lunedì 7 novembre 2022

Cos'è il Grande Reset? Parte X: l'agenda dietro il catastrofismo climatico

 

 

di Michael Rectenwald

I democratici a Capitol Hill stanno facendo pressioni sull'amministrazione Biden affinché dichiari un'emergenza climatica, sventolando le loro previsioni apocalittiche secondo cui senza un'azione immediata per frenare e infine porre fine alla nostra dipendenza dai combustibili fossili, "il pianeta" e, di conseguenza, ogni creatura vivente che lo abita, morirà. "Se non iniziamo davvero a ridurre le emissioni, questo pianeta non ha alcuna possibilità di sopravvivere", ha affermato il rappresentante Alan Lowenthal, un democratico della California. "Ci restano pochi anni e basta. Il pianeta sta morendo". Questa terribile valutazione e questo avvertimento apocalittico fanno eco al libro e al documentario di Al Gore del 2006, An Inconvenient Truth, e alle sue successive affermazioni secondo cui l'inazione climatica avrebbe causato il completo scioglimento del ghiaccio del Polo Nord entro il 2013.

Anche se previsioni ridicole come quelle di Gore si sono rivelate false, sembra che, grazie all'ascesa del "capitalismo degli stakeholder" e dell'indice ESG (Environmental, Social, and Governance), il periodo d'oro del catastrofismo riguardo il cambiamento climatico sia giunto alla fine. Diventa necessario, quindi, affrontarlo direttamente. Questo non significa necessariamente rivalutare tutta la scienza dietro il cambiamento climatico, dal momento che altri hanno fatto bene a sottoporre tale narrazione a critiche e sfatarla. I critici hanno sollevato i seguenti problemi con il catastrofismo riguardo il cambiamento climatico:[1]

• le “crisi” precedenti, dal raffreddamento globale, alle piogge acide fino all'esaurimento dello strato di ozono, si sono rivelate infondate;

• ignorare del tutto i benefici derivanti dall'uso di combustibili fossili;

• il mancato riconoscimento del fatto che le tecnologie alimentate a combustibili fossili mitigano significativamente gli effetti delle emergenze climatiche;

• i decessi per eventi meteorologici estremi sono diminuiti durante la cosiddetta emergenza climatica;

• le tecnologie dell'energia solare ed eolica, dopo oltre cinquant'anni di sviluppo, sono ben lungi dall'essere in grado di sostituire i combustibili fossili;

• l'uso disonesto del periodo più freddo dell'Olocene come punto di partenza per misurare l'aumento delle temperature;

• la manipolazione delle letture della temperatura superficiale da mettere confronto con le letture satellitari, le quali invece non mostrano un riscaldamento recente e significativo;

• la sintesi esagerata degli studi scientifici da parte del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) e l'ulteriore esagerazione nella divulgazione dei risultati sintetizzati da parte di “esperti” designati e dei media;

• il fatto che l'IPCC nasconda i suoi dati grezzi e la sua metodologia, il suo offuscamento delle indagini esterne che tentano di replicare i suoi risultati e la sua censura degli scienziati scettici sul cambiamento climatico impossibilitati a pubblicare le loro scoperte su riviste sottoposte a revisione paritaria ("Climategate");

• l'alterazione dei rapporti dell'IPCC, dopo che gli scienziati hanno scritto e approvato i testi finali, per rimuovere lo scetticismo riguardo alle affermazioni secondo cui le attività umane stanno avendo un impatto importante sul clima e sul riscaldamento globale;

• il periodo di quindici anni (1998–2013) senza un riscaldamento significativo, nonostante un aumento del 7% dei livelli di CO2 atmosferica;

• il tasso di riscaldamento globale è decelerato sin dal 1951, nonostante un aumento del 26% dei livelli di CO2;

• il fatto che le ricostruzioni termiche del passato mostrano temperature pari a quelle recenti in alcune regioni (l'anomalia climatica medievale);

• le recenti stime dell'IPCC riguardo la risposta climatica transitoria (TCR, o stima del clima per il resto del ventunesimo secolo) rientrano nell'intervallo di variazione del clima naturale degli ultimi sei milioni di anni;

• la ricerca scientifica non mostra aumenti della siccità o dell'attività dei cicloni tropicali negli ultimi quarant'anni;

• l'estensione del ghiaccio marino antartico è aumentata tra il 1979 e il 2012, contraddicendo i modelli di circolazione globale (GCM);

• la modellazione climatica non è riuscita a prevedere con precisione le tendenze climatiche;

• la forte probabilità che il riscaldamento non sia necessariamente negativo ma possa, invece, essere positivo;

• il noto inverdimento del pianeta dovuto all'aumento dei livelli di CO2 e ai benefici che ne derivano, anche per l'agricoltura e il raffreddamento;

• il fatto che non sia nota una temperatura mondiale ottimale o "naturale", anche se le temperature mondiali potrebbero essere misurate con precisione.

Questo non è che lo scheletro di un insieme di ragioni per concludere che il catastrofismo riguardo il cambiamento climatico è esagerato e iperbolico, se non addirittura basato su una vera e propria frode. Come hanno osservato S. Fred Singer, David R. Legates e Anthony R. Lupo:

Contrariamente ad alcuni resoconti della storia sul dibattito scientifico, non è emers alcun “consenso” sul ruolo umano nei cambiamenti climatici. Piuttosto, la politica ha rapidamente superato la scienza poiché i sostenitori dell'ambiente e altri gruppi d'interesse hanno riconosciuto l'utilità della questione del cambiamento climatico nel portare avanti i propri programmi.

Perché, allora, l'establishment è così deciso a promuovere il catastrofismo climatico? E quali sono questi programmi?

È chiaro che il catastrofismo climatico non ha niente a che fare col clima. Se così fosse, come ha notato Rupert Darwall in Green Tyranny , la Germania, di fronte all'aumento delle emissioni di CO2 sin da quando ha avviato l'Energiewende (transizione energetica), non avrebbe accelerato la chiusura delle sue centrali nucleari, l'unica fonte affidabile elettricità a zero emissioni diversa dagli impianti idroelettrici, tecnologia anch'essa abiurata dagli ambientalisti. Lo stesso discorso vale per la California e New York.

Filosoficamente, come ha chiarito da Alex Epstein in Fossil Future, il catastrofismo climatico è alimentato da un "quadro anti-impatto" che ostacola l'umanità tentando di eliminare del tutto l'impatto umano sull'ambiente. È anti-esseri umani alla base. Mette il benessere dell'"ambiente" al di sopra della prosperità umana, mentre nega che gli esseri umani facciano parte dell'ambiente.

Il risultato del catastrofismo climatico è la riduzione della crescita economica. Questo è a dir poco ironico, perché le élite globali nel World Economic Forum (WEF) suggeriscono regolarmente che uno dei loro obiettivi è quello di raggiungere "l'equità" per le persone nei Paesi sottosviluppati. A oggi, questa "equità" ha comportato trasferimenti di ricchezza dai Paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo che equivalgono a tangenti per arginare un ulteriore sviluppo.

Il catastrofismo climatico si riduce alla rinuncia e all'eliminazione di energia a basso costo e affidabile e all'arricchimento degli allarmisti climatici come Al Gore, tutto nell'interesse di promuovere un'agenda politica globalista. La cosa più importante è che il catastrofismo riguardo l cambiamento climatico ha a che fare con la decantata "solidarietà", "inclusività" e "cooperazione internazionale" – i mezzi che il WEF, le Nazioni Unite, le multinazionali loro affiliate e i loro delegati nei vari governi ritengono necessari per mitigare la presunta crisi. Queste parole in codice rappresentano un regime totalitario in base al quale un rinnovato collettivismo abrogherà i diritti individuali e ridurrà notevolmente la libertà umana. A quanto pare, i mezzi per mitigare il cambiamento climatico sono i fini perseguiti dai catastrofisti del clima.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


👉 Qui il link alla Prima Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/09/cose-il-grande-reset-parte-i.html

👉 Qui il link alla Seconda Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/09/cose-il-grande-reset-parte-ii.html

👉 Qui il link alla Terza Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/09/cose-il-grande-reset-parte-iii.html

👉 Qui il link alla Quarta Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/09/cose-il-grande-reset-parte-iv.html

👉 Qui il link alla Quinta Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/10/cose-il-grande-reset-parte-v-lideologia.html

👉 Qui il link alla Sesta Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/10/cose-il-grande-reset-parte-vi-i-piani.html

👉 Qui il link alla Settima Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/10/cose-il-grande-reset-parte-vii.html

👉 Qui il link all'Ottava Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/10/cose-il-grande-reset-parte-viii-come.html

👉 Qui il link alla Nona Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2022/10/cose-il-grande-reset-parte-ix-il.html


____________________________________________________________________________________

Note

[1] Si veda Bjørn Lomborg, Cool It: The Skeptical Environmentalist's Guide to Global Warming (London: Marshall Cavendish, 2010); Rupert Darwall, The Age of Global Warming: A History (London: Quartet Books, 2014); Bjørn Lomborg, The Skeptical Environmentalist: Measuring the Real State of the World, (Cambridge: Cambridge University Press, 2016); Rupert Darwall, Green Tyranny: Exposing the Totalitarian Roots of the Climate Industrial Complex (New York: Encounter Books, 2019); S. Fred Singer, David R. Legates e Anthony R. Lupo, Hot Talk, Cold Science: Global Warming's Unfinished Debate (Oakland, CA: Independent Institute, 2021); Alex Epstein, Fossil Future: Why Global Human Flourishing Requires More Oil, Coal, and Natural Gas—Not Less (New York: Portfolio/Penguin, 2022).

