La Banca d'Inghilterra ha preso l'iniziativa rispetto alle altre banche centrali e ha pubblicato un documento di lavoro su come le banche centrali possano ricostituire il proprio capitale, soprattutto ora che stanno incappando in enormi perdite: il documento analizza le attuali disposizioni di settanta banche centrali.
Questa volta non sono le banche commerciali ad aver bisogno di essere salvate, ma le banche centrali. La Banca d’Inghilterra ha aperto la strada alle perdite; ora è all’avanguardia nel dire ai ministeri delle finanze che devono pagare. Per “Ministeri delle finanze”, si legga “contribuenti”. E tanti saluti alla promessa fatta dopo la crisi finanziaria mondiale secondo cui i contribuenti non sarebbero mai più stati costretti a pagare per le perdite nel sistema finanziario.
Perdite del sistema bancario centrale per l’acquisto di obbligazioni sovrane
Il grande esperimento delle banche centrali dopo la crisi finanziaria mondiale si è infine frantumato. Acquistando grandi quantità di obbligazioni a tasso fisso sotto la bandiera del “Quantitative Easing”, o “QE”, e abbassando artificialmente i tassi d'interesse, hanno aiutato i debitori a pagare i loro interessi, hanno fatto salire i prezzi degli asset e hanno fatto realizzare profitti ai loro controllori – i Ministeri delle finanze dei rispettivi Paesi:
• profitti di negoziazione sulle obbligazioni, i cui prezzi sono aumentati con il calo dei tassi d'interesse;
• un margine d'interesse tra ciò che la banca centrale ha ricevuto sulle obbligazioni e il tasso d'interesse inferiore pagato alle banche sui loro depositi obbligatori sotto forma di riserve minime.
Poi l’inflazione e i tassi d'interesse sono aumentati, il prezzo delle obbligazioni è crollato e le banche centrali hanno un grosso problema:
la vendita delle obbligazioni – nota come “Quantitative Tightening” o “QT” – produce una grave perdita una tantum;
detenerle produce una perdita annuale, poiché il tasso d'interesse pagato alle banche sulle loro riserve minime è ora superiore a quello ricevuto sulle obbligazioni.
Perdite nel Regno Unito e in Svezia
La Banca d’Inghilterra, ora con circa £700 miliardi in obbligazioni sovrane, potrebbe perdere £132 miliardi in una volta secondo il punto (1) di cui sopra: £700 miliardi in obbligazioni decennali emesse nel 2021 con una cedola dell'1%, e che ora rendono il 4,05% alla scadenza, perdono il 19% del loro valore dato che 7 anni sono la scadenza media del debito nel Regno Unito. Oppure perdere £30 miliardi all’anno per 7 anni secondo il punto (2): la BoE riceve la cedola dell'1% su £700 miliardi ma paga il tasso base (5,25%) per 7 anni.
Il Wall Street Journalha riferito che la Riksbank ha chiesto al parlamento svedese un'iniezione di nuovo capitale di circa $4,1 miliardi per aiutarla a coprire le perdite su $94 miliardi di vendite di obbligazioni.
Di solito i Ministeri delle finanze incassano, ma raramente pagano
I Ministeri delle Finanze, come scritto a pagina 10 del documento di lavoro della Banca d'Inghilterra, hanno ricevuto i profitti del QE ma non possono essere costretti a sostenere automaticamente le perdite del QT: “Mentre la legislazione spesso richiede il trasferimento automatico dei profitti dalla banca centrale al governo, poche banche centrali godono di accordi statutari per le ricapitalizzazioni automatiche”. Su questo punto il Regno Unito è l'avanguardia: la Banca d'Inghilterra è completamente indennizzata per le sue perdite dal Ministero del Tesoro inglese.
In mancanza di un tale sostegno, il documento esamina come coprire le perdite, ma nel frattempo rivela un punto cieco sull’euro: a pagina 4 si afferma che “in quanto uniche istituzioni che emettono la valuta nazionale, le banche centrali possono sempre far fronte agli obblighi derivanti dalle passività denominate nella loro valuta nazionale (FMI, 2015)”. Questo non è vero per l’Eurozona, però, dato che alle banche centrali nazionali dell’Eurozona è esplicitamente vietato farlo e la Banca Centrale Europea non può farlo per loro conto.
Per quanto riguarda la Banca d'Inghilterra, il suo documento di lavoro allude a due danni, ma senza menzionare il proprio ruolo in essi. A pagina 4 ci informa che esistono “limiti alla creazione di moneta, stamparla in eccesso rispetto alla domanda risulterà, prima o poi, in un effetto inflazionistico e sarà in conflitto con l'obiettivo di stabilità monetaria della banca centrale stessa”. Sì, il QE ha avuto un effetto inflazionistico nel Regno Unito e ha spinto l’inflazione ben oltre l’obiettivo al 2% della BoE.
A pagina 10 si afferma che la copertura delle perdite QT ha un impatto diretto sulla tassazione e sulla spesa pubblica: “Poiché le risorse della banca centrale rappresentano una reale richiesta del settore pubblico all'economia, le perdite sono in ultima analisi a carico dei contribuenti (BRI, 2012)”. Sì, le perdite derivanti dal QT della Banca d'Inghilterra stanno influenzando la tassazione nel Regno Unito e le decisioni riguardo la spesa pubblica.
Da dove arriveranno i nuovi capitali?
Una banca centrale potrebbe “cercare di ricapitalizzare il proprio bilancio attraverso un’iniezione di capitale esterno, solitamente da parte del proprio governo”. Sì, lo stato è l’unica fonte possibile, ma poi “i governi che hanno un deficit fiscale significativo sono probabilmente mal visti dai fondi esterni”. Ovviamente lo stato dovrebbe prendere in prestito di più per raccogliere tali fondi.
La BoE offre altre opzioni sgradevoli, oscurando il fatto che un tale versamento sarebbe obbligatorio:
“il Ministero delle finanze potrebbe utilizzare il suo bilancio esistente” – un bilancio che è già in deficit;
“identificare tagli ai finanziamenti o ridestinare fondi che altrimenti sarebbero stati assegnati altrove” – tagli di bilancio alla difesa, alla sanità, ai benefici sociali, alle pensioni, ecc.;
“il Ministero delle finanze potrebbe emettere nuovo debito direttamente alla banca centrale” – un nuovo ciclo di QE o creazione diretta di denaro, aggravando la malattia originale e spacciandola come presunta cura.
