venerdì 12 maggio 2023

La bolla del credito si sta sgonfiando

 

 

di Alasdair Macleod

Il tema di questo articolo è la deflazione del debito. Quanto è probabile che la flessione dell'offerta di denaro continui e, in caso affermativo, perché? E quali sono le conseguenze?

Le principali banche centrali hanno fatto sempre più ricorso alla manipolazione dei tassi d'interesse come principale mezzo di gestione della domanda; eppure la storia mostra poca correlazione tra i tassi d'interesse manipolati e la crescita del credito, la quale è rappresentata dalle statistiche monetarie più ampie.

Si può solo concludere che le banche centrali hanno finalmente perso il controllo sui tassi d'interesse e che ora sono guidati dalla contrazione del credito delle banche commerciali. Il grande sgonfiamento della bolla del credito, che durava da quattro decenni, è alimentato da una crescente paura del rischio di prestito tra i banchieri, esacerbata dai recenti fallimenti di alcune banche importanti. Per i banchieri non è più il momento dell'avidità, ma della paura e della riduzione dei loro debiti.

Questo articolo attinge all'esperienza degli anni '70 per l'evidenza empirica e ne approfondisce le ragioni. Mostra come le dinamiche alla base della crisi del Regno Unito, che portarono all'emissione di bond inglesi con cedole superiori al 15%, furono più lievi di quelle affrontate oggi dagli Stati Uniti e da altre nazioni.

Può solo tradursi in trappole del debito nelle finanze pubbliche e in un passaggio dalla creazione di credito da parte delle banche commerciali alle banche centrali. La svalutazione della forma di credito più importante non farà che esacerbare i problemi per i finanziamenti pubblici, aumentando i costi del welfare, facendo crollare le entrate fiscali e aumentando i costi di prestito.


Introduzione

Non c'è prova più chiara di un cambiamento fondamentale nella tendenza dei tassi d'interesse a lungo termine del rendimento del decennale statunitense, il quale ha violato la sua tendenza al ribasso a lungo termine come mostrato nel grafico qui sotto.

Anche se è un errore porre troppa enfasi sulle relazioni meccaniche, ci sono buone ragioni per cui questa interruzione di tendenza rappresenta un indicatore molto importante. Pone fine alla tendenza al ribasso dei tassi d'interesse, favorita dalle linee di politica della FED. Col tempo gli storici potrebbero registrare le straordinarie illusioni dei pianificatori monetari centrali che hanno portato a una trappola del debito che sta distruggendo le valute fiat, a meno che la storia non sarò scritta dagli stessi pianificatori monetari centrali.

Ciò è del tutto possibile, ma esiste una descrizione più accurata del fallimento delle lorro linee di politica. Le varie mosse degli statistici per nascondere le prove dell'aumento dei prezzi si sono concluse quando le banche centrali hanno soppresso i tassi d'interesse fino o al di sotto dello zero. Non solo il metodo statistico ha creato l'illusione che l'inflazione come definita ufficialmente non fosse un problema, ma ha incoraggiato i pianificatori monetari centrali a sopprimere i tassi d'interesse in modo più aggressivo per ottenere un IPC apparentemente piatto e raggiungere l'obiettivo del 2%. Con la pandemia come giustificazione, la FED ha soppresso i tassi d'interesse fino a zero e ha proceduto col quantitative easing a livelli senza precedenti nel tentativo di sopprimere tutti i rendimenti obbligazionari. E prima ancora in Giappone, nell'Eurozona e in Svizzera sono stati introdotti tassi d'interesse negativi, del tutto illogici.

Se la FED si fosse attenuta alla sua linea di politica di aggiustamento del tasso di riferimento con l'inflazione dei prezzi al consumo, avrebbe iniziato ad aumentarli nell'aprile 2021, quando il tasso d'inflazione IPC è balzato dall'1,7% di solo due mesi prima al 4,1%. Ma tale aggiustamento non è stato effettuato fino al marzo successivo, quando la FED ha aumentato l'intervallo obiettivo di appena un quarto di punto percentuale, allo 0,25-0,50%, momento in cui l'IPC stava salendo all'8,5% rispetto a un anno prima.

La storia ufficiale, secondo cui l'inflazione era transitoria, era priva di fondamento. Ma sono state le sanzioni contro una Russia che si sono ritorte contro l'alleanza NATO e hanno messo in allerta tutti riguardo un crollo dei valori del credito nelle principali valute occidentali. Di conseguenza i prezzi dell'energia, delle materie prime, dei prodotti alimentari e alla produzione, che erano già in aumento, sono improvvisamente aumentati. Le banche centrali erano sconcertate e hanno dato la colpa alla guerra, sostenendo che la Russia sarebbe stata sconfitta o la sua economia sarebbe crollata sotto le sanzioni. L'inflazione era ancora considerata transitoria.

Ufficialmente rimane transitoria, solo che ci vuole un po' più di quanto inizialmente pensato per tornare al 2%. Ogni previsione ufficiale per l'inflazione dei prezzi presuppone che sia così. Il grafico principale di questo articolo, della nuova tendenza al rialzo dei rendimenti obbligazionari, dice il contrario; e più tempo ci vorrà affinché l'inflazione venga contenuta, più la popolazione crederà che probabilmente diventerà permanente e agirà di conseguenza.

Il discorso pronunciato dal Governatore della Banca d'Inghilterra alla London School of Economics il 27 marzo è indicativo del pensiero di gruppo ufficiale. Una ricerca per parola nelle sue sedici pagine mostra un solo riferimento al credito e nessuno all'offerta di denaro (M0, 1, 2, 3 o 4), 31 ai tassi d'interesse e 13 a tasso bancario. C'erano 27 riferimenti a r*, che rappresenta l'ipotetico tasso d'interesse che sosterrebbe la domanda in linea con l'offerta. I nuovi modelli keynesiani sono stati menzionati una volta e il monetarismo, o il termine monetarista, per niente.

Piuttosto che guadare al linguaggio delle banche centrali, queste ricerche di parole chiave sono un'utile guida per quanto riguarda il pensiero di gruppo ufficiale. E data l'assenza di riferimenti all'offerta di denaro e al credito, questo discorso sulla politica monetaria non riguardava affatto quest'ultima, nonostante sia stata citata 46 volte. Dai riferimenti, il discorso del Governatore sembra essere stato scritto per lui da diciassette economisti interni, una commissione unita da unico pensiero di gruppo.

Questa non è un'evidenza esclusiva solo alla Banca d'Inghilterra, anche i verbali del FOMC mancano di riferimenti al credito e al denaro rispetto alla politica monetaria. Ciononostante ci sono sempre più riferimenti ai tassi d'interesse.


Credenze errate sul ruolo dei tassi d'interesse

I banchieri centrali e l'intera comunità degli investitori ritengono che il rapporto tra prezzi e denaro sia governato esclusivamente dai tassi d'interesse. In altre parole, per contenere l'inflazione, che l'establishment definisce aumento dell'indice dei prezzi al consumo, la gestione dei tassi d'interesse è lo strumento principale, forse l'unico. Ma contrariamente al discorso del Governatore di cui sopra, ci sono poche o nessuna prova empirica a sostegno di questa tesi. Probabilmente l'unica eccezione si è verificata nei primi anni '80, quando il presidente della FED, Paul Volcker, rialzò il tasso di riferimento fino al 19,5%, ma di questo parlerò dopo.

Le prove empiriche da sole non sono sufficienti: è necessaria una spiegazione adeguata. La storia di Volcker ignora la relazione tra tassi d'interesse e credito, il carburante che alimenta sia la produzione che la domanda dei consumatori ed è la preoccupazione centrale dei monetaristi. La relazione è mostrata nel grafico seguente.

Le aspettative di prezzi in continuo aumento che erano montate sin dal 1977 furono soppresse all'inizio degli anni '80, ma il credito misurato da M3 continuò a espandersi senza sosta. L'unica conclusione che possiamo trarre da questo grafico è che, indipendentemente dalle tendenze dei tassi d'interesse, l'offerta di denaro salì a prescindere.

Tuttavia l'aumento dei tassi d'interesse ridusse le aspettative riguardo l'aumento dei prezzi, le quali minacciavano di minare la fiducia nella valuta. Ma a parte questa azione estrema, come mezzo per controllare l'espansione del credito, la linea di politica riguardo i tassi d'interesse fu un fallimento, anche se all'epoca non venne compreso, dato che l'attenzione, come lo è oggi, era tutta concentrata sulle conseguenze per i prezzi.

Ora stiamo finalmente assistendo a una contrazione del credito bancario per la prima volta sin dalla Grande Depressione. Si è tentati di attribuire l'attuale contrazione dell'offerta di deanro al forte aumento del tasso di riferimento ufficiale, ma il legame è solo indiretto e ha poco o nulla a che fare con la perdita di potere d'acquisto da parte del dollaro, o, in altre parole, con l'aumento dei prezzi.

Invece la contrazione del credito bancario è dovuta alla cautela dei banchieri commerciali nei confronti dell'attività di prestito. Come abbiamo visto con il fallimento della Silicon Valley Bank, alcune banche hanno investito in obbligazioni a medio e lungo termine quando il costo dei finanziamenti era significativamente inferiore ai rendimenti cedolari delle obbligazioni. L'aumento dei tassi d'interesse ha quindi fatto salire il costo dei finanziamenti più in alto rispetto alle cedole obbligazionarie e ha portato a perdite di capitale. Inoltre lo stesso fato si è scagliato sulle banche centrali, ma su scala molto più grande. Mentre SVB poteva andare in bancarotta, si presume che le banche centrali siano immuni da un tale esito, perché possono facilmente espandere i propri bilanci per fornire liquidità.

Ma ora dobbiamo esaminare la vera relazione tra credito e tassi d'interesse: sono i cambiamenti nel credito bancario totale ad influenzare i tassi d'interesse. Se le banche riducono il livello del credito rispetto alla domanda, allora i tassi d'interesse devono riflettere la carenza di credito e possono solo salire. Sono le azioni collettive delle banche commerciali che ora stanno facendo salire i tassi d'interesse e non la linea di politica delle banche centrali.