____________________________________________________________________________________


venerdì 4 novembre 2022

Dalla culla alla tomba del Grande Reset

 

 

di Francesco Simoncelli

La cultura dell'interventismo moderno, che sia attuato attraverso gli stati o le banche centrali, non nasce due anni fa. Non nasce nemmeno dalla grande crisi finanziaria del 2008. La narrativa delle emergenze sequenziali a cui le istituzioni devono rispondere è nata ufficialmente nel 2001 e poi è maturata con la cosiddetta "guerra al terrorismo". Lo spartiacque è stato il 9/11 con il successivo Patriot Act, ma i nastri di partenza sono stati tagliati dalla guerra in Iraq. Entrambi questi eventi hanno rappresentato il simbolo di un cambiamento a livello di pianificazione centrale, qualcosa che rompeva con il passato in modo netto e cristallino. Gli eventi successivi, invece, per quanto fossero anch'essi importanti sono stati solamente una conseguenza, una variazione o un'accelerazione di quello che era a tutti gli effetti l'inizio della fine non solo denaro fiat, ma del mondo fiat. Il disancoraggio del denaro dalla sua componente reale, ovvero l'oro, ha alimentato sconsideratezza e irresponsabilità fiscale ed economica, ovvio, ma ciò a sua volta ha avuto ripercussioni sulla società in modo più ampio. Quando il denaro muore, o come in questo caso viene assassinato, muore anche la società.

La crisi finanziaria del 2008 era una conseguenza diretta non solo della stampa di denaro della FED, ad esempio, ma anche della spesa pubblica del governo federale intesa a finanziarie principalmente le spedizioni militari dello zio Sam in giro per il mondo. Inutile sottolineare l'effetto crowding out che ha questa linea di politica sull'economia. In questo senso la crisi del 2008 ha messo fine al cosiddetto dollar standard e dato il via al "Coordinated central banking standard". Credo che sia stato quello il momento in cui i pianificatori centrali del mondo, consci che lo schema di Ponzi del denaro fiat fosse entrato nelle sue battute finali, si sono stretti attorno al WEF affinché avviasse una "transizione" o "ristrutturazione" dell'attuale sistema. Così come si fanno intervenire consulenti in determinate aree professionali, lo scopo del WEF è stato quello di fornire "eccellenze" in ogni ambito della conoscenza umana per portare avanti una strategia d'uscita dal comma-22 in cui è inevitabilmente finito il denaro fiat: "Inflate or die".

Detto in parole povere, quello era il momento perfetto affinché il WEF potesse realizzare i propri piani per un mondo unipolare. Quello era il momento perfetto affinché potesse cooptare anche i neocon, soprattutto americani e inglesi, sotto lo stendardo di suddetta unipolarità, la quale poteva essere finalmente in grado di portare il piano del "nuovo secolo americano" a un nuovo livello. Senza contare, poi, la fazione accademica dei keynesiani i quali potevano finalmente assaporare la tangibilità di un mondo unificato sotto una moneta unica. Questo assetto sociale ha un nome: socialismo rampante.

In realtà, il dilemma causa-effetto rimane: il WEF è stato chiamato oppure ha colto l'opportunità dell'inevitabile crisi che sarebbe culminata col fallimento della Lehman? Anche se non si è formati secondo le teorie della Scuola Austriaca, i primi sentori di puzza di bruciato arrivarono con Bear Stearns, senza contare poi l'iper-finanziarizzazione che avevano subito le varie economie mondiali dagli anni '80 in poi sulla scia del boom della City di Londra. Di conseguenza l'esperienza del WEF venne messa a disposizione di una situazione in chiara degenerazione, con la promessa che ci sarebbe stato spazio per stabilizzare un effetto domino apparentemente inarrestabile. Dalla Great Society di Lyndon Johnson, le mire espansionistiche dell'apparato statale sulla società sono diventate sempre più aggressive e distorcenti per quanto riguarda le informazioni economiche, creando un ambiente in cui il calcolo economico è stato progressivamente disturbato. Inutile dire che ciò ha ripercussioni sull'accumulo di ricchezza reale, la quale invece viene sprecata. Il welfare state diventa ipertrofico, così come la spesa pubblica per sostenerlo, e ciò si ripercuote a sua volta sull'ultimo pilastro su cui si fonda il restante potere dello stato moderno: il sistema pensionistico.

Poter avere una finestra di controllo, poi diventata molto più ampia, sull'economia statunitense ha significato anche avere controllo sull'esperimento socialista avviato dagli USA negli anni '20: l'Europa. Come creatura nata a tavolino da Monnet e Fosdick, il WEF e la cricca di Davos hanno avuto vita facile nel cogliere due piccioni con una fava: avere influenza su entrambi i lati dell'Atlantico. Sono stati inseriti gli uomini "giusti" nei posti "giusti" e il doppio mandato Obama ha rappresentato l'apoteosi di questa strategia. Per quanto le promesse di stabilità fossero belle sulla carta, non sono mai state mantenute visto che l'interventismo stesso era la causa in prima istanza dei guai economici e finanziari cui bisognava indirizzarsi. Senza contare poi che il sottoprodotto di questa manifesta presunzione di conoscenza è l'inflazione dei prezzi, una linea di politica deliberata per derubare la popolazione più ampia a vantaggio di un gruppo ristretto d'individui al vertice. Ma infatti non bisogna stupirsi che il piano della cricca di Davos è quello di de-crostruire lo status quo e ricostruirlo "meglio" secondo le loro linee guida presumibilmente superiori. Sebbene tutto stesse andando secondo i piani, due cose sono accadute che hanno intralciato i lavori: la Brexit e Trump. Ritengo che nell'attuare tale piano siano stati pestati diversi piedi, cosa che a sua volta ha dato la motivazione a un'altra fazione, o banda criminale, tanto potente quanto quella di Davos, di contrastare quanto fatto fino a quel momento. Era ormai chiaro che c'era una scala ostile alla società americana con l'obiettivo di renderla asservita a quella europea, affinché l'Europa potesse passare dall'essere un esportatore netto di energia a essere un importatore netto di energia. Il tema dell'energia è cruciale in questa storia, perché un accesso facile e pressoché gratuito a una tale fonte di approvvigionamento e sopravvivenza è fondamentale affinché si possa realizzare un assetto distopico nella società. O per meglio dire, affinché si possa giocare a fare i comunisti con le vite degli altri senza preoccuparsi delle conseguenze.

Trump e la Brexit hanno rappresentato il momento in cui i piani reali sono stati compresi e "particolari forze" negli USA e in Inghilterra si sono mosse per fronteggiare quello che a tutti gli effetti avrebbe portato alla de-industrializzazione e a un neo-feudalesimo. Ho iniziato a vedere il mondo in modo differente quando lo scorso anno la FED ha rialzato il tasso del mercato pronti contro termine inverso di 5 punti base: in un mondo affamato di rendimenti decenti, questa mossa ha rappresentato una manna dal cielo. Senza contare che tale mossa ha avviato un prosciugamento del mercato degli eurodollari, innescando di conseguenza una ricerca spasmodica di dollari che d'un tratto erano diventati merce rara. Dalla liquidità globale, se consideriamo anche il sistema bancario ombra, sono stati ritirati $1.400 miliardi. Sono convinto che Powell avrebbe voluto rialzare i tassi già dallo scorso anno, ma a causa dell'iper-politicizzazione della FED non abbia potuto farlo e tutti i programmi di spesa presentati dall'amministrazione Biden, e poi approvati dal Congresso, avevano l'obiettivo di costringere la FED a continuare col quantitative easing e gettare in un inferno economico e fiscale gli Stati Uniti. La pistola fumante: perché adesso dovrebbe essere il Tesoro USA a ricomprare i propri bond quando fino a ieri l'ha fatto la FED? C'è un'evidente spaccatura tra le due istituzioni: una pesantemente influenzata/infiltrata da Davos e l'altra che resiste a tale assalto.

Infatti la FED, con il lassismo monetario degli ultimi dieci anni in particolare, ha gettato le basi per una perdita di fiducia nei suoi confronti. Quando il denaro diviene scoperto, ciò che conta davvero è la domanda a esso legata. Nel momento in cui gli utenti percepiscono che il proprio mezzo di scambio è inutile per soddisfare questa necessità, soprattutto perché diventa scadente come "fonte di conservazione" del lavoro scambiato con esso, si innesca un processo che ha la tendenza a far preferire merce reale piuttosto che il possesso del denaro (sia come unità di conto che come fonte di risparmio). Il denaro fiat, quindi, non è il vero mezzo di scambio, ma lo diventa la fiducia e la credibilità in esso. E dato che una banca centrale come la FED ha gozzovigliato per anni nel credito facile, stimolando la domanda e gonfiando bolle seriali nei mercati, era solo una questione di tempo prima che le conseguenze si materializzassero. Potete scommetterci che sia stata una politica intenzionale, anche perché il secondo quantitative easing è stato designato appositamente per l'Europa.