Conclusione
Il documento di lavoro della Banca d'Inghilterra tenta di offuscare la verità e di prendere le distanze da essa: le banche centrali – con la Banca d'Inghilterra in avanguardia – hanno commesso errori colossali e ora le loro linee di politica sono esplose loro in faccia (o meglio in faccia ai contribuenti). Il documento di lavoro portato all'attenzione in questo pezzo è il capitale intellettuale con cui le banche centrali del mondo spingeranno i loro Ministeri delle finanze a fornirle nuovo capitale monetario. Il denaro dovrà essere reperito presso i contribuenti, contrariamente alla promessa fatta dopo la crisi finanziaria mondiale.
Siamo sommersi da chiacchiere e chiacchiere riguardo la necessità di “investire” e stimolare la “crescita”, salvo poi vedere che la realtà dei fatti va da tutt'altra parte. Non si contano più ormai tutti quegli articoli sui media generalisti, come questo ad esempio, che vogliono individuare la causa del malessere economico europeo, e più in particolare quello italiano, salvo poi perdersi alla fine in un gorgo di qualunquismo e pressapochismo riguardo le soluzioni. Debito e deficit continuano a essere dei problemi e a peggiorare la loro incidenza, nonostante tutte le belle parole che vengono spese a riguardo: aumentano le normative europee onerose così come le tasse. Non c'è via d'uscita da questo impasse nonostante tutta la retorica vomitata dal mainstream: il ripagamento o passa da un aumento delle tasse, o da una svalutazione monetaria. Una terza via potrebbe essere quella di spingere gli investitori interni a fungere da “forzieri”, ma oltre ai rischi annessi nello spalleggiare uno stato fiscalmente irresponsabile, c'è il fattore banca centrale che tiene in bilancio i titoli di stato e non è considerato un “agente estero”. Infatti secondo gli ultimi dati la percentuale di “attori interni” come famiglie e investitori italiani è del 13,5% per quanto riguarda la ripartizione dei titoli di stato italiani posseduti. Quindi questa terza via è un'illusione, in realtà, visto che tecnicamente si ricadrebbe nella seconda possibilità rimarcata sopra.
Da un lato l'inflazione monetaria, e conseguentemente quella dei prezzi, aiuta lo stato a rendere più gestibile il proprio debito pubblico, dall'altro danneggia progressivamente il tessuto sociale sottostante. E questo a sua volta pianta i semi di un'insostenibilità futura dello steso, compresa la necessità di spingere sull'acceleratore del deficit, data la dottrina keynesiana imperante, raddoppiando il peso totale del debito stesso malgrado l'apparente gestibilità precedente. Se poi prendiamo il caso opposto, ovvero quello di un ambiente deflazionistico, o per essere più precisi disinflazionistico in base ai sistemi economici esistenti, gli attori di mercato riescono ad arrivare a una parvenza di crescita economica mentre invece l'apparato statale soffre per la gestione del suo carico d'indebitamento e viene messo di fronte al vicolo cieco del taglio, anzi ridimensionamento, della spesa pubblica. Quest'ultimo percorso significa perdere consensi e restringere la sfera d'influenza della burocrazia dell'ecosistema economico... impensabile. Dato che essa si espande in accordo con la Legge di Parkinson, la resistenza a suddetto ridimensionamento sarà sempre più marcata man mano che verranno intaccati sempre più interessi costituiti. E l'Italia è uno dei coacervi più gonfi di interessi parastatali costituiti, ecco perché è diventato arduo riuscire a tagliare la spesa pubblica e permettere la possibilità alle risorse di essere liberate e sfruttate al meglio da capitali esteri e dal settore privato.
Da questo punto di vista lo statalismo è destinato a implodere sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Il gigantesco apparato dello stato sociale che si è venuto a creare come meccanismo per generare consensi rappresenterà il macigno sotto il quale verranno schiacciati tutti quei bei propositi che vogliono trovare una soluzione all'annoso problema del debito pubblico. Non si può, proprio perché il clientelismo è permeato talmente tanto nel tessuto sociale d'aver distorto a tal punto gli incentivi economici che adesso premiano i pasti gratis... a qualunque costo. Che questo assetto poi sia influenzato dalla Legge dei rendimenti crescenti è un fatto: tasse e inflazione dei prezzi stanno chiedendo il loro tributo in assenza di sostenibilità economica organica. Il bacino della ricchezza reale si restringe, la torta economica si restringe, e il tutto diventa una lotta sulle briciole visto che non si riesce più a espanderla.
Una crisi del debito è una “crisi più prevedibile”, tutti la vedono arrivare ma nessuno pare preoccuparsene. Ma come ha fatto a diventare così grande? E perché sta diventando ancora più grande? È il pericolo più evidente, quindi perché stiamo andando dritti verso di essa? Diamo un’occhiata più da vicino all’inflazione e potremmo trovare una risposta. Come già accennato, c'è più di una causa. L’inflazione monetaria è semplice: i pianificatori centrali “stampano” denaro per finanziare i loro sprechi e premiare i loro amici. Il denaro e il credito extra aumentano l’offerta di denaro e aumentano i prezzi, ma lo stato non li distribuisce per la strade bensì prende in prestito aumentando così il debito della nazione. L’inflazione fiscale è un altro modo per aumentare i prezzi. I politici spendono più di quanto raccolgono in tasse. L’idea è quella di ridistribuire la ricchezza, dalle persone che l’hanno guadagnata ai gruppi favoriti dalla casta politica; la spesa extra dà alle persone denaro da spendere, i prezzi aumentano, lo stato prende in prestito denaro per coprire la spesa e il debito sale.
Molti economisti sostengono che l’indebitamento pubblico in realtà non provochi inflazione, perché si prende “liquidità” dai risparmiatori e la si trasferisce a chi spende. La quantità di “liquidità” rimane la stessa. Ma ciò che realmente accade è che mentre la quantità di denaro può rimanere costante, il volume di beni e servizi utili diminuisce. I risparmiatori potrebbero altrimenti sostenere nuove fabbriche e nuove imprese, aumentando così la produzione. Invece il denaro va a finanziare le fantasie e gli sprechi dei pianificatori centrali, riducendo la produzione reale. I prezzi aumentano. E questo è un buon momento per introdurre un nuovo concetto: “inflazione delle regolamentazioni”. Ci sono “norme”, regolamenti promulgati da chi decide a Bruxelles (sede della burocrazia dell’Unione Europea), anno dopo anno, avvantaggiando gruppi specifici, a scapito di tutti gli altri. Alcuni privilegiati e interessi speciali ottengono più di ciò che vogliono, il resto della popolazione è infastidita e ostacolata da regole meschine e alla fine paga di più per i beni e i servizi che desidera. L’inflazione delle regolamentazioni rende la vita non solo più costosa, ma quasi impossibile.