Questo ci porta a una conclusione preoccupante: attualmente ci troviamo in una crisi bancaria mondiale, innescata in una certa misura dalla contrazione del credito bancario. A meno che la coorte bancaria non abbandoni la sua cautela sull'attività di prestito, i tassi d'interesse sono destinati a salire ulteriormente, indipendentemente dalle politiche e dai desideri di chi imposta i tassi nelle banche centrali. E non importa solo la cautela dei banchieri nei confronti dei prestiti ai settori finanziari e non finanziari, c'è anche quella riguardante i loro "fratelli" più deboli.

Affinché il sistema bancario funzioni, è necessario correggere gli squilibri di bilancio derivanti dai flussi di depositi,a nel momento in cui la comunità bancaria sospetta che ci sia una corsa agli sportelli nei confronti di una di loro, quella banca viene tagliata fuori dal canale dei finanziamenti.

Il metodo convenzionale per affrontare l'incapacità di una banca di finanziarsi nei mercati all'ingrosso prevede che la banca centrale intervenga per compensare le carenze di depositi. Per una banca ricorrere a questo finanziamento non è solo imbarazzante, ma conferma il suo status di paria. Northern Rock dovette affrontare una corsa agli sportelli nel settembre 2007. La Banca d'Inghilterra intervenne, ma nonostante il suo sostegno, Northern Rock non si riprese mai e nel febbraio successivo venne nazionalizzata.

Indubbiamente oggi ci sono altre banche di tutte le dimensioni in difficoltà, sia nei mercati bancari nazionali che internazionali. È una conseguenza della fine della bolla del credito e dà un'idea delle attuali relazioni intrabancarie.

Immaginate di gestire una banca. In questa atmosfera creditizia sempre più febbrile, sarete ben consapevole del rischio di controparte. Ridurreste la vostra esposizione nei mercati all'ingrosso su tutta la linea; redigereste un elenco di banche a cui non concedereste prestiti; esaminereste le vostre esposizioni di controparte in derivati; smaltireste tutte le obbligazioni negoziabili con scadenze superiori a un anno; rivedreste i valori delle garanzie sui prestiti.

Vi assicurereste che i vostri tassi di deposito siano impostati per trattenere i depositi, ma non li aumentereste a tal punto da creare sospetti d'insolvenza. E anche per quanto riguarderebbe i rapporti commerciali consolidati, cercherereste di aumentare i vostri tassi di prestito. Sperereste che proteggendo i margini di prestito promuoverete una reputazione di gestione sana e prudente. Il mantenimento della reputazione sui mercati e tra i depositanti è fondamentale, ma, soprattutto, adottereste misure per ridurre il rapporto tra attivi e patrimonio netto a livelli più prudenti.

Allertata da SVB e Credit Suisse, ogni banca si adopererà per soddisfare obiettivi simili. La contrazione del credito continuerà ovunque, con la possibile eccezione dei mercati bancari slegati dai mercati finanziari occidentali, come Russia e Cina.

Nell'Eurozona anche un modesto aumento dei tassi d'interesse porterà quasi certamente a una sostanziale contrazione del suo mercato dei pronti contro termine, spesso sostenuto da garanzie poco sicure. Attraverso i bilanci delle banche ciò si rifletterà in una contrazione del credito bancario in un sistema pieno di crediti inesigibili nascosti e in cui le banche G-SIB hanno rapporti attivi/patrimonio totale di oltre venti volte. La BCE è a tutti gli effetti in trappola. Inoltre con la BCE e le banche centrali nazionali quasi tutte in deficit di bilancio, i banchieri americani e di altro tipo eviteranno nuovi impegni e rischi di controparte con l'Eurozona.

Gli Stati Uniti hanno la loro crisi, essendo fortemente dipendenti dai mercati finanziari, sui quali la FED ha fatto affidamento per mantenere intatta la fiducia economica. Se il valore delle obbligazioni continua a calare, le finanze pubbliche si destabilizzeranno e le società zombi, sovraccariche di debiti improduttivi, falliranno, portando potenzialmente a livelli di disoccupazione dell'era della Grande Depressione.

In breve, siamo passati dagli anni Volcker a oggi in cui la situazione debitoria è più grave di quanto non sia mai stata in passato. La soluzione per cui le banche centrali possano stampare denaro senza far crollare le loro valute non è più un'opzione. Per comprenderne il motivo, bisogna capire la risposta alla domanda posta sopra sulla non correlazione tra i tassi d'interesse e le quantità di denaro e credito. Solo allora si potrà vedere la portata degli errori alimentati dalle politiche monetarie contemporanee.


I tassi d'interesse riflettono il tempo, non il costo

Se c'è una ragione per cui lo stato fallirà sempre nelle sue politiche monetarie, è l'incapacità della mente burocratica d'incorporare il tempo nel suo processo decisionale. Nell'economia di mercato, che è poco più di un nome per le azioni collettive degli individui che effettuano transazioni e delle loro imprese, il tempo è cruciale. Un produttore incorpora il tempo nei suoi calcoli di profitto e un consumatore incorpora il tempo nei suoi bisogni e desideri, sia che voglia qualcosa immediatamente o sia disposto a posticipare il suo acquisto. E poiché il denaro è il collegamento tra guadagni, spese, risparmi e investimenti, il tempo è essenziale anche per il denaro. È questo fatto inconfutabile che porta a preferire il denaro da possedere prima piuttosto che dopo; e se un attore di mercato deve separarsene temporaneamente per poi vederselo restituito, si aspetterà un risarcimento per la perdita della sua utilità.

Fondamentalmente questo è ciò che rappresenta il livello generale dei tassi d'interesse nell'economia di mercato. È il fattore della preferenza temporale, stabilito tra gli esseri umani che effettuano transazioni, che valorizza il possesso in futuro di meno rispetto al possesso presente; esso è alla base del tasso d'interesse che le banche devono pagare sui depositi per pareggiare i propri conti; esso è fondamentale per i calcoli di un uomo d'affari, affinché possa stabilire il tasso d'interesse accettabile per un prestito.

Alla pura preferenza temporale dobbiamo aggiungere il rischio di controparte, in modo che quando le banche sono ritenute rischiose salirà il differenziale nella preferenza temporale. E quando gli esseri umani che effettuano transazioni anticipano un calo del potere d'acquisto prima che il denaro dovuto venga restituito, questo è un altro fattore che i depositanti devono tenere in considerazione.

L'obiettivo comune del sistema bancario centrale per un'inflazione dei prezzi al 2% implica che la compensazione degli interessi includa la preferenza temporale e il deprezzamento monetario. Un tasso sui depositi, quindi, dovrebbe essere compreso tra il 3% e il 5%. Arriviamo a questa cifra sapendo che durante il gold standard del diciannovesimo secolo, il tasso sui depositi era sceso al 3% senza inflazione dei prezzi.

Pertanto, con il livello generale dei prezzi attualmente in aumento di circa il 6%, i depositanti dovrebbero aspettarsi tassi sui depositi a un anno di circa il 7% o l'8%, al netto delle detrazioni fiscali. Possiamo quindi capire perché la FED è motivata a ridurre l'inflazione dei prezzi all'obiettivo del 2% e perché, quindi, l'acquisto di titoli del Tesoro USA a un rendimento attuale del 3,6% viene considerato ragionevole dagli investitori compiacenti.

Ma a parte i bond del Tesoro statunitensi a breve scadenza considerati come un rifugio sicuro, niente potrebbe essere più lontano dalla verità. La tendenza dei tassi di interesse a lungo termine è chiaramente al rialzo poiché il credito continua a contrarsi portandosi dietro i rendimenti obbligazionari e i mercati del debito diventeranno probabilmente sempre più volatili. Abbiamo sperimentato una situazione simile cinquant'anni fa, cosa che merita di essere esaminata.


Il finanziamento del debito negli anni '70

Con il credito bancario ora in contrazione, è solo una questione di tempo prima che il governo degli Stati Uniti si accorga che i suoi costi di finanziamento saliranno ancora di più. Ciò non solo influirà sulle prospettive dei suoi piani di spesa, ma esiste il rischio di periodi d'interruzione dei finanziamenti stessi. Affidarsi al suo collaudato processo d'asta potrebbe non essere più sensato: dopotutto, il successo di questo espediente avveniva in un contesto di tassi d'interesse e rendimenti obbligazionari generalmente in calo, garantendo una domanda continua da parte di fondi pensione, compagnie assicurative e governi esteri.

A tal proposito, vale la pena rivisitare il precedente degli anni '70. Gli anni '70 furono l'ultima volta che si verificò una crisi dei finanziamenti a causa dell'aumento dei tassi d'interesse. Ma non fu il governo degli Stati Uniti a soffrire più di tanto, perché aveva un deficit di bilancio relativamente piccolo rispetto alle dimensioni della sua economia in quel momento (il più grande è stato di $74 milioni nel 1976 rispetto ai $3.131.917 milioni nel 2020, oltre 42.000 volte il disavanzo del 1976).

Fu il Regno Unito ad avere problemi, ma su scala relativa molto più piccola di oggi. Periodicamente la Banca d'Inghilterra, agendo per conto del Tesoro del Regno Unito, non era in grado di finanziare il suo deficit di bilancio, il quale raggiunse il picco del 6,9% del PIL nel 1975/76, costringendo l'allora Cancelliere (Denis Healey) a prendere in prestito $3.900 milioni dall'FMI per coprire l'intero disavanzo. In seguito a questo episodio, le restrizioni dell'FMI sulla spesa pubblica limitarono il deficit di bilancio del Regno Unito a circa il 5% negli anni successivi e il tasso d'inflazione dei prezzi, che aveva raggiunto il picco del 25% nel 1975, scese all'8,4% nel 1978. Inoltre alla fine del 1973 ci fu una crisi immobiliare e bancaria su una scala mai vista prima nel Regno Unito e durante il mercato ribassista delle azioni, tra il maggio 1972 e la fine del 1974, l'indice azionario FT 30 scese di oltre il 70%.

