venerdì 10 settembre 2021

Il denaro nel corso dei secoli #3: Un ideale di libertà è alle porte

 

 

di Francesco Simoncelli

Nelle precedenti parti di questo trattato breve abbiamo visto come gli ideali abbiano mosso la storia e l'ascesa di quelle architetture sociali che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la società. Nella prima parte abbiamo visto come gli ideali di difesa del territorio e dei legami famigliari abbiano inizialmente caratterizzato la cultura antica, sfociando spesso in guerre di difesa che erano limitate non solo da una mentalità difensiva ma soprattutto dall'insormontabile vincolo rappresentato dal denaro sano ed onesto. Questo strumento di comunicazione permetteva un'emancipazione da direttive dall'alto che in qualche modo volevano imporre una visione arbitraria della società. Tutte le scoperte di nuove miniere di metalli preziosi portarono ad una trasformazione della mentalità, da difensiva ad offensiva, ma l'utilizzo di nuovo denaro per scopi di distruzione alla fine richiedevano un prezzo da pagare: inevitabile crisi per riallocare in modo economicamente sostenibile le risorse scarse. Ciò che lasciò ogni crisi, però, fu una serie di ideali che erano maturati durante le guerre di offesa: essere mercenari era redditizio. Di conseguenza una porzione della società si specializzò in questa direzione, lasciando indietro ideali di difesa e comunità per fare spazio a gloria e, soprattutto, ricchezza attraverso la guerra. Sapevano bene cosa fosse il denaro, quindi esigevano denaro sano ed onesto per i loro servigi.

Il Primo Stato utilizzò questa classe di mercenari per costruire il proprio impero, attraverso i tributi esatti dalla popolazione in generale. Ma mentre il Primo Stato si insediò per la presunta lungimiranza su strategie belliche e doti di comando, il Secondo Stato propagò la propria utilità attraverso ideali di salvezza nell'altro mondo. Entrambi non erano in concorrenza, perché ognuno aveva stabilito il proprio dominio su due aspetti della vita in netto contrasto: vita terrena e vita ultraterrena. L'ideale iniziale di rispetto per il capofamiglia o capotribù si trasformò in rispetto e riverenza per il sovrano; gli ideali di fede, devozione e sacrificio propagati dalla Chiesa in modo da permettere agli individui di guadagnarsi il paradiso, forgiarono un esercito di fedeli che era al pari di quello della nobiltà. Per quanto fossero influenti e potenti, sia il Primo che il Secondo Stato erano inevitabilmente incatenati dalla leggi apodittiche della domanda/offerta e soprattutto della scarsità, le cui sentenze di premio o condanna erano scandite dal denaro.

Nella seconda parte, poi, abbiamo assistito ad un primo cambiamento di paradigma inizialmente introdotto dalla cosiddetta classe dei creditori, ovvero, una costola del nascente Terzo Stato. Attraverso la riserva frazionaria iniziarono a ricoprire il ruolo di "benefattori" del Primo e Secondo Stato, a finanziare le loro guerre, ciononostante non godevano dei loro stessi privilegi. Peggio, nobiltà e clero avevano la facoltà di andare in default per i propri debiti per diritto divino, e quindi chi ci perdeva era ovviamente la classe dei creditori. Quest'ultima, ovviamente, non ci stava e iniziò a sabotare il denaro stesso per corrompere il linguaggio attraverso il quale gli esseri umano agenti "comunicavano" e si specializzavano nel mercato del lavoro. Un attacco frontale a nobiltà e clero era da escludere visto il grande esercito che li sosteneva e soprattutto gli ideali sui quali poggiava il loro regno. C'era quindi bisogno di veicolare un nuovo ideale che non solo avallasse la visione della classe dei creditori, ma che sovvertisse quella delle altre due classe concorrenti. Il più grande esercito su cui si poteva contare era rappresentato dalle masse, la cui rivolta poteva essere fomentata ed essere trasformata in un'arma; la volubilità delle messe poteva essere incanalata attraverso la propaganda di ideali come la "democrazia" ed i "diritti civili" i quali dovevano essere presi dalla classe nobiliare che li aveva usurpati indebitamente attraverso il suo regno. Questi nuovi ideali permearono la società e le rivolte che ne susseguirono furono pilotate da una classe di creditori il cui unico scopo era spodestare le altre due classi concorrenti e sostituirsi ad esse. Per farlo, però, si è inaugurato la cosiddetta era delle guerre infinite, perché una volta raggiunto lo scopo, coloro che facevano parte di suddetta classe si rivoltarono uno contro l'altro per primeggiare.

Inutile dire che questa campagna bellica era decisamente dispendiosa e questo avrebbe significato sicuramente la bancarotta, nonostante la riserva frazionaria fosse una pratica diventata consuetudine e Robert Peel avesse tentato di arginarla. La nascita della Federal Reserve rappresentò il coltello che avrebbe assassinato il denaro sano ed onesto, visto che pochi anni dopo il gold coin standard sarebbe stato "sospeso" e con ciò la propaganda di un ideale totalmente nuovo: la fiducia in un ente capace di sfornare credito praticamente illimitato era ciò di cui le persone avevano bisogno per trovare sollievo nei momenti di difficoltà. Trovare l'oro richiedeva tempo e anche raffinarlo per creare le monete, quindi nel frattempo le banche centrali vi avrebbero messo una toppa per risolvere i problemi in maniera più celere ed immediata. Questo ideale di presunta efficienza fu il motivo per cui la maggior parte delle persone avallò la progressiva rimozione dei metalli preziosi dalla loro vita di tutti i giorni. Il processo di rimozione delle ultime vestigia dell'oro venne completato nel 1971 e da quel momento in poi il denaro è diventato un mero strumento di comando/controllo per elargire privilegi in base alle necessità della classe dei creditori, la quale, nel frattempo, si era fusa con quella dei politici. Seguirono trent'anni di falsa crescita economica comprata dal futuro, e più debito veniva emesso più la sua utilità marginale diminuiva fino al primo grande botto nel 2001. Da quel momento in poi è seguita una corsa frenetica per impedire all'impero della classe dei creditori/politici di crollare sotto le leggi apodittiche dell'economia: la scarsità ed il calcolo economico per allocarla correttamente. Il denaro fiat, da strumento di sottomissione, s'è trasformato in trappola economica mortale per gli stessi che l'avevano utilizzato nella loro ascesa al potere.

Quando il denaro perde valore, genera solo profitti illusori e si trasforma da “mezzo” a “fine a sé stante”. Gli sforzi relativi alla ricerca del profitto vengono rimossi dall'equazione e gran parte dell'attività umana, precedentemente occupata dall'artigianato e dal commercio, diventa priva di significato. È questa lenta agonia che introdurrà un'era di violenza senza precedenti, barbarie e insensatezza umana. Il passaggio dal denaro sano ed onesto, che rappresentava una vera riserva di valore, a quello malsano e disonesto, che viene utilizzato come strumento politico, non ha reso l'umanità più raffinata o evoluta. Ha invece consentito alla classe dei creditori/politici di condurre guerre senza fine, senza alcun vantaggio per i combattenti e senza alcun rischio finanziario e personale per gli istigatori. Non è un caso che le "Guerre Mondiali" siano iniziate un anno dopo la creazione della Federal Reserve, e le "Guerre Mondiali" continueranno sotto forma di guerre senza fine finché esisterà il sistema bancario centrale. Il denaro fiat ha ridotto la maggior parte delle persone a mercenari non pagati e schiavi fiscali per massimizzare l'accumulo globale di debiti. E poiché il denaro fiat è ora uno strumento politico, ha corrotto ogni aspetto della società portando al collasso morale di quasi ogni stato ed istituzione sociale. Quindi è il denaro fiat l'invenzione barbara e, cosa più importante, la classe dei creditori/politici che controlla l'emissione ed il prezzo del denaro fiat è la più grande minaccia di oggi.

Infatti la “crescita” infinita utilizzando questa forma di denaro non può essere sostenuta indefinitamente e suddetta classe lo sa, quindi l'attuale deriva di comando/controllo cui stiamo assistendo non è altro che l'inevitabile fine di ogni sistema monetario fasullo che finisce per erodere progressivamente la base su cui si sostiene: il risparmio reale. In sintesi, si tratta di una demolizione controllata, o perlomeno così sperano. Le aspettative per il futuro vengono abbassate, le promesse di opportunità sostituite con visioni di "sicurezza", individualismo e autosufficienza pubblicamente disprezzati e gli inizi della religione del cosiddetto "Cambiamento climatico". Inutile sottolineare, quindi, che questa è ingegneria sociale: il tentativo di controllare il funzionamento e lo sviluppo della società attraverso la pianificazione centrale delle sue istituzioni, svolta da "esperti". Profondamente collettivista ed elitaria, la pianificazione centrale ricostruisce la società in nome di un'ideologia collettivista e per ottenere la conformità richiesta, viene imposto un massiccio controllo statale. Decostruisce le istituzioni e la cultura di una società per ricostruirle secondo una realtà soggettiva e condivisa, cioè un'ideologia. I costruttivisti credono che la realtà sia letteralmente un prodotto delle relazioni umane e ciò che viene chiamato "verità" o "obiettività" è in realtà un consenso soggettivo prodotto da dinamiche sociali come la storia. In breve, la realtà è un costrutto sociale. L'opposto è la realtà indipendente e verificabile che si incarna nelle leggi della logica o nelle caratteristiche innate della natura.

Il costruttivismo punisce il dissenso e vieta le alternative, cercando di controllare idee e parole perché definiscono il contenuto della realtà. Decostruire un'istituzione, come il denaro, e ricostruirla per servire un nuovo ideale è l'aspetto più visibile dei costruttivisti; a livello più profondo, però, è una teoria in base alla quale le percezioni della realtà si contendono il dominio per essere la realtà. Pensate un attimo alla cosiddetta "cancel culture", dove la storia viene considerata un costrutto sociale che, nonostante il suo oggettivo svolgimento, può essere cancellata in base alla percezione del momento. La percezione, quindi, determina la realtà. Quando una percezione diventa abbastanza potente, allora diventa "la narrativa dominante" della società e serve gli interessi del gruppo sociale prevalente, che non deve essere la maggioranza ma semplicemente il più potente. Per mantenere il dominio, le idee, l'espressione e le parole alternative devono essere proibite e questo è necessario perché idee e parole creano letteralmente la realtà.

