lunedì 22 ottobre 2012

Homeschooling e il Tea Party

Richard Feynman, premio Nobel per la fisica del 1965, in questo segmento di una sua vecchia intervista (qui trovate il video completo) ci racconta il suo rapporto col padre e come i suoi insegnamenti siano stati fondamentali nella sua formazione. Ascoltate attentamente quando ricorda la lezione sugli uccelli, e riportando alla mente il mito della caverna di Platone capirete cosa il padre stava insegnando al figlio. Le chiavi di quali catene gli stava dando. Gli insegnamenti dei genitori vanno sempre oltre quello che l'establishment statale vorrebbe che i giovani bambini imparassero, ed è per questo motivo che le "istruzioni" che il padre di Feynman ha consegnato al figlio hanno un ruolo altamente significativo.
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di Gary North


Ho appena letto il miglior articolo che il National Review abbia mai pubblicato negli ultimi 40 anni. Naturalmente, questo non vuol dire molto, perché ho smesso di leggere il National Review circa 40 anni fa. Solevo scriverci di tanto in tanto. Venni a conoscenza della sua esistenza nell'autunno del 1959, quando ero una matricola al Pomona College. Lo lessi fedelmente per circa cinque anni, e in modo intermittente fino ai primi anni del 1970. Dopo di che, i miei interessi cambiarono.

L'articolo a cui mi riferisco ha un grande titolo: "The Last Radicals." È stato scritto da Kevin D. Williamson. Comincia con questo paragrafo.

C'è un solo ed autentico movimento sociale, radicale e reale negli Stati Uniti, e non è l'Occupy, il Tea Party, o la fazione di Ron Paul. E' la scuola parentale (homeschooling, ndt), che, con il semplice atto di istruire i figli a casa, rappresenta una sfida intellettuale, morale e politica al monopolio del governo sulle scuole, che sono una delle nostre istituzioni più importanti e più disfunzionali. Come tutti i movimenti radicali, la scuola parentale colpisce al cuore l'establishment.

Penso che questa valutazione sia corretta. La scuola parentale ora si qualifica come un movimento. E' certamente radicale, nel senso che ha preso una posizione pubblica, con i soldi in linea, contro le scuole pubbliche.

Si erge contro l'unica istituzione Americana che può legittimamente rivendicare per sé questa posizione: l'unica chiesa nella nazione. Ha un proprio sacerdozio auto-accreditato, come ogni altra chiesa. Dispone di una teologia. La sua teologia è messianica: la salvezza attraverso la conoscenza. Ma questa conoscenza deve essere protetta e modellata in modo da portare avanti il suo potere di guarigione sociale.

Il Massachusetts fu l'ultimo stato ad abolire il finanziamento fiscale delle chiese. Era il 1832. Nel 1837, lo stato creò il primo provveditorato agli studi della nazione. Era gestito da una delle figure cruciali della storia Americana, l'avvocato Unitario Horace Mann. Credeva che le scuole pubbliche dovessero svolgere la stessa funzione che le chiese Congregazionali avevano svolto per due secoli in Massachusetts. Le scuole avrebbero dovuo produrre ciò che le chiese non erano riuscite a produrre, una nuova umanità. Avrebbero trasformato l'uomo peccatore attraverso l'istruzione.

Questa prospettiva è ciò che R. J. Rushdoony chiamò il carattere messianico dell'istruzione Americana, che è il titolo del suo libro del 1963. Il libro è uno studio dettagliato delle principali due dozzine di teorici Americani dell'istruzione progressiva. In quel libro, osservò che il sistema scolastico pubblico è l'unica chiesa in America. Nello stesso anno, lo storico liberale Sidney E. Mead fece la stessa osservazione nel suo libro, The Lively Experiment. Rushdoony si oppose a questa chiesa, mentre Mead fu il suo accolito.

Rushdoony divenne uno dei principali esponenti del movimento della scuola parentale a metà degli anni '80. Testimoniò più volte in tribunale quando lo stato avanzò accuse contro le famiglie della scuola parentale.



UNA VECCHIA TRADIZIONE, DIMENTICATA

Nel 1987, testimoniò nel caso Leeper v. Arlington. Un gruppo di famiglie della scuola parentale citò in giudizio la città di Arlington, Texas. C'erano oltre 1,000 distretti in Texas. Vinsero. Il loro avvocato ha detto nel 2011, "Dopo la vittoria che Dio ci ha dato in questo caso, i procedimenti giudiziari [degli homeschooler] si sono fermati in tutti gli altri 49 stati."

