venerdì 7 ottobre 2022

Il grande saccheggio

 

 

di Francesco Simoncelli

Il denaro è uno dei temi più sfruttati su queste pagine e tutto ciò che posso fare è cercare di cercare il cosiddetto trend primario e vedere dove conduce. Nei mercati di oggi, ad esempio, è stato possibile individuare l'inizio del nuovo trend nei primi mesi del 2022: il mercato obbligazionario ha raggiunto il picco nel 2020, dopo un mercato rialzista durato 40 anni; le azioni hanno raggiunto il picco l'anno dopo. Ora, se ho ragione, siamo instradati verso un lungo periodo di calo dei valori reali per azioni, obbligazioni e immobili. Il trend primario lavora insieme a un trend parallelo e oscuro. I tassi di crescita sono calati negli ultimi 20 anni, infatti la crescita dell'Europa è stata negativa il che significa che stiamo andando indietro e diventando più poveri.

Il potere d'acquisto dei salari è rimasto in territorio negativo (aggiustato all'inflazione) per molto tempo, soprattutto in Italia. Questo calcolo probabilmente minimizza la situazione, perché in termini di costi maggiori nella vita di una persona (cibo, casa e trasporti) l'inflazione dei prezzi è in realtà peggiore di quanto dicano le statistiche ufficiali. Nonostante un leggero calo dell'indice dei prezzi al consumo il mese scorso, il costo del cibo è ancora in aumento a doppia cifra. Anche le case: la casa media veniva venduta a €1500 circa al metro quadro (≈€120.000) nel 1999; oggi siamo arrivati a €2500 al metro quadro (≈€200.000). In termini di anni che bisogna lavorare per comprare una casa, erano circa 6 nel 1999; oggi si deve lavorare per 10 anni. E il carburante? Ci voleva circa 1 giorno di lavoro per riempire un serbatoio nel 1999; oggi ce ne vogliono 2.

Misuro queste cose in tempo, perché il tempo non cambia: un'ora nel 1999 è esattamente un'ora oggi. E quando avete bisogno di dedicare più tempo per guadagnarvi il ​​necessario per la vita, siete più poveri.

Osservando un grafico a lungo termine dei salari, e lo aggiustiamo all'inflazione, vediamo che gli aumenti reali in Italia sono letteralmente scomparsi dalla fine degli anni '80. Oggi un lavoratore italiano medio guadagna più o meno come nel 1990. La strada verso l'oblio. E questo è un trend primario a lungo termine, un viaggio nel burrone economico per quasi mezzo secolo.

Crescita nominale dei salari in Italia

E questa situazione è aggravata quando aggiustiamo all'inflazione i dati a disposizione e otteniamo un quadro generale reale. Gli ultimi dati sull'inflazione dei prezzi mostrano che è persistente, come i lettori di questo blog sapevano che sarebbe stata. È peggio in alcuni settori rispetto ad altri, ma sta influenzando l'intero tessuto economico/industriale e gran parte dei rivenditori in Italia, ad esempio, si sta preparando ad aumentare i prezzi ancora di più solo per sopravvivere ai propri maggiori costi. Il modello degli ultimi 30 anni, circa, in cui i prezzi sembravano stabili e prevedibili, è andato in frantumi. Ci sono molti modi per guardare questi dati, ma uno che porta grande chiarezza è impostare il 1992 a 100 e vedere la variazione percentuale nell'indice dei prezzi alla produzione, in modo da capire la gravità della situazione.

Variazione annua dei prezzi alla produzione italiani

Cosa significa tutto questo per il potere d'acquisto dell'euro? Se diamo un'occhiata al grafico qui sotto possiamo vedere che la linea che s'impenna rappresenta il potere d'acquisto della moneta unica sin dalla sua nascita a oggi: €1 del 2002 ora vale 45 centesimi! Questo è un trasferimento di ricchezza dalla popolazione generale allo stato, il tutto per finanziare un enorme debito. Lo stato, il sistema bancario commerciale e quello centrale sono diventati voraci, divorando il tenore di vita in modo sistematico per molti decenni. I proventi di questo saccheggio hanno finanziato le guerre, il welfare state, l'ascesa dello stato amministrativo, i dispotismi e le tirannie e infine i lockdown. È stato allora che la BCE ha letteralmente mandato gli elicotteri per sganciare denaro sulle teste delle persone. Proprio come gli istituti sanitari hanno dimenticato l'immunità naturale, la BCE sembra aver dimenticato l'equazione dello scambio. Gli ultimi dati in merito sono a dir poco allarmanti, perché arrivano a un ritmo forsennato, uno che notiamo in tempo reale e che Mises definì la "seconda fase" del crack-up boom.

