venerdì 23 maggio 2025

Non può essere vero

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato "fuori controllo" negli ultimi quattro anni in particolare. Questa è una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa è la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso è accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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di Joshua Stylman

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/non-puo-essere-vero)

C'è una sorta di conforto nel credere che le cose accadano semplicemente per caso. Che i potenti non cospirino, che le istituzioni non si coordinino, che i pilastri fatiscenti della società rappresentino una mera casualità piuttosto che un disegno. Ho imparato a chiamare queste persone “accidentalisti” – coloro che trovano rifugio nella casualità, che liquidano gli schemi come paranoia.


Il costo di vedere

Come la pillola rossa in Matrix, riconoscere gli schemi cambia tutto. Molti scelgono comode illusioni piuttosto che scomode verità. Come osservò Hannah Arendt: “Il soggetto ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma persone per le quali la distinzione tra realtà e finzione non esiste più”.

Per la classe dirigente – accademici, giornalisti, dirigenti aziendali – riconoscere questi schemi significa confrontarsi con la propria complicità. Il loro successo, il loro status, il loro senso di sé – tutto costruito sul sostegno piuttosto che sulla messa in discussione delle strutture di potere.

La mentalità accidentalista offre rifugio da questo autoesame. Meglio ignorare che affrontare il proprio ruolo nel meccanismo.


La morte della coincidenza

Ci vuole una notevole acrobazia mentale per credere che chi detiene il potere – che lo ha ottenuto attraverso un'attenta pianificazione e coordinamento – smetta improvvisamente di pianificare e coordinare una volta ottenutolo. Che abbandoni quegli strumenti che hanno portato loro il successo; che diventino, in qualche modo, osservatori passivi del proprio declino.

Di fronte a prove di coordinamento – che si tratti di censura statale documentata, controllo narrativo istituzionale, o campagne mediatiche coordinate – l'accidentalista traccia una linea arbitraria. “Beh, questo è diverso”, dice. “Non è una cospirazione, è solo...” E qui si perde, incapace di spiegare perché alcune azioni coordinate dei potenti siano considerate cospirazioni mentre altre siano semplicemente la normalità.


La strumentalizzazione dello scetticismo e la produzione di emarginati

Il termine stesso “complotto” rivela la manipolazione istituzionale. Il dispaccio della CIA del 1967 (Documento 1035-960) ordinava esplicitamente ai media di usare questa etichetta per screditare i critici della Commissione Warren. Trasformarono lo scetticismo in patologia, facendo sembrare delirante il semplice atto di mettere in discussione il potere.

Questa strumentalizzazione del linguaggio funzionò brillantemente. Oggi il riconoscimento di schemi diventa sospetto. Nel 2022 il New York Times pubblicò forse l'esempio più rivelatore dell'arroganza istituzionale: un saggio che metteva in guardia i cittadini dal “fare le proprie ricerche”, suggerendo che non fossero competenti per mettere in discussione le conclusioni degli esperti. Il messaggio era chiaro: lasciate che ci pensiamo noi. Fidatevi degli esperti, restate nella vostra corsia.

Che questa direttiva paternalistica provenisse da una pubblicazione con una storia di diffusione di disinformazione la dice lunga. L'accidentalista, naturalmente, non vede alcun problema nel fatto che gli esperti dicano alle persone di non pensare con la propria testa. Non coglie l'implicazione più profonda: quando le istituzioni scoraggiano attivamente le indagini indipendenti, rivelano il loro timore di un controllo informato.

Lo schema è inequivocabile: identificare gli scettici, screditarli, farne degli esempi. L'accidentalista non si chiede mai perché mettere in discussione il potere inneschi attacchi così coordinati.


Le smentite di oggi, i titoli di domani

Prendete in considerazione questo: nel 2021 diversi miei amici mi hanno consigliato con entusiasmo Dopesick, una mini serie TV che mette in evidenza la manipolazione della medicina da parte dei Sackler a beneficio delle loro tasche. Ciononostante questi stessi amici mi hanno deriso per aver messo in discussione le aziende farmaceutiche oggi, malgrado il loro status di industria più punita a livello giudiziario nella storia dell'umanità. Chi ha riconosciuto schemi simili è stato etichettato come “no-vax” e “minaccia per la salute pubblica”. Gli scienziati che suggerivano tesi alternative a quelle mainstream sono diventati “complottisti”. Lo schema si ripete: identificare gli scettici, screditarli, farne degli esempi.

Esaminiamo tre casi in cui i “complotti” si sono trasformati in storia riconosciuta:

  1. L'inganno dello zucchero: negli anni '60 l'industria dello zucchero pagò scienziati di Harvard per attribuire le malattie cardiache ai grassi anziché allo zucchero. Questi studi finanziati dall'industria hanno plasmato le linee guida alimentari per decenni, creando una massiccia crisi di salute pubblica attraverso alimenti “a basso contenuto di grassi” ma ricchi di zucchero. L'accidentalista considera questo un episodio storico isolato piuttosto che un modello per la manipolazione aziendale della scienza.

  2. Il copione del tabacco: per decenni le aziende del tabacco hanno nascosto prove che collegavano il fumo al cancro, finanziando la ricerca per creare dubbi. La loro nota interna affermava: “Il dubbio è il nostro prodotto”. L'accidentalista considera questo un caso unico piuttosto che riconoscere le stesse tattiche nelle attuali pratiche aziendali.

  3. L'insabbiamento del Vioxx: la Merck nascose le prove che il suo farmaco di successo causava infarti, causando circa 60.000 morti. Documenti interni hanno rivelato che i dirigenti stavano elaborando strategie per “neutralizzare” le critiche. L'accidentalista tratta questo come un'aberrazione piuttosto che una procedura operativa standard.

Lo schema si ripete

Prendete in considerazione la tempistica: un Patriot Act di 342 pagine è apparso settimane dopo l'11 settembre. L'Operazione Lock Step ha descritto le misure pandemiche nel 2010. L'Evento 201 ha simulato le risposte nell'ottobre 2019, lo stesso giorno dei Giochi Militari di Wuhan. Mesi dopo queste stesse misure sono state implementate a livello globale. Quali sono le probabilità?

Gli schemi di controllo si ripetono a ogni livello:

• A livello mondiale: coordinamento OMS/WEF

• A livello nazionale: regolamentazione

• A livello aziendale: repressione interna del dissenso

• A livello locale: pressione della comunità a conformarsi

Le impronte digitali del potere sono ovunque. Una volta che le vedete, non potete più ignorarle.


La convergenza aziendale

Ecco dove la visione del mondo accidentalista fallisce davvero: non si trattava di cospirazioni separate, ma di un singolo sistema che perfezionava i suoi metodi. I giganti del tabacco che consapevolmente hanno creato dipendenza per milioni di persone non sono scomparsi: hanno acquisito aziende alimentari (RJR Nabisco) e hanno continuato a manipolare la salute pubblica. Gli stessi conglomerati alimentari ora si fondono con le multinazionali farmaceutiche (Monsanto/Bayer), affidando la responsabilità della nostra medicina agli stessi scienziati che hanno progettato sigarette e alimenti trasformati che creano dipendenza.

Queste multinazionali non condividono solo la proprietà, ma anche i metodi. Le stesse tattiche usate per creare dipendenza nei fumatori sono state applicate agli alimenti trasformati; la stessa manipolazione della ricerca che ha nascosto i pericoli del tabacco ora oscura i rischi farmaceutici; lo stesso controllo mediatico che ha venduto le sigarette come salutari ora promuove interventi medici non testati.