A maggior ragione questo discorso si inserisce nel campo monetario. Infatti si dice che le banche centrali facilitino il commercio e facciano il bene degli individui collegandoli a livello globale. In realtà sono un gigantesco intermediario che avvantaggia pochi a spese di molti. Il loro mandato costituisce la truffa finanziaria più grande mai perpetuata: tradiscono le persone comuni per arricchire lo stato, trasferendovi ricchezza ed informazioni personali. Per sostenere una menzogna nel tempo, i fatti devono essere costantemente negati, altrimenti le persone la smaschereranno abbastanza facilmente. La menzogna deve offuscare la verità, o distruggerla, in modo che i fatti vengano screditati. Se la bugia ha successo nel tempo, le persone arrivano a credere che il modo in cui stanno le cose è il modo in cui le cose sono sempre state e devono sempre stare. Il denaro fiat è la menzogna, mentre l'oro era la realtà e la sfida per le banche centrali è far sembrare reale il primo e fraudolento il secondo. Un modo per farlo è mettere in discussione la validità della realtà oggettiva stessa, dopotutto se non esiste una realtà oggettiva, se la realtà è dettata dalle autorità, dalla narrativa, dalla maggioranza o da altre forze, allora non c'è nulla di fattuale rispetto a cui valutare qualcosa. Quando nulla è oggettivamente falso o vero, una bugia è valida quanto la verità.

Ciò che è giusto o sbagliato è una delle decisioni più importanti che una persona possa prendere. Se la persona è persuasa ad abdicare il suo giudizio etico nei confronti di un'autorità, se non c'è moralità o realtà oggettiva, allora tutte le decisioni ed i giudizi si basano sul relativismo. Il risultato è un relativismo morale ed uno metafisico che avvantaggiano le bugie.

Il sistema bancario centrale è immorale. Il denaro fiat e la sua inevitabile inflazione sono un furto, ma senza moralità oggettiva, non c'è giustizia oggettiva. Tutto è questione di autorità, opinione di esperti, circostanze ed utilità. Il sistema bancario centrale, inoltre, è una menzogna metafisica che richiede il discredito dei fatti e ciò avviene in tre modi sostanzialmente: le alternative sono etichettate come criminali, la concorrenza viene ostacolata artificialmente ed il libero mercato viene demonizzato proprio perché fornisce ciò che lo stato promette ma non può fornire (libertà, prosperità, pace ed una società civile); lo stato sostiene che le sue istituzioni finanziarie sono beni pubblici mentre le alternative private sono sistemi spietati, caotici ed incompetenti; viene eretta una campagna diffamatoria sostenuta da un misto di accademici e burocrati i quali scoraggiano le persone dal confrontare l'attuale sistema finanziario con alternative del passato o possibilità future che metterebbero in discussione la menzogna.

Questa decostruzione della menzogna sulla quale la classe dei creditori ha costruito il suo impero è fondamentale per accedere, da un punto di vista filosofico e morale, all'alternativa. In questo senso l'alternativa diventa necessaria ed imprescindibile, e non solo una curiosità ed una prova. Gli individui, quindi, cercheranno l'alternativa come percorso obbligato non solo per proteggere ciò che è loro di diritto poiché acquisito attraverso il frutto del loro lavoro, ma essenzialmente come dovere morale contro il furto ed il raggiro. Il modo più veloce per accelerare questo processo è delegittimare il denaro fiat esponendo il danno intenzionale che fa alla società e agli individui. Nel 1963 Murray Rothbard scrisse un libro intitolato What Has Government Done to Our Money? dove descriveva come il denaro emergesse spontaneamente a causa del bisogno degli individui di effettuare scambi ad un livello più efficiente del baratto. Il libro spiega come il denaro di libero mercato ed il denaro fiat non possano coesistere: l'inflazione è un ladro silenzioso, dove i primi destinatari del denaro fiat creato ex novo si arricchiscono a spese dei destinatari finali che invece vengono derubati. Sebbene ci siano vantaggi, essi sono temporanei e, soprattutto, arrivano ad un costo il quale diventa progressivo e sempre più ingombrante nel tempo. Infatti Rothbard scrive:

Supponiamo che l'economia abbia una scorta di 10.000 once d'oro e che i falsari [lo Stato] [...] ne emetta 2000 "once" in più. Quali saranno le conseguenze? In primo luogo, ci sarà un chiaro vantaggio per i falsari [lo Stato]. Prende il denaro appena creato e lo usa per acquistare beni e servizi. Nelle parole del famoso cartone animato del New Yorker, in cui si mostra un gruppo di falsari in sobria contemplazione della loro opera: "La spesa al dettaglio sta per essere adeguatamente stimolata". Proprio così. La spesa locale, infatti, si becca un bello stimolo [...]. Man mano che il nuovo denaro si diffonde, i prezzi salgono: come abbiamo visto, il nuovo denaro può solo diluire il valore di ogni dollaro. Ma questa diluizione richiede tempo ed è quindi irregolare; nel frattempo alcuni guadagnano e altri perdono [...]. I primi destinatari del nuovo denaro guadagnano di più, ed a spese degli ultimi destinatari. L'inflazione, quindi, non conferisce alcun beneficio sociale; invece ridistribuisce la ricchezza a favore dei primi arrivati ​​ed a scapito di chi viene dopo.

La maggior parte delle persone ha una certa comprensione dell'effetto dell'inflazione diretta sui prezzi, perché vede il proprio costo della vita aumentare, ma altri effetti più sottili sono altrettanto disastrosi. come ad esempio la distorsione del calcolo economico. Poiché i prezzi non cambiano tutti in modo uniforme ed alla stessa velocità, diventa molto difficile per le imprese separare il durevole dal transitorio e misurare le richieste reali dei consumatori o il costo delle loro operazioni. Ad esempio, un'azienda collega il "costo" di un bene a quanto l'ha pagato, ma con l'inflazione il costo di sostituzione del bene sarà di gran lunga maggiore di quello registrato sui libri contabili. Di conseguenza la contabilità aziendale sovrastimerà i propri profitti e consuma persino capitale mentre aumenterà (presumibilmente) i propri investimenti. Allo stesso modo gli azionisti ed i proprietari di immobili staccheranno plusvalenze durante un periodo d'inflazione, ma questi non sono affatto "guadagni" perché sebbene possano essere spesi essi non si accorgeranno che in realtà stanno consumando il loro capitale originale. Inoltre i profitti illusori sospendono la penalizzazione da parte del libero mercato delle imprese inefficienti e la gratificazione delle imprese efficienti, oltre a distorcere la vita personale delle persone punendo virtù economiche come la parsimonia. Infatti le persone abbracceranno il prestito piuttosto che il risparmio.

Ad un certo punto, però, l'intero sistema inizia a sgretolarsi. Pensate ad esempio alla situazione attuale. Continua senza sosta il caos nelle supply chain mondiali ed il mismatch tra domanda e offerta che sta creando molto probabilmente nemmeno per l'anno prossimo verrà assorbito. Nel frattempo, però, lo zio Sam, continua a stampare e soprattutto a spendere. Infatti la fiammata d'inflazione nei prezzi che ha visto dallo scorso marzo fino ad oggi è figlia dello svuotamento del conto del Tesoro USA presso la FED. Infatti con i lockdown i conti della tesoreria statunitense si sono gonfiati ancora di più, dal momento che i fondi nel sistema finanziario non avevano altra via da prendere se non quella dei bond del Tesoro. Da qui la generosità del welfare state che ha riempito le tasche delle persone con denaro "gratis" e assegni statali per sostenere i numeri della disoccupazione. Da marzo 2020, quando il saldo era di $400 miliardi, lo zio Sam ha accumulato $1.800 miliardi in poco più di quattro mesi. Quasi tutta questa liquidità è stata spesa, però gran parte della stessa è stata assorbita dal reverse repo facility della FED (circa $1.000 miliardi). È stato necessario per evitare che i tassi dei depositi bancari e del mercato monetario diventassero negativi, stabilizzando così il dollaro sui mercati dei cambi e rallentando la salita dei prezzi delle materie prime. Ma ecco il punto: nelle prossime settimane verrà nuovamente alzato il tetto del debito e si tornerà a vendere bond sovrani, con la FED che invertirà il flusso del RRF. Problema: la spesa programmata dall'amministrazione Biden è di circa $6.000 miliardi per l'anno prossimo. Quindi possiamo mettere tutti gli elementi insieme adesso: supply chain sconquassate, gap fiscale impossibile da colmare, la FED che bluffa sul tapering ma dovrà stampare, una domanda per i bond sovrani USA sostenuta essenzialmente dalla FED, deficit in ascesa, inflazione dei prezzi cavalcante. Queste sono le circostanze che non solo scoraggiano la fiducia estera nel dollaro, ma la persuade a scaricarli.

È il rovescio della medaglia del Dilemma di Triffin, quando decenni di politica fiscale irresponsabile finiscono inevitabilmente con una crisi della valuta. Gli individui, anche quelli inclini all'obbedienza, finiscono quindi per cercare alternative e proprio come la legittimazione dello stato fa obbedire gli individui, il palese abuso di potere li fa resistere. E a tal proposito il momento migliore per resistere e prendersi la propria libertà finanziaria è qui e ora, prima che il sistema concluda la sua deriva di comando/controllo. Meno informazioni personali uno stato ha su un individuo, meno può violarne diritti. Inutile sottolineare che questo aspetto è sotto attacco oggi più che mai, ma la radice è sempre la stessa: il denaro. Molti economisti Austriaci del XX secolo capirono che il denaro di libero mercato era importante per la libertà quanto la libertà di parola, ad esempio. Infatti un altro passaggio del sopraccitato libro di Rothbard è illuminante:

Il denaro può essere organizzato secondo il principio della libertà? Possiamo avere un libero mercato nel denaro così come in altri beni e servizi? Quale sarebbe la forma di un tale mercato? E quali sono gli effetti dei vari controlli statali? Se favoriamo il libero mercato in altre direzioni, se desideriamo eliminare l'invasione dello Stato nei confronti di persone e proprietà, non abbiamo compito più importante che esplorare i modi ed i mezzi per affermare un libero mercato nel denaro.

Rothbard, con il suddetto libro, spiegò inoltre che le libertà civili e la libertà economica erano due facce della stessa medaglia. Le libertà civili, come la libertà di religione, scaturivano dal diritto di una persona ad usare pacificamente il proprio corpo; espressioni della proprietà di sé, cioè della giurisdizione morale che ogni persona possiede essendo essere umano. Lo stesso vale per le libertà economiche: una persona ha il diritto di trarre profitto pacificamente dal proprio lavoro, compresa l'emissione e l'uso di denaro privato. Libertà civili e diritti economici sono punti su un continuum che si basa sullo stesso concetto: la proprietà privata della propria persona. Tale fusione concettuale fu un'intuizione abbagliante e c'è stato uno strumento che dal 2009 l'ha effettivamente materializzata: Bitcoin.