Sharpe portò Rushdoony come perito. "La sua testimonianza andò ben oltre tutto ciò che avevo sperato. Fu una delle poche volte nella mia carriera in cui ho visto un testimone distruggere l'avvocato che stava cercando di esaminarlo."

Sharpe scelse un approccio unico. Riteneva che una legge del Texas del 1915 stabiliva il diritto legale dei genitori di insegnare ai loro figli a casa. La legge del 1915 era una legge della scuola dell'obbligo. Esentava studenti delle scuole private. Dal 1900 al 1920, il 60% delle famiglie del Texas istruì i propri figli a casa. Questo doveva essere il quadro di riferimento per l'esenzione dalla legge, non le scuole finanziate dalle tasse.

Nella sua testimonianza, Rushdoony portò avanti un punto cruciale: la scuola parentale era una vecchia tradizione, molto più antica della costituzione degli Stati Uniti.

La forma base dell'istruzione in gran parte del periodo coloniale e anche dopo era la scuola parentale. Nella Massachusetts Bay Colony ci fu un tentativo di limitare la colonizzazione ai comuni per mantenere la popolazione concentrata. Alcuni di questi avevano scuole ufficiali sotto forma di un edificio in cui andavano tutti i bambini. Ma a parte questo, erano le scuole private o parentali quelle che prevalevano nella maggior parte delle colonie. C'era una quantità limitata di scuole individuali tra i ricchi del sud, ma la maggior parte erano scuole parentali. Ciò andò avanti per molti anni in gran parte degli Stati Uniti, in particolare alla frontiera.

Ci fu un altro fattore importante. Venne fuori sotto interrogatorio.

Dovete rendervi conto che fu con la depressione che venne istituita nella maggior parte degli stati la frequenza obbligatoria nella scuola superiore, e fu, credo, con la depressione degli anni '30, che si cominciò ad estendere le leggi della frequenza obbligatoria alla terza media. Prima di questo, se si sapeva leggere, scrivere e far di conto già dalla terza o quarta elementare, si era ritenuti istruiti.

Gli Americani oggi pensano che l'attuale sistema scolastico, K-12, sia esistito per un secolo. Sì, ma quasi nessuno andava oltre prima della Prima Guerra Mondiale, e quelli che ci riuscivano erano in genere residenti urbani.



UN RIPRISTINO RADICALE

E' cosa comune per ogni movimento radicale fare appello affinché si torni ad un'epoca precedente in cui i suoi principi primi erano ampiamente accettati e rispettati. Questo, sicuramente, è stata la retorica dei Rivoluzionari Americani, 1770-1776. Rivendicavano gli antichi diritti degli Inglesi. Questo non li rese meno rivoluzionari.

L'autore di questo articolo del NR ha osservato che il movimento della scuola parentale "ha un odore decisamente conservatore ed Evangelico, ma non è stato sempre così." Poi ha descritto il lavoro dei radicali della contro-cultura alla fine degli anni '60.

Il movimento urtext è rappresentato da Summerhill: A Radical Approach to Child Rearing di A. S. Neill, che ha venduto milioni di copie negli anni '60 e '70. Neill era il preside di una scuola Inglese organizzata (nella misura in cui era organizzata) attorno a nozioni psicoterapeutiche neo-Freudiane e a idee Marxiste circa la natura dei rapporti di potere nella società. Guardò con ansia il giorno in cui la religione convenzionale si sarebbe estinta – "La maggior parte delle nostre pratiche religiose è una farsa," dichiarò – e in generale aveva poco in comune con quello che molte persone considerano il tipico homeschooler.

Ci fu un rinnovato interesse per la scuola parentale da parte di attivisti della contro-cultura, ma sono arrivati in ritardo nella storia Americana. Si sono presentati come radicali, ma il loro programma ufficiale – la scuola parentale – è più vecchio di mamma America e della torta di mele.

Vi è una perdita incredibile di memoria riguardo la scuola parentale. Coloro che hanno scritto i libri di testo per la scuola pubblica e hanno provveduto alla continue evoluzioni dei programmi di studio per le "scuole statali normali," come solevano essere chiamate, hanno sistematicamente lasciato cadere questa storia giù per il buco di memoria dell'Establishment.

