giovedì 15 settembre 2022

Bitcoin è pace per la generazione post-9/11

 

 

da Bitcoin Magazine

In questo saggio discutiamo di come la spesa irresponsabile degli Stati Uniti derivi dal sistema monetario fiat, il quale consente loro d'impegnarsi in continue guerre astratte (come "la guerra alle droghe") e come un ritorno a uno standard monetario sano/onesto attraverso Bitcoin potrebbe fermare il conflitto infinito che abbiamo vissuto nel secolo scorso.


GUERRA ALLA POVERTÀ

La guerra alla povertà: il nonno delle cattive abitudini di spesa degli Stati Uniti.

58 anni fa l'ex-presidente Lyndon B. Johnson inaugurò una guerra che avrebbe intaccato la ricchezza delle persone mentre cercava di curare la disuguaglianza di ricchezza, una contraddizione per secoli.

Tuttavia le buone intenzioni hanno dato vita a questa serie di azioni legislative. All'epoca oltre il 20% degli americani era considerato povero e Johnson era convinto che l'intervento statale fosse il modo più praticabile per rimettere in piedi il Paese. Anche se doveva essere "un aiuto una tantum", la legislazione di Johnson non poteva essere più lontana da quell'ideale.

Da quando venne attuata la sua serie d'iniziative, sono stati spesi oltre $800 miliardi per eliminare la povertà.

Qual è il punto? Gli elenchi di nomi nel welfare state si sono ampliati, poiché l'orribile verità della dipendenza dallo stato è diventata una triste realtà. Il concetto di pari opportunità è legittimo, ma invece di ridurre la burocrazia e incoraggiare la creazione di posti di lavoro, la ricchezza è stata sottratta a chi ne aveva di più e data a chi ne aveva di meno. Alcuni di coloro che hanno partecipato a questo furto hanno sfruttato l'assistenza statale per costruirsi una vita, ma dato l'aumento della dipendenza dal welfare state nell'ultimo mezzo secolo, più persone hanno strutturato la propria vita attorno al sistema invece di usarlo come era inteso, ovvero "un modo per vivere piuttosto che un modo per sopravvivere".

Possiamo concludere che le "dispense" che Johnson era così irremovibile nell'escludere sono diventate il segno distintivo dei moderni programmi di welfare state. La Guerra alla Povertà è una macchia sulla storia americana di educare alla prosperità coloro che non hanno niente, offrendo pari opportunità a tutti coloro volenterosi di lavorare o di innovare.

Il finanziamento di tali programmi sarebbe interamente volontario in un Bitcoin standard, poiché le tasse non potrebbero mai essere abbastanza alte da sostituire la propensione decennale degli Stati Uniti alla stampa di denaro. Qualsiasi programma statale accettato verrebbe finanziato da quei filantropi che vogliono contribuire alla causa e, grazie a questo tipo di finanziamenti, il processo decisionale sarebbe molto più preciso. Quando la scarsità è un fattore determinante in qualsiasi decisione, l'allocazione del capitale avviene in modo tale da portare a risultati ottimali. In uno standard monetario fiat, il denaro può essere creato e sequestrato in qualsiasi momento, quindi il concetto di scarsità non gioca mai un ruolo cruciale nelle decisioni, ecco perché i programmi statali spesso sono inefficienti.

Sebbene la Guerra alla Povertà sia stato il primo caso di studio sull'inefficienza dell'allocazione del capitale da parte dello stato, non sarebbe stato l'ultimo. Una volta che il popolo americano avrebbe scoperto la soluzione dello stato a tutto, ovvero la stampante monetaria, la necessità di una forma di denaro sana/onesta sarebbe dovuta essere decisamente più evidente.


GUERRA ALLE DROGHE

La serie d'iniziative statali avviate negli anni '70 per porre fine al consumo di droga è stata la seconda tra le "guerra astratte" in cui gli Stati Uniti si sono impegnati nel secolo scorso.

A partire dal 1914, la regolamentazione degli oppiacei e della cocaina iniziò a interessare le sale del Congresso, seguita dal proibizionismo e dall'introduzione di una pesante tassa sulla marijuana nel 1937, oltre alla reclusione e alle multe per possesso. Questo fu solo l'inizio di qualcosa di molto più concertato e mirato negli Stati Uniti: la Guerra alle Droghe.