Bitcoin è un veicolo di libertà personale ed indipendenza. Attraverso il suo network peer-to-peer gli utenti che ne fanno parte ottengono liberazione: la ricchezza personale viene protetta dall'appropriazione indebita da parte delle banche centrali; l'anonimato consente la libertà di parola, specialmente su questioni controverse e politiche; nessuna transazione può essere censurata; ecc. Ma ci sono due aspetti cruciali, in particolare, che incarnano l'essenza di cambiamento di paradigma apportato da Bitcoin al mondo del denaro e delle libertà civili. Primo aspetto: Bitcoin conferisce il controllo finanziario esclusivo nelle mani dei singoli individui. Lo stato non può sopravvivere poiché la sua esistenza dipende dal furto di ricchezza e dalla restituzione di una piccola parte di essa sotto forma di servizi non desiderati o forniti in modo meno efficiente rispetto al mercato. Man mano che il potere degli individui cresce, quello dello stato diminuisce e lo stato è estremamente bravo in una cosa: riconoscere un nemico. Secondo aspetto: il sistema di pagamento di Bitcoin supera quelli della finanza tradizionale che sono controllati dallo stato e dalle banche statali. Man mano che si evolve in modo naturale, la minaccia ai sistemi di controllo tradizionali aumenta in modo esponenziale.

La posta in gioco è alta da entrambe le parti. Riflettete su un aspetto che viene raramente discusso: il monopolio finanziario dello stato gli consente di equiparare la ricchezza al denaro fiat. Infatti la gente pensa al denaro e alle finanze in termini statalisti. La ricchezza reale non riguarda i soldi, ma altre cose: non dover andare alle riunioni, non dover sprecare tempo con i cretini, non finire in giochi di potere, non dover dire sempre di "sì" anche quando non si vuole, non preoccuparsi che gli altri possano sprecare il vostro tempo ed energia. La ricchezza reale è libertà, la ricchezza reale è emancipazione. Ma la libertà c'è solo quando gli individui controllano la propria ricchezza, specialmente il rendimento del proprio lavoro e capitale. Quando lo stato controlla la ricchezza, allora ne trae vantaggio erodendo la libertà individuale. E non c'è controllo più grande che entrare nella mente di una persona e definire i termini secondo cui pensa. Questo è ciò che accade quando la ricchezza viene confusa con il denaro fiat e tale fusione va a vantaggio dello stato. La chiarezza di pensiero è sempre individuale ed è la base della sopravvivenza e del progresso. Poche cose sono chiare come l'immutabilità della blockchain di Bitcoin ed essa può letteralmente abbattere imperi.


👉 Qui il link alla Prima Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/07/il-denaro-nel-corso-dei-secoli-1-le.html

👉 Qui il link alla Seconda Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/07/il-denaro-nel-corso-dei-secoli-2-denaro.html


giovedì 9 settembre 2021

L'economia Austriaca può aiutare gli investitori a guardare oltre il breve termine

 

 

di Christian Hubbs

«La cosa più importante è aspettare e noi siamo qualificati per aspettare.»
~ Francsico  García Paramés

Francsico García Paramés, spesso definito come il Warren Buffett spagnolo, è un investitore rinomato che però è quasi sconosciuto al pubblico americano. Con il suo primo libro, Investing for the Long Term, le cose dovrebbero cambiare.

I primi tre capitoli del libro delineano la biografia di García, mentre passava da studente universitario mediocre al suo primo lavoro presso El Cortes Inglés (un grande rivenditore spagnolo) per poi prendere un MBA 15 mesi dopo. Questo percorso lo ha portato alla sua prima esposizione agli investimenti e al suo lavoro presso l'azienda spagnola Bestinver, dove è passato da analista a gestore di fondi e infine alla fondazione del proprio fondo. In tutto questo si può approfondire lo sviluppo intellettuale di García, scoprendo One Up on Wall Street di Peter Lynch e gli economisti Austriaci, nonché le decisioni che ha preso come gestore patrimoniale e come ha pensato alle sue varie selezioni di titoli.

La carriera da investitore di García copre oltre 30 anni attraverso periodi turbolenti, in particolare mentre i suoi investimenti si concentravano su società europee durante il crollo del 1987, la caduta dell'Unione Sovietica, la bolla dot-com, il crisi finanziaria del 2008 e le successive crisi del debito sovrano che hanno afflitto la Spagna e molti Paesi dell'Europa meridionale. Nonostante tutta la frenesia, García dipinge un quadro di calma e pazienza, gestendo abilmente il fondo secondo i suoi rigidi principi. L'approccio di García rispecchia quello di Buffett, poiché impiega del tempo per istruire gli investitori sugli approcci d'investimento per infondere un senso di calma e pazienza e scoraggiare coloro che cercano di guadagnare velocemente.


Filosofia d'investimento

La seconda parte del libro, che comprende all'incirca i restanti due terzi del testo, si concentra sulla filosofia e sul metodo di García. Il primo capitolo di questa sezione mette in evidenza l'influenza degli economisti Austriaci che gli hanno fornito una visione ed un quadro coerente con un approccio d'investimento sul valore. È fondamentale, perché tale tipo d'investimento non cerca di prevedere movimenti di prezzo o obiettivi, ma vuole identificare quelle società con un solido criterio economico di base e che il mercato sta sottovalutando, acquistarle ad un buon prezzo ed aspettare. Allo stesso modo, gli Austriaci non cercano di prevedere la crescita del PIL del prossimo anno, il tasso di disoccupazione, il tasso d'inflazione o qualsiasi altro indicatore economico venga sbandierato dalla stampa. Invece usano la loro teoria per fare previsioni di tendenza a lungo termine: i tempi sono nella migliore delle ipotesi imprecisi, ma gli eventi si verificano secondo le teorie presentate da Mises, Rothbard e altri. Ciò produce una potente struttura intellettuale che opera sulla stessa scala temporale dell'investitore sul valore, consentendo di raccogliere futuri benefici proteggendosi dagli errori della politica monetaria e delle bolle.

García riassume le intuizioni chiave dell'economia Austriaca applicate all'investimento in dieci punti:

  1. I mercati funzionano, per definizione.
  2. I mercati non sono mai in equilibrio.
  3. La crescita economica si basa su una maggiore produttività finanziata dal risparmio.
  4. L'investimento richiede risparmi, sacrificando il consumo di oggi per il consumo in futuro e basato su una maggiore produttività.
  5. La manipolazione dei tassi d'interesse da parte delle banche centrali porta al ciclo boom/bust.
  6. Lo stato naturale dell'economia è deflazionistico.
  7. L'assenza di una valuta legata all'oro – o una merce simile libera da decisioni politiche – significa che la valuta si deprezzerà in modo permanente rispetto ai beni reali.
  8. I prezzi dei prodotti, che dipendono dal desiderio dei consumatori di acquistarli, determinano i costi e non il contrario.
  9. I costi di produzione sono soggettivi, nel senso che qualsiasi struttura di produzione può variare a seconda delle circostanze.
  10. I modelli economici sono — a tutti gli effetti — inutili.

Per ciascuno di questi punti, García fornisce applicazioni d'investimento dalla sua esperienza e storia. Presentato in un tale contesto, al lettore viene lasciato un apprezzamento più profondo di come la comprensione dell'economia possa avere un impatto diretto sui propri risparmi e sulle decisioni d'investimento.


Come investire

Al di là del quadro economico generale, García dedica più capitoli a come investe, analizza le aziende e il perché fa quello che fa. Una sezione importante è la sua discussione dei dati sui rendimenti delle azioni a lungo termine rispetto ad altri asset e su come concepisce il rischio. Sostiene la necessità di detenere azioni rispetto a tutti gli altri asset esaminando i dati degli ultimi 200 anni e mostrando la crescita regolare di questi indici rispetto a obbligazioni, titoli del Tesoro, oro e liquidità. Anche se penso che la visione a 200 anni sottostimi il valore attuale dell'oro come asset d'investimento, questa prospettiva a lungo termine è fondamentale, specialmente per gli investitori che hanno avuto un decennio difficile sin dalla crisi finanziaria. Questa visione a lungo termine si allinea bene anche con la comprensione del rischio da parte di García, che non è legata alla volatilità di un asset ma piuttosto alla probabilità di perdere denaro detenendo quel bene. Come mostra, questa prospettiva sul rischio gioca molto a favore per le azioni perché i rendimenti a lungo termine sono sempre stati positivi.

La strategia di García è il classico value investing. È informato sull'economia Austriaca e si nota una maggiore attenzione internazionale rispetto alla maggior parte degli investitori con sede negli Stati Uniti. Ciò gli consente di trarre vantaggio dalle aziende che lavorano in tutti i mercati, perché potrebbero avere sede in Svizzera mentre la maggior parte delle loro attività si svolge negli Stati Uniti. Ciò significa che sono spesso sottovalutate e quindi sottovalutate anche dagli investitori statunitensi ed europei, il che può portare all'acquisto di buone società a valutazioni interessanti. Altre caratteristiche che García cerca sono le family ownership in quanto tendono ad avere una linea temporale che si allinea con il suo orizzonte d'investimento, aziende più piccole che rischiano di essere ignorate a causa della loro mancanza di riconoscimento a livello internazionale, o conglomerati che possono essere difficili da analizzare, il che li rende ottimi guadagni.

Forse uno dei capitoli più preziosi del libro arriva alla fine della discussione sulla psicologia umana. Abbiamo tutti pregiudizi radicati che dobbiamo combattere e gli investitori possono valutarli più di altri. Il nostro approccio richiede pazienza e obiettività. Ci scottiamo quando vendiamo una buona compagnia troppo presto, o quando ci innamoriamo dei nostri picconi mentre invece ciò che abbiamo in mano è un limone e l'abbiamo classificato erroneamente. Semplici promemoria, come quelli forniti da García sui punti ciechi psicologici, sono fondamentali da avere davanti ai nostri occhi per rimanere concentrati e consapevoli delle nostre carenze come investitori.


