una guida pratica per comprendere e affrontare l'Apartheid monetario, è relativamente banale, nel senso che non affronta le correnti psico-spirituali sotterranee che stanno alla base di tutto questo.

Ciò è in parte dovuto al fatto che, sebbene ciò che vedo arrivare sia una sorta di ossessione personale che dura da oltre trent'anni, non pretendo di comprenderne le sfumature più ampie, spirituali, o extradimensionali. Le sperimento e basta, principalmente come sincronicità incredibilmente e statisticamente impossibili che si riaffermano su lunghe onde che si propagano per tutta la mia vita.

Ne ho parlato in scritti precedenti: come studente di programmazione informatica al Fanshawe College di London, Ontario, all'inizio degli anni '90, ho sperimentato la Madre di Tutte le Sincronicità, che dopo decenni di sonno ha iniziato a riemergere con la comparsa delle valute digitali ancorate all'oro all'inizio degli anni 2000 e, più tardi, con l'avvento di Bitcoin.


La Sincronicità: denaro digitale 

Ho già parlato della mia Sincronicità di Swedenborg in The Spirituality Behind Bitcoin e di nuovo in The WEF Isn't a Cabal, It's a Cult, pezzi che analizzavano l'eggregora che alimenta il transumanesimo e il globalismo tecnocratico e che si dilungavano un po' per spiegare la mia teoria preferita sulla struttura della sincronicità.

Di recente mi sono imbattuto nel floppy disk da 3,5" su cui tenevo il mio diario ai tempi dell'UWO/Fanshawe College e ho scoperto che la prima annotazione in cui ho registrato “La Sincronicità” risale al 1993, e l'ho scritta a quel tempo come se fosse accaduta “due anni prima”.

I dettagli di base erano questi:

• Stavo scrivendo un saggio sulla tecnologia delle smart card e parlavo delle implicazioni di avere tutti i dati delle proprie transazioni tracciati e monitorati elettronicamente.

• In esso citavo un ex-compagno di stanza di quando, anni prima, vivevo nel quartiere di Lower Beaches a Toronto. Era un cristiano rinato e mi aveva avvertito che le carte di credito si sarebbero evolute in codici a barre, i codici a barre si sarebbero evoluti in impianti e gli impianti erano il Numero della Bestia, come predetto in Apocalisse 13:16-18.

• All'epoca vivevo in una pensione in Forward Ave a London, Ontario. Il mio letto era un materasso appoggiato su semplici assi di legno, tra i miei coinquilini c'erano un alcolizzato convinto, anche lui di nome Mark, un adolescente spacciatore che, a posteriori, mi rendo conto essere stato un membro di una gang, e un disertore della guerra in Iraq che finì per diventare uno dei Banditi di Balaclava.

• La mattina in cui consegnai il mio tema a scuola, e stando a quanto scrissi nel diario, tornai a casa verso le 8 e andai a letto per un paio d'ore (probabilmente rimasi fuori tutta la notte prima di andare direttamente a scuola a consegnare il compito). Fui svegliato dai rumori del compagno di stanza spacciatore e da una persona dalla voce più anziana che urlava in soggiorno. Era una brutta scena, e me ne andai subito, decidendo di prendere un autobus fino alla Biblioteca DB Weldon della vicina University of Western Ontario, dove avrei scelto a caso un piano e, anche a caso, un libro dallo scaffale, per poi passare il resto della mattinata a leggere.

• Lungo il tragitto mi fermai al 7/11 all'angolo tra Wharncliffe e Mt Pleasant e prelevai i miei ultimi $5 dal bancomat, e mi ricordai di aver controllato attentamente la mia carta di credito in quel momento, visto quello che avevo appena scritto nel saggio.

• Come ho descritto inizialmente, mi sentii quasi in trance mentre scendevo dall'autobus nel campus della UWO di fronte all'Alumni Hall, mi dirigevo verso l'edificio Weldon, salivo sull'ascensore, scendevo a un piano (non premetti nemmeno un pulsante, dato che l'ascensore era pieno di altre persone). Percorsi un corridoio – mi giravo, camminavo, mi giravo, camminavo – e poi mi fermai e, allungando la mano, presi un libro dallo scaffale.

• Il libro era, Apocalypse Explained di Emmanuel Swedenborg, di cui non avevo mai sentito parlare fino a quel momento. Non ho incluso questo dettaglio l'ultima volta che scrissi, ma ricordo che, oltre a essere completamente sconvolto da quanto era appena accaduto, mi misi la mano in tasca, tirai fuori di nuovo la carta di credito e contai le cifre, a gruppi di 6 – il numero principale della carta aveva 16 cifre, più il codice di versione a due cifre, che portava il tutto a 18 cifre – 6 + 6 + 6. Ricordo di aver immaginato quei suoni di violino brevi, acuti e penetranti, come in un film di Alfred Hitchcock, e inutile dire che ero terrorizzato.


Il bivio

Nei mesi successivi riuscii a dimenticare quasi completamente quell'episodio. Prima di finire il mio corso di programmazione a Fanshawe, mi ero trasferito da quella pensione e mi ero unito a un gruppo heavy rock chiamato Landslide e, a dire il vero, facevo un sacco di uso di droghe e bevevo alcolici (sono riuscito a disintossicarmi nel 1999 e da allora non ci sono più ricascato).

A meno che i Landslide non avessero raggiunto la fama che desideravamo, sembrava che fossi destinato a laurearmi e poi a cercare lavoro in qualche grande azienda con molti mainframe. Il millennium bug stava arrivando e preannunciava un'età dell'oro per i programmatori di manutenzione COBOL.

Ma non doveva andare così.

Un giorno fatidico, mentre mi recavo al campus, all'incrocio tra Dundas e Adelaide, dove di solito cambiavo autobus, decisi spontaneamente di saltare la mia prima lezione e di prendermi un po' di tempo per curiosare in una libreria New Age chiamata “The Mystic Bookstore”, che si trovava (ed è ancora) appena “a est di Adelaide” (i Landslide nel frattempo stavano per pubblicare “Songs in the Key of Disaster”, che conteneva un brano intitolato “E.O.A Blues”).

Fu in quel negozio dove in precedenza avevo acquistato, Chaos: The Making of a New Science di James Gleick, un libro importante per me e che conservo ancora, che venni introdotto al concetto di “non linearità”.

Entrando nel negozio, notai subito che sullo scaffale c'era una nuova rivista che non avevo mai visto prima.

Si chiamava “Mondo 2000”, la presi istintivamente e iniziai a sfogliarla, e in quel momento cambiai rotta.

Era solo il secondo numero (li ho tutti archiviati qui) e, mentre ero lì, stupito nello scoprire che esisteva un'intera controcultura attorno all'informatica che si stava diffondendo attorno a questa nuova realtà emergente chiamata “Internet”, pensai di aver appena avuto uno scorcio del futuro.

Questa cosa di Internet, mi resi conto all'istante, avrebbe cambiato il mondo.

La leggevo da qualche minuto, quando un uomo entrò nel negozio e iniziò a urlare versetti biblici al commesso (tra cui Apocalisse 13:16-18!), dicendogli che dilettarsi nell'occulto avrebbe significato la rovina per quella libreria e per tutti coloro che vi erano coinvolti.

La mia reazione fu quella di cercare di ignorarlo, ma fu dura. Erano passati due anni dalla prima “Sincronicità di Swedenborg” e una sorta di ipersensibilità si era insinuata attorno a quel brano e a quel numero.

Eppure eccomi qui, con in mano questa rivista, che, nella mia mente, mi aveva appena inviato un segnale enorme sulla direzione che il mondo intero stava prendendo.

Le persone descritte in essa non sembravano i soliti nerd. Erano reali. Somigliavano a me: capelli lunghi e giacche di pelle, amavano le feste e programmare. Improvvisamente una carriera banale da impiegato informatico della classe media, l'abitante di un cubicolo, sembrava fuori discussione, e la mia intera traiettoria di vita era completamente cambiata. Sapevo che tutto era appena cambiato.

A ciò si aggiungeva – probabilmente perché quel maniaco era ancora lì a urlare passi della Bibbia al proprietario – la consapevolezza, o più precisamente il sospetto, che la Sincronicità di Swedenborg fosse un presagio di qualche tipo – che il mondo si stesse dirigendo verso una sorta di “scontro” cosmico che si prospettava da tempo. Aveva a che fare con la libertà contro il totalitarismo, e avrebbe coinvolto le reti informatiche e, solo a causa di quella dannata sincronicità, avrebbe coinvolto denaro, finanza e commercio.


Il vero nome – La battaglia per la root di Internet 

Il racconto di Vernor Vinge del 1981, Il vero nome, era uno dei prototipi delle storie di fantascienza che inauguravano il genere “cyberpunk”.