Il rispetto delle “norme” – come la stessa spesa pubblica – viene conteggiato nel PIL e le persone che le applicano e le fanno rispettare vengono conteggiate come occupate.
Si alzano le stime per il PIL italiano quest'anno... poi vedi che le amministrazioni pubbliche italiane hanno aumentato i loro debiti di circa €23 miliardi. Ah, le meraviglie di "G"! 🤡https://t.co/QH236ahANT
— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) May 15, 2024
Ma “l’inflazione delle regolamentazioni” ci fornisce un quadro fasullo delle cose: la produzione reale diminuisce e il debito diventa più difficile che mai da ripagare.
IL COSTO DELLO STATO
Come indicato, quindi, l’inflazione dei prezzi assume diverse forme: c’è l’inflazione monetaria, l’inflazione fiscale e l’inflazione normativa. In ogni caso si tratta di un costo alimentato dallo stato: i prezzi sono più alti di quanto sarebbero altrimenti a causa delle politiche governative. Più linee di politica statali ci sono, più alti saranno i prezzi. Frank Chodorov nella sua opera più famosa, L'ascesa e la caduta della società, suggerisce che l’ascesa e la caduta delle civiltà tracciano un arco caratterizzato proprio dall'inflazione dei prezzi. Una società deve affrontare delle sfide e le sue élite trovano soluzioni che inevitabilmente portano a maggiore ricchezza e potere per esse stesse. Ogni “soluzione” impone una qualche forma di costo, ovvero l’inflazione, attraverso tasse, regolamenti, controlli, spesa pubblica o stampa di denaro. Alla fine i costi diventano così grandi che la società sprofonda nella “palude”.
Ciò implica che il costo dello stato sia in realtà molto più alto di quanto si pensi – e, alla fine, fatale. E non si può misurarlo solo sommando i prezzi al consumo e le tasse. Pensate, ad esempio, a quei Paesi che hanno avuto governi grandi e ambiziosi: l’Unione Sovietica, la Corea del Nord, o la Germania hitleriana (nel 1945 quasi la metà dell’intero PIL tedesco era destinato alle industrie militari). Le persone in questi posti non soffrivano necessariamente per l’aumento dei prezzi al consumo, infatti erano generalmente controllati insieme a tutto il resto; ciononostante soffrivano lo stesso, di solito da una forma di cosiddetta shrinkflation imposta dallo stato, in cui la disponibilità e la qualità di beni e servizi si riducono fino a quando ne rimane poco. E poi diventa solo una questione di tempo (forse anche molto tempo) prima che il sistema si accartocci su sé stesso e vada a gambe all'aria.
In Unione Sovietica la gente diceva “noi facciamo finta di lavorare e loro fingono di pagarci”. Il “lavoro” – diretto com’era da chi decideva – era in gran parte inutile. I tassisti, ad esempio, venivano pagati in base al numero di chilometri percorsi ogni giorno. Ben presto escogitarono una truffa: sollevando la parte posteriore del taxi e tenendo il motore al minimo, facevano girare le ruote a vuoto così da far correre il contachilometri. Poi prendevano la razione di benzina che non avevano utilizzato per portare in giro i passeggeri, e la vendevano sul mercato nero. Quando venivano pagati, però, scoprivano che altri settori dell’economia erano stati corrotti in modo simile; non c'era molto da comprare.
Per ridurre tutto questo a un assioma facile da memorizzare: più grande diventa lo stato, più povera diventa la popolazione.
ATTENZIONE ALLA “GRANDE PERDITA”
Il pericolo più grande che la maggior parte degli investitori deve affrontare è il rischio di una “Grande perdita”, una così profonda da cui non si riprenderanno mai. E la fonte più probabile ora è la bolla dei “Magnifici 7”. Si ritiene che Nvidia, ad esempio, valga più dell’intero settore energetico e che i Magnifici 7 valgano più dell’intera produzione della Cina, la seconda economia più grande del mondo. Quando questi fatti cambieranno, molte persone si ritroveranno invischiati nella Grande Perdita. Ma anche le economie nazionali sono dirette verso una grande perdita. Come visto sopra, la “crisi più prevedibile di sempre” è l’esplosione del debito pubblico. Mettiamola in prospettiva.
Una società deve inevitabilmente affrontare delle sfide e deve proteggersi dalle altre società. Esaurisce i parcheggi, i suoi agricoltori sono sconvolti dai prezzi bassi che ottengono dal mais e dal grano, ecc. Una cosa dopo l'altra. Le élite cercano di risolvere questi problemi e li risolvono in un modo che va ad aumentare la loro ricchezza e il loro potere, gettando i semi del problema successivo. Dispiegano truppe in tutto il mondo, ad esempio, e poi devono “proteggere quelle truppe” e mostrare al mondo che non bisogna scherzare con esse. Oppure vedendo il mondo confrontato con una crisi climatica, inviano denaro ai loro amici con soluzioni “verdi”, limitando al tempo stesso la capacità dei produttori onesti di energia di fornire quella cosa che i loro clienti desiderano per davvero. Tutte le correzioni impongono dei costi e alcuni costi si manifestano sotto forma di prezzi più alti (e anche di tasse più elevate). Altri costi sono in gran parte invisibili: una shrinkflation su scala nazionale. La qualità e la quantità di beni e servizi diminuiscono; le persone ottengono meno per il loro tempo e il loro denaro.
Economisti attenti si sono chiesti per anni perché la classe operaia non ha avuto alcun aumento salariale reale in mezzo secolo. Com'è stato possibile? L’economia italiana, ad esempio, aveva tutti i vantaggi in epoche passate: capitale, manodopera qualificata, numerosi ingegneri e imprenditori. Perché i tassi di lavoro/ora hanno smesso di aumentare dopo gli anni '70? La risposta è davanti ai vostri occhi, letteralmente. Nella “-flazione” finora descritta: costi più alti (le banche centrali hanno cercato di mantenere i prezzi intorno al 2% all’anno) e un’economia reale ristretta dove sempre più produzione è stata indirizzata, dai pianificatori centrali, verso attività che in realtà non fruttavano niente. La produzione diminuisce insieme alla qualità.