Una nuova aggiunta al canone dell'investimento sul valore

Il libro di García è un contributo unico alla letteratura sul value investing. Sebbene nessuna delle intuizioni sia necessariamente originale, fornisce la propria interpretazione dei principi sviluppati dai precursori dell'investimento sul valore. Incorpora un'esplicita prospettiva Austriaca nelle sue strategie e prospettive d'investimento. Questa, a mio parere, era una prospettiva che mancava da anni alla comunità del value investing e come ho scritto altrove la maggior parte segue la visione economica di Buffett, che è corretta quando dice che gli economisti sono inutili per gli investitori, il problema è che la maggior parte degli investitori segue le previsioni per i prossimi 12 mesi. Questi modelli matematici sono irrimediabilmente fuorvianti e servono solo a far perdere tempo all'investitore alla ricerca di rendimenti nel lungo periodo.

Al di là della sua incorporazione di un approccio Austriaco, García mette a fuoco alcune delle opportunità uniche disponibili nei mercati europei. Questi vengono spesso trascurati dagli investitori con sede negli Stati Uniti che hanno molta meno familiarità con le società dall'altra parte dell'Atlantico. García fornisce ottimi motivi per ritenere che, se espandiamo sufficientemente la nostra cerchia di competenze, gli investitori con sede negli Stati Uniti possono identificare un enorme valore esaminando attentamente ciò che viene offerto presso la Deutsche Börse, la Bolsa de Madrid e le loro controparti.

In breve, consiglio vivamente Investing for the Long Term come lettura illuminante adatta sia ai principianti che agli investitori esperti, in particolare quelli interessati all'economia Austriaca ed ai mercati europei.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 8 settembre 2021

Covid: Come l'Occidente ha abbracciato la pianificazione centrale e ha abbandonato i diritti umani

 

 

di Birsen Filip

Nel gennaio 2020 Hubei e più di una dozzina di altre province della Cina continentale hanno attuato misure di blocco totalitario, come la chiusura di scuole e luoghi di lavoro e severe restrizioni ai viaggi e alla mobilità, tra cui la sospensione di tutti i trasporti pubblici, la cancellazione dei voli, blocco delle linee di treni e autobus e chiusura degli accessi autostradali. Gli sforzi per tenere sotto controllo i focolai in queste province includevano anche obblighi di mascherine e rigidi ordini di stare a casa. Alla fine di febbraio 2020 l'epidemia era ampiamente sotto controllo nella maggior parte delle province cinesi, il che ha portato il governo ad iniziare ad allentare molte delle misure di blocco oppressive il mese successivo. Il lockdown è stato ufficialmente revocato l'8 aprile 2020, settantasei giorni dopo la sua attuazione iniziale.

L'11 marzo 2020 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l'epidemia di Covid-19 si stava trasformando da emergenza sanitaria a pandemia. In risposta, i funzionari di stato in molti Paesi liberali, insieme ad una manciata di esperti medici non eletti, non hanno esitato ad adottare misure di contenimento simili a quelle imposte in Cina, comprese le chiusure delle frontiere interne ed esterne, e "blocchi estremamente coercitivi e restrittivi e misure di distanziamento fisico allo scopo dichiarato di tenere sotto controllo la pandemia e prevenire future epidemie". Ciò significa che, invece di gestire una situazione che è emersa spontaneamente con gli strumenti dell'ordine spontaneo (noto anche come società libere e aperte), che F. A. Hayek ha descritto come un sistema autogenerante, autoregolante e autocorrettivo, questi politici ed i loro esperti sanitari non eletti hanno scelto consapevolmente di attuare un ordine artificiale importato dalla Cina. Ciò è stato attuato nonostante il fatto che, storicamente, questi Paesi siano stati costantemente critici nei confronti dell'ordine artificiale (noto anche come ordine progettato, involontario od esogeno), che si riferisce alla pianificazione centrale di tutti gli aspetti di una società da parte di un capo di stato (o di un gruppo di persone) allo scopo di raggiungere fini predeterminati. Hayek disse che gli stati che si sono rivolti all'ordine artificiale per raggiungere i loro obiettivi predeterminati avrebbero inevitabilmente fatto ricorso alla coercizione e all'imposizione di una serie di regole che avrebbero dettato le azioni, la condotta ed i valori degli individui in pubblico, così come nella loro sfera privata. Secondo lui, tutti i regimi totalitari, compresa la Russia bolscevica, la Germania nazista e l'Italia fascista, erano società ordinate artificialmente. Contrariamente ad una società ordinata spontaneamente, dove non ci sono obiettivi collettivi predeterminati e pianificati su larga scala che devono essere raggiunti da un'autorità superiore ed ogni individuo esegue i propri piani in base alla propria volontà, valori e scelte, in un ordine artificiale "il piano del pianificatore" sostituisce "i piani dei suoi simili".[1] In altre parole, il pianificatore cerca di “privare tutte le altre persone del potere di pianificare ed agire secondo i propri piani. Mira ad una cosa sola: l'esclusiva ed assoluta preminenza del proprio progetto”.[2]

Anche se l'ordine artificiale è un nuovo sistema per i Paesi precedentemente liberali, i loro governi hanno abbracciato con entusiasmo i poteri totalitari acquisiti, nonché i discorsi associati, le tecniche di propaganda, il linguaggio e le politiche oppressive, coercitive e dittatoriali. Hanno anche messo a tacere e censurato le opinioni dissenzienti, comprese quelle di molti scrittori, scienziati e medici accreditati, i quali sono stati attaccati ed etichettati come complottisti ed egoisti. Forse la cosa più preoccupante è il modo in cui hanno incessantemente promosso la vaccinazione delle loro popolazioni, i cui effetti collaterali futuri sono sconosciuti, attraverso tecniche di marketing e propaganda altamente sofisticate e progettate per indurre paura e paranoia. Nelle ultime settimane molti di questi governi totalitari, ancora agli inizi, hanno intensificato i loro sforzi per vaccinare quei cittadini che si stavano dimostrando più restii o esitanti a farsi inoculare, ricorrendo a misure punitive come la negazione dei "privilegi" con i lasciapassare e minacciando i loro mezzi di sussistenza attraverso obblighi indiretti di vaccinazione. Infatti l'introduzione di lasciapassare vaccinali si sta diffondendo in un certo numero di Paesi occidentali, nonostante i dati recenti di Israele, Regno Unito e molte altre nazioni con alti tassi di vaccinazione suggeriscano che le iniezioni siano di efficacia molto limitata nel prevenire la diffusione della malattia. L'imposizione graduale di varie misure totalitarie, volte a costringere le masse a ricevere le loro iniezioni, non dovrebbe essere particolarmente sorprendente dato l'avvertimento di Hayek secondo cui il raggiungimento dei fini del sovrano tramite accordi artificiali comporta un intervento, una regolamentazione ed una coercizione continui da parte dell'autorità dominante.

Finora le misure oppressive adottate dai dittatori alle prime armi delle società precedentemente liberali hanno creato "uno stato di cose che dal punto di vista dei loro sostenitori è peggiore di quello precedente che dovevano a modificare".[3] Sfortunatamente è improbabile che questo li dissuada dal proseguire e peggiorare le cose. Secondo Ludwig von Mises, di fronte al fallimento del loro "primo intervento", questi dittatori non sono "preparati a disfare [...] la [loro] interferenza", riconnettersi alle forze dell'ordine spontaneo e tornare ad una società libera; invece aggiungono alla loro "prima misura sempre più regolamenti e restrizioni". Mises inoltre aggiunse che “procedendo per gradi su questa strada si arriva infine ad un punto in cui ogni libertà economica degli individui” è scomparsa, insieme alla libertà generale.[4] Questo lascia la porta aperta per l'emergere del "socialismo sul modello tedesco, lo Zwangswirtschaft dei nazisti".[5]

Hayek sottolineò che i sostenitori dell'ordine artificiale sono incapaci di riconoscere la diversa natura degli esseri umani in termini di volontà, obiettivi, caratteristiche, credenze, abitudini, costumi, situazioni e capacità fisiche, intellettuali e psicologiche. Di conseguenza i governanti dell'ordine artificiale determinano le attività quotidiane degli individui, eliminando totalmente la loro diversità. Lo fanno partendo dal presupposto che la maggioranza delle persone sia di natura omogenea e che siano troppo meccanici, sottomessi, primitivi ed egoisti per distinguere tra informazione e indottrinamento attraverso i mass media, metodi pubblicitari sofisticati e varie tecniche di propaganda. Allo stesso tempo i sostenitori dell'ordine artificiale sono anche consapevoli del fatto che non potranno raggiungere le anime della minoranza attraverso le loro sofisticate tecniche di propaganda. Di conseguenza cercheranno di invogliare questi individui a conformarsi attraverso varie forme di incentivi e tangenti (es. offrendo a chi si vaccina lotterie, buoni regalo, gioielli, computer, telefoni, piani telefonici, sconti in vari negozi, contanti, ecc.). Infine, per far fronte alle resistenze più ostinate che non si sottomettono a questi incentivi, attueranno misure sempre più coercitive, tra cui multe, diffamazione, abusi fisici e mentali, licenziamento e reclusione. Attraverso tali politiche e misure, i governanti dell'ordine artificiale sono in grado di creare uno "stato di cose in cui la struttura che la società possiede ancora è imposta dallo stato e in cui gli individui sono diventati unità intercambiabili [come qualsiasi oggetto] senza altri rapporti reciproci definiti o durevoli".[6]

I praticanti contemporanei dell'ordine artificiale “fanno finta che i loro piani siano scientifici e che non ci possa essere disaccordo su di essi tra le persone ben intenzionate e rispettabili”, per nulla diversi dai pianificatori di vari regimi totalitari nel secolo scorso.[7] Tuttavia Mises avvertì che “non esiste una cosa come un dovere scientifico. La scienza è competente per stabilire ciò che è, non può mai dettare ciò che dovrebbe essere ed a quali fini le persone dovrebbero mirare".[8] Dall'importazione dell'ordine artificiale cinese, i dittatori alle prime armi di quelle società precedentemente aperte hanno imposto valori fissi che non solo vanno ben oltre i limiti dell'azione di uno stato presumibilmente liberale, ma eccedono anche la portata e gli scopi della scienza. Inoltre rifiutano di accettare che "gli uomini non sono d'accordo nei loro giudizi di valore".[9]

L'idea che i Paesi occidentali potessero importare ed applicare con successo un ordine artificiale, cosa che ha richiesto alla Repubblica popolare cinese più di sette decenni per padroneggiarlo, non solo era assurda, ma ha anche messo in luce la povertà nel pensiero, nel giudizio, nella conoscenza, nella definizione delle politiche, nella cura e nell'immaginazione dei leader occidentali e dei loro esperti medici, i quali si sono assunti la responsabilità di violare i principi fondamentali del liberalismo, della democrazia e dei diritti umani. Dopo più di diciotto mesi, non ci sono prove scientifiche che suggeriscano che l'ordine artificiale importato dalla Cina abbia eliminato il virus, né abbia migliorato le condizioni sociali ed economiche o i sistemi sanitari nelle ex "società aperte".