L'autore cita alcuni attacchi feroci alla scuola parentale da parte di radicali di ruolo che sono riusciti a catturare le istituzioni, approvate e finanziate dallo stato, della formazione superiore. Uno di loro è un professore di diritto all'Università di Georgetown. Ecco un esempio della sua retorica.

I mariti e le mogli di queste famiglie si sentono sotto una costrizione religiosa ad avere famiglie numerose, una moglie costretta a casa e sottomessa ed una madre che è responsabile per la scolarizzazione dei bambini, e solo un capofamiglia. Queste famiglie non vivono in fattorie romantiche, rurali, ed autosufficienti; vivono in roulotte, in case da 1,000 metri quadrati, in case di proprietà di parenti, ed alcuni in tende da campo o nei parcheggi. La loro mancanza di competenze professionali, tramandate da una generazione all'altra, deprime la salute economica della comunità e la base imponibile del loro stato.

Non ha citato alcun dato per quanto riguarda il rendimento scolastico dei bambini scolarizzati a casa. Non ha menzionato il National Geographic Bee. Ecco i risultati del 2002. Oltre il 20% dei finalisti erano stati istruiti a casa. Costituivano il 40% dei dieci studenti finalisti. Alla gara di spelling nazionale di quell'anno, 27 dei 167 concorrenti in finale erano stati istruiti a casa. Eppure costituivano solo il 2% degli studenti ammessi a competere. Questo tipo di posizione dominante è andata avanti sin da allora in entrambe le gare.

Questo irrita i difensori della scuola pubblica.

Quali sono i fatti statistici? L'articolo cita Brian D. Ray, che si specializza in scuola parentale. Ray dice che

Studi ripetuti da molti ricercatori e i dati forniti dai ministeri dell'istruzione statali degli Stati Uniti mostrano che gli studenti istruiti a casa hanno un rendimento, in media, ben al di sopra della media di quelli della scuola pubblica nei test standardizzati di rendimento scolastico. Ad oggi, nessuna ricerca ha mostrato che gli studenti della scuola parentale possano fare peggio, in media, rispetto ai loro omologhi nelle scuole statali. Molteplici studi di vari ricercatori hanno mostrato che coloro istruiti a casa hanno successo in termini di sviluppo sociale, emotivo e psicologico.

Williamson non ha potuto resistere dal citare Dana Goldstein, che ha scritto un pezzo su Slate. Non istruite i vostri figli a casa, ha supplicato. La scuola parentale è "fondamentalmente illiberale." E' troppo individualista. "Una tale ideologia potrebbe mai essere veramente progressiva?" Inoltre, la scuola parentale diluisce il bacino degli studenti accademicamente motivati nelle scuole pubbliche.

Ha detto che "gli studenti poveri fanno meglio se mescolati con un pari in condizioni migliori." Posso capirlo. Così, "quando i genitori con istruzione universitaria ritirano i loro figli dalle scuole pubbliche, sia per la scuola privata o per la scuola preantale, rendono più difficile il profitto per i bambini svantaggiati."

In breve, trasformate il vostro bambino in un porcellino d'India. Vorrei aggiungere questo: "Non imitate la stragrande maggioranza dei membri del Congresso che vivono a Washington, D.C., la quale si rifiuta di mandare i propri figli nel sistema scolastico di Washington D.C." Ma la sua logica è sicuramente ed impeccabilmente progressiva. Raccomanda la redistribuzione della ricchezza  – in questo caso, la ricchezza accademica.



LIBERAL vs. SCUOLA PARENTALE

L'autore elenca tre ragioni per cui i liberal odiano la scuola parentale. In primo luogo, i progressisti non si fidano degli individui. Inoltre non si fidano del volontarismo. Avrei invocato il modello: Nanny Bloomberg. Ha fatto in modo che il New York City Health Department estendesse tale legge. Considerate questo titolo del libro: It Takes a Village.

Nove bambini Americani su dieci frequenta le scuole statali, e la maggior parte dei restanti frequenta scuole private approvate dal governo. La classe politica vuole come molti di questi restanti rimangano nelle scuole statali; i sindacati degli insegnanti hanno i soldi in linea, e gli ideologi non vogliono che alcun giovane cranio resti fuori dalla loro portata curriculare. Una classe politica che non si fida delle persone con una Big Gulp non si fiderà di loro per quanto concerne le menti dei bambini.

