venerdì 5 novembre 2021

Il quadro generale finora

 

 

di Francesco Simoncelli

L'economia Austriaca fornisce un quadro d'insieme coerente riguardo a quanto sta accadendo oggigiorno nel mondo dell'economia. In particolar modo, attraverso di essa è possibile capire in modo chiaro e preciso quali sono le cause alla base del caos economico e, soprattutto, come risolverlo. La maggior parte delle persone tende ad essere fuorviata dalle percentuali dell'inflazione, quindi concentrandosi sulle cifre riportate mensilmente pensa che esista un fine tuning da parte del sistema bancario centrale e quindi è più propensa a credere alla fallacia della "transitorietà". Se guardassero alla cosiddetta inflazione accumulata, il quadro generale cambierebbe radicalmente. Se, ad esempio, l'aumento dell'IPC è del 10% quest'anno e del 5% l'anno prossimo, si dirà che l'inflazione è diminuita (nominalmente), ma realmente salari e risparmi saranno stati erosi del 15%. L'ironia è che le banche centrali direbbero che c'è bisogno di stampare di più per contrastare i rischi di deflazione.

Questo processo di graduale erosione del potere d'acquisto del denaro è in atto da molto tempo ormai, ma solo negli ultimi due anni ha iniziato a velocizzarsi platealmente. Colli di bottiglia nell'offerta e carenze sono un effetto del fenomeno inflattivo, proprio perché esso è sempre e comunque causato dalla stampa di denaro. I prezzi salgono proprio perché l'offerta di denaro aumenta enormemente al di sopra della produzione reale e della domanda di denaro reale. Inutile sottolineare che questo processo avvantaggia gli stati, spenditori ed indebitati cronici, e svantaggia i redditi fissi ed i risparmiatori, trasferendo da questi ultimi ricchezza reale a vantaggio dei primi. Vi basti pensare che sin da quando è entrato in vigore l'euro, esso ha perso quasi la metà del suo potere d'acquisto originale.

In sintesi, le azioni delle banche centrali sono state uno tsunami contro l'economia: stampare denaro ha dato segni di prosperità (illusoria), ma i suoi principali effetti tangibili sono stati prezzi più alti, investimenti sbagliati e più ricchezza ridistribuita dalla classe media ai più ricchi. Sebbene la soluzione sia semplice, ovvero, il completo arresto di tutti gli interventi attivi e passivi nell'economia generale da parte del sistema bancario centrale, questi stessi interventi sono diventati così pervasivi e strutturali che una loro cessazione farebbe piombare in un dolore economico indicibile la maggior parte del panorama economico odierno. Inutile dire che i banchieri centrali sono spaventati da un epilogo del genere; altresì, sono spaventati dalle conseguenze che stanno registrando giorno dopo giorno sulla scia delle misure monetarie "straordinarie" messe in campo finora.

Così come il ciclo economico è stato congelato nel 2009 con l'implementazione dei vari giri di QE, adesso che le maglie dell'interventismo si sono fatte molto strette a causa degli effetti distorsivi dei QE si vuole congelare l'essere umano agente. Vale a dire, ridurre al minimo l'imprevedibilità degli individui in modo da tenere a bada effetti a catena imprevisti. Il "normale" funzionamento dei mercati era diventato un ostacolo, soprattutto se consideriamo la rottura del mercato repo nel 2019 e la necessità di un nuovo intervento da parte della FED su scala maggiore di quelli precedenti. Senza contare che bisognava trovare una scusa credibile non solo per intervenire, ma soprattutto per giustificare l'inversione del timido tapering che aveva intrapreso da un anno a quella parte Powell. A tal proposito è arrivata la crisi sanitaria (che tanto crisi alla fin fine non era), la quale è stata trasformata in emergenza mondiale e ha fornito la giustificazione perfetta affinché il sistema bancario centrale si trasformasse nella versione moderna di John Law.

L'escalation di autoritarismo che abbiamo visto sin da allora è proporzionale al grado di terrore da parte dei banchieri centrali nel tenere in piedi un'economia in preda al caos ed estremamente zombificata ormai. Infatti ciò a cui abbiamo assistito finora è stata la progressiva disintermediazione degli individui dallo stato di diritto, affinché venissero eliminati quanti più strati decisionali possibili tra il governo ed i cittadini. In questo modo le direttive top-down vengono implementate con maggiore efficienza, senza rumore di fondo dovuto ai vari strati della burocrazia. Il comando percorre una linea retta, non più una linea intervallata da curve e diagonali prima di arrivare a destinazione. La massima espressione attuale di questo concetto è rappresentata dal lasciapassare verde in Italia, il quale, già in tempi non sospetti, è stato inquadrato dal sottoscritto nella sua vera essenza: un mezzo attraverso il quale separare progressivamente gli attori di mercato da una libera scelta. Il perché l'Italia è quel Paese in cui è diventato pervasivo più velocemente questo strumento è presto detto: essa rappresenta la bomba ad orologeria economica/finanziaria più instabile in Europa. Una crisi dei finanziamenti in Italia significherebbe un contagio finanziario a cascata, rapido e cruento, per una serie indefinita di altri Paesi (primo fra tutti la Francia).