Tutto il gioco del sistema bancario centrale, tutto il gioco della pianificazione centrale in generale, si basa sulla percezione della fiducia e non è un caso che lo stesso Mises parlasse di denaro fiduciario nei suoi studi sul credito facile e scoperto. Infatti quello che stiamo osservando ora è la seconda fase di quello che lui definì processo di crack-up boom, in cui scaricare denaro a fronte di un maggiore accumulo di beni (anche non necessari nel breve termine) si spiralizza sempre di più. È precisamente questo tipo d'inflazione dei prezzi che fa passare le notti insonni ai banchieri centrali, poiché nel momento in cui la popolazione si rende conto che non esiste solo l'inflazione spinta attraverso lo stimolo della domanda aggregata, ma anche quella spinta dai costi e quest'ultima non può essere circoscritta da parte dei pianificatori monetari centrali (come ha affermato indirettamente anche Powell a Jackson Hole), allora la scena è pronta per entrare nell'ultima fase del crack-up boom: perdita di fiducia nelle istituzioni e inflazione di massa. È quest'ultimo tipo d'inflazione che la FED attualmente sta combattendo, cercando di arginare il passaggio della fase 2 alla fase 3 del crack-up boom. Quando è passata dal target al 2% d'inflazione dei prezzi al target delle aspettative sull'inflazione, la FED si è praticamente rivolta agli americani dicendo: "Sappiamo che state perdendo fiducia in noi, come possiamo riconquistarla?" È sostanzialmente quello che fece Volcker negli anni '80 ed è quello che sta cercando di fare adesso Powell.

Ma per capire meglio il contesto di oggi è necessario parlare anche del mercato dei dollari offshore, il quale è stata la fonte del potere accumulato da parte della cricca di Davos in questi anni. È stato in questo modo che è riuscita ad acquisire influenza a livello politico e piazzare i propri affiliati nei posti di comando che contano. Prima dell'arrivo di Powell, prima ancora della Brexit e di Trump, i precedenti presidenti della Federal Reserve, vale a dire Bernanke e Yellen, erano in linea con i piani del WEF e hanno accentuato la distruzione del tessuto sociale/industriale degli Stati Uniti attraverso una politica monetaria lassista che ha fatto defluire capitali dagli USA e affluire in Europa. La debolezza del dollaro e la forza relativa dell'euro erano motivati da questo semplice fatto. Questa era la scalata ostile nei confronti degli USA. Bisogna ricordare che la manomissione dell'offerta di denaro ha conseguenze inintenzionali nel lungo termine, soprattutto nella struttura di capitale e nell'allocazione dello stesso, le quali creano barriere all'ingresso per  nuove realtà e fanno prosperare artificialmente quelle vecchie. Si moltiplicano le aziende zombi e non sono rimpiazzate da aziende in grado di soddisfare i desideri degli attori di mercato e quindi creare un flusso genuino di ricchezza reale. Questa progressiva erosione devasta la classe media e crea un mondo in cui l'alto depreda il basso e, inutile dirlo, i lockdown hanno intensificato questo processo, rendendo manifesta a tutta la volontà di de-industrializzare il mondo sviluppato.

La cricca di Davos, credendo di aver indebolito a sufficienza gli Stati Uniti, ha diffuso il panico mondiale con la crisi sanitaria dopo che, nel 2019, il mercato dei pronti contro termine è esploso sulla scia del rifiuto da parte delle grandi banche statunitensi di accettare come garanzia asset europei. Quella è stata la frattura definitiva tra USA e UE, ma la vera dichiarazione d'indipendenza è arrivata con la nuova indicizzazione del debito statunitense attraverso l'SOFR e non più attraverso il LIBOR. Quest'anno, infatti, gli Stati Uniti si sono emancipati sia dai problemi di debito europei che da quelli della City di Londra; inutile dire che subito dopo Powell ha iniziato a rialzare i tassi. Non solo, ma questa biforcazione è un ulteriore vantaggio per gli Stati Uniti: la FED sarà in grado di controllare meglio il caos economico eruttante sulla scia delle precedenti politiche monetarie sconsiderate perché il debito negli USA è principalmente rappresentato da debito corporativo. Di contro, in Europa il debito è principalmente rappresentato da debito bancario. Capite adesso perché, tra le altre cose, in Europa sarebbe più accettata una CBDC e ha più possibilità di essere implementata? Quindi se negli Stati Uniti la Apple, ad esempio, dovesse andare fallita, sarebbe un problema principalmente della Apple; se invece dovesse andare fallita un'importante azienda in Europa, essa si trascinerebbe dietro anche il comparto bancario (per non parlare del fatto che la BCE stessa ha finanziato direttamente il debito corporativo europeo attraverso l'APP).

La bomba ad orologeria del debito bancario europeo adesso è un affare esclusivamente europeo e inglese, situazione peggiorata dal prosciugamento del mercato degli eurodollari. Infatti i futures di tale mercato sono letteralmente impazziti nell'ultimo anno, segnalando inversioni di marcia (rivelatesi poi fantasiose) da parte della FED. I mercati dei capitali sono allo sbando, soprattutto perché l'euro è allo sbando.


Non solo è allo sbando, ma continua a essere frantumato da un dollaro in costante apprezzamento. Quanto stiamo vedendo, comunque, non è altro che l'inevitabile processo di correzione che infine DEVE arrivare affinché l'economia possa scrollarsi di dosso i precedenti errori economici accumulati. La recessione, la crisi, la flessione, sono tutte figlie di un boom artificiale con cui prima o poi bisogna fare i conti. E questo è un tema molto caro agli Austriaci: temete il boom (artificiale), non il bust. Il rialzo dei tassi da parte della FED, oltre a essere un tentativo di riacquistare fiducia, è anche un modo attraverso il quale far rinsavire un Congresso spendaccione. Perché se gli Stati Uniti riescono a metter ordine nei propri conti, per quanto possano uscirne con le ossa rotte da una crisi economica non verranno annientati dalla stessa come accadrà invece all'euro e all'UE. Infatti una delle domande riguardanti l'integrità fiscale degli USA riguarda la gestibilità dell'enorme debito pubblico statunitense se i tassi dovessero continuare a salire.

Iniziamo col dire che l'amministrazione Biden è un coacervo d'infiltrati di Davos e che quindi stanno lavorando per disintegrare gli USA. Di conseguenza nel momento in cui verrà messo un freno alla spesa pubblica, e soprattutto all'invio insensato di denaro all'estero solo per fomentare una guerra inutile, si potrà pensare di ristrutturare la mole di debito. È possibile? Per gli USA sì, ma ovviamente non senza dolore economico nel processo. Come? Emettendo, ad esempio, obbligazioni sovrane a lunga scadenza con cedola parzialmente redimibile in oro fisico. Questa idea, già presentata da Judy Shelton due anni fa, farebbe tornare una sorta di gold standard nel meccanismo monetario, limiterebbe lo spazio di manovre per ulteriori azzardi morali fiscali e rimonetizzerebbe l'oro. Emettere un'obbligazione a 50 anni con cedola redimibile al 5% in oro fisico lascerebbe ampio spazio di salita al prezzo dell'oro (la FED sarebbe incentivata a lasciarlo salire in modo da cederne di meno alla maturità) e permetterebbe un indebitamento a tassi d'interesse bassi. Sta di fatto che il tema riguardante l'oro è fortemente sentito dal Congresso americano, visto che di recente è stata anche avanzata una proposta di legge a riguardo, soprattutto perché la concorrenza da questo punto di vista sta richiedendo un'azion: i BRICS si stanno muovendo in tale direzione con una valuta internazionale coperta da un paniere di commodity.

Ritengo che il cosiddetto Dilemma di Triffin sia un'inevitabilità e a meno che gli USA non vogliano vederlo diventare il Dilemma di Buenos Aires, devono prendere una decisione. E credo anche che sia stata presa visto che lo stesso Powell ha affermato che "c'è spazio per più di una valuta di riserva nel futuro". Non solo, ma prima di un momento significativo come le elezioni di medio termine, la FED non può presentarsi con una serie di rialzi così importanti dei tassi senza far passare un messaggio chiaro: "Bisogna mettere i conti a posto".