Nel 1970 venne approvato il Controlled Substances Act (CSA) dal presidente Richard Nixon, introducendo un "programma" arbitrario per classificare le droghe e attribuire loro sanzioni penali. E nel giugno dell'anno successivo, Nixon dichiarò guerra alle droghe, definendo le sostanze stupefacenti come "il nemico pubblico numero uno".

Ironia della sorte, Nixon sospese la convertibilità dei dollari in oro solo due mesi dopo: le guerre succhia-soldi vennero seguite dal chiodo nella bara del dollaro. In definitiva, questo esito era necessario: perseguire suddette iniziative pubbliche pur continuando a finanziare la guerra in Vietnam.

Gli Stati Uniti avrebbero dovuto imporre una maggiore pressione fiscale sui propri cittadini? No. Come abbiamo discusso in precedenza, sarebbe stata una condanna a morte per qualsiasi presidente in carica. La soluzione facile sarebbe stata quella di disconnettere, silenziosamente, la valuta dal valore che avrebbe dovuto rappresentare, nonostante ciò significasse che il dollaro sarebbe diventato nient'altro che una cambiale scoperta.

È così che viene finanziata la spesa pubblica.

Nel 1973 venne creata la Drug Enforcement Administration (DEA), la quale nel 2022 ha un budget annuale di $2,03 miliardi. Gli anni '80 hanno visto l'allora presidente Ronald Reagan introdurre molte campagne "Just Say No To Drugs", soprattutto nelle scuole elementari. La repressione anche sulla parola "droga" era ormai una realtà affermata.

Il costo di questo sforzo è stato stimato in $1.000 miliardi nel 2015. È una cifra pesante per pagare un tentativo probabilmente fallito di sradicare le droghe dal paradigma americano (ricorda questo tema per dopo). L'irresponsabilità fiscale è stata innescata dalla capacità legalmente riconosciuta di creare magicamente dollari dal nulla. E questo era solo l'inizio.


GUERRA AL TERRORISMO

Ora arriviamo all'argomento principale di questo articolo, ovvero la Guerra Mondiale al Terrorismo, molto più popolarmente conosciuta come "guerra al terrore", un termine coniato dall'allora presidente George W. Bush. Doveva essere un termine onnicomprensivo per la guerra contro tutti i gruppi terroristici (non solo Al-Qaeda che ha rivendicato la responsabilità degli attacchi dell'11 settembre), oltre a essere il primo segnale che forse gli Stati Uniti stavano facendo il passo più lungo della gamba.

Al-Qaeda operava impunemente sotto la protezione del regime talebano, quindi l'idea era semplice: trasferirsi in Afghanistan per distruggere Al-Qaeda, uccidere Osama bin Laden e rimuovere i talebani dal potere. Tuttavia la guerra al terrorismo in Medio Oriente non si è fermata qui.

Bin Laden fuggì in Pakistan e nel 2003 gli Stati Uniti invasero l'Iraq, con George W. Bush che affermò meschinamente che bisognava rimuovere un regime di terroristi in possesso (presumibilmente) di armi di distruzione di massa. Dopo aver catturato Saddam Hussein nel 2003 e giustiziato nel 2006, la guerra è continuata in Iraq per altri quattro anni.

Secondo quanto riferito, gli Stati Uniti uccisero Osama bin Laden il 2 maggio 2011, ma la guerra in Afghanistan non si sarebbe conclusa per quasi un altro decennio. Il ritiro delle truppe statunitensi doveva essere completato entro il 2014, ma quello stesso anno venne annunciato che oltre 10.000 soldati sarebbero rimasti in Afghanistan. Per molti era un'indicazione che questa “guerra al terrore”, come le “guerre” alla povertà e alla droga che l'hanno preceduta, non avrebbe avuto una fine logica e definitiva. Ad oggi, il presidente Joe Biden ha rimosso le truppe americane dall'Afghanistan, ma continua a "non mettere fine alla cosiddetta guerra infinita".