Non è un caso, inoltre, che la compiacenza dell'Europa nei confronti dell'Italia sia aumentata a tal punto da permettergli anche per l'anno prossimo di sforare ampiamente il limite dell'indebitamento, il quale secondo le stime attuali arriverà a circa il 6%. L'ultima manovra economica da circa €25 miliardi comprende per circa i 3/4 della stessa sussidi fiscali e potenziamento del welfare state, voci che non aggiungono niente ad una crescita economica organica ma contribuiscono all'ulteriore crowding out di risorse economiche scarse a favore dello stato che le spreca. Senza contare, poi, la volontà di aumentare l'età pensionabile con quota 102, 104, ecc. e tenere in piedi ancora un giorno in più lo schema Ponzi delle pensioni. Tutte le regole sono saltate ed i pianificatori monetari centrali temono per davvero che l'arroganza e la presunzione con cui hanno gestito le valute fiat moderne si ritorcerà loro contro. Ma questo è il solito finale del socialismo monetario, dove la deriva verso il comando/controllo è una fase inevitabile e la stiamo vivendo con la promozione di lasciapassare sanitari la cui utilità può essere benissimo ampliata.

I guai economici non si fermano al mondo occidentale, ma proseguono anche in Cina ed a tutta la filiera asiatica che in questi anni s'è legata a doppio filo con essa. Il Grande Default è un "traguardo" che riguarda un intero sistema economico, non singoli Paesi in quanto tali. Questi ultimi non rappresentano altro che criticità insostenibili che poi fungono da innesco; non sono sanabili ed il loro ineluttabile crac può essere solo rimandato nel tempo, al costo però di un dolore economico maggiore e proporzionale al tempo guadagnato. La Cina, quindi, non fa eccezione e la gigantesca bolla immobiliare gonfiata sulla scia di prodotti finanziari di dubbia qualità (es. wealth management products) ed un export ipertrofico, inizia a mostrare segni di stress critici. Non è un caso che la macchina cinese stia rallentando e con essa anche l'anestetico della disinflazione sul resto del mondo. Al tempo stesso nessuno rinuncia al predominio sullo scacchiere geopolitico, portando avanti strategie di attacco nei confronti degli altri giocatori nei momenti più opportuni. Infatti i momenti di crisi sono una parentesi temporale in cui fioriscono ogni genere di opportunità, non solo imprenditoriali: Stati Uniti e Cina, in particolare, continuano a contendersi l'egemonia mondiale. Non sorprende che Pechino abbia intenzione di utilizzare Evergrande come strumento di destabilizzazione estera, un'arma puntata specialmente contro gli USA come vediamo dal seguente grafico (così come l'energia, ma lo vedremo più avanti in questo articolo). A quanto pare, l'idea è quella di costruire un recinto intorno ad Evergrande e minimizzare quanto possibile gli spillover sull'economia cinese.

Che ci riesca o meno importa fino ad un certo punto, visto che si tratta di un misero intermezzo in un processo economico ben più grande e al di fuori della portata della pianificazione centrale. Quindi i lasciapassare, oltre ad essere uno strumento per controllare capillarmente l'ambiente economico, rappresentano anche un simbolo di adesione ad una particolare visione contemporanea del mondo e questo è risultato chiaro dalle ultime dichiarazioni di Xi. Quando scrivo "controllo capillare" non è affatto un'iperbole, bensì la natura stessa dei lasciapassare sanitari visto che la struttura portante di questa tecnologia può essere ampliata a piacimento dagli stati. E se non riuscite ad immaginare cosa voglia dire suddetto ampliamento, allora dovreste scorrere i seguenti tweet per farvi un'idea di come funzionano le cose in Cina.

Dovrebbe essere chiaro, quindi, che la causa dei nostri problemi economici è il massiccio interventismo e la soluzione di tali problemi è smetterla di intervenire, in particolare smetterla con la politica inflazionistica ed i sussidi alla produzione e al consumo. Notate bene, però, perché non solo si è causata una grande interferenza nelle transazioni economiche, ma ciò a sua volta ha distrutto le imprese e la vita delle persone; molti infatti sono morti per la disperazione ed il caos, non per la malattia. Nel frattempo i giganti dei social media e le aziende farmaceutiche, tra gli altri, hanno visto arrivare un'enorme manna. Questa è una crisi economica ed è opera della pianificazione centrale dell'economia. Le statistiche economiche ed i mercati azionari (alimentato da un piccolo numero di privilegiati nel mondo big tech grazie ai lockdown) hanno mascherato la calamità, ma voler perseverare nell'errore e ricorrere a misure ulteriormente distorcenti sta facendo emergere gradualmente il prezzo da pagare.