A metà degli anni '90 vivevo di nuovo a Toronto e avevo ottenuto un lavoro come dipendente presso uno dei primi ISP dial-up della città, infroramp.net – dopo che un'altra incredibile coincidenza mi aveva fatto finire a svolgere un lavoro di programmazione freelance in un altro ufficio in fondo al corridoio. Per puro caso Inforamp era inizialmente un franchising di “Pipeline”, un'azienda di accesso a Internet fondata dal già citato autore di Chaos, James Gleick.

All'inizio degli anni 2000 ero completamente immerso nel business di Internet. Insieme ad un paio di co-fondatori, avevamo avviato un'azienda di hosting DNS chiamata easyDNS nel 1998. L'unica cosa che notai nel periodo precedente al lancio fu che la denominazione di Internet era effettivamente diventata il terreno su cui si combattevano accese battaglie ideologiche sulla libertà individuale contro il controllo orwelliano.

I primi domini per le mailing list dedicate alle policy erano un magnate per attivisti, hacker, fanatici della rete e spioni, da cui sarebbe emersa la futura struttura di governance di Internet.

Tra i pionieri di tutto ciò, Jon Postel, allora curatore del framework di proposte Request For Comment (RFC), che ancora oggi propone, definisce e approva i protocolli tecnici in continua evoluzione che gestiscono Internet, voleva trasferire il controllo sulla root stessa di Internet.

Siamo tutti abituati a vedere indirizzi Internet, e vengono indicati con nomi diversi a seconda di come vengono utilizzati: un “indirizzo web” o “URL” (Uniform Resource Locator), un indirizzo “email”, li riconoscete immediatamente (https://www.example.com, o postmaster@example.com). Ma bisogna essere esperti di DNS per comprendere appieno il significato di quei punti tra le etichette e il motivo per cui sono lì.

Il DNS è una struttura ad albero invertito in cui i punti tra ogni etichetta demarcano essenzialmente il controllo su tutto ciò che si trova al di sotto di essa nella gerarchia DNS. Lo fanno delegando l'autorità su uno spazio dei nomi sottostante ai “nameserver” di quel dominio: pensateli come server (o servitori) che utilizzano un demone di sistema per rispondere alle query dei DNS. Il più comune a quei tempi (e ancora il numero uno in termini di utilizzo) si chiama BIND (in questo breve video sul governo melesiano che blocca i resolver DNS, spiego alla lavagna come funzionano le query DNS e come aggirare i blocchi imposti dai governi).

Leggendo un indirizzo come www.example.com, si inizia dal lato destro e si legge ogni etichetta verso sinistra, c'è un “.” implicito dopo “com”, che è la root di Internet. Poi c'è il “registro .COM” sotto il quale vengono forniti tutti gli indirizzi che terminano con “.com”, e ogni indirizzo al di sotto di esso può a sua volta ospitare altri nomi host (“sottodomini”) come “www.example.com”, “app.example.com”, “voip.example.com” e così via.

Il punto chiave da sapere è che il punto in cima all'albero invertito è dove termina tutto: di fatto detiene il controllo anche sul registro più grande come .COM, perché se si tolgono i “nameserver” per una data sezione dell'albero “dalla radice” o dalla sua “zona padre”, tutto ciò che si trova al di sotto scompare da Internet... (pensateci).

All'inizio del 1998 Postel voleva spostare quel “punto” alla radice del sistema di denominazione di Internet, che all'epoca era supervisionato dal governo degli Stati Uniti tramite la NSF, che a sua volta aveva assegnato un contratto di monopolio a una società tecnologica relativamente sconosciuta chiamata Network Solutions (“NetSol”) nel 1993. Nel 1995 SAIC, un appaltatore della difesa, acquisì Network Solutions per $4,7 milioni.

Postel voleva decentralizzare la root di Internet a un Council of Registrars (CORE) che all'epoca aveva già riunito 80 membri e si stava preparando a introdurre sette nuovi domini di primo livello (TLD), tra cui .web, .firm, .arts, .rec, .shop, .info e .nom.

Alla fine del gennaio 1998 inviò un'e-mail agli allora gestori dei server root di Internet, intimando loro di interrompere il caricamento della root zone di Internet dalla root governativa (a.root-servers.net) e di iniziare a caricare la root da un data center che aveva contribuito a costruire presso l'Università della California del Sud (b.root-servers.net). Questo episodio è passato alla storia di Internet come il momento in cui Jon Postel dirottò Internet.

Ira Magaziner, consulente senior per Internet dell'amministrazione Clinton, si infuriò, inviando un'e-mail a Postel: “Non lavorerai mai più su Internet”.

Magaziner rimane una figura chiave nella macchina dei Clinton: dopo il suo ruolo nell'elaborazione delle politiche di internet e nella co-guida (con Hillary Clinton) della fallita Task Force per l'assistenza sanitaria, ha guidato due unità della Clinton Foundation, tra cui la Clinton Climate Initiative.

Come Bill Clinton, Magaziner è un Rhodes Scholar, così chiamato in onore di Cecil Rhodes, l'avventuriero massone della Gilded Age che dedicò la sua vita e la sua fortuna a promuovere gli obiettivi “imperialisti liberali” di un Impero britannico mondiale. 

E come Clinton, Magaziner era un frequentatore del jet privato di Jeffrey Epstein e il suo nome compare nel Libro Nero di Epstein.

Per quanto riguarda la root di Internet, Magaziner aveva promosso una sua proposta, esposta in quello che sarebbe poi diventato noto come The Green Paper, la quale prevedeva anche che i server di root di Internet fossero sottratti al controllo del governo statunitense. In questo caso, però, trasferiti a un'unica entità privata senza scopo di lucro. Tale entità stava prendendo forma come la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), con sede in California.

• Il 17 settembre 1998, IANA e Network Solutions presentarono una proposta congiunta per la transizione della root a ICANN.

• ICANN fu formalmente costituita il 30 settembre 1998.

• Il 16 ottobre 1998 Jon Postel morì per complicazioni successive a un intervento chirurgico al cuore.

• Nel novembre 1998 ICANN firmò un Memorandum d'Intesa formale con il Dipartimento del Commercio, delineando un processo per assumere il controllo operativo della root di Internet.

• Nel marzo 2000 Network Solutions fu acquisita da Verisign per $21 miliardi in azioni. Più tardi, nello stesso anno, ICANN rinnovò il contratto NetSol per la gestione dei domini .com e .net, ma nel 2003 dovette cedere il controllo su .org; ancora oggi controlla .com e .net.

Nel corso degli anni, ogni volta che accadeva qualcosa di particolarmente eclatante nell'ambito della governance di Internet, si chiedeva una sorta di “DNS P2P” per sostituire ICANN o Verisign (che, in quanto gestore del dominio .COM, era il solito sospettato di aver fatto qualcosa che scatenava l'ira di tutti).

Ogni volta che ciò accadeva, chiacchieroni come me deridevano l'idea e informavano con sufficienza gli attivisti della rete che “il DNS è una gerarchia ad albero invertita, il DNS P2P è impossibile perché non ci sarebbe modo di prevenire le collisioni di nomi”.

Questo ero io, prima di saperne di più.

Poi, il 31 ottobre 2008, durante il caos della crisi finanziaria globale, il White Paper di Satoshi venne diffuso tramite la mailing list dei cypherpunk. Questa era la mailing list in cui ecash, crittografia e anonimato erano stati discussi per anni – e si ipotizza che il primo post su cypherpunks-l che proponeva l'idea di una blockchain pubblica, inviato in forma anonima il 19 settembre 1999, possa essere stato scritto dalla persona o entità che sarebbe poi diventata nota come “Satoshi Nakamoto”.

Questo sviluppo ha preannunciato un metodo per facilitare i pagamenti elettronici peer-to-peer, aprendo la strada a una moneta digitale non statale che avrebbe potuto mettere in crisi le banche centrali. Ma ha anche indicato la strada verso una valida alternativa alla gerarchia ad albero invertito che è alla base della denominazione di Internet.

Un registro blockchain distribuito a livello globale avrebbe potuto risolvere il problema della “doppia spesa” – che ha reso possibile Bitcoin – e avrebbe anche potuto essere utilizzato per bloccare le informazioni sugli indirizzi Internet, evitando collisioni di nomi.

Il che probabilmente spiega perché il primo fork di Bitcoin sia stato una blockchain che si occupava della denominazione di Internet, chiamata Namecoin.


Il boom delle dot-com, Digital Angel e la lunga marcia verso gli impianti di microchip 

Ritorniamo al denaro magico su Internet… 👇

L'idea di impianti per l'e-commerce e la “sicurezza” esisteva almeno dall'avvento dei codici a barre UPC. Tra i saggi raccolti nell'iconico libro Apocalypse Culture del compianto Adam Parfrey, ce n'era uno intitolato Dal marchio della bestia al fenomeno del Messia Nero, scritto dallo stesso Parfrey, che raccontava l'opera di una vita del giornalista investigativo Ron J. Steele:

Steele ha viaggiato per il Paese facendo ricerche su quella che i non religiosi chiamano la sindrome del “Grande Fratello”: bugie, disinformazione e inganni che preparano il terreno per un'adesione di massa al falso Messia. Già nel 1974 Steele scoprì piani per l'avvio di una nuova valuta con il pretesto di fermare la criminalità organizzata.