Il tasso ideale del deprezzamento monetario della BCE era del 2%. Il "fallimento" che sperimentiamo ora è semplicemente la prova che la banca centrale non ha il controllo di nulla, ma ha solo la capacità di creare una realtà fittizia attraverso la sua presunta credibilità in quanto istituzione "ufficiale". A tal proposito, la velocità del denaro è ancora molto inferiore rispetto ai livelli pre-crisi sanitaria e ciò significa che l'inflazione ha ancora molta strada da fare prima di normalizzarsi. Non mi aspetto una repubblica di Weimar 2.0 nel futuro prossimo, poiché per quanto l'iperinflazione possa essere una eventuale possibilità, i pianificatori centrali non sono stupidi. Nessuno ci guadagna da uno scenario simile e significherebbe un disastro per la divisione del lavoro, oltre al fatto che rimarrebbe intatta la vera spada di Damocle sulla testa dei vari governi: passività non finanziate. "Iperinflazione no, inflazione di massa sì", come descriveva ottimamente il compianto Gary North.

Già adesso il Codacons calcola che il prossimo anno la famiglia media italiana dovrà sborsare circa €70 in più al mese per gli stessi beni e servizi che acquista/usufruisce oggi. In risposta, l'Europa e il Regno Unito stanno tornando rapidamente al Medioevo. Non solo, ma il primo ministro del Regno Unito e la Commissione europea stanno istituendo massimali sui prezzi, il che significa razionamenti mentre ci avviamo verso l'inverno. In Europa, poi, le politiche sono ancora più stupide: è stata imposta una tassa (una tassa!) sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, un modo per punire i produttori in un momento di grave carenza. Non sorprende che sulla scia di tali decisioni, tra gli altri fattori, l'euro abbia rotto al ribasso la parità col dollaro e la sterlina si stia avvicinando alla parità.

I mercati dei cambi stanno solamente prezzando il "grande saccheggio", il quale può essere certificato dall'inversione di rotta sull'energia verde, ad esempio: dapprima spacciata come faro di un futuro sostenibile e adesso cestinate a favore di nucleare, carbone e altri combustibili fossili. Anzi, in Italia, come accade di solito con gli incentivi partoriti dallo stato, prima viene calata la tonnara (incentivi statali alle rinnovabili) e avviata la fase di boom, poi la rete viene tirata su (tasse) durante la fase di bust. È quello che sta accadendo con i ricavi tassati delle energie rinnovabili, smascherandola come tecnologia dispendiosa e assolutamente acerba per sostituire i combustibili fossili. Ma anche se eliminiamo la componente energetica e alimentare dall'equazione, il sopraccitato "grande saccheggio" è altrettanto certificato dalla misurazione "core" dell'inflazione dei prezzi.

Tasso d'inflazione core italiano

Eppure fino a pochi mesi fa le voci istituzionali, come quella della Yellen ad esempio, ci assicuravano che si trattava solo di un incidente temporaneo e nulla di cui preoccuparsi veramente. La stessa Yellen adesso ci assicura che i mercati finanziari non hanno nulla di cui preoccuparsi e dovrebbero far cadere i loro timori di una recessione. Vediamo un po', Goldman Sachs e altri hanno annunciato di recente che daranno il via a un nuovo giro di licenziamenti. Sulla base di ciò che stanno vedendo si aspettano una dolorosa recessione che danneggerà non solo i mercati finanziari, ma l'intero settore economico. Questo è un punto significativo, perché rivela come il dolore economico si stia diffondendo dalle grandi imprese a tutti i settori della vita economica.

L'inflazione dei prezzi, in quanto fenomeno di mercato, non può avere una connotazione etica data al sua fondamentale azione di bilanciamento. Assume invece una tale connotazione nel momento in cui è una linea di politica perseguita volontariamente e imposta con la forze sulle decisioni collettive degli attori di mercato. L'origine di queste distorsioni sono le banche centrali e le loro politiche, che per quanto a voce vengano dipinte come necessarie per avere un ambiente economico sano e sostenibile, nei fatti creano invece squilibri crescenti e insostenibili nel lungo periodo. Quando i nodi vengono al pettine si rifugiano nella formula "era imprevedibile". Non è ammessa ignoranza, perché, come dimostrato col caso italiano in questo articolo, i mismatch progressivi sono stati alimentati esattamente dalle politiche della BCE. Ciò non fa altro che creare una nebbia impenetrabile che costringe questi giganteschi market maker a improvvisare a un certo punto dato il catastrofico accumulo di errori abilitato.

