venerdì 1 maggio 2020

L'economia mondiale è sull'orlo dell'abisso





di Francesco Simoncelli


I pianificatori centrali stanno cercando di confutare la Legge di Say: la vera ricchezza proviene dalla produzione di cose, non dal denaro in quanto tale. Essi affermano di poter "compensare" le perdite inondando l'economia di denaro dagli elicotteri: migliaia di miliardi di coriandoli colorati. Come la manna dal cielo, finisce sia sul giusto che sull'ingiusto, il prudente e il temerario, i disoccupati e quelli che hanno ancora un lavoro, su coloro che hanno bisogno di soldi e quelli che non ne hanno bisogno. Nonostante ciò, non si tratta di denaro risparmiato. Che si parli di prestiti o denaro a fondo perduto, la distorsione economica derivante della manna monetaria finisce sempre per creare deformità all'interno del tessuto economico. Questo vuol dire inflazione dei prezzi. Sebbene i banchieri centrali possano essere in grado di raggirare gli imprenditori con denaro fasullo, quest'ultimo da sé non può produrre ricchezza reale.

Il caos di questi giorni non è uno shock pellegrino che può essere aggiustato attraverso le solite macchinazioni di pianificazione centrale. È a tutti gli effetti figlio di decenni di errori economici nascosti sotto il tappeto e che adesso stanno chiedendo conto. È il sistema monetario fiat che pezzo dopo pezzo sta venendo giù e insieme ad esso la corruzione economica, sociale e morale che ha alimentato nel corso del tempo. Il ripensamento dell'attuale assetto economico passa per forza di cose da un sistema che incentivi il risparmio e una condotta economica in sintonia con segnali di mercato chiari, e un cambiamento di tale portata, sia teorico che pratico, solo Bitcoin può sostenerlo. Guardate oltre il prezzo, la filosofia che porta dietro di sé rappresenta un punto solido da cui far ripartire una situazione ormai insostenibile: il denaro sano ed onesto, il linguaggio del commercio, incentiva l'azione sana ed onesta.

La lezione da imparare è fidarsi del libero mercato nell'offrire innumerevoli vantaggi ed opportunità. Un organo di pianificazione centrale tenderà sempre a reagire in ritardo e male. L'Italia è l'esempio per eccellenza di questo fallimento.

L'autarchia è sempre una pessima scelta per chi è in cerca di soluzioni. Infatti il sistema sanitario sudcoreano, giapponese, svedese e altri, alcuni dei quali più orientati al mercato nel mondo, sono stati tra i migliori a gestire il virus grazie alla loro flessibilità. C'è bisogno di più libertà, non di essere terrorizzati dai media e seppelliti in casa da virologi superstar, per permettere alla cooperazione e alla dinamicità dei mercati di trovare soluzioni equilibrate e percorribili.



GLI AUSTRIACI L'AVEVANO DETTO

Sebbene il sottoscritto sia stato più volte interrogato sull'abilità dei banchieri centrali di tenere in precario equilibrio un'economia traballante, la descrizione dei processi alla base di quelle macchinazioni era fondamentale. Anche a costo di passare per Cassandra o latore di continue cattive notizie, i lettori dovevano capire dove stava l'errore, perché l'apparenza di una pseudo-ripresa era effimera, in modo da apprendere gli errori e impedire che fossero stati commessi nuovamente. Ciò che manca al giorno d'oggi, infatti, è conoscenza da parte della maggior parte delle persone di quei meccanismi che permettono aggiustamenti corretti e in accordo coi segnali di mercato. Poiché se finora abbiamo visto come siano stati propensi a cedere le proprie libertà, a fronte di una presunta emergenza sanitaria, in mano ad una banda di inetti e fautrice in primo luogo di questo disastro, saranno altrettanto lieti di cedere ulteriori libertà a fronte di una emergenza (vera) economica. In parole povere, se si continua a perseverare lungo una strada sbagliata è logico aspettarsi cattive notizie.