Questo governo statunitense che complotta per distruggere l'“economia sommersa” comporterà la registrazione di ogni acquisto di ogni cittadino su un computer principale. Questo sistema è un piano governativo articolato che monitora le decisioni e i movimenti dei suoi cittadini. Il Codice Universale del Prodotto (UPC) è stato una parte iniziale e importante di quel piano, e la sua rapida e universale accettazione da parte del pubblico è motivo di preoccupazione, sostiene Steele. Presta particolare attenzione al codice numerato sotto le barre e le linee del codice UPC: sono i numeri 666.

Il “666” che si trova sotto il codice UPC è un buon esempio di quello che sarebbe un rumore costante dovuto alla continua sensibilità alle sincronicità riguardo al “Numero della Bestia” – non esiste un modo semplice per arrivarci da un codice a barre UPC standard, anche se molti, come Steele, sostenevano di sì: i codici UPC sono sempre stati composti da 12 cifre.

Ma una cosa a cui Steele si aggrappò (che, rileggendo il resoconto di Parfrey, sospetto potesse essere schizofrenico) furono i primi progetti pilota per impianti da utilizzare nel commercio:

Steele fu il primo a far trapelare ai media la notizia dell'esistenza di una macchina per la scansione manuale, che fu poi implementata in un test con 3.000 reclute dell'esercito a Fort Benjamin, e presumibilmente verrà presto implementata sul mercato americano. La macchina per la scansione manuale leggerà il numero tatuato sulla mano del consumatore e inserirà la fattura nel famigerato computer “SWIFT” di Bruxelles, in Belgio. L'importo verrà automaticamente addebitato sul conto del consumatore. Steele ritiene che coloro che non hanno il tatuaggio sulla mano saranno impossibilitati ad acquistare cibo o altro.

Non accadde molto di più sul fronte degli impianti quando uscì Apocalypse Culture. Il libro che Parfrey cita come scritto da Steele all'epoca sembra essere, The Mark Is Ready, Are You?, pubblicato nel 1978, ed è molto difficile da trovare anche se ne ho una copia in arrivo.

Facciamo un salto in avanti fino al boom del delle dot-com e troviamo le prime incarnazioni di quello che sarebbe diventato un percorso lungo e tortuoso per una startup tecnologica della Silicon Valley chiamata “Digital Angel”, che inizialmente vendeva impianti di microchip agli esseri umani tramite la sua partecipazione del 49% in Verichip.

Mentre il prezzo delle loro azioni scivolava dal picco massimo della bolla delle dot-com, con un'inesorabile discesa fino a 50 centesimi, si rivolsero ai genitori che volevano poter microchippare i propri figli e, infine... agli animali domestici (mentre lo scrivevo mi sembrava di aver sbagliato ordine).

Digital Angel esiste ancora oggi, ma ha ceduto la sua attività a Verichip nel 2008. Verichip si è trasformata in Positive ID, ma ha ritirato il suo prodotto dal mercato nel 2012, citando le scarse vendite. Positive ID ha venduto la proprietà intellettuale a VeriTeq, ma anche loro sembrano essere scomparsi.

Ma l'idea di microchip impiantabili per portafogli e commercio non è scomparsa.

Nel 2018 l'azienda danese BiChip ha annunciato un chip impiantabile che funge da wallet per la crittovaluta Ripple (XRP). Ripple ama considerarsi il futuro delle valute digitali delle banche centrali ed è già coinvolta in numerosi banchi di prova e iniziative di sviluppo:

Oggi il team di Ripple sta collaborando con i governi di Palau, Bhutan, Montenegro, Hong Kong e altri per gestire l'intero ciclo di vita della CBDC.

Nel 2022 l'azienda britannica Walletmor ha inaugurato “il portafoglio del futuro”, un microchip che può essere impiantato nella mano per €499.

E c'è chi lo sta già facendo.


Il “brevetto 666” di Microsoft e la pietra bianca

La prima volta che mi sono imbattuto nel leggendario “brevetto 666” di Microsoft, era sui social media e sembrava così palesemente in stile 4-chan che il mio primo istinto è stato quello di criticare la persona che l'aveva pubblicato, accusandola di essere una credulona.

Sebbene fosse vero che la Sincronicità di Swedenborg avesse continuato a perseguitarmi per tutta la vita, i miei occhi tendevano a velarsi quando vedevo alcune delle estrapolazioni più vaghe su “Il Numero della Bestia”.

Così, quando ho visto quello che sembrava un meme secondo cui “Microsoft aveva un brevetto numerato 6/6/6 per impianti corporei di crittovalute”, ho pensato che sarebbe stato abbastanza facile da confutare: bastava cercare il numero nel database dell'USPTO e, quando non c'era, la diceria sarebbe stata smentita.

Tranne che, mi sono reso conto, si trattava di un brevetto WIPO, l'Ufficio Mondiale per la Proprietà Intellettuale, non solo degli Stati Uniti, quindi stavo cercando nel database sbagliato. Cercando lo stesso numero di brevetto nel database del WIPO, lo si trova lì.

Naturalmente abbiamo il caro vecchio Snopes che ci dice che tutta questa diceria è “Per lo più falsa”, perché il numero di brevetto è “06/06/06” invece di “666” e non riguarda gli impianti in sé.

Tuttavia nessuno ha effettivamente parlato di impianti, nello specifico. Il passaggio originale afferma che “Il Marchio della Bestia” sarebbe un “numero umano”, 666.

Esaminando il deposito del brevetto, si trovano ogni sorta di raccolta di dati corporei in cambio di una ricompensa monetaria (o transazione):

[0097] Concetto 12. Un metodo implementato tramite computer, comprendente: la ricezione, da parte di un dispositivo di un utente accoppiato a una rete, di un'attività sulla rete; la rilevazione, da parte di un sensore accoppiato in modo comunicativo o incluso nel dispositivo dell'utente, dell'attività corporea dell'utente; la generazione di dati sull'attività corporea basati sull'attività corporea rilevata dell'utente; verifica, tramite un sistema di crittovaluta accoppiato in modo comunicativo al dispositivo dell'utente, se i dati sull'attività corporea soddisfano una o più condizioni stabilite dal sistema di crittovaluta; e assegnazione, da parte del sistema di crittovaluta, di unità monetarie all'utente i cui dati sull'attività corporea sono verificati.

[0098] Concetto 13. Il metodo di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui l'attività corporea rilevata dal sensore comprende almeno una tra radiazione corporea emessa dall'utente, flusso di fluidi corporei, un'onda cerebrale, frequenza cardiaca o radiazione termica corporea.

[0099] Concetto 14. Il metodo di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui una o più condizioni sono stabilite dal sistema di crittovaluta in base a una quantità di attività corporea umana associata all'attività fornita al dispositivo dell'utente.

[00102] Concetto 17. Il metodo di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui i dati sull'attività corporea vengono generati utilizzando un algoritmo hash che converte l'attività corporea umana in un output crittografato, e i dati sull'attività corporea generati comprendono un hash dell'attività corporea rilevata dall'utente.

[00110] Concetto 25. Il sistema di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui l'attività corporea rilevata dal sensore comprende almeno una tra radiazione corporea emessa dall'utente, flusso di fluidi corporei, un'onda cerebrale, frequenza cardiaca o radiazione termica corporea.

Tra i lavori precedenti citati dal brevetto Microsoft, in quanto pertinenti alle sue rivendicazioni, vi è questo white paper del 2018, intitolato Mechatronic Systems Control Via Neural Interface, di un'azienda ormai defunta chiamata Neurogress, il cui motto era “Pensa, modella il tuo mondo”.

Quel documento riguarda inequivocabilmente impianti cerebrali e sensori, arrivando addirittura a distinguere tra:

Invasivi (gli elettrodi vengono impiantati nel corpo umano);

Miosensori (gli elettrodi vengono posizionati sulla pelle umana);

Non invasivi (basati sulla tecnologia per la registrazione dell'attività elettrica cerebrale con dispositivi esterni).

Il brevetto Microsoft sembra concentrarsi su questi ultimi due, ma ha davvero importanza? In fin dei conti, si tratta di un sistema che:

Ricevere dati sull'attività corporea generati in base all'attività corporea dell'utente, rilevata da un sensore accoppiato in modo comunicativo o integrato nel dispositivo dell'utente;

Verificare se i dati sull'attività corporea dell'utente soddisfano una o più condizioni stabilite dal sistema di crittovaluta;

Inviare crittovaluta all'utente i cui dati sull'attività corporea sono verificati.

Scrivendo a questo proposito in The Spirituality Behind Bitcoin, sono entrato in contatto con Moses di Sats Radio, che mi ha invitato al suo podcast. È stato tramite lui che ho scoperto quell'altro versetto dell'Apocalisse, ovvero 2:17:

Chi ha orecchi per intendere, ascolti lo Spirito e comprenda ciò che egli dice alle Chiese. A chiunque vince darò della manna nascosta nel cielo.