I mercanti di realtà

Si consideri la risposta dei media alla nomina di Robert F. Kennedy Jr. a Segretario dell'HHS. Il messaggio coordinato è impossibile da ignorare: i commentatori di tutte le reti l'hanno etichettato uniformemente come “complottista” e “pericoloso per la salute pubblica”, senza mai affrontare le sue reali posizioni. Sono le stesse voci che hanno sostenuto linee di politica pandemiche distruttive, e ora cercano di screditare chi le ha messe in dubbio.

O si prenda in esame il Dr. Jay Bhattacharya, un professore di Stanford la cui competenza era indiscussa fino a quando non ha contestato i lockdown. La risposta istituzionale è stata rapida: attacchi mediatici coordinati, ostracismo accademico e soppressione algoritmica. Lo schema è chiaro: la competenza viene rispettata solo quando è in linea con gli interessi istituzionali.


Conformità ingegnerizzata

Il modello inizia con scarsità artificiale e dipendenza forzata, ma comprendere i meccanismi dei sistemi fiat è solo l'inizio. La vera rivelazione è riconoscere come questa architettura si estenda oltre il denaro in ogni ambito dell'esistenza umana.

Il COVID-19 non ha creato nuovi sistemi di controllo, ma ne ha rivelati di esistenti. L'infrastruttura per la sospensione dei diritti, l'applicazione delle narrazioni artificiali e il silenziamento del dissenso erano già in atto. Il “Grande reset” non è stato concepito nel 2020. L'architettura della sorveglianza non è stata costruita dall'oggi al domani. La capacità di coordinare le politiche globali, controllare il flusso di informazioni e rimodellare il comportamento umano non sono stati sviluppati in risposta a una crisi, ma in attesa di una.

Inoltre l'applicazione selettiva della verità rivela le preferenze del potere. A prescindere da ciò che si pensi delle dichiarazioni di Alex Jones su Sandy Hook, la sua multa da $900 milioni è in netto contrasto con la totale impunità di cui godono il New York Times e altri mass media le cui bugie sulle armi di distruzione di massa hanno causato centinaia di migliaia di morti. Questo rivela come il potere protegga i propri affiliati mentre punisce gli estranei, anche quando le bugie istituzionali causano danni ben maggiori.


La psicologia dell'incredulità

“Non può essere vero” diventa il meccanismo di difesa della mente contro il riconoscimento di schemi. Questo non è scetticismo naturale, ma rifiuto programmato (come spiegato nel saggio L'industria dell'informazione). Più esteso è il modello, più forte è la negazione. Hanno trasformato lo scetticismo in un'arma contro sé stessi, creando una popolazione che difende istintivamente l'autorità e al contempo attacca qualsiasi critica ad essa.

Stiamo osservando le prime fasi della convergenza dei sistemi di controllo, con chiari segnali di ciò che sta per accadere:

Identità digitali collegate alle cartelle cliniche

CBDC che consentono la programmazione del denaro

Sistemi di credito sociale camuffati da metriche ESG

Capitalismo della sorveglianza che si fonde con il controllo statale

Scarsità artificiale attraverso catene di approvvigionamento controllate

Queste non sono previsioni, sono sistemi in fase di costruzione e test in tutto il mondo, dal sistema di credito sociale cinese all'implementazione delle CBDC in Nigeria.


Comprendere l'impossibile

“Ma come hanno potuto riuscirci senza che nessuno lo sapesse?”, si chiede l'accidentalista. La risposta è semplice: compartimentazione. Come nel Progetto Manhattan, la maggior parte delle persone nelle istituzioni globali ignora il piano più ampio a cui sta lavorando. Persino nelle aziende tecnologiche, il team di Gmail non ha idea di cosa stiano facendo i moderatori dei contenuti di YouTube o la divisione mappe di Google Earth. Ogni dipartimento svolge la sua funzione senza vedere il tutto. Professionisti del mondo accademico, delle aziende americane e dei media perseguono inconsapevolmente un obiettivo più ampio, spesso credendo di lavorare per cause nobili.

La verità non è nascosta, è protetta dalla sua stessa audacia. Come osservò Marshall McLuhan: “Solo i piccoli segreti devono essere protetti. Quelli grandi sono tenuti tali dall'incredulità della popolazione”. Questo spiega perché le rivelazioni più importanti spesso si nascondono in bella vista: la portata dell'inganno coordinato supera ciò che la maggior parte delle persone può psicologicamente accettare come possibile.


Rompere l'incantesimo

La rivelazione definitiva non è quanto siano potenti, ma quanto sia fragile il loro controllo. Il loro punto di forza più grande – l'integrazione totale – è anche la loro maggiore debolezza. I sistemi complessi hanno più punti di rottura. Più i sistemi sono interconnessi, più una perturbazione in un'area può avere ripercussioni a cascata sull'intero sistema.

La soluzione non è combattere direttamente i loro sistemi, ma costruire strutture parallele che li rendano irrilevanti:

• Sistemi alimentari locali invece di catene di approvvigionamento globali

• Reti peer-to-peer invece di piattaforme controllate

• Scambio diretto invece di usare forme di denaro sorvegliate

• Immunità naturale invece di immunità ad abbonamento

• Comunità reali invece di spazi virtuali


La scelta

La domanda non è se il potere cospiri, ma perché siamo così restii a vederlo. Quale conforto troviamo nel credere agli accadimenti accidentali? Quale paura nutriamo nel vedere un progetto?

Forse è più semplice credere nel caos che affrontare l'ordine. Forse è più facile respingerlo che impegnarsi. Forse la posizione accidentalista non riguarda affatto la verità, ma il mantenimento del conforto dell'ignoranza in un mondo che richiede sempre più consapevolezza.

Perché una volta che si vede lo schema, non si può più ignorarlo. Una volta capito che il potere coordina, pianifica e cospira per sua stessa natura, l'unico complotto bizzarro diventa credere che non sia così.

Il risveglio non è qualcosa che ci accade, è qualcosa che scegliamo. E questa scelta, moltiplicata per milioni di individui, determinerà se l'umanità entrerà in una nuova era oscura o vivrà la sua più grande rinascita.

La domanda non è se lo vedete o meno. La domanda è: cosa farete quando non potrete più ignorarlo?


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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giovedì 22 maggio 2025

Il catalizzatore che potrebbe “standardizzare” Bitcoin

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato "fuori controllo" negli ultimi quattro anni in particolare. Questa è una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa è la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso è accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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da Bitcoin Magazine

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-catalizzatore-che-potrebbe-standardizzare)

Oggi volevo scrivere di una rivelazione sull'adozione, la standardizzazione e la normalizzazione di Bitcoin che ho avuto la scorsa settimana. Mentre riflettevo su cosa sarebbe necessario affinché ricevesse una spinta considerevole all'adozione negli Stati Uniti, mi è venuto in mente uno scenario del genere, che potrebbe non essere molto lontano.

E contrariamente a quanto si pensi, non ha nulla a che fare con la regolamentazione, la tassazione, gli standard contabili, o con qualsiasi altro aspetto di cui si parla erroneamente riguardo tale tema. Come ho imparato in prima persona, mentre facevo qualche ricerca su Bitcoin il mese scorso, nessuna di queste cose conta davvero. La natura decentralizzata della rete implica che non abbia bisogno di nessuno di questi elementi per prosperare. L'ho sottolineato nel mio articolo della scorsa settimana intitolato Io, Bitcoin.

Ma quello che ho anche sottolineato è che esso sopravviverà se le persone lo vorranno. Chi conosce la rete capisce che circa 20.000 nodi globali significano che la rete rimarrà in piedi indipendentemente da quale politico, giurisdizione o ente regolatore in tutto il mondo cerchi di ostacolarla. Fa parte dell'eleganza della rete stessa.