Come le nostre prime due guerre contro l'astratto e l'indefinibile, la Guerra Mondiale al Terrorismo ha portato con sé un prezzo altissimo da pagare. I poteri forti, quindi, decidono quando e dove spendere i soldi. Con un Bitcoin standard, il processo decisionale diverrebbe forzatamente prudente: non verrebbe sprecato denaro in missioni e obiettivi che non forniscono un valore reale. Ma la guerra al terrore, resa possibile dalla spesa sconsiderata tramite il denaro fiat, ha un etichetta di prezzo decisamente pesante: oltre 7.000 militari statunitensi sono stati uccisi durante le operazioni di guerra post-11 settembre, per non parlare della tragedia dei soldati che si sono suicidati nello stesso periodo la cui cifra è superiore alla suddetta di ben quattro volte.

Le loro vite non erano l'unico prezzo che il popolo americano ha pagato: per le guerre successive all'11 settembre, i costi e gli oneri di bilancio totali degli Stati Uniti hanno superato i $6.400 miliardi nel 2020. Stiamo parlando di migliaia di milairdi, i quali rappresentano oltre il 20% del nostro debito pubblico. Cos'ha ottenuto tutta questa carneficina? Anche se abbiamo lasciato il segno uccidendo alcuni dei terroristi più famosi al mondo, il popolo dell'Afghanistan è ancora soggiogato dai talebani, i quali hanno ripreso il controllo dal 2021.

Forse all'interno di un sistema che tiene in riga le spese, le nostre azioni sarebbero state più rapide e decisive; forse se i soldi fossero scarsi e arrivassero direttamente dai cittadini attraverso tasse esplicite, avremmo giustiziato solo coloro che ci hanno offeso con l'11 settembre.

Invece di apprendere la lezione ed evitare qualsiasi guerra con un obiettivo poco chiaro, come sarebbe dovuto accadere sin dal Vietnam, gli Stati Uniti hanno continuato ad abusare della stampante monetaria e sono scesi in guerra per quasi due decenni con un obiettivo poco chiaro.

La guerra al terrorismo è stata un'impresa lunga, costosa e tediosa. È stato un tentativo fallito di sradicare un concetto così decentralizzato e ostile che le possibilità di successo sin dall'inizio erano scarse, se non zero. E dopo vent'anni, migliaia di soldati americani morti e quasi $7.000 miliardi di spese, il gran finale è stato una frettolosa ritirata da Kabul, lasciando centinaia di americani bloccati dopo l'abbandono dell'ambasciata. I talebani ora governano l'Afghanistan, e nonostante tutti quei dollari stampati e tutto quello spargimento di sangue, siamo tornati al punto di partenza. Gli unici risultati misurabili (e non sono buoni) sono state le vite perse e le migliaia di miliardi di dollari aggiunti al bilancio del governo degli Stati Uniti: un onere che deve ancora essere ripagata, e probabilmente non lo sarà mai.

Lo spirito onesto di sconfiggere coloro che hanno rubato la nostra dignità l'11 settembre 2001 è completamente dissipato dopo due decenni di conflitto. Quel fuoco interiore del popolo americano è stato sostituito da una generazione di adulti che ha vissuto in un'epoca in cui gli Stati Uniti sono sempre stati coinvolti in Medio Oriente. Tali adulti sono cresciuti nel considerare l'enorme espansione della bolla del debito come una necessità, una parte normale della vita, quando quella stessa bolla del debito è ciò che impedisce loro di trovare un lavoro, una casa e farsi una famiglia. Tutto questo non è affatto normale.

Gli Stati Uniti hanno compiuto uno sforzo indicibile per porre fine al terrorismo a livello globale e non sono stati all'altezza. Ma a soli 19 anni dal 2001, ci avrebbero chiesto ancora una volta di sospendere la nostra incredulità e di mettere nelle loro mani i nostri soldi e la nostra capacità decisionale. Stavamo entrando in guerra, di nuovo.


GUERRA ALLA SALUTE

Cosa fate quando non c'è una guerra? Crisi sanitaria.

