venerdì 10 settembre 2021

Il denaro nel corso dei secoli #3: Un ideale di libertà è alle porte

 

 

di Francesco Simoncelli

Nelle precedenti parti di questo trattato breve abbiamo visto come gli ideali abbiano mosso la storia e l'ascesa di quelle architetture sociali che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la società. Nella prima parte abbiamo visto come gli ideali di difesa del territorio e dei legami famigliari abbiano inizialmente caratterizzato la cultura antica, sfociando spesso in guerre di difesa che erano limitate non solo da una mentalità difensiva ma soprattutto dall'insormontabile vincolo rappresentato dal denaro sano ed onesto. Questo strumento di comunicazione permetteva un'emancipazione da direttive dall'alto che in qualche modo volevano imporre una visione arbitraria della società. Tutte le scoperte di nuove miniere di metalli preziosi portarono ad una trasformazione della mentalità, da difensiva ad offensiva, ma l'utilizzo di nuovo denaro per scopi di distruzione alla fine richiedevano un prezzo da pagare: inevitabile crisi per riallocare in modo economicamente sostenibile le risorse scarse. Ciò che lasciò ogni crisi, però, fu una serie di ideali che erano maturati durante le guerre di offesa: essere mercenari era redditizio. Di conseguenza una porzione della società si specializzò in questa direzione, lasciando indietro ideali di difesa e comunità per fare spazio a gloria e, soprattutto, ricchezza attraverso la guerra. Sapevano bene cosa fosse il denaro, quindi esigevano denaro sano ed onesto per i loro servigi.

Il Primo Stato utilizzò questa classe di mercenari per costruire il proprio impero, attraverso i tributi esatti dalla popolazione in generale. Ma mentre il Primo Stato si insediò per la presunta lungimiranza su strategie belliche e doti di comando, il Secondo Stato propagò la propria utilità attraverso ideali di salvezza nell'altro mondo. Entrambi non erano in concorrenza, perché ognuno aveva stabilito il proprio dominio su due aspetti della vita in netto contrasto: vita terrena e vita ultraterrena. L'ideale iniziale di rispetto per il capofamiglia o capotribù si trasformò in rispetto e riverenza per il sovrano; gli ideali di fede, devozione e sacrificio propagati dalla Chiesa in modo da permettere agli individui di guadagnarsi il paradiso, forgiarono un esercito di fedeli che era al pari di quello della nobiltà. Per quanto fossero influenti e potenti, sia il Primo che il Secondo Stato erano inevitabilmente incatenati dalla leggi apodittiche della domanda/offerta e soprattutto della scarsità, le cui sentenze di premio o condanna erano scandite dal denaro.

Nella seconda parte, poi, abbiamo assistito ad un primo cambiamento di paradigma inizialmente introdotto dalla cosiddetta classe dei creditori, ovvero, una costola del nascente Terzo Stato. Attraverso la riserva frazionaria iniziarono a ricoprire il ruolo di "benefattori" del Primo e Secondo Stato, a finanziare le loro guerre, ciononostante non godevano dei loro stessi privilegi. Peggio, nobiltà e clero avevano la facoltà di andare in default per i propri debiti per diritto divino, e quindi chi ci perdeva era ovviamente la classe dei creditori. Quest'ultima, ovviamente, non ci stava e iniziò a sabotare il denaro stesso per corrompere il linguaggio attraverso il quale gli esseri umano agenti "comunicavano" e si specializzavano nel mercato del lavoro. Un attacco frontale a nobiltà e clero era da escludere visto il grande esercito che li sosteneva e soprattutto gli ideali sui quali poggiava il loro regno. C'era quindi bisogno di veicolare un nuovo ideale che non solo avallasse la visione della classe dei creditori, ma che sovvertisse quella delle altre due classe concorrenti. Il più grande esercito su cui si poteva contare era rappresentato dalle masse, la cui rivolta poteva essere fomentata ed essere trasformata in un'arma; la volubilità delle messe poteva essere incanalata attraverso la propaganda di ideali come la "democrazia" ed i "diritti civili" i quali dovevano essere presi dalla classe nobiliare che li aveva usurpati indebitamente attraverso il suo regno. Questi nuovi ideali permearono la società e le rivolte che ne susseguirono furono pilotate da una classe di creditori il cui unico scopo era spodestare le altre due classi concorrenti e sostituirsi ad esse. Per farlo, però, si è inaugurato la cosiddetta era delle guerre infinite, perché una volta raggiunto lo scopo, coloro che facevano parte di suddetta classe si rivoltarono uno contro l'altro per primeggiare.