Ora, è vero che lo Swift ancora intermedia un ammontare considerevole di affari, cosa che il CIPS e il MIR possono solo sognarsi di avere attualmente, ma "The trend is in" come solgono dire gli americani. Il cambiamento è in atto. Nel 2021 il dollaro rappresentava il 59% delle riserve mondiali possedute; nel 2008 tale percentuale era del 71%. Questa tendenza continuerà a scendere in futuro, in particolar modo a causa del danno subito dall'amministrazione Biden (es. Guerra delle sanzioni, armamento delle riserve mondiali, armamento dello Swift, ecc.). Che tale cambiamento richieda 5, 10 o addirittura 15 anni per essere totalmente effettivo, non importa: è già in atto. E questo i pianificatori centrali lo sanno, sanno che lo Swift è destinato a scomparire, soprattutto da quando Bitcoin è arrivato sulla scena, quindi stanno facendo le loro mosse per non rimanere indietro: la cricca di Davos con Ethereum, JP Morgan con Stellar-Lumen e altre banche commerciali con Ripple. Così come è in atto un altro trend: la morte delle valute fiat, con un cambio euro/dollaro a 70 centesimi e un cambio sterlina/dollaro a 80 centesimi.

Il credito si sgonfierà, insieme al debito, mentre si gonfieranno gli asset tangibili. Inflazione e deflazione sono due facce della stessa medaglia, ciò che conta è il tipo di fenomeno che avviene. In un mondo disperatamente bisognoso di riequilibrare un ambiente di mercato distorto all'inverosimile dall'interventismo centrale, ciò che ha in serbo il futuro è una depressione inflazionistica nel caso in cui la FED non riuscisse a riguadagnare la fiducia nella sua istituzione (arrivando come minimo a un tasso di riferimento del 6%). In caso contrario la deflazione del debito/credito e l'inflazione delle valute fiat, guidata da una domanda in calo nei loro confronti, causerà un dolore economico riassestante molto più grande. Inutile dire che la rivalutazione di strumenti come oro e Bitcoin sarebbe enorme. Sicuramente quando denominati in euro, visto che il passo finale della cricca di Davos è quello di eliminare tutte le banche centrali nazionali, convogliare il tutto nella rete ipercentralizzata dell'URSE, andare in default per tutti i debiti fino a quel momento accumulati ed emettere "nuovi" bond perpetui per finanziarsi.

Certo, tale piano sarebbe stato molto più semplice da realizzare se fosse stato possibile rimuovere Putin in Russia e far fluire energia a buon mercato in Europa e se fosse stato possibile scalare con successo gli Stati Uniti e far fluire capitali da oltre l'Atlantico. Il fallimento della cricca di Davos invece semplificherà la vita alla Federal Reserve affinché resitsa e porti a termine la propria controffensiva, rendendo attraenti per gli investitori, oltre a oro e Bitcoin, anche il dollaro e le azioni/obbligazioni statunitensi. Quello che è iniziato come un Grande Reset, si trasformerà in un Grande Default, la fine che fanno tutti i piani presumibilmente ben congegnati a livello centrale.


giovedì 3 novembre 2022

La rivoluzione digitale è già sotto i nostri occhi: da che parte state?

 

 

di Avik Roy

Gli aspiranti politici repubblicani e gli opinionisti conservatori amano parlare con toni cupi della malvagità delle élite. Eppure, nonostante tutte le loro mosse e i pixel visualizzati, i conservatori hanno ampiamente ignorato il modo più significativo attraverso cui le élite hanno truccato il gioco a loro favore. Il divario crescente tra le élite e il resto di noi si riduce in gran parte al modo altamente anormale in cui gli Stati Uniti hanno definito il denaro negli ultimi 50 anni.

La nostra storia inizia quando Richard Nixon, sedicente tribuno della "maggioranza silenziosa", strappò l'accordo di Bretton Woods che aveva collegato il valore del dollaro al prezzo dell'oro. Nel 1944 gli alleati avevano tutti concordato di fissare i tassi di cambio delle proprie valute al dollaro sulla base della promessa che il biglietto verde avrebbe mantenuto il suo ancoraggio al valore di 1/35 di oncia d'oro.

Il problema per Nixon era che, nel 1971, il resto del mondo industrializzato deteneva crediti per un valore di $64 miliardi sui $10 miliardi di oro che gli Stati Uniti detenevano effettivamente. Nixon risolse questo problema alla maniera della repubblica delle banane, vietando bruscamente ai Paesi stranieri di riscattare i loro dollari in oro e, infine, abbandonando del tutto il legame dollaro-oro.

Per un certo periodo questa tattica è apparsa vincente. Nixon fu rieletto con una valanga di voti nel 1972, ma nel giro di otto anni il valore del dollaro in termini di oro era diminuito del 95% e il potere d'acquisto del biglietto verde, misurato dall'indice dei prezzi al consumo, si era dimezzato.


Che diavolo è successo?

Molte delle tendenze economiche che i conservatori ora denigrano derivano direttamente dall'abbandono da parte di Nixon dell'accordo di Bretton Woods. Un sito web, wtfhappenedin1971.com, ne compila un lungo elenco: mentre i benefici della crescita economica sono stati ampiamente condivisi tra tutti gli americani tra il 1945 e il 1971, dopo lo shock di Nixon, ce ne sono stati molti di più per i ricchi.

James Grant descrive i tassi d'interesse come "i prezzi più consequenziali nel capitalismo". I bassi tassi d'interesse rendono più conveniente prendere in prestito denaro. Prestiti più economici, "soldi facili" in gergo finanziario, possono sembrare vantaggiosi per tutti, ma non è così. Invece avvantaggiano in particolare gli individui e le istituzioni "più meritevoli" di credito, coloro che hanno già la possibilità di prendere in prestito ingenti somme: banche, fondi d'investimento, grandi aziende e ricchi.

E quindi, contrariamente a quanto dice la sinistra, la crescita della disuguaglianza di ricchezza non è dovuta al "fondamentalismo di mercato", è invece dovuta a un'ingerenza statale senza precedenti nel mercato dei tassi d'interesse, una forma di dirigismo ereditata dallo Shock di Nixon.

In un mercato veramente libero, i tassi d'interesse sono determinati da miliardi di decisioni indipendenti di prestatori e mutuatari. I tassi d'interesse salgono quando i prestatori temono di non riavere indietro i loro soldi e scendono quando i prestatori si preoccupano meno di questo problema.

Nell'America contemporanea, i tassi d'interesse non sono determinati dal mercato ma dalla Federal Reserve. E gli effetti sulla nostra economia sono profondi: quando la FED presta denaro alle banche con interessi prossimi allo zero, esse investono il denaro in asset come obbligazioni, azioni e immobili. Sfruttare artificialmente la domanda di tali beni avvantaggia coloro che già li hanno, cioè quelli con le case più grandi e i più grandi portafogli d'investimento. In passato ogni americano della classe media poteva permettersi di possedere una casa, oggi non è più così poiché i prezzi delle case sono alimentati dall'inflazione della FED.

Il metodo principale con cui la FED controlla i tassi d'interesse è la manipolazione del mercato dei buoni del Tesoro USA. Queste obbligazioni sono essenzialmente fette del debito federale: quando acquistate un titolo del Tesoro USA da $100, state prestando $100. Più basso è il prezzo dell'obbligazione, maggiore è il tasso d'interesse e viceversa.

Quindi la FED abbassa artificialmente i tassi d'interesse entrando nel mercato obbligazionario e acquistando miliardi di dollari in debito statunitense, facendo sembrare che ci sia una grande richiesta di finanziare l'America, quando in realtà la domanda diminuisce tra gli investitori esterni.

Questa manipolazione artificiale della domanda e dell'offerta da parte della FED ci porta alla questione cruciale: come fa la FED a ottenere i soldi di cui ha bisogno per riscattare tutto il debito emesso dal Tesoro USA? Stampandolo dal nulla.


Debito a buon mercato

Gli Stati Uniti hanno contratto $30.000 miliardi di debiti: prendono in prestito denaro emettendo buoni del Tesoro, ma non abbastanza investitori ritengono che prestare denaro agli Stati Uniti produca un rendimento interessante e, pertanto, non abbastanza investitori li acquistano. In un mercato veramente libero, queste circostanze farebbero salire i tassi d'interesse.

Ma se i tassi d'interesse salgono, il governo federale dovrebbe affrontare costi di finanziamento più elevati e ogni americano dovrebbe anche affrontare costi di prestito più elevati, situazione che porterebbe a una contrazione dei mercati in cui le istituzioni finanziarie e le persone facoltose solgono parcheggiare la loro liquidità in eccesso: mercato azionario, mercato dei capitali di rischio, mercato del private equity, mercato obbligazionario e mercato immobiliare.

Come si collega tutto questo a Nixon e al 1971? Se il dollaro fosse ancora ancorato all'oro, al governo federale sarebbe impossibile finanziarsi senza resposnabilità fiscale. Con un gold standard la FED non sarebbe in grado di aumentare artificialmente la quantità di dollari in circolazione senza aumentare anche la quantità di oro che tiene in riserva.

Per la maggior parte degli ultimi 50 anni c'era poco che l'americano medio potesse fare per proteggersi da questo circolo vizioso. Se aveste agito "responsabilmente", vivendo entro i vostri mezzi, ma non aveste avuto abbastanza per investire in borsa, i vostri risparmi sarebbero diminuiti di valore. Anche se aveste guadagnato abbastanza per mettere soldi in un conto 401(k), le regole promulgate dalla Securities and Exchange Commission avrebbero limitato le migliori opportunità d'investimento.