Egli osserva che è ormai considerato impossibile, politicamente o legalmente, mettere fuorilegge la scuola parentale. Così, i burocrati vogliono regolamentarla.

La seconda ragione per questa ostilità è che i conservatori ed i Cristiani sono numerosi. La chiesa è al di fuori del controllo del governo, e questo dà fastidio ai Progressisti. Nulla, tranne l'attività sessuale, dovrebbe essere al di fuori dal controllo del governo. "I progressisti sono, per loro natura, monopolisti e le chiese costituiscono veri e propri centri di potere nella società."

La terza ragione è che gli insegnanti della scuola parentale sono madri. Questo significa che sono in famiglie con due genitori. Il marito sostiene la famiglia. Sappiamo ciò che i Progressisti pensano di questo stereotipo! L'autore ha ragione: "Come i suoi critici possono apprezzare, la scuola parentale è molto più che istruzione."

Infatti. E' un invito a tornare ai valori tradizionali del passato Americano. E' una chiamata a tornare alla scuola di un tempo – due secoli prima della piccola scuola rossa e di McGuffey Readers.

Sullo sfondo della scuola parentale Cristiana, vi è l'eco di quella frase più odiata nella storia dell'educazione Progressiva: "Dalla caduta di Adamo, tutti abbiamo peccato." Questi erano i versi iniziali del New England Primer del 1686. Ancora reggono.



RON PAUL E IL TEA PARTY

L'articolo termina con dei commenti su Ron Paul e sul Tea Party.

Comprendono conservatori sull'orlo della disperazione poiché cercano di realizzare un vero cambiamento sociale attraverso il processo della politica elettorale e dei sondaggi, con il suo ristretto campo d'azione, le sue prospettive incerte, e le vittorie impermanenti.

Alcuni possono essere sull'orlo della disperazione. Non noto alcun senso di disperazione nei circoli del Tea Party che ho visto di persona. Questo può essere perché mi piace stare nell'ala legata alla scuola parentale del Tea Party. Lì ho trovato un atteggiamento diverso: "Abbiamo le capacità."

Morale della storia: quando si sfida l'unica chiesa dell'establishment in America e si riesce a tenerle testa, decennio dopo decennio, non si è umiliati dalla qualità dei dibattiti Presidenziali tra una coppia di laureati della Harvard Law School.

L'autore vede il movimento di Ron Paul e del Tea Party in necessità di un infuso di fiducia come quella data alla scuola parentale.

C'è un modello diverso di riforma praticato da oltre 1 milione di famiglie Americane, da persone di orientamenti politici e religiosi molto diversi. La scuola parentale rappresenta una sorta di impulso libertario, ma di tipo diverso: Non è questione di soldi. Le famiglie della scuola parentale pagano le tasse per sostenere le scuole pubbliche locali, come qualsiasi altra famiglia – vale a dire, a malincuore, in molti casi – e il movimento non chiede l'abolizione dei monopoli del governo sull'istruzione. (Dovrebbe farlo.) Le famiglie della scuola parentale scelgono semplicemente di non partecipare al sistema – o, se lo fanno, vi partecipano alle loro condizioni.

Questo è il risultato del sistema. Ma il cuore del sistema rimane diviso. Alcuni genitori tirano fuori i loro figli da quel pantano morale ed accademico che è ormai diventata l'istruzione pubblica, e che è sempre stata in linea di principio, è per questo motivo che ha voluto con la forza i soldi degli elettori. Altri genitori desiderano sostituire l'ordine sociale attraverso il potere dell'esempio, quello che John Winthrop chiamò la città su una collina. Lo disse a bordo dell'Arbella, che navigò nel 1630 verso il New England. I Puritani erano andati via dall'Inghilterra al fine di costruire la Nuova Inghilterra. Avevano una destinazione. Avevano una visione rivale. Questa visione non è la visione del Progressismo.

E questo è un passo troppo lungo per i progressisti Hobbesiani, che vedono la politica come una costante gara tra lo Stato e lo Stato di Natura, come se il mondo intero fosse su una scala mobile tra la Svezia e la Somalia. Gli homeschooler possono avere molte credenze diverse e politicamente incompatibili, ma tutti condividono implicitamente un'opinione sui burocrati: Non ne hanno bisogno – non sempre, non tanto quanto i burocrati pensano. Questo è ciò che li rende radicali e terrificanti, per quelli con una certa visione del mondo.