E tuttavia, dopo aver compreso tutto questo, mi chiedo: “Cosa accelererà così tanto questa adozione da farci passare da un punto di quasi non ritorno per Bitcoin a un punto significativo di seria velocità di fuga?” La risposta era proprio sotto il mio naso.

Quando ho scelto il titolo di quell'articolo è stato uno di quelli che ti vengono in mente d'istinto. A volte passo ore a cercare di capire quale titolo sia il più accattivante, mentre altre volte ce l'ho già pronto perché è chiarissimo cosa voglio dire.

Ma durante il fine settimana ero in giro e mi chiedevo dove avessi già sentito quella frase.

All'improvviso, mi è venuto in mente: in uno dei miei sketch comici preferiti, un gruppo di comici improvvisati di Filadelfia si è recato alle proteste di Occupy, scoppiate in seguito alla crisi economica del 2008. In più di un punto c'erano cartelli con su scritto “Why I Occupy”; in realtà era il nome di una parte del movimento Occupy. Ricordo che WhyIOccupy.org era la fonte di informazioni per una buona parte della popolazione arrabbiata dell'epoca; pensavano che qualsiasi ideologia fosse presente su quel sito web, fosse la loro particolare versione di soluzione alla crisi finanziaria.

Solo dopo averlo ricordato, ho pensato che nella prossima crisi finanziaria le persone avrebbero davvero avuto una legittima via d'uscita dal sistema. Bitcoin è quella via d'uscita. È ciò che le persone coinvolte nella frenesia per GameStop cercavano così disperatamente, che lo sapessero o no, ma non sono riuscite a trovare.

Mentre si consumava il fiasco di GameStop, ricordo di aver pensato tra me e me che c'erano troppe persone arrabbiate, ma che non avevano la minima idea del motivo. Nelle chat room e sui social media, a tutto si dava la colpa tranne che alle banche centrali. Queste persone erano furiose perché si sentivano raggirate: stavano reagendo, che ne fossero consapevoli o meno, all'aumento del divario di disuguaglianza, mentre loro faticavano ad arrivare a fine mese.

Ma quello che non sapevano era che la colpa non era di Ken Griffin, di Citadel o degli speculatori, bensì delle banche centrali.

Oggigiorno è diventato chiaro che le banche centrali hanno ulteriormente ampliato questo divario di disuguaglianza. È più chiaro perché l'inflazione è un fenomeno di dominio pubblico e comprensibile per tutti. Anche se non sanno perché si verifichi, la maggior parte delle persone ha una parvenza di comprensione del fatto che sia dovuto alle banche centrali che hanno fatto esplodere la massa monetaria negli ultimi quattro anni e poi, per aggiungere la beffa al danno, hanno mentito sulla transitorietà dell'inflazione.

E coloro che speravano di ripetere il successo di GameStop con nomi come AMC, ora sanno che una gestione tossica e un asset in perdita possono facilmente indebolire qualsiasi slancio in qualsiasi tipo di short squeeze, o FOMO, su qualsiasi azione. E sanno anche che broker e autorità di regolamentazione possono impedirgli di effettuare transazioni in qualsiasi momento lo ritengano opportuno.

Durante la prossima crisi finanziaria, che, a mio parere, non è poi così lontana, lo stesso gruppo di “poveri” arrabbiati, si spera, attribuirà la colpa a chi ce l'ha davvero: alla politica monetaria. Dopotutto, l'inflazione è una tassa brutale per chi non se la può permettere ed è praticamente ininfluente per i super-ricchi. E questi ultimi diventano ancora più ricchi grazie al quantitative easing e alla stampa di moneta, che indirizzano una quantità sproporzionata di aiuti al mercato azionario, obbligazionario e immobiliare: asset che i ricchi possiedono e che le persone a basso reddito no.

Durante la stampa di denaro nel periodo della “pandemia”, mi chiedevo spesso: se le banche centrali avessero voluto stampare $5.000 miliardi, perché non dividerli equamente tra tutti gli abitanti e staccare un assegno per tutti? Dopotutto $5.000 miliardi divisi per 300 milioni di americani equivalgono a circa $16.500 a persona. Tralasciando il ragionamento sistemico, questa è una domanda piuttosto semplice e diretta. Se si vuole stimolare l'economia distribuendo denaro ovunque, perché non farlo equamente tra tutti i cittadini, invece di fare favoritismi?

Ma non è questo che è successo nel 2008 e non sarà questo che accadrà durante la prossima crisi finanziaria.

Quello che penso accadrà è che un nuovo gruppo di “poveri” sarà più informato sul funzionamento della politica monetaria, non solo a seguito del fiasco di GameStop, ma anche man mano che una nuova generazione più giovane avrà familiarizzato con le argomentazioni ideologiche a favore di Bitcoin. Prima ancora di iniziare a usarlo, una delle cose che mi piaceva era l'idea che stesse costringendo una generazione più giovane a comprendere l'economia Austriaca in un mondo in cui abbiamo praticamente abusato e sfruttato a morte i privilegi della MMT. Armata di questa nuova conoscenza, un'intera generazione di persone arrabbiate dovrà ancora una volta pagare il prezzo delle perdite socializzate di aziende nefaste e tossiche che hanno privatizzato i loro profitti. E questo avverrà in un contesto di crisi inflazionistica ancora vivida nelle loro menti. Questa volta non ci saranno dubbi su chi stia erodendo, attraverso tassazione e inflazione, il potere d'acquisto e la ricchezza per cui hanno lavorato.

Il che mi porta al punto: Bitcoin potrebbe benissimo rappresentare la rampa d'uscita verso cui milioni di persone arrabbiate guarderanno a una situazione del genere.

A differenza di GameStop, Bitcoin ha la possibilità di incidere su un cambiamento radicale, perché il successo della rete è legato alla sua crescita. Questo significa che ogni singola persona che decide di possedere Bitcoin, o di informarsi su di esso, diventa parte di una profezia che si autoavvera sul successo della rete. E, naturalmente, l'ideologia alla base del successo della rete è saldamente radicata nel dare potere a persone proprio come loro: persone stanche di vedere quel poco che guadagnano portato via silenziosamente dall'oscura macchina finanziaria inflazionistica.

Molte persone che hanno partecipato alla frenesia di GameStop, comprese le “scimmie” di Wall Street Bets su Reddit e milioni di altri trader al dettaglio, saranno costrette a rendersi conto che Bitcoin ha tutti gli aspetti positivi di ciò che hanno cercato di ottenere in passato, ma senza gli aspetti negativi. Non c'è un management che possa rovinarlo, non c'è una controparte che possa diluirli, non c'è nessuno che possa disattivare il pulsante di acquisto e non c'è sostanzialmente alcun organo di governo o di regolamentazione che impedisca alla rete di avere successo se le persone lo desiderano. Diventa la libertà digitale che tutte queste persone hanno cercato durante l'ultima crisi finanziaria, ma che non hanno trovato un modo efficace per manifestare.

Il 2008 è stato l'esempio di quella che è ormai la norma a Wall Street: ogni volta che la situazione precipita, la popolazione ne paga le conseguenze, si infuria e brandisce le torce. Ma poi, alla fine, la situazione si placa e la gente torna a badare ai fatti propri.

“Sto iniziando a sentirmi un po' meglio riguardo a tutta questa faccenda”, dice John Tuld alla fine del film Margin Call, a significare che più le cose cambiano, più restano le stesse.