La crescente concentrazione del capitale ha consentito un'importante manifestazione della cosiddetta cancel culture, in cui le élite e il governo federale hanno progressivamente censurato coloro i cui attributi o opinioni non erano in sintonia con i loro. L'esempio più recente di questo fenomeno si è verificato in Canada, dove ai cittadini è stato detto che i loro conti bancari sarebbero stati congelati se avessero espresso sostegno ai camionisti che protestavano contro gli obblighi di vaccinazione.


Oro digitale

Bitcoin, per certi versi analogo all'oro, è emerso come uno sfidante nei confronti di tutte queste tendenze.

Per fare un punto di confronto: come l'oro, la quantità di bitcoin è finita e fissa. A differenza del dollaro, la cui quantità aumenta ogni volta che la FED schiocca le dita, l'architettura software di Bitcoin impedisce che la sua offerta in circolazione superi i 21 milioni. Quindi, a lungo termine, Bitcoin è resistente all'inflazione: il suo potere d'acquisto sale rispetto al dollaro. Da quando Bitcoin è online dal 2009, il suo Sharpe Ratio, una misura dei rendimenti aggiustati alla volatilità, supera quella di ogni altra classe di asset nel mondo.

Per quanto il dollaro sia divisibile, ogni Bitcoin è divisibile in 100 milioni di "satoshi", rendendolo un investimento accessibile a chiunque. E poiché il governo federale ha classificato Bitcoin come "proprietà", non come "titolo" sotto la giurisdizione della SEC, chiunque in qualsiasi fascia di reddito può possederlo.

Queste due caratteristiche consentono agli americani comuni di proteggersi dalle tendenze che rendono la vita quotidiana più costosa per tutti tranne che per i più ricchi. Mentre il debito degli Stati Uniti schizza alle stelle e la FED stampa quantità sempre maggiori di denaro per finanziarlo, Bitcoin aiuta le persone a proteggere i propri risparmi da un'erosione del loro potere d'acquisto.

E non sono solo gli americani a beneficiare di Bitcoin. Alex Gladstein dello Human Rights Forum calcola che oltre 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo vivono in Paesi in cui l'inflazione supera il 10% annuo, compresi i cittadini di Brasile, Turchia e Argentina.


Satoshi & la FED

Gli scettici su Bitcoin si lamentano del fatto che se esso può fare tutte queste cose, sicuramente gli stati lo vieteranno; e questo ci porta a una delle sue qualità più importanti.

Bitcoin non è censurabile, il che significa che qualsiasi persona con una connessione Internet può inviarlo a qualcun altro, indipendentemente dal fatto che uno stato lo voglia o meno. Elizabeth Warren e Janet Yellen si sono lamentate di questo "problema", sostenendo che solo i criminali vorrebbero commerciare in una valuta che il governo federale non controlla.

Ma proprio perché gli stati non possono censurarlo, Bitcoin consente sia alle persone normali che ai dissidenti politici di proteggersi dalla cattiva gestione economica. Questo non vuol dire che gli stati non possano rendere difficile l'uso di Bitcoin. Gli Stati Uniti potrebbero tassare le plusvalenze a un tasso punitivo, all'80% ad esempio, facendo allontanare molti investitori dall'asset; lo stato potrebbe rendere difficile per gli americani scambiare i loro dollari con Bitcoin attraverso regolamenti bancari restrittivi.

La cosa più pericolosa è che alcuni alti funzionari dell'amministrazione Biden e della Federal Reserve stanno valutando la possibilità di sviluppare una versione crittografica del dollaro, chiamata "valuta digitale della banca centrale", e che è esattamente l'opposto di Bitcoin. Una CBDC consentirebbe al governo federale di spazzare via il settore bancario privato, perché ogni conto di risparmio e conto corrente finirebbe presso la FED. Il governo federale otterrebbe l'autorità diretta di aggiungere o sottrarre depositi in quei conti, o addirittura chiuderli.

Alcune persone inviano ancora note scritte a mano e leggono la copia stampata del loro giornale locale, ma in un mondo in cui regnerebbero le CBDC, non ci sarà un'opzione per utilizzare i normali vecchi contanti di carta. La Cina sta lavorando alla propria CBDC per le Olimpiadi invernali, con l'obiettivo di abolire la cartamoneta.

In altre parole, la rivoluzione monetaria digitale scatenata da Nakamoto è qui per restare. L'unica domanda è se il denaro del futuro servirà o meno gli interessi degli stati e delle élite, o della gente comune. Bitcoin è decisamente dalla parte di quest'ultima.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 2 novembre 2022

Non siate come i politici, concentratevi sui processi non sugli obiettivi

 

 

di Barry Brownstein

Le ho lette e le ho sentite: frasi che iniziano con È incredibile che... È incredibile che le compagnie aeree possano maltrattare i passeggeri, che i supermercati/distributori di servizio possano aumentare così tanto i prezzi, che i non mascherati/non vaccinati possano minacciare chi ha ubbidito, che la Cina ci sta derubando, che non vengono prese misure più severe contro i combustibili fossili. Ancora e ancora, le persone si arrabbiano.

Spinta dalle reazioni emotive, la folla che ha in bocca solo "è incredibile" ora vuole soluzioni; e per ogni problema che percepisce, c'è un politico pronto a dargliela. Ogni volta che diciamo che si dovrebbe fare qualcosa, un politico ottiene un voto. 

Quando la vostra preferenza temporale è alta, non apprezzate lo studio delle sfumature di un problema. Non rispettate un processo di mercato che richiede tempo per trovare soluzioni. Volete “consumare” un rimedio nell'immediato. I politici prosperano quando la nostra preferenza temporale è alta. Senza la mentalità "è incredibile" da sfruttare, la maggior parte dei politici, che promettono soluzioni ridicole e distruttive, non verrebbe mai eletta.

In Human Action Ludwig von Mises chiarisce: “Non c'è essere umano per il quale la differenza tra prima e poi non conta. [...] La preferenza temporale, o la valutazione più alta della soddisfazione del desiderio in periodi futuri più vicini rispetto a quella in periodi più lontani, è un elemento essenziale nell'azione umana. Determina ogni scelta e ogni azione”.

La nostra preferenza temporale può cambiare. Quando la abbassiamo, smettiamo di richiedere una gratificazione immediata. L'economista Saifedean Ammous ci spiega l'importanza di abbassare la nostra preferenza temporale: “L'abbassamento della preferenza temporale è ciò che avvia il processo della civiltà umana e consente agli esseri umani di cooperare, prosperare e vivere in pace”. Una preferenza temporale decrescente ci consente di dare maggiore importanza ai risultati futuri:

Man mano che gli esseri umani riducono la loro preferenza temporale, sviluppano la possibilità di svolgere compiti su orizzonti temporali più lunghi, per soddisfare bisogni sempre più lontani nel tempo e sviluppano la capacità mentale di creare beni non per il consumo immediato ma per quello futuro, in altre parole, creare beni capitali.

“In breve”, scrive Ammous, “la preferenza temporale più bassa degli esseri umani ci consente di frenare i nostri impulsi istintivi e animaleschi, pensare a cosa è meglio per il nostro futuro e agire in modo razionale anziché impulsivo”.

Ma cosa accadrebbe se le azioni dello stato funzionassero in modo perverso per aumentare la nostra preferenza temporale? E, cosa ancora più importante, se molti di noi, attraverso la nostra mentalità, lo incoraggiassimo?

Una delle cose più distruttive che gli stati possono fare è manipolare le preferenze temporali.

Politiche monetarie e fiscali sconsiderate che portano all'inflazione sono il modo più ovvio con cui lo stato manipola la nostra preferenza temporale. Più sperimentiamo l'inflazione, più il consumo presente sembra migliore del risparmio per il futuro.

Lo stato sovvenziona il consumo di alimenti trasformati. Nel processo i sussidi statali promuovono l'obesità e le malattie croniche come il diabete. Ogni volta che ci avvaliamo di questi sussidi e consumiamo calorie cariche di farina bianca, sciroppo di mais e oli di soia e colza altamente trasformati, scegliamo il piacevole ronzio dei comfort food rispetto alla nostra salute a lungo termine. Potete scegliere di rinunciare ai sussidi e mangiare cibi integrali non trasformati, ma farlo richiederebbe uno sforzo. È una scelta tra ridurre le vostre preferenze temporali e investire nella salute della vostra famiglia scambiando calorie vuote con cibi ricchi di nutrienti. In un mondo fatto di fast food che alimenta una preferenza temporale alta, prendersi il tempo per cucinare cibi integrali fa più che nutrire il corpo: vi disconnette dalla manipolazione distruttiva dello stato.

Le scuole sono sempre più dedite all'indottrinamento con temi come razza e genere. Nel processo gli elementi costitutivi della libertà (es. libertà di parola e diritti individuali) vengono soppressi. I genitori possono rinunciare all'istruzione pubblica e scegliere l'homeschooling, cosa che richiederebbe il sacrificio del reddito presente. I politici puntano sul fatto che la maggior parte dei genitori non sacrificherà il consumo presente in cambio di un futuro migliore per i propri figli.