Il momento storico in cui viviamo è fondamentale per delegittimare, una volta per tutte, queste istituzioni truffatrici e inutili dal punto di vista socio-economico, altrimenti il grande saccheggio che hanno abilitato e continuano ad alimentare sarà implacabile.


DAVVERO IL DENARO È L'ARMA DEL SACCHEGGIO?

La teoria monetaria keynesiana ha dato alle banche centrali di tutto il mondo la giustificazione accademico/filosofica di stampare denaro per prevenire le recessioni e di contrarne l'offerta quando l'economia si "surriscalda" (i prezzi iniziano a salire). Era così tecnica, moderna e rassicurante per la popolazione che ancora oggi quest'ultima venera i tecnici presso la FED, la Banca d'Inghilterra, la Banca centrale europea, la Banca del Giappone, ecc. Nonostante tutti i tecnicismi e gli abbellimenti che hanno caratterizzato suddetta teoria, qualcosa sta cambiando ma non perché suddetti tecnici lo vogliono... ma a causa della sconsideratezza intrinseca al sistema economico/monetario di stampo keynesiano. Una "vecchia idea" sta tornando in auge: denaro sano e onesto che non può essere inflazionato arbitrariamente. Il denaro sano/onesto non comporta alcun rischio di controparte (a differenza di una banconota, non è contemporaneamente un obbligo nei confronti di qualcun altro) e conserva un potere d'acquisto relativamente stabile nel tempo. Ha due semplici proposte di valore: proteggere il capitale e creare stabilità (le persone possono accumulare risparmi e trasferire valore nel tempo, consentendo loro di pianificare, risparmiare e investire al meglio per il futuro); fungere da difesa contro l'accumulo eccessivo di debito e uno stato in continua crescita.

L'attuale sistema in cui il denaro fiat viene emesso dalle banche centrali, consente una spesa illimitata in deficit da parte dello stato; l'inflazione consente di socializzare i costi tra tutti coloro che utilizzano la valuta rubando lentamente e costantemente il potere d'acquisto di tutti; dalle guerre decennali ai programmi di welfare state dispendiosi, la capacità di creare valuta all'infinito ha consentito agli stati di accumulare una spesa pubblica e un debito pubblico incredibile.

Alcune nazioni, quindi, in particolare quelle al di fuori dell'orbita occidentale, stanno iniziando a rendersi conto che le loro riserve di valute fiat, ricevute in cambio di beni di valore, stanno diminuendo il potere d'acquisto a un ritmo sempre più rapido. La grande truffa è stata smascherata: molti Paesi non sono felici e vogliono fare qualcosa al riguardo. Ecco una grande lezione: il mondo è un posto vasto e si può viverci felicemente solo se si è onesti, degni di fiducia, affidabili e non ci si intromette negli affari degli altri. Questa lezione si applica alle nazioni così come agli individui, ma le principali banche centrali occidentali hanno violato queste antiche tradizioni svalutando le loro valute. Soprattutto il dollaro, il quale ha visto usare il sistema di settlement internazionale (SWIFT) come arma per ostracizzare nazioni, come l'Iran, e confiscare asset detenuti negli Stati Uniti che appartengono ad altri, come con i russi. Di conseguenza alcune nazioni stanno lavorando per sostituire il dollaro e il sistema di settlement internazionale controllato dagli Stati Uniti con uno loro: alcuni membri della Shanghai Cooperation Organization (SCO) stanno lavorando su un nuovo mezzo di scambio per regolare il commercio internazionale, aggirando il dollaro. Questo mezzo di scambio conterrà un alto contenuto di oro, rendendo difficile, se non impossibile, la svalutazione monetaria. I russi e i cinesi sono coinvolti, ovviamente, il che è molto importante perché entrambe le nazioni detengono più riserve auree di qualsiasi nazione occidentale, compresi gli Stati Uniti. Non è un caso, quindi, che i membri BRICS stiano vedendo aumentare le adesioni, tra cui l'Arabia Saudita in particolare.

Questo è un punto fondamentale, perché è dal 1971 i sauditi chiedono che il pagamento del petrolio avvenga solo in dollari, creando il cosiddetto mercato del petrodollaro. Se i sauditi decidessero di accettare una nuova valuta SCO oltre al dollaro, la domanda per quest'ultimo scenderebbe inevitabilmente. Inutile dire che sarebbe la fine del biglietto verde come valuta di riserva mondiale. Non solo, ma metterebbe pressione affinché venga ristabilita una certa solidità nelle decisioni fiscali e monetarie, incentivando un circuito di feedback positivo.