La più costosa di tutte le soluzioni in tempo di pace della storia ha avuto luogo nel 2020-2021. In risposta alla sfida posta da un virus (che si è rivelata inconsistente), i governi di tutto il mondo hanno chiuso gran parte dell’economia e poi hanno distribuito a pioggia migliaia di miliardi di denaro fasullo. In Italia, ad esempio, l'economia dei bonus e delle “mancette” è diventata talmente endemica da aver gonfiato in modo spropositato lo stato sociale, rendendolo una spesa non più discriminatoria nel bilancio pubblico. Il costo del superbonus 100%, poi, che si aggira a oggi intorno ai €130 miliardi per le casse statali italiane, non è altro che il figlio delle aberrazioni fiscali post-pandemia; per quanto adesso i politici all'opposizione allora si straccino le vesti per il costo che sta rappresentando, avrebbero fatto lo stesso anche loro. Per decenni il settore immobiliare è stato considerato anti-ciclico nei momenti di crisi economica, quindi non sorprende affatto che anche a questo giro sia stato utilizzato come volano per trasmettere una politica fiscale/monetaria stimolante al resto dell'ambiente economico. Per quanto la stampa generalista voglia farci credere che questi siano effetti visibili solo ex-post, in realtà chi conosce la Scuola Austriaca sa benissimo che invece sono prevedibili e determinabili ex-ante.
Tutte queste spese imposte all’economia sono risultate inutili. E una parte di esse è stata trasmessa sotto forma di prezzi al consumo più alti che i consumatori pagheranno per molti anni a venire; gran parte del resto è ora incorporato nel debito pubblico. In altre parole, quest'ultimo rappresenta i tentativi delle élite di risolvere problemi – reali e immaginari – trasferendo a loro vantaggio denaro e potere nel presente e scaricando i costi reali sulle generazioni future. Ogni giurisdizione ha il suo modo di etichettare queste élite: in generale “la Palude”, o Deep State in America, “il Blob” in Inghilterra, Milei in Argentina li chiama la “casta politica”. In qualunque modo li si voglia chiamare sono quei decisori che “risolvono i problemi”, non importa se ce n'è uno o no.
E ora, nella maggior parte dei Paesi dell’Occidente, hanno risolto così tante crisi che l’intero sistema vacilla sotto il peso delle loro soluzioni. La Grande Perdita ha fatto passi da gigante.
MISURARE L'IMMISURABILE
Nel frattempo l'inflazione dei prezzi corre senza freni. Per quanto i media generalisti si sbraccino per dire che si sta “raffreddando”, la disinflazione misurata mensilmente non è affatto sinonimo di un calo dei prezzi. L'inflazione dei prezzi è un fenomeno economico che si cumula nel tempo: può rallentare, ma non smette di crescere visto che una deflazione dei prezzi è considerata l'anatema per eccellenza dei tempi moderni.
Senza contare, poi, che esistono aggiustamenti interni agli indici che monitorano l'andamento dei prezzi e che servono a smorzarne l'impatto reale sui consumatori. Tra indici armonizzati, normali e core si tratta di informazioni utili solo per persone stilizzate che non mangiano, non comprano carburante e che, in sintesi, agiscono in un quadro programmatico che hanno in testa solo gli statistici. Ma le statistiche mentono sempre, soprattutto quelle con punti decimali. Una cosa è dire che “i prezzi al consumo sono più alti di circa il 20% rispetto al 2020”, c’è un fondo di verità in questo, ma un IPC al 4,8% annuo, ad esempio, è un’informazione negativa. Avete come l'impressione di sapere qualcosa grazie alla presenza della virgola, in realtà non sapete proprio nulla.Quello che si vuole mostrare qui è il modo in cui l’”inflazione” è molto più di un semplice fenomeno monetario ed è molto difficile da misurare. Molti economisti, ad esempio, ritengono che l’aumento dei prezzi del 2022 sia dovuto esclusivamente alla stampa di denaro nel 2020-2021. Chiaro e semplice: i banchieri centrali stampano denaro, i prezzi salgono. Ma c’è di più in questa storia, gli aumenti dei prezzi a cui stiamo assistendo ora rappresentano un tipo di inflazione molto più insidiosa, persistente, inesorabile e per nulla soggetta ai decimali.
Sappiamo che i pianificatori centrali alimentano l’inflazione dei prezzi spendendo più soldi, infatti i deficit pubblici intaccano i risparmi e la spesa dell’economia reale; lo stato cresce, ma la produzione reale diminuisce. I prezzi salgono perché ci sono meno beni e servizi da acquistare. Allo stesso modo la palude in continua espansione di regolamenti e controlli centralizzati lascia poco spazio all’economia di Main Street, portando a prezzi più alti per la produzione rimanente. Le regolamentazioni hanno un effetto simile a una maggiore spesa pubblica, visto che costringono le persone a fare cose che non vogliono fare, premiando
gruppi privilegiati di clientes e lobbisti a scapito di
tutti gli altri. Leggi, regolamenti, direttive anno dopo anno si sommano: pensate solamente alle ultime novità in merito alle leggi europee sulla concorrenza, le leggi sulla pesca, ecc. Il Federal register negli Stati Uniti, poi, registra un tasso di modifica di circa 86.000 nuove
pagine ogni anno. Ognuna di queste nuove regole è come la proverbiale ed ennesima goccia sul
dorso del cammello, solo che, diversamente da come lo disegnava Heath Robinson, le ginocchia del povero animale alla fine cedono e stramazza al suolo. Le case automobilistiche, ad esempio, stanno passando alla produzione di auto elettriche per raggiungere obiettivi politici (salvo poi lamentarsi contro i fantomatici “altri” quando in precedenza si sono aperte le porte alle “invasioni esterne”). Il risultato è una minore produzione delle automobili che le persone realmente desiderano – e prezzi più alti.
In un’economia sana e onesta i prezzi dovrebbero scendere man mano che i produttori migliorano in quello che fanno. Ma in un'economia stagnante e degenerata, corrotta da denaro fasullo e prestato a tassi fasulli, essi aumentano poiché lo stato riduce l’offerta di beni e servizi mentre aumenta l’offerta di denaro.