Banchieri e politici hanno fatto affidamento su questo schema e l'hanno perpetuato per decenni. È, in sostanza, ciò che permette l'errore di giudizio da parte di cittadini americani comuni che pagano il prezzo dei fallimenti degli ultra-ricchi.

E così, la prossima volta che ciò accadrà, gli investitori potrebbero legittimamente avere la possibilità di interrompere questo ciclo per la prima volta in mezzo secolo adottando Bitcoin. Avrebbero la possibilità di escluderli dal sistema contro cui si sono scagliati. I flussi di capitale verso Bitcoin e in uscita dagli asset finanziari tradizionali invieranno un messaggio ai principali istituti finanziari che reagiscono solo all'opportunità di applicare commissioni (si veda la loro nuova ossessione per Bitcoin ora che ci sono gli ETF). Allo stesso tempo questi flussi potrebbero contribuire alla profezia autoavverante del successo della rete, grazie alla sua ridondanza che funge essenzialmente da barometro per la salute della rete stessa.

Non è affatto garantito, ma se il sistema dovesse fallire di nuovo e la persona media cercasse una vera arma per combatterlo (e una che sia letteralmente programmata per essere il Braille tecnologico delle frasi “l'unione fa la forza” e “il potere al popolo”), Bitcoin potrebbe emergere e inaugurare un'epoca che in futuro potrebbe essere considerata il Rinascimento della sua adozione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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mercoledì 21 maggio 2025

Quando i keynesiani prevedono un disastro, iniziate ad acquistare...

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato "fuori controllo" negli ultimi quattro anni in particolare. Questa è una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa è la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso è accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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di Daniel Lacalle

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/quando-i-keynesiani-prevedono-un)

Mi emoziono sempre per una correzione di mercato quando leggo che il consenso keynesiano prevede un disastro. Le stesse persone che sostenevano che la stampa di moneta sfrenata e l'impennata della spesa pubblica non avrebbero causato inflazione, sono quelle che sanno esattamente come i dazi influenzeranno i prezzi aggregati. Davvero affascinante.

Nel giugno 2016 sedici premi Nobel si aspettavano un'inflazione più elevata a causa dei dazi, ma questo non si è mai verificato. Inoltre molti di quegli economisti hanno raccomandato un'enorme spesa pubblica e un allentamento quantitativo alla Federal Reserve nel 2020, affermando che non vi erano preoccupazioni per l'inflazione. Tuttavia ciò ha portato alla più alta esplosione inflazionistica degli ultimi trent'anni. La realtà ha dimostrato che non c'è stata inflazione nel periodo 2016-2019 e che la folle ondata di stampa e spesa del 2021 ha portato all'attuale esplosione inflazionistica. Questo accade perché molti esperti giustificheranno sempre tutti gli squilibri governativi e gli aumenti delle tasse, ma lanceranno l'allarme per qualsiasi taglio fiscale o misura dal lato dell'offerta. Non dovremmo mai fidarci di esperti che lavorano a stretto contatto con i governi socialdemocratici.

Secondo i seminatori di panico, i dazi creeranno un'enorme esplosione dell'inflazione sia negli Stati Uniti che all'estero. Queste stime mostrano che i dazi di Trump saranno pagati dai consumatori statunitensi, così come i dazi cinesi contro gli Stati Uniti, e le contromisure dell'UE saranno pagate solo dai consumatori americani. Davvero divertente. Se credessimo a questa narrazione, i dazi sarebbero la migliore notizia per le aziende di tutto il mondo: gli americani ne ingoierebbero completamente i costi, i margini non diminuirebbero e il mondo ne sarebbe felice. Sarebbe oltremodo ridicolo se milioni di persone prendessero sul serio le loro parole. Inoltre, secondo la narrazione prevalente, i dazi causerebbero una recessione globale se imposti dagli Stati Uniti. Tuttavia quando i dazi vengono imposti dalla Cina o dall'UE, allora va tutto bene.

Quando i keynesiani prevedono un disastro, è improbabile che accada. Quando il consenso keynesiano vi dice che non c'è rischio, come nel 2008, scappate.

Dovremmo prendere in considerazione alcuni fattori rilevanti. I mercati già scontano una recessione e un rischio di stagflazione, ma l'ultima relazione sull'occupazione mostra il contrario. A marzo sono stati creati 228.000 posti di lavoro, nonostante alcuni siano stati creati nel settore pubblico. L'indice composito ISM indica un'espansione e il dato ponderato economicamente è ampiamente al di sopra del livello di espansione (50) secondo Real Investment Advice. Tutti gli indicatori principali di investimento e produzione sono ben lontani da un segnale di recessione. Inoltre molti operatori di mercato sembrano scontare una Federal Reserve aggressiva e una recessione, cosa che non accadeva da due decenni.

Ciò che trovo interessante è che, per la prima volta da molti anni, l'indice S&P 500 abbia un prezzo interessante. Dopo essere stato estremamente costoso in un mercato rialzista con una costante espansione dei multipli, possiamo finalmente affermare che sta iniziando a essere interessante, anche scontando una significativa revisione al ribasso degli utili. Il rapporto prezzo/utili di 15,2X per il 2027 offre ampio margine di revisione e mostra ancora un punto di ingresso interessante. Le azioni sono piuttosto convenienti, con un EV/EBITDA di 10,3X al 2027 (valore d'impresa/utile al lordo di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamento). Inoltre, con il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni al 4%, significa che per la prima volta da mesi le azioni sono interessanti rispetto alle obbligazioni. I margini sono solidi, le previsioni sono positive e i punti di ingresso per gli investitori a lungo termine stanno iniziando a essere evidenti, poiché è probabile che le pressioni inflazionistiche saranno limitate e la cosiddetta guerra commerciale finirà con dei negoziati, con oltre 50 nazioni che chiedono al governo degli Stati Uniti di raggiungere un accordo sulle barriere commerciali.

Qualsiasi investitore a lungo termine dovrebbe valutare opportunità in cui la paura è esagerata, le valutazioni sono interessanti e le preoccupazioni del consenso sono irrealistiche. Potrebbe essere una buona idea iniziare ad aprire posizioni lunghe, sapendo che a un quantitative easing e a tagli dei tassi seguiranno probabilmente periodi di volatilità.

Gli investitori devono proteggersi dall'inflazione e dalla distruzione del potere d'acquisto della valuta da parte delle banche centrali. Questo fenomeno non è scomparso; sta ritornando, mentre gli stati di tutto il mondo continuano ad accumulare debito e squilibri fiscali. Proteggetevi dall'inflazione con una strategia bilanciata, costruendo posizioni che proteggano il vostro patrimonio e vi aiutino a gestire la volatilità.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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martedì 20 maggio 2025

Il modello keynesiano cinese sta crollando, gli serve un accordo commerciale al più presto