Perché questo ritorno all'oro? Perché sono le persone che decidono. I tassi stanno salendo in accordo col Paradosso di Gibson, non perché le banche centrali stanno rialzando i loro tassi di riferimento. Senza contare che al giorno d'oggi esiste qualcosa di più "pericoloso" per la pianificazione centrale rispetto all'oro: Bitcoin. Negli Stati Uniti c'è un motto che riassume egregiamente il motivo per cui affidarsi all'oro sarebbe un palliativo migliore per la pianificazione centrale: stick with the devil you know, ovvero se devi abbracciare un qualcosa di negativo scegli il male minore (ma pur sempre un male), e con l'oro sintetico e la centralizzazione delle riserve auree conservare un potere centralizzato sarebbe alquanto garantito. Bitcoin, inutile dirlo, rappresenta una minaccia superiore, anche perché non si può scappare da una evidenza empirica da cui non si può scappare: gli individui, per quanto manipolabili, sono coloro che scelgono davvero. L'apertura all'oro da parte del mondo multipolare facente riferimento ai BRICS rappresenta non solo una mossa per guadagnare credibilità a livello mondiale, ma soprattutto un modo per ritardare l'inevitabile ascesa di Bitcoin come denaro concorrente e sostitutivo del denaro fiat, o più in generale del denaro manipolato centralmente. Perché è possibile fare un'affermazione del genere? Proprio per la natura del denaro e come emerge.

Sappiamo che il prezzo di un bene è il risultato dell'interazione tra domanda e offerta, da ciò si potrebbe giungere alla conclusione che anche il prezzo del denaro è fissato dalle leggi della domanda e dell'offerta. Mentre la domanda di beni emerge in base ai benefici percepiti, le persone chiedono denaro in base al suo potere d'acquisto rispetto a vari beni. La domanda di denaro dipende dal suo potere d'acquisto, mentre quest'ultimo dipende dalla sua domanda. Finiamo però in una trappola circolare e tale circolarità dovrebbe già avvalorare l'idea che il denaro non può essere qualcosa d'imposto dall'alto verso il basso. Il Teorema della Regressione di Ludwig von Mises supportava le intuizioni di Menger, risolvendo il problema della circolarità e confermando la tesi iniziale di Carl Menger secondo cui il denaro non poteva essere impostato tramite legge statale. Mises avviò la sua analisi sottolineando che la domanda di denaro presente è determinata dal suo potere d'acquisto di ieri, di conseguenza per una data offerta si stabilisce il potere d'acquisto presente. La domanda di denaro di ieri, a sua volta, è impostata dal potere d'acquisto del giorno precedente e così via.

Anche così, però, il problema della circolarità non veniva risolto del tutto, ma spostato all'infinito. Mises allora aggiunse che regredendo nel tempo, si sarebbe arrivati alla fine in un momento in cui il denaro era solo una merce ordinaria con un prezzo impostato dalla domanda e dall'offerta. Quel bene aveva un valore di scambio in termini di altre beni, quindi il baratto ne stabiliva il valore di scambio. Quando una merce diventa denaro, ha già un potere d'acquisto, o un prezzo stabilito in termini di altre merci, e questo potere d'acquisto ci permette di stabilirne la domanda come denaro. Questo fatto, a sua volta, ne imposta il potere d'acquisto nel giorno in cui suddetta merce inizia a essere usata come denaro. Una volta stabilito il prezzo, esso serve come input per stabilirne il prezzo domani e ne consegue che senza le informazioni di ieri sul prezzo del denaro, non è possibile stabilire il potere d'acquisto presente del denaro. Usando il Teorema della Regressione deduciamo che non è possibile che il denaro possa emergere tramite una legge statale, perché quest'ultima non può conferire potere d'acquisto a una cosa che lo stato stesso dice che diventerà il mezzo di scambio.

Una volta che una merce viene accettata come mezzo di scambio, continuerà a essere accettata anche se la sua utilità non monetaria scompare. La ragione di questa accettazione è il fatto che le persone possiedono informazioni sul potere d'acquisto di ieri, il che consente la formazione della domanda presente del denaro.