Quanto costano le normative? Secondo l'AGI navighiamo intorno ai €225 miliardi all'anno. E, badate bene, si tratta di una cifra superiore rispetto a un anno fa che invece era di circa €150 miliardi. Ma gran parte del costo non può essere calcolato affatto. Nessun 6, nessun 7, nessun 8 ci racconterà mai tutta la storia. C’è la frustrazione di cercare di rispettare regole insensate, pratiche burocratiche e ritardi; ci sono espedienti e soluzioni alternative a cui le persone si rivolgono per cercare di evitarli; ci sono attività che non vengono mai avviate, carriere che non vengono mai intraprese, innovazioni che non vengono mai tentate.
CONCLUSIONE
Gli stati e tutte le loro macchinazioni sono la causa dell’aumento dei prezzi. Sebbene le banche possano creare denaro – credito – attraverso i prestiti, fanno affidamento su progetti e investimenti per sostenerli; non possono creare credito per salvarsi, altrimenti nessuna entità finanziaria fallirebbe. Infatti lo squilibrio patrimoniale delle banche commerciali deriva dai prestiti a tassi inferiori rispetto al rischio e dall’avere obbligazioni governative come investimenti, due cose imposte dalla regolamentazione e dalla pianificazione del sistema bancario centrale. Nel frattempo lo stato mette in circolazione più valuta per mascherare i propri squilibri fiscali e salvarsi, utilizzando regolamentazione, legislazione e coercizione per imporre l’uso della propria forma di denaro.
I monopoli non possono aumentare i prezzi a meno che non siano in grado di costringere i consumatori a utilizzare i loro prodotti senza alcun calo della domanda. Dobbiamo anche capire che monopoli distruttivi e inefficienti possono esistere solo se lo stato li impone, in qualsiasi altra situazione scomparirebbero a causa della concorrenza, della tecnologia e delle importazioni più economiche da altre nazioni. Qual è allora l’unico monopolio che può costringere i consumatori a utilizzare il loro prodotto indipendentemente dalla reale domanda? Il denaro fiat.
Lo stato è il più grande agente economico e quindi il motore più importante della domanda aggregata. Esso può porre fine alla piaga dell'inflazione dei prezzi in qualsiasi momento eliminando le spese non necessarie che alimentano il deficit pubblico; tassare il settore privato per “contrastare” l’inflazione dei prezzi è come affamare i figli per far perdere peso al genitore grasso.
In questo modo s'indebolisce ulteriormente il settore produttivo, peggiorando la situazione economica e le prospettive economiche future. Perché? Perché ad oggi i governi europei e l'UE stessa, per sopravvivere alle pèroprie contraddizioni ed errori economici commessi in passato, deve erodere progressivamente il bacino della ricchezza reale. Quando gli stati si presentano come la soluzione all’inflazione dei prezzi con sfarzosi programmi di spesa e sussidi, stanno solamente gettando ulteriore benzina su un incendio già devastante.
Supporta Francesco Simoncelli's Freedonia lasciando una “mancia” in satoshi di bitcoin scannerizzando il QR seguente.
Il 24 aprile due sviluppatori di Samourai Wallet, il wallet più avanzato incentrato sulla privacy nell'ecosistema Bitcoin, sono stati arrestati e accusati di riciclaggio di denaro e altri reati affini per ordine del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Questo è solo l’ennesimo assalto di una guerra dichiarata dai regolatori statunitensi sulla privacy e la libertà finanziaria.
Altri esempi sono l'arresto degli sviluppatori di Tornado Cash, un protocollo sulla privacy sviluppato per Ethereum e altre blockchain, e la pressione esercitata da parte delle agenzie governative sugli exchange centralizzati affinché rimuovessero criptovalute incentrate sulla privacy come Monero. La regolamentazione tramite arresti e intimidazioni è la strategia adottata dal governo degli Stati Uniti per drenare liquidità da quelle forme di denaro che tutelano la privacy, percepite come una minaccia per il sistema monetario fiat ipersorvegliato.
Regolamentazione mediante l’arresto: il caso di Samourai Wallet
Bitcoin è un sistema monetario trasparente perché il mittente, il destinatario e l’importo di qualsiasi transazione sono visibili sulla catena di blocchi. La pseudoanonimità è la protezione della privacy più elementare a disposizione dei bitcoiner: indirizzi e transazioni sono stringhe di caratteri alfanumerici che non sono direttamente correlati a persone nel mondo reale. Le pratiche finanziarie tradizionali come i requisiti Know Your Customer (KYC) distruggono la privacy su Bitcoin perché collegano le informazioni on-chain pseudoanonime alle identità reali, rendendo tracciabili le attività on-chain. Non sorprende, quindi, se gli stati di tutto il mondo stiano esercitando pressioni sugli intermediari centralizzati affinché impongano queste pratiche ai propri clienti.
Per conservare il loro pseudoanonimato, gli utenti attenti alla privacy dovrebbero evitare di interagire con intermediari regolamentati e con chiunque applichi misure KYC. Inoltre sono state sviluppate numerose tecniche di privacy per aiutare le persone a mantenere privati i propri asset. Una delle tecniche di privacy più efficaci è coinjoin, “un metodo trustless per combinare più pagamenti Bitcoin da parte di più mittenti in un'unica transazione e rendere più difficile per le parti esterne determinare quale mittente abbia pagato quale destinatario o destinatari”. Samourai Wallet ha sviluppato Whirlpool, “l’unica vera implementazione coinjoin zerolink esistente. Ogni mix Whirlpool è un coinjoin di 5 persone facilitato dal nostro coordinatore in cieco. Ogni transazione ha 1496 possibili interpretazioni e rompe tutti i collegamenti deterministici tra input e output, fornendo all’utente privacy massima a livello di transazione”. Il Dipartimento di giustizia americano vede lo sviluppo di Whirlpool e di altre tecniche incentrate sulla privacy come un attacco all'apparato di sorveglianza del sistema fiat: l'arresto degli sviluppatori di Samourai Wallet è un messaggio per chiunque osi minacciarlo.