Per fare un confronto, il rapporto tra deficit e PIL degli Stati Uniti nel 2020 era dell'11,6% e del 10,3% nel 2021, quasi il doppio di quello del Regno Unito al culmine della crisi. Con politiche socialiste simili che hanno portato a una crisi della sterlina quarantacinque anni fa, i pericoli per il dollaro, che sono potenzialmente superiori, devono ancora materializzarsi. E l'FMI non può venire in soccorso degli Stati Uniti come fece per il Regno Unito nel 1976.

La Banca d'Inghilterra non aveva gli strumenti per nascondere la reale portata dell'inflazione monetaria. Intenzionalmente o no, in una certa misura oggi gli statistici ufficiali e le banche centrali possono manipolare i numeri sulla stampa finanziaria, ma questo non cambia nulla se non ingannare i mercati ancora per un po'.

Nella Gran Bretagna degli anni '70 la causa iniziale di una serie di crisi dei finanziamenti fu che la Banca d'Inghilterra, sotto la pressione dei politici, non accettò le richieste del mercato di tassi d'interesse più elevati. Ciò inviò un messaggio negativo ai detentori esteri di sterline, indebolendo il tasso di cambio, innescando la vendita estera di Gilt e aumentando i timori di un'ulteriore inflazione dei prezzi importati.

Nel frattempo la spesa pubblica continuò a ritmo sostenuto (come descritto sopra), spingendo in circolazione valuta extra senza che fosse assorbita dall'emissione di debito finanziata da risparmi genuini. E poiché la sterlina s'indebolì e le cifre dell'offerta di denaro si deteriorarono a un ritmo crescente, sarebbero stati necessari tassi d'interesse ancora più elevati per convincere le istituzioni d'investimento a sottoscrivere nuove emissioni di Gilt. Questi episodi vennero soprannominati scioperi degli acquirenti.

Più lungo è il ritardo nell'accettare la realtà, maggiore diventa il divario tra le aspettative del mercato e la posizione delle autorità. Solo come ultima risorsa i politici e i keynesiani del Tesoro del Regno Unito avrebbero gettato la spugna. La Banca d'Inghilterra aveva quindi l'autorità di finanziare a sua discrezione e implementò quella che nel mercato dei Gilt divenne nota come la strategia del Gran Vecchio Duca di York, o come recita la filastrocca: “Aveva diecimila uomini e li fece marciare su e giù dalla collina”. La Banca d'Inghilterra avrebbe rialzato i tassi d'interesse fino alla cima della collina per togliere dal mercato tutte le aspettative di tassi più alti, quindi avrebbe emesso titoli Gilt per assorbire la liquidità degli investimenti repressa prima di consentire e incoraggiare i tassi a scendere di nuovo. Fu così che vennero emessi in diverse occasioni il 15% Treasury bond nel 1985, il 15¼% Treasury bond nel 1996 e il 15½% Treasury bond nel 1998.

In cima alla collina dei tassi d'interesse e in seguito all'annuncio dei termini dei nuovi Gilt, e dopo aver indebolito le vendite da parte degli investitori esteri, la sterlina si sarebbe ripresa. La crisi passò e le cifre dell'offerta di denaro si corressero da sole. Paul Volcker fece qualcosa di simile nel giugno 1981, quando rialzò il tasso di riferimento statunitense al 19,1%, tranne per il fatto che l'obiettivo era meno sui finanziamenti e più sull'abbattimento delle aspettative sull'inflazione dei prezzi.

Sebbene siano ignorate, ci sono preoccupanti somiglianze tra l'esperienza del Regno Unito a metà degli anni Settanta e la posizione odierna della FED. Il deficit di bilancio degli Stati Uniti è e rimane di gran lunga superiore a quello che costrinse il Regno Unito a ricorrere all'FMI: l'11,6% del PIL e oltre 42.000 volte il deficit statunitense nel 1976. Con l'economia USA fortemente indebitata e destinata a essere ulteriormente indeoblita dall'aumento dei tassi d'interesse, non si materializzeranno affatto le prospettive di ripresa previste dal Congressional Budget Office, ma ci sarà un ulteriore deterioramento che a sua volta richiederà un finanziamento inflazionistico continuo e accelerato.

E nessuno sta ancora contemplando cedole obbligazionarie al 15% viste nei Gilt britannici durante le condizioni simili degli anni '70.


La risposta all'aumento dei tassi d'interesse

Ora è stato dimostrato che è la contrazione del credito a far salire i tassi d'interesse, non le linee di politica del sistema bancario centrale. Essendoci abituati alla continua espansione del credito legato alle valute fiat – in altre parole non ancorato in valore a nulla di materiale – dovremo imparare ad adeguarci alle condizioni di una contrazione del credito.

Monetaristi e neo-keynesiani sosterrebbero che la contrazione del credito porterà al calo dei prezzi e alla deflazione. Non sembrano apprezzare le conseguenze di consumatori disoccupati che non producono beni e servizi. Semmai il calo della produttività significa che è probabile che l'offerta diminuisca a un ritmo più rapido dell'occupazione, portando a carenze di prodotti invece che a prezzi più bassi. Ciò era evidente nel Regno Unito a metà degli anni settanta, quando un'elevata disoccupazione accompagnò la stagnazione economica, la cosiddetta stagflazione.

Inoltre c'è poco o nessun margine di manovra sia nei modelli keynesiani che in quelli monetaristi per la risposta umana: non consentono di modificare i livelli di fiducia di coloro che usano una valuta fiat. Invece le raccomandazioni dei monetaristi sono in linea con quelle dei neo-keynesiani, e cioè reflazionare per prevenire una recessione, o peggio ancora, una depressione.

Mettendo da parte gli errori nell'analisi economica mainstream, è quasi certo che le banche centrali faranno del loro meglio per fermare la contrazione l'offerta di denaro. E mentre strombazzano la loro indipendenza dai rispettivi stati, hanno il dovere primario di mantenerli finanziati.

Le ripercussioni dell'aumento dei tassi d'interesse porteranno indubbiamente a maggiori disavanzi di bilancio: le entrate fiscali diminuiranno e i costi del welfare aumenteranno. E nella misura in cui le valute fiat perderanno il loro valore, ci saranno oneri aggiuntivi dall'indicizzazione dei costi del welfare e dalle obbligazioni indicizzate.


I pericoli dell'aumento dei tassi d'interesse

Passiamo ora alle conseguenze dell'aumento dei tassi d'interesse sui finanziamenti pubblici. Sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che, man mano che i tassi d'interesse saliranno e con essi i costi di finanziamento del debito, gli stati saranno incapaci di sfuggire alla trappola del debito.

Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, il debito pubblico nelle economie avanzate lo scorso settembre era pari al 103,3% del PIL. Negli Stati Uniti era al 112,6%, nel Regno Unito al 100,8% e nell'area Euro al 93,1%; in Italia era al 147,2%, in Grecia al 178,8% e in Giappone al 228,3%.

Nel 2010 Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff hanno concluso che con un rapporto tra debito pubblico e PIL superiore al 90% diventa estremamente difficile per una nazione sopportare il peso del proprio debito. Per molti Paesi tale confine è stato attraversato non molto tempo dopo. Ora che la tendenza a lungo termine del calo dei tassi d'interesse è stata drasticamente invertita, il ragionamento di Reinhart e Rogoff sta per essere messo alla prova.

Non è ancora ampiamente compreso che la contrazione del credito bancario sta costringendo a salire i tassi sui prestiti e che essi non sono più sotto il controllo della politica monetaria. La FED sembra percepirlo, perché ha spostato la sua attenzione dal tentativo di controllare i tassi a breve termine alla soppressione dei rendimenti obbligazionari per le scadenze più lunghe attraverso il suo Bank Term Funding Programme. Quest'ultimo consente alle banche di presentare il debito del Tesoro USA e delle agenzie governative come garanzia per un prestito di un anno. Sebbene il costo del prestito sia legato a tassi più elevati rispetto alle cedole sul debito esistente, consente a una banca di acquistare tale debito con uno sconto significativo. A fronte del costo di finanziamento il profitto è sostanziale, a meno che i rendimenti dei bond statali e del debito delle agenzie governative non siano ridotti da questo arbitraggio.

Una banca che beneficia dell'accordo si limita a reinvestire i prestiti in bond del Tesoro USA a breve termine e altri bond che attualmente hanno un rendimento simile al costo del finanziamento. Dal punto di vista del Tesoro degli Stati Uniti, l'interesse sul nuovo debito viene sostanzialmente ridotto e il suo profilo di scadenza può essere esteso. Dal punto di vista della FED, la crisi del mark-to-market che ha fatto crollare la Silicon Valley Bank è scongiurata, ma il BTFP è poco più di una tattica per comprare tempo.

Le banche che allocano prezioso spazio di bilancio a questa attività sostituiranno i depositanti come fonte di finanziamento con la valuta. In conformità con le regole di finanziamento di Basilea 3, è sempre più probabile che i depositanti più grandi vengano respinti. Pertanto mentre la FED è impegnata a truccare il mercato obbligazionario, la domanda del mercato sarà per la sostituzione dei depositi: i grandi depositi che migrano in bond del Tesoro e asset simili.

Questo fa parte di un processo in base al quale la contrattazione del credito delle banche commerciali sarà sostituita dall'espansione del credito del sistema bancario centrale. Tutto il credito, sia tra individui che tra individui e le loro banche, fa riferimento a quello del sistema bancario centrale con il quale è scambiabile sotto forma di banconote. È l'espansione del credito del sistema bancario centrale che ha l'impatto maggiore sulle valutazioni monetarie in termini di beni e servizi.


Sommario e conclusione

Sembra incredibile che il legame tra le variazioni delle quantità di denaro/credito, esemplificate dalle statistiche monetarie basate sui depositi, e i tassi d'interesse venga totalmente ignorato da stati, autorità monetarie e investitori. E nessuno sembra aspettarsi molto di più di un aumento di pochi punti base dei tassi d'interesse prima che successivamente tornino a scendere.