LA VERA ARMA DEL SACCHEGGIO: LA BCE

Sebbene la funzione delle banche centrali sia quella di accreditare credibilità e affidabilità alle rispettive economie in modo che possano raggiungere obiettivi macroeconomici sostenibili, le banche centrali hanno ovviamente abbandonato, anche a livello di facciata, tali compiti. Hanno elargito miliardi per alleggerire i disastri che hanno combinato in precedenza e, più di recente, per alimentare lo schema Ponzi rappresentato dal governo Zelensky a Kiev. L'offerta di denaro europea, ben oltre i €15.000 miliardi, è a livelli record e i tassi d'interesse reali sono in territorio negativo, impoverendo i redditi fissi ma non riuscendo a "stimolare" le economie che supervisionano. L'inflazione dei prezzi, la rovina della Germania, è di nuovo in marcia poiché troppi soldi sono "alla ricerca" di troppo pochi beni. Poiché la Banca centrale europea non ha altre carte da giocare, ritiene che la stampante monetaria sarà sufficiente da permettere agli europei di mangiare e riscaldarsi questo inverno. Non solo questo è l'ennesimo pio desiderio, ma fa emergere l'incompetenza di alcuni di coloro che popolano la BCE, la fraudolenza di altri e la disperazione della Lagarde nel cercare di vendere la propria narrativa stantia e rattrappita.

L'obiettivo dichiarato dell'euro era quello di mantenere la stabilità del marco tedesco e di non essere volatile come il franco francese o la lira italiana. A differenza della BCE, la Banca centrale della Repubblica federale di Germania , insieme a quella del Giappone, sembrava aver capito la politica monetaria. Per illustrare ulteriormente questo punto, ricordate che i tassi d'interesse della Repubblica Federale Tedesca e del Giappone sono rimasti piatti per decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Questa linea di politica, insieme a un tasso di cambio stabile, consentì all'industria giapponese e tedesca di pianificare in anticipo, innovare, conquistare mercati e consentire ai loro Paesi di prosperare grazie alla loro potenza tecnologica e industriale.

La follia monetaria di oggi, invece, va molto più in profondità della semplice manipolazione dell'offerta di denaro. Date un'occhiata al debito europeo, al debito pubblico e al crollo verticale degli investimenti, e osserverete l'abisso che abbiamo di fronte. Sebbene l'Irlanda, per presentare un altro esempio oltre l'Italia, abbia un debito estero pari al 700% del suo PIL, il suo governo sta ancora distribuendo tangenti in abbondanza per ritardare il suo inevitabile crollo. Poiché le sue uniche rappresentazioni nell'indice EuroStoxx50 sono CRH, un fornitore corrotto nel campo delle costruzioni, Flutter Entertainment, una società di gioco dalla dubbia integrità etica, e Linde PLC, una società multinazionale tedesca domiciliata in Irlanda per motivi di evasione fiscale, l'Irlanda non ha nessuna possibilità di ripagare il suo debito né in questo mondo né nell'altro, e le sue promesse di ricostruire l'Ucraina sono solo chiacchiere. Ma lo stesso discorso possiamo farlo per il resto delle aziende presenti nel sopraccitato indice azionario europeo e, per estensione, alla capacità di ripagamento del debito dei rispettivi governi.

Il denaro, quindi, è solo uno strumento; è l'intenzione quella che rende pericoloso e dannoso un comportamento. L'Europa è a un bivio: seguire il percorso del World Economic Forum, della NATO e della Banca Centrale Europea lungo la via verso la schiavitù di hayekiana memoria, con tutti gli orrori annessi e connessi, oppure seguire il percorso che stanno tracciando i BRICS. Nel primo è una certezza che non possederemo nulla e impareremo, come cani addomesticati, ad amare il nostro nulla; nel secondo invece ci sarà almeno la possibilità di emergere economicamente e ricostruire un briciolo di complesso socioeconomico funzionante.


