martedì 29 dicembre 2020

La Grecia sta per finire di nuovo in crisi

 

 

di Antonis Giannakopoulos

L'economia greca si è contratta del 14% nel secondo trimestre del 2020, mentre allo stesso tempo gli sforzi del governo per "curare'' l'economia hanno fatto imboccare al Paese la strada verso un rapporto debito/PIL del 200%, come ci dicono le previsioni del FMI. Nel frattempo i deficit di bilancio del governo hanno raggiunto nuovi livelli record (circa il 7%).


La risposta del governo greco alla recessione

Il governo greco ha cercato di combattere la recessione economica con una politica fiscale e monetaria accomodante (attraverso la Banca Centrale Europea). L'obiettivo iniziale era quello di sostenere praticamente tutti, dal settore pubblico e privato, durante i mesi di lockdown e sperare in una ripresa economica quando sarebbe arrivata l'estate, con l'industria del turismo che avrebbe salvato la baracca. Tuttavia è diventato presto evidente che si trattava di un pio desiderio. Le persone nel settore turistico hanno ammesso che potrebbero volerci anni prima che l'industria riprenda i suoi numeri passati. La situazione è sembrata ancora peggiore una volta che le persone si sono rese conto di quanto l'intera economia dipendesse dal turismo: il 20% del PIL e fornisce il 22% di tutta l'occupazione in Grecia. Inoltre le soluzioni del governo greco, come quelle della maggior parte degli altri governi in Europa, erano principalmente dal lato della domanda.

Come avevo previsto in uno dei miei articoli precedenti, queste misure potevano fornire solo un sollievo a breve termine, rimandando il dolore solo a più tardi. Il tasso di disoccupazione ha visto un aumento dell'1,2% da marzo ad aprile, dell'1,3% da aprile a maggio e ha visto una lieve diminuzione durante il periodo estivo. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha stimato che il tasso di disoccupazione raggiungerà circa il 20% entro la fine dell'anno.

Fonte: Trading Economics

Che il PIL abbia fatto registrare una contrazione del 14% nel secondo trimestre significa che l'economia greca avrà bisogno di anni per raggiungere i suoi numeri pre-crisi sanitaria, soprattutto se si prende in considerazione il suo tasso di crescita anemico nell'ultimo decennio.

Fonte: Fondo monetario internazionale, World Economic Outlook: The Great Lockdown  (Washington, DC: International Monetary Fund, aprile 2020)


Che cosa è andato storto?

Il bilancio della BCE ha visto un massiccio aumento dal 39% del PIL al 54% durante l'estate. Al confronto, il bilancio della FED è di circa il 32% del PIL. Le iniezioni di liquidità tramite la BCE hanno zombificato un numero considerevole di società nell'UE, con debiti societari che hanno raggiunto nuovi massimi. Nel caso della Grecia, il governo ha sfruttato il suo nuovo margine di manovra fiscale sancito dall'UE per perpetuare problemi strutturali nella sua economia. Durante la stagione turistica, i costi erano così alti che un segmento considerevole dell'industria turistica ha deciso di non lavorare nemmeno quest'estate, poiché in questo modo avrebbe perso meno soldi.

L'intervento del governo ha peggiorato le cose non riuscendo ad affrontare il problema più grande dell'economia: le sue leggi inflessibili sul lavoro. Piuttosto che liberalizzare, lo stato le ha rese ancora più restrittive e inflessibili. Per questo motivo gli imprenditori non sono riusciti ad adattarsi allo shock della crisi sanitaria. Rendere le assunzioni più costose e rischiose è una ricetta per il disastro, soprattutto in un'economia fragile che manca di risparmi ed investimenti come la Grecia. Sebbene la spesa pubblica non sia riuscita a stimolare l'economia, non si può dire che abbia avuto un effetto negativo immediato, almeno a breve termine, poiché è stato finanziato principalmente dall'Unione Europea. D'altra parte, credito e prestiti a buon mercato sono stati resi possibili dalla BCE e da pressioni politiche sulle banche, prolungando così un altro grande problema strutturale dell'economia nel suo complesso: mancanza di risparmi e più debito. Anche i deficit di bilancio sono una questione che deve essere affrontata, poiché hanno raggiunto nuovi massimi, rendendo gli anni 2010 un decennio perduto per l'intera economia dato che lo scopo della cosiddetta "austerità europea" era rendere il debito più sostenibile.