Inoltre l'aumento dei prezzi misurato dall'IPC ha colto di sorpresa l'establishment politico. Né dovremmo sorprenderci che la situazione attuale continui a essere analizzata attraverso una lente neo-keynesiana, quando sappiamo che sono gli errori keynesiani che ci hanno portato alla crisi attuale. La crisi ora riguarda le trappole del debito non solo per il governo degli Stati Uniti, ma per i governi di quasi tutte le altre principali giurisdizioni.

La convinzione keynesiana che l'interventismo economico e monetario sia superiore al libero mercato è destinata a essere screditata dalla realtà, che finora è stata solo soppressa. Ha portato i risparmiatori a dover accettare rendimenti negativi sui loro investimenti obbligazionari, ma non può durare a lungo. Quando diventa chiaro che l'inflazione dei prezzi è solo un indicatore per la svalutazione della valuta, e che questa svalutazione può solo continuare, i tassi profondamente negativi non saranno più disponibili per sovvenzionare la spesa pubblica.

La portata di una crisi dei tassi d'interesse e del mercato obbligazionario sembra essere gravemente sottovalutata. L'improvvisa comparsa di un'inflazione incontrollata dei prezzi lo scorso anno ha portato a tentativi di confronto tra la situazione attuale e quella degli anni '70, ma finora ci sono poche prove che questi confronti vengano presi abbastanza sul serio.

Se lo fossero, gli analisti concluderebbero che gli eventi in comune con gli anni '70, che hanno portato a rendimenti obbligazionari nominali elevati e cedole per i Gilt britannici superiori al 15%, sono potenzialmente molto più destabilizzanti oggi di quanto non fossero allora. Stando così le cose, il mondo si trova sull'orlo di un sostanziale ribasso del mercato degli asset finanziari, alimentato dai prezzi delle obbligazioni mondiali che si stanno normalizzando a riflesso del deterioramento delle finanze pubbliche. Tutti i valori degli asset finanziari saranno compromessi da tale adeguamento.

È sempre più difficile vedere una via d'uscita da queste difficoltà e la speranza keynesiana che la crescita economica risolva il problema del debito è semplicemente ingenua. Nel 2010 Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff hanno concluso che con un rapporto tra debito pubblico e PIL superiore al 90% diventa estremamente difficile per una nazione affrontare il problema del suo debito. Con le economie avanzate che hanno un rapporto medio debito/PIL significativamente superiore al 90%, ci sono trappole del debito quasi ovunque e pronte a scattare.

Nelle economie altamente indebitate può esserci un solo risultato: una volta che uno cade in crisi, gli altri lo seguiranno. Il costo in termini di accelerazione della svalutazione monetaria porterà anche alla distruzione della fiducia della popolazione nelle proprie valute. Si può solo concludere che l'adattamento alla realtà da parte dei mercati sarà probabilmente più violento di quanto visto negli anni '70.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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giovedì 11 maggio 2023

Cambiare la narrativa “Bitcoin è inutile”

 

 

da Bitcoin Magazine

Bitcoin ha il potere di aiutare le persone, ciononostante persiste ancora la narrativa "Bitcoin è inutile". Viaggiando tra i Paesi emergenti, ho ascoltato centinaia di storie di persone che hanno affermato che Bitcoin ha cambiato le loro vite in meglio. E non è una sorpresa. Le persone usano Bitcoin per rimesse, e-commerce, conservazione della ricchezza e benessere sociale. È la soluzione più forte per i cosiddetti unbanked, offrendo alle persone l'opportunità di rimettere il potere finanziario nelle proprie mani. Quindi come cambiamo la narrazione? Solo con l'istruzione possiamo rompere il rumore e mostrare al resto del mondo cosa può davvero fare Bitcoin.

Negli ultimi mesi ho viaggiato negli Stati Uniti, in Sud America e in Europa, partecipando a meetup, eventi e parlando con i nostri utenti. Una delle mie tappe è stata l'Oslo Freedom Forum, dove ho avuto la fortuna d'incontrare attivisti di tutto il mondo che lottano per la libertà. Bitcoin non solo fornisce la libertà dal controllo dello stato, ma fornisce l'accesso all'economia globale. Sono le persone che sono sul campo a diffondere questo messaggio e che cambieranno davvero il mondo.


BITCOIN È LIBERTÀ

Ho sentito Farida Nabourema parlare molte volte e continuo a essere ispirato dalla sua storia. La sua lotta per la democrazia in Togo è il lavoro di un vero eroe. In un Paese in cui le persone vengono messe a tacere per aver parlato, o viene impedito loro di ricevere denaro dalla famiglia o dagli amici fuori dal Paese, Nabourema sta mostrando la via d'uscita. Bitcoin offre un'alternativa alla finanza tradizionale perché esso è non è necessitante autorizzazioni, senza confini e inclusivo. E ora con Bitcoin la gente del Togo può prendere il controllo del proprio futuro finanziario.

Nel 2020 il popolo nigeriano stava combattendo contro la brutalità della polizia attraverso le proteste #EndSARS. Ire Aderinokun è stato testimone di cosa significa essere esclusi dal sistema bancario quando lo stato ha congelato i conti bancari. Invece la Feminist Coalition si è rivolta a Bitcoin per continuare a raccogliere fondi per i propri sforzi.

Un altro attivista che ammiro è Roya Mahboob, una delle prime persone a introdurre Bitcoin in Afghanistan. Comprendendo le opportunità che Bitcoin poteva offrire, Mahboob ha pagato le sue dipendenti in bitcoin. Per alcuni era una via d'uscita dal dispotismo statale, per altri un senso d'indipendenza che prima non avevano. Bitcoin non solo fornisce sovranità, ma un senso di proprietà. Grazie a gente come Mahboob, sempre più persone lo stanno capendo.


BITCOIN SUL CAMPO

Ascoltare queste storie conferma che la chiave per l'adozione mondiale viene dal basso. Credo fermamente nel potere dell'istruzione locale e per arrivare a un miliardo di bitcoiner dobbiamo ascoltare le esigenze delle diverse comunità. Sono stato sul campo nelle comunità di tutto il mondo per saperne di più su come Bitcoin possa aiutare gli svantaggiati e i cosiddetti pesci piccoli. Prendete El Salvador, ad esempio: sebbene Bitcoin abbia corso legale nel Paese, c'è ancora un enorme bisogno d'istruzione. Nathaly Maria Cortez di El Salvador è venuta nel nostro centro educativo nel Paese per saperne di più su Bitcoin. Ora istruisce la sua famiglia e i suoi amici che non hanno accesso alle banche o al sistema finanziario tradizionale. Un altro utente, Don Walter, ha visto in prima persona come Bitcoin ha trasformato la sua comunità attraverso le donazioni. E potrei andare avanti, dato che la lista è lunga.


CAMBIARE LA NARRATIVA

Queste storie sono solo una manciata rispetto alle tante voci che ora hanno sperimentato in prima persona il potere di Bitcoin. Farida una volta ha detto che non puoi avere indipendenza personale senza indipendenza monetaria e questo è ciò che Bitcoin fornisce veramente. In tutto il mondo esso sta creando opportunità per le persone che hanno un accesso finanziario limitato. È solo attraverso l'istruzione e i casi d'uso reali di Bitcoin che possiamo ispirare sempre più persone a prendere parte a questa rivoluzione finanziaria.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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mercoledì 10 maggio 2023

Tucker Carlson, Blackrock e le istituzioni finanziarie importanti a livello sistemico

 

 

di Tom Luongo

La grande novità di questa settimana è stato il licenziamento senza tante cerimonie di Tucker Carlson da parte di Fox News. Le ragioni del licenziamento non sono ancora chiare e anche l'ultimo comunicato di Tucker non ha fatto nulla per reprimere le ipotesi a riguardo.

Quello che ha fatto è stato sottolineare quanto potere abbia accumulato durante il suo tempo nella fascia oraria di prima serata sulla Fox.

Non sono il primo a farvi notare quante visualizzazioni abbia ottenuto questa cosa, facendo impallidire le sue valutazioni Neilson.

Qualcosa è cambiato dietro le quinte. Nel giro di un'ora Don Lemon è stato scaricato dalla CNN, Susan Rice ha lasciato l'amministrazione Biden e Nate Silver è stato licenziato da ABC News.

Sia Carlson che Lemon sono stati accusati di aver creato "ambienti di lavoro tossici", giusto per dare un minimo di contesto alla mossa.

È un metodo collaudato per "sopprimere" un personaggio pubblico. Non deve essere vero, deve solo sembrare vero.

C'è ogni teoria immaginabile su quello che è successo e tutte hanno un briciolo di verità. Molto probabilmente è solo l'inizio della morte di quella fascia oraria.

Importa chi ci fosse dietro o perché Carlson sia stato estromesso dalla Fox? Non dovevamo essere pronti a una cosa del genere?

Infatti ero stupito che fosse ancora in onda dopo tutto questo tempo. Non penso che questa sia una storia in cui Tucker, nei panni di Icarus, è volato troppo vicino al sole; è qualcosa di molto più grande di Tucker Carlson.

La confluenza di giornalisti e figure politiche importanti che lasciano i loro incarichi, incluso ora il capo della BBC Richard Sharp, in base al vecchio conflitto d'interessi assomigliano più a un rimescolamento di carte piuttosto che a qualcosa di nuovo e inquietante.

Non è mai tardi per cambiare il tabellone di gioco: un tentativo di cambiare completamente la direzione del flusso d'informazioni mentre ci prepariamo per la prossima grande operazione psicologica...

… il passaggio di testimone dell'attuale presidente a quello nuovo.

Perché questa è la migliore possibilità che hanno i democratici a questo punto per riprendersi la presidenza con un certo grado di credibilità, dati i loro indici di approvazione. Anche se credete che le nostre elezioni non siano corrotte (sic!), dovete almeno ammettere che gli eventi attuali rappresentano un modo plausibile per convincersi di questo "fatto".