I SACCHEGGIATORI

Nel momento in cui gli individui lavorano come servi, l'incentivo a innovare, prosperare e mutare favorevolmente viene soppresso. Solo quando la proprietà privata e la libertà personale si combinano, allora l'innovazione e il progresso possono vedere la luce. Laddove entrambe sono apprezzate, grandi scrittori, artisti e inventori producono novità che altrimenti non esisterebbero; è per questo che la Firenze medievale ha dato vita allo stesso tempo sia al mondo bancario moderno che al Rinascimento. La libertà personale di creare, costruire, investire e possedere proprietà genera un enorme incentivo a innovare e creare ricchezza reale. Al contrario, quando i pianificatori centrali di oggi sostengono il controllo socializzato sui mercati e la sostituzione dei "diritti collettivi" ai "diritti individuali" mentre definiscono la loro agenda "liberalismo progressista", cooptano e sovvertono il significato storico di liberalismo. Dalla consapevolezza che la libertà influisce direttamente sulla ricchezza di una nazione, emerge una verità ancora più grande: qualsiasi nazione che non riuscirà ad abbracciare e proteggere la libertà entrerà a far parte dei ranghi di quelle più povere. Un Paese le cui istituzioni non rispettano i diritti di proprietà, o i cui costumi non danno valore alla libertà, rimarrà un deserto arido per l'innovazione. In questo modo, le nazioni hanno un grande incentivo a liberalizzare nel tempo. In caso contrario, diventano rapidamente finanziariamente e militarmente vulnerabili alle nazioni più innovative e più ricche. Osservando questa semplice verità, i liberali classici hanno sempre inteso il libero mercato come la porta dell'emancipazione umana. L'interesse economico, in altre parole, alla fine porta a un'espansione dei diritti umani e delle libertà individuali in ​​tutto il pianeta.

Allora com'è possibile che oggi abbiamo entità come il World Economic Forum che spingono per un "Grande Reset" della società occidentale che intende ammanettare il libero mercato con la regolamentazione economica, mentre concentra potere nelle mani di una piccola coalizione internazionale di pianificatori centrali? In che modo promettere un futuro in cui le persone "non possederanno nulla e saranno felici" dovrebbe creare una società libera e produttiva... o anche felice? Come può un futuro in cui tutta l'energia è controllata da organi di governo internazionali e società multinazionali fornire agli individui i mattoni istituzionali per un'innovazione libera da costrizioni? Come possono gli agricoltori sostenere popolazioni più grandi e più prospere quando i governi occidentali continuano a soffocare la produzione agricola attraverso la regolamentazione e il dominio?

L'agenda del WEF promuove programmi radicalmente anti-liberali, come l'uso dell'intelligenza artificiale per censurare il dissenso, regolare la libertà di parola e persino cancellare idee da Internet. Gli sforzi repressivi del WEF per controllare tutta l'energia degli idrocarburi e la produzione di bestiame e coltivazioni soffocheranno l'innovazione umana privando gli occidentali della loro capacità di creare, inventare e sperimentare. Le politiche del WEF vogliono invertire millenni di progresso della civiltà occidentale, sostituendo il rispetto per la scelta individuale e il libero arbitrio con una gestione top-down dell'attività umana attraverso la coercizione. Le motivazioni sono indiscutibilmente antiumane, perché ogni singola vita umana è trattata come un ingranaggio che può essere manipolato o sostituito in quella che viene propagandata come una gigantesca macchina sociale controllata centralmente. È anche nelle metafore che si giudica la bontà di una teoria: infatti le tesi Austriache, diversamente da quelle proposte dai keynesiani e affini a quelle sposate dalla cricca di Davos, vedono la società come una gigantesca asta in cui tutti fanno offerte d'acquisto/vendita, parimenti importanti tra di loro. Non esiste un'offerta d'acquisto/vendita superiore alle altre. 

Mentre la libertà personale ha liberato la mente umana e generato enorme prosperità in Occidente, la spinta del World Economic Forum per un sistema economico controllato centralmente schiaccerà i diritti, soffocherà la creatività e produrrà in serie povertà e schiavitù. I suoi sostenitori, infatti, utilizzano crisi sanitarie, crisi alimentari e paura per centralizzare il dominio. Per convincere gli occidentali a rinunciare di più e ad accontentarsi di meno, il WEF e i suoi alleati promettono un'utopia a livello di facciata che al suo interno nasconde una terribile distopia. Se qualcuno sta pensando alla costituzione delle Repubbliche socialiste sovietiche, ha pensato giusto. Sebbene il WEF e le sue organizzazioni sorelle affermino di voler "salvare il pianeta", i loro sforzi sono principalmente un progetto ignobile per controllare il pianeta. L'energia "pulita", dopotutto, è energia controllata; e più l'energia è controllata centralmente, più i mercati diventano controllati centralmente. Se ogni potenziale imprenditore deve prima ricevere il permesso di utilizzare l'elettricità prima di produrre qualcosa di nuovo, allora nessun imprenditore può prosperare senza la benedizione delle autorità centrali. Se tutta la produzione è vista come una "minaccia per il pianeta", nessun nuovo arrivato può innovare o creare ricchezza senza prima ottenere l'approvazione delle autorità. Se ai consumatori è vietato acquistare qualsiasi cosa a meno che non sia prima pre-approvata, i mercati liberi si trasformano in mercati controllati.