RIPREZZAMENTO

Anni fa presentai sul blog il seguente articolo in cui, attraverso l'analogia dei semafori, permettevo ai lettori di capire meglio come funzionassero i segnali di prezzo. Non dicono a nessuno dove andare o come arrivarci, ma regolano semplicemente il flusso di informazioni, impedendo ai conducenti di scontrarsi l'uno contro l'altro. Quando il semaforo è verde, si può attraversare un incrocio in sicurezza. Quali sono i "segnali stradali" di un'economia onesta? Denaro onesto, libero mercato e diritti di proprietà. In questo contesto gli attori di mercato ritengono che il proprio denaro sia affidabile, si aspettano che i prezzi siano onesti e che riflettano domanda/offerta reali, e si aspettano che "la legge" del Paese in cui si trovano protegga ciò che è loro. Ma cosa succede a tutti gli altri se le autorità falsificano i segnali per arricchirsi? Il denaro diventa disonesto, il mercato non è più libero ed i diritti di proprietà vengono violati. Nasce tutto da un'imposizione, il denaro fiat, e prosegue con l'alimentazione di quel vecchio adagio dell'indole umana: vivere al massimo col minimo sforzo.

Questo a sua volta significa che il denaro che possedete nei vostri portafogli, la cartamoneta, non è affatto denaro. Chi vi dice che lo è non fa altro che perpetrare o posizioni di privilegio, o segue stupidamente una narrativa che ha sempre sentito e la ripete a pappagallo (gli accademici ricadono in questa categoria). È la più sporca menzogna che sin dal 1914 è stata venduta alle persone. Riconoscerete la malafede di chi dice che l'attuale strumento usato dagli attori di mercato per saldare debiti ed acquisti è denaro, nel momento in cui scredita e lancia strali contro strumenti emersi spontaneamente nell'ambiente economico e che fungono da alternativa a quella imposta. Le alternative offrono una scelta e chi supporta l'apparato statale teme come la morte una cosa del genere.

Il privilegio dei pochi di arricchirsi a scapito del resto della popolazione verrebbe severamente intaccato e questo è uno degli aspetti che più spaventa di Bitcoin, ad esempio. Se stiamo assistendo ad una disintermediazione degli individui dallo stato di diritto, Bitcoin è una ri-intermediazione tra gli individui ed il libero mercato. Bitcoin è un insieme di concetti, non solo uno strumento per saldare acquisti e debiti. Chi lo considera solo come denaro non ha capito fino in fondo cosa rappresenta il cambiamento di paradigma che ha introdotto, ma questa ignoranza verrà diradata quando la mia ultima fatica, la traduzione in italiano del libro La rivoluzione di Satoshi di Wendy McElroy, sarà prossimamente sugli scaffali.

Il problema con la stampa di denaro è che distorce e distrugge l'economia reale. Man mano che la quantità di "denaro" aumenta, la ricchezza effettiva (es. beni e servizi) diminuisce. Dal 2000 la FED, ad esempio, ha aumentato l'offerta di denaro di oltre 20 volte, ma la crescita del PIL è stata dimezzata (sebbene non sia una misura molto adeguata per inquadrare la ricchezza reale): dal 1950 al 1999 la crescita del PIL reale è stata in media del 3,6% all'anno; dal 2000 al 2020 è stata in media dell'1,8%. Il denaro creato ex novo si presenta prima nei prezzi di azioni e obbligazioni (perché la FED acquista obbligazioni sovrane per abbassare i tassi d'interesse e finanziare la spesa in eccesso dello stato). Successivamente arriva nei prezzi al consumo e con il loro aumento i consumatori diventano irrequieti, facendo poi pressione sui loro rappresentanti eletti per "fermare il furto" attraverso l'inflazione. La spirale prezzi-salari che indicizza l'economia è alle porte, peggiorando la spirale stagflattiva; però, attenzione, diversamente dagli anni '70 è solo una fase lungo il cammino di inflazione galoppante che attende le varie banche centrali occidentali. Nel frattempo continuano i colli di bottiglia, carenza di personale qualificato, rialzi anche nelle medie limate dell'inflazione, ecc. Quindi, giusto per essere quanto più concisi possibile, abbiamo degli shock dal lato dell'offerta che vengono affrontati con espansione monetaria e fiscale (espansione della domanda) e questo per definizione è inflazionistico. Le banche centrali centrali stanno usando tutti i mezzi retorici per convincere imprese e famiglie che il ritmo sostenuto dell'inflazione è temporaneo, perché altrimenti sanno benissimo che le imprese saranno costrette a rialzare continuamente i loro listini prezzi e, a ruota, i dipendenti chiederanno aumenti dei salari. Che mentissero era chiaro già dal "dot plot" del FOMC durante ogni riunione, dove nessuno dei membri partecipanti era praticamente d'accordo sulla policy da adottare.