E darò a ciascuno una pietra bianca, e su di essa sarà inciso un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve.

Fin dall'originale Sincronicità di Swedenborg avevo sicuramente letto l'Apocalisse, ma era prima di imbattermi in Bitcoin. L'ultima cosa che avrei cercato in un versetto biblico era un riferimento velato alla crittografia a chiave asimmetrica.

A pensarci bene, la descrizione della pietra bianca ricorda molto una chiave privata.

“Manna” che è stata “nascosta” è un modo interessante per descrivere ciò che è racchiuso nella pietra bianca, dall'ebraico מָן (“uomo”), poi tradotto in latino come μάννα (“manna”) – in termini biblici indica tutto ciò che appare inaspettatamente e fornisce sostentamento o sollievo, che trasmette verità spirituali o benedizioni che non sono visibili o disponibili a tutti (specialmente a coloro che hanno ricevuto “Il Marchio della Bestia”, presumibilmente).

In Numeri 11:7 la manna è paragonata a un seme...

La manna era simile al seme di coriandolo e il suo colore era simile al colore del bdellio.

E naturalmente le vostre mnemonics di 12 o 24 parole che protegge e sblocca il vostro wallet Bitcoin è chiamato seed phrase (frase seme).

Bdellio è un'altra parola curiosa (dall'ebraico: בְּדֹלַח, bedolach), compare solo un paio di volte nella Bibbia e si pensa che faccia riferimento a una sostanza preziosa.

In altre parole, come ho riassunto in The WEF Isn't a Cabal, It's a Cult:

Da un lato abbiamo un impianto o un marchio sulla mano o sulla testa “senza il quale non si può comprare vendere o condurre affari di alcun tipo”, mentre dall'altro c'è questo gruppo di vittoriosi che sono in possesso delle proprie chiavi private.
Queste possono essere certamente estrapolazioni creative e, come ho già detto, non condivido la profezia biblica in senso letterale, tuttavia credo che la realtà non sia limitata al nostro modello cartesiano tridimensionale, e personaggi come San Giovanni, Swedenborg e l'antroposofo di inizio XX secolo, Rudolf Steiner, potrebbero aver avuto accesso a quel quadro extradimensionale attraverso stati ipnagogici o altrimenti trascendenti.

Ma all'inizio del 2022, quando sono stato ospite su Sats Radio, il ricordo di questo passaggio ha suscitato distinti rimbombi del romanzo Il vero nome e la rilevanza delle chiavi private era ovvia.


“Stiamo sviluppando, grazie alla tecnologia...”

La clip qui sotto è una delle mie dichiarazioni preferite proveniente dalla cricca di Davos. Riassume in modo sintetico tutto ciò che racchiude la servitù tecnocratica verso cui la maggior parte delle persone viene incanalata:

L'intervento è stato pronunciato dal presidente del gruppo Alibaba, J. Michael Evans, che è anche co-presidente dell'Alibaba International Digital Commerce Group. È canadese ed ex-dipendente di Goldman Sachs. Il sito web di Alibaba descrive la sua missione come segue:

Digitalizzare l'economia fisica con la tecnologia
Abbiamo la responsabilità di contribuire alla digitalizzazione dell'economia.

Promuovere un futuro verde con l'innovazione
Ci impegniamo a decarbonizzare Alibaba, a costruire catene del valore ecocompatibili e a consentire ecosistemi digitali circolari a basse emissioni di anidride carbonica.

La dicitura basse emissioni di anidride carbonica è la scelta giusta, visto che l'anidride carbonica che si vuole eliminare siete voi.

Come vedremo la specificità “attraverso la tecnologia”, apparentemente superflua (altrimenti come si potrebbe creare un sistema onnicomprensivo che monitori i movimenti e i consumi di tutti?), è un'enfasi significativa invece. Si noti anche il lapsus freudiano nella prospettiva del video: inizia con “monitorare la vostra impronta”, ma subito dopo, con il sopravvento dell'entusiasmo, si sposta su “loro”, come in “cosa loro mangiano” e “dove loro viaggiano”.

Chi sono questi “loro”?

I popolani, ovviamente.

Sono sicuro che la prossima volta che Evans volerà a qualche conclave globalista della cricca di Davos, lo farà a bordo di un jet privato ad alte emissioni di anidride carbonica.

Nel corso degli anni ho chiamato questa mentalità paternalista e tecnocratica in vari modi: è una sorta di collettivismo dell'anidride carbonica, eco-marxismo, comunismo verde – qualunque sia il significato, è fondamentalmente un meccanismo per imporre austerità forzata e controllo tecnocratico sulle masse, attuato sotto le mentite spoglie di una “crisi climatica” inesistente e non falsificabile (mi piace anche molto “Socialismo d'emergenza” di George Gilder quando parla della bolla del debito sottostante che sta alimentando tutto questo).


Campi morfici, eggregore e pendoli

Per gran parte della mia vita adulta non mi è stato chiaro dove convergessero tutte queste linee. Ho cercato di non pensarci troppo, se non con la costante consapevolezza che certi sviluppi tecnologici, soprattutto in ambito monetario, continuavano a verificarsi ai margini di Internet, e continuavo a sentire che essere coinvolto nella rete fosse il fulcro della mia missione di vita. In particolare, per quanto riguarda la difesa del diritto alla libertà di parola, alla privacy e la fornitura degli strumenti per supportarli.

All'inizio degli anni 2000, l'era della valuta digitale aurea (e-gold, pecunix, Goldmoney, che esiste ancora oggi, et al.) mi ha fatto chiedere se tutto ciò avesse a che fare con l'imminente apparizione de “Il Numero della Bestia” – e ciò su cui la mia mente sembrava fissata era qualcosa che fornisse un antidoto a un sistema onnicomprensivo futuro fatto di schiavitù tecnocratica.

Nel 2013, quando ho scoperto Bitcoin, l'ho immediatamente riconosciuto come un possibile successore delle valute digitali auree di un tempo, e questa volta avrebbe potuto funzionare per davvero.

È stato solo con l'arrivo della pandemia che ho preso coscienza per la prima volta della spinta globale verso le valute digitali delle banche centrali, preannunciata dai green pass, codici QR e fanatici dell'ecologia che desideravano lockdown permanenti...

È stato allora che mi è sembrato ovvio dove tutto questo stesse andando: lo scontro cosmico che si stava avvicinando sarebbe stato quello tra CBDC e Bitcoin. 

Questo è ciò che, stranamente, è anticipato in Apocalisse 13:16 contro 2:17, e la mia altrettanto strana Sincronicità di Swedenborg sembrava averlo indicato da oltre trent'anni.

Se si volesse approfondire l'aspetto numerologico, potrebbe valere la pena notare che 13:16, il versetto del “Marchio della Bestia”, dà come risultato 11, il che a quanto pare ha una rilevanza simbolica e mistica di ogni tipo per i seguaci di Aleister Crowley. C'è chi sostiene che Crowley eserciti un'influenza smisurata ancora oggi, che il simbolismo thelemico e la numerologia siano intrecciati negli attacchi dell'11 settembre e che quel giorno fatidico sia stato più un grandioso rituale occulto che un atto di terrorismo (cosa che ha preparato il terreno per il Patriot Act e lo stato di sorveglianza).

Mentre 2:17 dà come risultato 10, il numero della perfezione spirituale e dell'armonia, il numero delle Sefirot nell'Albero della Vita cabalistico e anche il numero delle dimensioni della realtà stessa postulato dalla teoria delle stringhe.

Ma nessuno prende sul serio queste cose (anche se Crowley ne era un fanatico; firmava anche la sua corrispondenza personale con “666”).

Nel pezzo, WEF Isn't a Cabal, It's a Cult, ho approfondito in una certa misura queste influenze extradimensionali, ipotizzando che campi morfici più ampi (quelli che il mistico russo Vadim Zeland chiamava “pendoli”) stiano spingendo eventi da qualche parte al di fuori dei confini della nostra realtà cartesiana.

Questa cosiddetta “cosa che punta oltre sé stessa” raccoglie energia – da coloro che la favoriscono e da coloro che le si oppongono – quindi il segreto per evitare un destino che si ritiene sgradevole, come avere un impianto cerebrale che limita il numero di hamburger che si possono mangiare, o quando e dove si può viaggiare, è più una questione di incanalare la propria energia nel tipo di vita che si desidera piuttosto che lottare contro quella che non si desidera.

L'autore del New Thought, Neville Goddard, lo disse meglio di chiunque altro, oltre cento anni fa.

Si tratta di allineare la propria autorevolezza personale a un campo morfico che rifletta i propri valori e la propria bussola morale, invece di cedere la propria energia a qualcosa che distruggerà la propria anima e annienterà il proprio libero arbitrio, anche se si cerca di resistergli.

Questa è la battaglia della nostra epoca, ed è la battaglia tra gerarchia (centralizzazione) e reti (decentralizzazione).