Le tesi esposte nell'accusa sembrano solo sofismi. In primo luogo, gli sviluppatori di Samourai Wallet sono accusati di cospirazione per gestire un’attività di trasmissione di denaro senza licenza perché non hanno registrato il loro software presso la Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN). Tuttavia le linee guida FinCEN FIN-2019-G001 affermano inequivocabilmente che “i fornitori di strumenti (di comunicazione, hardware o software) che possono essere utilizzati nella trasmissione di denaro, come il software di anonimizzazione, ricadono nel commercio e non nella trasmissione di denaro”.
Dato che tutti gli strumenti di Samourai Wallet non sono custoditi centralmente e che gli utenti non devono mai cedere il controllo sui propri fondi, questi strumenti sono solo software e non un servizio centralizzato a cui dev'essere concessa una licenza. È vero che gli utenti pagano commissioni a Samourai Wallet per effettuare il coinjoin con i propri fondi e che il suo coordinatore cieco costruisce transazioni di tale natura, tuttavia solo gli utenti, e non gli sviluppatori, controllano le proprie coin e le trasmettono.
In secondo luogo, l’accusa afferma che $100 milioni in denaro sporco sono stati riciclati attraverso gli strumenti per la privacy di Samourai Wallet, tuttavia sostiene anche che “incentiva gli utenti a mantenere le proprie criptovalute nel Whirlpool (e quindi a generare ulteriore liquidità nel pool) rendendo gratuiti i mix successivi”. Questo spiega perché i criminali usano raramente Whirlpool per riciclare fondi: di solito vogliono incassarli il prima possibile, ma Whirlpool incentiva gli utenti a fare esattamente il contrario per aumentare la loro privacy. Infatti se i numeri citati nell’accusa sono corretti, il 95% dei $2 miliardi passati attraverso gli strumenti per la privacy di Samourai Wallet sarebbero leciti. Eliminando Whirlpool, il Dipartimento di Giustizia sta vietando a un numero significativo di individui rispettosi della legge di proteggere la propria privacy finanziaria. Inoltre l'accusa non tiene conto del fatto ovvio che il riciclaggio di denaro è commesso da chi lo fa a tutti gli effetti e non da sviluppatori che scrivono codice informatico.
In terzo luogo, la posizione dell'attuale governo statunitense sulla natura di Bitcoin è oscura. Da un lato l’Agenzia delle Entrate sostiene che Bitcoin non è denaro ma un asset speculativo; questo è il motivo per cui i cittadini statunitensi devono pagare le tasse sulle plusvalenze sulle loro partecipazioni in criptovalute. Dall’altro lato il Dipartimento di Giustizia sostiene che il software coinjoin renda possibile il riciclaggio di denaro. È importante notare che Whirlpool consente agli individui di pseudoanonimizzare le proprie monete ma non di convertirle in dollari. Come possono i coinjoin costituire riciclaggio di denaro se Bitcoin non è denaro e non viene mai convertito in denaro fiat?
In quarto luogo, l’accusa menziona alcuni tweet e materiali di marketing degli sviluppatori di Samourai Wallet come prova di intenti criminali. La maggior parte delle “prove”, tuttavia, sono solo commenti provocatori o affermazioni di verità ovvie come l'assenza di KYC sul loro wallet. Il Dipartimento di Giustizia prende talmente sul serio il monopolio statale sul denaro che non riesce nemmeno a distinguere i discorsi provocatori dagli atti criminali.
In quinto luogo, il 25 aprile, il giorno dopo l'arresto degli sviluppatori di Samourai Wallet, l'FBI ha emesso un minaccioso annuncio pubblico: “Le persone che utilizzano servizi di trasmissione di denaro in criptovalute senza licenza potrebbero incappare in interruzioni finanziarie durante le azioni delle forze dell'ordine, soprattutto se la loro criptovaluta è mescolata con fondi ottenuti con mezzi illegali”. L'annuncio esorta inoltre i cittadini rispettosi della legge a evitare qualsiasi software o servizio esente da KYC che sfugga all'apparato di sorveglianza dello stato e del sistema bancario. Siamo in quella fase di discesa verso la tirannia in cui lo stato minaccia i cittadini rispettosi della legge di “perturbazioni finanziarie” se utilizzano software che non piace all’FBI.
La connessione tra l’arresto degli sviluppatori di Samourai Wallet e gli ETF su Bitcoin
Le azioni intimidatorie del governo degli Stati Uniti stanno creando un effetto agghiacciante nell’ecosistema delle criptovalute. Sparrow Wallet, un importante wallet Bitcoin che ha implementato Whirlpool, ha rimosso questa feature dalla sua ultima versione in seguito all'arresto degli sviluppatori di Samourai Wallet. Allo stesso modo Wasabi Wallet, che implementa un diverso protocollo coinjoin, ha annunciato che “impedirà ai residenti e ai cittadini statunitensi di utilizzare il suo servizio coinjoin”. Phoenix Wallet, uno dei wallet Bitcoin più popolari per Lightning Network, ha annunciato che la sua app verrà rimossa dagli app store statunitensi perché “recenti annunci delle autorità statunitensi mettono in dubbio se i fornitori di wallet auto-custodial, i fornitori di servizi Lightning, o anche i nodi Lightning potrebbero essere considerate attività di servizi monetari ed essere regolamentate come tali”. In linea di principio anche i miner e i wallet self-hosted possono essere visti come trasmettitori di denaro secondo l’interpretazione arbitraria della legge da parte delle autorità statunitensi, il che significa che nessuna azienda, sviluppatore, o utente è al sicuro dall'arbitrarietà della portata normativa.
Le azioni del Dipartimento di giustizia non sono casuali, ma pianificate: l'obiettivo non è combattere la criminalità ma drenare liquidità da quegli strumenti che consentono agli individui di sfuggire al sistema finanziario tradizionale. Gli eventi discussi in questo articolo non possono che essere collegati all’approvazione degli Exchange Traded Fund (ETF) su Bitcoin all’inizio di quest’anno. Gli ETF sono strumenti di custodia e regolamentati che consentono di portare quanti più bitcoin possibili sotto il controllo dello stato. Possedere ETF su Bitcoin non significa possedere bitcoin, ma una promessa di essere rimborsati in bitcoin. Gli ETF sono strumenti fiat tradizionali che danno potere agli intermediari regolamentati e disincentivano le pratiche di autocustodia e privacy. L’intermediazione e la sorveglianza fornite dagli ETF sono un netto vantaggio per lo stato; invece l’autotutela e la privacy rappresentano una minaccia alla capacità dello stesso di controllare l’economia e di estrarne risorse economiche scarse. L'arresto degli sviluppatori di Samourai Wallet e l'approvazione degli ETF su Bitcoin hanno lo scopo di drenare bitcoin detenuti privatamente e intrappolare le persone nel sistema fiat-KYC.