Questo per dire che stanno andando alla cieca: il denaro fasullo della Federal Reserve, circa $8.000 miliardi sin dal 1999, ha inquinato l'economia e corrotto le sue principali industrie. E nessuno è stato più corrotto di quel settore che ha ottenuto la maggior parte dei soldi: Wall Street. L'ingegneria finanziaria è stata utilizzata non solo come macchina sforna guadagni, ma soprattutto come mezzo affinché le grandi aziende offrissero sull'altare sacrificale della ZIRP i propri bilanci. Il gioco delle bolle funziona finché esiste una categoria che riesca ad indebitarsi e tenerle gonfie. Se poi si possiede il controllo sulla stampante monetaria diventa "più semplice" proteggere una determinata categoria, come quella degli obbligazionisti sovrani ovvero il settore bancario commerciale (grandi banche), a scapito di tutte le altre. I contro sono una stagnazione economica latente e progressiva. Quindi in un ambiente con rendimenti praticamente azzerati, le grandi aziende hanno avuto la possibilità di accedere più facilmente degli altri player al credito, ponendo come garanzia i loro bilanci e flussi di cassa. Una manna per il breve termine, un disastro per il lungo termine. La BRI non fa altro che ricordare come negli ultimi anni siano cresciute spropositatamente le aziende zombi, alimentate dal credito facile e tenute in piedi perché diventate sistemiche ad un'illusione di prosperità: stipendi e prodotti che sfornano non hanno una domanda sostenibile sul mercato. Nel corso degli ultimi 13 anni le conseguenze si sono ripercosse sull'economia più ampia, dapprima lentamente, ora più velocemente.

L'inflazione dei prezzi cui stiamo assistendo è una inevitabilità in un ambiente diventato ricolmo di errori economici mai corretti e lasciati crescere in modo spropositato. Gli aumenti dei prezzi al consumo sono a dir poco dirompenti, agiscono come una tassa erodendo i budget delle famiglie che sono già stati messi a dura prova. Anche le aziende di materiali industriali e beni di consumo risentono della crisi, possono trasferire una parte degli aumenti ai consumatori e assorbirne un'altra parte attraverso margini di profitto inferiori, ma ci sono limiti a quali aumenti di prezzo possono essere assorbiti e trasferiti. Quando i costi di input, comprese le materie prime e la manodopera, spingono i costi dei beni prodotti finali al di sopra di quanto possono essere venduti, l'incentivo a produrre si ferma.

Ad esempio, un settore che risente dell'aumento dei prezzi del gas naturale è il business dei fertilizzanti. Infatti diversi impianti di fertilizzanti nel Regno Unito hanno dovuto sospendere le operazioni a causa dell'impennata dei prezzi del gas e l'indice dei prezzi dei fertilizzanti nordamericani è salito a livelli record. Inutile dire che i prezzi altissimi dei fertilizzanti aumenteranno ulteriormente il costo della produzione alimentare. Secondo l'indice alimentare globale dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, i prezzi degli alimenti sono già alti da un decennio. Inoltre, se si tiene conto della stagione dei raccolti in Nord America che inizia alla fine di marzo, l'aumento dei costi dei fertilizzanti potrebbe portare ad un'inflazione alimentare persistente ben oltre il 2022. Poi abbiamo il prezzo del cotone salito ai massimi di 10 anni. L'aumento dei prezzi del cotone si traduce in un aumento dei prezzi dei jeans e Levi Strauss ha già aumentato il prezzo dei suoi, scaricando così parte dell'inflazione sui consumatori. Inoltre sta anche riallineando la propria attività per tenere conto dei maggiori costi degli input: il prezzo del cotone è ai massimi di 10 anni, dall'inizio dell'anno è aumentato del 47% (se il cotone rappresenta il 20% del costo per realizzare un paio di jeans e l'azienda è stata in grado di negoziare i costi del prodotto ad un'inflazione molto bassa, allora qualcun altro lungo la supply chain verrà schiacciato).

Quelli qui presentati sono solo due esempi di settori fondamentali per le famiglie (es. cibo ed abbigliamento), ma quello che si vuole sottolineare è un fenomeno ben preciso: è in corso un riprezzamento a lungo termine di materiali, beni e servizi. Ricordate: l'inflazione dei prezzi inizia con l'espansione dell'offerta di denaro e in questi giorni tale espansione è condotta in tandem da banca centrale e Ministero del Tesoro. Quest'ultimo vende nuovo debito alla banca centrale e quest'ultima lo prende con denaro creato dal nulla. L'indebitamento continuo di uno stato fornisce al Ministero del Tesoro un conto illimitato, che poi viene speso per programmi di spesa a bizzeffe. Mentre questo nuovo denaro scorre nell'economia, i prezzi si aggiustano più in alto, poiché l'offerta di denaro aumenta molto più velocemente dell'offerta di beni.