I nodi della propaganda stanno vendendo al pettine ormai. La verità si vende da sola, non ha bisogno di essere puntellata sistematicamente; le menzogne, invece, quelle sì... quelle hanno bisogno di essere continuamente sostenute e coperte con menzogne più grandi e che richiedono più costi. Si può ovviamente tirare la corda quanto si vuole, giocarsi una carta ancora più alta, alla fine, però, se si sta bluffando e si stiracchia il bluff fino a una cosa enorme alla fine salta tutto. È accaduto con la “pandemia”, con la guerra in Europa orientale e sta accadendo di nuovo con la narrativa su Trump. Anche in quest'ultimo caso abbiamo assistito a una escalation di storie inventate sulla stampa dove, fallendo la prima, ne sono state tirate fuori di più inverosimili e grottesche successivamente. Ultima in ordine cronologico: gli USA sono dipendenti dalla Cina e i dazi avrebbero affossato DI PIÙ l'economia americana, costringendola a fare passi indietro e negoziare. In diversi tweet e negli ultimi due articoli a firma mia sul blog vi dimostravo come le cose non stavano così, ma adesso arriva anche la retromarcia da parte della stampa generalista. Ciononostante, per chi sa cosa osservare in linea con la metodologia della Scuola Austriaca, il pattern era già chiaro da un po' ed è arrivata la conferma quando le autorità monetarie cinesi hanno svalutato nuovamente lo yuan per raddoppiare gli sforzi in quella che è una scommessa perdente. In Cina mentire sull'economia è considerato un imperativo per la sicurezza nazionale. I dazi imposti dall'amministrazione Trump non sono l'inizio dei problemi del Paese, bensì la proverbiale ciliegina sulla torta di un processo di declino in corso da anni. Le spedizioni cinesi sono in stand-by e gli ordini sono congelati. La Cina sta attraversando una crisi deflazionistica dal 2023. L'aumento delle esportazioni durante la pandemia è stato compensato dai lockdown draconiani del PCC. Si è trattato, in sostanza, di un suicidio fiscale da parte del governo cinese e da allora il Paese è in difficoltà. Il mercato immobiliare è imploso, in parte a causa della sovracostruzione attraverso programmi infrastrutturali sovvenzionati dallo stato inondando il mercato di case ed edifici mal costruiti, poi lasciati a marcire. Le insolvenze aziendali sono dilaganti e hanno lasciato gli investitori senza un soldo. C'era un certo ottimismo sul fatto che le misure del governo cinese per porre fine alla crisi avessero funzionato per rinvigorire il mercato, ma il 31 marzo Vanke, collegata al governo cinese, ha fatto registrare una perdita annuale record di ¥49,5 miliardi per il 2024. Il principale organo decisionale cinese, guidato da Xi Jinping, ha affermato che le autorità avrebbero implementato piani specifici per supportare le aziende e gli individui colpiti dalla guerra commerciale. In altre parole, la PBOC continuerà a fare più o meno la stessa cosa fatta finora aspettandosi, però, un risultato diverso, sperando di tenere in vita un falso senso di stabilità. I tentativi della Cina di nascondere il decadimento al mondo esterno stanno diventando sempre meno efficaci.

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di Daniel Lacalle

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-modello-keynesiano-cinese-sta)

Nell'ultimo decennio l'economia cinese ha ampliato il suo modello neo-keynesiano centralizzato, il quale non può sopravvivere senza un accordo commerciale. Il settore manifatturiero cinese ha seguito una strategia di stallo continuo che non può sussistere senza l'enorme surplus commerciale con gli Stati Uniti.

La  sovraccapacità del settore manifatturiero cinese non è un'eccezione, è la regola. La Cina produce il 30% dei beni manifatturieri mondiali, ma ne consuma meno del 18%, secondo CKGSB. Inoltre il tasso di utilizzo della capacità industriale cinese è sceso al 74,1% nel primo trimestre del 2025.

Il modello keynesiano di pianificazione centralizzata cinese mira a massimizzare l'occupazione e a mantenere una forte crescita economica, nonostante i vincoli finanziari e l'eccessivo indebitamento; pertanto è necessario vendere la produzione in eccesso per evitare un enorme problema di capitale circolante. Persino il governo cinese ha riconosciuto il problema in modo indiretto, evidenziando che la concorrenza di tipo “involutivo” è un obiettivo fondamentale per la politica economica del 2025 e che si stanno adottando misure per ridurre gli investimenti non necessari e controllare la crescita in alcuni settori. Tuttavia la sovraccapacità produttiva in Cina non è un caso; è stata creata per disegno politico, con le autorità locali e nazionali che cercano di aumentare il PIL a qualsiasi costo.

Il modello mira a mantenere la piena occupazione e la crescita economica anche con rendimenti economici inferiori al costo del capitale, e funziona quasi del tutto se la capacità produttiva in eccesso può essere venduta a livello globale, ricevendo valuta di riserva e mantenendo bassi i costi trasferendo il costo del capitale circolante ai consumatori globali e mantenendo basse le spese di produzione con controlli monetari e tassi di cambio fissi. Tuttavia la combinazione di debito crescente, valuta in costante indebolimento e crescente numero di fallimenti e problemi di capitale circolante sta conducendo questo modello al collasso, anche in assenza di una recessione ufficiale.

La Cina ha imparato che non può sopportare una guerra commerciale e non può sostituire i consumatori statunitensi, il mercato più ricco e più grande del mondo, con consumatori europei o latinoamericani. Di conseguenza ha bisogno di un accordo commerciale rapido prima che la catena di fallimenti che affligge l'economia cinese dal 2021 si trasformi in una vera e propria crisi finanziaria.

Ad aprile la Cina è entrata ufficialmente in deflazione per il terzo mese consecutivo. Secondo Allianz, si prevede che le insolvenze aziendali aumenteranno del 7% nel 2025 e del 10% nel 2026, nonostante il governo cinese stia implementando ulteriori misure di stimolo fiscale.

Le piccole e medie imprese, in particolare quelle esportatrici, stanno affrontando un crescente numero di fallimenti a causa del calo del flusso di cassa e dell'eliminazione delle esenzioni tariffarie statunitensi. La perdita di posti di lavoro è in aumento nelle regioni dipendenti dalle esportazioni e il tasso di disoccupazione urbano dovrebbe attestarsi in media al 5,7% nel 2025, al di sopra dell'obiettivo ufficiale, secondo la CNBC.

L'indice PMI manifatturiero ufficiale dell'NBS è sceso bruscamente a 49,0 il mese scorso, il calo più netto da dicembre 2023, riflettendo una discesa della produzione, dei nuovi ordini e dell'occupazione, in particolare gli ordini esteri in calo al livello più basso degli ultimi undici mesi.

Il crollo del settore immobiliare, che un tempo rappresentava fino al 30% del PIL, ha indebolito le banche, ridotto i risparmi delle famiglie e portato a un effetto ricchezza negativo, deprimendo ulteriormente i consumi e la domanda di credito.

I punti di forza economici della Cina sono ben noti, ma le debolezze sono troppo importanti per essere ignorate. La situazione ci ricorda che la pianificazione centrale non funziona mai. Tutte le debolezze della Cina derivano da anni di politiche governative volte a stimolare la crescita economica costruendo beni nella speranza che prima o poi si sarebbero venduti. Inoltre l'aumento dei fallimenti, il crollo del mercato immobiliare e il crescente debito delle amministrazioni locali mettono a dura prova il sistema finanziario, proprio mentre i prestiti in sofferenza della Belt and Road Initiative (BRI) aumentano vertiginosamente. Diversi Paesi nella BRI sono inadempienti o hanno richiesto salvataggi da parte del FMI, tra cui Sri Lanka, Zambia, Ghana e Pakistan, mentre essa ha generato $385 miliardi di debiti non registrati.