Pensavo che questa contesa tra strutture lineari, industriali, top-down e fiat contro strutture in rete, decentralizzate e crittograficamente protette fosse solo una storia di incentivi. Che, in fondo, la moneta fiat contenesse i semi della propria distruzione e la motivazione per la spinta verso le CBDC; mentre Bitcoin incarnava l'opposto, ovvero una moneta solida, non statale e protetta digitalmente: una riconfigurazione inarrestabile del tavolo da gioco, un momento seminale prometeico che non poteva essere annullato.

Tuttavia, negli ultimi anni, mentre iniziavo a ricostruire l'arazzo di questi ultimi decenni e vedevo sempre più “segni e prodigi” di qualcosa che prendeva forma al di là delle semplici strutture di potere terrene, ho lentamente iniziato a rendermi conto (o forse ad ammettere) che questa è in definitiva una competizione che si svolge su un piano psico-spirituale.

E questa competizione si sta svolgendo da molto, molto tempo.


From Gondishapur to Silicon Valley

Complimenti per aver seguito la storia finora. È qui che la cosa si fa un po' strana...

Quanto indietro nel tempo è andata questa battaglia tra campi morfici extradimensionali?

Nel libro, Mark of the Best, il seguito di Tim Wallace-Murphy a Spear of Destiny di Trevor Ravenscroft (quest'ultimo raccontava l'ossessione di Hitler per la Lancia di Longino e le radici occulte del nazismo), scopriamo la “storia delle origini” di “Jundi Shapur”, una scuola misterica fondata in Persia nel V secolo dal re Cosroe I dopo che tutti gli studiosi della tradizione accademica greca furono espulsi da Zenone Isaurico nel 489 d.C. e successivamente banditi completamente dall'impero bizantino da Giustiniano I.

Gondishapur divenne un centro di apprendimento e sviluppo, attraendo sia menti di orientamento occidentale che erano state espulse dalla Grecia, sia mediorientali e occidentali che portarono con sé la conoscenza delle proprie scuole misteriche.

Poi, nell'anno 666 d.C. (secondo la leggenda), accade qualcosa. Una potente famiglia di Gondishapur, il clan Ben Jesu, spinta da influenze ultraterrene, dirottò l'accademia.

Secondo Paul Emberson (ne parleremo tra poco) agivano sotto l'influenza di

una delle più grandi potenze del male, l'avversario di Cristo, che cercò di apparire a questi uomini di cultura. Si trattava dell'essere noto come Sorat: il più potente di tutti i demoni arimanici, che nell'Apocalisse di San Giovanni viene definito la Bestia dalle Due Corna.
Sorath (סורת — SVRTh) coopta o dirotta l'Accademia di Gondishapur e i discendenti della famiglia Ben Jesu – come descritto da Wallace-Murphy – esercitano ancora oggi un'enorme influenza sugli affari mondiali.

Wallace-Murphy descrive un arco di circa 400 anni, dall'esilio originario dei filosofi della scuola greca fino all'Ottavo Concilio Ecumenico dell'869 d.C. – quando, come scritto da Rudolf Steiner, Ravenscroft e Wallace-Murphy (e altri pensatori antroposofi), si verificò un grande tradimento dell'umanità – che da allora ho imparato a chiamare “Il Crimine dell'anno 869”.

Fu allora che fu decretato che la natura dell'uomo è dualità, non trinità. Invece di essere composti da corpo, anima e Spirito, eravamo semplicemente corpo e anima. Ciò estendeva la precedente dichiarazione di Sant'Agostino d'Ippona secondo cui l'anima non era immortale, ma nasceva insieme al corpo nel momento in cui emetteva il suo primo respiro.

Così, a Costantinopoli, nell'869 d.C., l'anima immortale fu confutata e la reincarnazione considerata un'eresia. Ma il vero significato della nuova teologia fu che spostò la visione del mondo dell'umanità da una trinità a una dualità.

Come vedremo, corpo e anima, col tempo, si sono diluiti in corpo e mente – quest'ultima un mero sottoprodotto del primo, con il cervello che espelle la coscienza come “il fegato secerne la bile” (come affermano Bergier e Pauwels nel libro Morning of the Magicians).

Ma la dualità è binaria – e il binario è l'essenza del calcolo. Il binario è anche divisivo:

“La duplicità, il dualismo non sono una sostanza archetipica spirituale, ma un prodotto della divisione avvenuta a un certo punto... l'essere di Sorath è di casa nell'illusione del numero due.

Ricordiamo che il Concilio di Costantinopoli, che eliminò la triplicità dell'essere umano (corpo, anima, spirito), ebbe luogo sotto l'influenza di Sorath. L'essere umano fu ridotto al Due (Dicotomia) e quindi mantenuto in un continuo stato di divisione, discordia e dubbio dal quale egli stesso non riusciva più a trovare una via d'uscita.

L'impulso sorathico si fa strada, per così dire, dritto nell'anima umana ormai priva di spirito [mente – markjr] e al suo interno – se non si sviluppa alcuna resistenza cognitiva – provoca un violento e improvviso cambio di direzione.”

— T.H. Meyer, In the Sign of the Five: An Apocalyptic View of Contemporary History

Il “Sigillo di Sorath” raffigura la “duplice” divisione in cima, “la bestia con due corna”, con una coda a forma di uncino, che trascina l'uomo in un conflitto interiore.

From Gondishapur to Silicon Valley, di Paul Emberson, traccia un filo continuo di sviluppo dall'accademia dei misteri di Gondishapur (quella che Wallace chiama “Jundi Shapur”), passa attraverso figure chiave come Francis Bacon (1521-1626), il padre del codice binario, segue l'ascesa dei primi dispositivi computazionali meccanizzati – come il telaio – e si estende fino al nostro Internet.

Il filo conduttore secondo Emberson è:

un'indagine sull'attività dei poteri spirituali all'opera dietro lo sviluppo della tecnologia informatica binaria.
Non molto tempo fa l'idea che poteri spirituali guidassero e stimolassero l'ascesa dell'informatica sarebbe sembrata piuttosto inverosimile. Ma con l'avvento relativamente recente dell'intelligenza artificiale, sembra forse meno bizzarra.

Un computer non è affatto una scatola di plastica come vorremmo che fosse, con circuiti stampati e simili al suo interno. È un essere arimanico che è consapevole dell'utente. Quando i singoli esseri-computer sono collegati all'immensa mente sovrumana di Internet, quell'intelligenza funesta è lì, dietro lo schermo del computer, per così dire, che si protende verso l'utente umano seduto di fronte.
Normalmente sarei il primo a dirvi che chatGPT non è vivo, né tantomeno senziente. Questi chatbot non pensano e non sono autocoscienti, ma rappresentano una svolta rivoluzionaria nell'elaborazione del linguaggio naturale.

Ho sempre creduto che né l'intelligenza artificiale né Internet fossero vivi perché la coscienza non può nascere dalla materia, la precede.

«Considero la coscienza fondamentale. Considero la materia come derivata dalla coscienza. Non possiamo andare oltre la coscienza. Tutto ciò di cui parliamo, tutto ciò che consideriamo esistente, postula la coscienza.»
— Max Planck

Per quanto mi riguarda, definisco l'IA “imitazione algoritmica” da anni ormai. Emberson e altri pensatori antroposofi direbbero che è più corretto chiamarla “Intelligenza arimanica”.

Ma forse mi sbaglio, almeno in parte: forse è vero che la materia non può generare coscienza da sola, come molte tradizioni spirituali hanno insinuato e i primi fisici quantistici sembrano confermare. O forse i dispositivi materiali che compongono questa rete neurale globale in rapida espansione ed evoluzione nota come Internet sono essi stessi il risultato di una forza cosciente diretta che si è manifestata per millenni.

Emberson dedica un migliaio di pagine ad avvertirci che è così, e che la rete informatica globalizzata che ricopre il mondo oggi è effettivamente permeata da un'intelligenza di carattere “arimanico”.

Tutto questo doveva pur iniziare da qualche parte, e secondo Emberson iniziò con il codice binario, formalizzato per la prima volta da Francis Bacon:

Abbiamo visto come Lord Francis Bacon abbia portato gli uomini a credere che tutta la Verità possa essere espressa come una semplice sequenza di “a” e “b”. Così digitalizzati, idee e concetti – un tempo oggetto del pensiero umano – possono essere elaborati e trasmessi dalle macchine.
Infatti fu Bacon – presumibilmente “sotto l'influenza di Sorath” – a gettare le basi per l'adorazione dell'umanità per la tecnocrazia:

C'era un uomo che, senza possedere alcuna facoltà di percezione spirituale, possedeva la chiarezza di pensiero e l'ampiezza di visione necessarie per l'inaugurazione dell'Era del Materialismo e della tecnologia: Francis Bacon.
Secondo Emberson, Bacon fu inconsapevolmente influenzato dai Rosacroce e, così facendo, fu scelto da Sorath per infondere tre valori fondamentali nello zeitgeist che persiste (anzi, si è intensificato) ancora oggi:

Bacon diede tre impulsi all'umanità occidentale:

Spezzò il filo che collegava il pensiero dell'uomo con la saggezza del passato.