Inutile dire che questa campagna bellica era decisamente dispendiosa e questo avrebbe significato sicuramente la bancarotta, nonostante la riserva frazionaria fosse una pratica diventata consuetudine e Robert Peel avesse tentato di arginarla. La nascita della Federal Reserve rappresentò il coltello che avrebbe assassinato il denaro sano ed onesto, visto che pochi anni dopo il gold coin standard sarebbe stato "sospeso" e con ciò la propaganda di un ideale totalmente nuovo: la fiducia in un ente capace di sfornare credito praticamente illimitato era ciò di cui le persone avevano bisogno per trovare sollievo nei momenti di difficoltà. Trovare l'oro richiedeva tempo e anche raffinarlo per creare le monete, quindi nel frattempo le banche centrali vi avrebbero messo una toppa per risolvere i problemi in maniera più celere ed immediata. Questo ideale di presunta efficienza fu il motivo per cui la maggior parte delle persone avallò la progressiva rimozione dei metalli preziosi dalla loro vita di tutti i giorni. Il processo di rimozione delle ultime vestigia dell'oro venne completato nel 1971 e da quel momento in poi il denaro è diventato un mero strumento di comando/controllo per elargire privilegi in base alle necessità della classe dei creditori, la quale, nel frattempo, si era fusa con quella dei politici. Seguirono trent'anni di falsa crescita economica comprata dal futuro, e più debito veniva emesso più la sua utilità marginale diminuiva fino al primo grande botto nel 2001. Da quel momento in poi è seguita una corsa frenetica per impedire all'impero della classe dei creditori/politici di crollare sotto le leggi apodittiche dell'economia: la scarsità ed il calcolo economico per allocarla correttamente. Il denaro fiat, da strumento di sottomissione, s'è trasformato in trappola economica mortale per gli stessi che l'avevano utilizzato nella loro ascesa al potere.

Quando il denaro perde valore, genera solo profitti illusori e si trasforma da “mezzo” a “fine a sé stante”. Gli sforzi relativi alla ricerca del profitto vengono rimossi dall'equazione e gran parte dell'attività umana, precedentemente occupata dall'artigianato e dal commercio, diventa priva di significato. È questa lenta agonia che introdurrà un'era di violenza senza precedenti, barbarie e insensatezza umana. Il passaggio dal denaro sano ed onesto, che rappresentava una vera riserva di valore, a quello malsano e disonesto, che viene utilizzato come strumento politico, non ha reso l'umanità più raffinata o evoluta. Ha invece consentito alla classe dei creditori/politici di condurre guerre senza fine, senza alcun vantaggio per i combattenti e senza alcun rischio finanziario e personale per gli istigatori. Non è un caso che le "Guerre Mondiali" siano iniziate un anno dopo la creazione della Federal Reserve, e le "Guerre Mondiali" continueranno sotto forma di guerre senza fine finché esisterà il sistema bancario centrale. Il denaro fiat ha ridotto la maggior parte delle persone a mercenari non pagati e schiavi fiscali per massimizzare l'accumulo globale di debiti. E poiché il denaro fiat è ora uno strumento politico, ha corrotto ogni aspetto della società portando al collasso morale di quasi ogni stato ed istituzione sociale. Quindi è il denaro fiat l'invenzione barbara e, cosa più importante, la classe dei creditori/politici che controlla l'emissione ed il prezzo del denaro fiat è la più grande minaccia di oggi.