Naturalmente, come ho detto sopra, qualcuno degli altri "perché" riguardo questi eventi ha importanza? Certo che no, sono statistiche per alimentare i pregiudizi di conferma e impedire qualsiasi compattamento dell'elettorato... per non dire altro.

Questo è stato il vero crimine di Tucker, se qualcuno di noi è onesto con sé stesso.

E, infatti, è la parte meno interessante di tutta la storia, perché l'esca data in pasto alle "persone intelligenti" nei media alternativi è il ruolo di Blackrock.

Certo, questo non è vero ma, ancora una volta, non importa. Detto questo, c'è un punto di vista Blackrock in questa storia, ma non è quello che le persone sono state indotte a credere.

Blackrock ha aumentato la propria quota di proprietà in FOX poco prima di questi eventi e ciò è sintomatico dell'uso di mezzi indiretti da parte di Blackrock per ottenere ciò che vuole.

Larry Fink, CEO di BLK, è noto per le sue buffonate nel costringere i capi di stato e gli amministratori delegati a eseguire i suoi ordini mentre si nasconde dietro la cortina fumogena di "sono solo un tizio che investe il proprio capitale duramente guadagnato per conto vostro e per il bene dell'umanità".

Ora, questa è una scemenza di primo grado.

Blackrock è la principale sussidiaria di Davos nell'indice S&P 500 e nell'Euro STOXXX 50 (il link richiederà la traduzione dal tedesco). Potrebbe anche cambiare il suo nome in Don, ma ci sono alcuni problemi etnici al di fuori del Queens.

Blackrock ha puntato grosso su Obama/Biden per sbarazzarsi di Jerome Powell. Ha sfruttato al massimo il suo potere sul CARES Act per accedere alla finestra di sconto della FED e procurarsi capitale a costo zero per acquistare azioni statunitensi e, per estensione, proprietà immobiliari e tutto il resto.

La crescita dell'azienda è stata potenziata durante la crisi sanitaria, ma prima cresceva già di oltre i $1000 miliardi all'anno.

Il suo AUM — Assets Under Management — è sceso nel 2022, perché il valore degli asset sottostanti è sceso da quando Powell ha rialzato i tassi d'interesse a molti degli "investimenti" di Blackrock. I titoli dei giornali sono stati riempiti da governatori come Ron DeSantis della Florida che hanno lanciato una campagna anti-Blackrock/anti-ESG/anti-Woke che ha contribuito ulteriormente al deflusso di fondi di Blackrock.

Ma questo non è molto di fronte ai $10.000 miliardi di AUM; qualche miliardo è letteralmente un errore di arrotondamento.

No, l'effetto maggiore è arrivato dal portare il Fed Funds Rate dallo 0% al 5% in un anno.

Nelle ultime fasi degli anni ZIRP abbiamo assistito a movimenti forti nei mercati azionari, in particolare dopo la crisi sanitaria quando i soldi del CARES Act si sono fatti strada nell'economia generale. Il demente finanzairio medio che commenta su Twitter parla sempre della FED che sovvenziona il cosiddetto "effetto ricchezza" come argomentazione principale del motivo per cui Powell è "a una sola riunione dall'invertire la rotta" dal suo "tassi più alti per più tempo".

Il cosiddetto "effetto ricchezza" espande non solo l'AUM di Blackrock, ma anche la sua influenza politica. C'è sia coincidenza che causalità secondo me, tra cose come Woke-Cola e genuflessione davanti a ogni malato con un feticcio di genere in testa e l'aumento dell'AUM di Blackrock.

Quindi non c'è da meravigliarsi se il commento standard sulla FED è che QE e ZIRP aumentano i prezzi delle azioni (cosa che fa), ma anche che questo è ciò che la FED vuole sempre!

Questa è la parte con cui non sono d'accordo e, per quasi due anni, sono stato fermo nella mia valutazione del perché.

Powell è stato intrappolato sia dal COVID che dal CARES Act affinché estendesse la follia del QE e della ZIRP per altri due anni. E nel processo ha consegnato a Don Fink le chiavi dell'intero negozio di caramelle per permettere a ciò che stiamo vedendo oggi — la massima distruzione socioeconomica — continui senza sosta.

L'acquisto di un'enorme partecipazione in Fox è solo un altro mattone nel muro dei nuovi mezzi d'informazione per la guerra imminente.

Tutto quello che dovevano fare per concludere l'affare era convincere tutti che l'economia mondiale stesse ancora soffrendo per il COVID e che quindi avessimo bisogno di MOLTA PIÙ SPESA PUBBLICA!! per reflazionare l'economia.

Powell avrebbe dovuto essere deposto e Lael Brainard insediata per garantire la continuità della linea di politica con quella di Janet Yellen, ora in una posizione di potere come Segretario al Tesoro nell'amministrazione Biden.

Questo piano, però, è fallito: la Brainard è fuori dalla FED e si sta preparando a sostituire la Yellen nel secondo mandato di Biden.

La campagna di rielezione da parte di Biden/Harris è stata sincronizzata con la cacciata di Carlson dalla Fox e con colpi di avvertimento sparati contro tutti i principali media affinché si allineassero come mai prima d'ora.

Ora parliamo di cosa stia succedendo davvero con Blackrock alla luce di questo fallimento nel sostituire Powell.

Da qualche anno Janet Yellen ed Elizabeth Warren hanno avanzato l'idea di estendere la definizione di SIFI — istituzione finanziaria importante a livello sistemico — a entità non bancarie, come Blackrock.

Blackrock ha sostenuto per anni che non può essere una SIFI perché:

“Il commissario britannico subentrato a Barnier, Jonathan Hill, voleva che la commissione lavorasse fianco a fianco con i finanzieri e ogni volta che veniva organizzato un dibattito o un'udienza, il personale di BlackRock era presente”, ricorda Daniela Gabor.

“Poi ho capito che non erano più le banche ad avere il potere ma i gestori patrimoniali. Spesso ci viene detto che un manager è lì per investire i nostri soldi per la pernsione, ma c'è molto più di questo. Secondo me BlackRock riflette la rinuncia al welfare state. La sua ascesa al potere va di pari passo con i continui cambiamenti strutturali, cambiamenti nella finanza, ma anche nella natura del contratto sociale che unisce il cittadino e lo Stato”.

Daniela Gabor spiega che la Banca Centrale Europea, che incarica BlackRock di controllare le banche, non ha alcun potere sulla società. “La tesi di BlackRock è semplice: non facciamo leva finanziaria, non agiamo come banche, quindi non abbiamo bisogno di essere regolamentati come istituzione finanziaria sistemica”. {enfasi mia}

Infatti BlackRock sgattaiola via da tutti i radar. “Può essere regolamentata per motivi noti come microprudenziali, per proteggere i propri clienti, ma non come istituto finanziario incaricato di garantire la stabilità finanziaria complessiva”, afferma la Gabor.

Questa "valutazione" va avanti almeno sin dal 2019 ed è riemersa di nuovo questa settimana quando la Yellen ne ha parlato. Perché ne ha parlato se, come ho strenuamente sostenuto, fa parte in tutto e per tutto della cricca di Davos?

Dopotutto non avrebbe dovuto continuare a sostenere il contrario secondo le istruzioni di Blackrock e Don Fink?

Vale quello che ho detto su Blackrock per più di un anno: tutti i suoi AUM si basano su una base di capitale azionario molto sottile, $38,2 miliardi per la precisione.

Come sanno i clienti di lunga data, quando eseguo un'analisi del bilancio di un'azienda elimino cose come "costi di avviamento" e "attività immateriali" dal lato degli attivi, perché sono semplicemente "valore" residuo da precedenti attività di fusione/acquisizione, valore del marchio, ecc., che possono avere o meno un valore reale.

Togliendo i $33,6 miliardi che BLK ha in queste due classi di "asset", ciò lascia Fink con meno di $5 miliardi di capitale azionario proprio.

Non sto dicendo che non ci sia alcun valore, ma è ragionevole pensare che il valore effettivo del bilancio di Blackrock sia da qualche parte tra questi due numeri. Sono persino disposto a intrattenere una valutazione al 100% per amor di discussione.

Deve vedersela anche con oltre $55 miliardi di "Altre passività", molto probabilmente un'esposizione ai derivati ​​​​con cui la società può giocare molto velocemente e perdere poiché era di oltre $90 miliardi nel 2021 e $120 miliardi sia nel 2019 che nel 2020.

Queste sono delle scatole nere piuttosto grandi.

Quindi ecco la domanda che nessuno vuole davvero porre: "Blackrock ha davvero delle azioni oggi?" O è tutta una grande operazione psicologica basata su loro che votano il delegato al posto nostro?

E quando guardiamo al prezzo delle azioni, mi chiedo se anche Wall St. non si stia ponendo questa stessa domanda...

Noto dal grafico il minimo del 2022 a ottobre. Cos'altro ha toccato il fondo nell'ottobre 2022? L'euro a $0,956, mentre l'USD ha raggiunto un massimo. Ma guardate meglio il grafico: un'inversione in due battute a ottobre/novembre, seguita da un triplo massimo intorno a $775 che si trasforma in un'inversione a febbraio, quando Powell ha finalmente girato l'angolo convincendo il mercato che la "Put" della FED era morta.

Ora stiamo assistendo a un possibile "rimbalzo del gatto morto" che ha bisogno di molto aiuto qui per creare un rally.

Quindi se Blackrock è in guai seri a causa del calo dei prezzi degli asset, del contraccolpo ESG, dell'aumento dei tassi e del calo del flusso di cassa, ciò richiederebbe un cambiamento nelle regole per consentirne il salvataggio.

Ricordate, l'anno scorso, quando si sviluppò la crisi delle pensioni nel Regno Unito e che fece fuori il primo ministro Liz Truss costringendo poi la Banca d'Inghilterra a intervenire? Chi è rimasto col cerino in mano riguardo gli asset in fallimento non era altri che Blackrock.