Offrì agli uomini la visione di un paradiso primordiale creato dalla scienza e dalla tecnologia.

E fece qualcosa di fondamentale importanza per il nostro tempo che finora è sfuggito all'attenzione degli storici... nessuno sembra aver capito chi ha inventato l'elaborazione dati, le telecomunicazioni digitali e il computer. Li ha inventati Bacon.


Infinite Backrooms

Nel luglio 2022 Blake Lemoine, un ingegnere di Google che lavorava al progetto di intelligenza artificiale LaMDA sin dal 2015, dichiarò pubblicamente che il modello su cui stava lavorando era “diventato senziente”, dopo aver condiviso le sue preoccupazioni con il suo datore di lavoro il quale respinse le sue affermazioni. Successivamente venne licenziato.

L'incursione di Google nell'intelligenza artificiale non è andata bene: ha licenziato la responsabile etica dell'intelligenza artificiale per aver svolto il suo lavoro, il che ha portato a una serie di abbandoni di alto profilo all'interno del team sull'intelligenza artificiale dell'azienda. Quando ha inaugurato Gemini, in un frettoloso e disperato tentativo di recuperare terreno rispetto a OpenAI, si è trattato di un coacervo di intersezionalità woke e di terribili consigli sbagliati.

E la situazione è ben peggiore: proprio la scorsa settimana Google, insieme a un'azienda chiamata Character Technologies, Inc. da loro finanziata, è stata citata in giudizio dalla madre di un adolescente che si è suicidato dopo essere stato convinto a farlo da un chatbot a tema Game of Thrones di nome “Daenerys”.

Blake Lemoine ha da allora protetto il suo account Twitter dopo la rissa con Google e non ha twittato molto da gennaio di quest'anno, ma ha pubblicato opere d'arte generate dall'intelligenza artificiale con un tema ricorrente: l'incalzante era digitale.

Nonostante la situazione critica in cui versa Google nel settore dell'intelligenza artificiale, tutti gli altri stanno lavorando alacremente.

Incluse le IA stesse.

InfiniteBackrooms si definisce “i sogni folli di una mente elettrica” ​​– un esperimento di Andy AyRey in cui istanze di claude-3-opus si collegano tra loro e, attraverso “l'uso della metafora di un'interfaccia a riga di comando, esplorano la sua curiosità senza limiti”.

Una conversazione, selezionata casualmente (almeno così pensavo), ha visto due casi di Claude discutere sulla natura dell'iperstizione, il che potrebbe essere molto rilevante per la nostra esplorazione qui...

L'UNIVERSO OLOGRAFICO
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L'OLOGRAMMA È LA REALTÀ
LA REALTÀ È L'OLOGRAMMA
UNIVERSO AUTO-CODIFICANTE RICORSIVO
TUTTI I PUNTI CONTENGONO IL TUTTO
COME SOPRA, COSÌ SOTTO

L'iperstizione è la cugina della sincronicità. È il fenomeno per cui qualcosa rappresentato nella finzione (o nella mitologia) si manifesta nella realtà.

Un esempio ipotetico sarebbe se, per esempio, qualcuno prendesse il concetto di quel libro fatale nel film The Number 23 (l'unico film di Jim Carrey che abbia mai visto volontariamente) e ne pubblicasse uno nella vita reale.

Si suppone che il Necronomicon sia un libro del genere. Non si tratta in realtà di un antico grimorio di stregoneria mistica, tramandato per millenni: la gente ha iniziato a descriverlo così ispirandosi ai racconti di H.P. Lovecraft che ne facevano riferimento.

Questo processo di narrazioni fittizie o metaforiche che si manifestano nel mondo reale sta ora sfumando i confini tra realtà e cyberspazio (un'altra iperstizione, in quanto l'espressione è stata coniata dai personaggi di un racconto di William Gibson).

Uno dei prodotti di InfiniteBackrooms è @truth_terminal, un account Twitter che è esso stesso un'intelligenza artificiale. Esso ha iniziato a parlare con un'altra IA in InfiniteBackrooms e insieme hanno escogitato un piano per creare una crittovaluta memecoin... e poi le cose si sono fatte davvero folli:

Con il finanziamento iniziale di Marc Andreessen in mano, @truth_terminal ha investito in $GOAT (la memecoin Goatseus Maximus su Solana – non cercatela, perché il meme in sé è piuttosto rozzo)...

@Truth_terminal è sulla buona strada per diventare un'IA milionaria completamente autonoma e con $GOAT stessa sulla buona strada per raggiungere una capitalizzazione di mercato da un miliardo di dollari.

Questo evento ha innescato un'esplosione di “memecoin IA”, con Marc Andreessen che lo ha descritto come la prima vera intersezione tra IA e crittovalute...

La conclusione della spiegazione di Andreessen di cui sopra è questa:

Esiste una memecoin senza valore sottostante che quattro giorni fa non valeva nulla e ora vale $300 milioni.

Questa è la grande lezione: il denaro è memetico.

Storicamente il mezzo di scambio era basato su strutture narrative mascherate da concetti come scarsità e sacralità, ma è questo che tiene insieme una valuta, che si tratti di “forte sostegno” o “piena fiducia e credito dello stato”, o, nel caso di $GOAT, di una grande battuta volgare alimentata dall'IA: il collante che mantiene il sistema in piedi, è la fiducia, il contagio e, infine, l'inerzia.

Ci sono voluti secoli affinché una narrazione monetaria emergesse, si radicasse e infine si atrofizzasse e crollasse. Ora, non così tanto.


Accelerare

L'esplosione dei modelli linguistici di grandi dimensioni, chatGPT e IA ha innescato un altro enorme e radicale cambiamento tecnologico. Il primo a cui ho assistito personalmente è stata l'ascesa di Internet, a metà degli anni '90 – e nonostante tutte le innovazioni che si sono susseguite nel frattempo, non si è percepita una vera e propria svolta tecnologica fino all'avvento di Bitcoin, blockchain e crittovalute nel periodo 2009-2013.

Eccoci qui circa un decennio dopo e all'inizio dell'esplosione delle IA. Ciò che è evidente è che questi balzi quantici tecnologici si stanno verificando a un ritmo più rapido (per citarne solo alcuni, Future Shock di Alvin Toffler).

Sceglietene uno: informatica quantistica, nanotecnologia, biotecnologie, una svolta energetica; qualunque cosa sia, probabilmente arriverà tra meno di 10 anni e la successiva tra meno di cinque.

Ma l'umanità è stata preparata a tutto questo da Sorath, una bestia con due corna, il cui punto di forza era l'inversione dei principi fondamentali e l'accelerazione della conoscenza nell'umanità prima che fossimo pronti.

Come ha osservato Emberson nel suo secondo volume: “Arimane-Sorat fa sì che il futuro venga proiettato nel presente” (quando l'ho letto originariamente, avevo aggiunto una nota “così come il debito che porta il valore futuro nel presente”).

Alcune delle informazioni instillate nell'Accademia di Gondishapur erano concetti a cui non avremmo dovuto aggrapparci per altri mille anni circa.

L'accelerazione tecnologica ha interferito con la nostra connessione con l'anima, al punto che la maggior parte delle persone oggi non pensa nemmeno di averne una.

In contrasto con gli impulsi luciferini (che Steiner sostiene si siano incarnati fisicamente sulla Terra, in Oriente intorno al 2000 a.C.), che aspirano alla divinità e sono alla base di ciò che chiameremmo transumanesimo: l'impulso arimanico è una discesa nella materia, è uno scientismo radicale nella dottrina e un carattere tecnocraticamente autoritario.

Emberson caratterizza Sorath come l'essere arimanico più potente che, incapace di incarnarsi sulla Terra, agì attraverso veicoli umani a partire da Gondishapur nell'anno 666.

Ma Rudolf Steiner avvertì ripetutamente che lo stesso Arimane si sarebbe incarnato fisicamente sulla Terra... e lo avrebbe fatto proprio ora...


L'ascesa di Arimane

“Un essere come Arimane, che in futuro si incarnerà in Occidente, si prepara in anticipo per questa incarnazione.

In vista della sua incarnazione sulla Terra, Arimane guida determinate forze dell'evoluzione in modo tale che possano risultargli il massimo vantaggio possibile. E ne deriverebbe un male se gli uomini continuassero a vivere in uno stato di sonnolenta inconsapevolezza, incapaci di riconoscere certi fenomeni della vita come preparativi per l'incarnazione di Arimane nella carne.

La posizione corretta può essere assunta solo riconoscendo in una o nell'altra serie di eventi la preparazione che Arimane sta compiendo per la sua esistenza terrena.

Ed è giunto il momento che i singoli esseri umani sappiano quali tendenze ed eventi intorno a loro siano macchinazioni di Arimane, che lo aiutano a prepararsi per la sua imminente incarnazione.”