Sfortunatamente sembra che le strategie totalitarie che sono state abbracciate dai governi precedentemente liberali continueranno a persistere nel futuro prossimo nonostante la loro povertà. Sono fermi nel voler mantenere il loro ordine artificiale, nonostante abbia già causato danni irreparabili contribuendo alla morte di molte persone, privando molte altre di stili di vita sani, violando la libertà e facilitando danni economici e rovina. Infatti alcuni esperti ritengono che il danno fisico, morale, intellettuale ed emotivo causato dai lockdown sia peggio di una morte rapida. Nel frattempo molti economisti sono preoccupati per gli effetti delle massicce perdite di posti di lavoro, dell'aumento dell'inflazione, della riduzione dei salari, del crescente divario di genere, dell'aumento della povertà estrema e dei grandi deficit sulla scia delle chiusure forzate. Inoltre, implementando l'ordine artificiale cinese, i politici occidentali e la loro manciata di esperti medici non eletti hanno dimostrato di ignorare il fatto che il pensiero ed i principi liberali sono fortemente e sistematicamente opposti all'ordine artificiale a causa del pericolo che rappresenta per l'avanzamento ed il progresso dell'ordine spontaneo. Vale a dire, non sono riusciti a comprendere la premessa che se gli uomini sono "lasciati liberi" di agire spontaneamente, spesso ottengono "più di quanto la singola ragione umana possa progettare o prevedere". [10] Di conseguenza le azioni spontanee degli individui producono spesso esiti "che possono essere intesi come se fossero realizzati secondo un unico piano, sebbene nessuno lo abbia pianificato".[11]

Mises sarebbe molto critico nei confronti del tipo di ordine artificiale che viene attualmente attuato nei Paesi liberali, poiché ha affermato che "è insolente arrogarsi il diritto di annullare i piani degli altri e costringerli a sottomettersi al piano del pianificatore".[12] Si chiese: "Il piano di chi dovrebbe essere eseguito? Il piano di Trotsky o quello di Stalin? Il piano di Hitler o quello di Strasser?"[13] Disse inoltre che "se un piano generale deve sostituire i piani di ciascun cittadino, devono emergere infiniti combattimenti. Coloro che non sono d'accordo con il piano del dittatore non hanno altro mezzo per andare avanti se non quello di sconfiggere il despota con la forza delle armi".[14] Allo stesso modo, Alexis de Tocqueville disse che se la libertà viene persa a causa del dispotismo e le persone sono portate alla disperazione, allora inevitabilmente "faranno appello alla forza fisica", portando all'emergere dell'anarchia.[15] La storia ha dimostrato che “quando le persone si fissavano con l'idea che c'era bisogno di adottare un solo piano, ne scaturivano guerre sanguinose. Con il riconoscimento del principio della libertà religiosa queste guerre sono cessate”.[16]

 

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/

 

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Note

[1] Ludwig von Mises, Socialismo: un'analisi economica e sociologica, trad. J. Kahane (New Haven, CT: Yale University Press, 1962), p. 538.

[2] Mises, Socialismo, p. 538.

[3] Mises, Socialismo, p. 533.

[4] Mises, Socialismo, p. 533.

[5] Mises, Socialismo, p. 533.

[6] F. A. Hayek, "L'individualismo: vero e falso", in Individualism and Economic Order (Chicago: University of Chicago Press, 1948), pp. 1-32, esp. P. 27.

[7] Mises, Socialismo, p. 539.

[8] Mises, Socialismo, p. 539.

[9] Mises, Socialismo , p. 539.

[10] Hayek, "L'individualismo: vero e falso", p. 11.

[11] F. A. Hayek, "Economia e conoscenza", in Individualismo e ordine economico, pp. 33-56, esp. P. 54.

[12] Mises, Socialismo, p. 539.

[13] Mises, Socialismo, p. 539.

[14] Mises, Socialismo, p. 539.

[15] Alexis de Tocqueville, Democracy in America: Historical-Critical Edition of "De la démocratie en Amérique,  vol. 2, ed. Eduardo Nolla, trad. James T. Schleifer. francese-inglese ed. (Indianapolis, IN: Fondo per la libertà, 2010).

[16] Mises, Socialismo, p. 539.

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martedì 7 settembre 2021

Le finanze dell'Eurozona si sono deteriorate

 

 

di Alasdair Macleod

Nonostante i tassi d'interesse negativi e la stampa di denaro da parte della Banca Centrale Europea, che ha consentito a tutti i governi membri dell'Eurozona di finanziarsi, il PIL nominale dell'Eurozona non è andato da nessuna parte ed è persino inferiore a quello che era prima della crisi Lehman.

C'è poi la questione dei crediti inesigibili, che sono stati per lo più convogliati nel sistema di liquidazione TARGET2: altrimenti a questo punto avremmo assistito a sostanziali fallimenti bancari.

Le maggiori banche dell'Eurozona hanno un indebitamento eccessivo ed i prezzi delle loro azioni ne mettono in dubbio la sopravvivenza. Inoltre queste banche dovranno contrarre i propri bilanci per conformarsi alla nuova normativa di Basilea 4 sugli asset ponderati per il rischio, la quale sarà introdotta nel gennaio 2023.

E infine dovremmo considerare le conseguenze politiche ed economiche di un crollo dell'Eurosistema. È probabile che sia innescato dal rialzo dei tassi d'interesse del dollaro, causando un mercato ribassista degli asset finanziari. La posizione finanziaria dei membri dell'Eurozona, fortemente indebitati, diventerà rapidamente insostenibile e l'esistenza stessa dell'euro, il collante che li tiene insieme, sarà minacciata.


Introduzione

Il commento economico internazionale mainstream si è concentrato sulle prospettive per l'economia americana e coloro che cercano una guida sugli affari economici europei hanno dovuto scavare più a fondo. Ma sin dalla crisi Lehman l'UE è rimasta stagnante rispetto agli Stati Uniti, come mostra il seguente grafico riguardo il PIL annuale.

Come gran parte dei commenti al riguardo, l'UE è in stasi sin dal 2008. C'è stata una serie di crisi che hanno coinvolto Grecia, Cipro, Italia, Portogallo e Spagna ed il database della Banca Mondiale ha rimosso il Regno Unito dai dati sul PIL dell'UE prima della Brexit, quindi ciò non ha contribuito alla sottoperformance dell'UE. Inoltre sin dal 1994 il divario tra la crescita del PIL dei Paesi dell'area Euro e quello dei Paesi non membri è aumentato dal 9% del totale al 15%, anche quando aggiustato alle nuove adesioni. Nonostante tutta la stampa di denaro della BCE, i membri extra-Eurozona hanno sovraperformato l'Eurozona.

La BCE ha imposto tassi d'interesse negativi sin dal giugno 2014, tagliando il suo tasso di riferimento sui depositi da -0,1% a -0,5%. I pianificatori centrali pensavano che i tassi negativi avrebbero aumentato la domanda di credito per investimenti e consumi, fornito spazio fiscale agli stati e quindi aumentato la domanda aggregata. Non è andata così. L'aspetto principale che ha spinto i tassi d'interesse in territorio negativo è il debito pubblico, che nell'Eurozona alla fine del 2020 era salito al 98% del PIL per i membri dell'Eurozona.

Certo, la gestione pasticciata dell'affare Covid non ha aiutato. Non solo hanno aumentato la spesa pubblica, ma le entrate fiscali hanno subito le conseguenze economiche. La crisi logistica globale ha avuto un grave impatto sull'economia tedesca altamente produttiva, con i principali produttori che hanno visto la loro produzione fermarsi per mancanza di componenti. E in molte giurisdizioni i lockdown sono continuati, ritardando i recuperi sperati e colpendo il turismo nei PIIGS altamente indebitati.

Come mostra il grafico precedente, questi problemi si aggiungono alla stagnazione economica che è stata una caratteristica dell'Eurozona sin dalla crisi Lehman. Le conseguenze del Covid non sembrano ancora riflettersi adeguatamente nei dati ufficiali del PIL, che sarà stato spinto al rialzo da un'accelerazione della crescita della massa monetaria.

Le varie misure M sono salite in modo significativo nel 2020, come mostrato nel grafico di seguito, principalmente a causa dell'espansione dei saldi delle banche centrali nella zona Euro.

Allo stesso tempo, dopo aver recuperato un po' dalla serie di crisi seguite a quella Lehman, le finanze pubbliche hanno preso una brusca svolta negativa, come mostra il seguente grafico.

La ragione della sottoperformance del PIL dell'Eurozona rispetto a quella degli Stati Uniti non è difficile da discernere. Il grafico qui sotto mostra come i prestiti bancari al settore non finanziario siano sostanzialmente in stallo sin dalla crisi Lehman.

Invece la crescita monetaria c'è stata di più nell'Eurosistema, comprendente la BCE e le banche centrali nazionali. Da €2.000 miliardi alla fine del 2008, i saldi totali dell'Eurosistema sono cresciuti a €7.000 miliardi alla fine del 2020, in parte anche a causa dei crescenti squilibri TARGET2 che si riflettono nei bilanci delle banche centrali.

Persistono nell'anno in corso i disavanzi pubblici dell'Eurozona, previsti dalla stessa BCE in aumento all'8,7% del PIL nel 2021. Si tratta di un PIL stimato di €13.476 miliardi, con un disavanzo del settore pubblico di €1.200 miliardi ed un debito rispetto al PIL al 103% per il 2021. Ma questo aumento è principalmente dovuto alla spesa infrastrutturale e presuppone una forte ripresa entrate fiscali sulla scia del miglioramento dell'occupazione e dell'aumento della spesa per consumi. Questo è già stato superato dagli eventi ed i deficit fiscali saranno molto più alti del previsto.

Nelle previsioni ufficiali della BCE c'è una forte dose di ottimismo neokeynesiano, cosa che abbiamo visto più volte con l'establishment economico dell'Eurozona. Inoltre, sotto la presidenza di Christine Lagarde, la BCE si sta intromettendo negli affari non monetari, dando la precedenza ad un'agenda verde sui combustibili fossili e creando precedenti per la politicizzazione degli affari monetari.