In quanto accademico della Scuola Austriaca, a lungo su queste pagine ho avvertito dell'inevitabilità di una nuova recessione da quando la Federal Reserve ha iniziato il suo primo QE nel 2009. Tuttavia gli economisti mainstream ed i banchieri centrali pensano di avere a che fare con un mero calo della "domanda aggregata" (perché secondo loro pompando questa, si pomperà di conseguenza anche l'offerta), invece stiamo assistendo ad un forte shock sul lato dell'offerta. Il primo ha in genere tendenze deflazionistiche, mentre il secondo provoca inflazione dei prezzi. Uno shock dell'offerta è un evento che impedisce alle supply chain, o alla struttura di produzione, di mantenere l'allocazione di capitale e lavoro in modo che possano sfornare un determinato livello di produzione.

Ciò che è iniziato come una riduzione dell'offerta di esportazioni dalla Cina è diventato un problema ancora più grande dal lato dell'offerta, con arresti forzati per le attività "non essenziali", aumento della disoccupazione e riduzione record della produzione. Gli economisti mainstream ritengono, quindi, che quando la domanda aggregata cala la banca centrale debba abbassare i tassi d'interesse e aumentare l'offerta di moneta, in modo da prevenire l'aumento della disoccupazione e il verificarsi di una recessione. Questo è esattamente ciò che, ad esempio, ha fatto la FED con un pacchetto di stimoli da $2.200 miliardi.

Quello che gli economisti mainstream non capiscono è che la domanda aggregata non è affatto calata. È possibile che crisi dovute ad epidemie possano causare un calo della spesa nel breve periodo a causa del pessimismo e della paura, ma non è necessariamente così. Anzi diversi reportage hanno sottolineato carenze di cibo, carta igienica e altri beni essenziali, il che indica che la spesa non è affatto diminuita. Quelle autorità che si sono preoccupate istericamente di appiattire la curva epidemica, non hanno notato che in realtà stavano appiattendo la struttura della produzione. Adesso l'economia è in "regressione".

La mancanza di risparmi reali e risorse significa che gli aumenti dei consumi derivanti dalla spesa per stimoli ridurranno il tenore di vita. Le banche centrali stanno rispondendo con l'unico mezzo che hanno sempre avuto a disposizione: lo stimolo della domanda aggregata. Gente, è stato questo strumento che ha causato in primis il disastro economico cui siamo testimoni; la notizia del virus ha semplicemente accelerato un processo di putrefazione economica già in atto.



ERRORI NELLA TEORIA...

E suddetta putrefazione non era altro che il risultato di decenni e decenni di intromissioni da parte delle autorità centrali nel meccanismo di trasmissione dei prezzi di mercato. È la natura di questo meccanismo assumere una deriva di comando e controllo, come se ad un certo punto si perdesse addirittura l'intenzionalità di arginarne l'ineluttabilità. Questo perché banche centrali e stati non sono entità che lavorano in accordo con i segnali di mercato, bensì li distorcono per affermare la loro esistenza. L'umanità ha prosperato senza di essi per decenni e la parentesi di pura libertà durante l'era della Rivoluzione Industriale, un'era di così rapida espansione mai vista nella storia umana, ne è la dimostrazione. La presenza di tali istituzioni non ha apportato alcun miglioramento agli standard di vita e al benessere degli individui, anzi. Infatti stampare denaro, tassare e prendere in prestito non sono affatto degli strumenti attraverso i quali si può creare ricchezza reale. Essi si limitano solamente a ridistribuirla arbitrariamente e in tal modo si stimola lo spreco piuttosto che la creazione di nuova ricchezza reale.