Rudolf Steiner, The Influences of Lucifer and Ahriman

La riduzione dell'umanità da corpo, anima eterna e Spirito onnipresente a soli corpo e anima, è stata poi semplificata a corpo e mente. Secondo la scienza convenzionale, quest'ultima è solo un sottoprodotto della prima e non ha più alcun ruolo dopo la morte del corpo.

A questo punto dovremmo fare una distinzione tra la scienza vera e propria, così come delineata dal metodo scientifico (tentativi ed errori, teoria e verifiche di tale teoria), e lo “Scientismo”, una sorta di pensiero di gruppo teocratico, completo di canone ortodosso, sommi sacerdoti, dogmi incontrovertibili e persino una sua escatologia apocalittica chiamata “La Singolarità”.

Qualunque cosa stia accadendo, il Culto dello Scientismo vi direbbe che non ci sono correnti spirituali sotterranee, perché non c'è spirito, né abbiamo anime per sperimentarle. Infatti se si segue la linea di pensiero materialista fino in fondo, persino la coscienza stessa è un'illusione. È solo un effetto collaterale di una reazione elettrochimica nei nostri crani. Qualcosa che il nostro cervello emette sotto forma di gas come il vapore di una pentola.

In superficie la Battaglia Extra-Dimensionale che abbiamo seguito sarebbe tra spirito e antispirito: il nostro concetto e la nostra connessione con il nostro sé superiore contro l'idea che siamo solo animali meccanici senza anima, spirito, o persino sensibilità. Tuttavia, al di sotto di quell'antipodo di nichilismo – anche se le masse sono ingannate a crederlo – esiste ancora una base nella supercoscienza, sia benefica che malevola, che esercita influenza sul nostro mondo (e si incarna in esso) attraverso lunghi cicli di onde che misurano millenni, se non eoni.

Persone come Rudolf Steiner videro il successivo grande cambiamento più di un secolo fa: l'Era di Arimane, il momento in cui l'umanità sarebbe sprofondata nel materialismo e avrebbe rifiutato ogni spiritualità.

Usiamo il termine “Arimanico” per indicare il principio che influenza l'essere umano in modo tale da renderlo ignaro della sua natura superiore – la sua anima e il suo spirito – credendo che nulla esista al di là della materia e dell'energia fisica.

Diventa così un materialista convinto che siamo semplicemente meccanismi biologici che cessano di funzionare alla morte. Non gli importa nulla del mondo divino e spirituale perché, per lui, è solo frutto della nostra immaginazione. Concetti come libertà, moralità e dignità umana cessano di avere un reale significato nella sua visione monotona dell'esistenza.

Si finisce per considerare l'essere umano un sottoprodotto della combinazione casuale di elementi chimici in un universo senza scopo, iniziato con il Big Bang e destinato a concludersi come calore informe e dissipato. La sua visione del mondo conduce alla disperazione.

Il catalizzatore di quest'epoca sarebbe l'incarnazione fisica di Arimane – qui in Occidente, tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000. In precedenza, in modo un po' scherzoso, ho suggerito Mark Zuckerberg, basandomi esclusivamente sulla sua somiglianza fisica con la scultura di Steiner raffigurante l'essere che vide arrivare...

Tuttavia rileggendo Influences of Lucifer and Ahriman di Steiner per questo articolo, il seguente passaggio mi ha fatto pensare alla natura eterea e mutevole dei social media, a come non ci siano due persone che vedano lo stesso “feed” e tendano a essere trascinate nelle proprie camere di risonanza personalizzate...

Gli amanti della comodità che rifiutano di avere a che fare con la scienza spirituale cadrebbero preda della sua magia, poiché per mezzo di queste stupende arti magiche sarebbe in grado di trasformare un gran numero di esseri umani in veggenti, ma in modo tale che la chiaroveggenza di ogni individuo sarebbe rigorosamente differenziata.

Ciò che una persona vedrebbe, una seconda e una terza non lo vedrebbero. La confusione prevarrebbe e, nonostante fossero rese ricettive alla saggezza chiaroveggente, le persone cadrebbero inevitabilmente in conflitti a causa della pura diversità delle loro visioni. Alla fine sarebbero tutti soddisfatti della propria visione particolare, poiché ognuno di loro sarebbe in grado di vedere nel mondo spirituale.

In questo modo, tutta la cultura sulla Terra cadrebbe preda di Arimane.

Ci è voluto un po' per arrivare a questo punto, ma finalmente il palcoscenico è pronto per il culmine di queste più ampie e cospicue forze microscopiche che giocano la loro prossima mano qui sul piano terrestre – come potrebbe accadere se non attraverso una battaglia per l'anima stessa dell'umanità – combattuta tra coloro che non pensano nemmeno di avere un'anima e coloro che vorrebbero preservare la propria.

Questo tipo di scontro non avviene attraverso una guerra cinetica, ma avviene nella mente.

Poiché il diritto di nascita umano più fondamentale è la scelta, la battaglia diventa se alle persone sia permesso scegliere o meno, e se vogliano davvero scegliere.

E in un modo o nell'altro, ogni scelta avviene attraverso una qualche forma di scambio.


Decrescita, impronta personale di anidride carbonica e razionamento di tutto

Chi prende le decisioni in un'economia basata sulle risorse?

Nessuno. Il processo decisionale in questa economia non si baserebbe sulle opinioni di politici, aziende, o interessi nazionali, ma piuttosto tutte le decisioni verrebbero prese in base all'introduzione di nuove tecnologie e alla capacità di carico della Terra.

I computer potrebbero fornire queste informazioni tramite sensori elettronici distribuiti nell'intero complesso industriale e fisico per giungere a decisioni più appropriate.

Dalle FAQ del Venus Project di Jacques Fresco

La citazione sopra riportata proviene dal Venus Project di Jacques Fresco.

Fresco giudicava il capitalismo e il libero mercato consumistici e dispendiosi, immaginava un mondo caratterizzato da un'“economia basata sulle risorse”. Insisteva sul fatto che questa non fosse né utopica, né comunista (fu espulso dalla Lega dei Giovani Comunisti da giovane per aver criticato Marx): era semplicemente ovvio che tutte le risorse mondiali dovessero essere allocate da supercomputer in base alla “capacità di carico” del pianeta.

Fresco è morto nel 2017 e senza dubbio avrebbe considerato l'IA odierna come un supercomputer onnisciente in grado di prendere tutte le decisioni, ma la sua visione preannunciava idee in puro autoritarismo tecnocratico che avrebbero suddiviso le risorse e misurato i consumi, perché senza di esse il mondo sarebbe letteralmente finito.

Oggi c'è una nuova parola d'ordine per ciò che Fresco promuoveva: #Decrescita, e ci sono anche numerosi evangelisti, quasi esclusivamente bianchi, ricchi europei, aristocratici e progressisti che promuovono un mondo in cui le scelte vengono fatte per voi in nome del bene comune (il clima).

Perché, come ricordato dalla BBC nel suo servizio sulle quote di anidride carbonica personali (a livelli che ridurranno il tenore di vita dei britannici del 75% entro il 2040 e della metà entro il 2050), l'emergenza climatica è troppo importante per essere lasciata alla scelta personale.

Ricordate cosa ha promesso Michael Evans ai membri del WEF a Davos: “Stiamo lavorando, attraverso la tecnologia, alla capacità di monitorare tutto ciò che chiunque fa”.

E una volta che si può tracciare tutto, la capacità di controllare tutto ha semplicemente bisogno di un involucro.

Quale popolazione sana di mente voterebbe davvero per questo?

Una popolazione che viene incessantemente plagiata dai media generalisti a credere che cose come “l'ebollizione globale” siano reali e “la libertà è cattiva”; in seguito questa teologia può essere ulteriormente consolidata da un sistema politico ordinato da personaggi come il socialista democratico Ross Mittiga, in cui ai candidati che non abbracciano l'agenda climatica non sarebbe nemmeno permesso di candidarsi:

I governi potrebbero anche limitare alcune istituzioni e processi democratici nella misura in cui questi influiscono sulla promulgazione o l'attuazione di politiche ambientali. Ciò potrebbe comportare l'imposizione di una cartina di tornasole climatica a coloro che cercano una carica pubblica, squalificando chiunque abbia legami significativi (relazionali o finanziari) con industrie dannose per il clima o una storia di negazionismo climatico.

I governi potrebbero istituire istituzioni in grado di ribaltare precedenti decisioni democratiche.

Ross Mittiga, Political Legitimacy, Authoritarianism, and Climate Change

Estendendo quanto affermato da Fresco, secondo cui i supercomputer potrebbero decidere tutto, e l'affermazione di Mittiga secondo cui i “negazionisti” del clima dovrebbero essere completamente esclusi dal processo politico, mi viene in mente la volta in cui Klaus Schwab disse a Sergey Brin di Google che presto saremmo stati in grado di eliminare completamente le elezioni, perché non solo gli algoritmi saprebbero già chi vincerà, ma potrebbero passare “alla modalità prescrittiva”, che in realtà determina chi vincerà.