Di una cosa possiamo essere certi, ed è la cecità della BCE nei confronti del ciclo del credito guidato dall'America e dal dollaro. A livello ufficiale i prezzi negli Stati Uniti salgono al 5,4%, mentre nell'Eurozona sono all'obiettivo prefissato del 2%. Sappiamo che negli Stati Uniti un'analisi indipendente conferma che il tasso reale di aumento dei prezzi è superiore al 13%, quindi, utilizzando una metodologia IPC simile, gli statistici dell'Eurozona travisano l'effetto reale dell'inflazione monetaria. Non sarà transitorio, di conseguenza non solo i tassi d'interesse cominceranno a salire negli Stati Uniti, ma saliranno anche in Europa. Tra l'altro, il governo italiano non sarà più pagato per prendere in prestito.

La politica di stimolo monetario è scaduta, creando una crisi per i policymaker della BCE. Come i loro omologhi negli Stati Uniti e in altre grandi banche centrali, affrontano la crescente certezza di tassi d'interesse in aumento, valori degli asset finanziari in calo e un crollo accompagnato da un aumento dei prezzi. Secondo il neo-keynesismo tale combinazione è impossibile.

Non solo il punto di partenza è un tasso d'interesse negativo, ma anche un livello medio del debito pubblico rispetto al PIL del 103%. Le medie nascondono gli estremi, e con il debito/PIL della Grecia ufficialmente al 217%, quello dell'Italia al 151% e  quello del Portogallo al 137% (è probabile che siano più alti una volta considerato il debito fuori bilancio per le industrie nazionalizzate ecc.), una combinazione tra recessione ed impennata dei prezzi distruggerà le loro finanze già precarie.

Dopo il "whatever it takes" di Mario Draghi, la BCE ha usato ogni trucco per coprire le crepe di un'Eurozona in crisi. Al centro dell'inganno c'era l'occultamento dei crediti inesigibili all'interno del sistema TARGET2. È solo grazie a questo sotterfugio che è stato impedito alle grandi banche di fallire.

Come mostra il grafico qui sopra i saldi TARGET2 della banca centrale ed i saldi dei creditori stanno nuovamente aumentando. Per capire perché, dovremmo considerare cosa li sta facendo salire.

Il grafico illustra gli squilibri nel sistema TARGET2 tra le banche centrali nazionali e tra queste ultime e la BCE. Rivela tre elementi cruciali: la Germania ed il Lussemburgo hanno un debito netto di €1.400 miliardi; Italia e Spagna, insieme, devono al sistema €1.024 miliardi; la BCE deve alle banche centrali nazionali €353 miliardi. L'effetto del deficit della BCE, che deriva dagli acquisti di obbligazioni effettuati per suo conto dalle banche centrali nazionali, è quello di ridurre artificialmente i saldi TARGET2 dei debitori.


Dentro il funzionamento del sistema TARGET2

Il modo in cui funziona il TARGET2, in teoria comunque, è il seguente: un produttore tedesco vende merci ad un'impresa italiana, l'azienda italiana paga tramite bonifico bancario prelevato sulla propria banca italiana tramite la banca centrale italiana attraverso il sistema TARGET2, accreditando il pagamento alla banca tedesca del produttore tedesco tramite la banca centrale tedesca.

In passato, l'equilibrio veniva ripristinato coi disavanzi commerciali; in Italia, ad esempio, compensato da afflussi di capitali in quanto i residenti altrove nell'Eurozona acquistavano obbligazioni italiane, altri investimenti in Italia e il turismo sforbava entrate nette di cassa. Come si evince dal grafico dei saldi TARGET2, prima del 2008 le cose stavano generalmente così.

C'è poi la questione della “fuga dei capitali”, che non è una fuga di capitali in quanto tale. Il problema non sono i residenti in Italia e Spagna che aprono conti bancari in Germania e trasferiscono i loro depositi dalle banche nazionali. Il problema è che quelle banche centrali nazionali che sono pesantemente esposte a potenziali crediti inesigibili nella loro economia interna sanno che le loro perdite, se si materializzano in una crisi bancaria generale, finiranno per essere condivise in tutto il sistema, secondo le rispettive chiavi di capitale nel sistema TARGET2.

Se una banca centrale nazionale ha un deficit TARGET2 con le altre banche centrali, è quasi certamente perché ha prestato denaro alle sue banche commerciali per coprire i trasferimenti di pagamento, invece di farli avanzare attraverso il sistema di settlement. Tali prestiti figurano come un attivo nel bilancio della banca centrale nazionale, il quale è compensato da una passività per la BCE. Ma secondo le regole, se qualcosa va storto con il sistema TARGET2, i costi vengono ripartiti dalla BCE sulla formula delle chiavi di capitale.

È quindi nell'interesse di una banca centrale nazionale gestire un deficit maggiore in relazione alla sua chiave di capitale sostenendo le banche insolventi nella sua giurisdizione. La chiave di capitale si riferisce alla proprietà azionaria delle banche centrali nazionali nella BCE, che per la Germania, ad esempio, è il 26,38% delle chiavi di capitale delle banche nazionali dell'area Euro. Le chiavi di capitale della BCE nella zona Euro ammontano al 69,6176% del totale, mentre quelle tedesche sono il 18,367% del totale. La cifra precedentemente calcolata presuppone che in caso di fallimento del TARGET2 le perdite saranno limitate in prima istanza alle banche nazionali dell'area Euro. Le banche nazionali non euro includono la Bank of England, con il 14,3374%, e la BoE ha una passività nel caso in cui le perdite non possano essere contenute all'area Euro. Se TARGET2 crollasse, la Bundesbank perderebbe gli euro che le sono dovuti dalle altre banche centrali nazionali, e dovrebbe invece pagare fino a €400 miliardi in perdite nette.

Per capire come e perché si pone il problema, bisogna risalire alle precedenti crisi bancarie europee seguite alla Lehman, le quali hanno modellato le prassi regolamentari nazionali. Se l'autorità bancaria nazionale ritiene che i prestiti siano deteriorati, le perdite diventerebbero un problema nazionale. In alternativa, se l'autorità di regolamentazione li ritiene performanti, sono ammissibili per le operazioni di rifinanziamento della banca centrale nazionale. Una banca commerciale può quindi utilizzare i prestiti discutibili come garanzia, prendendo in prestito dalla banca centrale nazionale, la quale distribuisce il rischio di prestito a tutte le altre banche centrali nazionali in base alle loro chiavi di capitale. I prestiti insolventi vengono quindi rimossi dai sistemi bancari nazionali dei PIIGS e scaricati sull'Eurosistema.

Nel caso dell'Italia, il livello molto elevato di crediti deteriorati ha raggiunto il picco del 17,1% a settembre 2015, ma a marzo di quest'anno si era ridotto al 5,3%. I fatti affermano che ciò non può essere vero. Dati gli incentivi per il regolatore italiano a deviare il problema dei crediti deteriorati dall'economia nazionale all'Eurosistema, sarebbe un miracolo se una qualsiasi delle riduzioni degli NPL fosse autentica. E con tutti i lockdown per il Covid-19, i crediti deteriorati italiani saranno aumentati di nuovo, forse spiegando perché le passività TARGET2 della banca centrale italiana sono aumentate di €137 miliardi.

Negli stati membri con saldi TARGET2 negativi si sono verificate tendenze a problemi di liquidità per le industrie leader, rendendole insolventi. Con il regolatore bancario incentivato a rimuovere il problema dall'economia nazionale, i prestiti a queste società insolventi sono stati continuamente rinnovati ed aumentati. La conseguenza è che le nuove imprese sono state affamate di credito, perché il credito bancario è legato al sostegno dello stato e delle imprese zombi che avrebbero dovuto essere abbandonate molto tempo fa. La pressione aggiuntiva sulle imprese italiane in fallimento si riflette ora nel crescente deficit TARGET2 della Banca d'Italia. Il sistema non potrebbe essere più strutturato di così per paralizzare a lungo termine l'economia italiana.

A livello ufficiale non ci sono problemi, perché la BCE e tutte le posizioni TARGET2 delle banche centrali nazionali si azzerano tramite la contabilità reciproca. Per i suoi architetti, un fallimento sistemico del sistema TARGET2 è inconcepibile. Tuttavia, poiché alcune banche centrali nazionali finiscono per utilizzare il TARGET2 come fonte di finanziamento per i propri bilanci, che a loro volta finanziano le loro banche commerciali utilizzando i prestiti in sofferenza come garanzia, alcune banche centrali nazionali siritrovano passività crescenti.

Il membro dell'Eurosistema con l'onere maggiore è la Bundesbank tedesca, che ora presta oltre mille miliardi di euro attraverso il TARGET2 alle altre banche centrali nazionali. Il rischio di perdite per i finanziatori del TARGET2 sta ora accelerando rapidamente a causa dei lockdown, come si può vedere nel grafico degli squilibri TARGET2 sopra. La Bundesbank dovrebbe essere molto preoccupata.

Gli squilibri attuali nel sistema superano i €1.600 miliardi. Secondo le chiavi di capitale, in un fallimento sistemico gli attivi della Bundesbank pari a €1.102 miliardi sarebbero sostituiti da passività fino a €400 miliardi, il resto delle perdite si spargerebbe sulle altre banche nazionali. Nessuno sa come andrebbe a finire, perché il fallimento del sistema di settlement non è mai stato contemplato; ma molte, se non tutte le banche centrali nazionali, dovranno essere salvate in caso di fallimento del TARGET2, presumibilmente dalla BCE. Ma con solo €7,66 miliardi di capitale sottoscritto, il bilancio della BCE è minuscolo rispetto alle perdite implicate, ed i suoi stessi azionisti cercheranno un salvataggio per salvare la BCE. Un fallimento del sistema TARGET2 richiederà alla BCE di espandere ulteriormente i suoi programmi di QE per ricapitalizzare sé stessa e l'intero sistema bancario centrale della zona Euro.


Le banche dell'Eurozona sono sovraindebitate

Quasi certamente l'occultamento dei crediti inesigibili nel TARGET2 ha salvato le banche commerciali dell'Eurozona dal fallimento, perché sono altamente orientate alle perdite, come illustra la seguente tabella delle banche di importanza sistemica globale nell'Eurozona (G-SIB).