Infatti la “crescita” infinita utilizzando questa forma di denaro non può essere sostenuta indefinitamente e suddetta classe lo sa, quindi l'attuale deriva di comando/controllo cui stiamo assistendo non è altro che l'inevitabile fine di ogni sistema monetario fasullo che finisce per erodere progressivamente la base su cui si sostiene: il risparmio reale. In sintesi, si tratta di una demolizione controllata, o perlomeno così sperano. Le aspettative per il futuro vengono abbassate, le promesse di opportunità sostituite con visioni di "sicurezza", individualismo e autosufficienza pubblicamente disprezzati e gli inizi della religione del cosiddetto "Cambiamento climatico". Inutile sottolineare, quindi, che questa è ingegneria sociale: il tentativo di controllare il funzionamento e lo sviluppo della società attraverso la pianificazione centrale delle sue istituzioni, svolta da "esperti". Profondamente collettivista ed elitaria, la pianificazione centrale ricostruisce la società in nome di un'ideologia collettivista e per ottenere la conformità richiesta, viene imposto un massiccio controllo statale. Decostruisce le istituzioni e la cultura di una società per ricostruirle secondo una realtà soggettiva e condivisa, cioè un'ideologia. I costruttivisti credono che la realtà sia letteralmente un prodotto delle relazioni umane e ciò che viene chiamato "verità" o "obiettività" è in realtà un consenso soggettivo prodotto da dinamiche sociali come la storia. In breve, la realtà è un costrutto sociale. L'opposto è la realtà indipendente e verificabile che si incarna nelle leggi della logica o nelle caratteristiche innate della natura.

Il costruttivismo punisce il dissenso e vieta le alternative, cercando di controllare idee e parole perché definiscono il contenuto della realtà. Decostruire un'istituzione, come il denaro, e ricostruirla per servire un nuovo ideale è l'aspetto più visibile dei costruttivisti; a livello più profondo, però, è una teoria in base alla quale le percezioni della realtà si contendono il dominio per essere la realtà. Pensate un attimo alla cosiddetta "cancel culture", dove la storia viene considerata un costrutto sociale che, nonostante il suo oggettivo svolgimento, può essere cancellata in base alla percezione del momento. La percezione, quindi, determina la realtà. Quando una percezione diventa abbastanza potente, allora diventa "la narrativa dominante" della società e serve gli interessi del gruppo sociale prevalente, che non deve essere la maggioranza ma semplicemente il più potente. Per mantenere il dominio, le idee, l'espressione e le parole alternative devono essere proibite e questo è necessario perché idee e parole creano letteralmente la realtà.

A maggior ragione questo discorso si inserisce nel campo monetario. Infatti si dice che le banche centrali facilitino il commercio e facciano il bene degli individui collegandoli a livello globale. In realtà sono un gigantesco intermediario che avvantaggia pochi a spese di molti. Il loro mandato costituisce la truffa finanziaria più grande mai perpetuata: tradiscono le persone comuni per arricchire lo stato, trasferendovi ricchezza ed informazioni personali. Per sostenere una menzogna nel tempo, i fatti devono essere costantemente negati, altrimenti le persone la smaschereranno abbastanza facilmente. La menzogna deve offuscare la verità, o distruggerla, in modo che i fatti vengano screditati. Se la bugia ha successo nel tempo, le persone arrivano a credere che il modo in cui stanno le cose è il modo in cui le cose sono sempre state e devono sempre stare. Il denaro fiat è la menzogna, mentre l'oro era la realtà e la sfida per le banche centrali è far sembrare reale il primo e fraudolento il secondo. Un modo per farlo è mettere in discussione la validità della realtà oggettiva stessa, dopotutto se non esiste una realtà oggettiva, se la realtà è dettata dalle autorità, dalla narrativa, dalla maggioranza o da altre forze, allora non c'è nulla di fattuale rispetto a cui valutare qualcosa. Quando nulla è oggettivamente falso o vero, una bugia è valida quanto la verità.

Ciò che è giusto o sbagliato è una delle decisioni più importanti che una persona possa prendere. Se la persona è persuasa ad abdicare il suo giudizio etico nei confronti di un'autorità, se non c'è moralità o realtà oggettiva, allora tutte le decisioni ed i giudizi si basano sul relativismo. Il risultato è un relativismo morale ed uno metafisico che avvantaggiano le bugie.

