giovedì 23 dicembre 2021

Il mining di Bitcoin e la carenza di seminconduttori sono in rotta di collisione

 

 

da Bitcoin Magazine

Le carenze nelle catene di approvvigionamento stanno iniziando a rivelare molte dipendenze geopolitiche da attori esterni e la fragilità complessiva che tali dipendenze possono creare per una data nazione quando le supply chain sono stressate.

Tutto ciò che serve è che un piccolo domino si capovolga ed i problemi si riversano a cascata attraverso l'intero sistema. Non dovrebbe sorprendere che le nazioni stiano iniziando a vedere questi problemi in chiave sicurezza nazionale ed a rispondere di conseguenza.


Affrontare la carenza di semiconduttori

Ad esempio, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti è stato molto coinvolto nell'affrontare i problemi delle catene di approvvigionamento, in particolare nel contesto di una carenza di semiconduttori. Già ad aprile e maggio 2021 ha incontrato aziende di semiconduttori coinvolte in diversi punti della supply chain per comprendere e affrontare meglio i problemi alla base di queste carenze. Sulla scia dell'ultimo di questi incontri a settembre, il Dipartimento del Commercio ha inviato una richiesta di informazioni a tutte le aziende di semiconduttori dell'intera filiera al fine di ottenere maggiori informazioni sui colli di bottiglia e sui flussi specifici nel suo complesso.

Voleva sapere dove si inseriscono le aziende lungo la supply chain, la dimensione nanometrica (nm) dei loro chip, il tipo di chip o prodotti che producono, le vendite stimate, le scorte di prodotti, ecc. Era una richiesta molto completa, cercando essenzialmente di scoprire tutto ciò che c'era da sapere sui prodotti delle aziende, sulle vendite, sui numeri dei magazzini e su tutto ciò che è correlato.

Infatti ciò che sta cercando di fare è stabilire una linea di base per una visione generale del flusso logistico di tutto, dalla fabbricazione all'imballaggio fino alla consegna del prodotto.

Questa richiesta è stata accolta con un grave contraccolpo sia a Taiwan che in Corea del Sud, evidenziando l'enorme importanza geopolitica della capacità di fabbricazione di chip nell'economia globale.


L'importanza geopolitica della fabbricazione di chip

Il ministero sudcoreano del commercio, dell'industria e dell'energia e quello taiwanese degli affari economici hanno entrambi espresso seria preoccupazione per la portata delle richieste di informazioni. In particolare a Taiwan, dove si trova la più grande azienda di fabbricazione di chip TSMC, i politici sono arrivati ​​al punto di chiedersi se il rispetto delle richieste di informazioni potrebbe significare cedere informazioni che in definitiva potrebbero minacciare il dominio globale di TSMC in futuro.

Informazioni approfondite come la dimensione in nm, i tipi di chip prodotti o chi li sta acquistando, potrebbero essere teoricamente utilizzate per posizionare investimenti in infrastrutture, strappare i clienti a TSMC e soddisfare tutte le loro esigenze. Per un Paese come Taiwan, l'importanza dell'industria dei semiconduttori è un fattore importante nel disincentivare gli attacchi dalla Cina. Perdere tal dominio è forse molto più importante delle sole considerazioni economiche.

Dato che il Senato degli Stati Uniti ha di recente approvato lo "US Innovation and Competition Act", che spenderà $52 miliardi per aumentare la capacità di fabbricazione domestica di semiconduttori, ed il "CHIPs for America Act" per creare crediti d'imposta sul reddito delle società di semiconduttori, i timori di Taiwan potrebbero non essere infondati.

Gli Stati Uniti hanno lavorato per ricostruire la propria industria di semiconduttori sin dall'amministrazione Trump e, ironia della sorte, un impianto di fabbricazione TSMC in Arizona ha aperto i battenti la scorsa estate. Le azioni in tal direzione hanno ingranato la marcia dopo la carenza di approvvigionamento dovuta ai lockdown, poiché i chip per computer sono necessari per tutti i tipi di cose che non vi aspettereste, come elettrodomestici da cucina, automobili e persino lampadine.


Bitcoin e sicurezza dei semiconduttori

I semiconduttori sono il petrolio dell'era digitale. Ogni nazione avrà bisogno del proprio piano di sicurezza nazionale sull'affidabilità dell'offerta di semiconduttori così come ha piani sull'affidabilità energetica. È una realtà che non si può più ignorare.

Quindi, cosa ha a che fare tutto questo con Bitcoin? Gli ASIC: l'hardware di mining è inutile se non si hal'energia per alimentarlo, ma altresì l'energia per alimentare i miner è inutile se non ci sono questi ultimi in prima istanza.

Per quanto riguarda la capacità di fabbricazione di 7 nm o meno (la punta di diamante), gli unici a produrli sono Intel, Samsung e TSMC. Ciò conferisce a queste aziende molto peso politico in termini di produzione di ASIC all'avanguardia.

La dinamica di chi può e non può produrre semiconduttori in generale sta già venendo alla ribalta, mentre le nazioni si rendono conto dell'importanza di ridurre al minimo la dipendenza da attori stranieri per sostenere tale capacità. È solo una questione di tempo prima che questi problemi facciano riferimento anche al mining di Bitcoin.

Che forma assumerà? Chi lo sa. Forse rappresenterà un acceleratore affinché le nazioni più grandi espandano la loro capacità di fabbricazione interna; forse le nazioni con capacità vieteranno le esportazioni di attrezzatura di mining verso le nazioni nemiche; forse le nazioni si dedicheranno allo spionaggio per acquisire proprietà intellettuale relativa a tecniche di fabbricazione all'avanguardia.

Qualunque sia la forma che assumerà, accadrà e basta e l'effetto sull'ecosistema dei miner sarà a dir poco interessante. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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