Portate questa tendenza alla sua conclusione logica: il comunismo, dove la proprietà privata diventa antitetica agli obiettivi dello stato. Già oggi vediamo la minacciosa sovversione della proprietà privata mediante i cosiddetti standard ESG (Environmental, Social, Governance) utilizzati per rafforzare gli obiettivi del settore e manipolare il libero mercato. Poiché il controllo sulle informazioni rende il controllo sui mercati più gestibile, maggiore è l'incertezza economica che risulta dalla manipolazione dei mercati, maggiore sarà la censura che continueremo a vedere.

Ciò che si vede oggi potrebbe essere il "cambiamento climatico", o l'influenza, o gli "approvvigionamenti alimentari", ma ciò che non si vede è una campagna di pubbliche relazioni imbastita da un'aspirante plutocrazia al fine di abbindolare le masse. Tutto è iniziato con la convinzione subdola e infondata secondo cui il libero mercato porterà inevitabilmente a una sorta di apocalisse, il trucco semantico più diabolico che sia stato propagandato sin dal 1936. Ha praticamente sovvertito quei punti cardine che, nel XVII secolo, gettarono i semi della rivoluzione industriale e quindi dell'enorme progresso/benessere sperimentato dall'umanità nel suo complesso. La paura è stata usata sapientemente come strumento di tortura per convincere gli occidentali ad abbandonare volontariamente la propria libertà. Il mantra sussurrato nelle loro orecchie è semplice: "Fidatevi di noi, vi salveremo". L'implicazione è molto più sinistra: "Per il vostro bene, dovete farvi piacere le vostre nuove catene".

Affinché il World Economic Forum riesca nella sua missione, deve prima distruggere la sovranità delle varie nazioni, soprattutto quella degli Stati Uniti. Non solo l'intenzione era di quella di renderla nuovamente "colonia", ma di smorzare il motore storico dell'innovazione e della libertà individuale. Fortunatamente la cricca di Davos sta fallendo clamorosamente in questo compito, ridimensionata dalla campagna di rialzo dei tassi della FED e dal prosciugamento del mercato degli eurodollari. Non solo, ma anche altre nazioni si stanno smarcando dalla demolizione controllata della società occidentale (a questo punto solo europea) dichiarando indipendenza attraverso scelte monetarie più sane/solide. Non è un caso, quindi, che il dollaro abbia sfoggiato una forza straordinaria a scapito di altre valute fiat come la sterlina e l'euro: la morte della concezione fiat del denaro, insieme al continuo e progressivo degrado culturale che ciò si porta dietro, significherà anche la morte dei piani presumibilmente ben congegnati da parte della cricca di Davos, trasformando il Grande Reset in Grande Default.

Inutile dire, però, che ci sarà da soffrire economicamente e socialmente nel frattempo, soprattutto in quelle nazioni in cui la presa della cricca di Davos è più forte (come Italia, Germania ed Europa in generale). L'interventismo si intensificherà man mano che si intensificherà anche la sua disperazione per portare a compimento il proprio progetto distopico. Ci sarà, quindi, censura dilagante (anche di persone), restrizioni delle libertà di movimento, prelievo coatto dai conti bancari (cosa credete che siano gli aumenti dei costi energetici se non una patrimoniale sotto mentite spoglie?) e altre misure liberticide atte a impoverire la società occidentale/europea e a uccidere l'innovazione (elemento chiave della prosperità/crescita economica sana sostenibile), ma qui chi deve essere disperato è colui/coloro che avallano/attuano tali misure. Il libero mercato, per quanto represso, burocratizzato o soffocato, rimarrà sempre vivo e produrrà alternative. Una di queste è già sotto i vostri occhi: Bitcoin.


CONCLUSIONE

Le banche centrali gonfiano e alimentato bolle attraverso la politica monetaria e l'intervento attivo nell'economia, facendo credere agli attori di mercato di poter in qualche modo "controllare" i tassi d'interesse. Gli attori economici sono abituati a credere a questa illusione e adattano le loro scelte di conseguenza, incappando quindi molto spesso in errori economici necessitanti correzione. Ma tale correzione viene ostacolata dal vangelo keynesiano secondo cui una recessione deve essere "curata" sostenendo la domanda e questo a sua volta inasprisce il ciclo di boom/bust, soprattutto la fase di bust. Un asset è una rivendicazione su una certa somma di denaro e quest'ultimo è una rivendicazione sulla produzione di altri. Se possedete un'azione dell'azienda X, ad esempio, l'azione stessa non vi è di alcuna utilità. La possedete solo perché potete convertirla in denaro che ha un certo valore e il denaro ha valore solo perché può essere scambiato con beni e servizi.