Il sistema bancario centrale è immorale. Il denaro fiat e la sua inevitabile inflazione sono un furto, ma senza moralità oggettiva, non c'è giustizia oggettiva. Tutto è questione di autorità, opinione di esperti, circostanze ed utilità. Il sistema bancario centrale, inoltre, è una menzogna metafisica che richiede il discredito dei fatti e ciò avviene in tre modi sostanzialmente: le alternative sono etichettate come criminali, la concorrenza viene ostacolata artificialmente ed il libero mercato viene demonizzato proprio perché fornisce ciò che lo stato promette ma non può fornire (libertà, prosperità, pace ed una società civile); lo stato sostiene che le sue istituzioni finanziarie sono beni pubblici mentre le alternative private sono sistemi spietati, caotici ed incompetenti; viene eretta una campagna diffamatoria sostenuta da un misto di accademici e burocrati i quali scoraggiano le persone dal confrontare l'attuale sistema finanziario con alternative del passato o possibilità future che metterebbero in discussione la menzogna.

Questa decostruzione della menzogna sulla quale la classe dei creditori ha costruito il suo impero è fondamentale per accedere, da un punto di vista filosofico e morale, all'alternativa. In questo senso l'alternativa diventa necessaria ed imprescindibile, e non solo una curiosità ed una prova. Gli individui, quindi, cercheranno l'alternativa come percorso obbligato non solo per proteggere ciò che è loro di diritto poiché acquisito attraverso il frutto del loro lavoro, ma essenzialmente come dovere morale contro il furto ed il raggiro. Il modo più veloce per accelerare questo processo è delegittimare il denaro fiat esponendo il danno intenzionale che fa alla società e agli individui. Nel 1963 Murray Rothbard scrisse un libro intitolato What Has Government Done to Our Money? dove descriveva come il denaro emergesse spontaneamente a causa del bisogno degli individui di effettuare scambi ad un livello più efficiente del baratto. Il libro spiega come il denaro di libero mercato ed il denaro fiat non possano coesistere: l'inflazione è un ladro silenzioso, dove i primi destinatari del denaro fiat creato ex novo si arricchiscono a spese dei destinatari finali che invece vengono derubati. Sebbene ci siano vantaggi, essi sono temporanei e, soprattutto, arrivano ad un costo il quale diventa progressivo e sempre più ingombrante nel tempo. Infatti Rothbard scrive:

Supponiamo che l'economia abbia una scorta di 10.000 once d'oro e che i falsari [lo Stato] [...] ne emetta 2000 "once" in più. Quali saranno le conseguenze? In primo luogo, ci sarà un chiaro vantaggio per i falsari [lo Stato]. Prende il denaro appena creato e lo usa per acquistare beni e servizi. Nelle parole del famoso cartone animato del New Yorker, in cui si mostra un gruppo di falsari in sobria contemplazione della loro opera: "La spesa al dettaglio sta per essere adeguatamente stimolata". Proprio così. La spesa locale, infatti, si becca un bello stimolo [...]. Man mano che il nuovo denaro si diffonde, i prezzi salgono: come abbiamo visto, il nuovo denaro può solo diluire il valore di ogni dollaro. Ma questa diluizione richiede tempo ed è quindi irregolare; nel frattempo alcuni guadagnano e altri perdono [...]. I primi destinatari del nuovo denaro guadagnano di più, ed a spese degli ultimi destinatari. L'inflazione, quindi, non conferisce alcun beneficio sociale; invece ridistribuisce la ricchezza a favore dei primi arrivati ​​ed a scapito di chi viene dopo.