Sono classificati in base alla leva finanziaria più alta (ultima colonna), essendo il rapporto tra la loro capitalizzazione di mercato e le dimensioni dei loro bilanci. Il gearing di bilancio, cioè il rapporto tra attivi di bilancio e patrimonio netto di bilancio, è eccezionalmente alto per la banca francese, Credit Agricole. Ciò si confronta con i G-SIB americani i cui rapporti sono in media di circa 11 volte. E mentre i G-SIB statunitensi hanno un rapporto price-to-book in media di circa 1,3 volte, nessuno dei G-SIB dell'Eurozona ha un price-to-book superiore a 1.

Normalmente gli investitori si entusiasmano alle prospettive di un investimento con uno sconto sul valore contabile, ma ciò presuppone che l'attività sia redditizia e le cui azioni abbiano un prezzo errato. Nel caso di queste G-SIB il messaggio è diverso, essendo un serio punto interrogativo sulla loro eventuale sopravvivenza. È doppiamente grave, perché un investitore che raccoglie azioni bancarie dell'Eurozona sa che sono sottoscritte dalla BCE e dalle banche nazionali, le quali verrebbero sicuramente venute in loro soccorso in caso di crisi sistemica. Tuttavia, con questa garanzia implicita, le azioni di Société Generale e Deutsche Bank vengono trattate con quel valore incorporato nei prezzi delle loro azioni.

In altre parole, c'è solo il valore dell'opzione e poco altro.

Vediamo banche come Société Generale e Deutsche Bank che hanno una leva di oltre 60 volte. Ha senso esaminare questi numeri e concludere che, per quanto riguarda i mercati, la capacità dell'Eurosistema di salvare queste banche dal collasso potrebbe essere limitata. Un salvataggio delle G-SIB fallite è quasi una certezza, ma non i termini. Inoltre la minaccia del bail-in, che ora è ampiamente integrato nella legislazione del G-20, intaccherebbe fortemente gli azionisti.


L'effetto di Basilea 4

Basilea 4 è il nome informale dato alla normativa di Basilea 3 in materia di ponderazione per il rischio (RWA), già posticipata e che ora dovrebbe essere introdotta a gennaio 2023. Difficile vedere come le banche dell'Eurozona, in particolare le G-SIB, potranno rispettarlo senza ridurre i propri bilanci.

L'obiettivo dei nuovi regolamenti è garantire la resilienza delle banche alle crisi prescrivendo quanto capitale e liquidità devono detenere introducendo un approccio standardizzato. Le banche potranno ancora utilizzare modelli interni per il calcolo del capitale necessario per le attività di ponderazione del rischio, ma devono essere limitate non scendendo al di sotto del 72,5% delle cifre fornite dal nuovo approccio. L'Autorità bancaria europea ha calcolato che l'impatto di queste norme farà aumentare le RWA del 28%, equivalente ad un deficit di capitale di €135 miliardi per le banche europee.

Dal punto di vista operativo, le banche europee sono gravemente esposte rispetto a quelle di altre giurisdizioni. Basilea 4 discrimina i prestiti alle imprese senza rating indipendenti, che sono rari negli Stati Uniti, ma non nell'UE. I rating esterni si applicano solo al 20% delle imprese europee, ponendo l'accento sui sistemi di rating interni che devono essere rigorosamente limitati. Da qui la necessità di maggiori capitali.

In condizioni normali, con capitalizzazioni bancarie superiori al valore contabile, la raccolta di capitali idonei per mantenere le dimensioni del bilancio non sarebbe un problema; ma come abbiamo visto nella nostra tabelle delle G-SIB dell'Eurozona, tutte le loro azioni hanno uno sconto rispetto al valore contabile.

I banchieri senior avranno già un occhio a queste normative ed è improbabile che siano preparati a fornire l'espansione del credito necessaria per supportare le previsioni di crescita apparentemente ottimistiche emanate dalla BCE. Semmai è diventato più probabile un crollo in stile Irving Fisher, dove le banche accelerano il calo dei valori degli asset liquidandoli.


Il destino dell'euro

La presa di coscienza pubblica della situazione all'interno del sistema TARGET2 e la precarietà delle principali banche, oltre ad una contabilità estremamente fantasiosa, l'incapacità delle banche di fornire capitali extra per soddisfare Basilea 4 potrebbe porre fine al progetto europeo. In particolare, quando la Bundesbank scoprirà che invece di essere creditrice di €1.100 miliardi nei confronti delle altre banche centrali nazionali, si ritrova debitrice per €400 miliardi, sarà l'ultima goccia per un popolo la cui parsimonia e risparmi saranno stati spazzati via. Lo stesso lo si può dire per Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi e alcuni degli stati più piccoli.

Quando si è in possesso dei fatti, la fine dell'euro è facile da prevedere; ma all'inizio di una crisi è probabile che i flussi di capitale facciano salire il tasso di cambio dell'euro, in particolare rispetto al dollaro. Ciò è dovuto all'accumulo di eccedenze commerciali e flussi di portafoglio da entità dell'UE che hanno aumentato la loro esposizione al dollaro Secondo i dati TIC del Tesoro statunitense, le disponibilità di asset finanziari statunitensi nell'Eurozona ammontano a $5.339 miliardi e vi sono ulteriori $1.158 miliardi in depositi bancari e strumenti monetari in dollari.

Nel frattempo l'esposizione degli Stati Uniti agli asset finanziari e ai saldi bancari dell'Eurozona è di gran lunga inferiore. Pertanto è probabile che la corsa alla liquidità, tipica di una crisi finanziaria, favorisca inizialmente l'euro rispetto al dollaro.


Sommario e conclusione

A dispetto dei termini del Patto di stabilità nel Trattato di Maastricht del 1992, dall'ammissione della Grecia e dell'Italia nell'Eurozona la storia dell'euro e della BCE è stata caratterizzata da persistenti violazioni delle regole ed insabbiamenti. Senza Covid, e senza l'aumento dei prezzi che a loro volta faranno salire i tassi d'interesse, la BCE e Bruxelles avrebbero potuto farla franca ancora un po' ignorando le regole che loro stessi si erano dati.

La crisi dell'Eurozona è diversa da quella degli Stati Uniti che, al di là dei fattori sociali, è principalmente la conseguenza della stampa di denaro. Sebbene politiche simili siano state perseguite nell'Eurozona, non lo sono state nella stessa misura. I problemi sono più strutturali, con un sistema bancario eccessivamente indebitato e dipendente dall'occultamento di crediti inesigibili nel sistema TARGET2.

Inoltre il socialismo, che è relativamente nuovo per gli Stati Uniti, è stato incorporato nelle economie europee come minimo dalla seconda guerra mondiale, con più della metà dell'attività economica dovuta alla spesa pubblica improduttiva. L'effetto cumulativo della pianificazione centrale è stato quello di rendere le economie delle nazioni dell'UE meno efficienti e, attraverso un'eccessiva regolamentazione, separate da mercati liberi ed efficienti.

Ma una crisi finale sta ribollendo sotto la superficie. Dopo una fuga iniziale dal dollaro verso l'euro, sarà praticamente impossibile evitare un fallimento sistemico generale, il quale abbatterà non solo le banche, ma la rete di banche centrali e l'euro stesso. Alcune nazioni saranno in grado di tornare alle loro vecchie valute, ma altre, in particolare l'Italia e la Grecia, molto probabilmente no. Ed i tentativi di sostituire l'euro con un nuovo euro ed una nuova rete di banche centrali dovranno affrontare ostacoli significativi.

La realtà è che l'euro è il collante che tiene insieme i membri dell'Eurozona, e senza di esso il progetto europeo è morto. Sarà quasi impossibile resistere alla richiesta di un ritorno a stati nazionali indipendenti, non solo per la Germania, ma per coloro che apprezzano la sua voce della ragione. È probabile che alcuni Paesi, come la Polonia e l'Ungheria, fermino i loro tentativi di riformare l'UE dall'interno e se ne vadano, e alcune delle nazioni più piccole che sono lì per i sussidi non avranno motivo di rimanere.

Una previsione forse troppo fosca, ma sempre più verosimile, malgrado il "whatever it takes" di Draghi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 6 settembre 2021

Obbligo di vaccinazione e “Grande Reset”

 

 

di Philipp Bagus

Cresce la pressione sui non vaccinati. Mentre i vaccinati in alcuni Paesi stanno recuperando parte delle loro libertà sottratte dagli interventi statali, i non vaccinati non stanno così bene. Sono platealmente discriminati: l'accesso agli spazi pubblici e gli spostamenti sono resi più difficili ed in alcuni Paesi esiste persino l'obbligo di vaccinazione per alcune professioni.

Ma perché la campagna di vaccinazione è così importante per gli stati tanto da aumentare la pressione a tal punto? E chi è interessato alla campagna di vaccinazione globale?

Per rispondere a queste domande è necessario analizzare la narrativa prevalente e chiedersi chi ne beneficia. In tal modo, va affrontata l'alleanza di interessi tra lo stato, i media, l'industria farmaceutica e le istituzioni sovranazionali.

Cominciamo dall'industria farmaceutica. Ha un evidente interesse economico nella campagna di vaccinazione, ne trae enormi profitti.

E lo stato? Nella crisi del Covid-19, i politici hanno sistematicamente amplificato la paura e l'isteria. Questo non è stato un caso, perché lo stato fonda la sua ragion d'essere sulla protezione della popolazione dai pericoli interni ed esterni. Lo stato è costruito sulla paura. La narrativa è che senza l'aiuto dello stato, il cittadino sarebbe indifeso contro la fame, la povertà, gli incidenti, la guerra, il terrorismo, le malattie, i disastri naturali e le pandemie. È quindi nell'interesse dello stato instillare la paura di possibili pericoli, che poi pretende di risolvere, ampliando nel frattempo il proprio potere. Un esempio relativamente recente è la restrizione delle libertà civili negli Stati Uniti in risposta alla minaccia del terrorismo dopo gli attacchi dell'11 settembre e la seconda guerra in Iraq. Allo stesso modo era nell'interesse degli stati instillare intenzionalmente la paura e ritrarre il Covid-19 come un virus killer unico al fine di espandere il proprio potere in tempo di pace a scapito dei diritti fondamentali dei cittadini.