Da una prospettiva storica il comportamento irregolare del governo americano non dovrebbe sorprendere: quando l’economia è afflitta da debiti insopportabili e le guerre si espandono come il fuoco, le autorità tendono a rafforzare i controlli finanziari. Gli Stati Uniti non fanno eccezione. Nelle menti distorte dei tiranni, a nessuno deve essere consentito di preservare la propria ricchezza uscendo dal sistema finanziario e istituzionale in carica: la nave deve affondare con tutti a bordo.
Vorrei portare un ulteriore esempio a supporto di quelli che verranno presentati nell'articolo di oggi. In una società libera i problemi verrebbero risolti dal mercato, questo è il messaggio di base del libro “Against the State” di Lew Rockwell. Visto che a oggi, grazie a una subdola macchina di propaganda, il razzismo è sulla bocca di tutti, si sostiene comunemente che tale problema dilagherebbe in una società priva di regolamentazione statale. Tranne nei casi in cui la legge vieta alle persone di interagire tra loro, il mercato tende sempre a diffondere un sentimento di pace senza costringere né vietare gli scambi. Ciò non significa che non ci sarebbero razzisti in una società libera, ma che non avrebbero il potere di impedire ad altre persone di effettuare scambi tra loro. Un razzista può rifiutarsi di commerciare, ma non può costringere gli altri. Il fatto che il razzismo non sia in grado di proliferare senza la mano dello stato, spiega perché i sistemi di apartheid furono propagati non dall’odio ma da un sistema di leggi basato sulla razza spalleggiato dalla forza statale. La segregazione razziale in quei sistemi era un requisito legale, non un movimento organico diffuso dagli odiatori. L’idea che oggi anima i “crimini d’odio”, ovvero che la loro proliferazione è una minaccia dalla quale solo lo stato può proteggerci, è solamente l’ennesima strategia per massimizzare il potere statale. Come scrive lo stesso Rockwell: “Invece di affidare la nostra protezione a uno stato predatore, perché non fare affidamento sulla cooperazione pacifica in un libero mercato? [...] Lo Stato per sua natura non può essere giusto e se quindi è la giustizia quella che si va cercando bisogna fare a meno dello Stato e di tutte le istituzioni a esso collegate”.
Nel linguaggio comune, e forse in qualsiasi dizionario, anarchia è sinonimo di caos e disordine. Ciò potrebbe non sorprendere dal momento che gli anarchici di sinistra hanno lavorato duramente per distruggere la reputazione del concetto stesso.
In quanto ex-statalista condividevo questa visione dell’anarchia: una distopia caotica. Ma, come ho imparato nel corso degli anni, è l'esatto opposto. Tuttavia questa consapevolezza può essere raggiunta solo osservando le cose logicamente.
Definire l'anarchia
La parola anarchiaderiva dal greco antico e significa “senza sovrano o autorità”. Nel definire l’anarchia è fondamentale definire il ruolo di un governante. Gli anarchici di sinistra si oppongono alle gerarchie naturali, alla proprietà privata e al governo. Secondo la loro logica, un governante è qualcuno che possiede proprietà privata, ricopre una posizione manageriale, o è un funzionario governativo.
Dall’altro lato, invece, chi obbliga qualcun altro a condividere i suoi mezzi di produzione non sarebbe considerato un governante. Quindi questa visione dell’anarchia è incoerente e contraddittoria. Detto questo, dobbiamo esaminare una filosofia politica più coerente: l’anarcocapitalismo, una filosofia politica anarchica di destra.
Essa definisce un governante in modo libertario, come qualcuno che usa la violenza o la minaccia di essa per controllare gli altri. Ciò si deduce dall’assioma libertario dell’autoproprietà come diritto naturale. Dal punto di vista logico questo diritto dev'essere esteso anche al possesso di beni.
Ora che abbiamo una visione logica e coerente di un sovrano, possiamo definire l’anarchia. È una relazione sociale tra persone basata sull'assenza di coercizione attraverso la violenza o la minaccia di essa. A rigor di termini, l’anarchia è la cooperazione sociale volontaria tra individui dotati di proprietà personale e i loro beni privati.
Trovare l'anarchia
Il tipico statalista chiederà quasi sempre a un anarchico di indicare un momento e un luogo specifici in cui l’anarchia abbia funzionato. A questo proposito il tipico anarchico (di destra) indicherà molto spesso il Commonwealth islandese, o la Repubblica di Cospaia. Sebbene questi siano ottimi esempi di società più grandi e ben funzionanti, vi mostrerò molti altri esempi.
L’anarchia, che è una relazione interpersonale tra individui senza violenza o minaccia di essa, può essere trovata ovunque. Osservando le cose in una microprospettiva, scopriamo che le relazioni anarchiche sono più comuni delle relazioni non anarchiche.
La maggior parte delle persone hanno relazioni anarchiche tra loro: si scambiano quotidianamente beni, servizi, idee, informazioni, amore e molte altre cose preziose. In altre parole, il valore viene scambiato con altro valore volontariamente.
Su questo principio di scambio di valore costruiamo famiglie, società, imprese e altri gruppi. Sebbene all’interno delle società più piccole vi sia anarchia, esiste ancora una relazione non anarchica con lo stato. La maggior parte delle persone non riesce a vederlo perché non può esserci una relazione interpersonale con un individuo e un collettivo assente. Questo perché solo gli individui agiscono e interagiscono.
Così lo stato si nasconde e si mimetizza attraverso i suoi dipendenti e le loro diverse professioni. Prendiamo ad esempio qualcuno che decide di non pagare le tasse. Sebbene sappia delle conseguenze che subirà, ci sono molte relazioni interpersonali da studiare in questo caso.
All'inizio potrebbe ricevere un avviso da qualcuno nell'Agenzia delle Entrate. Dopo averne ignorato diversi, a casa sua si presenteranno poliziotti armati. Durante la detenzione e in attesa del processo, sarà sorvegliato da guardie carcerarie. Alla fine avrà il suo processo e quando si troverà in tribunale sarà incriminato da giudici e pubblici ministeri.