La maggior parte delle persone ha una certa comprensione dell'effetto dell'inflazione diretta sui prezzi, perché vede il proprio costo della vita aumentare, ma altri effetti più sottili sono altrettanto disastrosi. come ad esempio la distorsione del calcolo economico. Poiché i prezzi non cambiano tutti in modo uniforme ed alla stessa velocità, diventa molto difficile per le imprese separare il durevole dal transitorio e misurare le richieste reali dei consumatori o il costo delle loro operazioni. Ad esempio, un'azienda collega il "costo" di un bene a quanto l'ha pagato, ma con l'inflazione il costo di sostituzione del bene sarà di gran lunga maggiore di quello registrato sui libri contabili. Di conseguenza la contabilità aziendale sovrastimerà i propri profitti e consuma persino capitale mentre aumenterà (presumibilmente) i propri investimenti. Allo stesso modo gli azionisti ed i proprietari di immobili staccheranno plusvalenze durante un periodo d'inflazione, ma questi non sono affatto "guadagni" perché sebbene possano essere spesi essi non si accorgeranno che in realtà stanno consumando il loro capitale originale. Inoltre i profitti illusori sospendono la penalizzazione da parte del libero mercato delle imprese inefficienti e la gratificazione delle imprese efficienti, oltre a distorcere la vita personale delle persone punendo virtù economiche come la parsimonia. Infatti le persone abbracceranno il prestito piuttosto che il risparmio.

Ad un certo punto, però, l'intero sistema inizia a sgretolarsi. Pensate ad esempio alla situazione attuale. Continua senza sosta il caos nelle supply chain mondiali ed il mismatch tra domanda e offerta che sta creando molto probabilmente nemmeno per l'anno prossimo verrà assorbito. Nel frattempo, però, lo zio Sam, continua a stampare e soprattutto a spendere. Infatti la fiammata d'inflazione nei prezzi che ha visto dallo scorso marzo fino ad oggi è figlia dello svuotamento del conto del Tesoro USA presso la FED. Infatti con i lockdown i conti della tesoreria statunitense si sono gonfiati ancora di più, dal momento che i fondi nel sistema finanziario non avevano altra via da prendere se non quella dei bond del Tesoro. Da qui la generosità del welfare state che ha riempito le tasche delle persone con denaro "gratis" e assegni statali per sostenere i numeri della disoccupazione. Da marzo 2020, quando il saldo era di $400 miliardi, lo zio Sam ha accumulato $1.800 miliardi in poco più di quattro mesi. Quasi tutta questa liquidità è stata spesa, però gran parte della stessa è stata assorbita dal reverse repo facility della FED (circa $1.000 miliardi). È stato necessario per evitare che i tassi dei depositi bancari e del mercato monetario diventassero negativi, stabilizzando così il dollaro sui mercati dei cambi e rallentando la salita dei prezzi delle materie prime. Ma ecco il punto: nelle prossime settimane verrà nuovamente alzato il tetto del debito e si tornerà a vendere bond sovrani, con la FED che invertirà il flusso del RRF. Problema: la spesa programmata dall'amministrazione Biden è di circa $6.000 miliardi per l'anno prossimo. Quindi possiamo mettere tutti gli elementi insieme adesso: supply chain sconquassate, gap fiscale impossibile da colmare, la FED che bluffa sul tapering ma dovrà stampare, una domanda per i bond sovrani USA sostenuta essenzialmente dalla FED, deficit in ascesa, inflazione dei prezzi cavalcante. Queste sono le circostanze che non solo scoraggiano la fiducia estera nel dollaro, ma la persuade a scaricarli.

È il rovescio della medaglia del Dilemma di Triffin, quando decenni di politica fiscale irresponsabile finiscono inevitabilmente con una crisi della valuta. Gli individui, anche quelli inclini all'obbedienza, finiscono quindi per cercare alternative e proprio come la legittimazione dello stato fa obbedire gli individui, il palese abuso di potere li fa resistere. E a tal proposito il momento migliore per resistere e prendersi la propria libertà finanziaria è qui e ora, prima che il sistema concluda la sua deriva di comando/controllo. Meno informazioni personali uno stato ha su un individuo, meno può violarne diritti. Inutile sottolineare che questo aspetto è sotto attacco oggi più che mai, ma la radice è sempre la stessa: il denaro. Molti economisti Austriaci del XX secolo capirono che il denaro di libero mercato era importante per la libertà quanto la libertà di parola, ad esempio. Infatti un altro passaggio del sopraccitato libro di Rothbard è illuminante:

Il denaro può essere organizzato secondo il principio della libertà? Possiamo avere un libero mercato nel denaro così come in altri beni e servizi? Quale sarebbe la forma di un tale mercato? E quali sono gli effetti dei vari controlli statali? Se favoriamo il libero mercato in altre direzioni, se desideriamo eliminare l'invasione dello Stato nei confronti di persone e proprietà, non abbiamo compito più importante che esplorare i modi ed i mezzi per affermare un libero mercato nel denaro.