Proprio per questo motivo nella Teoria Generale di Keynes egli va ad attaccare coloro che sono "colpevoli" di accumulare denaro e quindi sottrarlo dalla pubblica ridistribuzione. Quel tomo, in realtà, è una gigantesca giustificazione della presenza dello stato nell'economia. L'incensazione di un apparato inutile che invece agli occhi degli accademici diventa insostituibile e fondamentale. Non solo, ma l'unica istituzione in tutta la storia dell'umanità non sottoposta a quei cicli di trasformazione e miglioramento a cui sono sottoposti tutti gli altri. Un'assurdità, a dir poco. Ma questa incensazione ha rappresentato una spirale auto-rinforzante sia per lo stato sia per gli accademici. Da dove credete che derivi l'assoluta fiducia nella scienza (naturale) di cui tanto si parla oggi? La disciplina con una quantità immensa di dubbi, che per sua natura progredisce attraverso il dubbio, adesso è arrivata a diventare una disciplina della certezza. E infatti quando sfora nel sociale è un disastro.

La sola scienza esatta è quella economica e lo è grazie ad una metodologia d'indagine chiara e coerente: la prasseologia. Grazie ad essa, e alle deduzioni logiche che permette, sappiamo che le entrate di un individuo possono essere consumate, risparmiate, o accumulate. Inutile dire che quando si tratta di consumare si esaurisce il proprio potere d'acquisto entrando in possesso di ciò che si desidera; nel secondo caso, il risparmio rappresenta un rinvio del consumo presente a favore di uno più cospicuo nel futuro e gli investitori utilizzano questa rinuncia per costruire macchinari e industrie per soddisfare tale aspettativa; l'accumulo invece equivale a mettere da parte denaro per spenderlo in un secondo momento.

I keynesiani, da idioti quali sono, fanno un mischione di questi ultimi due aspetti e praticamente li disprezzano parlando del paradosso della parsimonia. Il risparmio è un flusso di risorse incanalate dalle azioni degli individui che incarna uno dei segnali di mercato più importanti nel panorama economico, poiché strettamente connesso al tasso d'interesse reale; l'accumulo invece è un'aspettativa degli individui e una "scommessa" sulla qualità del denaro in quanto tale. Con le loro chiacchiere riguardanti prezzi che si aggiustano con un lag estremo e viscosità dei salari, i keynesiani giustificano l'intervento dello stato nell'economia per colmare i presunti fallimenti del mercato.

Gente, la preoccupazione delle autorità centrali è quella che una recessione spazzi via i clientes che nel tempo hanno cullato attraverso il capitalismo clientelare. Quei segmenti nell'economia più ampia attraverso i quali estendere la loro influenza attraverso un ampio raggio di diffusione. Questo assetto è un abominio, perché tende ad imporre una staticità innaturale in un ambiente in cui il dinamismo permette progressione e crescita. Perdere queste pedine per la pianificazione centrale è intollerabile, perché significherebbe perdere quei canali attraverso i quali riesce ad influenzare l'economia più ampia e quindi avere una parvenza di controllo su di essa. In realtà il controllo viene esercitato con la suadenza di questa struttura: la presunta esistenza di pasti gratis. Concedendo a tutti una fetta, anche piccola, di questo gigante dai piedi d'argilla, la pianificazione centrale dell'economia compra la fedeltà degli individui: occupazione a tutti i costi, sussidi, indennità varie, salvataggi, ecc.

C'è una ragione per cui allo zoo i cartelli suggeriscono di non dare da mangiare agli animali. Allo stesso modo il welfare state, e le sue promesse di pasti gratis perenni, creano assuefazione e dipendenza. Creano un mondo in cui è legittimo pretendere di più senza nulla in cambio. I deliri di questa droga provocano la più potente delle allucinazioni: negare che viviamo in un mondo di scarsità. Ma questo, come vediamo oggi, è un veleno che uccide tutti: coloro che lo spargono (stato) e coloro che lo assumono (individui).