Il punto è che, attraverso politiche di svalutazione monetaria di massa, siamo ora entrati nella fase di riprezzamento di massa di beni e servizi. Il prezzo di quasi tutto aumenterà di molto nel prossimo decennio. I prezzi pre-pandemia sono spariti per sempre ed i risparmi, gli investimenti, le pensioni, il potere d'acquisto e la qualità della vita per cui la persona media ha sudato sette camicie per raggiungere saranno distrutti.


GREENINFLATION

Menzione obbligatoria per la cosiddetta "transizione verde", la quale, come abbiamo visto la scorsa settimana, sta imponendo un redde rationem sempre più duro quanto più ci si ostina a non voler riconoscere che le intenzioni dello stato sono le solite: comando/controllo. Ovvero, attraverso il paravento della "protezione" dell'ambiente e di conseguenza l'attuazione di politiche verdi, espandere la propria influenza sulla società. Il problema è che questi "investimenti verdi" sono doline economiche, risucchiano risorse scarse e le sprecano, fornendo un ritorno sugli investimenti nettamente inferiore al capitale investito. Il 70% dell'elettricità cinese è generata dal carbone e ciò ha implicazioni ambientali significative per quanto riguarda i veicoli elettrici: poiché vengono caricati da una rete che è principalmente alimentata a carbone, le emissioni aumentano con la proliferazione del numero di tali veicoli.

L'uso di carbone in Asia è aumentato drasticamente negli ultimi 20 anni, anche se è diminuito nel resto del mondo; l'appiattimento recente è quasi certamente dovuto al Covid, con una forte ripresa che è praticamente scontata. A causa dell'esplosione del fabbisogno energetico in Cina quest'anno, i prezzi del carbone hanno registrato un'impennata senza precedenti. Nonostante questo incredibile aumento, le autorità cinesi hanno incaricato i loro fornitori di ottenere carbone e altre fonti di energia, come il gas naturale, indipendentemente dai costi. Nonostante quanto sia diventato costoso il carbone, il suo utilizzo in Cina è aumentato del 15% nella prima metà di quest'anno rispetto alla prima metà del 2019 (che ovviamente non è stata influenzata dal Covid).

La Cina ha anche una certa affinità con il petrolio degli Stati Uniti per la sua natura facile da raffinare, soprattutto perché le raffinerie cinesi tendono ad essere di bassa qualità e incapaci di elaborare in modo efficiente greggi più pesanti, a differenza del complesso di raffinazione degli Stati Uniti che è altamente sofisticato e preferisce petrolio pesante come quello canadese e venezuelano. Ma dato lo scontro tra queste due superpotenze, la Cina preferisce i veicoli elettrici proprio perché possono essere alimentati a carbone, riducendo la sua dipendenza dal petrolio importato. Le piacciono anche perché controlla l'80% della fornitura di batterie ad ioni di litio ed il 60% dei minerali del pianeta, entrambi essenziali per alimentare i veicoli elettrici. Tuttavia anche per la Cina estrarre abbastanza litio, cobalto, nichel, rame, alluminio e altri minerali/metalli essenziali per raggiungere gli obiettivi ambiziosi di elettrificare in gran parte i nuovi volumi di veicoli sarà estremamente difficile.

L'impatto ambientale dell'enorme aumento dell'estrazione di questi materiali sarà senza dubbio di spessore. Michael Shellenberger, attivista ambientale da una vita, è stato particolarmente critico riguardo la narrativa mainstream secondo cui solo le energie rinnovabili possono risolvere il fabbisogno energetico globale, scagliandosi contro i suoi colleghi quando negli ultimi decenni hanno fatto ricorso a ripetuti inganni per minare l'uso dell'energia nucleare. Lasciando l'energia nucleare fuori dal set di soluzioni, egli prevede un impatto disastroso sul pianeta a causa dell'enorme scala di estrazione di risorse che deve ancora verificarsi. E non dimentichiamoci che i veicoli elettrici vanno a braccetto con l'industria dei semiconduttori, la quale, come ben sappiamo, affronta carenze diffuse e questo renderà la situazione ancora più complicata. È logico aspettarsi che ci saranno carenze ricorrenti di chip nel prossimo decennio solo per questo motivo

Mettendo da parte le devastazioni ambientali dell'estrazione di minerali, quando si ha una domanda così elevata e in rapida crescita che si scontra con un'offerta limitata, è scontato che i prezzi saliranno alle stelle. Questa sarà un'altra spinta inflazionistica causata dalla "transizione verde". Russia e Cina molto probabilmente sarebbero i principali beneficiari di questo scenario e non è un caso che un precedente Segretario Generale della NATO abbia accusato l'intelligence russa di sostenere i movimenti anti-fracking in Europa occidentale. Il successo del movimento anti-fracking ha sostanzialmente impedito una versione europea dei miracoli dello scisto in America, di conseguenza la produzione di gas naturale dell'Unione Europea è in fase di declino da anni. Il divieto al fracking ha reso l'Europa fortemente dipendente dalle spedizioni di gas russo (oltre il 40% delle forniture provenienti dalla Russia).