Fonte: Trading Economics

Come ha ammesso il ministro delle finanze greco, i tagli alle tasse che sono stati approvati negli ultimi mesi non saranno permanenti, poiché il nuovo obiettivo è che la Grecia abbia il più grande calo del debito/PIL nella zona Euro. Il segretario di Stato alle finanze ha anche parlato di un possibile nuovo programma di austerità simile a quello del decennio precedente. In superficie, le eccedenze di bilancio sono una buona cosa e necessarie, ma è importante chiedersi se queste eccedenze diventeranno realtà. I tagli alle tasse non saranno permanenti, quindi sembra che presto i greci riproveranno la strategia fallimentare che hanno tentato per un decennio e che è stata promossa dai funzionari europei a Bruxelles: pressione fiscale elevata per aumentare le entrate statali, ma tagli minimi alla spesa pubblica. E infatti il problema non erano i tagli alle tasse, ma la spesa pubblica e il deficit. I deficit hanno un maggiore effetto di crowding out sul settore privato rispetto alla spesa pubblica, senza contare che dovranno essere pagati dalle generazioni future. Gli aumenti fiscali in futuro rappresenteranno un disastro ancora più grande per il settore privato. La cura è peggiore della malattia.

Il governo di centrodestra entrato al potere nel luglio del 2019 non è riuscito a liberalizzare l'economia e ad attuare riforme orientate al mercato, ed il Covid ha peggiorato le cose. Non ha approvato importanti tagli fiscali permanenti, i quali avrebbero un grande impatto nell'alleviare parte della pressione sul settore privato. Anche la deregolamentazione è stata una questione importante: l'economia greca aveva e ha ancora un disperato bisogno di investimenti esteri; tuttavia la libertà d'investimento non ha registrato un aumento significativo ed i principali investimenti e programmi infrastrutturali sono molto in ritardo sulla pianificazione. Gli ostacoli burocratici si estendono anche alla magistratura, rendendola inefficiente e lenta, con una corruzione diffusa.

Fonte: Heritage Foundation, Index of Economic Freedom, 2020

L'indice della libertà economica della Heritage Foundation può darci alcune informazioni utili sulla libertà economica in Grecia.

Il grafico seguente confronta la libertà d'investimento in Grecia con i Paesi che competono per gli investimenti nella stessa regione.

Fonte: Heritage Foundation, Index of Economic Freedom, 2020


Conclusione

La gente deve capire che quando si ha un'economia con una produttività debole e fortemente indebitata, chiuderla due volte in un anno avrà ripercussioni negli anni a venire (a seconda delle politiche di ripresa). L'economia necessita di importanti riforme strutturali: le leggi sul lavoro devono essere liberalizzate, i surplus di bilancio sono l'obiettivo da perseguire per evitare un'altra crisi del debito (ma devono provenire dai tagli effettuati al settore pubblico), i tagli alle tasse devono diventare permanenti e ancora più grandi affinché l'economia cresca e si espanda. Ultimo ma non meno importante, rendere gli investimenti esteri e nazionali più facili, meno costosi e ridurre al minimo il rischio potenziale è una questione della massima urgenza, poiché la Grecia è superata dai Paesi vicini.

La Grecia deve sfruttare il suo potenziale. Un ambiente favorevole alle imprese con un mercato liberalizzato è la strada da percorrere. Può ridurre al minimo gli effetti negativi della crisi sanitaria e consolidare una ripresa lenta ma forte che renderà il Paese più produttivo e gli darà la possibilità di uscire dai guai economici e diventare una potenza economica nella regione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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