Stiamo rapidamente scoprendo cosa significa vivere in un mondo senza risparmi, data la disconnessione delle preferenze temporali individuali rispetto all'operato delle banche commerciali. Attraverso la riserva frazionaria, infatti, possono manipolare il sentiment degli attori di mercato prestando quel denaro che a tutti gli effetti era stato messo in deposito per l'accumulo (e non il risparmio) e poi prestarlo a chi lo voleva semplicemente consumare. Lo scollamento che ne deriva inficia la struttura del capitale a più livelli, creando confusione e soprattutto creando misallocation. Tutte le affermazioni che abbiamo sentito per anni da parte dei banchieri centrali su come un "eccesso di risparmio" spingesse in basso i tassi d'interesse erano solo chiacchiere. Sebbene la riserva frazionaria sia da condannare, il colpevole principale rimane sempre il sistema bancario centrale: le uniche istituzioni che possono creare denaro dal nulla, comprare asset e distorcere ulteriormente le percezioni degli attori di mercato. La "conseguenza non intenzionale" di tale pratica è stata quella di far sembrare redditizie attività che in realtà stavano ricorrendo al QE per restare a galla. In sintesi, erano "zombi".

Dopo decenni di tassi ultra bassi emersi da stati e banche centrali ossessionati dalla massimizzazione della spesa per consumi, ci troviamo con carichi di debito che superano di gran lunga i risparmi (flusso). Senza le banche centrali ci sarebbe una deflazione globale prepotente, che danneggerebbe molte istituzioni finanziarie ovviamente, ma porterebbe anche a un calo dei prezzi delle azioni, degli immobili e dei prezzi di altri asset che sono stati sostenuti artificialmente a beneficio di grandi banchieri, hedge fund e miliardari. Ciò significherebbe una maggiore accessibilità economica per molti e una ristrutturazione necessaria dell'economia globale.



...DEFORMAZIONI NELLA PRATICA

Nel marzo 2008 la Federal Reserve intervenne per mediare il salvataggio di Bear Stearns. JP Morgan, l'unico offerente autorizzato, vinse l'asta per accaparrarsi ciò che ne rimaneva a $2 per azione. Poi JP Morgan è stata "armata" dalla FED per pagare $10 per azione, salvando parzialmente azionisti e obbligazionisti. Come parte dell'accordo con la FED, i contribuenti statunitensi si sarebbero assunti la maggior parte del rischio di credito residuo di Bear Stearns, lasciando JP Morgan praticamente senza alcun rischio aggiuntivo a seguito dell'acquisto. Le sole partecipazioni immobiliari di Bear Stearn valevano ben oltre i $10 per azione, per non parlare di molti altri asset preziosi. Un ottimo affare per JP Morgan, in quanto ha ottenuto tutti i vantaggi; uno pessimo invece per il contribuente che ha corso tutti i rischi. Qual è stata la ricompensa? Tassi d'interesse pari allo zero sui depositi, rendimenti dei fondi pensione praticamente nulli e un crescente divario di disuguaglianza nella ricchezza.

Più tardi quell'anno, quando il fallimento di Lehman Brothers era una realtà, la FED fece pressioni sul Congresso affinché fornisse $700 miliardi di fondi dei contribuenti per salvare il sistema bancario degli Stati Uniti. Ovviamente per prevenire il collasso del sistema finanziario globale e della società moderna come la conosciamo (grasse risate!). Si dice che il segretario al Tesoro Hank Paulsen si sia letteralmente inginocchiato per implorare Nancy Pelosi.

Mentre la FED e il Ministero del Tesoro USA stavano usando tutti i loro poteri per pompare miliardi e miliardi di liquidità nel sistema finanziario usando politiche fiscali e monetarie "non convenzionali", i dirigenti delle grandi società finanziarie hanno fatto front-running a tale manna e sono finiti in balia di dosi folli di leva finanziaria. In realtà non sono stati così furbi, ma solo quel tanto che bastava per essere più furbi della FED: le loro società sono diventate "SIFI", istituzioni finanziarie di rilevanza sistemica, e quindi troppo grandi per fallire. Bingo!