Nel 2011 il sistema di gasdotti Nord Stream, che scorre sotto il Mar Baltico dalla Russia settentrionale, ha iniziato a fornire gas ad ovest: dalla Russia settentrionale alla città costiera tedesca di Greifswald. Per anni i russi hanno cercato di costruire un sistema parallelo con il Nord Stream 2, ma il governo degli Stati Uniti si è opposto alla sua approvazione per motivi di sicurezza. Ora, però, l'amministrazione Biden ha abbandonato quella opposizione ed il Nord Stream 2 diventerà una realtà, lasciando l'Europa ancora più esposta alla pressione russa. È possibile che il governo russo e il Partito Comunista Cinese abbiano sostenuto i movimenti contro i combustibili fossili? Secondo me non solo è possibile, ma altamente probabile. Infatti credo che sia ingenuo non giungere a questa conclusione. Dopotutto non sarebbe nel loro interesse geopolitico vedere gli Stati Uniti coinvolti ancora una volta in un ciclo di inflazione galoppante, in un momento in cui la stampa di denaro forsennata sta aprendo le porte ad una nuova crisi energetica?


IL MODELLO TOKYO-BUENOS AIRES

Ma dove ci conduce tutto ciò? Cinque anni fa, guardando al futuro, ho visto un lungo viaggio che avrebbe portato le economie occidentali prima a Tokyo e poi a Buenos Aires. In sintesi, mi aspettavo una correzione dei prezzi degli asset ed una recessione lenta, come in Giappone, seguita da una stampa di denaro ed inflazione di massa, come in Argentina. In retrospettiva ho avuto ragione e ho avuto torto. L'economia di Main Street è stagnata, proprio come in Giappone: infatti se prendiamo come esempio gli Stati Uniti dall'inizio del secolo, i tassi di crescita del PIL sono dimezzati, gli investimenti netti reali sono stati piatti e la produzione industriale reale è diminuita nonostante l'ingresso di 50 milioni di persone. Ma a Wall Street è stata tutta un'altra storia poiché ogni crollo è stato seguito da una stampa di denaro più grande da parte del sistema bancario centrale e da una reazione idrofoba degli investitori che ha portato a nuove bolle. Inutile dire che tutto dipende dalla stampante monetaria e la "transizione argentina" sta iniziando.

Ricordate che nell'attuale sistema chi guadagna dall'inflazione è sempre chi è più vicino alla stampante monetaria. Il welfare state, di contro, è un sordido escamotage per tenere buone le masse mentre vengono derubate silenziosamente. Negli Stati Uniti o in Italia, come in Argentina, i politici hanno promesso di "trasferire" denaro dai ricchi ai poveri: ci sono molti più elettori poveri che ricchi e ogni voto è uguale. Ma i ricchi sono anche potenti: hanno lobbisti e la maggior parte delle persone che controlla lo stato sono ricche anch'esse. Quindi i politici tendono ad andarci piano con le tasse, lasciando scappatoie per sé stessi e per i loro amici ricchi. Nei Paesi succitati la maggioranza degli elettori ora dipende dal welfare state per il proprio pane quotidiano e naturalmente non mordono la mano che li nutre. I trasferimenti sociali sono aggiustati al tasso d'inflazione, ma i pianificatori centrali creano l'inflazione e la calcolano "a modo loro". E quando l'inflazione corre, gli aggiustamenti non tengono mai il passo e lo stato può continuare ad usare l'inflazione per derubare la popolazione. Perché? perché, come detto prima, gli elettori poveri sono di più.

Ma perché gli Stati Uniti e la maggior parte dei Paesi europei, insieme a gran parte del resto del mondo, incluso il Giappone, seguono tutti le stesse tendenze, lo stesso arco di storia, le stesse politiche, anche se sembrano portare alla bancarotta e al caos? Perché i pianificatori centrali sono così ansiosi di controllare i nostri soldi, i nostri movimenti e persino i nostri discorsi? Perché i tassi di crescita stanno diminuendo nonostante abbiamo più capitali, più brevetti, più nuove tecnologie, giovani più intelligenti ed istruiti, e più stimoli che mai?

Il progresso umano va avanti da molto, molto tempo: abbiamo imparato come imbrigliare i cavalli e poi come imbrigliare l'atomo. Anche le nostre istituzioni si sono evolute, sia politiche che economiche: dalla tribù famigliare alle corporazioni di oggi; e la cosa più importante che abbiamo imparato è stata come fare progressi, come aumentare la produzione oraria e di che tipo di "segnali" avevamo bisogno per mantenere il flusso del traffico economico. Ma il “progresso” ha valore solo se connesso alle scelte umane, ecco perché il libero mercato è fondamentale: “il popolo” può parlare, forte e chiaro, ad ogni acquisto o rifiuto di un acquisto. È per questo che il “progresso” in genere ci ha portato lontano da società strettamente controllate e altamente irreggimentate verso una maggiore libertà individuale, dove le persone potevano decidere da sole ciò che volevano. Tre test del XX secolo ce lo hanno confermato: Germania nazista, Russia sovietica, Cina comunista. In questi regimi i pianificatori centrali decidevano per tutti, alla gente veniva detto cosa fare ed i prezzi e la produzione erano controllati a livello centrale. I punti di vista alternativi erano eliminati.