Erano loro in difficoltà che hanno venduto questi CLO a leva — Collateralized Loan Obligations — alle pensioni statali del Regno Unito e che hanno finito i soldi per pagare i pensionati.

Blackrock, che è stata costruita sulla stessa premessa della Silicon Valley Bank, ovvero usare asset non di bilancio per resistere alla regolamentazione come SIFI, finirà in crisi se i rendimenti continueranno a salire?

Chi è protetto dalla grande inversione della curva dei rendimenti USA?

Quindi la Yellen chiede che Blackrock debba essere una SIFI una volta che il panico finanziario che la circonda raggiungerà un picco febbrile. Di chi hanno paura tutti ora? Blackrock.

Perché? Perché "possiede il mondo". 

Perché non è regolamentata come le grandi banche? Perché siede alla Tavola Alta.

Chi viene fregato se va a gambe all'aria? I pesci piccoli.

Di chi sarà la colpa se Blackrock finisce a gambe all'aria? La FED.

Potete già sentire Elizabeth Warren preparare il palcoscenico politico in vista di tutto questo. Dobbiamo proteggere i lavoratori statunitensi dai malvagi di Wall Street, quindi li porteremo sotto l'egida di una maggiore regolamentazione governativa etichettandoli come SIFI.

Chi siede nel Financial Services Oversight Council e chi prenderà questa decisione?

E poi abbiamo lo scenario Ghiaccio-9 di Jim Rickards.

In breve, Blackrock come SIFI diventa un protettorato del dipartimento del Tesoro USA e aggira un fallimento.

Poiché Blackrock è solo un mucchio di AUM in cima a un bilancio relativamente piccolo, può essere suddiviso abbastanza facilmente. Il suo libro degli affari può essere acquistato dal resto di Wall St. leccandosi le labbra al pensiero di tutte quelle spese di gestione patrimoniale e consulenza che generano la parte del leone del flusso di cassa dell'azienda.

Quindi ora Blackrock vuole essere regolamentata come SIFI dopo essersi trasformata nel mostro che è eludendo questa etichetta?

Potete vedere a che gioco stanno giocando: Janet Yellen può costringere Jerome Powell a salvare Blackrock quando il suo bilancio imploderà per davvero, tenendo in ostaggio i buchi nei fondi pensione come ricatto.

Perché dovrebbero farlo? Perché Fink dovrebbe farlo? Bene, se si vuole nazionalizzare il sistema pensionistico statunitense e porre fine al vecchio sistema del dollaro, allora lo si fa durante una grave crisi.

Come hanno legato le mani di Powell durante il COVID e la crisi sanitaria? Il CARES Act.

Come legheranno le mani di Powell durante la crisi del debito sovrano europeo? Rendendo Blackrock una SIFI prima che accada.

Cosa vi aspettereste che accada da qui fino ad allora? Sospensione di qualsiasi importante svendita di titoli del Tesoro USA gestendo gli spread creditizi tra il debito statunitense ed europeo. Questo allevierà la pressione sul bilancio di Blackrock e su quello degli altri.

Ora parliamo dell'esplosione dei tassi di credit default swap negli Stati Uniti e del calo del tasso dei bond del Tesoro USA a 1 mese, creando uno spread storico di 1 mese/2 mesi di oltre 160 punti base. La Yellen ha intensificato la retorica sull'inadempienza degli Stati Uniti una volta che il conto generale del Tesoro USA sarà vuoto.

L'amministrazione Biden e la cricca di Davos sono seriamente intenzionati a fermare qualsiasi tipo di taglio alla spesa, perché vogliono gonfiare il deficit degli Stati Uniti fino alla luna per salvare l'UE. Blackrock è più esposta all'Europa rispetto ai sistemi pensionistici statunitensi, ma è comunque fortemente esposta a entrambi.

Cos'ha messo in campo la Lagarde lo scorso luglio? Il TPI — Transmission Protection Instrument — progettato per proteggere gli spread creditizi all'interno dell'UE, nominalmente, ma anche a livello internazionale.

Cos'è successo durante l'importante rally dell'euro a $1,10 e Powell che ha convinto i mercati che è seriamente intenzionato a non invertire la rotta? Un crollo degli spread creditizi USA/Europa che indica un movimento preferenziale di capitali verso gli Stati Uniti e fuori dall'Europa.

In breve, penso che il deterioramento del bilancio di Blackrock e l'intenzione della Yellen di fregare gli obbligazionisti statunitensi in modo da salvare i pensionati ci stiano preparando per il più grande momento della storia economica in cui Lucy toglie il pallone prima che Charlie possa calciarlo. È la più grande minaccia per la politica dei tassi "più alti più a lungo" di Powell e per il futuro degli Stati Uniti.

E si tratta di giocare duro ben oltre il tetto del debito senza significativi tagli alla spesa. Se ciò accade, la Yellen avrà vinto e a Powell sarà dato scacco matto. Se McCarthy e il partito repubblicano manterranno la linea, gli interessi bancari statunitensi faranno a pezzi Blackrock e porteranno i suoi affari in bancarotta.

Secondo l'analisi di Rickards, rendere Blackrock una SIFI mette completamente in cortocircuito tutto questo e pone l'onere direttamente sul contribuente.

Posso facilmente vedere Blackrock sacrificato sull'altare del Grande Reset una volta che il controllo sugli interessi aziendali verrà ceduto al Tesoro USA e alla BCE.

Infatti la mossa migliore per loro è nazionalizzare tutti i beni che hanno: $9.000 miliardi di AUM sono una grande vittoria per i comunisti.

E Fink, come ho detto, ha già il suo posto alla Tavola Alta.

Questo è il motivo per cui il licenziamento di Tucker Carlson è importante, ma in realtà è uno spettacolo secondario rispetto al resto.


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martedì 9 maggio 2023

In che modo l'esperimento sui mutui del 2008 ha alimentato l'attuale crisi immobiliare

Le distorsioni nel mercato immobiliare non finiscono con l'interventismo pervasivo del sistema bancario centrale, almeno non in Europa, che invece è diretta inesorabilmente verso una deriva sempre più marcata di comando/controllo. Inutile sottolineare un punto importante: la catena del valore in Europa è defunta. L'unico modo che ha di sopravvivere questo derivato di sovietica memoria è quello di tassare, saccheggiare e parassitare. L'irrigidimento dell'innovazione, la punizione della creatività e l'azzoppamento dell'imprenditoria sono tutti segnali che il continente europeo ha vissuto ben oltre le sue possibilità fino a oggi e adesso è arrivato il momento di pagare. E sta pagando con i capitali finanziari che se ne volano negli Stati Uniti e con l'energia a basso costo che se ne vola in Asia. In tal contesto l'UE si sta subordinando sempre di più alla Cina nel tentativo di resistere al contrattacco statunitense sui mercati dell'eurodollaro. Perché? Perché il grande scontro/confronto del secolo sarà tra Cina e Stati Uniti, mentre la deriva comunista dell'Europa non può far altro che essere affine a un Paese post-comunista. Senza contare che ormai è palese come la strategia UE/WEF per tornare ad avere un briciolo di crescita economica è quella di devastare/saccheggiare il tessuto socioeconomico europeo. Dopo che si rade tutto al suolo è inevitabile tornare ad avere un frammento di balzo economico (così come accaduto con la Cina dopo il 1979). E qui torniamo alla questione immobili. In Italia è particolarmente sentita, visto che la bolla immobiliare è stata temporaneamente reflazionata attraverso lo stimolo fiscale del cosiddetto "superbonus". Inutile ricordare come questo fosse in realtà uno stimolo una tantum per raggiungere due obiettivi: fornire sollievo fiscale ai grandi clientes e intrappolare i polli che hanno abboccato al prodotto civetta. Perché poi, questi polli, dovranno essere macellati e lo strumento per farlo è la cosiddetta agenda "green". Ecco che quindi arrivano nuove regole riguardanti la concessione di mutui, i quali potranno essere erogati solo a patto che la casa che si vuole acquistare sia abbastanza "green". Lo scopo reale di queste norme è scoraggiare il possesso e costringere a vendere a soggetti istituzionali per mancanza di alternative.

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di Alex J. Pollock

In che modo il Congresso dovrebbe valutare la cronistoria della Federal Reserve come investitore in titoli immobiliari garantiti da ipoteca (MBS)? Con un voto negativo.

L'interventismo della FED, in particolar modo durante la crisi sanitaria, nei mercati dei mutui ha alimentato la seconda bolla immobiliare del XXI secolo. La bolla è scoppiata quando la FED ha smesso di acquistare MBS e ha rialzato i tassi per combattere l'inflazione. Mentre il tempo ci dirà se i recenti aumenti dei prezzi delle case s'invertiranno, la fine della bolla è già costata alla FED oltre $400 miliardi di perdite sui suoi investimenti MBS.

Dal 1913 al 2008 la FED non ha mai posseduto titoli garantiti da ipoteca. Sebbene le sue decisioni di politica monetaria abbiano avuto un impatto sulle condizioni dei mercati immobiliare e ipotecario, lo hanno fatto indirettamente attraverso l'influenza che gli acquisti e le vendite di titoli del Tesoro statunitensi hanno avuto sui tassi d'interesse.

In una risposta "temporanea" alla crisi finanziaria del 2008, la FED ha iniziato a intervenire direttamente nel mercato dei mutui. Attraverso una serie di acquisti di MBS, il portafoglio di tali asset è passato da $0 a $1.770 miliardi nell'agosto 2017. La FED ha successivamente modificato la sua linea di politica e ridotto lentamente le sue partecipazioni in MBS: a marzo 2020 deteneva circa $1.400 miliardi in MBS.