Questo articolo non discuterà le origini del COVID-19, bensì vuole tracciare i collegamenti tra le strutture d'incentivazione della spesa pubblica e coloro che mirano a trarne vantaggio. E una cosa è certa: se non c'è una guerra all'estero, una crisi interna è la scelta migliore.

Nel marzo 2020 gestivo la mia piccola impresa. Nessuno voleva più comprare nulla da me e il panico si era diffuso quando il COVID-19 si era fatto strada negli Stati Uniti. Le persone venivano licenziate in massa, i beni di prima necessità sparivano dagli scaffali dei negozi e alcuni erano convinti che quella fosse la fine dei tempi.

Ovviamente non era arrivata la fine dei tempi: dopo poco si sapeva già che generalmente prendeva di mira le persone con un sistema immunitario vulnerabile, ovvero gli anziani, e coloro con comorbidità significative. Invece d'incoraggiare l'approccio costituito da un isolamento temporaneo per tali gruppi, mentre il virus si spostava naturalmente tra il resto della popolazione, il Paese è stato messo in modalità giorno del giudizio.

Tutti sono stati trattati non solo come se avessero un'alta probabilità di morire a causa del virus, ma anche come potenziali diffusori di un qualcosa di mortale. Le attività sono state chiuse e l'economia si è fermata, ma le persone dovevano essere rimborsate in qualche modo, anche se con denaro fiat stampato dal nulla.

Fino a febbraio 2022 sono stati spesi quasi $4.000 miliardi in pacchetti di stimolo destinati ad aiutare l'economia. Abbiamo sostenuto il sistema inondandolo di dollari che non rappresentano alcun valore reale guadagnato. Il rapporto debito/PIL (prodotto interno lordo) degli Stati Uniti è al 133,46%. Ogni dollaro di produttività è annientato da un dollaro e ventotto centesimi di debito: vi sembra un'economia sana?

Il Federal Reserve Board ha inaugurato il Municipal Liquidity Facility nell'aprile 2020, un meccanismo per acquistare $500 miliardi di titoli di stato a breve termine da tutti i 50 stati e alcune delle città più produttive del Paese. Inoltre sono stati inaugurati numerosi programmi per acquistare asset da società statunitensi con denaro stampato dal nulla, aggiungendo migliaia di miliardi in più al bilancio del governo federale.

Nonostante abbiano ruoli più aperti che mai nella forza lavoro (rispetto alla disoccupazione), alcune famiglie riceveranno fino a $14.000 in base all'ultimo disegno di legge del presidente Biden.

Con il pretesto di dare soldi alle persone, la FED (involontariamente o meno) ha diluito la ricchezza di quelle persone sfruttando il COVID-19: dall'acquisto di asset all'acquisto di banconote dal Tesoro USA, persino il letterale elicottero monetario.

Coloro che sfruttano l'Effetto Cantillon traggono vantaggio dall'accessibilità ai dollari creati ex novo, mentre gli operai e gli insegnanti hanno visto aumentare i prezzi dei generi alimentari e le loro vite sono state impoverite. A causa di questa irresponsabile espansione dell'offerta di denaro, le persone stanno lavorando ancora più duramente per guadagnare una valuta sempre più debole, mentre aumenta il costo della maggior parte dei beni e dei servizi che le persone desiderano acquistare.

Con un Bitcoin standard, un lockdown e un conio di migliaia di miliardi di dollari non sarebbe possibile. Con Bitcoin non si possono coniare nuove unità a piacimento: il valore che viene scambiato rappresenta sempre il valore guadagnato sottostante, attraverso il lavoro o la vendita di beni e servizi. Dal momento che non è possibile coniare nuove unità in tempi di crisi, un Bitcoin standard avrebbe costretto il Congresso degli Stati Uniti a pensare in modo più critico al modo migliore per rispondere alla pandemia.

Abbiamo discusso in precedenza di coloro che sono a maggior rischio per il virus. Con un Bitcoin standard, gli Stati Uniti avrebbero dovuto adottare un approccio fiscalmente responsabile e non avendo più accesso al denaro stampato dal nulla ciò avrebbe significato pensare in modo efficiente. La loro risposta efficiente, probabilmente, sarebbe stata quella d'incoraggiare l'isolamento per i vulnerabili, mobilitare il capitale raccolto attraverso le tasse in aree con una maggiore densità di queste persone più suscettibili e... nient'altro.