Inutile sottolineare che il risultato fu meno ricchezza e meno progresso. Nel 1991 tutti e tre quegli esperimenti erano stati giudicati fallimentari. Ed eccoci oggi, informati su quei meravigliosi episodi (costati oltre 100 milioni di vite) e con la democrazia moderna dove le persone hanno sempre meno controllo sul governo e sono soggette ad un numero sempre maggiore di leggi, regole, editti ed obblighi. Le nostre scelte si stanno restringendo, i tassi di crescita sono in calo, l'inflazione al consumo è in aumento, il debito è in aumento, la rabbia sta montando e le fregature stanno peggiorando.

Il filosofo greco Aristotele disse: "La democrazia inevitabilmente degenera in dispotismo". Juan Perón ha dimostrato che aveva ragione. La democrazia non è tanto un fallimento quanto una frode: funziona, ma solo per le persone che la controllano. Finge di permettere alle “persone” di dettare legge, ma in realtà i pianificatori centrali sono sempre al comando e usano sempre il loro potere per arricchirsi. Ecco perché non possono tornare alla normalità, non questa volta: di norma il mercato azionario era pari a circa il 60% del PIL, ma dopo le politiche monetarie degli ultimi 33 anni le azioni valgono più di due volte il PIL. Questo guadagno extra ha messo migliaia di miliardi in ricchezza immeritata nelle tasche dei pianificatori centrali e dei loro clientes. Tornare al denaro onesto ed a tassi d'interesse di libero mercato spazzerebbe via suddetta ricchezza. Le azioni scenderebbero a livelli normali, circa un terzo dei prezzi odierni; anche i tassi d'interesse tornerebbero a livelli normali, con i tassi dei mutui intorno al 7% o all'8%.

Gli Stati Uniti hanno goduto di una falsa prosperità negli ultimi 30 anni, ma solo perché la Cina si è caricata l'onere della produzione e ha venduto beni agli americani a prezzi scontati, tenendo sotto controllo l'inflazione. E ora gli Stati Uniti non hanno più i posti di lavoro da capofamiglia, le infrastrutture o il know-how per realizzare le cose che gli americani vogliono. Invece elettrodomestici e altra roba vengono spediti attraverso l'Oceano Pacifico, a costi enormi, mentre gli sconti degli ultimi 30 anni scompaiono. I costi delle materie prime cinesi – metalli, carburante, ecc. – stanno aumentando e così anche i salari. Non si può più compensare la stampa di denaro americana con prodotti a basso costo. Sì, l'inflazione è uscita allo scoperto e la truffa del denaro fiat sta andando in pezzi.

Non si può "stampare" la prosperità, non si può far funzionare un'economia con piani quinquennali e la “democrazia” non significa che la maggioranza ottiene ciò che vuole. No, ottiene qualunque osso i pianificatori centrali le lanciano. Ma mentre buttare via gli scarti era facile quando l'economia aveva ancora una parvenza di crescita, negli ultimi tempi è diventato molto più difficile. Gli stati occidentali hanno sperperato migliaia di miliardi in guerre e welfare state, sono letteralmente affogati nei deficit senza neanche una recessione.

Quindi cosa pensate che faranno i pianificatori centrali? Rinunciare a quanto intascato per proteggere l'economia, o continuare a derubare la popolazione per proteggere il loro status e ricchezza?


CONCLUSIONE

Non credo che servano ulteriori briciole di pane per far capire a chi è rapido nei collegamenti la direzione verso cui stiamo andando. C'è poco da dire ormai: banche centrali e stato hanno siglato il loro epitaffio nel momento in cui, dal 2009 in poi, sono andati in overdrive con stampa di denaro e spesa in deficit. Ora devono fare i conti con gli errori economici che hanno fomentato sin da allora, i quali hanno creato un ambiente di mercato distorto da ingegneria finanziaria ed aziende zombi. Senza gli interventi centrali, una correzione pesante e profonda di tutto il tessuto imprenditoriale è un obbligo. Non solo, ma è in gioco la fiducia stessa e la reputazione di stati e banche centrali. La risposta, dopo lo sfascio del mercato repo nel 2019, è stato comando/controllo per ridurre al minimo l'imprevedibilità degli individui (sulla scia di fallimenti bancari a catena) e trasferimento artificiale di risorse economiche scarse alle grandi aziende (perlopiù zombi) dal tessuto industriale piccolo/medio.