Questo status conferiva loro privilegi speciali senza precedenti, a differenza di quelli che una qualsiasi altra azienda avesse mai goduto prima: hanno goduto e godono tuttora di un canale diretto con la generosità dei contribuenti. Questo modello di favoritismo aziendale, di capitalismo clientelare, ha assunto una nuova forma durante la crisi finanziaria ed è rimasto in vigore per tutto il decennio successivo. Sebbene regolamentati in modo più rigoroso, agli istituti finanziari è stato concesso denaro gratis attraverso quattro cicli di QE. Tale politica ha ampliato le riserve e persino pagato gli interessi delle banche sulle riserve in eccesso (IOER) generate dal QE e detenute presso la FED.

Sebbene il socialismo abbia preso piede negli Stati Uniti sin dal 1933 e dal New Deal dell'amministrazione Roosevelt, quello che stiamo vedendo oggi è radicalmente diverso: le persone sono generalmente confuse e credono che ciò che stiamo vedendo sia un fallimento del capitalismo. Non è affatto così. Il capitalismo non si basa su salvataggi o trattamenti preferenziali, bensì dipende dal rispetto dello stato di diritto (cittadini ed imprenditori). Se si verifica una crisi finanziaria indotta dal settore finanziario, le persone dovrebbero aspettarsi che le imprese esposte vadano in bancarotta e che coloro che sono coinvolti in comportamenti negligenti e/o illegali vengano perseguiti. Nessuna di queste cose è successa negli ultimi dieci anni.

L'unica via d'uscita è lasciare che i tassi d'interesse trovino il loro equilibrio e consentire al settore finanziario di ripulirsi dagli eccessi del passato. Se i tassi d'interesse riflettessero la domanda del mercato, salirebbero rapidamente ed i risparmi reali aumenterebbero rapidamente poiché le persone con i mezzi per risparmiare avrebbero finalmente un incentivo a mettere i loro soldi in qualche posto diverso dal mercato azionario/obbligazionario. Le risorse ricomincerebbero a fluire verso quelle attività direttamente coinvolte nella produzione di beni e servizi. La produzione reale aumenterebbe, alleviando lo shock dell'offerta.



ARGENTINIZZAZIONE O BITCOINIZZAZIONE?

Ma non mi faccio illusioni, perché questa via, la via dinamica del mercato, non potrà mai essere presa in considerazione dai banchieri centrali. Perché? Perché perderebbero il controllo sul tessuto economico che tanto si affannano ad influenzare. Non solo, ma come spiegato sopra, andrebbero in bancarotta tutte quelle realtà che permettono loro di estendere quanto più possibile tale influenza. Quindi per tentare di sgonfiare la gigantesca bolla gonfiata spazzando sotto il tappeto gli errori economici del passato, il sistema bancario centrale ha fatto leva sullo spauracchio del coronavirus per non sprecare l'occasione: incolpare per tutti i malanni economici uno shock esterno. Non solo, ma in questo modo spingere al contempo le persone a fidarsi delle autorità di pianificazione centrale.

E sebbene lo stato si sia eretto a garante assoluto della salute delle persone, ancora una volta si è dimostrato il loro carnefice. Sono gli idioti ed i cretini possono credere che lo stato fa il bene della società. Infatti l'apparato statale si è assicurato che l'epidemia si diffondesse e causasse quanti più danni possibile: centralizzazione in laboratori pubblici dei test con ovvia esclusione di quelli privati, barriere e altri controlli sul commercio di beni medici, burocrazia invadente ed asfissiante ha rallentato l'innovazione nel campo farmaceutico, manipolazione sistemica dei prezzi di mercato con relativa emersione di carenze e impossibilità di accedere a beni importanti, restrizioni ingiustificate su ampie porzioni del mercato del lavoro, piedistallo mediatico fornito solo ad uno spettro di scienziati (ignorando o insultando qualsiasi voce contraria).