Le linee di politica keynesiane portano sempre a un debito elevato e alla stagnazione. Tuttavia se combinate con un sistema di pianificazione centrale, un sistema finanziario chiuso e controlli sui capitali, esse creano un pericoloso mix di sovraccapacità produttiva, povertà e stagnazione economica. La Cina può iniziare ad affrontare il suo enorme problema di capitale circolante solo attraverso un accordo commerciale rapido e di successo con gli Stati Uniti. La Cina trarrà enormi benefici se aprirà la sua economia, eliminerà i controlli sui capitali e permetterà al settore privato di respirare. Un'implosione del problema della sovraccapacità produttiva nascosta ai media generalisti, compensata da una pianificazione centrale ancor più accentuata e da stimoli su stimoli, non farà altro che indebolire ulteriormente la Cina nel lungo periodo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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lunedì 19 maggio 2025

Il gorgo della giustizia strumentalizzata

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “Il Grande Default”: https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9 

Il manoscritto fornisce un grimaldello al lettore, una chiave di lettura semplificata, del mondo finanziario e non che sembra essere andato "fuori controllo" negli ultimi quattro anni in particolare. Questa è una storia di cartelli, a livello sovrastatale e sovranazionale, la cui pianificazione centrale ha raggiunto un punto in cui deve essere riformata radicalmente e questa riforma radicale non può avvenire senza una dose di dolore economico che potrebbe mettere a repentaglio la loro autorità. Da qui la risposta al Grande Default attraverso il Grande Reset. Questa è la storia di un coyote, che quando non riesce a sfamarsi all'esterno ricorre all'autofagocitazione. Lo stesso è accaduto ai membri del G7, dove i sei membri restanti hanno iniziato a fagocitare il settimo: gli Stati Uniti.

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di Ramesh Thakur

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-gorgo-della-giustizia-strumentalizzata)

Come in una brutta barzelletta del tipo “Quando un pollo entra in un pub”, quando i querelanti entrano in un'aula di tribunale e incontrano giudici favorevoli alle ingiunzioni, il risultato è un gorgo di giustizia strumentalizzata. Nel discutere dell'attuale scompiglio giurisdizionale tra l'esecutivo e la magistratura statunitense, trovo impossibile ignorare il totale fallimento dei tribunali nel proteggere i diritti, la dignità e la libertà delle persone sotto l'attacco totale dello stato amministrativo durante gli anni della “pandemia”.

Negli ultimi anni è diventato tristemente evidente che la minaccia più grave alla teoria e alla pratica della democrazia non è l'ascesa del populismo, con aspiranti fascisti e neonazisti come tribuni seducenti, ma élite tecnocratiche che nutrono un disprezzo a malapena celato per le convinzioni politiche e il comportamento elettorale dei “deplorevoli”. Inoltre, mentre le barriere di resistenza all'avanzata populista crollano una a una sotto l'assalto degli elettori infuriati, l'ultima frontiera della resistenza delle élite sono i tribunali. Il clero giurisprudenziale – avvocati, professori di diritto e giudici – fa parte dell'élite al potere e rappresenta l'ultima linea di difesa per salvaguardare le vittorie già ottenute dai sostenitori della giustizia sociale nella loro lunga marcia per conquistare le istituzioni.


Fallibilità dei giudici

A differenza di ogni altra professione, la magistratura è infallibile? Chiaramente no, altrimenti non sarebbe stata complice della più grande violazione delle libertà delle persone durante gli anni della “pandemia”. Ogni Paese con uno stato di diritto credibile, di tanto in tanto, ribalta condanne ingiuste del passato. Tra gli esempi australiani più noti ci sono quelli di Lindy Chamberlain e del cardinale George Pell.

Di conseguenza i giudici sono individualmente infallibili e liberi da qualsiasi influenza di pregiudizi, convinzioni ed esperienze di vita personali? Anche in questo caso, chiaramente no. Se lo fossero, in ogni singolo verdetto emesso da un collegio di giudici, essi sarebbero unanimi e potremmo risparmiare tempo e denaro eliminando i vari gradi di appello. Dall'Australia si consideri ancora una volta il caso del cardinale Pell. Condannato da una giuria, la condanna è stata confermata con 2 voti a 1 dalla Corte d'appello statale, ma ribaltata all'unanimità dall'Alta corte d'Australia (la nostra Corte suprema). Stesse leggi, stesse prove, sentenze diverse.

Ogni giudice è un esempio di integrità e competenza giudiziaria? No. Alcuni sono corrotti o colpevoli di altri atti illeciti. Molti altri, sospetto, sono incompetenti piuttosto che disonesti o corrotti. I meccanismi per riconoscere l'incompetenza sono meno e meno invocati rispetto a quelli per individuare e punire la corruzione e gli illeciti. Eppure, anche su questi ultimi non si può sempre fare affidamento.

La notte del 14 marzo, in India, la residenza ufficiale di un giudice dell'Alta corte di Delhi, il giudice Yashwant Varma, è andata a fuoco. Vigili del fuoco e agenti di polizia, accorsi per domare l'incendio, hanno scoperto sacchi di iuta pieni di denaro bruciato. Il Commissario di polizia ha contattato il Presidente della Corte suprema di Delhi, il 15, per informarlo degli sviluppi, il quale a sua volta ha trasmesso le informazioni alla Corte suprema dell'India. Il Presidente di quest'ultima ha istituito un collegio di tre giudici per indagare sulla questione e la sua relazione, pubblicata online (con alcune modifiche) nell'interesse della trasparenza, dato l'intenso interesse pubblico, ha dimostrato che c'erano i presupposti per un'indagine completa e adeguata. Nel frattempo il giudice Varma è stato trasferito a un'altra Corte suprema (nonostante la protesta dell'ordine degli avvocati di quella Corte) in attesa di ulteriori indagini e provvedimenti.

L'accenno di corruzione sarebbe molto probabilmente passato inosservato se non fosse stato per il fortuito incendio scoppiato nell'abitazione del giudice. Questo di per sé è un atto di accusa all'inadeguatezza dei meccanismi di controllo per i giudici.

Un'ultima domanda preliminare: a differenza di tutti gli altri rami del governo, la magistratura e i giudici devono essere immuni dallo scrutinio degli stessi tribunali ed essere, quindi, rimessi al loro posto? Suppongo che una distribuzione così perfetta di autodisciplina tra i rami del governo sia possibile ma, essendo un vecchio cinico, perdonate il mio scetticismo. Non tutti i giudici hanno la consapevolezza di sé e la forza di carattere necessarie per resistere alla tentazione di abusare dei propri poteri e della propria autorità. Al contrario, i giudici hanno un interesse collettivo ad ampliare la portata della propria autorità su tutti gli altri settori e, di conseguenza, a proteggersi dalle pressioni altrui.

Un quesito successivo è: come si può conciliare il lento e deliberato processo decisionale giudiziario con la necessità di un'azione talvolta urgente da parte dell'esecutivo? La magistratura è abituata alla propria sequenza e al proprio ritmo di azione, pertanto, per i giudici, l'assoluzione definitiva del cardinale Pell da parte dell'Alta corte d'Australia è stata un trionfo delle istituzioni e del processo giudiziario. Per i comuni mortali il processo è stato una punizione in sé e la pena di 405 giorni trascorsi dietro le sbarre è stata un grave errore giudiziario.

In altre parole, dalla data dell'atto d'accusa nel giugno 2017, passando per due processi con giuria, un primo appello fallito, l'ultimo appello con esito positivo, il rilascio dal carcere nell'aprile 2020 e la morte nel gennaio 2023, ancora incapace di purificare completamente la macchia di pedofilia, più della metà del tempo che gli è rimasta da vivere sulla Terra il cardinale Pell l'ha passata tra processi e una punizione dolosa da parte di una schiera di attivisti anticattolici assetati di sangue. La nazione esigeva un capro espiatorio per gli abusi sessuali sui minori da parte del clero cattolico. Scrivo questo non solo da non cristiano, ma da ateo.