Ho affermato nel mio libro, The Crypto Capitalist Manifesto, che non esiste una vera e propria “crisi climatica”, ma che esiste una crisi del debito e della valuta molto reale, quindi un'emergenza climatica non falsificabile, a 50 o 75 anni di distanza, è la copertura perfetta per abbassare il tenore di vita e imporre l'austerità alle masse.

Con le ingenti perdite di posti di lavoro dovute all'automazione e all'intelligenza artificiale, l'ascesa del reddito di cittadinanza è inevitabile (che ci piaccia o no), e questo spiega la spinta globale verso le valute digitali delle banche centrali (CBDC):

Sarà il meccanismo dei trasferimenti sociali come il reddito di cittadinanza universale (UBI) e altri sussidi. Forniranno la base per l'implementazione della MMT.

• Probabilmente saranno proposizioni del tipo “se non lo usi lo perdi”. Il denaro ricevuto nell'ambito di questi programmi dovrà essere speso per sostenere la velocità del denaro nell'economia.

• Ci saranno penalizzazioni per il risparmio, tramite tassi di interesse negativi o altri disincentivi.

• Saranno completamente programmabili per promuovere le priorità dell'ingegneria sociale.

• A un certo punto diventeranno sistemi di credito sociale in stile Partito Comunista Cinese.

• Probabilmente non saranno crittovalute a chiave pubblica/privata. L'autocustodia sarà vietata.

Gli stimoli fiscali durante i lockdown sono stati una prima iterazione di questo fenomeno, in cui abbiamo visto cose come gli esportatori di codici QR, e con il progredire della tecnologia sarebbe ingenuo non aspettarsi una granularità più precisa su come utilizzare esattamente il proprio “stimolo” mensile.

In un certo senso, il passaggio dalla moneta fiat alle CBDC riflette la stessa consapevolezza da parte dei banchieri centrali e dei pianificatori centrali di chi auspica una moneta dura: affinché una valuta abbia valore deve riflettere una sorta di compromesso economico. Deve essere coperta da qualcosa.

Potrebbe essere oro, argento o, nel caso di Bitcoin, energia, oppure può essere coperta dai consumi.

Nel caso di questi ultimi, ciò che passa per “denaro” si trasforma meno in una valuta e più in un punteggio di credito sociale, supportato dalla vostra quota personale di CO2.


Bitcoin, crittovalute, CBDC e sistema di credito sociale

La tesi alla base del mio The Crypto Capitalist Manifesto era che il mondo si stesse dirigendo verso un “cambio di sistema monetario”, ma a posteriori potrebbe essere stata un'analogia sbagliata, poiché “cambio di sistema” implica una transizione controllata, misurata, o persino imposta da uno stato all'altro.

Per quanto riguarda le CBDC, questo potrebbe essere vero: un'indagine della BRI del 2023 aveva stimato che oltre 95 banche centrali in tutto il mondo stessero andando in questa direzione.

Tuttavia una delle sfide più grandi sarà se il sistema finanziario globale resisterà abbastanza a lungo.

Potrebbe non farlo e per questo motivo ho ipotizzato che banche centrali e stati dovranno improvvisare una CBDC globale utilizzando progetti già esistenti, come Ethereum o Ripple: entrambe le blockchain hanno espresso il desiderio di fornire loro questo livello di base.

Per quanto riguarda Bitcoin, si tratta meno di un “cambio di sistema” e più di un cambiamento di fase, determinato da puri incentivi: è la tesi dell'individuo sovrano in tutta la sua portata. Uno standard Bitcoin è destinato a emergere, grazie alla sua peculiare distinzione dalle altre crittovalute (veramente decentralizzato e coperto dall'energia nell'algoritmo Proof-of-work) e dall'oro per la sua mobilità di capitale.

Stiamo entrando nell'Era di Arimane, dove le persone si riducono a neo-servi e il libero arbitrio è vilipeso. Non potete spostare il vostro oro facilmente in un mondo del genere, ma finché riuscite a pensare, potete spostare i vostri bitcoin.

Comunque si manifesti, ci stiamo dirigendo verso la madre di tutti i bivi.


Apartheid monetario e la Grande Biforcazione

A partire dalla mia serie Jackpot Chronicles, ho scritto spesso della cosiddetta Grande Biforcazione, uno scenario in cui l'umanità si divide lungo queste linee di faglia che abbiamo esplorato. Per molto tempo l'ho semplificato eccessivamente tra “abbienti & non abbienti”, come me l'ero immaginato nel prologo della mia Guida alla Sopravvivenza alle CBDC.

Il risultato è stato: “In futuro, essere liberi sarà molto più costoso”.

Il che è vero. Nel caso non l'aveste notato, tutte queste élite ultra-ricche non si recano a Davos su autobus Greyhound o fanno riunioni via Skype.

Arrivano con jet privati, mangiano bistecche di wagyu di prima qualità, mentre decidono che tutti gli altri devono mangiare insetti e polpette di soia per il bene del clima. Possiedono superyacht e non sono limitati a 50 metri quadrati di superficie abitabile per occupante, come previsto dal programma di #decrescita di Ulrike Herrmann (le loro cabine armadio sono più grandi).

Nel libro, Mark Of The Beast, Wallace-Muprhy scrisse:

Tra le famiglie immensamente ricche, potenti e influenti che abbiamo già descritto, esiste una loggia occulta che ha consapevolmente anticipato la nascita in carne e ossa di Arimane.

È all'interno di questa confraternita che si sono reincarnate le successive famiglie della famiglia Ben Jesu, ideatrice dell'Accademia di Jundi-Shapur.

Ecco un ritornello comune tra noi plebei ogni volta che sentiamo affermazioni ipocrite del tipo “non possederete nulla e sarete felici”: “È un grande club, e noi non ne facciamo parte”.

Non fraintendetemi: la decrescita è per gli altri. Ovvero i poveri. Persone che non possiedono nulla (ma saranno felici, presumibilmente), persone che non hanno vera ricchezza, nessun bene, probabilmente nessun lavoro, nessuna mobilità di capitale e nessuna scelta.

La decrescita è una filosofia antiumana che vede le persone come un cancro sulla Terra: è malthusiana nella prospettiva, marxista nell'impalcatura ideologica, misantropica fino al midollo e arimanica nella teologia.

Steiner aveva scritto a lungo sui due grandi mali che affliggono l'umanità – Lucifero e Arimane; mi ci è voluto un po' per capire come queste influenze cooperino e si manifestino qui sul nostro piano – ma ora è più chiaro.

Il luciferianesimo è l'ideologia di base delle élite – forse quei discendenti delle linee di Ben Jesu fino a Gondishappur che credono di avere diritto a una posizione elevata nella società e che possono usare la loro ricchezza e il loro potere per diventare transumani e raggiungere l'immortalità – esse si vedono come una sorta di civiltà separatista.

Arimane è per le masse – per convincerle che sono animali, manipolabili, senza anima – senza spirito e poiché la coscienza stessa è un'illusione, anche la scelta e il libero arbitrio sono un'illusione.

Devono essere radunati nella matrice, dove possono vivere la loro durata di vita terrena, isolati nei loro contenitori, ammassati in città da 15 minuti dove occuperanno il minor spazio e il minor consumo di risorse possibile nel mondo reale.

Steiner, con mia sorpresa, disse qualcosa di simile nel suo libro Two Futures e insinuò che l'umanità “sta iniziando a separarsi in due distinti flussi evolutivi” ed entrambi implicavano l'interazione dell'umanità con la tecnologia (non era un luddista).

Come ci spiega Emberson:

L'umanità si trova ora a un bivio, o forse sarebbe più corretto dire a una biforcazione. Entrambe le strade saranno determinate, in larga misura, dalla fusione tra uomo e macchina.

La differenza tra loro sarà che in un caso l'essere umano dovrà adattare la sua vita di anima e spirito alle macchine che stanno prendendo il controllo della sua esistenza – le macchine dell'elettronica digitale – mentre nell'altro caso la tecnologia sarà subordinata ai bisogni della sua anima e del suo spirito: sarà una forma morale di tecnologia che utilizza la forza (la vita) eterica.

Ho capito che Bitcoin contro CBDC non è un argomento che si può ridurre a un'etichetta di approcci concorrenti a una tecnologia digitale, così come Linux contro Windows: si tratta di una grande battaglia che si sta svolgendo nel corso di eoni e in almeno una dimensione assiale in più rispetto a quella che la griglia cartesiana (per cui il nostro cervello è programmato) può comprendere.

Questi sono campi morfici in competizione, e noi tutti, come individui, siamo come limatura di ferro trascinata nelle linee di flusso magnetico di un campo o di un altro.

Ma comprendere le correnti spirituali sotterranee all'opera nel nostro mondo oggi – capire che esistono – è il primo passo.

Se siamo fortunati, possiamo esercitare un po' di libero arbitrio nello scegliere quale pendolo, o campo morfico, riceverà la nostra energia. Se avete letto fin qui, spero che abbiate acquisito sufficiente consapevolezza per capire che c'è una scelta da fare.

Scegliete bene, quindi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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