Il lasciapassare verde è destinato a trasformarsi sempre più in uno strumento di controllo capillare per impedire sommosse sulla scia del cataclisma economico e finanziario in cui s'è infilata la cosiddetta economia mista, la quale, come diceva anche Mises, non può esistere: o è libera oppure tenderà inevitabilmente e progressivamente al socialismo. Noi Austriaci abbiamo preso in mano il testimone dal maestro, e come ebbe a dire anche lui siamo "testimoni di un disastro documentato". Carenze artificiali, razionamenti ed inflazione galoppante sono potenti effetti avversi che i pianificatori centrali hanno deciso di domare attraverso misure liberticide ed insensate. Perché insensate? Perché, sebbene ai loro occhi possa essere una soluzione praticabile l'assoggettamento di fasce sempre più ampie della popolazione, nel lungo periodo è fallimentare. Certo, il prezzo da pagare è un dolore economico e sociale crescente nel frattempo. Questo ovviamente è foriero di agitazioni in un mercato vagamente libero come quello pre-2020, ma con l'implementazione di misure di ingegneria sociale atte a circoscrivere sempre di più l'azione libera degli individui si sta cercando di disintermediarlo dallo stato di diritto e conseguentemente appianare qualsiasi discrepanza tra le varie fasce della burocrazia e il governo centrale. In tal modo le direttive top-down vengono trasmesse e attuate immediatamente senza interferenze.

Lo stesso varrà anche per l'attuazione delle CBDC, come l'euro digitale, dove la trasmissione della politica monetaria della banca centrale bypasserà il sistema decotto delle banche commerciali. Il tempo stringe perché il controllo deve essere peculiare e, soprattutto, sentito dalla popolazione in generale prima che le conseguenze della stampa scriteriata di denaro facciano il loro corso totale. L'accelerazione dell'introduzione del lasciapassare verde non è altro che il risultato di una disperazione incalzante tra i pianificatori centrali che devono far fronte alle irresponsabilità economiche alimentate in maniera più marcata negli ultimi 12 anni.

Quindi le emergenze continueranno e l'uso dell'identità digitale sarà più pervasivo, con una schedatura a tappeto dell'intera popolazione affinché, attraverso diktat top-down, sia messa alle strette nel momento in cui, conscia di essere stata presa per i fondelli per decenni, essa reagisca in modo mansueto. Il più grande furto della storia umana sta per essere messo in atto con la scusa banale e stantia della salvaguardia della salute. Come diceva Hayek, ora più che mai, i pianificatori monetari centrali stanno tenendo una tigre per la coda: se tirano ancora, la tigre li sbranerà; se la lasciano saranno sbranati lo stesso. Hanno quindi deciso di distrarla in ogni modo possibile. Non ci riusciranno. La storia economica è piena di esempi di piani ben congegnati, di persone presumibilmente più intelligenti di quelle precedenti, che poi hanno tutte fatto la stessa miserabile fine.

Cercare alternative alle varie attività della struttura sociale è un must per resistere e sopravvivere al dolore economico/sociale che si staglia all'orizzonte. La prima alternativa ad un costrutto sociale a noi noto, il denaro, è già a portata di mano: Bitcoin. Una seconda alternativa è l'homeschooling e così via.


2 commenti:

  1. Gentile dott. Simoncelli,
    voglio esprimerle i miei più sinceri complimenti per questo eccezionale articolo che spiega, in maniera chiara ed ineccepibile, i motivi di ciò che sta accadendo ed in più scavando nel profondo de "il perché" del, da loro stessi definito, Great Reset, in divenire dal 2020.

    Colgo l'occasione, probabilmente impropria, per porle un quesito di natura filosofica giacché non saprei a chi altro proporla (!): se secondo lei fra la filosofia di Max Stirner, Mises e Satoshi Nakamoto esiste un filo conduttore dello stesso pensiero attraverso le epoche storiche, come appare ad un non esperto ma, diciamo, "coraggioso dilettante" come me che ritiene Satoshi l'erede di Stirner che ha finalmente creato il sistema per gli "Unici, e le loro proprietà" di interagire liberamente fra di loro.
    grazie
    cordialmente
    Federico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve Federico. La ringrazio per il suo feeedback, prezioso dal punto di vista editoriale soprattutto per quanto riguarda i temi e gli argomenti presentati sul blog.
      Per rispondere alla sua domanda, poi, sono convinto che esista quel filo conduttore ed esso non sia altro che gli elementi primordiali di prasseologia insiti nell'anarco-individualismo di Stirner e poi meglio teorizzati da Mises con l'individualismo metodologico. Nakamoto, inutile dirlo, era/è un profondo conoscitore della prasseologia visto che, come si evince dal white paper di Bitcoin, ritroviamo tutti quegli elementi che incarnano un ragionamento logico/deduttivo in chiave prasseologica. La disintermediazione e la riduzione degli scambi a livello P2P è essenzialmente il riconoscimento che la molecola prima dell'ambiente di mercato è l'individuo, l'essere agente, e attraverso di esso di dipanano tutte quelle ramificazioni che rendono meravigliosamente inestricabile il panorama economico ad una qualsiasi pianificazione centrale.

      Elimina