La strumentalizzazione della giustizia e la presa ideologica dei giuristi

Negli Stati Uniti, nei primi due mesi di Trump, sono state presentate più di 125 cause legali per contestare le sue linee di politica, principalmente contro i tentativi di ridimensionare dipartimenti e agenzie governative. Di recente, in un solo giorno, i giudici distrettuali hanno ordinato la sospensione degli ordini esecutivi di Trump nei confronti dello smantellamento della USAID, il ripristino dei finanziamenti DEI da parte del Dipartimento dell'Istruzione, la sospensione dei voli di espulsione di presunti membri di gang venezuelane e la sospensione del divieto di ingresso nell'esercito per i membri transgender. Trump ha forse sbagliato o esagerato nell'affermare che “questi giudici vogliono assumere i poteri della Presidenza”, che quest'ultima a volte deve “agire rapidamente e con decisione” e che gli Stati Uniti “sono in guai seri” se la Corte Suprema si rifiuta di “risolvere questa situazione tossica e senza precedenti” con urgenza?

Un articolo pubblicato sul Journal of Legal Studies nel gennaio 2018 osservava che, sulla base delle donazioni ai partiti, nel 2012 una minoranza del 35% degli avvocati americani e appena il 15% degli oltre 10.000 professori di diritto erano conservatori. I tre autori dello studio hanno osservato che all'epoca i conservatori controllavano tutti e tre i rami del governo federale e oltre due terzi dei governatorati e delle assemblee legislative statali, mentre gli elettori che si identificavano come conservatori superavano numericamente i progressisti con un rapporto di 35 a 24.

La patologia dell'uniformità ideologica e del disallineamento con l'opinione pubblica è peggiorata considerevolmente da allora. Derek Muller, professore di diritto alla Notre Dame University, dal 2017 all'inizio del 2023 ha esaminato le donazioni politiche dei professori di diritto per partito politico (queste informazioni sono di dominio pubblico negli Stati Uniti). Con sorpresa di nessuno, la loro inclinazione era preponderante verso i Democratici. Dei 3.284 donatori della facoltà di giurisprudenza in quel periodo di oltre cinque anni, il 95,9% ha donato denaro solo ai Democratici, il 2,7% ai Repubblicani e l'1,5% a entrambi i partiti. Scomponendo le donazioni in dollari, il 92,3% è andato ai Democratici e il 7,7% ai Repubblicani. Delle oltre 100 istituzioni esaminate da Muller, ognuna aveva più Democratici registrati che Repubblicani nella facoltà di giurisprudenza, per lo più con ampi margini.

Qualcuno crede seriamente che questo non porti a una discrepanza ideologica tra il clero giurisprudenziale nelle aule di tribunale e tra i giudici e il popolo americano?

Il giudice distrettuale James Boasberg ha ordinato la sospensione dell'espulsione di oltre 250 venezuelani illegali con legami con la gang Tren de Aragua, un'organizzazione terroristica straniera designata come tale a livello federale. Il giudice Boasberg fa parte della bolla di Washington. Questa città ha votato per la candidata democratica Kamala Harris contro Trump con un margine schiacciante del 93,6% contro il 5,5% (con lo 0,9% di voti per posta). Ai voli già in corso è stato intimato di rientrare. L'ordinanza del giudice non ha avuto luogo perché, secondo il governo, gli aerei si trovavano già nello spazio aereo internazionale e quindi la direttiva di non “trasferirli” dagli Stati Uniti era diventata vana.

Un consigliere senior di Trump, Stephen Miller, ha affermato che un tribunale distrettuale “non ha la capacità di limitare in alcun modo l'autorità del Presidente ai sensi dell'Alien Enemies Act”. A prescindere dalle opinioni degli esperti di diritto, la maggior parte degli elettori probabilmente si schiererà con l'amministrazione, sostenendo che l'entità dell'immigrazione attraverso il confine meridionale durante gli anni di Biden ha raggiunto la soglia di “invasione o incursione predatoria” ai sensi della legge, giustificandone l'arresto e la rimozione come “nemici stranieri”. Trump ha definito Boasberg un giudice di Obama “agitatore e provocatore” e che “dovrebbe essere messo sotto accusa!!!”.

I critici hanno messo in guardia contro un “attacco all'intero ordine costituzionale americano”. In una rara replica pubblica, il Presidente della Corte suprema, John Roberts (che è rimasto in silenzio quando un appello dei Democratici ha chiesto l'impeachment dei giudici), ha affermato: “Per oltre due secoli è stato stabilito che l'impeachment non è una risposta appropriata al disaccordo” sulle decisioni giudiziarie. Al contrario “il normale processo di revisione d'appello” fornisce il rimedio appropriato. Il 26 marzo la Corte d'appello degli Stati Uniti per il circuito di Washington ha confermato la sospensione temporanea delle espulsioni con una decisione a maggioranza di 2 a 1.

Roberts ignora una causa fondamentale dell'imminente crisi costituzionale: l'assenza di meccanismi che garantiscano che la magistratura rimanga al suo posto, pur esortando l'esecutivo a farlo. La separazione dei poteri impone limiti all'indipendenza di tutti e tre i rami. La magistratura non può essere l'unico arbitro della propria portata e dei propri limiti, così come di quelli del Congresso e del Presidente. Chi, allora, può identificare questi limiti? Le ingiunzioni nazionali incoraggiano gli attivisti a presentare un ricorso in una giurisdizione e con un giudice che probabilmente si mostrerà comprensivo. Inoltre “tendono a costringere i giudici a prendere decisioni affrettate, ad alto rischio e con scarse informazioni”, ha osservato il giudice Neil Gorsuch in una sentenza della Corte suprema del 2020.

L'assunto secondo cui nessun giudice agisce mai in modo ideologicamente partigiano è palesemente falso. Gli eventi nel mondo reale si muovono molto più velocemente del ritmo glaciale dei procedimenti giudiziari. Ciò significa che anche la Corte suprema deve agire più rapidamente e con decisione per frenare i giudici fuori controllo. Un'interpretazione alternativa all'allarmistica “crisi costituzionale” è quindi che le azioni di Trump possano contribuire a ripristinare l'integrità costituzionale e la responsabilità democratica, sottraendo potere e risorse allo Stato amministrativo e restituendoli al Congresso e all'esecutivo.

Le ingiunzioni nazionali da parte dei tribunali distrettuali sono rare quando Trump non è coinvolto. Secondo un articolo dell'Harvard Law Review dello scorso anno, ce ne sono state in totale 127 dal 1963 all'inizio del 2020. Più della metà (64) erano contro la prima amministrazione Trump. Nel periodo che comprende le presidenze di Bush senior e Obama, più i primi tre anni di Biden, ce ne sono state 32. Solo a febbraio di quest'anno ce ne sono state 15 contro Trump, secondo un documento depositato dal Dipartimento di giustizia presso la Corte suprema.

Il giudice Boasberg aveva precedentemente rilasciato una carta “esci gratis di progione” all'avvocato dell'FBI Kevin Clinesmith, il quale aveva modificato un'email per ottenere un mandato di cattura dal tribunale del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) e sorvegliare il consigliere della campagna elettorale di Trump, Carter Page. Questo fu il preludio alla bufala sulla collusione con la Russia che ha gravemente danneggiato la prima amministrazione Trump. Boasberg ha condannato Clinesmith alla libertà vigilata anziché al carcere. Ha inoltre inflitto condanne controverse ai manifestanti del 6 gennaio 2020 e ha ordinato a Mike Pence di testimoniare davanti alla giuria che indagava sul ruolo di Trump in quelle rivolte.

Data la composizione del Senato, qualsiasi tentativo di mettere sotto accusa il giudice Boasberg non è fattibile come proposta politica. Questo è diverso dal valutare la legalità dell'azione. L'impeachment può essere abusato quando viene usato come arma o come barriera contro gli abusi giudiziari. Una singola decisione errata può essere gestita tramite il normale processo di revisione d'appello. Una serie di sentenze che dia adito al timore di parzialità può costituire un reato passibile di impeachment. Inoltre la crisi si è intensificata fino a questo punto a causa della timidezza istituzionale e della codardia della Corte suprema.