Con un Bitcoin standard il governo sarebbe costretto a pensare in modo efficiente: niente soldi dagli elicotteri, niente acquisti di asset per la paura di un collasso economico e niente chiusura della complessa rete di relazioni rappresentata dall'economia statunitense. Strategia e prudenza salirebbero in cima alla lista.

Un Bitcoin standard disabiliterebbe la capacità del governo di allocare in modo inefficiente capitale non guadagnato in tempi di crisi; la pandemia COVID-19 dovrebbe essere un brillante esempio della sua incapacità. Il libero mercato dovrebbe allocare il capitale come meglio crede, massimizzando l'efficienza e la prosperità di tutti; Bitcoin si toglie di mezzo dove invece il denaro fiat crea un blocco.


LA PROSSIMA GUERRA

Nel momento in cui è stato scritto questo saggio, gli Stati Uniti stanno minacciando d'intraprendere un'azione offensiva contro la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Emettendo un sospiro da "ci risiamo", ricordate perché ho voluto scrivere questo pezzo: spiegare le strutture d'incentivi coinvolte nell'andare in guerra e perché gli Stati Uniti si stanno dando da fare a riguardo.

Nuova guerra significa nuova stampa di denaro dal nulla e gli Stati Uniti sono sempre pronti per illuminare l'opinione pubblica americana sul motivo per cui la prossima guerra è una vera e propria necessità. Nel 2014 il Washington Post pubblicò un articolo intitolato "Le guerre ci rendono più sicuri e più ricchi nel lungo termine" pieno di statistiche non correlate per rafforzare la falsa affermazione secondo cui la guerra aumenta la produttività interna a lungo termine. Forse dovremmo prepararci per ulteriori giustificazioni, razionalizzazioni e menzogne sul motivo per cui l'aumento del tetto del debito è un'emergenza nazionale e stampare altri $10.000 miliardi migliorerà la vita di tutti. Dovranno mentire a denti stretti per farla franca, come è sempre accaduto.

Bitcoin risolve questo problema. Gli unici mezzi per finanziare una guerra senza denaro fiat e/o più tasse (che devono essere approvate da chi si candida a future cariche pubbliche) sono espliciti e volontari: sia attraverso l'emissione di debito interno (obbligazioni di guerra) che di debito estero, reso ancora più volontario con Bitcoin dato che il sequestro è estremamente difficile.

Bitcoin elimina gli affilati denti fiat dalle fauci dello stato. I politici dal grilletto facile che sbavano al pensiero di pacchetti di spesa bellica da migliaia di miliardi di dollari saranno ammansiti; saranno resi più prudenti e strategici dalla scarsità programmatica di Bitcoin.


PENSIERI FINALI

Conflitti infiniti, sia in patria che all'estero, sono resi possibili dalla capacità di creare denaro dal nulla. Dal momento che gli Stati Uniti devono ripagare il loro debito e sono incentivati ​​​​a mantenere il controllo sul denaro, non passeranno mai a un Bitcoin standard.

Se non riuscite a convincere il vostro Paese ad adottare Bitcoin come standard monetario, acquistatelo e usatelo voi stessi. Quando possibile, effettuate transazioni esclusivamente in bitcoin. Mentre creiamo queste economie comunitarie, le aziende lo metteranno a bilancio, le merci inizieranno a essere denominate in bitcoin e la vita con un Bitcoin standard diventerà sempre più inevitabile.

Attaccate speculativamente il dollaro a livello individuale; non permettete allo stato di tassarvi più di quanto non faccia già e privatelo del potere di spesa, in modo da non poter svalutare la vostra ricchezza se riducete al minimo la vostra esposizione al dollaro. Fate sapere attraverso le vostre azioni che non desiderate un'altra guerra decennale. Ne avete avuto abbastanza? Sono sicuro che sia così. Mi piacerebbe vedere com'è passare almeno la metà di un decennio senza avere l'ennesimo conflitto estero. Facciamo in modo che accada.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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