Nonostante gli incentivi dello stato ad aumentare la vostra preferenza temporale, voi stessi sopprimete la vostra capacità di scelta quando si tratta di abbassare la preferenza temporale. Voglio indicare ai lettori alcuni percorsi che possono intraprendere senza troppi sforzi: le scelte di oggi per abbassare la vostra preferenza temporale.


Concentratevi sui processi, non sugli obiettivi

Ascoltate tutti i politici e la loro attenzione agli obiettivi. Chi di loro non è per un'istruzione eccellente, un ambiente pulito, e così via? Scarsa attenzione viene prestata al processo per raggiungere l'obiettivo. I politici ci dicono che stanno costruendo ponti verso il futuro e affermano che dobbiamo approvare i loro disegni di legge prima di poter sapere cosa c'è in essi. Le tattiche impiegate dai politici sopprimono quasi sempre la scoperta di soluzioni attraverso un processo di mercato.

Concentrandosi sull'individuo, invece, James Clear ci incoraggia a pensare al processo e non agli obiettivi: “Gli obiettivi riguardano i risultati che volete ottenere. I sistemi riguardano i processi che portano a quei risultati. [...] Sarete vittime dei vostri obiettivi e prigionieri dei vostri sistemi”.

Clear spiega: “Il vero pensiero a lungo termine è un pensiero senza obiettivi. Non si tratta di un singolo risultato, riguarda il ciclo di raffinatezza senza fine e miglioramento continuo. In definitiva, è il vostro impegno nel processo che determinerà i vostri progressi”.

Una mentalità con una preferenza temporale alta porta a una concentrazione eccessiva sugli obiettivi, cosa che spesso porta a un'azione opportuna ma distruttiva. Abbiamo bisogno di obiettivi per stabilire la nostra direzione, ma abbiamo bisogno della disciplina quotidiana di un processo che lavori per cambiare veramente il nostro futuro.

Siete frustrati dalla lentezza dei vostri progressi? Forse il vostro processo deve essere cambiato. Scrive Clear:

I vostri risultati sono una misura in ritardo delle vostre abitudini. Il vostro patrimonio netto è una misura in ritardo delle vostre abitudini finanziarie. Il vostro peso è una misura in ritardo delle vostre abitudini alimentari. La vostra conoscenza è una misura in ritardo delle vostre abitudini di apprendimento. Il vostro disordine è una misura in ritardo delle vostre abitudini di pulizia.

Nel mio saggio, "Effort Matters", ho esplorato il lavoro di Anders Ericsson, la cui ricerca ci porta a considerare l'importanza del processo. "Il desiderio sincero e il duro lavoro da soli porteranno a prestazioni migliori", è una falsa convinzione. Ericsson scrive: “Questa è una verità fondamentale su qualsiasi tipo di pratica: se non vi spingete mai oltre la vostra zona di comfort, non migliorerete mai”. Se volete stare meglio, mettetevi comodi a sentirvi a disagio.


Mettetevi comodi a stare a disagio

Il matematico e filosofo francese del XVII secolo, Blaise Pascal, scrisse: “Tutti i problemi dell'umanità derivano dall'incapacità dell'essere umano di sedersi tranquillamente in una stanza da solo”.

Se dubitate di Pascal, provate questo esperimento: sedetevi da soli in una stanza per 15 minuti senza gadget, libri o documenti. So dai resoconti di centinaia dei miei studenti che l'esercizio è sorprendentemente difficile. Senza distrazioni, il loro livello di disagio è salito molto rapidamente.

Come mai? Senza distrazioni, spesso emerge il nostro dialogo interno. Vogliamo sfuggire al rumore interno con il nostro meccanismo di risposta preferito: controllare il cellulare, mangiare un boccone, ecc. 

Le vostre chiacchiere interne spesso vi tormentano con il pensiero che non state facendo progressi abbastanza veloci. Thomas Sterner usa questa metafora per aiutarci a riflettere:

Pensate a un seme di fiore, che si trova nel terreno, e dica: "Ci vorrà un'eternità. Devo spingere via tutta questa sporcizia dalla mia strada solo per arrivare in superficie e vedere il sole. Ogni volta che piove o qualcuno mi annaffia, sono bagnato fradicio e circondato dal fango. Quando potrò fiorire? Quello sarà il momento in cui sarò felice; sarà allora che tutti saranno colpiti da me. Spero di essere un'orchidea e non un fiore di campo che non interessa a nessuno. Le orchidee hanno tutto... no, aspetta un momento... voglio essere una quercia. Sono più grandi di qualunque altra cosa nella foresta e vivono anche più a lungo". Per quanto sciocco possa suonare il monologo del fiore, è esattamente quello che facciamo, e lo facciamo, ogni giorno e in ogni modo.

Il punto di Sterner è la frequenza con cui ci fissiamo sugli obiettivi: “Scegliamo consciamente o inconsciamente un punto di riferimento in qualunque cosa facciamo e decidiamo che nulla andrà bene finché non arriviamo a quel punto”.

Il consiglio di Sterner è di “fare un passo indietro e osservare il vostro dialogo interno di tanto in tanto durante il giorno. Rimarrete stupiti di quanto lavorate contro voi stessi”.

Possiamo sviluppare la pazienza per attenerci al nostro processo. Sterner scrive:

Il primo passo verso la pazienza è prendere coscienza del quando emerge il vostro dialogo interno e vi trascina con esso. Se non ne siete consapevoli quando sta accadendo, probabilmente la maggior parte delle volte, non avete il controllo. La vostra immaginazione vi porta da una circostanza all'altra e le vostre diverse emozioni si accendono dentro di voi mentre reagite a ogni problema che la vostra mente incontra.

I politici contano sul fatto che la popolazione abbia l'assurda mentalità del "seme del fiore" descritta da Sterner. Quando un problema percepito non viene risolto immediatamente, rinunciano alla scoperta del processo di mercato e si rivolgono a soluzioni controproducenti. I politici sono così abili nei loro giochi di prestigio che la maggior parte delle persone non si rende conto che le soluzioni reali non vengono scoperte quando il processo di mercato viene abbandonato. 


La gioia di perdere l'occasione

Nei mercati finanziari comprare alto e vendere basso è spesso l'esperienza di coloro che sono travolti dalle potenti emozioni del cosiddetto herding. Quando il prezzo di Bitcoin è salito al suo massimo storico a $69.000 nel 2021, la paura di perdere le ricchezze promesse ha attirato alcuni nel mercato. Poiché l'attuale prezzo di Bitcoin si aggira intorno ai $20.000, l'interesse è diminuito; la paura del calo dei prezzi domina la mandria. Al contrario, se il prezzo di un bene scende, come un iPad che scende da $690 a $200, le persone si metterebbero in fila per acquistarlo.

La paura di perdere l'occasione può scatenare potenti emozioni che colorano il nostro processo decisionale quotidiano. Possiamo percepire un mondo di esperienze e stili di vita illimitati, che allettano i nostri desideri. Oliver Burkeman osserva che “piuttosto che affrontare i nostri limiti, ci impegniamo in strategie di evitamento, nel tentativo di continuare a sentirci senza limiti”.

Ci spingiamo oltre, inseguendo le fantasie del perfetto equilibrio tra lavoro e vita privata; oppure implementiamo sistemi di gestione del tempo che promettono di dedicarlo a tutto, in modo che non siano necessarie scelte difficili. Oppure procrastiniamo, un altro mezzo per mantenere la sensazione di controllo onnipotente sulla vita, perché non c'è bisogno di rischiare l'esperienza sconvolgente di fallire in un progetto se, ovviamente, non lo si avvia mai.

Saltare da una distrazione all'altra garantisce che non faremo niente bene. Tutte le decisioni hanno un costo di opportunità e, man mano che la nostra preferenza temporale si abbassa, diventiamo più consapevoli di come utilizziamo il tempo. Burkeman scrive: “Ogni decisione di utilizzare una parte del tempo su qualsiasi cosa rappresenta il sacrificio di tutti gli altri modi in cui avreste potuto spenderlo, ma non l'avete fatto, e scegliere volontariamente di fare un tal sacrificio significa prendere una posizione, senza riserve, su ciò che conta di più per voi”.

Burkeman fornisce l'antidoto alla cosiddetta mentalità "perdere l'occasione": 

Una volta che capite veramente che vi perderete quasi tutte le esperienze che il mondo ha da offrire, il fatto che ce ne siano così tante che non avete ancora sperimentato smette di sembrare un problema. Invece potete concentrarvi sul godervi appieno la piccola fetta di esperienze per cui avete effettivamente tempo e sarete più liberi di scegliere, in ogni momento, ciò che conta di più.

Realizzare la finitezza del tempo, scrive Burkeman, porta alla "'gioia di perdere l'occasione" in contrasto alla "paura di perderla". Burkeman spiega: “È l'entusiasmante consapevolezza che non vorreste nemmeno essere in grado di fare tutto, dal momento che non dovete affatto pensare a decidere cosa perdervi”.