Se davvero si fosse trattato di un'epidemia letale, ogni voce ed esperienza medica sarebbe stata fondamentale in modo da velocizzare l'apprendimento di un determinato fenomeno. Invece la circoscrizione della conoscenza è la cosa più sbagliata che si potesse fare per affrontare una emergenza. La risposta corale è sempre la migliore, perché affonda le radici nel confronto e nella condivisione. Che vantaggi ci sono nell'autarchia? Il corso storico ha dimostrato da tempo che questa pratica è finita dove di dovere: nella pattumiera della storia. Superata giustamente dalla cooperazione, la quale s'è dimostrata uno strumento migliore per affrontare le peripezie che nel tempo hanno bussato alla porta del progresso umano. Divisione del lavoro e specializzazione rappresentano un sottoprodotto di questa evoluzione, che unite ad un'informazione scevra da perturbazioni centrali e distorcenti hanno garantito all'umanità la vittoria sullo stato di natura e la mera sussistenza.

Capite benissimo che qui non stiamo parlando solo di una regressione a livello commerciale ed economico, come descritto in precedenza, ma una regressione a livello di strumenti utilizzati per migliorare standard di vita e benessere. È a dir poco idiota essere arrivati al punto da ostacolare in ogni modo quella caratteristica distintiva che ci ha permesso di avere successo come specie. In questo contesto, quindi, assistiamo ad un deterioramento del tessuto produttivo e sociale con preponderante  peso assunto da politiche monetarie e fiscali che, inutile dirlo, rappresentano la causa principale. Due mesi fa ho pubblicato un post provocatorio in cui sottolineavo come le economie occidentali, e quella degli USA in particolare, sono destinate a sperimentare lo stesso tipo di dolore economico che l'Argentina ha sperimentato finora sulla scia di politiche monetarie e fiscali da suicidio. Questo paragone, però, non è preso a caso perché l'Argentina è passato dall'essere uno dei Paesi più ricchi nel mondo ad uno dei più poveri, grazie soprattutto a politiche monetarie e fiscali scellerate. E adesso sta di nuovo affrontando lo spettro del default.

Riuscite ad immaginare qualcosa di tanto stupido come coprire le spese correnti stampando denaro? Consentire all'offerta di moneta di aumentare del 20% in un solo mese? Ma attenzione perché anche gli Stati Uniti stanno stampando denaro per coprire le proprie spese, visto che il budget di quest'anno sta arrivando a $7.000 miliardi mentre le entrate fiscali saranno di circa $2.000-$3.000 miliardi. Il resto dovrà essere preso in prestito, ma chi li sottoscriverà questi prestiti? Gli argentini non possono prendere in prestito perché nessuno presterà loro denaro, ma ormai nemmeno agli americani. Infatti l'unica fonte possibile per così tanti finanziamenti è la Federal Reserve. In altre parole, gli Stati Uniti stanno seguendo le orme dell'Argentina ma su una scala molto più grande: la prima settimana di marzo il bilancio della FED era di $4.290 miliardi, principalmente titoli del Tesoro USA; ora ha raggiunto un valore di circa $6.360 miliardi, un aumento del 48% o più del doppio di quello dell'Argentina.

Il tasso di inflazione argentino è già superiore al 50% e, a differenza di qualche sciroccato economico, l'inflazione è un danno enorme per il tessuto economico/industriale/sociale: le aziende non possono fare piani, non possono investire per il futuro, licenziano i lavoratori, la gente resta a casa ed i loro soldi perdono valore così in fretta che provano a liberarsene il più presto possibile. E non scordiamoci i controlli dei prezzi, che scoraggiano il piccolo output rimasto, imposte elevate e restrizioni patrimoniali che allontanano gli investitori. E le guerre (di qualsiasi natura), intese a distrarre le persone dalla cattiva gestione finanziaria e radunarle sotto lo stendardo dello stato, sprecano la poca ricchezza che è ancora disponibile.