Tenete presente che queste persone direttamente coinvolte rappresentano solo la punta dell'iceberg, sotto il livello del mare abbiamo politici che promulgano leggi, contribuenti ed elettori che alimentano lo stato insieme ai lobbisti.
Se scomponiamo il “rapporto tra stato e individui” in rapporti interpersonali, il quadro diventa più chiaro: lo stato funziona come una banda di ladri, ma in modo molto sofisticato e subdolo.
Inoltre dovremmo considerare che anche i dipendenti pubblici sono in una relazione anarchica tra loro, però, proprio come i privati cittadini, hanno una relazione non anarchica con lo stato. Esiste anche, come sottolineato da Ludwig von Mises e Murray Rothbard, anarchia tra gli stati. Almeno fino allo scoppio della guerra.
In conclusione, anarchia significa assenza di un governante. In una microprospettiva è una relazione sociale tra due individui senza violenza o minaccia di essa. Questa microanarchia può essere ed è estesa per coinvolgere gruppi più ampi di persone, pertanto non vi è alcun limite a quanto la società possa diventare grande prima che l’anarchia diventi inefficiente e un governo debba prendere il controllo.
L’anarchia è ordine spontaneo, non caos. Tale ordine spontaneo può essere trovato ovunque ed essere anarchico non è così controverso come si pensa.
HR 7521, chiamato Protecting Americans from Foreign Adversary Controlled Applications Act, è uno sviluppo recente nella politica americana. TikTok ha fatto notizia negli ultimi anni, dopo che il pubblico si è reso conto dei suoi legami con la Cina. La popolare app è attualmente di proprietà di ByteDance Ltd, una società cinese. La Cina e gli Stati Uniti hanno oggi una relazione difficile, che fa temere che il governo cinese possa potenzialmente utilizzare questa app per spiare i cittadini americani. Diversi stati e contee hanno votato per limitarne in qualche modo l’utilizzo, per lo più impedendo ai dipendenti pubblici di utilizzarla su telefoni di proprietà del governo. All'inizio di questo mese il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un atto legislativo che limiterebbe la disponibilità dell'app qualora ByteDance non soddisfacesse determinati requisiti.
Mettendo da parte l’idea che i politici raramente hanno motivazioni oneste, questa legge ha il potenziale per essere pericolosa tanto quanto il Patriot Act. Con il presunto obiettivo di proteggere la sicurezza nazionale americana, il Patriot Act ha concesso ampi permessi al governo federale e alla National Security Agency di spiare i cittadini americani. Oltre ad avere il potenziale per violare il diritto alla privacy e il Quarto Emendamento, questa nuova legge è un palese attacco ai diritti di proprietà. I produttori e i proprietari di dispositivi mobili hanno tutto il diritto di installare qualsiasi software desiderino, poiché è di loro proprietà. Qualsiasi illusione di un diritto alla sicurezza nazionale è immediatamente contraddetta, poiché i diritti collettivi sono di natura positiva e quindi non sono affatto diritti.
Osservando questa legge, diverse parti puzzano. Viene impedito a qualsiasi entità di distribuire, mantenere o aggiornare qualsiasi applicazione controllata da un avversario straniero. Dovrebbe essere ovvio che non ci si può fidare del sistema della sicurezza nazionale americano per determinare quali Paesi o entità siano avversari. Un recente esempio potrebbe essere quando gli Stati Uniti erano determinati a dipingere l’Iraq, e Saddam Hussein, come una potenza malvagia che aveva contribuito agli eventi dell’11 settembre. Inoltre si può sottolineare come le amministrazioni Trump e Biden abbiano sostenuto i lockdown, demonizzando agli occhi degli altri americani coloro che capivano la costituzione e i diritti di proprietà. Lo stato si è dimostrato incapace di dire agli americani chi o cosa dovrebbero temere.
La legge prosegue poi vietando addirittura l'hosting di servizi Internet che consentono l'uso di queste app, rafforzando il controllo dello stato su Internet. Oltre a questi timori di un'ulteriore censura da parte del governo, il senatore Rand Paul ha sottolineato che molti americani possiedono una partecipazione in ByteDance; questa restrizione significherebbe che il governo sottrae la proprietà americana in assenza di alcun crimine. La legge non limita solo le società direttamente controllate da un governo straniero, ma anche le società possedute da privati cittadini di uno stato avversario. Quando si tratta di censura governativa, il governo cinese è l'esempio classico; il governo americano seguirebbe le orme del Partito comunista cinese se il presidente Joe Biden decidesse di firmare questo atto legislativo. La costituzione e i diritti basati sul diritto naturale su cui sono stati fondati gli Stati Uniti sono in forte conflitto con questo livello di censura.
Mettendo da parte ogni pretesa sulla sicurezza nazionale, questa legge limiterà la concorrenza nel mercato americano. Aziende come Alphabet e Meta trarranno grandi benefici da un’enorme diminuzione della concorrenza nel mercato dei social media. Inoltre la cooperazione estera nel mercato globale serve a diffondere i valori del capitalismo e della libera espressione. Il libero scambio riduce notevolmente il rischio di guerre tra stati, con conseguente maggiore concorrenza a livello mondiale; è infatti dimostrato che ulteriori stati considerati avversari diminuiscono la pace: dal modo in cui l’Iran ha reagito alla fine del Piano d’azione globale congiunto, da come la Corea del Nord ha reagito positivamente ai brevi tentativi del presidente Donald Trump di normalizzare le relazioni diplomatiche e da come la Russia ha reagito all’espansione della NATO.
Sebbene non sia così ampio come il Patriot Act, questa legge può essere pericolosa in molti modi. I diritti naturali alla libertà di espressione, alla proprietà e alla privacy sono ulteriormente a rischio con una legislazione come questa. È palese come essa andrà a vantaggio di aziende molto grandi come Alphabet e Meta nel mercato americano, aziende che hanno spiato i cittadini americani per conto del Federal Bureau of Investigation. Inoltre le nazioni già estraniate hanno meno probabilità di raggiungere qualsiasi tipo di accordo ragionevole, poiché sono continuamente messe all’angolo dalla comunità globale. Gli americani che conoscono la storia non dovrebbero fidarsi del sistema della sicurezza nazionale americano per determinare adeguatamente chi sono i loro nemici, o il modo migliore per essere al sicuro. Questa legge non farà altro che conferire maggiore potere allo stato, potere che si è dimostrato incapace di essere usato con giudizio.