Agli educatori Progressisti di tutto il mondo, vorrei dire in confidenza: Abbiate paura. Abbiate molta paura.

Dopo aver puntato tutta la baracca politica su un sistema che non consente ai buoni studenti di fare carriera, e che ha perso il potere di coercizione per farli fare strada, il vostro movimento è paragonabile all'Establishment Congregazionale del (ad esempio) 1800. MENE, MENE, TEKEL, URPHARSIN. I tuoi giorni sono contati, sei stato misurato e trovato mancante.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


7 commenti:

  1. Queste storie americane sono quelle di un paese nato per gente che voleva allontanarsi dai dispotismo europei.
    Ed anche ora resta sempre un paese per gente che cerca opportunità altrove precluse.
    Il nostro è invece un Paese riunito ideologicamente e con volontà di dominio contro la realtà.
    Un Paese in cui la miseria dei più li ha portati convintamente ad affidarsi a fascismo e comunismo e socialdemocrazia.
    Sono gli anni del consenso Come durante il fascismo.

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  2. 90 anni fa la marcia su Roma.....

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  3. Ciao piero.

    La tua analisi è decisamente corretta. L'Italia, nel corso della propria storia, è quasi sempre stata un terreno di conquista da parte di eserciti "stranieri." Anche adesso, e da 67 anni a questa parte, non è altro che un protettorato straniero. L'asservimento è una caratteristica tremendamente diffusa nei nostri geni, ma qui anche la scuola fa il suo "dovere."

    Se ci aggiungiamo che ultimamente l’Italia è precipitata in una spirale di decadenza economica, culturale e civile della quale non si vede la fine (o il fondo), capiamo che probabilmente è destinata a disintegrarsi tornando ad una riedizione degli stati pre-unitari; e ciò non solo per il latente divario nord-sud, ma a causa delle pesanti contraddizioni e particolarismi che pullulano nella nostra società.

    Ma anche se ciò non accadesse, siamo ormai ridotti ad un popolo di vecchi destinato "all'estinzione." Anche perché al crollo demografico si aggiunge l’immigrazione dal terzo mondo, questa meraviglia del nostro tempo che solo dei ciechi razzisti possono vedere come un fenomeno leggermente negativo.

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  4. Ciao a tutti.

    Mi inserisco in questi commenti.
    Va bene ogni critica alla nostra gente, alle sue Storie ed alla sua mentalità spesso servile e sciocca. I furbetti non sono altro che servi illusi di fottere il padrone che non li guarda.

    Ma la maggioranza silenziosa della nostra gente vive e ragiona in modo tradizionale nel senso migliore del termine. Non a caso il risparmio è sempre stato il valore degli Italiani. Un valore che guarda al futuro più che al presente.
    Sarà un effetto delle nostre Storie.
    La fregatura sta nell' aver riposto risparmi fiducia e futuro in un sistema fasullo gestito apposta per distruggere risparmio è favorire la corruzione.
    Non sarà facile far capire questo. Ma non credo che sarà impossibile.
    Perciò andiamoci piano con lo sport nazionale del'autodenigrazione.
    Da sempre le minoranze rumorose rappresentano solo se stesse anche online. Anche se nel silenzio altrui possono apparire più importanti di quel che sono. Al massimo sono 1/5 dell' insieme.

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  5. >La fregatura sta nell' aver riposto risparmi fiducia e futuro in un sistema fasullo gestito apposta per distruggere risparmio è favorire la corruzione.

    Io punterei decisamente sulla fusione INPS/INPDAP per far entrare nella zucca della maggioranza delle persone come questi due enti non siano altro che parte di una mega-truffa basata su uno schema di Ponzi.

    Infatti, se mettiamo i nevidenza l'idiozia dei pianificatori centrali, allora noteremo come questo schema abbia la vita sempre più corta.

    Purtroppo, Andrea, in Italia lo stato è la mafia, e la mafia è lo stato. Di fatto siamo immersi in un sistema criminale che controlla istituzioni, banche, partiti, mezzi di comunicazione, servizi segreti, logge e lobby, un sistema che gli Italiani non hanno alcuna possibilità di scalfire finché si fideranno delle cosiddette "istituzioni," e di cui la maggioranza nemmeno si rende conto, essendo occupata a sbarcare il lunario e, nel tempo libero, a farsi rimbambire dalla TV.