Quando la crisi sanitaria ha colpito nel marzo 2020, la FED ha deciso di ripristinare il suo piano di salvataggio del 2008: ha ripreso ad acquistare MBS, buoni del Tesoro USA e obbligazioni. Quando ha interrotto i suoi acquisti nella primavera del 2022, possedeva $2.700 miliardi in MBS. La FED era diventata il più grande investitore in MBS al mondo. Entro la primavera del 2022 possedeva quasi il 22% di tutti i mutui residenziali di quelle famiglie statunitensi i cui componenti andavano da 1 a 4. Entro settembre dello stesso anno, data dell'ultimo bilancio consolidato trimestrale disponibile, la FED aveva perso $438 miliardi sui suoi investimenti MBS. Queste perdite aumenteranno se la lotta per contenere l'inflazione richiederà tassi d'interesse ancora più elevati.

Poiché la maggior parte degli acquirenti prende in prestito l'80% o più del prezzo di acquisto di una casa, i prezzi delle case sono sensibili al livello dei tassi d'interesse ipotecari. Tassi ipotecari bassi aumentano il bacino di potenziali acquirenti, stimolando la domanda per gli immobili. Se lo stimolo dei tassi d'interesse è eccessivo, l'eccesso di domanda spingerà verso l'alto i prezzi delle case. Alti tassi d'interesse ipotecari hanno l'effetto opposto: smorzano la domanda, dissipano la pressione al rialzo sui prezzi delle case e, in alcuni casi, portano a un calo dei prezzi delle case.

Come prevedibile, i massicci acquisti di MBS da parte della FED hanno coinciso con ampie cali dei tassi d'interesse sui mutui. Durante la campagna di acquisto di MBS degli ultimi tre anni, il tasso d'interesse ipotecario medio nazionale a 30 anni è sceso a un minimo del 2,65% nel gennaio del 2021. Oggi, con la campagna di rialzo dei tassi per combattere l'inflazione, i tassi d'interesse dei mutui a 30 anni sono in bilico intorno al 7%. Questa modifica del solo tasso d'interesse dei mutui farebbe aumentare del 65% i pagamenti mensili del capitale e degli interessi su un mutuo ipotecario della stessa entità.

Com'era prevedibile, il calo dei tassi d'interesse sui mutui ha stimolato la domanda per gli immobili e ha spinto al rialzo i prezzi delle abitazioni. Le statistiche ufficiali riportano che, da gennaio 2018 a questo gennaio, il prezzo medio delle nuove case negli Stati Uniti è passato da $331.800 a $467.700, con un aumento del 41%. È interessante notare che da gennaio 2018 a marzo 2020, prima che la FED rinnovasse i suoi acquisti di MBS, il prezzo medio di una nuova casa era sceso a $322.600. Da aprile in poi, il prezzo medio nazionale delle case è aumentato costantemente, raggiungendo un picco di $468.700 entro la fine di giugno 2022.

Nel 2018 l'acquisto di una nuova casa a prezzo medio e il tasso ipotecario medio a 30 anni del 3,95%, richiedeva $1.259 in pagamenti mensili di capitale e interessi. A gennaio di quest'anno l'acquisto della stessa casa a un prezzo medio di $467.700 richiedeva pagamenti mensili di $2.360 dato il tasso del 6,48% su un mutuo di 30 anni. In soli 5 anni, a causa dell'inflazione dei prezzi delle case e dei tassi d'interesse ipotecari più elevati, il pagamento mensile del capitale e degli interessi necessari per acquistare una nuova casa a un prezzo medio è aumentato dell'87%!

L'incursione della FED nel mercato degli MBS avrà un impatto duraturo sui mercati immobiliari. Non solo la domanda di case è stata attenuata dall'inflazione dei prezzi delle case e dai tassi ipotecari al 7%, ma gli attuali proprietari di case con tassi d'interesse ipotecari favorevoli sono riluttanti a vendere, riducendo l'inventario delle case disponibili per la vendita in un mercato che è già affamato di annunci. Questo equilibrio sfavorevole si riflette chiaramente nell'indice di accessibilità degli immobili della National Association of Realtors, il quale è sceso da un massimo ciclico di 180 nel luglio 2021, a letture recenti inferiori a 100, indicando difficoltà di accessibilità che non si vedevano dagli anni '80.

La fine degli acquisti di MBS da parte della FED e l'aumento dei tassi ufficiali hanno posto fine alla bolla immobiliare. Mentre i prezzi delle case stanno mostrando cali in alcune aree, i prezzi in altre aree rimangono elevati a causa di scorte storicamente basse di case in vendita e mercati del lavoro forti.

Qualsiasi revisione realistica dell'impatto dell'esperimento della Federal Reserve con gli MBS non potrebbe far altro che concludere che essa dovrebbe smettere di acquistare tali titoli. La sua decisione di investire migliaia di miliardi di dollari in MBS ha contribuito a spingere il costo degli immobili oltre la portata di molti. Altri si ritroveranno rinchiusi in case che non possono permettersi di vendere a causa dei tassi artificialmente bassi sui loro mutui attuali.

Da entrambi i punti di vista, l'esperimento della FED ha stravolto i mercati immobiliari e le è costato oltre $400 miliardi di perdite sugli MBS. È difficile vedere come questo esperimento meriti qualcosa di diverso da un voto negativo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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lunedì 8 maggio 2023

Spacchettare la “conversazione” sui Pentagon Papers

 

 

di Tom Luongo

I “Pentagon Papers” sono il nuovo grande evento delle ultime settimane. La controversia riguarda la "fuga di notizie" di documenti strategici che descrivono in dettaglio i piani futuri degli Stati Uniti per la guerra in Ucraina. Ho visto questa storia svolgersi sotto i miei occhi, ma volevo aspettare per vedere come sarebbe progredita prima di commentare.

Lo so, non cedere al click-bait è una cosa rara di questi tempi.

Kit Knightly su Off Guardian ha pubblicato un post forte sul processo di disinformazione che credo meriti il ​​vostro tempo. Anche se non sono d'accordo con la sua conclusione, o più precisamente mi lascio aperto a una conclusione diversa, il suo punto non è lontano dalla verità.

Questa fuga di notizie ha tutte le caratteristiche di essere un falso, secondo l'euristica a 5 punti di Kit, un'euristica che penso abbia un certo valore alla fin fine. Questa "fuga" non si adatta a questo modello, però, a causa di altre risposte ad essa, perché per metterla all'angolo i media generalisti si sono dimostrati dei gatekeeper in modi che chi ha il potere non mostra mai. Ne parleremo più avanti.


Il nero è il nuovo rosso

Per ora concentriamoci sui cinici. Per loro è facile liquidare questo evento come fa Kit: qualcosa per spostare la finestra di Overton in modo tale da rafforzare la narrazione in cui vogliono che voi siate coinvolti, in questo caso manovrandoci per sostenere un'altra guerra per il globalismo.

Sono tutti contenuti progettati, nel gergo dei social media, per aumentare il coinvolgimento. Poiché il sistema si è adattato, non fabbricano più il consenso, coltivano la partecipazione. La confutazione arrabbiata e la lode hanno lo stesso valore per l'algoritmo. Non si vuole la vostra approvazione, si vuole la vostra attenzione. E quando sentono che la storia sta perdendo il pubblico, beh, ecco alcuni fatti super segreti che non dovreste sapere.

Questo è un punto eccellente con cui sono d'accordo, in teoria. Sì, questa gente usa molteplici approcci per muovere l'opinione pubblica. Sì, a questa gente piace distribuire "pillole rosse" per dare al pubblico una botta di dopamina a buon mercato.

Ma ecco il punto su questo tipo d'intuizione: è un'altra forma di psy-op.

L'identificazione formale di ciò offre ai broker della disinformazione la flessibilità di utilizzare entrambe queste tecniche (e altre) per mantenere persone come Kit e compagni di viaggio, come Whitney Webb, concentrati sul tentativo di capire quale sia.

Odio puntare il dito su Whitney perché mi piace e credo che sia una persona onesta, ma sono costretto farlo a causa della sua attuale ossessione su Jamie Dimon, di cui mi è stato chiesto da tante persone (ne parleremo più avanti ),

Certo, queste cose attirano traffico, danno feedback positivi e hanno tutta l'apparenza di un vero giornalismo (che non metto in dubbio), ma è per il motivo giusto?

Il feedback positivo stimola la crescita degli abbonati e dei ricavi, rafforzando l'idea di un lavoro ben fatto.

Ma lo è davvero? O sono solo topi che inseguono la pista tracciata per loro dai venditori di formaggi?

Lo dico come qualcuno profondamente consapevole di rischiare di cadere esattamente in una trappola del genere. Non è difficile scendere nella tana del coniglio sbagliata, ossessionati dai fatti ma non dal loro significato...

Questo è il motivo per cui tutte le euristiche in uno spazio informativo inquinato come questo necessitano di un controllo costante degli errori.


Conversare con i tiranni

Scoprire le tecniche di controllo significa solo scoprire i meccanismi. In base a quello che sta accadendo oggi, sembra che siamo venuti a conoscenza dell'agenda, ma non credo che sia così.

Mi viene in mente il destino di Gene Hackman nel film di Coppola, The Conversation, dove lui suona il sassofono tra le rovine del suo appartamento sicuro di aver assecondato la propria paranoia.

Nonostante tutte le sue abilità e la sua genialità, piuttosto che essere una risorsa, è stato messo in panchina.

Questa è la trappola di concentrarsi sul cosa (la corruzione) e sul come (i meccanismi) ma non sul perché.

Può essere un problema serio in futuro.

Diffidare di chi ha il potere è scontato. È nostro dovere scoprire le verità, ma è anche importante mettere in discussione le nostre stesse strutture, per non diventare casse di risonanza della stessa disinformazione che crediamo di scoprire.

Quindi liquidare i Pentagon Papers come l'ennesima tecnica di controllo può sembrare giusto, mentre invece è sbagliato perché presuppone l'errore di base di questo periodo storico: c'è solo un grande club in lizza per il controllo dell'Occidente.


L'inferno della divisione

Ho pubblicato molti contenuti riguardo una controrivoluzione all'interno della gerarchia di potere degli Stati Uniti. La premessa è che quando i gruppi si avvicinano alla minaccia esistenziale al loro potere e/o alla loro posizione, reagiranno in modi prevedibili per mantenere quel potere.