Quando la FED, ad esempio, ha riversato $4.000 miliardi di nuovo denaro nei mercati degli asset (acquistando obbligazioni) dopo il 2009, ha moltiplicato i prezzi delle azioni $DJIA di 5 volte, dando agli azionisti 5 volte più potere d'acquisto (domanda). Ma le catene di montaggio dell'azienda X non hanno prodotto 5 volte più beni e servizi; il PIL americano è aumentato solo del 60%, non del 400% (5X). L'azionista avrebbe potuto acquistare più automobili, case, o cose di fabbricazione cinese, aveva 5 volte tanto denaro; il povero lavoratore nella catena di montaggio no. Ciò ha lasciato uno squilibrio che doveva essere corretto. E poi sono arrivate le chiusure Covid, il caos nelle catene di approvvigionamento, la disoccupazione e la guerra ucraino-russa a peggiorare la situazione dell'approvvigionamento.

Verso la fine del 2021 i prezzi al consumo erano già in aumento. L'inflazione dei prezzi era già nei notiziari mainstream, mentre le banche centrali parlavano solo di "transitorietà". Cosa stava succedendo? L'illusione di un controllo centralizzato di tassi d'interesse e mercati in generale era svanita. L'unica cosa che possono fare le banche centrali è influenzare i mercati, ma di certo non possono direzionare in modo sostenibile e stabile intere economie. Così come nel 2007, i mercati stavano già facendo qualcosa: incrociare domanda e offerta, far salire i prezzi al consumo e abbassare i prezzi degli asset. Nella prima metà del 2022 gli investitori hanno subito le loro peggiori perdite di sempre e l'inflazione dei prezzi al consumo ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi 4 decenni.

Ecco a che punto siamo ora sulla tabella di marcia del grande saccheggio. Come descrivevo in uno dei miei ultimi post, settembre sarebbe stato un mese di confluenze e così è stato. Gli aspetti monetari li analizzerò nel mio prossimo articolo, soprattutto per quanto riguarda il crollo verticale della sterlina, ma un accadimento fondamentale è stato il referendum nelle regioni del Donbass e la successiva bozza di risoluzione ONU che avrebbe dovuto invalidare tali referendum: bocciata. L'ordine derivato dalla seconda guerra mondiale, mondo unipolare a guida USA, è ormai superato e il multipolarismo è già una realtà conclamata. Abbiamo mosso i primi passi in una nuova era, purtroppo non in modo indolore perché le istituzioni occidentali decadenti faranno di tutto per saccheggiare tutto il saccheggiabile.


1 commento:

  1. Gli stampatori di denaro keynesiani hanno gonfiato la più grande bolla finanziaria della storia a causa dell'assurda convinzione che non ci fosse abbastanza inflazione per beni e servizi e che il sistema bancario centrale fosse quindi obbligato a stimolarla. Questo era solo l'ennesimo tentativo d'interventismo a fronte di molti altri, come "l'esportazione della democrazia" ad esempio. Tutte queste e altre "crociate" sono fallite, poiché oltre a essere fattualmente irrealizzabili erano ridicolmente costose. Ma invece di abbandonare questa linea di politica sono state aggiunte ulteriori follie: confusione tra i generi, regolare il termostato di casa in base a direttive statali, ecc. In realtà è stato il denaro fasullo a farci giungere a questo esito, una trappola per aragoste scattata nel 1971 sia per i pianificatori che per la popolazione in generale.

    La BCE e le altre banche centrali hanno finanziato le crociate statali espandendo l'offerta di denaro. La crescita del PIL è rallentata, ma la crescita del debito pubblico/privato ha accelerato. Nel XXI secolo l'economia europea è così ingolfata da un indebitamento pervasivo e velenoso che la produttività è diminuita, i salari reali sono stati affossati. La BCE ha gonfiato il comparto finanziario, mentre la "globalizzazione" ha portato la Cina nell'economia mondiale per aiutare a mantenere bassi i prezzi al consumo.

    Ma a un certo punto qualcosa ha fatto "clic": Legge dei rendimenti decrescenti. I prezzi al consumo sono saliti al ritmo più veloce degli ultimi 40 anni. E adesso eccoci qui, in una "nuova era". È una novità per la maggior parte degli europei, ma in realtà è un'era molto antica: ogni finto boom è seguito da un bust; e ogni tentativo di trovare una via d'uscita attraverso la stampante monetaria è seguito da un'inflazione dei prezzi peggiore.

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