Roberts aveva precedentemente espresso preoccupazione per la “legittimità istituzionale” della magistratura federale. Una conseguenza prevedibile del suo implicito rimprovero a Trump è stata quella di incoraggiare giudici attivisti e ONG a ritardare e ostacolare il presidente nell'attuazione del suo programma politico approvato dagli elettori. Contrariamente a quanto afferma, il processo d'appello non ha funzionato in modo efficiente. La Corte suprema deve intervenire rapidamente per frenare l'eccesso di potere giudiziario dei giudici distrettuali e adottare sistemi ordinati di decisione in materia di urgenza.

Il senatore dello Utah, Mike Lee (R-UT), ha proposto una legge che impone a un collegio di tre giudici provenienti da diversi distretti – due giudici distrettuali e un giudice della Corte d'appello – di pronunciarsi sulle contestazioni ai provvedimenti presidenziali, con la possibilità di presentare ricorso direttamente alla Corte suprema. Questa potrebbe non essere la formula migliore, ma sembra un miglioramento rispetto all'attuale sistema imperfetto.


La patologia non è limitata agli Stati Uniti

Nel febbraio 2020 l'Alta corte australiana ha stabilito, con una controversa sentenza a maggioranza di 4 a 3 nel caso Love contro Commonwealth, che un aborigeno australiano che non sia effettivamente cittadino australiano non può essere considerato uno “straniero” ai sensi della Costituzione. A differenza dei non aborigeni residenti che non sono cittadini, gli aborigeni australiani non possono essere espulsi nemmeno se condannati per un reato. A quanto pare mantengono un legame mistico e inalienabile con la terra e il Paese.

Possiamo comprendere come e perché questa strana interpretazione della Costituzione sia potuta nascere analizzando una controversia che coinvolge una facoltà di giurisprudenza australiana. Nelle ultime due settimane l'Australian ha pubblicato una serie di articoli sull'indottrinamento razziale e di genere da parte dei corsi di giurisprudenza della Macquarie University, pena la bocciatura per errori di valutazione.

Alcuni di questi articoli sono stati scritti da studenti di quella facoltà che hanno scelto l'anonimato per evitare ritorsioni. Molte delle descrizioni per il dottorato di ricerca in giurisprudenza sono incoerenti e grammaticalmente discutibili. Spesso i moduli non hanno nulla a che fare con la materia principale del corso a cui si sono iscritti. Alcuni dei giudici di domani saranno laureati in queste scuole. Ci si può aspettare che applichino il diritto senza indottrinamenti e pregiudizi radicati?

Per chiudere il cerchio, uno studente anonimo ha scritto che gli studenti sono tenuti a:

scrivere un saggio che rifletta su come una o più di queste teorie critiche degli studi giuridici siano rilevanti per il nostro argomento di dottorato. E mi è stato chiarito che ci si aspettava che includesse qualcosa di simile anche la propria tesi, indipendentemente dall'argomento.

James Allan della Queensland University, uno dei pochissimi professori di diritto conservatori in Australia, sottolinea che quando il Primo ministro Boris Johnson prorogò il Parlamento del Regno Unito per far approvare la Brexit, “tutti i giudici della Corte suprema del Regno Unito, favorevoli al Remain, hanno ribaltato tre secoli di precedenti e hanno dichiarato” incostituzionale la sua azione, nonostante il Paese non abbia una costituzione scritta. Malgrado questo precedente da parte della madre della democrazia parlamentare, la Corte suprema canadese ha confermato il potere del Primo ministro Justin Trudeau di prorogare il Parlamento, esercitato affinché il suo governo potesse evitare una mozione di sfiducia prima che il suo partito avesse il tempo di scegliere un nuovo leader sotto il quale affrontare le elezioni successive.

Il fatto che Mark Carney, che non si è mai nemmeno candidato, né tantomeno vinto un'elezione, possa essere insediato come Primo ministro è di per sé una triste accusa dello stato in cui versa la democrazia canadese. Il cambio di leadership ha completamente trasformato le dinamiche elettorali. Non si tratta forse di un'interferenza giudiziaria nelle elezioni canadesi?

Mentre molte democrazie occidentali raggiungono un punto di svolta sull'immigrazione di massa, i tribunali sono diventati il ​​luogo in cui le democrazie vanno a morire. Il Primo ministro britannico, Keir Starmer, forse il più convinto sostenitore dello stato di diritto tra i leader mondiali e lui stesso avvocato per i diritti umani, il 13 marzo si è lamentato di “una sorta di industria di controllori e bloccatori che usa i soldi pubblici per impedire al governo di rispettare le priorità dei contribuenti”.


Il disprezzo dell'élite per il popolo

È difficile non concludere che i giudici riflettano sempre più un disprezzo dell'élite per il popolo, che si estende alle scelte politiche fatte dai cittadini. Perché Trump fa inorridire così tanto il resto del mondo democratico occidentale? Beh, stiamo iniziando a capirlo. Dice quello che pensa, fa quello che dice e vuole realizzare ciò che ha promesso di fare. L'approccio britannico ed europeo all'esercizio del potere non potrebbe essere più diverso. I principali partiti trattano i cittadini come dei perfetti imbecilli, fanno campagna elettorale in versi per promettere agli elettori tutto ciò che vogliono, poi, una volta al potere, governano in prosa per fare tutto ciò che “noi, l'élite” vogliamo. Le elezioni diventano un esercizio futile.

La prova regina di questa strategia di trattare gli elettori come idioti (tenendoli all'oscuro e nutrendoli di letame) è il Primo ministro Starmer con la sua vittoria schiacciante nel Regno Unito. La prova successiva è il Cancelliere Friedrich Merz in Germania. La prova successiva ancora è il Primo ministro Anthony Albanese in Australia. Come in Germania e nel Regno Unito, la prova più lampante della realtà dell'Unipartito in Australia è come il Primo ministro, Scott Morrison, dopo aver vinto un'elezione opponendosi alla follia del cambiamento climatico, abbia abbracciato la follia di una scadenza per l'azzeramento delle emissioni di anidride carbonica al vertice ambientalista di Glasgow nell'ottobre 2021 e che violava le pari opportunità per tutti gli elettori. E il leader dell'opposizione, Peter Dutton, si rifiuta di abbandonare questa strada nonostante il resto del mondo abbia voltato pagina, soprattutto da quando Trump ha tirato fuori gli Stati Uniti dalla truffa dell'energia verde.

In Australia e nel Regno Unito gli elettori hanno ottenuto un aumento di tassazione e spesa pubblica, uno stato in espansione, immigrazione di massa e fanatismo ambientalista, a prescindere dal partito scelto alle elezioni e le loro promesse elettorali. I partiti di centro-destra nel nuovo Bundestag tedesco hanno ottenuto il 49% dei voti, contro il 28% dei Verdi e della SPD. Eppure sono proprio questi ultimi a essere tenuti da conto da Merz, utilizzando un emendamento costituzionale approvato dal Bundestag uscente, pieno di parlamentari che hanno già esaurito la carica. E tutto in nome della salvaguardia della democrazia! Chissà cosa ne pensa il vicepresidente Vance al riguardo... Nella vicina Romania la tutela della democrazia significa escludere il candidato principale dalle elezioni presidenziali, avvalorando ancora una volta le critiche di Vance alla corruzione della democrazia in tutta Europa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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