Non è complicato. Significa che le persone corrotte possono agire in modi contrari a come hanno reagito in precedenza, abbandonando vecchie relazioni. Non ho mai creduto che l'identità di gruppo fosse eterna, perché non credo che i cartelli siano altro che accordi basati sulla reciproca coincidenza dei desideri.

Per questo motivo dobbiamo rimanere aperti affinché le persone ci sorprendano con mosse che sembrano fuori dal loro personaggio.

Solo i più ideologicamente nichilisti seguirebbero la strada della cricca di Davos. Solo quelli con un odio per l'umanità, nato da una profonda sorgente d'amore per tutte le cose malthusiane, ci porterebbero a questo punto [invitando a una guerra aperta tra potenze nucleari]. E negare che dalla nostra parte del nuovo muro di Berlino non ci sia nessuno in grado di opporsi, è solo una resa mascherata abilmente da cinismo. [enfasi aggiunta]

Per capire quanto sia davvero fragile la cricca di Davos, ve lo spiegherò così: con poche centinaia di punti base la FED ha forzato un colpo di stato nel Regno Unito, ha forzato la BCE in un ciclo di rialzo dei tassi e maggiore controllo della curva dei rendimenti, probabilmente ha fatto saltare in aria FTX e il suo schema Ponzi basato su un cripto-dollaro offshore, e ha costretto la Banca nazionale svizzera a intervenire contro la corsa agli sportelli su Credit Suisse.

E questo mi riporta ai Pentagon Papers. È il massimo della follia credere che non ci siano persone là fuori che cerchino onestamente di fermare questo treno prima che si fermi alla Terza Guerra Mondiale. Respingere la fuga di notizie come l'ennesimo mattone nel muro imperiale senza considerare seriamente l'idea che sia stata fatta dai patrioti del Pentagono è a dir poco irresponsabile.

Perché si può costruire una tale tesi molto facilmente, soprattutto considerando quanto sia stata esagerata la risposta dell'amministrazione Biden. Pensate che John Kirby sia davvero così bravo nel depistaggio e nella disinformazione?

Io no.

Infatti il suo scambio con i media è un importante indizio che tutto questo non era qualcosa di previsto dell'amministrazione. Quando i media generalisti chiedono apertamente come possono aiutare (apparentemente sostenendo il punto n°1 di Kit), siamo entrati in un nuovo territorio. Perché?

Perché non è mai stato così prima. Sì, sapevamo che i media generalisti fossero stenografi di corte, persone come me e Kit lo sapevano da più di un decennio, ma bruciare apertamente ciò che resta della loro credibilità per sostenere la disinformazione e mantenere i segreti dell'amministrazione è qualcosa di veramente nuovo.

Questa non era una manovra segreta da parte di giocatori ipercompetenti, bensì un momento di puro panico da parte di persone le cui bugie erano state rivelate.

Ecco una domanda migliore che circola da giorni ormai: come ha fatto l'FBI a trovare il leaker così in fretta quando non riesce a trovare qualcuno nonostante abbia una mappa e che quindi vuole mantenere segreto?

La vostra visione del mondo è così annebbiata da non prendere nemmeno in considerazione che questo ventunenne gli è stato dato in pasto per far sembrare la loro risposta esagerata come lo è stata poi?

Non vi sembra panico?

Se questo ragazzo fosse un patriota fuorviato, così come è stato ritratto, non pensate che si sarebbe sacrificato per un ufficiale in comando che rispetta cercando d'impedire all'esercito americano di finire in un'altra guerra che non può vincere?

Non sto dicendo che sia vero, quello che sto dicendo è che non si può scartare questa possibilità, o addirittura non considerarla altamente probabile solo perché il vostro cinismo è diventato un meccanismo di difesa.

Vedete, nel mio mondo il complesso militare/industriale ha il terrore che tutti scoprano che le loro armi non funzionano. Il Dipartimento della Difesa è ugualmente terrorizzato dal fatto che scopriamo che hanno speso migliaia di miliardi per la burocrazia e non molto per l'effettiva preparazione militare, o che Obama e compagnia l'abbiano intenzionalmente spolpato tutto.

Ciò che dovrebbe spaventarvi di più è perché è stato permesso che ciò accadesse e per chi rappresentasse un obiettivo strategico...

Domande a cui nessuno a Washington vuole rispondere!

Anche se credete che l'intera faccenda sia solo un'enorme truffa per continuare a spennare i contribuenti, non tiene traccia del fatto che abbiano fatto trapelare questi piani per vendere più armi.

Perché sarebbe stato un gioco da ragazzi: vendere armi per pochi trimestri in una crisi del debito sovrano e della valuta per perdere una guerra (o due) che culmina nella completa umiliazione dell'esercito americano.

In nessun modo i patrioti all'interno del Pentagono e i truffatori nel complesso militare/industriale avrebbero seguito questa strategia. Gli incentivi non si allineano.


A proposito della mano invisibile...

Allo stesso modo, come ho sostenuto per quasi due anni, neanche gli incentivi per Wall St. e la FED sono allineati. Il che mi riporta a Whitney Webb e al CEO di JP Morgan Chase, Jamie Dimon. Whitney sta facendo il giro web con la sua ultima denuncia sulle connessioni tra Dimon e Jeffrey Epstein.

Non voglio commentare la qualità del lavoro di Whitney o le sue motivazioni dietro di esso.

La tempistica è, ovviamente, coincidente con i problemi legali di Dimon sulla stessa questione e sappiamo essere una questione altamente politicizzata. Se c'è una persona che ha l'attrazione e il potere di sostenere le mosse della FED nel riprendersi il controllo sulla sua politica monetaria, quello è Jamie Dimon.

In quanto tale Dimon rappresenta una delle maggiori minacce ai risultati desiderati dalla cricca di Davos di un futuro dominato dalla piena sorveglianza su tutte le attività finanziarie tramite le CBDC. Non siate ingenui, non mi fido di Dimon, ma so anche che è un fulcro su cui poggiano molti piani futuri.

Quindi, per me, i suoi nuovi problemi legali sono una contromossa contro di lui, in una classica campagna di "clamore mediatico" per spingerlo fuori dalla sua posizione. Se pensate che JPM sia un monolite, allora avete una visione semplicistica delle organizzazioni. Non lo è, ci sono un sacco di persone in JPM che venderebbero Dimon per molto meno di trenta monete d'argento.

Se la cricca di Davos non riesce a sbarazzarsi di Jerome Powell alla FED, allora Dimon è il prossimo miglior obiettivo.

Questo non vuol dire che Whitney non dovrebbe informarci delle connessioni di Jamie Dimon, del suo passato, ecc. Ma dimostrare che Dimon è sporco è come provare che il sole sorge a est. I suoi recenti commenti riguardo la relazione annuale di JPM sull'utilizzo di un dominio eminente per procurarsi energia stabile per il futuro sono facilmente spiegabili.

Wall St. ama il commercio unilaterale e l'impostazione della politica monetaria. C'è una buona probabilità che Powell possa perdere la lotta politica a Capitol Hill e JPM dovrà sostenere politiche climatiche idiote o affrontare l'estinzione, quindi ha senso gettare un osso ai pazzi della cricca di Davos. Ma anche la sua posizione secondo cui il petrolio ha bisogno d'investimenti significativi è genuina.

Tutti si sono concentrati sui pannelli solari e sulle pale eoliche, ma la dichiarazione di Dimon includeva anche l'unica cosa che usereste per il dominio eminente... gli oleodotti e questi ultimi sono un'anatema per la cricca di Davos.

Il vero compito del giornalista/analista è chiedersi perché all'improvviso veniamo a conoscenza delle passate associazioni di Dimon con Epstein.

Se avete intenzione di abboccare e "smascherare il vero Jamie Dimon", allora non dovreste anche chiedervi perché qualcuno vi sta mettendo una tale idea in testa?

Se siete veramente interessati alla verità, dovreste sempre mantenere in buone condizioni il vostro radar per queste cose.

Ma se Dimon è davvero un tirapiedi del WEF/cricca di Davos, allora perché viene perseguito in un caso legale simile a quello che sta attraversando Donald Trump (anche lui un nemico della cricca di Davos) e quello che è stato fatto a Matteo Salvini in Italia per la sua politica sui migranti?

Nessuno là fuori è pronto a difendere Jamie Dimon come vittima di una campagna diffamatoria sostenuta da Soros, proprio perché è l'epitome di ciò che viene odiato nel mondo in questo momento: un tizio bianco e ricco, amministratore delegato della banca più potente del mondo.

Chiedetevi chi trae vantaggio dall'abbatterlo...

Se Dimon fosse un tirapiedi della cricca di Davos come suggerisce Whitney, allora perché i suoi problemi legali si stanno moltiplicando piuttosto che andarsene via?

Questo è il fulcro di una delle mie euristiche di base nel tentativo di analizzare le informazioni reali da quelle false: cosa stanno cercando di farmi credere riguardo a ciò che ho di fronte? Ci credo?

Perché viene amplificato attraverso i riflessi pavloviani dei social media?

Ciò è particolarmente rilevante sapendo benissimo la ragione per cui Dimon è sulla graticola: ha apertamente sfidato l'ortodossia del cambiamento climatico della cricca di Davos facendo eco alla retorica di Powell "più in alto per più tempo"; la sua azienda è in prima linea nella transizione da un sistema eurodollaro basato sul LIBOR a un nuovo sistema incentrato sugli Stati Uniti e sul SOFR; il suo essersi recato a Davos quest'anno e aver proclamato che il petrolio rimarrà protagonista per i prossimi cinquant'anni.

Alla fine la conversazione che dovremmo avere non è su chi ha fatto cosa prima che il gioco raggiunga la sua fase terminale, ma su chi diventeranno quando la loro testa sarà sul ceppo e perché...

E questa è la vera euristica necessaria per analizzare dove sono dirette le cose e chi è da quale parte della barricata.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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