Rothbard, con il suddetto libro, spiegò inoltre che le libertà civili e la libertà economica erano due facce della stessa medaglia. Le libertà civili, come la libertà di religione, scaturivano dal diritto di una persona ad usare pacificamente il proprio corpo; espressioni della proprietà di sé, cioè della giurisdizione morale che ogni persona possiede essendo essere umano. Lo stesso vale per le libertà economiche: una persona ha il diritto di trarre profitto pacificamente dal proprio lavoro, compresa l'emissione e l'uso di denaro privato. Libertà civili e diritti economici sono punti su un continuum che si basa sullo stesso concetto: la proprietà privata della propria persona. Tale fusione concettuale fu un'intuizione abbagliante e c'è stato uno strumento che dal 2009 l'ha effettivamente materializzata: Bitcoin.

Bitcoin è un veicolo di libertà personale ed indipendenza. Attraverso il suo network peer-to-peer gli utenti che ne fanno parte ottengono liberazione: la ricchezza personale viene protetta dall'appropriazione indebita da parte delle banche centrali; l'anonimato consente la libertà di parola, specialmente su questioni controverse e politiche; nessuna transazione può essere censurata; ecc. Ma ci sono due aspetti cruciali, in particolare, che incarnano l'essenza di cambiamento di paradigma apportato da Bitcoin al mondo del denaro e delle libertà civili. Primo aspetto: Bitcoin conferisce il controllo finanziario esclusivo nelle mani dei singoli individui. Lo stato non può sopravvivere poiché la sua esistenza dipende dal furto di ricchezza e dalla restituzione di una piccola parte di essa sotto forma di servizi non desiderati o forniti in modo meno efficiente rispetto al mercato. Man mano che il potere degli individui cresce, quello dello stato diminuisce e lo stato è estremamente bravo in una cosa: riconoscere un nemico. Secondo aspetto: il sistema di pagamento di Bitcoin supera quelli della finanza tradizionale che sono controllati dallo stato e dalle banche statali. Man mano che si evolve in modo naturale, la minaccia ai sistemi di controllo tradizionali aumenta in modo esponenziale.

La posta in gioco è alta da entrambe le parti. Riflettete su un aspetto che viene raramente discusso: il monopolio finanziario dello stato gli consente di equiparare la ricchezza al denaro fiat. Infatti la gente pensa al denaro e alle finanze in termini statalisti. La ricchezza reale non riguarda i soldi, ma altre cose: non dover andare alle riunioni, non dover sprecare tempo con i cretini, non finire in giochi di potere, non dover dire sempre di "sì" anche quando non si vuole, non preoccuparsi che gli altri possano sprecare il vostro tempo ed energia. La ricchezza reale è libertà, la ricchezza reale è emancipazione. Ma la libertà c'è solo quando gli individui controllano la propria ricchezza, specialmente il rendimento del proprio lavoro e capitale. Quando lo stato controlla la ricchezza, allora ne trae vantaggio erodendo la libertà individuale. E non c'è controllo più grande che entrare nella mente di una persona e definire i termini secondo cui pensa. Questo è ciò che accade quando la ricchezza viene confusa con il denaro fiat e tale fusione va a vantaggio dello stato. La chiarezza di pensiero è sempre individuale ed è la base della sopravvivenza e del progresso. Poche cose sono chiare come l'immutabilità della blockchain di Bitcoin ed essa può letteralmente abbattere imperi.


👉 Qui il link alla Prima Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/07/il-denaro-nel-corso-dei-secoli-1-le.html

👉 Qui il link alla Seconda Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/07/il-denaro-nel-corso-dei-secoli-2-denaro.html


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