Proprio come c'è un processo di mercato che scopre soluzioni ai problemi a livello sociale, c'è un processo che risolve i problemi nella vostra vita. Non raccoglierete i frutti di questo processo di scoperta personale se, come un politico, cercate una soluzione rapida che probabilmente peggiorerà i vostri problemi.

Nonostante gli incentivi forniti dallo stato, scegliete di abbassare le vostre preferenze temporali. Ricordate, i politici prosperano quando gli elettori con una preferenza temporale alta, concentrati sui problemi, sono impazienti e pronti a sostenere soluzioni politiche. Più alta è la nostra preferenza temporale, più è probabile che crediamo alle false promesse di un politico. Più crediamo alle loro bugie orientate sugli obiettivi e non mettiamo in discussione i relativi processi, più libertà e prosperità perdiamo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 1 novembre 2022

La FED sta esponendo tutte le bugie dette da due generazioni a questa parte

 

 

di Tom Luongo

Di fronte all'intransigenza della FED, siamo ora sul punto di smascherare le peggiori bugie di due generazioni di persone al potere. Da più di un anno sostengo che l'oligarchia globale, conosciuta su queste pagine come cricca di Davos, pensava di essere al comando degli Stati Uniti e del Regno Unito con il COVID-19.

I vari pacchetti di salvataggio, il CARES Act della Pelosi e i disegni di legge in sospeso — Build Back Better, ecc. — avrebbero dovuto distruggere una volta per tutte la posizione fiscale degli Stati Uniti. Si trattava di un ricatto politico per costringere la FED a non rialzare i tassi, quando chiaramente era necessario.

Che Pelosi et.al. siano stati in grado di approvare solo versioni sterilizzate di questi progetti di legge è un segno che altre forze potenti dietro le quinte non sono d'accordo con questo piano.

Ora, alla luce del colpo di stato contro il primo ministro britannico Liz Truss, siamo di fronte a grandi giochi di potere per decidere se la cricca di Davos manterrà il controllo sulla politica occidentale. Le difficoltà incontrate dalla Truss indicano che la cricca di Davos ha ancora carte da giocare.

Ma voglio tornare a un paio di settimane fa e parlare anche di Credit Suisse. C'è stato uno sforzo coordinato per impedire alla Truss di attuare un programma fiscale molto inviso alla cricca di Davos e c'è stata una campagna sussurrata per avviare una corsa agli sportelli di Credit Suisse.

Chiaramente quest'ultimo attacco è fallito, ma è altrettanto chiaro che la cricca di Davos ha attivato il livello successivo del suo assalto a qualsiasi istituzione non allineata con loro.

Davvero c'è da stupirsi che i due grandi centri finanziari europei al di fuori dell'UE siano stati oggetto di attacchi coordinati nei giorni successivi al funerale della regina Elisabetta II e all'incoronazione del globalista Carlo III?

Dopo le dichiarazioni del presidente del FOMC, il "Baller" Jerome Powell, la cricca di Davos ha dovuto coinvolgere le Nazioni Unite affinché chiedesse che tutte le banche centrali smettessero di rialzare i tassi per evitare una recessione globale.

Questo messaggio è stato promosso in tutto lo spazio mediatico controllato dalla cricca di Davos. Persino il War Street Journal di Rupert Murdoch è entrato in azione a un mese dalle elezioni di medio termine. E ho posto una grande domanda la scorsa settimana: "Può la FED permettersi di fare inversione con $31.000 miliardi di debito pubblico?"

La risposta della FED è stata coerente: "No".

E questo significa che la cricca di Davos è in guai seri. Come ho instancabilmente sottolineato, la FED controlla la liquidità globale del dollaro come non faceva da decenni ed è per questo che le urla di dolore di tutti i soliti sospetti sono così forti.

Detto questo, la cricca di Davos continua a seguire un copione che non regge se vogliono raggiungere i loro obiettivi dichiarati. Eliminare il Regno Unito è stata la mossa giusta, ma è una mossa che li mette sulla strada verso la vittoria o solo un attacco di opportunità in una serie di azioni di retroguardia?


Il momento in cui la guardia vi porta via

I bulli sanno sempre quando vengono catturati; sono generalmente anche la peggior forma di bugiardi, quelli che silenziano con la forza chi vi si oppone piuttosto che impegnarsi in una conversazione.

Negli interrogatori l'obiettivo è sempre quello di intrappolare il bugiardo e farlo cedere per esasperazione. Questo è il motivo per cui non dovreste mai parlare con la polizia senza un avvocato...

Sono facili da intrappolare perché le loro bugie sono trasparenti. Tutto ciò che serve è la minima applicazione del Metodo Socratico – usanre la loro argomentazione per trovarvi difetti attraverso un controesempio – e potete farli "cantare" in pochi minuti. Poi si può chiamare la guardia affinché li porti via.

Il titolo di questo post è stato ispirato a questo video pubblicato su Lewrockwell.com nel 2009. So che dovete guardare Nancy Pelosi per oltre 7 minuti, ma fidatevi, ne vale la pena.

Questo è l'unico video di Nasty Nancy che riesco a guardare, perché Jan Helfeld la schiaccia sul tema del salario minimo in meno di 3 minuti. Il suo dimenarsi è celestiale. È una veterana dell'evasione, dell'inganno e del bullismo; in questo video si mette a nudo la malignità del suo narcisismo.

È un beneficio reale e tangibile per l'umanità smascherare questa orribile forma di "essere umano". Fate caso a quando la Pelosi capisce cos'è appena successo e ricorra a molteplici minacce: “Hai commesso un errore!” ripete guardandolo male.

È diventata la sua nemica in quel momento.

Se disprezzate la Pelosi tanto quanto me, sarà un piacere per i vostri occhi.

L'ho tirato fuori per mostrarvi quanto sia facile esporre la duplicità e la fragilità delle narrazioni che circondano la nostra realtà politica e finanziaria.


I riflessi dei vampiri

È stata questa intervista che ha contribuito a cristallizzare il mio filtro che uso per visualizzare le false narrazioni. Ecco perché è stato così facile affermare che il rialzo del tasso RRP da parte della FED durante la riunione del FOMC di giugno dello scorso anno era un momento spartiacque.

Non era diverso da Helfeld che esponeva l'inconsistenza delle argomentazioni della Pelosi. Quella mossa ha esposto l'incosistenza dell'argomentazione dollaro debole creata durante l'amministrazione Trump.

Powell ha rialzato i tassi dello 0,05% e il mondo intero è andato fuori di testa. L'euro è crollato, il rally dell'oro si è spento e i rendimenti obbligazionari statunitensi hanno iniziato a salire, costringendo i tassi delle obbligazioni europee a uscire dal seminterrato dei rendimenti negativi.

Da allora non è stata altro che una serie di azioni in continua escalation per costringere la FED a invertire la rotta. Ho raccontato tutti i colpi di scena di questa storia, punto per punto, sin dallo scorso giugno.

Questi ultimi sedici mesi sono andati come l'intervista di sette minuti alla Pelosi. Jerome Powell è Helfeld e la cricca di Davos è la Pelosi. Continuavano a sostenere il loro piano per gli Stati Uniti di spendere spendere spendere quando l'inflazione era già qui qui qui.

Il corollario più ovvio di questa intervista e di Powell è stato quando Obama et.al. hanno lanciato lo scandalo dell'insider trading dei governatori della FED lo scorso autunno e hanno costretto tre "falchi" a lasciare il FOMC.

"Hai commesso un errore!"

Da notare che abbiamo un seguito questa settimana, con il presidente della FED di Atlanta, Raphael Bostic, che deve fare un mea culpa su insider trading presso la FED.


Non guardate in alto!

La Truss ha infine gettato la spugna. Sarà la fine per lei e per tutti i sogni che Elisabetta II aveva di una Gran Bretagna indipendente.

Ve l'avevo detto che la Truss era un'idiota e chiaramente non adatta per quel lavoro. Ma c'è altro: dopo che la BoE ha giocato con i mercati per un paio di settimane, il messaggio al mondo era di evitare le cose brutte ("RECESSIONE!") e convincere la malvagia FED degli Stati Uniti a fare inversione di marcia.

Powell invertirà la rotta? Non credo. Come mai? Non è un cretino. Né è come era la Truss, ovvero destinata a fallire.

Per mesi sono stato il solo a dire che la FED sarebbe stata aggressiva; per mesi ho detto che la FED non rialzerà i tassi per domare l'inflazione dei prezzi, spinta dai costi, poiché non ha gli strumenti per combatterla.

Ora, non sono più solo. Né John Hussman, né Danielle Dimartino Booth pensano che la FED invertirà la rotta. Altri sono ancora intrappolati nel modello Kubler-Ross in modalità negazione.

Hussman sottolinea che la FED non ha mai fatto inversione di marcia durante un rialzo dei tassi con il deflatore PCE, attualmente al 4,9%, al di sopra del tasso Fed Funds, 3,25%. La sua è una tesi granitica.