Parallelamente a questa deriva negativa, ne sta nascendo una positiva: la comprensione di come sia cruciale al sound money e proteggere quindi i primi risparmi. I volumi di LocalBitcoins in Argentina stanno salendo significativamente, mentre il governo argentino è sull'orlo di finire di nuovo in default per il proprio debito. Sin dall'inizio del 2018, i volumi sono saliti del 1028% in pesos argentini, 407% in Bitcoin e 139% in dollari. E se, come abbiamo visto, le nazioni occidentali stanno seguendo il tragitto già tracciato da Paesi come l'Argentina, allora la prossima fase del Ciclo di Gartner di Bitcoin si dimostrerà essere quella della "early majority".




CONCLUSIONE

Nel 1803 l'economista francese Jean-Baptiste Say postulò come non fosse il denaro a rendere le persone ricche, bensì la produzione: la capacità di produrre beni e servizi che successivamente avrebbe permesso di acquistare beni e servizi. In altre parole, il denaro non ha valore in sé, e neanche l'oro. Tale valore viene conferito soggettivamente dagli individui a seconda di quanti beni e servizi possono acquistare con esso. Dare un milione di dollari ad un naufrago su un'isola deserta è inutile; dateli ad un uomo a Caracas e vivrà come un re.

Le leggi economiche possono essere temporaneamente aggirate, ma non violate. Alla fine si paga lo scotto per suddetto aggiramento.

Non avete venduto auto il mese scorso? Ecco i soldi. Non siete potuti andare al lavoro? Nessun problema, ecco un assegno con il tuo nome sopra. I ristoranti non hanno servito pasti, le navi da crociera non hanno lasciato i porti, nessuno ha viaggiato in aereo? Problema risolto con tanti foglietti di carta colorata.

Il denaro fasullo può sostituire la produzione reale? I pianificatori monetari centrali pensano di sì. Ciò che ignorano, o pensano di rimandare per sempre, sono i costi di questa strategia. E così facendo stanno aggiungendo danni su danni, rendendo l'economia più debole ciclo dopo ciclo, caricandola di debiti più grandi e incoraggiando un azzardo morale sempre più spericolato. L'economia reale è zombificata, incapace di recepire ed inviare segnali di mercato chiari e precisi. Ecco perché a fronte di un mercato azionario che pare resuscitato, l'economia di Main Street sprofonda sempre di più. Il fantomatico effetto trickle down su cui puntavano i banchieri centrali è sempre stato un pio desiderio. Bolle,disuguaglianza di ricchezza e riprese sempre più lente sono la sola certezza.

Di contro abbiamo un mercato che si sta sviluppando intorno a Bitcoin e che vuole far emergere quanto di buono c'è in un denaro sano ed onesto. Soprattutto la necessità di avere segnali economici chiari e scevri da perturbazioni continue e progressive che producono una misallocation delle risorse. Ma più di tutto, la necessità di risparmiare, non solo per i giorni di magra ma anche per avere un circolo virtuoso all'interno della produzione stessa. Come finirà questa storia è facile da capire, come ne usciranno i singoli dipenderà da loro.


4 commenti:

  1. La produzione e il valore di Bitcoin non sono collegati alla produzione di beni e servizi. Una persona potrebbe fare attività di mining mentre intorno a lui la produzione e gli scambi stanno crollando. Ed è quello che sta avvenendo con la rivalutazione del Bitcoin. In questo non ci vedo molto di sensato (o in sintonia con la legge di Say). Che cosa mi sfugge?

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  2. Se il Bitcoin fosse ancorato all' oro fisico potrei vederlo come moneta garantita e non manipolabile ma come é adesso mi ricorda schemi PONZI ( un tantino più eleganti ) ma con alla base il concetto che i nuovi sottoscrittori sostengono quelli arrivati prima e via avanti...

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    1. Salve Oradelreno.