Quando è iniziata la crisi sanitaria e non si sapeva molto del potenziale pericolo del virus, i politici hanno dovuto affrontare un risultato asimmetrico: se i politici avessero sottovalutato un pericolo e non avessero reagito, sarebbero stati ritenuti responsabili della sottovalutazione, perdendo le elezioni ed il potere. Soprattutto se fossero stati incolpati dei morti. Foto di sepolture di massa a parte, le conseguenze della sottovalutazione del pericolo e del mancato intervento sarebbero state politicamente fatali. Al contrario, sopravvalutare il pericolo ed intraprendere azioni decisive sarebbe stato politicamente molto più attraente.

Se fosse stata davvero una minaccia senza precedenti, i politici sarebbero stati celebrati per le loro misure dure come i lockdown. Ed i politici possono sempre sostenere che senza la loro azione decisiva, ci sarebbe stato davvero un disastro. Se alla fine le misure si sarebbero rivelate esagerate, perché il rischio non era poi così grande, le possibili conseguenze negative delle misure non sarebbero state associate direttamente ai politici come le foto delle sepolture di massa, perché si sarebbero rivelate più indirette ed a lungo termine. I costi sanitari indiretti ed a lungo termine dei lockdown includono suicidi, depressione, alcolismo, malattie legate allo stress, decessi precoci per interventi chirurgici e screening annullati, ed uno standard di vita generalmente inferiore. Tuttavia questi costi non sono direttamente associati agli interventi drastici ed addebitabili alla politica: molte di queste conseguenze si verificheranno dopo le prossime elezioni o anche più tardi e non sono visibili. Ad esempio, non possiamo osservare fino a che punto un tenore di vita più elevato avrebbe aumentato l'aspettativa di vita; e se qualcuno muore tra sei anni a causa dell'alcolismo o della depressione sviluppatasi a seguito dei lockdown, la maggior parte delle persone probabilmente non riterrà responsabili i politici e, anche se lo dovessero pensare, questi politici probabilmente avranno già abbandonato la carica. Pertanto è nell'interesse dei politici sopravvalutare una minaccia e reagire in modo eccessivo.

Per giustificare e difendere le misure dure come il lockdown è necessario suscitare la paura. Quando i politici hanno alimentato la paura e l'isteria durante la crisi sanitaria, attuando misure altamente restrittive come i lockdown, il danno all'economia e al tessuto sociale è stato immenso. Eppure una società non può essere bloccata per sempre, poiché i costi continuano ad aumentare. Ad un certo punto, bisogna uscire dal blocco e tornare alla normalità. Tuttavia come si può suscitare la paura della minaccia di un virus killer e tornare alla normalità?

La via d'uscita è la vaccinazione. Infatti lo stato può proporsi come il salvatore dal grande pericolo ed organizzare la vaccinazione per i suoi cittadini gratuitamente. Senza questo "salvataggio" e in un lockdown permanente, le conseguenze economiche e sociali negative delle restrizioni ai diritti civili sarebbero così grandi che il risentimento tra la popolazione crescerebbe continuamente e alla fine i disordini diventerebbero una realtà. Quindi, prima o poi, il lockdown deve finire. Se, tuttavia, le autorità statali ritirassero le restrizioni senza ulteriori spiegazioni e implicassero che il pericolo non era poi così grande e che le restrizioni erano un'esagerazione ed un errore, perderebbero molto sostegno e fiducia tra la popolazione. Di conseguenza è necessario uno "scenario d'uscita" buono e salva-faccia dalle restrizioni, ed è proprio questo che incarna la campagna di vaccinazione.

Attraverso la vaccinazione fornita dallo stato, esso può continuare a mantenere viva la narrativa della grande minaccia e comunque uscire dai lockdown. Allo stesso tempo può spacciarsi per un salvatore che si sta battendo per tornare alla normalità attraverso la vaccinazione. Per fare questo è necessario che si vaccini la maggior parte possibile della popolazione, perché se lo fa solo una frazione, la campagna di vaccinazione non può essere venduta come un passo necessario verso le aperture. Pertanto è nell'interesse dello stato vaccinare una parte importante della popolazione.

Se questa strategia funziona, lo stato avrà creato un precedente, ampliato il suo potere e reso i cittadini più dipendenti. I cittadini crederanno che lo stato li abbia salvati da una situazione mortale e che avranno bisogno del suo aiuto in futuro. In cambio, saranno disposti a rinunciare ad alcune delle loro libertà in modo permanente. L'annuncio della necessità di un richiamo annuale alle vaccinazioni, organizzato dallo stato, perpetuerà la dipendenza dei cittadini.

I mass media si sono allineati e supportano attivamente la narrativa della vaccinazione. Lo stato ed i mass media sono strettamente collegati. L'inquadratura da parte dei principali media ed il targeting della popolazione hanno una lunga tradizione: già nel 1928 Edward Bernays sosteneva la manipolazione intelligente delle masse nel suo libro Propaganda. Negli stati moderni i mass media aiutano a costruire l'approvazione popolare per le misure politiche come nel caso del Covid-19.

Il sostegno dei mass media allo stato è dovuto a diverse ragioni. Alcuni media sono di proprietà diretta dello stato, altri sono altamente regolamentati o richiedono licenze statali. Inoltre sono composte da laureati provenienti da istituzioni educative statali e, soprattutto, in tempi di crisi un buon collegamento con lo stato offre vantaggi ed un accesso privilegiato alle informazioni. La volontà di portare avanti la narrativa della paura deriva anche dal fatto che le notizie negative e l'esagerazione dei pericoli attirano l'attenzione.

Nella crisi sanitaria la copertura mediatica unilaterale che ha proliferato attraverso i social media e le voci critiche smorzate, hanno contribuito alla paura e al panico e hanno creato un grande stress psicologico tra la popolazione. Tuttavia non sono solo le notizie negative ad attrarre i media, vende bene anche la narrativa dello stato che salva la popolazione da una grave crisi. Così la narrativa della vaccinazione fa il gioco dei mass media.

Oltre agli stati-nazione, ai media e alle aziende farmaceutiche, anche le organizzazioni sovranazionali hanno interesse a garantire che la popolazione mondiale sia vaccinata. Le organizzazioni sovranazionali stanno attivamente perseguendo un'agenda in cui le campagne di vaccinazione globali svolgono un ruolo importante. Queste organizzazioni includono il Forum economico mondiale (WEF), le Nazioni Unite (ONU), l'UE, il Fondo monetario internazionale (FMI) e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i quali sono strettamente interconnessi.

Alcune di queste organizzazioni si sono prefissate come obiettivo un Grande Reset, o una grande trasformazione. Nelle aree della pandemia e della protezione del clima, del gender, della migrazione e del sistema finanziario, queste organizzazioni vogliono trovare risposte coordinate a beneficio di tutte le persone in tutto il mondo. Sottolineano la responsabilità condivisa e la solidarietà globale. Il controllo centrale della vaccinazione, del cambiamento climatico e dei flussi finanziari e migratori porta i segni distintivi di un nuovo ordine mondiale. Ad esempio, il tema dell'incontro annuale del WEF nel 2019 era "Globalizzazione 4.0: dare forma a una nuova architettura globale nell'era della quarta rivoluzione industriale". Un altro esempio di pianificazione sovranazionale è il "Global Compact for Migration" delle Nazioni Unite. A livello nazionale queste idee godono di ampio supporto, come dimostrato dal documento politico del Consiglio consultivo tedesco sul cambiamento globale Welt im Wandel – Gesellschaftsvertrag für eine Große Transformation (Mondo in transizione: contratto sociale per una grande trasformazione).

Raymond Unger (2021, pp. 84-89) vede questa spinta alla pianificazione sovranazionale come parte di una guerra culturale immaginata da Antonio Gramsci e Herbert Marcuse. Una gestione globale dell'opinione e dell'indignazione pubblica si combina con scene di paura ed orrore, specialmente nei campi del cambiamento climatico e del Covid, per stabilire un nuovo ordine mondiale socialista. Infatti l'OMS, l'FMI e l'ONU sono guidati da ex-comunisti. Il WEF è finanziato da aziende globali, tra cui l'industria farmaceutica e le grandi aziende tecnologiche; da parte sua finanzia in modo esplicito l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L'OMS è anche finanziata in modo significativo dalle aziende farmaceutiche e dalla Bill and Melinda Gates Foundation, la quale spinge le campagne di vaccinazione globali. Durante la crisi sanitaria anche l'industria farmaceutica ha esercitato la sua influenza sull'OMS e l'FMI ha aiutato gli stati-nazione solo se rispettavano le raccomandazioni dell'OMS.

Queste organizzazioni sovranazionali interconnesse vedono la crisi sanitaria come un'opportunità per far avanzare le loro agende. Il documento politico delle Nazioni Unite, Shared Responsibility, Global Solidarity: Responding to the Socio-economic Impacts of COVID-19, considera il Covid-19 come un punto di svolta per la società moderna. L'intenzione è quella di cogliere l'opportunità ed agire in modo coordinato a livello globale. Le principali aziende tecnologiche supportano questi programmi e sono anche membri del WEF, censurando le informazioni sgradevoli sulle loro piattaforme (Twitter, YouTube e Facebook), proprio come i mass media. I video nei confronti della vaccinazione vengono eliminati in modo particolarmente rapido su YouTube.

Infatti il titolo di un discorso programmatico della direttrice dell'FMI, Kristalina Georgieva, "Dal grande lockdown alla grande trasformazione", evidenzia l'idea che le organizzazioni sovranazionali vogliono utilizzare la crisi sanitaria per i loro programmi. Klaus Schwab, fondatore del WEF, sostiene che la crisi sanitaria rappresenta una "opportunità unica" per "porre nuove basi ai nostri sistemi economici e sociali". In COVID-19: The Great Reset, scritto insieme a Thierry Malleret, Schwab parla di un momento decisivo ed afferma che emergerà un nuovo mondo; secondo lui è tempo di una riforma fondamentale del capitalismo.

In conclusione, il programma di vaccinazione coordinato a livello globale può essere interpretato come un elemento costitutivo di una strategia sovranazionale di grande reset. Si stanno creando strutture di vaccinazione globali che possono essere utilizzate per successive campagne di vaccinazione globali. Dal punto di vista dei sostenitori di un grande reset, la vaccinazione contro il Covid-19 coordinata a livello globale sottolinea la necessità di strutture ed organizzazioni globali che possano essere utilizzate per altri scopi, come combattere il "cambiamento climatico" e spingere per un grande reset. In breve, lo stato, i media, l'industria farmaceutica e le organizzazioni sovranazionali sono strettamente intrecciate e hanno un interesse comune nella narrativa della vaccinazione. Da questo punto di vista non sorprende, quindi, la crescente pressione sui vaccini.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/