Questo è ciò che Powell et.al. intendono quando dicono che non possono lasciare il lavoro incompiuto.

In una recente intervista con Keith McCullough di Hedgeye, la Booth ha detto quello che stavo dicendo anche io da tempo: "La FED non sta cercando di fermare l'inflazione". Tira in ballo l'enorme portafoglio TIPS della FED come parte della motivazione, ma è anche qualcos'altro che, quando viene pressata, "non è in grado di dire".

Guardate l'intera intervista, è affascinante.

Quindi, su questo sfondo oscuro, abbiamo una piazza finanziaria europea e non schiacciate. Torniamo all'altra, la Svizzera. L'intransigenza della FED è il motivo per cui penso che la campagna sussurrata contro Credit Suisse sia stata un'altra di queste operazioni.  

Non sto dicendo che Credit Suisse non sia vulnerabile, ovviamente lo è. Il motivo per cui ha quasi funzionato è proprio la sua vulnerabilità, come il sistema pensionistico del Regno Unito era il tallone d'Achille della Truss.

Dico solo che ho difficoltà a credere che tutta la concorrenza continentale dell'UE che subisce pressioni estreme in rapida successione non abbia alla base una componente strategica.

Tutti hanno agito come se la FED fosse cambiata quando questo mese ha fatto un paio di tranche di liquidità swap per oltre $3 miliardi alla Banca nazionale svizzera. Da notare come non c'erano soldi per la Banca d'Inghilterra e la BCE.

E se si trattasse solo di tracciare più linee di battaglia?

Infatti le Nazioni Unite che hanno criticato il rialzo dei tassi da parte delle banche centrali non è altro che un'affermazione che continuano a essere macellati i buoi delle persone sbagliate. Ma non sono solo questi due eventi.

Abbiamo avuto il tracollo pubblico di Jeremy Seigel alla CNBC che è stato oltremodo amplificato. Jeffrey Sachs ha freddato la CNN con la dichiarazione che gli Stati Uniti erano dietro al bombardamento dei Nordstream.

Queste persone sono tutti stretti alleati di George Soros e del Partito Democratico. La paura per le elezioni di medio termine ora è reale. Anche Nate Silver di five-thirtyeight.com è preoccupato che i Democratici stiano per essere rickrollati.


L'ONU chiede aiuto allo zio ricco

Quindi la cricca di Davos che utilizza risorse presso l'ONU attraverso l'UNCTAD per emettere avvertimenti contro la FED e una politica simile a quella di Volcker, non è tanto diverso dalla Pelosi che chiede alle guardie di rimuovere Helfeld dal suo ufficio.

Hanno chiesto soldi facili e controlli sui prezzi in tipico stile comunista davosiano. Dobbiamo coordinare la politica monetaria mondiale per fermare il crollo del vecchio sistema.

Era un classico appello al bene comune e all'internazionalismo rispetto al nazionalismo.

Questo è anche un momento di pura debolezza.

E se pensate che l'Europa non sia debole e che la FED non sia ancora al posto di Helfeld a fare domande scomode ai bulli narcisisti con un gusto discutibile nell'abbigliamento, vi fornisco gli ultimi dati commerciali dell'UE.

Le eccedenze commerciali sono sparite, l'inflazione imperversa, i prezzi alla produzione crescono più velocemente dell'inflazione, la volatilità obbligazionaria è a livelli mai visti sin dal COVID.

I picchi di prezzo dell'energia in Europa sono problemi creati ad hoc. C'era un rapporto intimo con la Russia e si è scelto falsi mercati liberi per il gas naturale in modo da creare terreno fertile per la volatilità e far fallire la classe media.

Quindi questa inflazione è assolutamente voluta, anche se a livello ufficiale si dice di no. Si vuole che l'inflazione costringa la FED a sovvenzionare l'Europa, come è successo quando il globalista Ben e il suo analogo in gonnella, Janet, ne gestivano la presidenza.

Quello che non è mai stato pianificato era dover fare questo e combattere la FED contemporaneamente. A grandi linee, la cricca di Davos potrebbe congelare i capitali nelle banche europee, riprendersi la City di Londra e aggiungere Zurigo, mettendo gli Stati Uniti sulla strada dell'insolvenza per neutralizzare il potere di New York.

Invece possono solo fare i bulli con i membri più giovani dell'UE, i quali erano interessati solo a garantire che la loro gente non morisse di fame, ad esempio l'Ungheria. Questa lotta tra storpi non è affatto bella da vedere.

Tutte le chiacchiere secondo cui il dollaro non merita la sua forza, o che la FED ha una responsabilità nei confronti dell'Europa quando tutto ciò che ha fatto è impegnarsi in un harakiri fiscale e monetario attraverso tassi negativi per quasi un decennio, sono tanto patetiche quanto stupide.

L'appello dell'ONU era un'estensione della psy-op anti-americana che si è scatenata dopo gli attentati ai Nordstream. C'è ora uno sforzo concertato per spingere immediatamente per una guerra aperta tra Stati Uniti e Russia, incolpando anche la FED per il crollo dei mercati globali.

"Hai commesso un errore!"

L'inversione di rotta della BoE è stata fatta per isolare la FED; la Reserve Bank of Australia ha alzato solo di 25 punti base per sostenere la BoE.

La BCE tace nel frattempo, perché è il classico elefante nella stanza... il quale è stato spinto giù dalla montagna e sta per sfracellarsi.

La risposta dell'ONU? Non guardate in alto!


Falsi rally, falsi mercati

La ricompensa per il mondo è un massiccio rally in azioni, obbligazioni e rifugi sicuri. Anche se questo è chiaramente solo un modo di guadagnare tempo e coprire gli short, visto che la maggior parte di questi mercati era ipertesa al ribasso, è risultato anche sincronizzato con l'appello globale delle Nazioni Unit per banche centrali più accomodanti e controlli dei prezzi.

La narrativa ora è che la FED è petulante e rapace, proprio come l'establishment della politica estera statunitense. La narrativa della vittima sta raggiungendo un crescendo giusto in tempo per le elezioni di medio termine.

Ecco perché la campagna sussurrante contro Credit Suisse non si è concretizzata in una corsa ai suoi sportelli. Era un avvertimento e usata come arma per fare pressione sulla FED. Come mi è stato fatto notare su Twitter, la FED ha aperto una nuova struttura di pronti contro termine per le banche commerciali.

Avete notato chi NON È in questa lista? Tre ipotesi e le prime due non contano. Nessuna grande banca europea. Nataxis non conta quando Deutsche Bank, Unicredit o ING non sono nell'elenco.

Solo banche statunitensi, canadesi, di Hong Kong e giapponesi.

Indovinate chi ha beccato i soldi? Gli svizzeri. Chi non li ha beccati? Gli europei.

Si è detto molto in quell'incontro ed è servito da volano per l'attacco al Credit Suisse. La FED avvierà un taglio dei tassi d'emergenza? Invertirà la rotta?

E per la FED convocare una riunione nello stesso giorno in cui Credit Suisse è stata attaccata e l'ONU l'ha invitata a fare marcia indietro, è un'enorme notizia.

La FED ha aggiornato le nuove regole per le transazioni con carta di debito affinché ci sia almeno un "processatore" di riserva. Questo significa che la cricca di Davos non può fare affidamento su VISA affinché neghi unilateralmente i vostri acquisti di generi alimentari se avete scritto tweet non conformi alla narrativa ufficiale o perché siete Alex Jones. 

Questo mi dice chiaramente che stanno combattendo con le unghie e con i denti. Mi dice anche che il silenzio del FOMC sui Gilt britannici, su Credit Suisse, ecc. è assordante.

Da allora non c'è stata altro che acquiescenza e ci sarà fino al prossimo rialzo di 75 punti base alla vigilia delle elezioni di medio termine. La Banca d'Inghilterra ha ottenuto la sua libbra di carne e per ora le cose sono stabili... ma non per molto.

Come ha detto la Booth, e sono d'accordo, ogni rally nel mercato azionario, ogni manovra di qualcuno per aumentare la liquidità offshore e calmare le acque, è un'altra opportunità per la FED di continuare a ripetere la propria posizione.

"Perché non possiamo rialzare i tassi?"

"Perché non possiamo addebitare ciò che vogliamo per i soldi che forniamo?"

"Perché dobbiamo definire il valore del lavoro statunitense secondo le vostre regole?"

"Perché dobbiamo imporre un salario minimo agli speculatori offshore di dollari?"

"Guardia!!"

Ma ecco la grande domanda senza risposta a cui nessuno è autorizzato a rispondere e quella a cui la Booth ha evitato di dare una risposta nell'intervista summenzionata: "Se la FED non sta combattendo l'inflazione con i suoi rialzi dei tassi, allora cosa sta combattendo?"

Conoscete la mia risposta... e anche la cricca di Davos.

La cosa divertente è vedere l'Europa chiamare la guardia e tutti finalmente si rendono conto che la FED gli ha detto di fare una pausa pranzo anticipata.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/