      Non ha alcun valore intrinseco. La difficoltà che sta incontrando nell'emergere come nuova tecnologia è dovuta principalmente al fatto che va a rivoluzionare un settore che per decenni è stato sotto l'ala dello stato. Inutile dire che quest'ultimo sta facendo di tutto per impedire che emerga, non ultima la nascita delle valute digitali delle banche centrali. Ecco perché la curva di adozione sta avendo un ritmo di crescita più basso rispetto ad altre tecnologie che negli ultimi decenni sono entrate a far parte del mondo ordinario. Ma il genio è fuori dalla lampada e sempre più persone iniziano a familiarizzare con Bitcoin. L'altro ieri è uscito addirittura un numero di Topolino in cui si spiega cosa sono le criptovalute. Quindi quello che posso vedere dalle tue domande è il tentativo di inquadrarne la natura cercando di imputargli valore. Ebbene, Bitcoin nasce come electronic cash. Unico nel suo genere, vuole replicare tutte le caratteristiche dell'ultimo tipo di denaro emerso spontaneamente dal mercato ed aggiungervi le migliorie dell'era moderna. Bitcoin è il primo asset digitale a tutti gli effetti scarso. Non solo, ma attraverso matematica, teoria dei giochi, incentivi economici, informatica, ecc. crea un protocollo dove la decentralizzazione rappresenta un punto di forza. Inattaccabile rispetto agli esperimenti precedenti condividenti la stessa natura, grazie al processo computazionale alla base della creazione di nuove coin, rende immutabile il ledger che tiene traccia delle transazioni e dello scambio di valore all'interno dell'ambiente Bitcoin. Questo significa che utilizzare la sua blockchain come timestamp diventa una rivoluzione nell'ambito della notarizzazione (sebbene ancora a livello rudimentale). La disintermediazione da tutte quelle figure che fino ad oggi hanno fatto il bello ed il cattivo tempo con la vita ed i risparmi degli individui, possono essere lasciati indietro e costretti alla concorrenza. Suddetto timestamp, infatti, stimola l'onestà perché altrimenti la punizione è essere buttati fuori dal mercato. IN un mondo in ci la privacy sta diventando sempre di più un asset prezioso, Bitcoin offre la possibilità di avere uno strumento attraverso il quale proteggere e schermare ciò che si è guadagnato col duro lavoro, senza che qualche burocrate possa decidere arbitrariamente cosa bisogna cedere ad una entità dedita al furto. Non solo ma in una situazione come quella attuale in cui il rischio di implosione di determinate realtà (banche sistemiche) diventa non più solo una eventualità ma qualcosa da temere, il controllo di capitali risulterà una politica cui si ricorrerà sempre di più. Bitcoin è borderless, permissionless e censorshipless, andando quindi a bypassare tutti quei legacci nel mondo fisico che rendono gli individui prede facili di entità in bancarotta e che non smetteranno di parassitare la classe media.

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  3. La settimana scorsa ho parlato di come supplier come Tyson stessero iniziando a far salire i prezzi della carne. Adesso McDonald è costretta a razionarla. La FED infatti non può stampare carne, hamburger, case, insalata. Non può stampare torte al cioccolato, caffè, acqua frizzante, storie d'amore, matrimoni, bambini, carriere, lezioni di piano, vacanze estive, viaggi, ecc. Tutto ciò che può stampare è ciò che chiama "denaro".

    Questa settimana ha "stampato" $190 miliardi. Questa è la magia che i banchieri centrali dicono che “stimolerà” l'economia e sostituirà le perdite derivanti dal lockdown.

    Nelle ultime sei settimane la FED ha aggiunto $2.260 miliardi al suo bilancio. Praticamente l'intero PIL britannico. E Goldman Sachs afferma che gli Stati Uniti sono sulla buona strada per incorrere in un deficit da $6.000 miliardi nei prossimi due anni. È più del PIL di Germania o Giappone.

    In nessuna parte del mondo ci sono $6.000 miliardi, o anche $1.000 miliardi, in attesa di finanziare il vortice di grandi spese del governo USA. Tutto ciò dovrà essere finanziato dalla FED, il che significa una stampa di denaro su una scala tale da far saltare l'intera economia mondiale.

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