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  6. francesco sica27 ottobre 2012 19:55

    ciao Francesco, ho riletto più volte il passaggio sull'immigrazione e razzismo ma non l'ho capito. Posso immaginare cosa tu ne possa pensare ma piacerebbe sentire la tua opinione. Dal mio ininfluente punto di vista l'imperialismo occidentale spinge le persone più povere a cercare fortuna altrove. A queste aggiungi i tanti criminali che vengono dall'est europa. In ottica libertaria lo stato non dovrebbe nulla a che fare. In ottica libertaria non ci sarebbero sussidi alla agricoltura europea e restrizioni a quella africana e moltre altre cose ancora, nè assistenza "gratuita" per gli immigrati. Tema complesso ma se in due righe (!) riesci a rispiegarmi meglio, ne sarei grato. Magari capisco!

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  7. Ciao francesco.


    >In ottica libertaria non ci sarebbero sussidi alla agricoltura europea e restrizioni a quella africana e moltre altre cose ancora, nè assistenza "gratuita" per gli immigrati.

    Corretto. Sussidi e restrizioni, infatti, sono due delle cause principali dell'assassinio delle economie estere e della relativa immigrazioni delle popolazioni interessate.


    >A queste aggiungi i tanti criminali che vengono dall'est europa. In ottica libertaria lo stato non dovrebbe nulla a che fare.

    Per quanto riguarda il lato economico, troverai materiale sufficiente sul blog sfruttando l'opzione qui sulla colonna di destra "Cerca nel Blog" inserendo la parola "immigrazione."

    Voglio invece concentrarmi su un aspetto spesso "non visto" e che potrebbe aprire gli occhi (almeno lo spero) agli Italiani.

    I crimini in strada, quelli visibili, sono commessi per la maggior parte da extracomunitari, essendo loro (al giorno d'oggi) le persone ai margini. Quindi se si cacciano gli extracomunitari, elimineremo anche i crimini. Questo conclusione pare cristallina se lasciamo inalterate le premesse del ragionamento, e queste non vengono mai messe in discussione. Questo ragionamento è certamente errato, ma non lo si smonta definendolo “razzista.” Un ragionamento errato si smonta solo con un ragionamento corretto.

    Il problema sta nell'immaginario collettivo, e l'immaginario collettivo divide il mondo in guardie e ladri. In teoria, la guardia acciuffa il ladro. In pratica, non è così. In Italia il crimine paga, anche quello di strada. La logica ovviamente impone, quando la teoria non viene confermata dal dato pratico, di modificare la teoria; ma questo è molto difficile. Modificare la propria teoria (la propria visione del mondo) è di gran lunga più difficile che ignorare quello che la nostra pratica ci dice. Ed è proprio questo il caso.

    Lo insegnano fin da bambini a scuola, anche nelle lezioni di educazione civica: la guardia insegue il ladro. E allora cosa sta succedendo se dove vado io i ladri non scappano e la polizia non li insegue? Vuol dire che non ci sono abbastanza poliziotti, vuol dire che non ci sono leggi abbastanza severe, vuol dire che questi se ne fottono della polizia, e allora mandiamoli via, tutti! Perché la guardia insegue il ladro, giusto? O no?

    Eppure, vedo gli spacciatori davanti alla stazione, come li vedo io li vedrà anche la polizia, perché non vanno lì a fermarli? Anni e anni di educazione civica e TV hanno istruito il cittadino a negare qualsiasi dato pratico che non si adatti alla teoria della “guardia che insegue il ladro.”

    E' questo un concetto talmente radicato nella mente del cittadino che nessuna realtà pratica lo scuote. E' inutile tacciare di razzismo chi percorre un processo di rimozione inculcato dall'educazione. Perché quando il “razzista” si incazza, egli grida perché la polizia se la prende con i cittadini onesti e lascia stare i delinquenti. Solo che il “razzista” non ne trae la conclusione che volontariamente la polizia, cioè lo stato, persegue gli onesti e lascia in pace i delinquenti, ma (forzato da anni di educazione statale e propaganda statale) chiede che ci sia più polizia, cioè più stato. Bisogna invece prendere atto che le guardie non inseguono i ladri. Le guardie se ne fregano dei ladri. Le guardie sono lì per controllare noi, non i ladri. Bisogna ritornare ai tempi in cui i cittadini erano contadini ignoranti e analfabeti, e sapevano che la guardia era lì per loro.

    E' per questo che gli immigrati potrebbero salvare gli Italiani da loro stessi.

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